Il suono della rete

Molti mi chiedono cosa intendo fare. Dicono: è tanto che posti, e non succede niente. Qual’è il tuo piano d’azione? Innanzitutto non definirei niente una frequenza di 30.000 visitatori unici al mese, raggiunta in soli quattro mesi di attività costante. Non definirei niente la citazione in almeno tre quotidiani nazionali (quelli di cui sono venuto a conoscenza, grazie a voi) nel giro di una sola settimana e per argomenti diversi: La Stampa, L’Unità e La Repubblica. E neppure definirei niente le centinaia di migliaia di visualizzazioni dei video, gli oltre milleduecento iscritti al canale YouTube, in costante crescita. Ma al di là di queste considerazioni, alla domanda di alcuni su quale sia il mio piano d’azione, do una risposta che non dovrebbe suonare soprendente: nessuno.

Non voglio fare niente. Cosa dovrei fare? Perchè qualcuno dovrebbe fare al posto vostro? Avete davvero bisogno di un condottiero, di un capopopolo? Dopo duemila anni di storia, volete ancora essere guidati, caricati, spronati, incitati alla battaglia, mandati a morire in nome di qualcuno che invoca gli dei e vi manda in prima linea, magari per i suoi interessi? Non ne avete abbastanza di leader carismatici che vi dicono cosa dovete pensare? E non ne avete avuto a sufficienza di leader religiosi in nome dei quali annichilire le vostre vite? Volete ancora confessarvi e chiedere l’assoluzione? Avete ancora bisogno di un papà che vi dia una pacca sulla spalla e vi gratifichi con la sua approvazione? O forse volete essere ancora sculacciati perchè non avete fatto i compiti prima di uscire con gli amici?

Il mondo sta cambiando profondamente. Molti non se ne sono ancora accorti. Continuano ad aspettare il Messiah. Eppure il Messiah è arrivato. E’ già qui, tra noi. Per l’esattezza, il Messiah siamo noi, tutti quanti insieme. Il Messiah è la rete. Non vi chiederò di innalzare i vostri cuori al cielo, ma di elevare il vostro sguardo sugli ultimi anni che abbiamo vissuto. Abbiamo alle spalle poco più di 30 anni di rete, di cui almeno una ventina ad esclusivo uso militare e scientifico. E’ solo dall’inizio degli anni novanta che i primi italiani, timidamente, si affacciano alle BBS con modem antidiluviani, a manovella. La vera espansione di internet nelle case sta avvenendo in questi anni.
Fate una prova, guardatevi indietro e pensate a come vivevate solo cinque anni fa. Dove vi informavate, se non attraverso i giornali e la televisione? A chi potevate affidare le vostre speranze, se non ad un politico che vi poteva raccontare qualsiasi cosa? Ora fate un passo ulteriore: restringete ancora il raggio d’azione. Pensatevi solo due anni fa. Quanti di voi usavano YouTube? Quanti caricavano video in rete e guardavano quelli altrui? Cosa sono due anni in confronto a secoli di rigide strutture gerarchiche e piramidali? Ve lo dico io: niente. Sono un soffio, meno di un battito del cuore. Eppure è già cambiato tutto.

Siamo qui, oggi, perchè possiamo scambiarci informazioni in maniera non mediata, diretta, punto a punto. Informazioni di ogni tipo: dalla documentazione scientifica ai filmati di repertorio, alle immagini, ai commenti.. E soprattutto possiamo confrontare i dati. Niente sfugge più alle maglie della rete. Quando non c’erano i videoregistratori, nessuno poteva contestare quanto un politico aveva detto e le sue eventuali contraddizioni. Nessuno, tranne qualche giornalista della cui parola bisognava fidarsi ciecamente. Un mediatore. Perfino con l’avvento dei videoregistratori la situazione non cambiò poi molto. In fondo, chi poteva davvero avere voglia di prodigarsi in macchinose registrazioni su costose e voluminose videocassette, difficoltose da archiviare, complicate nell’accesso e per di più deperibili nel tempo?

