Ne usciremo solo nel 2034: i grafici di Paolo Cardenà

Paolo Cardenà, animatore di “Vincitori e Vinti” e consulente finanziario (private banker), uno dei primi tra i suoi colleghi a rendersi conto di ciò che avrebbe comportato l’euro, ha elaborato una serie di dati e prodotto grafici interessanti. Uno di questi raffronta le più grandi crisi economiche e viene fuori che…

Il grafico a cui ti riferisci è un grafico che mette insieme tutte le crisi che si sono avute negli ultimi 100 anni: la crisi del ’29, la prima e la seconda guerra mondiale e quella del 2007. Fatto zero l’anno di inizio di ogni crisi, noi osserviamo che tutte si sono concluse tra l’ottavo e l’undicesimo anno. Ossia il Prodotto Interno Lordo, una volta precipitato, è tornato al punto di partenza in questo intervallo di tempo. Tutte tranne questa. Per la crisi attuale (l’Italia ha perso circa il 10% del Pil), stanti anche le previsioni del FMI che sono sempre troppo ottimistiche, se tutto dovesse andare per il verso giusto, alla fine del tredicesimo anno dall’inizio della crisi, cioè nel 2020, noi avremmo recuperato circa la metà del Pil che abbiamo perso. E’ una crisi molto più violenta ed è indubbiamente la crisi più grande che l’Italia abbia mai avuto in tempi di pace.

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Shock al Bundestag: il potere in Europa è in mano al governo federale tedesco.

traduzione e sottotitoli: Tiziana Fiore.

Signor Presidente, signore e signori, signora Cancelliera,

avete ragione: oggi non si parla solo della Grecia. Oggi si parla anche dell’Europa e anche della Germania. Signor Schäuble mi dispiace, ma lei si sta apprestando a distruggere l’idea di Europa. Lei signora Merkel e lei signor Gabriel vi state solo sottomettendo. Voi tre state facendo il più grave errore della vostra carriera politica. Nelle scorse settimane non è stata lei, signora Merkel, la nostra Cancelliera: il nostro Cancelliere, seppure non votato, è stato il signor Schäuble. Lei, signora Cancelliera, è sempre stata vista come donna forte, ma le dirò che il suo atteggiamento verso il signor Schäuble è stato debole, troppo debole. Dal signor Gabriel e dalla SPD non si è sentito assolutamente nulla. Non un proprio pensiero, non un’obiezione a Schäuble. Così Schäuble, a nome di Gabriel e della SPD, è riuscito a minacciare la Grexit. E’ uno scandalo!

Nel 1989 ci fu il dibattito al Bundestag sull’introduzione dell’euro. Noi allora avevamo un cartello con scritto: “L’euro: non in questo modo!“. Non c’era scritto: “No all’euro“, bensì: “Non così!“. Dicemmo che l’euro era la parte finale di un processo di allineamento nell’insegnamento, nell’arte, nella scienza, nell’economia e degli standard nelle tasse, negli stipendi, nelle pensioni e nella previdenza sociale. “Se non si fa questo lavoro e l’integrazione in Europa è solo ed esclusivamente monetaria, ci saranno estreme conseguenze negative“. Sono stato deriso e avete dichiarato di avere tutto sotto controllo. Nel mio discorso vi dissi che saremmo vissuti in un’Europa delle banche. E cosa abbiamo adesso? Un’Europa delle banche! La BCE è diventata l’organo più potente. Pronosticai un crescente estremismo di destra e razzismo, anche per la crecente paura della povertà. E così è successo: nel sud Europa, in Francia, in Germania. Dicemmo che il dumping salariale e sociale sono una conseguenza, perché in un’unità monetaria valgono sempre gli standard più bassi. La Germania iniziò con l’agenda 2010, creando una folle occupazione precaria grazie alla quale sono aumentate le esportazioni tedesche. E il sud lo ha dovuto pagare. Questa verità la nascondete. Dunque l’euro ha più diviso che unito, e noi lo avevamo previsto. Forse dovreste darci più ascolto.

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Varoufakis: ora Schäuble vuole prendersi Roma, Madrid e Parigi

Yanis Varoufakis

dall’intervista rilasciata a El Pais

Alcuni giorni fa ha lasciato il ministero. Come è cambiata la sua vita quotidiana?

«I giornali pensano che io sia deluso per aver lasciato il governo. Di fatto però io non sono entrato in politica per far carriera, ma per cambiare le cose. E chi cerca di cambiarle paga un prezzo».

Quale?

«L’avversione, l’odio profondo dell’establishment. Chi entra in politica senza voler far carriera finisce per crearsi questo tipo di problemi ».

Intanto la Grecia continuerà a subire la tutela della Troika…

«Noi avevamo offerto all’Fmi, alla Bce e alla Commissione l’opportunità di tornare ad essere le istituzioni che erano in origine; ma hanno insistito per ripresentarsi come Troika. Ma l’ultimo accordo si basa sulla prosecuzione di una farsa, ma si tratta solo di procrastinare la crisi con nuovi prestiti insostenibili, facendo finta di risolvere il problema. Ma si può ingannare la gente, si possono ingannare i mercati per qualche tempo, non all’infinito».

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