Sulle tracce della pluralità dell’informazione

Questa mattina, andando a fare colazione, mi sono fermato all’edicola e ho comprato qualche quotidiano.
Ultimamente ne compro sempre un paio che dovrebbero essere editorialmente distanti, tanto per fare una media di opinioni che dovrebbero essere diverse.

Con la Repubblica il giornalaio mi appioppa “La Repubblica delle donne“, un malloppone pesante e ricco di fotografie di gnocche ricoperte di casacche all’ultimo grido. Compro anche il Corriere e, come campione di controllo, Il Giorno.

Risalgo in macchina e un impellente prurito mi spinge a dare una scorsa ai titoli principali.
La Repubblica ce l’avevo già in mano. Faccio per scostare Il Corriere, e mi accorgo che è pesantissimo!
Apro il pacco regalo, e mi rendo conto che in qualche maniera adesso mi ritrovo due copie de “La Repubblica delle donne” anzichè una.
Eppure non mi ricordo di averne prese due! Fa niente.. l’altra la restituisco.

 

Sono lì lì per scendere dalla macchina, quando un giramento di testa mi coglie.. Vedo doppio, un po’ sfocato.. Lo so, ho dormito poco, e non ho nanche ancora preso il caffè. E’ normale.

 

E invece no! C’è davvero qualcosa di strano nelle due copie identiche della Repubblica delle donne. La cosa strana è che non sono identiche.

 

Mi strofino per bene gli occhi alla ricerca di una lucidità maggiore.. e inizio lentamente a notare delle vaghe differenze.

 

Ma no.. dai.. mi dico.. sono uguali.

 

Hanno lo stesso spessore, la stessa carta.. Hanno le stesse dimensioni. Entrambe sono rivolte ad un pubblico femminile, ed entrambe hanno lo stesso stile grafico, lo stesso carattere, lo stesso font del titolo dello stesso identico colore. Anche il colore di sfondo è il medesimo!
Bevi il caffè. Vedrai che sono uguali!
E poi, scusa, non hanno mica entrambe una sovraccopertina viola che reclamizza lo stesso prodotto della Lancome? E guarda i contenuti: questo qui a destra non ha mica uno speciale sugli accessori della moda? Ecco, e pure questo qui a sinistra ha un’articolo sugli accessori della moda!
Già.. peccato che la prima rivista, formalmente, sia l’allegato alla Repubblica “La Repubblica delle donne“, mentre l’altra sia invece “Io Donna“, allegato del sabato al Corriere della Sera.

 

Per entrambe le pubblicazioni, tra l’altro, io sono costretto a pagare un sovrapprezzo, anche presentando al giornalaio un certificato di autentico minatore del caucaso deprivato lobotomicamente della sua parte femminile.

Ma come!? La Repubblica e Il Corriere dovrebbero avere due linee editoriali distinte. Dovrebbero fare informazione ognuno con il suo modo, il suo stile, i suoi contenuti privilegiati.
E allora perchè mi rifilano la stessa copia della stessa rivista, facendosela pagare dagli stessi inserzionisti, cambiando solamente il nome?
E soprattutto, a questo punto, perchè io devo pagare due volte per lo stesso allegato?
Si fa un gran parlare della scomparsa della libertà di informazione, della razza dei giornalisti purosangue.
C’è qualcuno che sostiene che i media siano tutti emanazioni degli stessi poteri forti..
Certo che se qualcuno avesse ancora dei dubbi, ce la stanno mettendo proprio tutta per fare piazza pulita, eh!?

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