Il rispetto delle regole

Massimo Artini e Paola Pinna - Espulsi?

Cercherò di essere obiettivo e distaccato. E soprattutto, ricordo a tutti che parlo a titolo personale, non avendo io incarichi di nessun tipo all’interno del Movimento 5 Stelle.

Più volte, su questo blog e nel corso di interminabili discussioni con giornalisti e affini, ho sostenuto il concetto che il Movimento 5 Stelle fosse essenzialmente un metodo di Governo, ancora prima che un contenuto. Il metodo era necessario per togliere l’arbitrarietà dalle mani degli eletti e lasciarla in quelle dei cittadini, che poi è essenzialmente il motivo per cui il Movimento è nato: smantellare una classe dirigente ormai totalmente autoreferenziale e fuori controllo.

Ovviamente, tra il dire e il fare c’è di mezzo il canonico mare, anche perché questo è un grande esperimento di rinnovamento nella storia della politica, per cui ci sta che certe declinazioni del “metodo” possano nascere strada facendo, sotto l’egida di un garante di cui uno si fida oppure non si fida. Per esempio, non c’era scritto da nessuna parte che qualora la rete si fosse espressa a favore di una legge sull’immigrazione più morbida, tale legge si sarebbe dovuta applicare solo a partire dalla legislatura successiva. Non c’era scritto però aveva un senso:

  1. il Movimento 5 Stelle prende i voti di 9 milioni di cittadini sulla base di un programma;
  2. manda dei meri portavoce ad attuarlo nelle sedi istituzionali;
  3. finché tali portavoce si muovono nel solco dei principi che hanno ispirato il programma (a tutti gli effetti un contratto con i cittadini), allora hanno discrezionalità di manovra, ma laddove volessero introdurre nuove linee politiche che si discostino sensibilmente da quelle presentate durante la campagna elettorale, allora tali linee dovrebbero passare da una nuova legittimazione popolare.


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L’Europa Massona

L'Europa Massona

di Ida Magli

I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’ “Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe. Ebbene, cosa aspettano governanti e cittadini a riconoscere come tutto ciò sia assurdo? Che la terribile crisi economica, la tragica disoccupazione, la perdita di speranza per il futuro, la rinuncia a fare figli, l’invasione immigratoria che ci devasta, sono tutti risultati di quel progetto irreale chiamato “Unificazione Europea”?

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Bolgia Strasburgo: si alzi l’imputato Juncker!

Bolgia Strasburgo: si alzi l'imputato Juncker
La discussione integrale sul deposito della mozione di sfiducia al Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, presentata da Marco Zanni del Movimento 5 Stelle,in seguito allo scandalo denominato “Lux Leaks“.

L’attacco di Guy Verhofstadt a Nigel Farage sull’elusione fiscale e ai finanziamenti che Marine Le Pen ha avuto da una banca russa; le posizioni da vecchia politica di Gaby Zimmer, presidente del gruppo GUE (“su Juncker la pensiamo allo stesso modo ma la vostra mozione non la firmiamo perché l’hanno firmata Farage e la Le Pen“) e quelle paradossali di Rebecca Harms dei Verdi (“proprio perché Juncker rappresenta quello che gli si addebita, allora è lui l’uomo più adatto a quella poltrona“, che è un po’ come dire che la cosa più logica per un ambulatorio veterinario per porcellini è affidarlo in gestione a Ezechiele Lupo). Gli attacchi di Gianni Pittella (S&D) “voi non difendete la dignità e il prestigio del Parlamento Europeo: se Juncker se ne andasse la società europea collasserebbe, la disoccupazione esploderebbe, il nostro continente sprofonderebbe nella deflazione (mancavano le cavallette)” e di Manfred Weber (PPE): “voi non siete il nuovo che avanza, voi siete la vecchia Europa“. Le posizioni sommesse ma determinate dell’Ecr, i conservatori inglesi: “nessuna armonizzazione fiscale portata avanti da una Commissione sotto la sua guida, Juncker“.

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