Italiani in fuga.


Ci sono parole intraducibili, perchè esprimono un concetto che non si può descrivere in un’altra lingua se non accostando tra loro due o più vocaboli. Viceversa, ci sono parole che sottendono un concetto che si perde nella notte dei tempi, per il quale ogni cultura ha il suo vocabolo equivalente. Una di esse è la parola amore. L’amore per la propria terra ha qualcosa di molto simile all’amore per la propria madre. Da entrambe veniamo, e da entrambe il separarsi è un dolore straziante e interminabile. Io lo conosco bene, avendolo vissuto due volte. Si può emigrare clandestinamente o con un sigillo reale sul passaporto. Si può farlo volontariamente o essere espatriati. Si può essere motivati dalla fame, oppure dal dolore che si prova nel vedere la madre patria sprofondare in un degrado senza fine. In tutti i casi, quale che sia la casa che si abbandona, si cade preda di una malinconia senza fine, la stessa degli italiani partiti con una valigia di cartone; degli egiziani laureati, venuti in Italia ad aprire ristoranti e pizzerie; probabilmente dei russi, degli albanesi, dei marocchini… Accomunati dall’amore per la loro terra. In arabo amore si dice habibi. Se guardate il video lo sentirete spesso.

Ho ricevuto una lettera e la pubblico. E’ la storia di Stefania e di suo marito, imminenti emigranti per dolore. Una nuova malinconia fotografata sul punto di nascere. Un’altra Amara Terra Mia cantata nel vento, imbracciando una chitarra. Due voci nuove, ma la stessa identica melodia di sempre.

Datele torto voi, se credete. Io non me la sento.

Ciao Byoblu,
complimenti per il tuo “giornalismo” controcorrente e veramente prezioso. Spero di essere breve e poco tediosa per te.

Mi chiamo Stefania e sono una docente di liceo. Ti scrivo da Roma. Mio marito, scandinavo, lavora per un’industria farmaceutica italiana. Fino a quest’anno “amavamo” l’Italia (nonostante tutto) e abbiamo lottato per migliorare le cose: volontariato (tra l’altro adesione ad un gruppo d’acquisto solidale con appoggio diretto ai piccoli contadini bio), attenzione all’ecologia (adesione al fotovoltaico e solare, raccolta differenziata e compost, uso del trasporto pubblico o della bicicletta…), impegno sociale e “politico” (anche personalmente nell’impegno lavorativo: come docente sono cosciente di veicolare modelli e pensieri ai miei allievi). Ma dopo le ultime ferie passate per l’ennesima volta nei paesi scandinavi ed in Germania… questa volta ci si è “spezzato” definitivamente qualcosa. Non sono di certo io che ti devo spiegare come diversamente funziona lo Stato e la società oltralpe…

Insomma, lavoriamo tutti e due, abbiamo una casa… per carità non ci manca nulla… ma quest’anno abbiamo deciso di lasciare l’Italia, probabilmente per sempre, e di ricominciare da capo con un nuovo lavoro, una nuova lingua, un nuovo orizzonte sociale e di aspettative. Ci rendiamo conto della peculiarità della nostra condizione e scelta… le nostre famiglie non capiscono, infatti, visto che non siamo disagiati economicamente, che abbiamo il fatidico e tanto bramato lavoro a tempo indeterminato (benché pagato al minimo possibile, come d’uso da queste parti), e che potremmo impoverirci, invece, a ricominciare da capo in un paese nuovo (pensiamo in Baviera o nella Foresta nera… più che altro per ragioni climatiche).

E’ semplicemente l’odore nauseante e appiccicaticcio della decadenza e di una strisciante barbarie di ritorno che si respira sempre di più; la noia di rivedere applicate ad libitum le teorie di Le Bon sugli spacciatori di illusioni, con quel che ne consegue in termini di ricerca dei “capri espiatori”; l’orizzonte incredibilmente miope e ristretto delle scelte economiche, energetiche e, dunque, politiche, inevitabilmente segnato dalle banche e dalle lobbies, per il II paese più indebitato al mondo e felice di esserlo. La certezza assoluta che ciò cui assistiamo ora, sia appena solo l’inizio della serie di shock opportunamente approntati per aprire definitivamente a politiche economiche apertamente e noiosamente “friedmaniache” (intendo Milton Friedman)… per non dire, il disgusto di essere rappresentati da una cotale classe dirigente (identica a destra e sinistra, visto il triste “baratto” di cui si sono resi protagonisti ed impermeabile a qualsiasi ricambio generazionale), di cui mi vergogno come un’appestata ogni volta che mi trovo all’estero, per non dire, e ciò mi riguarda più personalmente, lo scempio continuo delle “bellezze” artistiche e naturali perpetrato impunemente, il fatto di “ospitare” uno stato monarchico straniero, che della dimensione del sacro ha perso persino la memoria, ma verso cui non finiremo mai di versare le decime… e potremmo, come sai, continuare…

Perché ti scrivo, invece di parlare con lo psicanalista? Mi chiedo solo, se questa scelta non sia pura vigliaccheria, abbandono della lotta, invece che la scelta saggia del topo che lascia la nave che affonda. Ti scrivo per gridare a qualcuno la verità, perché ne ho bisogno… perché mi sento derubata del sentimento di “patria” che una volta, in qualche modo, provavo e che ho perso per sempre, fino a provare disgusto per questi italiani, orribilmente invecchiati e sfigurati da più di venti anni di televisione cainana, che vivono ben al di sopra delle loro possibilità esibendo il più possibile cellulari e SUV, ma mangiando latte e biscotti la sera (il tubo non riuscirà a cambiare le cose, tantomeno a breve: una volta dovevi cercare un ago – l’informazione- nel pagliaio, oggi lo devi cercare fra miliardi di aghi!).

