Romeo, perchè ti chiami Romeo? Cambia il tuo nome. In fondo, che cos'è un
nome? Quella che noi chiamiamo una
rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe altrettanto dolcemente.
Anche quello che noi chiamiamo
inceneritore, con un altro nome sarebbe altrettanto pericoloso per la salute. Allora chiamiamolo
termovalorizzatore. Anzi no: visto che non valorizza niente, dato che il bilancio tra l'energia consumata e quella prodotta è negativo, chiamiamolo
termoutilizzatore, così ci limitiamo a dire che stiamo genericamente utilizzando qualcosa senza essere costretti a specificare come.
Il
Termoutilizzatore di Brescia, un mega impianto da 800.000 tonnellate l'anno, produce
un decimo dell'energia erogata da una normale centrale turbogas. Di contro, il suo costo impiantistico per MegaWatt è
cinque/sei volte tanto. Solo il
20% del potere calorifico presente nei rifiuti viene recuperato, contro il
55% di una centrale turbogas. Per di più, i vantaggi derivanti dalla poca energia ricavata,
570 milioni di chilowatt ora -
ma le centrali si sfidano a colpi di GigaWatt - vengono annullati dallo spreco di materiali preziosi. Nella fattispecie, ogni anno vanno in fumo 5 o 6.000 tonnellate di
ferro, 6.000 tonnellate di
alluminio e centinaia di tonnellate di
rame. Peccato che i minerali e i giacimenti fossili disponibili nella crosta terrestre
non siano eterni, ma soprattutto abbiano tempi di formazione che vanno oltre la durata della vita umana. Quindi, per evitare di compromettere le riserve minerarie e fossili disponibili, dobbiamo
riciclare, non incenerire.
Qui casca l'asino.
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