Napolitano, la verità ce la devi dire tu!

Giorgio Napolitano

Voglio essere chiaro: qui non è questione di credere o non credere alla necessità di sciogliere i confini nazionali in un unico grande utero semiplanetario, che si chiami “nuovo ordine mondiale” (nel senso orwelliano del termine) o che scaturisca da una considerazione legittima, condivisibile o meno, circa la necessità di affrontare i cambiamenti di natura geopolitica in corso con una visione collettiva. Lascio ai fautori di questa o quella tesi decidere cosa voleva dire Napolitano, nel suo discorso di ieri alla Camera, con le parole “Non si può […] opporsi o resistere a quella indispensabile e sempre più stretta integrazione tra gli Stati e i Governi dall’Unione” e “Questo è forse il momento […] in cui si impone la costruzione di un nuovo ordine mondiale. […] Abbiamo l’assoluta esigenza di chiederci e di riflettere su cosa possa essere un ordine mondiale più giusto e sostenibile. […] Dopo il 1989 si sparse e si diffuse l’illusione che, dalla fine della guerra fredda, potesse nascere un ordine mondiale magari unipolare e pacificato nel suo seno“.

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Stiamo per perdere anche la sovranità giuridica. Vuoi davvero essere uno schiavo o cercherai di fare qualcosa?

di Fulvio Grimaldi

Il TTIP è una manovra congiunta delle élite americana ed europea che risponde a mandanti che già dispongono di oltre metà della ricchezza del pianeta e che mirano a sottoporre al proprio dominio politico, economico, militare e culturale chi ancora si oppone alle devastazioni del neoliberismo e delle strategie di guerra.

L’obiettivo è di far prevalere gli interessi di banche e multinazionali sulle legislazioni nazionali , con misure come il Tribunale Privato Internazionale, composto da privati esponenti del potere economico e che giudicherà sui conflitti che potranno nascere tra leggi nazionali a protezione di ambiente, lavoratori, salute, cibo e, dall’altra parte, i profitti delle multinazionali. Tutto deve essere ridotto agli standard e alle norme esistenti negli Usa, che è il partner più forte. L’agroindustria, la chimica, l’alimentare, degli Stati Uniti avranno la meglio sulla nostra agricoltura, sui controlli alimentari, sui farmaci, sul principio di precauzione che da noi esiste e da loro no. Verremmo inondati da Ogm, carne al cloro, polli agli antibiotici, diserbanti e antiparassitari tossici. Le nostre residue norme sul lavoro, dopo la decimazione operata dall’associazione a delinquere che ci governa, verranno spezzate via da un precariato generale, a tutele scomparse, affine a forme di neoschiavismo.

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Cecchini tedeschi in Ucraina per giocare al Safari

Scimmia Cecchino
dai nostri inviati a Donetsk (Ucraina) Angelo Mandaglio e Ivan Senin.

#MissioneUcraina Sarebbe dovuta essere una semplice intervista ad un soldato delle DNR (Repubblica Popolare di Donetsk), ma durante il racconto emerge qualcosa di nuovo. L’intervistato non può rivelare la sua identità, perché un cecchino e dunque un obiettivo sensibile per l’esercito nemico. E’ un ragazzo di 23 anni ma dimostra ancor meno della sua età. E’ socievole e sembra ci abbia preso in simpatia. E’ diverso dall’immagine del soldato che siamo abituati a vedere in TV.

Come ti posso chiamare se non posso farlo con in tuo nome?

Chiamami Valera

E’ un nome a caso o appartiene a qualcuno che esiste?

E’ il nome del mio compagno. I cecchini non vanno mai in battaglia da soli, hanno sempre un compagno che dovrebbe coprigli le spalle. Lui è morto in battaglia. Gli volevo bene e voglio usare il suo nome. E’ anche un modo per ricordarlo.

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