Milano Piazza Mercanti – Intervista a Rino Sanna e Alberto Ricci

Martedì otto luglio. Milano. Piazza Mercanti. A fine manifestazione, raccogliamo qualche opinione. Oggi mi accompagna una new entry di Byoblu.com: Orazio. Mi darà una mano a livello di programmazione del sito web, ma sa improvvisarsi anche cameramen di comprovata esperienza.

Incontriamo Alberto Ricci e Rino Sanna.
Insieme a loro parliamo del press kit distribuito dalla delegazione americana al G8, la cosiddetta biografia colorita di Silvio Berlusconi. Ma siccome non ci facciamo mancare niente, come ignorare l’editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera? Da qui all’analisi sulla libertà di stampa in Italia il passo è breve, ma c’è tempo anche per disquisire del tanto famigerato sentimento di antipolitica, e perfino per mettere sul banco di prova le riflessioni sull’evoluzione del Piano di Rinascita Democratica, tema del video Il Discepolo 1816.

Sentiamo cosa ci hanno detto.


BB: “Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006.” Questo il contenuto del Press Kit distribuito dagli americani al G8 sul nostro premier. Cosa ne pensate?

RS: “Direi che finalmente gli americani ci vedono come siamo”.

AR: “Penso che questo episodio metta in luce l’importanza che gli statunitensi danno agli italiani e ai loro esponenti politici. Ovviamente il nostro Presidente del Consiglio in Italia è un punto di riferimento nel bene e nel male, importantissimo. Così non è per moltissime altre realtà internazionali, in particolare per gli Stati Uniti. Per cui, nel momento in cui non c’è questa particolare attenzione, viene meno anche la cura con cui vengono controllati eventuali documenti che poi vengono distribuiti alla stampa. E’ una gaffe dovuta alla scarsa importanza dei nostri esponenti politici”.

BB: “Gli Stati Uniti hanno ufficialmente chiesto scusa..

AR: “Non potevano agire diversamente.”

BB: “Però io mi domando, a livello di immagine internazionale…

AR: “Rimane.”

BB: “La cartelletta è là, e il danno è fatto.

AR: “Certamente”

BB: “Ieri sul Corriere della Sera è uscito un editoriale a cura di Ernesto Galli Della Loggia che sminuiva la partecipazione a questa manifestazione nazionale, circoscrivendola ad un gruppo di nostalgici irrecuperabili, vittima di tre grandi miti. Il mito delle due italie, quella buona e quella cattiva (dove ci si riconosce in quella buona); il mito dell’unità, che porta a considerare traditori chi la pensa diversamente; il mito del moralismo, entro il quale si declina l’antipolitica per il popolo della sinistra, laddove per il popolo della destra l’antipolitica significa sostanzialmente fregarsene.

AR: “Penso che Galli Della Loggia sia uno degli esponenti, non direi massimi, di un giornalismo che tende non a descrivere, ma a costruire degli scenari che piacciono a determinati referenti, ma che non necessariamente sono la realtà. L’importante è che questi scenari abbiano una loro consistenza, attraverso ragionamenti, sillogismi.. Talvolta questi sillogismi sono anche male impostati. Accomuno, a Galli Della Loggia, Panebianco e Ostellino, tra i giornalisti più rappresentativi di questo modo di non descrivere, ma volere che le persone si abituino a un determinato scenario.”

BB: “Chiunque esprima un dissenso rispetto alle forme del fare politica, oggi viene tacciato di antipolitica, però mi pare che l’essenza della politica sia la partecipazione, quindi un cittadino che va in piazza per esprimere un parere, fa propriamente della politica. Come mai viene accusato di fare ‘antipolitica’?

AR: “Perchè, non soltanto nel caso dell’antipolitica, sempre più spesso la terminologia viene stravolta. Vengono usate delle parole convenzionali che in realtà hanno un significato molto diverso. Nell’esempio dell’antipolitica è certo che non è essere contrari alla politica ma essere contrari a un certo modo di fare politica, di gestire il potere, di individuare le priorità, di costruire dei percorsi anche professionali. Oggi si è parlato della necessaria limitazione del potere dei partiti, e in questo senso è giusto richiamare la costituzione a fare attenzione a far sì che i partiti abbiano una vita non solo democratica, ma trasparente, perchè oggi, al termine di una evoluzione di decenni, i partiti sono nella condizione di fare delle cose senza dover rendere conto. E’ uno dei motivi della perplessità di molti cittadini nei confronti di questi atteggiamenti.”

BB: “Noi infatti viviamo in una democrazia rappresentativa, non essendo diretta..

AR: “Ma non è delegata! E’ una democrazia rappresentativa che è completamente diversa da una democrazia delegata. Oggi il nostro sistema democratico è fortemente influenzato dall’idea aziendalista che le decisioni debbano essere prese in via pragmatica ma soprattutto con la ricerca dell’unanimità. Non è questo lo spirito della democrazia. La democrazia è confronto tra posizioni che non necessariamente devono arrivare ad una sintesi, perchè è da questa mancanza della sintesi che nasce il necessario controllo reciproco, e quindi il sistema di pesi e contrappesi.”

BB: “Grazie e mille“.

Ci rivolgiamo a Rino Sanna.

BB: “Le faccio la stessa domanda riguardo all’editoriale di Ernesto Galli Della Loggia. Cosa ne pensa?“.

