Ucraina: la storia che sui media non leggete

Merkel Hollande Poroshenko

L’Ucraina non ha mai ricoperto un ruolo importante nei giochi di potere che governano la politica mondiale. Eppure, negli ultimi 12 mesi, lo Stato di Kiev è stato catapultato improvvisamente al centro degli interessi delle superpotenze mondiali, trovandosi a dover rivestire il ruolo di ago della bilancia di profondi interessi socioculturali che a fatica hanno mantenuto un pacifico equilibro.

L’Ucraina, nata nel 1991 dopo la definitiva caduta dell’Unione Sovietica, ha da sempre cercato di manifestare la propria indipendenza, cercando di soffocare la grande etnia (circa il 35%) di russi, o russofoni, che abitano sul territorio rimarcando una naturale differenza culturale che pare essere sempre più incolmabile, arrivando addirittura a negare qualsiasi legame passato con la Russia. Questo divorzio fra le due nazioni è al limite del paradosso: basti pensare infatti che l’Ucraina, al momento del distacco e della proclamazione di indipendenza, non solo ha lasciato il fardello dei debiti accumulati negli anni sulle spalle della neonata Federazione Russa, ma ha fatto cadere sotto il medesimo governo anche la Repubblica Autonoma di Crimea.

Sarebbe stato naturale quindi, anche per puro senso di riconoscenza, cercare di rendere omogenee le differenze etniche in seno al paese, ma ciò non è avvenuto. Anzi, le intromissioni nei problemi interni ucraini da parte degli stati europei e degli Stati Uniti hanno fomentato la discriminazione e le differenze fra le varie etnie che rivendicano ora i propri diritti. In tutto ciò, Mosca non poteva certo giocare il ruolo di spettatore passivo. Quello che è accaduto a Kiev ha quindi spinto il popolo a battersi per una reale divisione territoriale, che vede una etnia di lingua russa che vorrebbe ritornare a quella che fu un tempo la madre patria, mentre la restante maggioranza, che sostiene il Governo di Kiev, cerca di soffocare questa lotta intestina con ogni mezzo, primo fra tutti l’eliminazione dalla Costituzione della lingua russa come seconda lingua ufficiale del Paese, mettendo così alle corde quelli che la propaganda ama chiamare “filorussi” e portando a compimento quel fenomeno di espansione linguistica denominato “Ucrainizzazione”.

  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Delicious
  • Segnalo
  • Diggita
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Upnews
  • FriendFeed
  • Google
  • Tumblr
  • Email
  • OkNotizie
donate

LA PESTE BRUNA IN UCRAINA – Reduci di Stalingrado scrivono alla Merkel

Battaglia di Stalingrado Merkel

Stimata Frau Merkel!

Nell’anno del 70° anniversario della vittoria sul nazismo, noi, i reduci di quella terribile guerra ed i partecipanti alla sua battaglia più terribile rileviamo come in Europa ancora una volta vaghi uno spettro: lo spettro della peste bruna.

In questo momento un focolaio del nazismo è diventata l’Ucraina, dove dall’ideologia ultranazionalista, antisemita e dell’odio del genere umano si è passati alla loro pratica – alla violenza fisica, all’eliminazione dei dissidenti, all’omicidio delle persone motivato da odio etnico, dalla negazione della cultura diversa. Di fronte a noi immagini note: sfilate di fiaccole, giovani in divisa con distintivi nazisti che alzano il braccio nel saluto nazista, parate fasciste protette dalla polizia statale nel centro di Kiev, dichiarazioni sull’inferiorità di alcuni popoli. Tutto questo lo abbiamo già visto e sappiamo dove ci conduce.

  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Delicious
  • Segnalo
  • Diggita
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Upnews
  • FriendFeed
  • Google
  • Tumblr
  • Email
  • OkNotizie
donate

Ecco da dove arrivano tutte le cose che sappiamo dell’ISIS. Chi è Rita Katz

Rita Katz

Non c’è organo di informazione in Italia che non riporti la notizia del nuovo video diffuso dallo Stato islamico sulla decapitazione degli egiziani copti su una spiaggia libica: “Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma”. La fonte è il Site (acronimo di Search for International Terrorist Entities), vale a dire il sito di monitoraggio Usa dei jihadisti sul web. Non stiamo parlando di una piattaforma qualunque, ma del principale punto di riferimento al mondo per i giornalisti che si occupano di terrorismo internazionale, ed in particolare di formazioni estremiste di matrice islamica.

Il Site tiene traccia delle principali reti terroristiche globali, intercetta messaggi segreti, distribuisce – dietro lauto compenso – video e audio online ai principali network del pianeta. In passato ha dato nota di comunicazioni che avrebbero anticipato imminenti attacchi kamikaze. Nel 2011 tradusse la lunga dichiarazione redatta dal Comando generale di al Qaeda a conferma del decesso di Osama bin Laden. Insomma, detta l’agenda a chi come me si occupa del tema da qualche anno e di tanto in tanto smuove anche i servizi di intelligence internazionali. Li condiziona, così come le scelte dei loro governi. Per questo è opportuno chiarire alcuni punti.

  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Delicious
  • Segnalo
  • Diggita
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • LinkedIn
  • Upnews
  • FriendFeed
  • Google
  • Tumblr
  • Email
  • OkNotizie
donate
tasto_newsletter

I MINI-BLU

Il simposio per una società sostenibile, sabato a Verona

Trailer Simposio Società sostenibile Una moltitudine inarrestabile di cittadini, riuniti in movimenti e associazioni, operanti in gruppo o come singoli individui, si sta mobilitando in ogni campo per portare un cambiamento positivo nel mondo: sabato 28 febbraio a Verona, il Simposio Società Sostenibile 2.0 intende dar voce a tutto questo! Una giornata all'insegna della...leggi

Vivere, cadere. Vivere, rialzarsi. Vivere, ricominciare…

Marco Masini Vivere Cadere Vivere, cadere, vivere, rialzarsi, vivere, ricominciare, come la prima volta... Oggi che giorno è? "Ti stai stufando anche te, di non avere un posto, un sogno che è rimasto"? Siamo ancora in tempo per la rivoluzione? Oppure, come dice Fossati: "È...leggi

La lettera di Varoufakis alla Troika, in italiano.

Yanis Varoufakis  Volfgang Schauble Ecco il testo della lettera inviata dalla Grecia all'Eurogruppo, tradotto in italiano, con le loro richieste che hanno spaccato la Germania. Atene, 18 febbraio 2015 Caro Presidente dell'Eurogruppo,  negli ultimi 5 anni, il popolo greco ha sostenuto...leggi

Dal Videoblog

Categorie