Ma oggi.. oggi si trova tutto. Volete sapere cos’ha detto Berlusconi da Vespa? Lo trovate in rete. Volete riguardarvi l’intervista di Biagi prima di morire? La trovate in rete. Qualcuno ce la mette. E qui arriva il bello. Questo qualcuno siete voi. Microcellule operose che metabolizzano il mondo circostante e lo rendono disponibile agli altri organi, e non a qualcuno in particolare, ma a chiunque ne faccia richiesta. La rete è collaborativa. Se avete bisogno di qualcosa, non importa cosa, troverete qualcuno disposto a farla. Questo qualcuno a sua volta si basa sull’operato di qualcun altro, che non l’ha fatto per un motivo specifico o per un obbiettivo particolare. L’ha fatto e basta, e voi lo usate. L’organizzazione emerge dal caos grazie al principio della vita stessa, che riutilizza l’ambiente circostante per modellarlo secondo le sue esigenze. Per usarlo. Noi tutti realizziamo materia prima per costruire nuovi attrezzi, utensili, strumenti messi in condivisione con gli altri.

Volete un esempio? Eccolo.

Un GIP dispone che un sito web svedese venga oscurato per tutti i cittadini italiani. La sentenza è inedita per l’entità delle sue ricadute, tanto più che in maniera del tutto originale e illecita, i dati dei naviganti vengono consegnati ad una lobby residente all’estero per una non meglio precisata ancorchè intuibile ragione. Un abuso d’ufficio che non trova fondamento nel codice e contrario a qualsiasi normativa sulla privacy.
Forse nel 1920 qualcuno avrebbe sperato nell’intervento di Batman, o dell’Uomo Ragno. E in fondo è ancora così, solo che oggi non c’è più bisogno di un mantello. Bastano un computer e una connessione a internet. Basta avere un blog e saperlo usare. I navigatori si accorgono di non poter più accedere a quel sito web. Lo scrivono sui loro blog. Un esperto di rete riceve l’informazione via rss feed e fa una verifica. Si accorge che la pagina web che recita Sito sotto sequestro è ospitata sui server di Pro-Music.Org, che può in questo modo raccogliere i dati dei navigatori ed eventualmente utilizzarli illecitamente per qualunque scopo, come per esempio intentare azioni legali. Posta l’anomalia sul suo blog. Un avvocato di grido, specializzato nel diritto legato al mondo dei new media, legge a sua volta il post e decide di recuperare l’ordinanza del GIP, magari via rete. Da una rapida verifica si accorge dell’utilizzo troppo disinvolto delle normative relativamente all’oscuramento. Posta l’interpretazione sul suo blog e, tra i commenti, negli altri blog. L’esperto di rete contatta via Skype un noto videoblogger per informarlo, il quale a sua volta, in poche ore, realizza un intervento video sul suo blog e su un noto sito di social network per la condivisione audiovideo dove si è guadagnato un alto numero di appassionati sostenitori. In poche ore il video viene visto da oltre trentamila persone! Un utente svedese si offre di sottotitolarlo nella sua lingua per agevolare la divulgazione, e il video arriva ai gestori del server oscurato, che fanno rimbalzare la notizia a livello internazionale. Il giorno dopo si ininzia a diffondere nell’intellighenzia europea l’idea che l’Italia sia un paese che si avvia verso una deriva aberrante, che fa della censura preventiva uno dei suoi metodi di governance. Decine di migliaia di persone sanno che è stata compiuta un’operazione sporca. Sia il riferimento al blog dell’esperto di rete che quello al video del noto videoblogger finiscono su uno dei maggiori quotidiani nazionali, grazie all’articolo di un terzo blogger. Alcuni providers iniziano a fare marcia indietro, e revocano l’inoltro delle sessioni di navigazione ai server della lobby. La cosa potrebbe perfino venire cavalcata a livello politico per guadagnarsi consenso elettorale, esercitando di conseguenza pressioni perchè quei dati, raccolti in maniera illecita, vengano distrutti.

Nessuno ha fatto niente di particolare. Ognuno ha fatto solo ciò che sa fare, ciò che vuole fare. Ogni cellula si è però nutrita della cellula precedente e l’organismo si è evoluto in una direzione inedita, frutto della somma delle singole componenti. E lo ha fatto in tempi record. La rete ha esibito un’intelligenza collettiva che ha guidato le sue azioni, esattamente come accade nella biologia di un organismo animale.

Ecco dunque la risposta alla domanda iniziale: cosa voglio fare?
La cellula.