RS: “La prima cosa che ne penso è che io ho deciso da un po’ di tempo ormai di non leggere più nessuno dei cosiddetti quotidiani che vanno per la maggiore o per la minore in questo paese, perchè non intendo essere turlupinato quotidianamente. Quindi le mie informazioni le assumo diversamente, altrove, dove mi arrivano notizie che su questi cosiddetti mezzi di disinformazione non arriveranno mai, e per mia fortuna riesco a pensare qualche cosa di più di quello che pensano queste grandi firme dei grandi quotidiani. Sarebbe ora che una popolazione un po’ più vigile, un po’ più critica, dimenticasse per sempre i grandi nomi, le grandi firme, i grandi direttori di questi quotidiani troppo profumatamente pagati per essere leali e trasparenti nel mestiere che fanno, perchè vuol dire che quei soldi qualcuno glieli da, e siccome i soldi li danno solamente a coloro che li meritano, nel senso che servono a qualche cosa, tranne che al compito fondamentale dell’informazione, sarebbe bene che noi entrassimo nell’edicola, comprassimo il giornale per stracciarlo tutti i giorni, prima di metterci gli occhi. Quindi a me di quello che Galli Della Loggia può dire o pensare non me ne può fregare di meno. In più però dico che se fosse davvero possibile distinguere ormai tragicamente tra quello che può essere chiamato destra e quello che può essere chiamato sinistra, noi avremmo raggiunto il culmine del nostro senso critico. Il fatto è che questo non è vero, per cui ormai noi siamo dominati con poche speranze di uscirne da una oligarchia politica che si autonomina con il nostro voto. Quindi noi siamo chiamati a far finta di aver votato perchè questi un domani ci rinfaccino oltretutto ‘ma guarda che ci hai votato tu’.”

BB: “Lei è dunque favorevole ai tagli sull’editoria pubblica che era uno dei punti inseriti nei tre referendum di Grillo?

RS: “No. Io su questo punto non sono affatto di questo parere. Io considero anzi che l’editoria pubblica sia una risorsa quando è editoria pubblica, quando non è truccata, pilotata, manovrata e poco trasparente come è quella di oggi. Quella di oggi non è un’editoria pubblica, è un’editoria mercificata a disposizione dei cosiddetti poteri forti e meno forti, e di tutti quelli come la cosiddetta sinistra di oggi che ambiscono a entrare nel cosiddetto gioco del potere. Quindi: che venga l’editoria pubblica! Ma con garanti che siano finalmente tali, e non queste schifezze qua.”

BB: “Ne approfitto per farle una domanda. Recentemente mi sono andato a rileggere il Piano di Rinascita Democratica sequestrato a Villa Wanda a Licio Gelli. La famosa tessera 1816, nominativo Berlusconi Silvio, negli ultimi trent’anni di storia italiana l’ha fatta da padrone. Se io faccio un raffronto critico tra la storia degli ultimi trent’anni italiana e ciò che veniva auspicato nel manifesto della loggia P2 io trovo una serie di similitudini impressionanti, a cominciare dalla creazione di due grandi movimenti, uno attestato su posizioni di centro destra e uno su posizioni di centro sinistra, con l’esclusione di tutte le più piccole realtà, che mi sembra si sia avverato con il veltrusconismo. Altri punti presenti sul Piano di Rinascita Democratica sono la necessità di separare la carriera requirente dalla carriera giudicante per i magistrati, o il fatto che i magistrati avrebbero dovuto essere sottoposti a test attitudinali al loro ingresso in carriera. Mi sembra che il nostro premier abbia fatto questa proposta più volte nel corso delle sue legislature. Più altre varie ed eventuali. A me sorge il dubbio che nonostante ufficialmente l’associazione di stampo massonico deviato denominata P2 sia stata sciolta, qualcuno stia ancora portando avanti quel piano, e in fondo stia anche riuscendo a realizzarlo. Lei cosa ne pensa?

RS: “Io dico: beato lei che ha ancora dei dubbi. Io ho solo delle certezze a questo riguardo. E vorrei dire che, pur non avendo prove perchè se no avremmo risolto tutti i problemi.. se noi tutte le volte avessimo le prove di chi è l’assassino, il mafioso, il criminale, problemi nel nostro paese non ne avremmo mai più. Il fatto è che su un ordinamento giuridico che ci impone la prova di tutto questo, noi falliremo sempre come abbiamo fallito sempre in tutti i grandi processi di tutte le grandi tragedie degli ultimi trent’anni. Non arriveremo mai a una soluzione. Io ritengo invece che senza bisogno di prove si possa assimilare e ritenere convergente quella che è la massoneria con quella che è la mafia, con quella che è la ‘ndrangheta, con quelle che sono tutte le forme di criminalità organizzata possibili immaginabili. Senza fare riferimento ai confessionali.”

BB: “Le faccio un’ultima domanda. Ha detto che lei si informa in maniera alternativa. Noi per esempio siamo per l’informazione su YouTube, sui blog. Se volesse dare un suggerimento ai nostri videolettori..

RS: “E io sono esattamente sulla stessa linea. Io so distinguere all’interno della rete fra un pedofilo e una persona perbene. Sembra che ormai questo sia difficile nella accezione comune, per cui tra poco ci chiuderanno anche la rete. Io e lei avremo difficoltà a reperire un’informazione trasparente. Io ritengo che fino a quando questo momento catastrofico non succederà, noi potremo, con la nostra intelligenza e il nostro senso critico, andare in rete e discernere la bufala da quella che è un’informazione che manca sulla nostra strada.”

