Come ti faccio la roulette russa con i pacchi di macine sugli scaffali dei supermercati.

Chi non ricorda la lista degli alimenti che una ricerca ha scoperto essere contaminati da nanoparticelle dannose per la salute?
Partita come denuncia dal blog di Beppe Grillo, in questo post, dal titolo emblematico Ferramenta Ambulanti, si è poi trasformata in una catena di email che avrà fatto parecchie volte il giro del mondo.

Beppe ha pubblicato un articolo in cui riportava i risultati di una ricerca condotta da due scienziati, un’esperto di farmacologia e una fisica, al secolo Stefano Montanari e Antonietta Gatti.

La ricerca riportava una lista di alimenti comprati al supermercato e contenenti nanoparticelle inorganiche altamente nocive.
Beppe Grillo, nei suoi spettacoli, insinuava poi che le lobbies avevano ritirato il microscopio elettronico ai due ricercatori, infastidite dalla pubblicazione dei risultati, e lanciava una raccolta di fondi per acquistare un nuovo microscopio, portata a termine con successo.

Tanto per rinfrescarci la memoria, ecco Grillo in uno dei suoi show che affronta l’argomento.

Dal blog si è poi sviluppata una catena impressionante di email. Paolo Attivissimo è andato a cercare Stefano Montanari e gli ha chiesto se fosse tutto vero.
L’intervista, in formato mp3, è scaricabile a questo indirizzo.

Ora, stabilite le coordinate, veniamo al punto.

C’è in rete un signore che sembrerebbe rispondere al nome di Francesco Sblendorio, il quale in questo post sostiene che Beppe Grillo faccia della disinformazione.

Il chè parrebbe un’accusa gravissima per chi, come Grillo, fa proprio della disinformazione un’arma per accusare il sistema.
Gli argomenti che Sblendorio usa non sono però ineccepibili. E allora proviamo ad eccepire. Elenchiamoli uno per uno, e vediamo che valutazione darne.

1. I ricercatori hanno scritto lettere alle aziende, che non hanno risposto

Beppe sostiene nei suoi spettacoli che i ricercatori, dopo avere scoperto le nanoparticelle all’interno degli alimenti incriminati, abbiano scritto alle aziende produttrici per informarle, e non abbiano ottenuto risposta alcuna.
Ora, il punto è che Montanari nella sua intervista nega di avere mai scritto ad alcuno.
Questo può essere vero. C’è tuttavia da dire che nel suo post, Grillo invita egli stesso le aziende citate a fornire una spiegazione pubblica di quanto venuto alla luce. Quello che Grillo lamenta, semmai, è che dopo la pubblicazione dei risultati della ricerca (sia sul sito ufficiale, che sul blog di Grillo, che ha una diffusione enorme), ci si sarebbe dovuti aspettare una reazione forte, una serie di controlli attenti e capillari per verificare l’entità e la diffusione delle contaminazioni. Tuttavia questo non è accaduto. Non una denuncia, non un’indagine, nessun interesse da parte dei media. Questo è il vero problema!
Grillo ha probabilmente sostenuto un’inesattezza sul particolare della lettera con richiesta di informazioni spedita dai due ricercatori, ma tale inesattezza appare ragionevolmente risibile di fronte alla gravità della scoperta.

Parlare di disinformazione, Sblendorio, è come puntare il dito contro la luna, indicandola luminosa nel cielo, e accorgersi che qualcuno concentra lo sguardo sul dito, anzichè seguirne la direzione.

2. Chi ha spinto per togliere il microscopio ai due ricercatori è stata la lobby di queste aziende, assieme alla Comunità Europea.