Il video allegato a questo post è per me illuminante. Tanti musicisti, una sola partitura: l’Aria sulla quarta corda di Bach. Saltate i 50 secondi introduttivi, se preferite, e godetevi il suono della rete. A ognuno il suo strumento.

Non nascondo che, personalmente, mi emoziona.

42 commenti

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  • come al solito ottimo post caudio.forse molti di noi non hanno bisogno di una pacca sulla spalla o di un leader carismatico che ci spinga ad immolarci per la causa, forse molti di noi hanno solo fretta di veder cambiare le cose.sicuramente 5 o 6 anni da attendere perchè le cose evolvano verso il meglio di fronte all’eternità non sono niente.certo che però se ne produce di bile e di incazzature….

  • Sono proprio contenta di averTi incontrato, perchè mi sento in profonda sintonia!Questo non è il tempo delle strategie, è impossibile costruirle con così tanti e veloci cambiamenti. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e fare la sua parte, quella che meglio sa fare, senza lasciarsi andare a improvvisazioni di ruoli che non sente profondamente come propri.Il problema potrebbe essere capire in cosa impegnarsi, ma credo che questo non valga nel tuo caso!Fare la cellula in questo momento è fondamentale e tu sai farla in maniera straordinaria!Continua così!

  • Claudio… forse bisognerebbe far leggere questo post ai nostri cari politici… FORSE riuscirebbero a capire cos’è veramente la rete!Complimenti veramente… ottimo post e bellissimo video… penso che faccia capire in modo chiarissimo i concetti che hai espresso e che condivido totalmenteP.S.: strana coincidenza che poco fa, prima di leggere il tuo post, ti abbia scritto la frase “se tante piccole gocce si uniscono……”!! 😉

  • Bellissimo post, condivido appieno la tua visione cellulare della comunità telematica: questa è l’essenza della Rete. Complimenti.

  • ti stimo davvero tanto.Sei un grande. Ti leggo tutti i giorni, e spero anche io nel mio piccolo di poter rappresentare quella celllula di cui parli..grazie.

  • Bravo, bravo, bravo. Condivido pienamente questo tuo post. Ognuno di noi deve fare la sua parte e nessuno deve tirarsi indietro. Piccolo o grande che sia ogni contributo è importante!

  • Coincidenza: mi sono imbattuto stamattina in una voce di wikipedia che sembra avere molti punti in comune con la tua impostazione “filosofica”… si parlava di “memetica“…

    Simpaticissima la tua intenzione di non voler fare nulla e l’individuazione di una rete orizzontale senza un principio “autoritario” che ne ordini lo sviluppo…In ogni caso è davvero difficile capire (per la maggioranza) la trans-disciplinarietà della rete che ci sta riportando ad un criterio argomentativo simile a quello dell’agorà ateniese o a certe concezioni del Rinascimento italiano. I concetti si montano e si smontano con rapidità e mostrano a tutti la relatività delle ideologie e la vere intenzioni di tanta politica. C’è da revisionare un marea di convinzioni millenarie… Anche perché a giudicare da come va il mondo, qualche premessa non funziona bene…

  • quello che dici e’ vero Claudio, ma e’ pur vero che il limite di internet e’ la MOLE di dati e le FONTI di dati.Siamo giornalmente bombardati letteralmente da blog, tg, radio,giornali, rss feed, spam, mail e quant’altro, COME discernere tutto cio’ ?Non e’ purtroppo sufficiente spesso il nostro know-how, perche’ ci e’ spesso impossibile confrontare o verificare una notizia, quindi paradossalmente internet, se il governo volesse, sarebbe facilmente ‘intasabile’ da falsi creati ad hoc vanificando il reperimento della corretta informazione.Altra cosa, ho notato, avere a disposizioni una mole enorme di input, porta inesorabilmente a trattarli solo superficialmente cadendo facilmente preda di false notizie che a prima vista sembrano corrette.Insomma, non e’ facile, il bisogno piu’ grande che abbiamo adesso imho, e’ avere/trovare/creare dei punti di riferimento seri ed inoppugnabili dove reperire notizie VERE e super documentate da poter digerire e prendere come dato di fatto acquisito e passare oltre.Altrimenti mi vedo come in una giostra dalla quale vuoi scendere ma dove on trovi un’appiglio sicuro per l’uscita e continui a girare e girare….Tenete presente che molti lavorano ed i tempi per informarsi sono MOLTO ristretti, ecco, queste categorie sopratutto, necessitano dei punti di cui sopra…Complimenti per i tuoi articoli.