Mi fermo qui, per non abusare della tua pazienza… tu continua, dato che sei ora un modello per molti che ti seguono.

Ti prego di non pubblicare la mia mail, o almeno di emendarla dalle parti che mi possano “identificare”. E se hai letto fino qui, ti ringrazio, è già molto.

Stefania P.

Video allegati

 

Amara Terra Mia – Domenico Modugno

47 commenti

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  • Sono d’accordo sulle idee e sui dispiaceri della signora ma devo dirvi una cosa… Ogni volta piangiamo sulle colpe degli altri : “E’ colpa dei politici !” è colpa dei giornalisti ! è colpa di questo di quello. Io penso che la colpa di tutto quello che abbiamo ottenuto e del disastro che avverrà nei prossimi 4 ANNI non è colpa di nessun’ altro SE NON DI NOI ITALIANI !! che lo abbiamo permesso ( data la nostra ignoranza ) lo continuaiamo a permettere lasciandoli fare. L’ unica volta che abbiamo avuto LE PALLE DI SPUTARE IN FACCIA AD UNO DI QUESTI E’ STATO ALLA FINE DELLA 2 GUERRA MONDIALE, se mussolini non ci avesse fatto passare una guerra i nostri nonni ( come noi oggi ) l’avrebbero lasciato li dove era e gli avrebbero lustrato i piedi per una cena o un posto di lavoro. grazie per avermi sopportato ITALIANI. Avessimo il patriottismo dei Francesi . . . .

  • E’ vero, non serve a niente le lamentele e le denuncie. Ma non serve a niente neanche il patriottismo, tanto meno quello dei francesi.Quello che serve e di lavorare insieme ad un progetto di speranza guardando il futuro, che potrebbe essere di opportunità, un miglioramento delle cose per un bene comune: insomma “un Vivere migliore”! Io tra poco, visto l’insistenza di Claudio, proverò di nuovo, un po’ alla volta, a informare sulla possibilità di divenire ognuno e tutti assieme fautori del nostro destino. Poi ognuno dovrà decidere se essere una cellula viva e operosa o una cellula bocheggiante… in attesa del prossimo Messiah, come dice Claudio!Buon giorno! In alto i cuori!!

  • Cara signora Stefania,capisco che lei sia sfiduciata per la situazione italiana, ma sebbene sia peggiore di quelle degli altri stati, credo che ci saranno problemi a livello globale. Non vi salverete scappando, dal mio punto di vista vigliaccamente, in un altro paese. La cosa che poi non accetto e’ che nonostante i vostri privilegi, perche’ c’e’ gente che combatte nonostante sia in condizioni molto piu’ difficili delle vostre, voi abbandoniate cosi’ tutto quanto. C’e’ un mio caro amico italiano che vive in Francia, che si e’ stancato di non poter aiutare il suo paese abbastanza. Lui tornera’ in italia, per poterlo fare in modo piu’ attivo, contro questo stato di cose. Si ricordi, LORO NON MOLLANO, NOI NEMMENO. Per quanto mi riguarda saro’ la loro spina nel fianco fino alla fine, non debbono continuare cosi’ indisturbati. O invertono la rotta finche’ sono in tempo, ammesso che ce ne sia ancora, o finiranno schiacciati dalle loro stesse miserie. Noi stiamo cercando di farglielo capire, sta a loro svegliarsi, in ogni caso si ritroveranno travolti dal loro stesso agire negativo. Se le cose dovessero andare comunque male, sono convinto che dalle ceneri risorgera’ la fenice italia, che sara’ d’esempio al resto del pianeta.SalutiP.S. Byoblu, Grazie per il video che e’ molto bello.

  • Cara Stefania, capisco il tuo disgusto che provi nel vedere la patria decadere in tutto. Anche a me fa male vedere come vanno le cose e sarei tentato anch’io di andarmene all’estero, ma nonostante tutto voglio provarci…a cambiare le cose! Sarò un pazzo o un inguaribile ottimista……giudicate voi! Questo è il mio pensiero.CiaoMarco

  • E’ incredibile come i sentimenti umani possano delle volte trovare una espressione che li identifichi nelle parole di altri esseri umani. La lettera di Stefania sembrava l’avessi scritta io. Io e mio marito siamo tornati da un viaggio durato più di un anno in sud e centro america, il ritorno ad aprile in Italia è stato alienante…non ci riconosciamo più abitanti della nostra terra, io mi sento immigrante in casa mia, sento che non mi appartiene più il luogo in cui sono nata…non mi ci riconosco e questa sensazione mi fa paura sopratutto perche le mie radici si sono spezzate e non so se attecchirano in altre terre. Ci sentiamo confusi e spaesati e in cerca di terra fertile…per ora posso rifugiarmi solo nel mondo che la mia immaginazione si è costruita.Simplipam

  • Fai bene Stefania, chi può se ne vada al più presto.. Non c’è più niente da salvare ormai, la gente si è assuefatta dalla televisione, gli potrebbero rubare qualsiasi cosa senza accorgersene…Se Berlusconi metterà le mani sulla giustizia, il fascismo sarà ritornato… Chi può se ne vada… L’italia non ha più futuro… E non lo vuole nemmeno…