Qui l’autore dell’articolo (Sblendorio) dimostra un’evidente ingenutità.
Dopo la pubblicazione dei risultati delle ricerche, ai due scienziati viene sottratto il microscopio. Una coincidenza davvero impressionante, arrivata con notevole tempismo. Sblendorio basa l’accusa di disinformazione su quanto dichiara Montanari sul punto, ovvero che il microscopio è stato loro sottratto, vero, ma non dalle lobbies dell’industria alimentare (o da chi mangia sugli inceneritori), bensì da un responsabile dell’istituto scientifico il quale ne aveva l’autorità, e che evidentemente non gradiva le loro ricerche (parole testuali).
Ora, anche un bambino capirebbe che Montanari mai e poi mai potrebbe pubblicamente fare un atto d’accusa contro i mandanti, nè è plausibile che una lobby telefoni a lui direttamente per chiedergli gentilmente di smetterla di comprare biscotti e fare fastidiosi esami. Più probabilmente basterebbe fare pressione su chi ha l’autorità di destituire i due ricercatori dai loro incarichi, sottraendo loro lo strumento di indagine principale.
E’ così che funziona il mondo. Grillo ha solamente fatto due più due. Il suo lavoro è quello di fare ridere, certo, e per farlo ha sempre scelto contenuti scomodi, unendo così l’utile al dilettevole. Grillo si prende la briga di dire quello che nessuno avrebbe mai il coraggio di dire, magari usando lo strumento dell’iperbole, magari esagerando un po’, ma del resto è ormai consolidato profeta di questo inizio millennio: deve battere la gran cassa per farsi ascoltare.
Con la disinformazione, caro Sblendorio, tutto questo non ha nulla a che fare. Potresti magari accusare Grillo di diffamazione, cosa che accade spesso a chi si assume la responsabilità di quello che dice. Resterebbe invece da chiedere al responsabile dell’istituto di ricerca in questione come mai le ricerche di Montanari e della Gatti erano così indesiderate. Ma ho il vago sentore che le sue risposte sarebbero sì, in questo caso, un esempio di disinformazione. Forse Paolo Attivissimo potrebbe intervistare anche lui. Sarebbe interessante.

3. I prodotti elencati sono contaminati, in generale.

Se il punto precedente faceva difetto dal punto di vista di un’eccessiva ingenuità, qui devo dire che la logica di Sblendorio subisce un improvviso black-out.
L’argomentazione è la seguente: Montanari ha sostenuto che i prodotti elencati nella sua ricerca sono stati analizzati in un unico campione, comprato in un supermercato qualunque. Questo, se da un lato certifica che almeno in una confezione di Macine è stato rinvenuto del titanio (!!!), non autorizza a concludere che in tutte le confezioni di Macine sia contenuto del Titanio.
Non fa una grinza. E’ logica elementare. Ma sarebbe come se io scoprissi che la mia Peugeot ha un difetto di costruzione tale per cui in curva i freni saltano, e non dovessi inquietarmi nè comunque rivalermi sulla Peugeot perchè non ho affatto dimostrato che esistano altre autovetture con identico difetto. A parte le stime probabilistiche (e di buon senso) che inducono a ritenere che se in un sacchetto di Macine c’è del Titanio, allora è quasi certo che tale elemento si trovi perlomeno in moltissime altre confezioni prodotte dallo stesso stabilimento nello stesso periodo, non significa comunque che se quei biscotti me li mangiassi io questo sia in qualche modo accettabile o consolante. E’ criminoso in ogni caso che non ci sia una legge che obbliga a dichiarare gli elementi che possono fare parte di un alimento che compriamo, che paghiamo, e che può avere effetti devastanti sulla nostra salute. Se mi mangio anche solo un unico pacchetto di biscotti che mi manda all’altro mondo, io ho il diritto di esserne informato, e a chi me le ha vendute gli faccio un culo così’!.
In ogni caso, Grillo non ha mai sostenuto che “in tutte le confezioni” di un certo alimento sono presenti le stesse nanoparticelle, nelle stesse quantità, e questo da solo basta a confutare l’accusa di disinformazione.