  • Caro CLAUDIO , ti ho scoperto stamattina casualmente mentre vagabondavo alla ricerca di una spiegazione x l’effetto tunnel quantistico elettrodebole di cui parla il fisico Frank J. TIPLER x spiegare la resurrezione ; ho intuito subito che sei un grande spontaneo comunicatore e ti seguo con grande affetto … bye-bye .. POST SCRIPTUM : non capisco perchè all’indicazione del mio blog compare la scritta che è scritto male mentre invece è scritto bene http://www.marymagdalenetrilogy.splinder.com

  • COndivido parola per parola questo tuo post. Da quando ho conosciuto Wikipedia e Youtube la mia vita è stata rivoluzionata. SEmpre più èpersone ogni giorno si stanno accorgendo che gli unici che possiamo fare qualcosa per la libertà siamo solo noi stessi.Grazie per il tuo lavoro. La otta continua, non ci arrenderemo mai!

  • Più che un messiah, un conduttore servono 100.000 amplificatori, per far sentire sempre più forte la protesta.Ci vorrebbe anche “cooperazione” per non far sembrare l’ondata di protesta una massa insignificante di gruppuscoli.I latini dicevano “Divide et impera”, proprio questa è la “fregatura” della grande rete, da voce a chiunque disperdendo la protesta in un marasma di voci.Secondo me non serve un “Claudio” che guidi la protesta, servirebbe un sito da 1.000.000 di accessi giornalieri, singoli ed incazzatissimi.Comunque da qualche parte bisogna pure iniziare no?

  • il lavoro delle cellule è indispensabile…ma in questa terra che ribolle…a suo tempo… spunterà un fiore bellissimo…puro, limpido, vincente! …questa volta non sono d’accordo con te Claudio.

  • MI permetto solo di criticare una cosa, da bravo (ma finito) studente di storia…all’inizio del secondo paragrafo accenni a duemila anni di storia… sono molti di più! per fortuna…è un errore che sento spesso, e lo faccio anch’io ogni tanto…effetto del lavaggio del cervello clerico-nazionale che ci fanno da quando siamo sui banchi di scuola… uno nel frattempo diventa ateo come… come… non ho pietra di paragone, ecco! …come una pietra, ma quando pensa a “storia” la prima splendida idea che gli balena in testa sono i 2000 anni da quando è nato Gesù, che guarda caso è il personaggio strumentalizzato da una delle più grandi associazioni economiche del mondo (quella che non deve mai provare la validità del suo prodotto: la vita è più bella, dopo che sei morto! citazione da un filmato di Luttazzi sul tema “preti e pedofilia”)E’ un po’ come la panzana dell’Italia…

  • Gran bel post. Ho la pelle d’oca. Credo anche io in questa grande rivoluzione sociale che è la rete. Grazie del tuo contributo collega cellula byoblu ;)”..provate pure a credervi assolti, siete lo stesso coinvolti.” (Canzone del Maggio – De Andrè)Evviva la rete. Evviva la libertà. Evviva la vita.

  • Ok, gran bel post… tutto bello e commovente, ma alla fine del mese bisogna pagare le bollette… e mentre 50 milioni di italiani non sanno come fare, ci sono un pugno di persone che continuano ad arricchirsi alle spalle nostre sempre di più… Non mi sembra che noi/rete si stia facendo niente se non quello di metabolizzare come ingiustizia irreversibile questo stato dei fatti. Altro che cellule… Comunque complimenti per il tuo blog, ce ne fossero…Uno dei 50 milioni che non arrivano a fine mese. ;(

