Veltroni manda un biglietto omaggio per il PD a Veronica Lario, in Berlusconi.

Lo dico? Lo dico! Sono antico.
Pensate che sono ancora convinto che per fare politica sia necessario partire dal basso, conoscere la realtà, avere competenze, avere la capacità di formulare proposte convincenti. Le proposte si comunicano; se hanno senso ci si candida; se la gente le vota, si cerca di attuarle.

 

veronicalario A me non risulta che la signora Miriam Raffaella Bartolini in Berlusconi, nome d’arte Veronica Lario, abbia mai tenuto comizi, si sia fatta portavoce di proposte concrete, abbia mai manifestato autentica passione politica o si sia distinta per competenze chiave insostituibili. (Sa recitare, certo, e questo nella politica di oggi effettivamente è un gran bel valore! Ma il PD non era l’occasione di invertire il senso di marcia?)

E Veltroni che fa? Delira: vuole costruirsi il primo harem di stato, giacchè uno dei vanti del nuovo PD sarebbe quello di essere il partito politico con più donne al suo interno. Forse, dopo aver dichiarato che non potrebbe mai essere una donna perchè passerebbe tutto il giorno a toccarsi le tette, vuole semplicemente aumentare la probabilità di riuscire a toccare almeno quelle altrui. Non vedo infatti discriminazione peggiore di quella di stabilire a priori una certa percentuale di rappresentati del sesso femminile, come se le donne fossero una minoranza etnica, come se non avessero altra possibilità di farsi strada se non un aiutino, una spintarella, come se non fosse la forza delle idee a dover premiare una candidatura piuttosto che un’altra.
E allora perchè non pensare anche ad avere il più alto numero di lavavetri mai rappresentati politicamente? O, magari, il più alto rapporto incensurati/politici mai espresso in un governo della Repubblica Italiana? Eh sì, perchè mettere le persone giuste al posto giusto sarebbe chiedere troppo: un  laureato in medicina come Ministro della Sanità, un vigile urbano al Ministero dei Trasporti, un professore a sistemare l’Istruzione.

VeltroniE invece no. Il cruccio di Veltroni è: «Ci sarebbe una donna che non so come collocare nel nostro panorama politico, e di cui conosco le curiosità culturali…».
Anch’io ho delle curiosità culturali, sindaco, vuole candidare anche me? No, scusi, dimenticavo: io non ho le tette. Però conosco una donna che ce l’ha, e non sono rifatte. Anche lei è curiosa, legge molto. E’ mia madre. Gliela presento?
Veltroni però insiste: «Non c’è nulla di strano, è una persona che stimo, con la quale ho avuto modo di discutere, è una persona con grandi curiosità culturali ed intellettuali».

Basta questo? Signor Veltroni.. secondo lei abbiamo bisogno di persone curiose, o di persone capaci?

In verità mi pare che lei stia cercando di imbastire un governo di facciata, costruendo consensi basati sulla notorietà dovuta ai rotocalchi, cercando di riciclare legami e parentele consolidati, rassicuranti, perchè il nuovo viceversa è imprevedibile. Con il nuovo si rischia di cambiare davvero!

Stiamo cercando di liberarci faticosamente di un Ministro di Giustizia testimone di nozze di un mafioso, di senatori a vita prescritti, mai assolti, e lei ci vuole propinare la moglie di Berlusconi?

E’ ora di voltare pagina. Gli italiani non credono più agli spot televisivi, alle interviste concordate, alle frasi fatte e alle inquadrature Mediaset di soubrette cerebrolese.

Gli italiani oggi leggono i blog, si informano in rete, i servizi video se li fanno da soli.
Se con il PD vuole davvero cambiare, lo dimostri. Vada a cercare i premi Nobel; candidi loro; ci metta menti illuminate e competenti nella sua squadra di governo, non i membri di un’aristocrazia patinata a ricoprire di belle immagini un vuoto abissale di contenuti.

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