  • Stefania condivido in parte quello che hai scritto a Claudio.Condivido il fatto che probabilmente seguendo pure io il mio senso di autoconservazione vorrei espatriare in Spagna. Ma poi interviene quella piccola parte, ma forte, parte del mio carattere che mi vede reagire e combattere contro i soprusi e le ingiustizie che mi impedisce di fare quello che potrebbe essere visto anche come un atto egoistico o vigliacco, come l’espatrio. Oltretutto io sono già un migrante per lavoro dalla mia bellissima isola Ichnusa, qua nella terra del Cainano ormai da quasi 10 anni e credimi che la possibilità di tornare grazie ad un miglioramento socio-economico che mi permetterebbe di lavorare la è ogni giorno più lontana. Anzi sto provando sulla mia “pelle” che le cose vanno male anche qua, nella terra del cainano, mentre fino a qualche anno fa sembrava la terra del lavoro sicuro. Non mi rimane che la resistenza, alla stregua dei nostri avi partigiani al tempo dell’altro cainano fascista che per fortuna fini per rimanere appeso per i piedi in piazzale Loreto.Auguro a tutti coloro che rimarranno una buona resistenza !!Claudio a te dico solo che la tua parte di “partigiano” la fai alla grande, grazie !!

  • Bravo Messora, ti leggo solo da pochi giorni e mi piace molto quello che scrivi e che pensi. Continua cosi! L’unica cosa è che ritengo che oramai con le sole parole non si riuscirà mai ad ottenene niente. Solo una RIVOLUZIONE , forse, puo finalmente cambiare le cose. Mi vergogno sempre di piu di essere italiano.complimenti alla Stefania che ha avuto il coraggio di andarsene…da quest’ Italietta…Ha fatto BENISSIMO.Auguri.ciao

  • E’ la cosa più assurda che abbia mai visto/letto/sentito.Questi due avevano entrambi un lavoro a tempo indeterminato, stavano bene, erano brava gente e facevano volontariato. Se non fossero stati sposati forse sarebbero stati prete e suora. E se ne vanno? Perchè? Non ha alcun senso! Perchè siete stanchi dei politici corrotti? Siete stanchi della gente che vi succhia il sangue? Perfetto, non credete che scappando non ne troverete altra.Questo mi ricorda una volta che stavo giocando a scacchi con una ragazza: mi stava mangiando tutti i pezzi, non mi era rimasto quasi niente. Ad un certo punto lei mi fa: “ci scambiamo i posti?”. Incredulo ho scambiato i miei pezzi con i suoi. A quel punto ho pensato: adesso non posso perdere, guarda come mi ritrovo. Due minuti dopo mi ha fatto scacco matto.Questo per dire che non importa in che situazione ti trovi, che tu sia ricco sfondato o un povero barbone, devi essere te ad essere superiore al tuo avversario. Cercare solamente di migliorare la propria situazione non porta a niente, se il tuo avversario ti è superiore. Io in una situazione di vantaggio assoluto ho perso in due minuti perchè il mio avversario era cento volte più abile di me. La vita realte è la stessa cosa: se non sei superiore al tuo avversario, possa esso essere un politico o un barbone, questo ti batte ad occhi chiusi. Mettere l’indice sul re e farlo cadere è solo un’azione di codardia, non porta nessun vantaggio a chi lo fa.

  • E’ la cosa più assurda che abbia mai visto/letto/sentito.Questi due avevano entrambi un lavoro a tempo indeterminato, stavano bene, erano brava gente e facevano volontariato. Se non fossero stati sposati forse sarebbero stati prete e suora. E se ne vanno? Perchè? Non ha alcun senso! Perchè siete stanchi dei politici corrotti? Siete stanchi della gente che vi succhia il sangue? Perfetto, non credete che scappando non ne troverete altra.Questo mi ricorda una volta che stavo giocando a scacchi con una ragazza: mi stava mangiando tutti i pezzi, non mi era rimasto quasi niente. Ad un certo punto lei mi fa: “ci scambiamo i posti?”. Incredulo ho scambiato i miei pezzi con i suoi. A quel punto ho pensato: adesso non posso perdere, guarda come mi ritrovo. Due minuti dopo mi ha fatto scacco matto.Questo per dire che non importa in che situazione ti trovi, che tu sia ricco sfondato o un povero barbone, devi essere te ad essere superiore al tuo avversario. Cercare solamente di migliorare la propria situazione non porta a niente, se il tuo avversario ti è superiore. Io in una situazione di vantaggio assoluto ho perso in due minuti perchè il mio avversario era cento volte più abile di me. La vita realte è la stessa cosa: se non sei superiore al tuo avversario, possa esso essere un politico o un barbone, questo ti batte ad occhi chiusi. Mettere l’indice sul re e farlo cadere è solo un’azione di codardia, non porta nessun vantaggio a chi lo fa.

  • E’ la cosa più assurda che abbia mai visto/letto/sentito.Questi due avevano entrambi un lavoro a tempo indeterminato, stavano bene, erano brava gente e facevano volontariato. Se non fossero stati sposati forse sarebbero stati prete e suora. E se ne vanno? Perchè? Non ha alcun senso! Perchè siete stanchi dei politici corrotti? Siete stanchi della gente che vi succhia il sangue? Perfetto, non credete che scappando non ne troverete altra.Questo mi ricorda una volta che stavo giocando a scacchi con una ragazza: mi stava mangiando tutti i pezzi, non mi era rimasto quasi niente. Ad un certo punto lei mi fa: “ci scambiamo i posti?”. Incredulo ho scambiato i miei pezzi con i suoi. A quel punto ho pensato: adesso non posso perdere, guarda come mi ritrovo. Due minuti dopo mi ha fatto scacco matto.Questo per dire che non importa in che situazione ti trovi, che tu sia ricco sfondato o un povero barbone, devi essere te ad essere superiore al tuo avversario. Cercare solamente di migliorare la propria situazione non porta a niente, se il tuo avversario ti è superiore. Io in una situazione di vantaggio assoluto ho perso in due minuti perchè il mio avversario era cento volte più abile di me. La vita realte è la stessa cosa: se non sei superiore al tuo avversario, possa esso essere un politico o un barbone, questo ti batte ad occhi chiusi. Mettere l’indice sul re e farlo cadere è solo un’azione di codardia, non porta nessun vantaggio a chi lo fa.