  • E io che pensavo non avessi letto il mio post, tanto era stato sommerso… invece vedo che ti ha fatto incazzare non poco o.oVedo comunque che hai studiato parecchio: un post pieno di significati simbolici, una musica dolce e triste…che inoltre a me ricorda tanto i vecchi documentari di piero angela sui dinosauri, quindi mi rattrista ancora di più (non chiedetemi perchè li guardavo nè cosa centrano i dinosauri…). Sei un artista, questo te lo concedo. Riesci a rielaborare le cose che trovi in modo che abbiano senso tra loro, anche se magari non ne hanno ad una prima occhiata. Però anche tu non sei perfetto. Hai detto che non abbiamo bisogno di un messia, di un capo o cose del genere. Errore. Fin dall’inizio della storia l’uomo ha sempre cercato di organizzarsi, di trovare un modo per stabilire un equilibrio. Addirittura nelle società preistoriche esisteva un capo. Perchè? Perchè la maggior parte delle persone non riesce a prendere decisioni da sola. C’è chi ha bisogno di aiuto a farlo. Tu stesso ne sei la prova: tu comandi questo sito, tu sei al centro di tutto qui, se questo sito cessasse di esistere molta della gente che lo visita o andrebbe da grillo o ritornerebbe dalla televisione. Anche la “democrazia” ha un capo, che per noi è napolitano. Anche se in realtà non fa molto, il vero capo è berlusconi… Le persone hanno BISOGNO di un capo, di qualcuno che gli istruisca. Il problema è che molti non riescono a sceglierlo, o lo scelgono male. In questo caso nasce un’italia. Noi siamo cellule? In un certo senso sì. E come nel corpo umano, ci sono cellule più importanti ed altre meno. E c’è in cancro. Pensi che tramite la rete sia possibile togliere “la gente malvagia” dal parlamento? Spero di no, altrimenti ti ho sopravvalutato. Tramite la rete si può agire sulla rete, tramite la vita reale si agisce sulla vita reale. Sono due dimensioni distinte. Una bidimensionale, l’altra tridimensionale. Inotre ti faccio notare che la maggior parte della “gente malvagia” non usa questa dimensine, e quindi per essa non è affatto un pericolo. Mi dispiace se ci sei rimasto male o ti sei sentito sminuito quando ho detto “niente”, non era mia intenzione. Ciò che volevo dire è che se vuoi che qualcosa cambi non potrai rimanere per sempre in questa dimensione. E mi pare che partecipando al Vday tu l’abbia capito.

  • p.s. chiedo scusa per la dimensione dei miei post *trall’altro noiosi…*, ma quando mi attacco alla tastiera non mi vorrei mai fermare… >.<

  • Comprendo i timori di alcuni e le loro ansie, e anzi li condivido, sono quelle di tutti noi.
    Ciononostante vi invito a uscire per un attimo dal contingente e ad avere una visione di più ampio respiro, senza la quale nessuna forza può nascere, perchè non c’è movimento ove non si abbia coscienza di una provenienza e di una destinazione.
    Qualcuno dice che le cellule sono tante, e frammentano l’informazione. Anche le cellule del corpo umano sono tante, miliardi, eppure il risultato finale è un esempio meraviglioso di sincronia, e se non credete in una visione religiosa monoteista, dove per forza credere che il comportamento complessivo sia emerso proprio grazie all’equilibrio e alla sinergia di ogni, quasi-inconsapevole singola parte

    Questo post non è un invito all’inerzia, tutt’altro: è un invito alla presa di coscienza della propria forza e del proprio ruolo nella trasformazione.

    Viviamo in una presunta o reale democrazia. Quali strumenti abbiamo per cambiare le cose, escludendo i forconi ormai anacronistici? E’ semplice: il voto.
    Ora: cosa occorre perchè una nazione esprima un voto davvero libero e orientato al bene collettivo? Ancora più semplice: occorre che ogni singolo membro della comunità sia informato correttamente.

    Questa è stata sempre la più grande forza di chi fa della cosa pubblica una proprietà privata: tenere all’oscuro i cittadini, orientandone le opinioni grazie al controllo dei mezzi di informazione.

    Questa è dunque la nostra più grande opportunità offerta dalla rete: riequilibrare l’informazione grazie a uno strumento del tutto nuovo e, fino ad’ora, di pari opportunità.

