Rocky VII – Missione Putin

I giochi sono fatti: avete chiesto di intervistare Putin. State scrivendo le domande da soli, in maniera collaborativa. Presto sottoporremo le domande a sondaggio per scegliere quelle da proporre al Presidente della Federazione Russa e poi… Poi avrò bisogno di voi per scatenare l’inferno. La rete sovrana ha deciso: #MissionePutin.

p.s. spero che vi siate salvati le domande del pad, come vi avevo chiesto. Se no, dovrete ricominciare daccapo! E ben vi sta :)

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La Sovranità? Pubblicità ingannevole!

UE divora sovranità

Evocare la Sovranità Repubblicana Nazionale concepita nel secolo scorso, quale facile soluzione al groviglio di problemi che attanagliano il Paese, è un azzardo da valutare con serietà e forse da evitare. Evocare la Sovranità significa infatti lasciar credere al Popolo che il nostro Stato e il nostro futuro Governo possano “ancora” esercitare libere scelte sul proprio territorio. Io, purtroppo, non credo che ciò sia vero. E pertanto lo ritengo un problema che si va ad aggiungere agli esistenti.

Ogni giorno ascolto Qualcuno che beotamente recita il mantra consolatorio : “la Sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art. 1 – comma II)” . Ebbene, io credo che questa meravigliosa affermazione sia come quelle leggi della Fisica newtoniana che fanno riferimento allo zero assoluto o alla la velocità della luce, oppure sia come quel terno secco “Libertà-Eguaglianza-Fratellanza”, che è uscito una volta sulla ruota di Parigi nel 1789 e poi mai più. Si tratta di postulati teorici, verso i quali giustamente si tende senza però mai raggiungerli, di slogan colmi di speranze che si infrangono contro le cronache.

I limiti a quel sogno di Sovranità – a causa di una serie di accelerazioni e mutazioni della geopolitica che i Media mainstream chiamano “Globalizzazione”- si sono rafforzati ed estesi al punto di mutare l’idea guida originaria di Sovranità formulata nel secolo scorso. In dettaglio: si sono rafforzati i limiti di fatto e i limiti di diritto. I primi, in Italia, sono riassumibili nella quasi impossibilità di organizzare e controllare in modo soddisfacente i vari aspetti della vita della nazione (finanziario, economico, valutario, di approvvigionamento energetico, fiscale, etc…). I secondi sono quelli derivanti dall’ordinamento e dai trattati internazionali sottoscritti, a torto o a ragione, nel corso degli ultimi 60 anni dai Governi Italiani (UE, Nato, WTO, FMI , Codex Alimentarius della FAO/OMS, norme sui flussi migratorii, etc…). Al riguardo, occorre ricordare che, nella Costituzione italiana, l’ipotesi dei limiti è espressamente contemplata nella norma dell’art. 11: “L’Italia … consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di Sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Decidete voi se le condizioni di “parità” , “pace” e “giustizia” siano state sempre soddisfatte .

In definitiva la Sovranità, anche secondo il Diritto Costituzionale e Internazionale, non può essere nè statica né assoluta, ma è funzione:

  1. della facoltà di esercizio del potere supremo nell’ambito di uno Stato
  2. dell’indipendenza di un soggetto /entità nei rapporti internazionali.

La prima, oltre a essere da sempre una facoltà azzoppata a causa della perversa partita tra Stato e Poteri Forti e Occulti, è ormai in via di delega progressiva ad alcune istituzioni dell’Unione Europea a causa del Trattato di Lisbona, del Fiscal Compact, del MES, etc… L’indipendenza nei rapporti internazionali poi, ritengo, che si sia manifestata in Italia solo a bassa caratura e in rare occasioni e che invece, in casi eclatanti, sia tesa a zero. Alcuni esempi : il caso Mattei, la strage di Ustica a bordo del DC 9 Itavia, gli incontri sul Britannia… credo che bastino.
Non si possono dimenticare inoltre le vergognose valutazioni pilotate che Fitch, Standard&Poor e Moody’s, le 3 Sibille del rating mondiale, si arrogano la facoltà di esprimere sull’affidabilità dell’Italia (e non solo) e che costituiscono uno dei maggiori oltraggi alla Sovranità. Oltraggi che rimangono impuniti perchè di fatto non c’è modo di punirli.