BB: “Grazie e mille, arrivederci.

68 commenti

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  • Ciao Claudio !Ho postato immediatamente sul blog del Meetup di Milano.Complimenti per il tuo sito che ho scoperto dopo il ns incontro in P.za Mercanti : è veramente bello ed incisivo.Tienimi informata, se puoi, su tutto quanto hai per le mani così da esserci sempre !Tosti i tuoi intervistati !!!!…… ma tosto anche l’intervistatore ;)A presto, ANNA.

  • Vorrei riflettere sull’intervento della Guzzanti e soprattutto sulla volgarità della quale è stata accusata. Ho scritto un post sul mio blog, che pubblico in parte qui sotto. Per leggere tutto l’articolo vi invito a venire sul mio blog.Il linguaggio del popolo, ovvero quel linguaggio che appartiene agli strati meno colti della popolazione è stato molte volte rappresentato e utilizzato in opere letterarie e artistiche. Prendiamo ad esempio il dipinto di Annibale Carraci, il mangiafagioli. Si rappresenta lo stile di vita volgare, del popolo. Nonostante il linguaggio artistico usi termini di uso comune, come i fagioli (cibo volgare). nessuno ha mai pensato di additare il suddetto dipinto come volgarità, ma anzi è riconosciuto universalmente come opera d’arte.Che cosa distingue dunque l’uomo che realmente mangia fagioli tornando a casa dal lavoro e il dipinto che lo rappresenta?

  • Un giornalista che stimo, Curzio Maltese, ha scritto oggi su La Repubblica un articolo che come minimo dovremmo cercare di capire e commentare. Si intitola “Show-business sul palco”.Cosa ne pensate?

  • Alessio, ho letto l’articolo. Curzio Maltese afferma una cosa non molto originale. Dice, che quello che fa la Guzzanti non è politica. In effetti non si è mai candidata e credo sia a tutti chiaro, che si occupi di satira. Il suo registro linguistico infatti non è quello che dovrebbe usare un politico, ma quello che può (e lei lo ha fatto) usare chi si occupa di satira. Occorre prendere le sue parole, quindi, come uno spettacolo nel quale però vengono fuori temi importanti. L’intento della Guzzanti, credo, fosse quello abbassare anche il linguaggio al tenore e alla qualità dei nostri politici e dei dibattiti in italia. L’obiettivo era evidenziare la volgarità della nostra democrazia e di tutto ciò che circonda le questioni importanti in Italia (come i diritti civili ai gay, l’aborto, l’eutanasia). Lo chiamerei “uso rappresentativo della parolaccia” come metafora della situazione politica. Poi Curzio Maltese scrive che, proprio perché non è politica non può cambiare le cose. Io credo che i modi per cambiare le cose siano infiniti e al di là di ogni divisione settoriale. Spesso i cambiamenti sono portati proprio da coloro che di politica si occupano di meno. In quanto comunicatori, sia Grillo che la Guzzanti, si preoccupano giustamente di portare al pubblico testi efficaci, che colpiscano, ma che anche abbiano da dire qualcosa di sensato. Qui non c’è solo l’intento di esagerare, per rimanere più facilmente impressi nelle menti del pubblico. Io vi colgo un senso, dei significati, che in Italia sono un tabù: ad esempio l’intolleranza della chiesa, che della tolleranza fa la sua morale. scricve:”È la politica che cambia le cose, e quella non c’è più”. Io credo che l’Italia sia cambiata molto! ma in peggio. Ciò a dimostrazione che le cose possono cambiare anche senza qualcuno che faccia politica. Anzi a maggior ragione, si sente oggi la mancanza di politici veri e si ah il timore che la gente possa ricercarli in Grillo o nella Guzzanti. Lasciamo Grillo e la Guzzanti nel loro onorevole posto di bravi comici e smettiamola di accendere discussioni inutili e razionalmente infondate in partenza. Le persone non sono così stupide come Curzio Maltese vuole rappresentarle. Se qualcuno applaudiva è perché la Guzzanti o altri hanno affermato qualcosa in cui il pubblico credeva. Il grosso problema oggi non è che i comici siano osannati, ma che non esiste più un politico nel vero senso del termine, che parli a nome dei cittadini e riesca a dire cose largamente condivise. Questo è il problema del quale i giornalisti dovrebbero maggiormente parlare. Ma a quanto pare, preferiscono dedicare il loro tempo ai comici ed alla satira.

  • Grande servizio! Fantastico Sanna! Il vero problema in Italia è l’informazione, se venisse riqualificata i vari “Berlusconi” non avrebbero modo di esistere!

  • Anche Beppe Grillo si dissocia:”E io vorrei — ho parlato anche col mio avvocato — che ogni volta che Berlusconi nomina il popolo italiano, faccia una postilla: “tranne la famiglia Grillo!”. Bene, ma non è neanche colpa dello psiconano. Lo psiconano è solo l’effetto”.. (blog Grillo 9.7.2008)

  • ieri sera ho incontrato un vecchio amico berlusconiano…e pensavo,non dico si fosse ricreduto, ma almeno avesse detto che il governo non ha iniziato nel modo migliore!invece no…”è giusta la legge sull’impunità,sulle intercettazioni e sul blocca-processi”..li ho capito che la battaglia è davvero dura e che anche di fronte all’evidenza non si schiodano..

