Il Diavolo paga le tasse ?

La Commissione Tributaria ha richiesto a una prostituta ben 70.000 euro a titolo di compenso forfettario per il suo reddito clandestino.
La cifra contestata a Valentino Rossi la scorsa estate era di gran lunga superiore: un milione di euro per aver cavalcato, in nero, poche centinaia di cavalli. Neppure lontanamente paragonabili a quelli montati dalla nostra Maria Maddalena, peraltro tutti stalloni! Con dei semplici ronzini infatti non avrebbe guadagnato abbastanza per comprarsi ben sei case a Milano, tra cui un lussuoso appartamento di 130 mq in centro.

Questi maneggi rendono!

 

Fare il campione di moto è però una professione che gode di un certo inquadramento lavorativo. Cosa prevede invece la legge in quanto a regime di tassazione per l’esercizio della prostituzione? Il mestiere più antico del mondo sarà anche quello più regolamentato?

In molti paesi europei le operatrici sessuali, essendo regolarmente assunte, ricevono un’adeguata copertura sanitaria, esercitano in ambienti protetti e confortevoli, pagano i contributi e come tutti hanno diritto alla pensione.

In Italia, invece, siamo tolleranti: esercitare il meretricio non costituisce reato. Queste ragazze da noi sono libere!
Libere di affollare le strade, buie e solitarie o trafficate come le vetrine allo zoo, torride d’estate o gelide d’inverno, alla mercè degli sfruttatori dell’est come dei malati di mente.
Con invidiabile coerenza non riconosciamo la prostituzione come un lavoro, non garantiamo nessun diritto e nessuna tutela ma a quanto pare esigiamo lo stesso le tasse.
Ecco cosa intendeva dire Padoa Schioppa asserendo che “le tasse sono bellissime”: è bellissimo prenderle, senza dare però!

Se la prostituzione è un’attività moralmente degradante, dovremmo vergognarci di prendere soldi dalle ragazze squillo. Anche perchè, a questo punto, di coerenza in coerenza si dovrebbero tassare anche gli spacciatori: quelli sì che di soldi ne fanno girare. Certo, poi il prezzo della neve si alzerebbe anche per i parlamentari, …perchè darsi la zappa sui piedi da soli? Cosa ne dite allora dei trafficanti di organi? Un bel rene nuovo potrebbe costare centomila euro.. più iva!

C’è poi una questione che vorrei porre direttamente a Sua Santità.

Come tutti sanno, insieme alle tasse è possibile devolvere l’otto per mille dell’IRPEF a favore di una confessione religiosa tra quelle selezionate. Tuttavia, sono in pochi a sapere come funziona davvero il meccanismo.

Facciamo un esempio: se io pago mille euro di IRPEF, e barro la casellina “Avventisti del settimo giorno”, non sto davvero inviando a questi signori otto euro: sto semplicemente votando per una ripartizione generale. Lo stato distribuirà l’otto per mille del gettito IRPEF complessivo in maniera proporzionale al totale delle preferenze espresse.
Anche i soldi di chi non ha espresso alcuna preferenza!

Questo meccanismo, in base agli ultimi dati ufficiali, ha fatto sì che pur avendo solamente il 34,56% delle preferenze, la Chiesa Cattolica abbia potuto incamerare l’87,25% della quota disponibile (fonte: Wikipedia).

Qual’è la destinazione d’uso che la Santa Sede dovrebbe fare di tale contributo, che nel solo 2005 è stato di 1021 milioni di euro? Gli accordi dicono chiaramente che deve essere impiegato per esigenze di culto della popolazione, di
sostentamento del clero – gli stipendi dei preti -, e per interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo.

Ma veniamo alla domanda.

Maria Maddalena, che nella sua vita è stata ispirata dal demonio, ora dovrà pagare settantamila euro di tasse. Produrrà un gettito IRPEF?
E quale che sia l’uso che di tali denari verrà fatto, Sua Santità, ritiene accettabile che la Chiesa Cattolica, pur condannando il mercimonio del corpo femminile, risulti destinataria anche solo in parte dei proventi di tale traffico?

Non è un po’ come chiedere la tangente al diavolo?

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