    E allora, cosa significa essere cellula dopo queste premesse?
    Questa è la risposta più semplice di tutte, e non per questo la meno vera. Significa informare, informare.. informare..
    Vincere questa battaglia oggi come ieri significa informare correttamente chi, credendo talvolta ingenuamente di fare la cosa giusta, agisce sulla base di dati sbagliati.
    Volete il vostro DNA cellulare? Prendete questi post, stampateli, distribuiteli, lasciateli ai colleghi, sugli autobus, in famiglia. Lasciate l’indirizzo dei blog che ritenete meritevoli. Invitate la gente a vedere i filmati che non vedranno mai in televisione. Fate informazione. Questo è il vostro compito: informate. Uno di voi cambierà poco, dieci non molto, mille inizieranno a fare qualcosina.. diecimila persone che informano cominciano a fare paura.. 50.000, 100.000 sono un esercito che possono cominciare a fare la differenza.. se fanno il loro lavoro di cellula, se metabolizzano e redistribuiscono.

    Con l’autunno il blog diventerà estremamente più funzionale. Avrà sezioni dove si potranno assemblare autonomamente i video desiderati, per avere DVD da poter distribuire. Nel frattempo alcuni network televisivi alternativi iniziano a trasmettere questi contenuti sul satellite, come il canale 863. I quotidiani iniziano a parlare delle nostre opinioni. Le persone stanno sempre più spostandosi dalla televisione a internet, specialmente i giovani. L’ago della bilancia sarà sempre più influenzato dall’informazione in rete. E noi siamo all’avanguardia.

    Volete vinceere questa guerra? Stampate e diffondete. Questa è la missione.

    In autunno molte agevolazioni per cellule operose.
    Abbiate fiducia.

  • Wow, con quale solerzia hai risposto o.oOk, ammetto che il tuo discorso è estremamente convincente: noi siamo cellule e l’italia è l’organismo. Però c’è ancora qualcosa che ti sfugge. Al contrario delle cellule, che fanno come gli ordina il cervello, noi siamo esseri umani, ed abbiamo nostre opinioni. Puoi provare a dire ad una cellula di non comportarsi come dice di fare il cervello. Nel nostro organismo quello si chiama cancro. Nell’italia per fortuna no. Devi tenere conto del fatto che la maggior parte delle persone che votano veltrusconi lo fanno perchè si fidano di loro, perchè ne vedono parte dei loro pensieri ed ideali.Un’altra cosa che mi stupisce molto è che non hai mai parlato di Prodi (persona che ha tutta la mia stima) e, cosa più importante, della recente scomparsa dell’ici (la tassa sulla prima casa, insomma, non so se ho scritto giusto…). Dovresti esserci già arrivato al perchè di tale mossa, vero?

  • p.s. ora che ci penso non hai mai parlato di alcun politico in particolare, hai solo parlato di governo. Dovresti far capire meglio a chi ti ascolta cosa intendi per governo.

  • p.p.s. mi rendo conto che con i miei messaggi ti sto rompendo non poco, nonostante tutto quello che stai facendo perchè l’informazione venga divulgata. Scusa.

  • E’ un calcio nelle palle delle concordanze (e non solo) leggere frasi tipo: “Le persone hanno BISOGNO di un capo, di qualcuno che gli istruisca”.Ci vorrebbe un bel drizzone

  • Uff anche in vacanza ho il prof d’italiano che mi rompe con ‘ste cose? Cavolo, a volte può sfuggire un errore grammaticale, soprattutto in un post scritto su due piedi… comunque si, hai ragione, ci andava un LE, ma dubito fortemente che una concordanza faccia crollare tutto quello che ho detto.

  • Non voglio fare l’Accademia della Crusca… E’ che non sono d’accordo con il sentirmi “bidimensionale” in rete… e che la rete sia cosa così separata dalla realtà… E’ tutto collegato secondo me. Reale, rete, sogno, ecc…E non sono affatto d’accordo con l’idea che ognuno di noi abbia bisogno di qualcuno che decida al posto suo. Io, personalmente, non credo neanche al principio democratico della delega (del voto). Credo che una forma assembleare (più vicina alle decisioni e alle necessità “individui”) sia meglio… La rete permetterebbe in teoria anche lo scavalcamento della delega.I tempi stanno cambiando… Anche i vecchi riferimenti della “rivoluzione borghese” (quella francese per intendersi, quella dei diritti e della democrazia, delle costituzioni) cominciano a scricchiolare. Si sta mostrando pian piano il vero volto della “democrazia”… Marginalizzare i conflitti e colpire duro. Mentre al resto della popolazione si uccide la coscienza con una MAREA di… bugie (questo perché ho studiato a Oxford…).