Sblendorio, io proprio non ti capisco. Ma come!? Abbiamo dimostrato che se apri un pacco di biscotti c’è la possibilità che ti mangi qualcosa che ti può far venire il cancro, .. c’è qualcuno che te lo dice, e tu rispondi: ‘Sì, ma non era proprio in tutti i pacchi, vero!?‘.
Sono seriamente perplesso di fronte alla tua logica.
Inoltre anche qui, come prima, è da rilevare come Montanari non potrebbe mai fare un’affermazione che metta in guardia da un certo prodotto: rischierebbe una denuncia con richiesta di risarcimento danni che, se non dovesse perdere per mancanza di fondi e avvocati, quanto meno lo impegnerebbe in anni e anni di stillicidio giuridico.

4. Sbriciola e agita in aria “le macine”, con un effetto scenico sicuramente molto forte, ma diffamando un prodotto che non c’entra nulla con i rischi dai quali Montanari vuole metterci in guardia

E qui arriviamo al delirio dialettico. Innanzitutto non c’è nessuna diffamazione perchè il fatto che le macine, almeno in una confezione, contengano del titanio è scientificamente dimostrato. Che poi tale prodotto non c’entri nulla con i rischi per la salute dai quali Montanari mette in guardia è una colossale assurdità.

Sblendorio, seguimi. Montanari ha studiato gli effetti negativi sulla salute delle nanoparticelle. Tali nanoparticelle vengono prodotte in quantità ridicole dalla natura stessa, per mezzo dell’attività vulcanica che da sola, in un anno, ne produce una quantità paragonabile a quella prodotta da una cittadina di medie dimensioni (mi pare in un solo giorno). Le stesse nanoparticelle vengono invece prodotte in quantità enormemente superiori dal traffico cittadino, industriale e dai famigerati inceneritori. Dopo avere vagato senza tema per l’aere, si depositano (oltrechè nei nostri polmoni) sui campi di grano, e da qui arrivano nelle confezioni di quei prodotti che hanno acquistato le partite di farina derivanti dalla lavorazione di quegli stessi campi di grano.

Sblendorio, passamela: ‘Che ne sai tu di un campo di grano?‘.

Ora, se la logica non mi fa difetto, è evidente che ingerire un pacco di macine che contenga nanoparticelle, o un qualsiasi altro prodotto inquinato, equivale a ingerire nanoparticelle, materiale inorganico dalla cui letalità Montanari va mettendoci in guardia. Ergo, se Cartesio non è morto invano, ingerire tale sventurato pacco di macine influisce in maniera drastica sulla mia salute.

Niente di male, dici tu: posso morire di tumore ma è solo una possibilità. Infatti ho una chance di cavarmela: basta scegliere dallo scaffale il pacco di macine non contaminato, dato che non è dimostrato che tutti i pacchi di macine siano venefici. Questo sì che è rassicurante. Ora mi sento meglio!

Una volta per dimostrare la propria virilità ci si procurava una pistola e si inseriva un proiettile nel tamburo, uno solo. Poi ognuno, a turno, si puntava la canna alla tempia e tirava il grilletto.

Oggi i tempi sono cambiati. Oggi si va al supermercato, nella corsia delle prime colazioni, e ognuno sceglie una confezione di macine a caso. Chi prende quella col titanio muore.

Grillo fa il comico. Ha ragione Montanari, non può essere considerato una fonte attendibile di verità scientifiche. Intanto però ha preso Montanari e Gatti dal loro laboratorio polveroso ed invisibile e ha dato loro voce. Da questa voce è nata una coscienza. Coscienza sociale e civile. Consapevolezza di quello che accade dietro alle macchine da presa delle pubblicità incantevoli alla Mulino Bianco, dove le mogli sono tutte belle, i mariti si svegliano con la cravatta al collo e i bambini giocano in un parco di dieci ettari quadrati coltivato a orchidee e tulipani mentre i genitori fanno colazione con un sorriso ebete guardandoli da una vetrata in cristallo appena pulito.

Se provi a farlo tu, invece, ti viene il cancro.

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