  • Drey, complimenti per la bellissima metafora con la partita di scacchi.Hai ragione: talvolta il non riuscire a capovolgere le situazioni è il sintomo di una semplice quanto manifesta inferiorità.C’è però da aggiungere una variabile non indifferente. In una partita di scacchi esiste un regolamento chiaro che non può essere infranto, pena la nullità della partita stessa. In questa politica, invece, i regolamente sembrano fatti apposta per essere infranti, come per esempio quello della separazione tra i poteri, del conflitto di interessi e del controllo dell’informazione.Insomma, a differenza di una partita di scacchi, qua non si gioca ad armi pari, perlomeno per chi cerca di essere corretto. Questo complica un tantino le cose. Io dico: tra tutte le persone che non condividono quest’analisi sulla situazione politica italiana, ce ne saranno una parte che sicuramente è consapevole ma sceglie volontariamente di dare il proprio consenso perchè, con tutta evidenza, è parte del sistema stesso. Ci sarà poi un’altra parte che crede di concordare con questa maggioranza, ma è semplicemente maleinformata. A giudicare dalla tempesta mediatica unilaterale cui siamo sottoposti quotidianamente, sospetto che questa parte di mali informati sia preponderante, ed è dunque su questa che bisogna agire per capovolgere le sorti di questa partita.Il terreno di scontro è il recupero della libertà, di un senso profondo dell’umanità e dell’interesse verso il bene condiviso. La chiave di volta non può che passare per la corretta informazione, e qui ognuno nel suo piccolo può fare tantissimo. Copiare, incollare, stampare, spedire, distribuire le informazioni.Non so se sia la strategia che da sola può far vincere la partita, ma di sicuro è fondamentale presupposto di qualsiasi speranza di cambiamento.

  • stefania fai bene. in Italia non resta altro che degrado, corruzione, amoralita’, mafia. Come ho scritto ieri allo stesso Claudio, all’estero se uno parla un minimo di lingue (italiano e inglese) e sa fare qualcosa vive benissimo e senza lo stress di sentirsi tutti i giorni del conflitto di interessi.

  • anzi, se qualcuno vuole venire a lavorare a Panama (dove sono adesso) stiamo aprendo un scuola e abbiamo bisogno di professori di matematica!

  • Rispetto la scelta di Stefania,io mi sento quasi soffocato,sopraffatto ma non vinto.Purtoppo le cose potranno cambiare solo quando la maggioranza dei nostri concittadini si svegliera’ dal torpore che sta vivendo,inebetita da una informazione che definire ridicola e’ sopravvalutarla.Iersera ho visto un documentario sul nazismo,masse di persone inebetite……

  • anch’io sono deluso da questa Italia ma non ho scelta e resto qui rodere le puttanate che avvengono ma non per questo dispero di stare qui a fare la cellula (tumorale ) a questo potere che non vuole darci via di scampo ma sai tante cellule formano una metastasi e la lotta contro il cancro è senza fine .

  • C’è chi preferisce lottare e chi preferisce vivere bene, nessuno può essere definito vigliacco se vuole per se e per la sua famiglia un futuro migliore, questa è la natura dell’uomo, io stesso vorrei emigrare per vivere meglio e tanti di noi vogliono fare lo stesso.Ognuno è libero di fare quello che meglio crede sempre che le sue azioni non invadono la libertà altrui.Stefania non avere rimorsi, e non sentirti in colpa, valica la frontiera e porta l’ Italia nel cuore, se un giorno vorrai tornare ella ti accoglierà a braccia eperte.W L’ ITALIA!!! W L’EUROPA!!!!

  • .Ma, ke dire per me se avete il coraggio fino in fondo di andare, andate ma attenzione ….. sapete quello che lasciate ma nn sapete quello che trovate!E ancora, supponendo che nn siete bambini e come leggo lavorate tutti e due avete pensato cosa potrebbe voler dire ora per allora perdere quel tanto o poco, comunque qualcosa di certo, per la vostra pensione ….. !< < ETSI OMNES, EGO NON >>

  • “Via, via…”, lo diceva pure Paolo Conte…Via dall’archetipo del Messia unto (bleah), dall’ansia sudaticcia di Veltroni, dal livore (comprensibile…) di Di Pietro, dai volti da psicopatici di alcuni ministri e deputati della Lega (Calderoli, Cota) ma anche dei figli di AN (La Russa).Non siamo più tutelati dalle idee sorte dalla Rivoluzione francese. L’illuminismo è finito… Quante violazioni croniche del diritto internazionale e delle costituzioni dobbiamo ancora vedere prima di capirlo? Ci vogliono idee nuove. Simpatiche, positive… con senso dell’umorismo possibilmente.Non è la scacchiera la metafora del miglior confronto… Quello è ancora l’orizzonte socratico del “dialogo” che uccide l’altro…”It’s wonderful,it’s wonderful,it’s wonderful,Good luck, my baby”.