  • Perché questa gente, per lo più, non ha alcun senso civico e Berlusconi incarna quella figura di individuo furbo, latin lover, che frega gli altri: il modello straordinario per molti individui di questo paese. Gli “italioti” hanno bisogno di una bandiera e di non pensare troppo (sarebbe difficile per loro): lui gliela offre su un piatto d’argento, insieme a qualche slogan d’effetto. Così sono felici! Tifano per la loro squadra e hanno i loro (finti) progetti politici.

  • Ontoteologia, il tuo e’ uno dei piu’ bei commenti che abbia letto su youtube da tempo.E’ una sintesi perfetta di come e’ fatta l’altra meta’ dell’Italia.Quello che piu’ mi preoccupa non e’ che molti non hanno piu’ alcun senso civico, ma che i piu’ giovani soprattutto mai lo avranno.E’ un po come succede in Sicilia, dove i ragazzi hanno i mafiosi come modello da seguire nella vita.

  • scusami max, vorrei sommessamente fare un’obiezione alla tua affermazione sui ragazzi siciliani: mi sembra generica ed offensiva verso tutti quei ragazzi siciliani che lottano giornalmente contro la mafia, vedi ad es. i ragazzi palermitani di “addio pizzo”; che poi ci siano dei ragazzi, per fortuna in netta MINORANZA che hanno dei modelli sbagliati posso anche essere d’accordo, ma alla base c’e’ che stiamo cercando di cambiare,seppur coscienti che c’e’ ancora molta strada da fare. ciao

  • Hai ragione scusami,il fatto e’ che ho scritto il mio commento di fretta e’ non sono stato chiaro, non volevo certo generalizzare, so che moltissimi ragazzi combattono contro la mafia in Sicilia e questa per fortuna e’ la speranza di quello che ancora di buono c’e’ rimasto in Italia.

  • La strategia non deve essere quella di accanirsi contro Berlusconi. Lo hanno fatto in troppi e il risultato è quello contrario: si rinvigorisce. Perchè ? perchè tutta la politica di Berlusconi è fatta sul vittimismo e dargli addosso non fa altro che convincere questo bieco popolo di italiani che è esattamente come aveva detto silvio. E poi gli italiani sono stolti tifosi … non c’è nulla di peggio che dare addosso alla loro squadra, la difenderanno anche quando perde. Soprattutto quando perde.

  • ahimè è verissimo…più passa il tempo più penso che sia giusto sfruttare questa idiozia di massa un pò come fa berlusconi, e per una volta farlo per un buon fine (cosa che berlusconi per la sua natura corrotta non potrebbe mai fare).

  • Io sono completamente d’accordo con TUTTO QUELLO CHE HA DETTO BEPPE GRILLO martedi al NO-CAV DAY.Sono d’accordo anche con quello che ha detto la Guzzanti,ma non avrei usato le sue parole.Sul fatto che anche la stampa americana cominci a scrivere quello che e’ in realta’ Silvio Berlusconi,dico che mi vergogno,e che spero che gli italiani si rendano conto davvero chi e’ Silvio Berlusconi.Gia’ il fatto di essere un ex-piduista la dice lunga.

  • lo facevano anche prima l’economist(stampa economica nazionale americana) fece un editoriale su quanto è un criminale nel 2001 si becco una querela da cui usci’ ultravincitore! alla faccia dello psiconano!

  • Grazie, Byoblu!Io sono convinta da un bel po’ di questa amara realtà, ma non so come fare per diffondere le informazioni che ho, e non so come aiutare milioni di persone ad acquisire la consapevolezza che ho raggiunto io!

  • si, il passaparola è il metodo migliore. Piccole informazioni flash (senza raccontare intere biografie troppo lunghe e tediose) da diffondere esponenzialmente (tu informi 3, questi 3 informano altri 3, questi 9 informano altri 27, e così via). Io ad esempio sto diffondendo l’informazione circa i “giochi orali” della carfagna con berlusconi

  • Quest’uomo, Rino Sanna, ha ragione da vendere! Dovremo dare più credito a persone come lui invece che ai soliti cialtroni televisivi nel libro paga del solito Berluscacchio…maledetta P2, Gladio e i loro legami con Hyperion, Mafia, massoneria, camorra e ‘ndrangheta, e soprattutto maledetti politici fasulli MAGNACCI come dice DiPietro

  • La massoneria brutta cosa..io ammiro Leo Zagami italiano doveva sostituire il massone Licio Gelli di 33°grado invece ha preferito svelare tutto.E’ stato arrestato e chiuso il suo sito internet.Ora è ritornato diffonde notizie in inglese

  • salve! vorrei sapere perche’ si parla sempre di antipolitica e mai di anticomica o antisatira!come mai beppe grillo o sabina guzzanti vengono sempre tacciati di antipolitica e nessun politico viene mai additato di anticomica? dal momento che le leggi(???) che fanno sono veramente comiche dovremmo iniziare a parlare di anticomica ! e che dire dei giornalisti che ormai non sanno neanche piu’ scrivere in italiano(nemmeno io scrivo correttamente e infatti non faccio il giornalista), cosa fanno loro anti-informazione? L’antipolitica la stanno facendo i politici,diciamoci le cose come stanno,se i comici ci fanno ridere parlando di politica vuol dire che i politici hanno fatto delle cazzate…….. punto!!!!!!!!!! basta parlare di antipolitica!cambiare il senso delle parole e’ stata la loro arma migliore e ci hanno scippato l’italia…ci hanno rubato le parole ci hanno rubato il nostro paese ci hanno rubato tutto manon riusciranno mai a rubarci la dignita’ perche noi italiani non l’abbiamo mai avuta……………………………….!!!!P.S. per byoblu:sto’ ancora lavorando a quella cosa che ti dovevo mandare!forse riesco a fare un video…! a presto!!!!!!!!!!!!!!!! ALCATRAZ