Vorrei essere chiaro: tutto ciò non è un film dell’horror (anche se talvolta può sembrarlo), si chiama Storia degli Umani in via di evoluzione sul Pianeta Terra. E dunque mi sembra corretto porre la questione alle menti più evolute, lucide e generose : evocare la Sovranità ombrello che non c’è, che non c’è più, che non c’è mai stata, che non potrà esserci così come è stata sognata, è un problema! E’ un problema perchè la semplice evocazione, senza chiarire che è un ombrello colabrodo, seduce e rassicura maldestramente l’anima collettiva. E’ una specie di pubblicità ingannevole, perchè promuove aspettative irreali, perchè l’eventuale battaglia e la stessa organizzazione delle forze vitali per il ritorno a “quella Sovranità” conduce su un binario morto della geopolitica. La Sovranità repubblicana italiana e i suoi annessi e connessi sono pericolosi perchè “finti”: un teatrino con protagonisti reali, eroiche imprese e martiri ma con registi e impresari indefiniti, mascherati.

Evocare la Sovranità tout court dunque, senza considerare e far considerare che si trattava di una Sovranità Ltd., concessa a una nazione che aveva perduto la Guerra dalle truppe angloamericane che tornavano a casa, è pericoloso. Negli anni, fra l’altro, tale Sovranità Ltd. è entrata a far parte del grande sogno collettivo oggi abortito dalle democrazie costituzionali occidentali, che dopo aver promesso welfare e progresso senza limiti, da 4-5 anni fanno i conti con i limiti strutturali del Pianeta terra e con le piaghe delle crisi finanziarie non risolte .

Io piuttosto muterei così l’art. 1 – comma II della Costituzione Italiana : “la Nuova Sovranità apparterrà al Popolo quando i suoi Rappresentanti riusciranno a difenderla e ad esercitarla nelle forme e nei limiti di una Costituzione in progress armonizzata con la Globalizzazione attiva e non subita” .

di Glauco Benigni


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Tovarisch Byoblu, Putin ti aspetta!

Byoblu Colbacco

Bene. Vedo che vi piacciono le sfide. Sono pronto! Non ci spaventa nessuno. Un paio di giorni fa vi ho chiesto chi avremmo dovuto intervistare per il blog. Questi i primi 5 nomi con le rispettive percentuali di voto:

1. Vladimir Putin    20%
2. Mario Draghi       7%
3. Paolo Barnard      6%
3. Alberto Bagnai     6%
4. Matteo Renzi       5%

Dunque abbiamo puntato in alto. Niente meno che Vladimir Putin! Cosa volete che sia? Una bazzecola, per gente come noi!
Dobbiamo studiare tuttavia una precisa strategia di presentazione. Lo faremo insieme, ma la prima cosa da fare è decidere le domande. L’idea è quella di usare lo stesso sistema utilizzato per il Discorso della Rete 2014: un pad collaborativo. Azzuffatevi in un editor di testo libero, dove tutti possono intervenire (ogni tanto salvate le varie versioni dal disastro), e poi consolideremo le domande che resteranno, proponendole come candidate in un sondaggio. Resteranno solo le migliori.

Successivamente, partiremo con il battege mediatico per convincere il nostro interlocutore a concedersi. Ma quella è un’altra storia ed è tutta un’altra sfida. Ovviamente, se Putin non dovesse accettare in tempo utile, passeremo senza colpo ferire a Mario Draghi, e via discorrendo.

Cosa aspettate dunque? Forza! Iniziate le danze. L’informazione 2.0 è vostra. Qui sotto c’è la versione embedded del Pad collaborativo, ma se avete bisogno di più spazio, usate questo link: https://etherpad.wikimedia.org/p/Putin

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