  • Rispetto Stefania. In Italia ci sono 4 tipi di persone:1 < Quelle che non sanno2 < Quelle che sanno e si adeguano3 < Quelle che sanno e NON si adeguano4 < Quelle che sanno e scappanoStefania scappa (ciò non vuol dire sia una codarda) perchè vede terra bruciata intorno a sè e alla sua famiglia, invece che scegliere la 3° opzione!Ognuno cmq sapendo, aiuta a iniziare un cambiamento, perchè per una Stefania che scappaci saranno suoi amici o parenti che si chiederanno il perchè, alcuni sopprassederanno ma altri andranno fino infondo, e sapranno pure loro. Ciò stà a dimostrare che TUTTI possiamo fare qualcosa, anche nel gesto che ai molti può sembrare codardia.Auguri Stefania e Grazie ... Fabio 🙂

  • Son d’accordo con davdapovig, ognuno DEVE essere libero di poter scegliere il suo modello ideale. Io stesso ho lasciato la mia patria varie volte, e varie volte ho sentito il bisogno di ritornarci sperando che nel frattempo le cose fossero migliorate. il mio contributo all’autrice della lettera è che nessuno ti regala niente da nessuna parte, nei paesi del nord Europa c’è sicuramente un senso civico e di rispetto verso il prossimo che è difficile ritrovare in Italia, ma è sempre stato cosi. E’ sicuramente un dato di fatto che sono più numerosi i furbetti di quartiere che vivono nel sud d’Europa, ed è proprio perciò che sono paesi meno propensi a favorire politiche di sviluppo e di modernizzazione. Non dimentico gli anni passati in Inghilterra dove tutto funzionava come un orologio, ma a un certo punto ho sentito il bisogno dare uno stop a quella tranquillità anormale e di ritrovare la disorganizzazione e il magna magna generale che è forse la chiave della creatività, l’arte che ci fa famosi in tutto il mondo. Ogni paese ha i suoi lati positivi e quelli negativi, ogni cittadino deve scegliere quali aspetti siano più importanti per sé. Personalmente credo che a nord sarei più tranquillo ma decisamente al sud sono più contento. Buona fortuna per il futuro.

  • Ecco, pensavo, il lamento è imprtante, serve a capire cosa sta succedendo. Dopo il lamento ci vuole il progetto. Per fare il progetto occorre riunirsi in gruppi di opinione, movimenti oppure partiti. Quali sono i partiti che in questo momento storico hanno attenzione a progetti tesi alla salvaguardia dell’ambiente, dell’energia e della legalita??? NESSUNO !!! l’unica cosa che noi possiamo fare per cambiare l’italia, ritengo sia un comportamento virtuoso come quello della signora Stefania P. Poi formare un movimento oppure trovare un partito che sposi un programma di questo tipo. Non c’è altra soluzione. Auguri a tutti

  • Cara Stefania, se dopo aver ben valutato la situazione italiana siete arrivati a questa soluzione non solo ti rispetto, ma ti invidio. E’ da un po’ di tempo che sto pensando di vivere in un posto un po’ meno fatiscente dell’ Italia (cioè in un qualsiasi altro paese della comunità europea). Da pochissimo mi sto impegnando “politicamente” e per la prima volta nella mia vita (ho 55 anni). Ho aderito ad un movimento che si batte contro questa “democrazia pilotata” e penso sia possibile farlo crescere rapidamente proprio perchè “molti sono scontenti” ma “pochi agiscono”.Vi auguro di cuore di trovare tutto quello che cercate.Ciao

  • Cara Stefania, se dopo aver ben valutato la situazione italiana siete arrivati a questa soluzione non solo ti rispetto, ma ti invidio. E’ da un po’ di tempo che sto pensando di vivere in un posto un po’ meno fatiscente dell’ Italia (cioè in un qualsiasi altro paese della comunità europea). Da pochissimo mi sto impegnando “politicamente” e per la prima volta nella mia vita (ho 55 anni). Ho aderito ad un movimento che si batte contro questa “democrazia pilotata” e penso sia possibile farlo crescere rapidamente proprio perchè “molti sono scontenti” ma “pochi agiscono”.Vi auguro di cuore di trovare tutto quello che cercate.Ciao

  • Cara Stefania, se dopo aver ben valutato la situazione italiana siete arrivati a questa soluzione non solo ti rispetto, ma ti invidio. E’ da un po’ di tempo che sto pensando di vivere in un posto un po’ meno fatiscente dell’ Italia (cioè in un qualsiasi altro paese della comunità europea). Da pochissimo mi sto impegnando “politicamente” e per la prima volta nella mia vita (ho 55 anni). Ho aderito ad un movimento che si batte contro questa “democrazia pilotata” e penso sia possibile farlo crescere rapidamente proprio perchè “molti sono scontenti” ma “pochi agiscono”.Vi auguro di cuore di trovare tutto quello che cercate.Ciao

  • Sono un laureando in ingegneria chimica, mi mancano ormai pochi mesi per finire… cosa fare? Rimanere e lottare o salutare tutti e andare? E’ una domanda che mi sto ponendo da quando ho iniziato a lavorare alla tesi e a cui non ho ancora trovato risposta.Solidarità con Stefania e in bocca al lupo :]