  • mi scuso per aver postato lo stesso messaggio per ben 4 volte. Ho avuto un problema col computer.Nadia, grazie della risposta e complimenti per il post che hai scritto sul tuo blog.C’e’ anche un articolo interessante di Berselli che commenta il Cav Day.Io condivido sostanzialmente la tua visione. Puo’ forse essere triste vedere che il piu’ seguito attivista polico italiano sia un ex comico, Beppe Grillo. Ma, giustamente, in assenza di un partito di riferimento e in assenza di una stampa libera che tocchi determinati argomenti, ben venga Beppe Grillo, che almeno tocca determinati temi, informa e smuove le coscienze. (Indipendentemente dal fatto che lesue battaglie siano giuste o sbagliate.)Pero’ mi chiedo:La manifestazione era contro le leggi vergognose di questo governo. Cosa ha ottenuto?Era chiaro che non avrebbe potuto influenzare in nessun modo l’azione del governo. Non l’avrebbe fatto probabilmente nemmeno una manifestazione di 5 milioni di persone.Ha fatto guadagnare forza all’opposizione? Penso di no. Anzi l’ha spaccata ulteriormente tra piddini (e il loro mito del “dialogo”, o “opposizione matura” e “riformismi” vari) da una parte e di pietro + tanta gente che magari non si sente rappresentata da nessuno dall’altra. Veltroni ora si permette anche di dare una sorta di ultimatum a di pietro, l’unica voce fuori dal coro del veltrusconismo della terza repubblica. Gli dice: “scegli, o col PD o con Grillo”. Come se l’opposizione dovesse per forza avere una sola voce. Assurdo.Ha convinto un, solo uno, elettore della destra? Non penso proprio. Anzi, forse (aiutato dalla lettura di praticamente tutta la stampa, dai commenti di praticamente tutti i politici e dalla potenza di fuoco delle televisioni di regime) lo ha ulteriormente convinto che gli “oppositori” sono solo “girotondini”, “grillini”, “volgari” e “cabarettisti” (riporto alcuni commenti sparsi).Ho paura che questa manifestazione, secondo me giustissima e della quale condivido praticamente in toto tutti gli interventi, si possa rivelare un boomerang.Allora, mi chiedo, CHE FARE (,oltre chiaramente a continuare a informare con blog eccezionali come questo di Claudio Messora o con le piccole voci dei nostri piccoli blog) ???

  • Ti ringrazio, caro max. Il problema, però, è cercare di far aprire gli occhi alla gente. I commenti lasciati da molti sostenitori del PdL su youtube sono eloquenti: non potendo entrare nel merito, non fanno altro che negare o offendere. E allora “Travaglio è un…”. Poco importa se dice il vero. La verità… si sa… costa fatica. Meglio gli slogan, meglio le cifre in $, anche se il $ del 2001 era molto più forte, nei confronti dell’euro, rispetto al $ del 2006. I pesci abboccano ben volentieri.

  • Caro Alessio, che cosa abbiamo ottenuto con i V-day? che cosa otteniamo con i nostri blog? che cosa otterremo con la manifestazione di martedì? La potenza dell’informazione “ufficiale” è molto potente, più potente di una singola manifestazione, più potente anche di internet. Occorre inoltre considerare che l’informazione è sostenuta dalla politica e viceversa. La potenza è, quindi, almeno triplicata. In un’italia nella quale l’accesso a internet non è ancora veramente garantito a tutti, che cosa possono cambiare i nostri post? La domanda “e che cosa abbiamo ottenuto?” è comunque ridicola. Ti spiego perché. E’ come se uno studente ogni giorno, tornando da scuola si chiedesse: che cosa ho realizzato oggi? naturalmente si risponderebbe “niente”. Ha ascoltato un sacco di parole, un sacco di informazioni, ma nel concreto è sempre nella stessa situazione di prima: stessa casa, stessa dipendenza dai genitori che gli pagano gli studi. Poi un giorno, finite le scuole … si trova a doversi cercare un lavoro. E si rende conto che a forza di piccoli passi è arrivato molto più avanti, di tutti coloro che cercavano risultati immediati e concreti. Le sue lettere di presentazione sono ben scritte, il suo modo di parlare è ricco e distinto. Facile battere la concorrenza nella gara delle prime impressioni, no?!Se avesse smesso dopo il terzo giorno di università, che cosa avrebbe realizzato?!!Talvolta i grandi obiettivi necessitano di grande pazienza e determinazione. Non sempre si ottiene tutto e subito, anzi .. quasi mai. E un’altra cosa. Giro la domanda. Che cosa avremmo ottenuto senza V-day e senza la manifestazione di martedi?