  • Il 21/ 8 Alessio Cardosa SCRIVE: Ok, gran bel post… tutto bello e commovente, ma alla fine del mese bisogna pagare le bollette… e mentre 50 milioni di italiani non sanno come fare, ci sono un pugno di persone che continuano ad arricchirsi alle spalle nostre sempre di più… Non mi sembra che noi/rete si stia facendo niente se non quello di metabolizzare come ingiustizia irreversibile questo stato dei fatti. Altro che cellule… Comunque complimenti per il tuo blog, ce ne fossero…Uno dei 50 milioni che non arrivano a fine mese. ;( Claudio Byoblu lo rassicura o lo ignora? scrive:Comprendo i timori di alcuni e le loro ansie, e anzi li condivido, sono quelle di tutti noi. Ciononostante vi invito a uscire per un attimo dal contingente e ad avere una visione di più ampio respiro, senza la quale nessuna forza può nascere, perchè non c’è movimento ove non si abbia coscienza di una provenienza e di una destinazione.Qualcuno dice che le cellule sono tante, e frammentano l’informazione. Anche le cellule del corpo umano sono tante, miliardi, eppure il risultato finale è un esempio meraviglioso di sincronia, e se non credete in una visione religiosa monoteista, dove per forza credere che il comportamento complessivo sia emerso proprio grazie all’equilibrio e alla sinergia di ogni, quasi-inconsapevole singola parteQuesto post non è un invito all’inerzia, tutt’altro: è un invito alla presa di coscienza della propria forza e del proprio ruolo nella trasformazione.Viviamo in una presunta o reale democrazia. Quali strumenti abbiamo per cambiare le cose, escludendo i forconi ormai anacronistici? E’ semplice: il voto. Ora: cosa occorre perchè una nazione esprima un voto davvero libero e orientato al bene collettivo? Ancora più semplice: occorre che ogni singolo membro della comunità sia informato correttamente.Questa è stata sempre la più grande forza di chi fa della cosa pubblica una proprietà privata: tenere all’oscuro i cittadini, orientandone le opinioni grazie al controllo dei mezzi di informazione.Questa è dunque la nostra più grande opportunità offerta dalla rete: riequilibrare l’informazione grazie a uno strumento del tutto nuovo e, fino ad’ora, di pari opportunità.E allora, cosa significa essere cellula dopo queste premesse?Questa è la risposta più semplice di tutte, e non per questo la meno vera. Significa informare, informare.. informare..Vincere questa battaglia oggi come ieri significa informare correttamente chi, credendo talvolta ingenuamente di fare la cosa giusta, agisce sulla base di dati sbagliati.Volete il vostro DNA cellulare? Prendete questi post, stampateli, distribuiteli, lasciateli ai colleghi, sugli autobus, in famiglia. Lasciate l’indirizzo dei blog che ritenete meritevoli. Invitate la gente a vedere i filmati che non vedranno mai in televisione. Fate informazione. Questo è il vostro compito: informate. Uno di voi cambierà poco, dieci non molto, mille inizieranno a fare qualcosina.. diecimila persone che informano cominciano a fare paura.. 50.000, 100.000 sono un esercito che possono cominciare a fare la differenza.. se fanno il loro lavoro di cellula, se metabolizzano e redistribuiscono.Con l’autunno il blog diventerà estremamente più funzionale. Avrà sezioni dove si potranno assemblare autonomamente i video desiderati, per avere DVD da poter distribuire. Nel frattempo alcuni network televisivi alternativi iniziano a trasmettere questi contenuti sul satellite, come il canale 863. I quotidiani iniziano a parlare delle nostre opinioni. Le persone stanno sempre più spostandosi dalla televisione a internet, specialmente i giovani. L’ago della bilancia sarà sempre più influenzato dall’informazione in rete. E noi siamo all’avanguardia.Volete vinceere questa guerra? Stampate e diffondete. Questa è la missione.In autunno molte agevolazioni per cellule operose.Abbiate fiducia. Io mi chiedo e chiedo: Ma cosa diffondiamo, che Mediaset denuncia Yutube, che gli inceneritori provocano il cancro la cosa è gia da tempo nota. Ma anche se Alessio Cardosa non lo sapeva, mi sembra molto più preoccupato dello tsunami socioeconomico che si sta abattendo su tutti noi.In alto i cuori!!