  • chiariamo una cosa: stefania sta andando, o è andata via perchè non si trova ideologicamente bene con i politici italiani, ma di salute, lavoro ecc stava di lusso. Tu, nicola, vuoi andartene per trovare un lavoro migliore, mi pare di capire. Andare in contro a chissà cosa partendo da una situazione di benessere è puro suicidio. Farlo perchè non si ha lavoro è un’altra cosa.Per byo. Grazie per i complimenti sulla metafora ^^Ma secondo me hai una visione sbagliata della scacchiera: tu pensi alle leggi come regolamento della partita, in realtà quelle sono solo dei loro pezzi. Le leggi sono gli alfieri, la televisione è la loro regina. Le mafie sono le loro torri, mentre gli scagnozzi sotto i loro piedi sono i cavalli. I pedoni infine sono gli stolti che gli vanno dietro.Loro hanno questi pezzi, noi abbiamo i nostri (che non elenco ora perchè alcuni che mi vengono in mente mi sembrano un po’ offensivi…).La partita si gioca secondo le solite regole: mangia o vieni mangiato. Per poter arrivare al re molto spesso è necessario distruggere prima le cose che li proteggono. La mafia, le leggi, quelli che li seguono e gli scagnozzi che grazie ad una briciola di potere si sentono dei. Tutto questo va distrutto per raggiungere il re e dargli lo scacco matto. Il problema sta nello stato mentale del giocatore: non mi va di sacrificare questo pezzo per arrivare alla vittoria. MALE! Una volta kasparov ha sacrificato la regina per dare lo scacco matto! Ed ha progettato tutto con cinque turni di anticipo! QUESTO è giocare da campini, questo è raggiungere la vittoria ad ogni costo! Se ci fermiamo di fronte ad un “ma la mafia non si può abbattere” non avanzeremo mai, e alla fine ci mangiano tutti. Fermare l’avanzata dei pedoni con i nostri, mettere in scacco il re col cavallo per permettere alla torre di chiuderlo, porre l’avversario di fronte ad una scelta critica: l’alfiere o iil cavallo? Imprigionarlo all’angolo con la regina e dargli il colpo di grazia con un alfiere. Far apparire una mossa disattenzione mentre invece stiamo tessendo una trappola.Certo, le cose che ho detto possono essere anche belle parole, ma la morale è sempre la stessa: loro lo stanno facendo, noi no. E’ questo che intendevo con piano d’azione. Decidere cosa fare, non cercare di prendersi i pedoni avversari convertendoli e lasciare che l’avversario avanzi indisturbato. Cosa volete che importi a loro dei loro pedoni? Meno di niente.Manifestare: abbiamo perso la nostra voglia di dire la nostra apertamente. Quanti di noi andrebbero in piazza a dire “a fanculo la mafia” gridandolo al cielo col pugno levato e PENSARLO DAVVERO? Quanti andrebbero in una manifestazione contro la corruzione, le leggi fatte a persona, i criminali, la mafia? E chi lo fa si ferma come un cretino davanti ad un qualsiasi funzionario dello stato che gli dice “non potete farlo”. Io l’avrei scavalcato tranquillamente, gridandogli in faccia tante di quelle offese da fargli vomitare l’anima. Invece di lasciarsi fermare, rinunciare ai megafoni, ai cartelloni, alla propria voce ed alla propria anima. Farci fermare la torre con un alfiere, questa è una cosa che non ci possiamo permettere se vogliamo vincere.

  • Come dice Drey: “… Certo, le cose che ho detto possono essere anche belle parole, ma la morale è sempre la stessa: loro lo stanno facendo, noi no. E’ questo che intendevo con piano d’azione. Decidere cosa fare, non cercare di prendersi i pedoni avversari convertendoli e lasciare che l’avversario avanzi indisturbato. Cosa volete che importi a loro dei loro pedoni? Meno di niente. …”Ecco, il punto è proprio questo: manca un piano d’azione!!Ma non credo che un piano d’azione possa essere oggi di fatto scendere in piazza a protestare: Il G8 di Genova insegna!! E la gente in piazza era tanta e venivano da tutte le parti. Ma il potere li ha massacrati per dare un esempio di cosa può costare ad andare in piazza a protestare.E se non si ripeterà questo, ci penseranno i mezzi di comunicazione “del potere” a oscurare la protesta o a distorcere le cose. Come a Pzza Navona l’otto Luglio scorso!E allora? e’ ora di costruire, partendo da un nuovo patto sociale tra cittadini!! Donne e uomini di buona volontà possono incominciare a ricostruire partendo dai problemi quotidiani della gente. Poi, quando tanti piccoli gruppi di poche persone che operano per il bene comune e per migliorare anche la loro vita, costituiti in Reti di soccorso e assistenza solidale. Interconnessi tutti attraverso internet, ma anche sul territorio. I mezzi per poter fare qualsiasi cosa, positiva, oggi non mancano. Solo quando tutto ciò si sarà realizzato, allora con una adeguata massa critica si potrà pensare in grande alle cose grandi. Presto, come dicevo, come mi ha più volte invitato Claudio a farlo, in un mio sito o Blog ri- proverò a spiegare come si può fare!!In alto i cuori, sempre!!

  • chi parla di vigliaccheria non si è mai spostato dal posto dov’è nato, non sa davvero quanto coraggio ci voglia nello “sradicarsi”!anche andarsene può rivelarsi un contributo.vi sono più modi per dissociarsi e protestare.ci vediamo in Baviera Stefania!

  • Le linee di tendenza che a me piacerebbero (la parte propositiva, non critica, di un movimento), per chi rimane in Italia sono:- DECENTRAMENTO politico, economico, energetico e bancario- AUTONOMIA energetica e politica per tutti gli individui (o “cittadini” che dir si voglia)E’ fondamentale per me che non sia io ad occuparmi di costruire qualcosa di nuovo, un’utopia da realizzare, poiché non esiste nulla di puro e tutto è ibridato (sulla posizione contraria è fallito un movimento di 150 anni almeno)… Così sarà lo Stato a dover divenire federale al punto da decentrarsi nei Comuni… e l’energia centralizzata a divenire rete capillare di produzioni autonome senza più alcun centro o quasi. Dobbiamo sostenere lo sviluppo tecnologico volto all’autonomia energetica (ponendo attenzione alle nuove scoperte, favorendo contatti che non lascino l’iniziativa ai grandi gruppi industriali, ma che siano volti a forme diazionariato popolare). Solo così ci sarà una radicale mutazione della politica e una neutralizzazione dei devastanti interessi industriali monopolistici…

  • STEFANIA ti preghiamo x gli studenti italiani è indispensabile una docente del tuo calibro …. e poi è in arrivo il balzo di coscienza quantica del 2012 …. vorrei dirti molte altre cose … e te le dirò .. anche sui miei blog … questa x me è una domenica di duro lavoro … e non posso restare oltre online … a presto … bye-bye ..