  • Caro Alessio, che cosa abbiamo ottenuto con i V-day? che cosa otteniamo con i nostri blog? che cosa otterremo con la manifestazione di martedì? La potenza dell’informazione “ufficiale” è molto potente, più potente di una singola manifestazione, più potente anche di internet. Occorre inoltre considerare che l’informazione è sostenuta dalla politica e viceversa. La potenza è, quindi, almeno triplicata. In un’italia nella quale l’accesso a internet non è ancora veramente garantito a tutti, che cosa possono cambiare i nostri post? La domanda “e che cosa abbiamo ottenuto?” è comunque ridicola. Ti spiego perché. E’ come se uno studente ogni giorno, tornando da scuola si chiedesse: che cosa ho realizzato oggi? naturalmente si risponderebbe “niente”. Ha ascoltato un sacco di parole, un sacco di informazioni, ma nel concreto è sempre nella stessa situazione di prima: stessa casa, stessa dipendenza dai genitori che gli pagano gli studi. Poi un giorno, finite le scuole … si trova a doversi cercare un lavoro. E si rende conto che a forza di piccoli passi è arrivato molto più avanti, di tutti coloro che cercavano risultati immediati e concreti. Le sue lettere di presentazione sono ben scritte, il suo modo di parlare è ricco e distinto. Facile battere la concorrenza nella gara delle prime impressioni, no?!Se avesse smesso dopo il terzo giorno di università, che cosa avrebbe realizzato?!!Talvolta i grandi obiettivi necessitano di grande pazienza e determinazione. Non sempre si ottiene tutto e subito, anzi .. quasi mai. E un’altra cosa. Giro la domanda. Che cosa avremmo ottenuto senza V-day e senza la manifestazione di martedi?

  • Caro Alessio, che cosa abbiamo ottenuto con i V-day? che cosa otteniamo con i nostri blog? che cosa otterremo con la manifestazione di martedì? La potenza dell’informazione “ufficiale” è molto potente, più potente di una singola manifestazione, più potente anche di internet. Occorre inoltre considerare che l’informazione è sostenuta dalla politica e viceversa. La potenza è, quindi, almeno triplicata. In un’italia nella quale l’accesso a internet non è ancora veramente garantito a tutti, che cosa possono cambiare i nostri post? La domanda “e che cosa abbiamo ottenuto?” è comunque ridicola. Ti spiego perché. E’ come se uno studente ogni giorno, tornando da scuola si chiedesse: che cosa ho realizzato oggi? naturalmente si risponderebbe “niente”. Ha ascoltato un sacco di parole, un sacco di informazioni, ma nel concreto è sempre nella stessa situazione di prima: stessa casa, stessa dipendenza dai genitori che gli pagano gli studi. Poi un giorno, finite le scuole … si trova a doversi cercare un lavoro. E si rende conto che a forza di piccoli passi è arrivato molto più avanti, di tutti coloro che cercavano risultati immediati e concreti. Le sue lettere di presentazione sono ben scritte, il suo modo di parlare è ricco e distinto. Facile battere la concorrenza nella gara delle prime impressioni, no?!Se avesse smesso dopo il terzo giorno di università, che cosa avrebbe realizzato?!!Talvolta i grandi obiettivi necessitano di grande pazienza e determinazione. Non sempre si ottiene tutto e subito, anzi .. quasi mai. E un’altra cosa. Giro la domanda. Che cosa avremmo ottenuto senza V-day e senza la manifestazione di martedi?

  • Ciao Wolfy, ti ringrazio per avere aderito.Sto postando un nuovo articolo proprio su VideoMarta, è questione di minuti, dove spiegherò alcune cose.Sposterò il tuo intervento là, così sarà più semplice avere delle premesse valide per la discussione.Ciao,Claudio

  • ottimi servizi byoblu e collaboratori.. così si fa giornalismo! ah.. per quanto riguarda le inquadrature non puoi chiedere tutto a Orazio! 🙂 Occorrerebbe invece avere un’altra telecamera, cosicchè una inquadra sempre l’intervistato, l’altra l’intervistatore e dintorni (campi lunghi, gente intorno, ecc.).. poi monti il tutto ad arte. Occhio ai montaggi pero’ perchè i cambi di immagine possono distrarre dai contenuti.

  • Complimenti Claudio 🙂 Veramente molto preparato. Ottima intervista. Sanna ha detto una cosa che mi ha fatto ghiacciare il sangue; come sostengo da un pò di tempo e dato l’andazzo vergognoso della nostra politica, la paura che prima o poi ci possano toccare la rete, diventa un pensiero spaventoso. Spero vivamente che cio non accada mai. V

  • Quello che abbiamo visto nei vari servetti tg???è la P2 fatta Istituzione…Beccamose ‘st’Associazione Sovversiva!!!Se la meritamo, perchè nun è possibile che semo così coglioni…secondo me, semo ancora pochi, qunni dovemo da passa parola.il tempo è dalla nostra parte