  • Sei d’avvero in gamba Claudio, ottimo il tuo post.Sai, per molti è fatica impegnarsi civilmente ed allora appena esce uno come te, vogliono sapere cosa vuoi fare da grande per seguirti…..senza rendersi conto di non aver capito il messaggio e quindi facendo il primo errore.Cordiali Salutiuna Cellula

  • Ottimissimo post!Quello che sostengo da molto tempo: abbiamo bisogno di persone come Beppe Grillo, Marco Travaglio o ByoBlu, ma non dobbiamo illuderci che essi siano come gli eroi dei fumetti che da soli sconfiggono tutti e tutto.Internet non è la TV: non dobbiamo comportarci come di fronte ad una TV, accettando ogni minima cosa e fanatizzando certi miti. Dobbiamo ognuno solo fare il nostro. In questo modo si otterrebbe la prima rivoluzione “non violenta” della storia.

  • « Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo »Mahatma Gandhi

  • Pensate davvero che la tv sia cosi’ anacronistica? Forse tra 20 anni quando non ci saranno più persone nate nelle generazioni pre internet… ma oggi è difficile chiedere a mia nonna di informarsi tramite fedd rss.Cmq ben venga tutto questo, non saremo noi a cogliere i frutti dei semi che stiamo piantando… forse… ma la prospettiva di un futuro migliore per i miei figli o nipoti in qualche modo mi conforta lo stesso.

  • gnubit il 21/08/2008 alle 4.15 scrive:

    […]Secondo me non serve un “Claudio” che guidi la protesta, servirebbe un sito da 1.000.000 di accessi giornalieri, singoli ed incazzatissimi.Comunque da qualche parte bisogna pure iniziare no?

    Ciao gnubit, ciao Claudio.Questo post mi ha molto colpito, perché ricalca fedelmente il mio pensiero, un modo di vedere le cose che è il risultato di una serie di esperienze e constatazioni che solo a questo, almeno nella mia ottica, possono portare.Sono membro attivo del Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli, la qual cosa è una delle variegate esperienze che mi hanno fatto giungere a questa conclusione. E’ da tempo che, però, io ed altre persone stiamo realizzando che c’è bisogno di andare al di là del Meetup e creare connessioni tra tutte le realtà associative nazionali e transnazionali, accomunate da obiettivi di ricerca e difesa della democrazia, dell’ambiente, dell’economia (ma non della finanza, per carità!) e, in generale, di qualsiasi cosa che, se fatta funzionare a dovere, farebbe bene a questo mondo.Gnubit, ho commentato il tuo post all’interno del meetup, a questo indirizzo: http://beppegrillo.meetup.com/10/messages/boards/thread/5308860/0#20563899Teniamoci in contatto.

  • Fabio, la tua idea (letta sul tuo link al meetup) di unione che travalica i confini regionali e nazionali, ma che anzi li ridisegna, va esattamente nella direzione dello spirito della rete.Complimenti per avere colto nel segno con questa astrazione davvero affascinante.

  • Accidenti, che post entusiasmante. L’unica perplessità sono le cellule morte o moribonde. Bisogna stimolarle a nuova vita. Ma d’altronde l’animo umano si revela migliore di quello che sembra in condizioni estreme. Una specie di “spirito di sopravvivenza”Complimenti per la qualità dei filmati. Mi piace il tuo stile: aggressivo ma rispettoso, mai esagerato.

  • Ciao Claudio!  Sono arrivata al tuo post mentre cercavo dati sul caffè.  Sono molto d’accordo con ciò che hai scritto e mi è molto piaciuto anche il brano musicale di Bach. Tuttavia, vorrei anche esprimere che mi sono cadute le braccia quando David Spates ha inserito il sedere di una giovane donna e i suoi commenti a proposito nella presentazione del brano. Perfino qui non si può fare a meno di ricevere il messaggio che la donna è un sex object e l’uomo è il predatore!  Come facciamo a creare un mondo migliore, nel rispetto di tutte le sue creature, se continua a dilagare questo obbrobrio di pseudo-cultura che concepisce il ruolo del maschio umano secondo il modello riaffermato da David Spates?

    Fra l’altro leggo che una delle regole del blog è che non sono consentiti messaggi con contenuto sessista…

    Saluti, Claudio, complimenti per quello cha hai scritto.

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