  • Pienamente d’accordo con la lettera, anche perchè io l’ho gia fatto.Ho come aggravante una moglie extracomunitaria e ne ho le ..lle piene di fare la fila per il permesso di soggiorno, di spendere annualmente euro su euro per un “diritto”.Quindi sono “emigrato”, ricomincio da tre, perchè ho la fortuna che i miei suoceri ci hanno dato un aiuto immenso nel porre le basi da cui ripartire.Mi spiace, sono sempre stato orgoglioso di essere italiano, ma ho due figlie (ora) e non credo che l’Italia sia il paese dove voglio farle crescere.Sarei disposto a lottare all’infinito perchè l’Italia diventi un paese migliore, ma non ho più così tanto tempo.Per Stefania un unico consiglio, vai. Io ho aspettato anni nella speranza che “cambiasse” per poi capire che perdevo solo tempo.Per Franco Oi eu tambem posso ajudar?

  • aspettare che cambi è come guardare una torta ed aspettare che di sua spontanea volontà si tagli e ti entri in bocca…ma cosa mi hanno messo nel bicchiere? O_O ultimamente faccio un sacco di metafore…. XD

  • Condivido il sentimento di Stefania anche se, come qualcuno ha già realizzato è un gran peccato che un docente così etico e ben preparato getti la spugna, ma capisco…Sono del 63, divorziato, e con figlio di 11 anni fatti proprio oggi, col lavoro….beh, lasciamo stare…Per i prossimi dieci anni sarò impegnato a fare la mia parte di padre e contestualmente continuerò a “portare il verbo” su etico e sostenibile. Una sezione del mio sito è dedicata a questi argomenti e man -mano che trovo del tempo aggiungo materiale trovato in rete per amplificare i punti di accesso alle informazioni, …un gioco di specchi a sostegno di quel che credo sia la “via migliore” per vivere……faccio questo (che è ben poco comunque) perché mi rendo conto che dare la colpa agli altri, pure a chi ci ha governato, ci governa e ci governerà non serve: gli altri siamo noi, e sono i nostri comportamenti, le nostre abitudini, i nostri acquisti, la reale parte debole, il tallone d’ achille che dà la condizione a chi ci governa di avere un terreno fertile per perpetuare nella loro logica. Loro fanno quel che noi ………lasciamo fare (!).Trascorsi questi dieci anni mio figlio sarà più grande e, finalmente, potrò anch’ io guardarmi attorno e trovare un paese dove andare a vivere…. dovrò a quasi sessant’anni rimettermi in gioco… ma ne varrà la pena.

  • E’ vero, da un certo punto di vista, la scelta di lasciare l’Italia può essere percepita come una “scelta vigliiacca”; è anche comprensibile, anche se non sempre condivisibile, lo stupore e la “rabbia” che si percepisce in certi commenti, mi riferiferisco principalmente al fatto che abbiano entrambi il tanto agognato posto fisso. Essendo nelle stesse condizioni, e condividendo molto di quello scritto dalla signora Stefania vorrei focalizzare l’attenzione anche su un altro aspetto: il coraggio. Si perchè sembra che pochi si siano soffermati a domandare quanto coraggio occorre per fare una scelta del genere, lasciare casa e lavoro sicuri per rimettersi in gioco completamente in un altro paese. Semplicemente credo che non so chi abbia bisogno di maggior coraggio se un “disoccupato” o un “occupato/indeterminato”, o si crede forse che il maturare di questa necessità di “evasione” sia avvenuta, per così dire, “dal giorno alla notte”? Che non sia invece un percorso lungo e doloroso che, nonostante i nostri innegabili “privilegi” (in Italia oggi è un privilegio essere sottopagati a tempo indeterminato), è maturato fino a sfociare all’abbandono dell'”amara Terra”. Io per il momento rimango, ma lo faccio per coraggio o per vigliaccheria?

  • un grazie va abyoblu che da a noi l’opportunita’ di scrivere su suo blog,un grazie di cuore a stefania e suo marito per il coraggio di aver scritto una parte della loro vita rendendola pubblica,un grazie a tutti quelli che hanno risposto alla lettera di stefania.”ieri,oggie domani”—–“ieri “emigranti”—oggi”clandestini”——domani”villaggio olimpico”……venivano c hiamati emigranti chi con coraggio prendeva il suo cartone e’ lasciava la sua patria per avere un futuro fatto di speranza.oggi vengono chiamati clandestini che arrivano nella nostra patria con la speranza di chi vuole cercare di vivere dignitosamentema dove la maggior parte vengono presi e sfruttati .il domani cosa ci puo’ essere per noi che crediamo ancora alle menzogne che ascoltiamo e leggiamoin tv-giornali.io ho scritto villaggio olimpico per la semplicita’ di chi ha avuto la fortuna di vivere una bellissima esperienza puo’ dare un giudizio incontestabile.mettere aconfronte le varie espèrienze etniche sara’ la vera medicina chew potra’ dare a tutti noi la certezza di vivere cdignitosamente.a tutti dispiace che stefania abbia preso una decisione non condivisa ma rispettare la sua decisione sara’ per noi l’inizio di un grande villaggio olimpico che trasmettera’ a tutte quelle persone che vogliono una vita piu’ serena ,il profitto non portera’ non dara’ mai gli stessi risultati che provengono dal sociale.mettersi a confronti con altri e’ la medicina giusta.”un mondo senza poverta’”–di muhammad yunus nobel della pace 2006.