  • Altro tema: siamo in un “sistema di simulazione” così intricato e complesso che ogni posizione opposta o contraria diviene reversibile. E finisce, strutturalmente e in modo perverso, per favorire la parte avversa.E’ un po’ come Matrix, ma molto meno figo.L’industria culturale e la società dello spettacolo si sono impadroniti anche dell’opposizione radicale facendone un mito: il mondo da smascherare e l’individuo, l'”eletto”, che cambia le cose a suon di effetti speciali. BASTA…Opporsi ad un “sistema di simulazione”? Usare anche le sue armi, oltre alla tradizionale piazza, al “corpo” della massa: infiltrazione, persuasione, uso del paradosso e del capovolgimento di fronte, complottare, stravolgerne le strategie anche dall’interno… non compiere ingenuità come quelle della manifestazione di piazza Navona. Una catastrofe direbbe un pubblicitario: che erano quelle bandiere rosse zombie in primo piano??? e gli accenti inopportunamente anti-papali in un’Italia notoriamente bacchettona??? La Guzzanti s’è comportata come una figlia di papà-forzitaliota… (non le scuso manco la possibilità di essere un’ingenua idealista o una donna isterica… in entrambi i casi erano motivazioni per non accedere al microfono!… che tra l’altro non voleva mollare). Era una manifestazione di un partito che sostiene i cittadini e vuole difendere la democrazia e la costituzione. Non è stato dato affatto un messaggio coerente. La “piazza” non sono l’estrema sinistra… ormai sono i cittadini stessi… e non hanno bandiera. Se proprio vogliamo essere anti-clericali (lo sono decisamente anche io) parliamo, in altra sede e in altra situazione, dell’economia paradisiaca del Vaticano… non del papa all’inferno tra gli omosessuali attivi. E’ fuori tema, fuori traccia.L’incoerenza lasciatela a noi bloggers, che siamo liberi di contraddirci ed evolverci, ma credo che sia inopportuna quando giochi con i mass media.

  • Se la Guzzanti avesse parlato dell’economia paradisiaca del Vaticano, per fare satira avrebbe magari utilizzato gli stessi termini. Il papa potrebbe andare all’inferno proprio perché non conduce una vita umile, no?! Dove voglio arrivare? La Guzzanti fa satira e usa il linguaggio della satira. Non possiamo pretendere che metta su un documentario o un servizio, perché sarebbe compito dei nostri giornalisti. Come non può denunciare con linguaggio serioso l’intrusione della chiesa nelle questioni politiche, perché sarebbe compito dei nostri politici.Lasciate alla satira, il proprio respiro. E costringiamo informazione e politici a fare il proprio dovere.

  • Io non faccio il censore di Sabina Guzzanti… La inviterei nei luoghi opportuni, in una manifestazione anti-clericale a ripetere le stesse cose e anche peggio…Ma che c’entra il papa e gli omosessuali attivi inferociti con la difesa dei principi della costituzione minacciati su cui era stata organizzata la manifestazione, in un Paese come l’Italia dove notoriamente i partiti non possono far nulla senza prendere schiaffoni da vescovi e popolazione “cattodica” (cattolica-catodica)?Fuori traccia, controproducente, inopportuna. Era a casa di Di Pietro (ripresa da telecamere di RAINEWS24) e ha creato stupidamente o consapevolmente un serio problema di coerenza del messaggio. E la coerenza del messaggio è alla base della comunicazione.Non puoi cagare in televisione mentre parli di yogurt, per esempio… devi parlare di byfidus actiregularis…Io giudico gli avvenimenti dagli effetti. Se questa uscita servirà a qualcosa, cambierò idea e dirò: “Brava Sabina Guzzanti”.

  • Bellissimo servizio, ottimo direi…Del punto di vista du questi ciarlatani dell’informazione no ci puo’ fregare di meno perche’ esistono solamente nella mente assonnata di quei poveri disgraziati che sono “stuprati” quotidianamente dall’informazione di regime.Il popolo deve riprendere coscienza di se, solo chi vorra’ potra’ essere salvato e nel caso in cui ci venga sottratta anche la rete, troveremo dei nuovi canali di comunicazione/ informazione libera, fossero anche i segnali di fumo.Questa e’ e sara’ la nostra resistenza contro l’usurpatore del libero pensiero.

  • Purtroppo io non sono portata a giudicare gli avvenimenti dagli effetti, ma dalle cause che li hanno suscitati. Certamente le conseguenze sono importanti, ma sono più importanti i motivi e le ragioni per cui si agisce in un certo modo. Proprio perché la politica e la religione sono spesso una cosa sola, la chiesa e il papa erano un argomento inerente alla manifestazione. Infatti se la chiesa si permette, quando le conviene, di entrare nelle scelte politiche, allora la degenerazione della politica in italia è anche conseguenza delle scelte della chiesa. Perché dovrebbero essere esclusi proprio nel momento in cui si arriva alla resa dei conti e si affibbiano meriti e demeriti ???

  • Bravissimo! Ecco una potente arma del consumatore: BOICOTTARE I PRODOTTI TRUCCATI!!! La democrazia di ogni giorno è proprio quella degli acquisti per rinforzare il mercato buono e mandare in fallimento il mercato falso.

  • Nadia,tu hai pienamente ragione.Ma mi chiedi:”Giro la domanda. Che cosa avremmo ottenuto senza V-day e senza la manifestazione di martedi?”Ho paura che avremmo evitato l’occasione di prestare il fianco agli attacchi del regime, che avremmo evitato di dargli l’occasione per attaccare e disnformare.Che ne pensi?

  • Non avrebbero avuto l’occasione di disinformare, semplicemente perché non ci sarebbe stato il pericolo di essere informati. Hanno paura che le persone si sveglino, per questo aumentano il grado di martellamento e spostano il “dialogo” (forse meglio monologo!!) su questioni futili. Se non ci fossero state manifestazioni, sarebbe stata la prova che ormai eravamo tutti assuefatti dal potere dei media… e loro avrebbero continuato a disinformare in modo ordinario. Io, personalmente, preferisco non rendergli il gioco fin troppo facile; e te?!