  • Se volessimo ancora infossarci sulla metafora degli scacchi (che inizialmente mi era piaciuta parecchio ma che in effetti non calza molto…) direi che qui si gioca con un pedone contro un esercito di re e regine, ognuno con il suo bel pedone di colore differente.Ma lasciamo perdere la metafora ed andiamo al concreto: non è di oggi o ieri la notizia che in Italia si arriva a tutto 20 anni dopo agli altri, tant’è vero che i cellulari da noi sono ancora in evoluzione e costante aumento mentre nel resto del mondo cosiddeto civilizzato li svendono come vecchiume in favore di apparecchi collegati al WiMax gratuito ed a copertura ormai quasi nazionale (per dirne una, ma c’è l’esempio del fotovoltaico obbligatorio per le nuove abitazioni e le strutture a risparmio energetico previste per legge in paesi neanche troppo lontani dal nostro).Questo costante conservazionismo viene da due aspetti principali che l’Italia non si scrollerà MAI di dosso fin quando permarrà nell’indole degli italiani il bisogno di rifugiarsi in una mentalità ristretta e retrograda, fotografati dalla sig. Stefania nella sua lettera. (e cji vuole intendere intenda… quegli altri in roulotte. XD).Purtroppo non è un’altra “metafora” parlare di risveglio… magari lo fosse.Perchè quando basta uno pseudo-esperto prezzolato che parli in una TV privata dei benefici dei termovalorizzatori per convincere un popolo che sia giusto ed inevitabile farli, significa che c’è del sonno… atavico… significa che non basterà una sveglia o una scrollatina che venga da YouTube. Io continuo a sperarlo, ma sognare di stare in un bel paese è veramente troppo bello per qualcuno per ammettere che invece siamo molto più simili all’Egitto che alla Svezia o alla Norvegia.

  • E’ la prima volta che scrivo qui e mi piacerebbe salutare Claudio e tutti gli altri. Io sono la moglie di gnubit e sono brasiliana, per quasi 10 anni ho vissuto in Italia e sono pronipote di italiani che hanno lasciato l’Italia alla fine dell’ottocento in cerca di una vita migliore in Brasile. Agli italiani “piace” emigrare, è solo un’altra ondata, i meglio partono, adesso, una volta erano i più disperati (compresi i miei bisnonni) ora chi non ha impedimenti (famiglia o carriera troppo esclusiva) e ha un po’ viaggiato sa che c’è di meglio e quindi si butta in questa avventura. Non temiate l’emigrazione, è un’esperienza da fare, io ho lasciato il Brasile per amore non per un futuro migliore – ma credo che il futuro migliore per me sia dove c’è l’amore quindi ho fatto la cosa giusta – ma ora che ci son tornata ora che ho avuto bisogno del mio Brasile in cose che l’Italia non mi ha mai dato ne permesso di ottenere, ora capisco che vuol dire lasciare una terra che da speranze, e forse l’Italia non da le speranze che molti hanno bisogno, mentre in mio paese si. Chi vuole venire sarà benvenuto :)saluti

  • @nredo b.quoto e condivido in pieno il tuo ragionamento…. è quello che pian piano è maturato nella mia testolina…. questi dormono, ed io sono nel loro mucchio… finchè rimango devo condividere/subire quel poco che ne esce…Fuori dell’ italia… la vita scorre…. ogni BUONA novità se è etica, ecosostenibile, conveniente, viene istantaneamente applicata, ogni vantaggio che dia benessere e qualità di vita viene presa in serissima considerazione. Quì > muro di gomma o enorme fatica per delle briciole di innovazione, …per le briciole… che miseria!, …politica ed intelletuale intendo.@crissgrazie della sferzata di ottimismo che traspare dal tuo intervento, chi come mè ha già innescato il conto alla rovescia > ringrazia!

  • Ciao Stefania, io non credo che gli italiani siano tutti così! Ci sono tante persone che vorrebbero reagire, ma non hanno gli strumenti o la possibilità di farlo e allora penso che chi ce l’ha debba usarli anche per loro! In fondo questo è vero volontariato, perchè sai tutto il resto (anche io faccio volontariato in un’associazione) serva più a noi stessi che agli altri. Non voglio convincerti a non andartene, perchè è giusto che ognuno decida della propria vita, però credo che se hai avuto la forza di scrivere quella lettera, in fondo, in fondo anche tu non ne sia profondamente convinta. L’italia è un paese straordinario, ma sono un bel pò di anni che è in difficoltà e la parte sana del paese non riesce a trovare la forza di reagire! Manchiamo di classe dirigente, e penso che in questo particolare momento ci sia bisogno di gente in gamba come voi. Credo che questo sia il momento, per chi se la sente, di impegnarsi in politica attivamente! La politica non va confusa con le persone che la fanno, che in questo particolare periodo storico non brillano di cert! In un mondo globalizzato, per gente impegnata come voi scappare un pò più a nord non credo sia la soluzione!  Stefania non pretendo di averti convinto a rimaner, spero solo di farti riflettere sulla responsabilità di abbandonare un paese che ami e che ha sicuramente bisogno di voi!

  • Sono appena rientrata e ti sto gia leggendo…per non rimanere indietro…e diventare vecchia, piu della mia karmica anima….  🙂

    Sono felice che tu abbia pubblicato questa lettera e ti ringrazio.

    Puo aprire gli occhi non a tutti, ma a molti.

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