  • Ora si aggiunge anche una mummia girotondina al coro anti NO CAV… Zombie di una idelogia di sinistra senza effetti, inesistente. NANNI MORETTI. La migliore caricatura dell’intellettuale depresso di sinistra (bravo in alcuni suoi film di un lontano passato, come “Bianca”, “Sogni d’oro”, secondo me…). Aveva criticato l’intellighenzia diessina in un comizio qualche anno fa… ma i suoi girotondi non hanno sortito nessun effetto (quell’intellighenzia è sempre lì).Critica molto superficialmente (come si usa adesso) altri artisti come Grillo e la Guzzanti… ma tra la pubblicità della sodomia con la Ferrari nel suo ultimo film o della fellatio della Carfagna non è che ci sia troppa differenza di stile, mi pare… Serve a vendere. Un film così così o una comica con il gusto del rilancio e dell’oltraggio.Cambio idea e difendo l’inopportunità “punk” anche fuori luogo della Guzzanti. Per favorire la libertà di espressione dovrebbero essere infranti dei tabù molto più spesso, altroché. La soggezione alla chiesa, questo clima liberticida e acritico, da prostitute ideologiche, da religiosi per sondaggio, è mostruosamente ipocrita. E in fondo NON E’ STATO INSULTATO NESSUNO. Tutti, anche il TG3 continuano a dire le stesse menzogne e parlare di “insulti”.Forse invece sarebbe il caso di insultare per davvero (disgustoso Emilio Fede contro Di Pietro o Bondi indignato perché Umberto Eco non gli stringe la mano)… Basta tener presente che in Italia è reato ingiuriare con parole che riguardano la sfera sessuale… tutto il resto è consentito. Lo sa bene Grillo (per questo inventa nomignoli… rispondo così alle perplessità di Nanni Moretti).Anche il vilipendio è un possibile reato, risalente al ventennio fascista. Sarebbero leggi da ridefinire, specie con l’attuale giovane generazione dei “porco D**” che ha ormai rimpiazzato il vecchio intercalare “cioè”.Ma dopo ieri:Immunità e insulto libero per tutti.

  • Ciao Claudio, grazie per l’invio del video ” 8 luglio 2008 – Milano – Piazza Mercanti”, che inserirò senz’altro nella mia playlist dedicata a “Giornalismo ed etica”. Questo è il giornalismo che mi piace !! Quello che tu premetti nella mail d’accompagnamento dei 2 video è verissimo : sia Alberto Ricci che Rino Sanna “ hanno espresso opinioni interessanti espresse a 360° con estremo garbo”. E il garbo è fondamentale nell’esprimere le proprie opinioni e nel lavoro giornalistico più che mai. Il lavoro del giornalista è quello di “descrivere” la realtà con rigore scientifico, portando prove e dati reali da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica senza tentare di convincere quest’ultima ad accettare la propria idea sulla realtà esposta, magari utilizzando modi e parole irriverenti durante la propria esposizione. L’autocontrollo del giornalista deve essere fondamentale sia nell’atto della denuncia come in quello del confronto. Perdere l’autocontrollo porta ad assumere comportamenti aggressivi e ciò rasenta la violenza. Veramente in gamba sia Ricci che Sanna : 2 veri signori. Di Sanna mi ha colpito l’attenzione che ha porto in tutto il tempo in cui tu esponevi la domanda sul rapporto massoneria e potere berlusconiano. Senna aveva già compreso il nodo della questione ma ti ha fatto parlare fino alla fine senza interromperti. Guarda che questa è una finezza d’atteggiamento che nella nostra società non è più tanto comune, dato che si tende ad interrompere ed anticipare l’interlocutore, sia che si sia in accordo con esso sia che si sia in disaccordo. Condivido in pieno ciò che Ricci e Senna affermano. Devi riconoscermi che da quando comunico con te è proprio questo il pensiero che ti ho espresso : ognuno di noi, in qualità di cittadino, è responsabile dello stato della democrazia del proprio Paese. Ognuno di noi, in qualità di cittadino, ha il dovere di pensare con la propria testa, di agire eticamente, nel suo piccolo, e di vigilare (tramite l’informazione attinta di svariate fonti che si riconoscono libere da servilismo), affinché la democrazia non sia attentata ma garantita. Grazie Claudio per la considerazione in cui mi hai tenuta inviandomi questo documento così formativo. Buon lavoro e grazie anche per l’impegno con cui porti avanti i tuoi ideali che dovrebbero essere quelli di ciascuno di noi.

  • Ciao, grazie per la tua, di considerazione.Per quanto riguarda l’atteggiamento di Sanna che mi lascia completare la domanda, considera che era un’intervista. Non stavo spiegando le cose solamente a lui, ma a tutti gli ascoltatori.

  • Un uso perfetto del mezzo “YouTube”, otimmo l’utilizzo delle annotazioni nel video per linkare la seconda metà del video. Contenuti interssanti. Questi tue due video si meritano 5 stelle solo perchè non posso darne di più. Bravissimo. Sono contentissimo per come ti stiano andando le cose.

  • Il punto è:AGLI ITALIANI NON GLIENE FOTTE NIENTE DELLA VERITA’.MOLTI LA CONOSCONO,MOLTI HANNO GIA’ SOLO SOSPETTI,MOLTI LEGGONO DEI PROCESSI DEL BISCIONE E NON SE NE FREGANO PERK’ IL BISCIONE PROMETTE MENO TASSE E TUTTI SI FAN PRENDERE PER IL NASO.L’INFORMAZIONE NON SERVE AGLI ITALIANI.

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