A chi serve davvero il nucleare civile.

Angelo Baracca parla di commistione tra nucleare e militare

L’elettricità? In una centrale nucleare non è che un sottoprodotto” – Amory Lovins, fisico.

Il nucleare civile serve a quello militare. Gli strumenti progettuali e le conoscenze tecnologiche per le applicazioni pacifiche sono derivati dal know-how militare. Le tecnologie per il trattamento dei materiali fissili sono facilmente convertibili da scopi militari a civili e viceversa. Costruire centrali nucleari è sempre stata una comoda strada per ammortizzare i costi del nucleare militare. Non solo: il nucleare civile a sua volta favorisce la proliferazione orizzontale del nucleare militare. Si tranquillizza il mondo con l’obiettivo dichiarato di costruire un impianto civile, e così si può lavorare in pace alla costruzione di testate nucleari.

In un paese civile, l’attuazione di una politica di riarmo nucleare dovrebbe superare tutta una serie di ostacoli, non solo di tipo internazionale, ma anche di tipo interno: l’opposizione parlamentare e popolare, l’aumento delle spese militari, la resistenza degli Enti Locali e dei cittadini alla costruzione degli impianti di fabbricazione del combustibile, dannosi per la popolazione e per l’ecosistema. In Italia l’opposizione parlamentare è un problema in meno. Non esiste. Inoltre, la popolazione non resiste. Gli italiani sono come una bella donna dal parrucchiere: la testa sotto al casco ad occuparsi di bigodini. Il loro problema è lasciare seccare lo smalto mentre sfogliano una rivista per scegliere il colore delle tende! Tra poco non avranno più tende, e i parrucchieri costeranno troppo. Allora forse saranno tutti più brutti, ma almeno saranno incazzati!

Grazie al programma nucleare civile si evitano tanti problemi. Tutto diventa più facile, compresi l’arricchimento dell’uranionecessario per fabbricare combustibile per le centrali a U-235 e l’approvvigionamento del plutonio. Le centrali nucleari producono plutonio come scarto. Si ritrova, in percentuale variabile, nelle scorie radioattive.

1 kg di plutonio – una pallina da ping pong – ha la potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, quanto basta per distruggere una città. Per una bomba H si impiegano, in media, 5 kg di plutonio. Una centrale elettronucleare di 1.000 megawatt produce circa 250 kg annui di plutonio da cui si possono ricavare 40-50 bombe atomiche.

Il nucleare civile è un ottimo paravento che permette di lavorare indisturbati sul nucleare militare. Grazie ad esso, chiunque può acquisire la tecnologia, il combustibile ed il personale adatto per fabbricare ordigni nucleari, senza essere costretto a dichiarare un programma esplicitamente militare. Così ci arrivarono l’India e il Pakistan, come pure Israele. L’Iran viene accusato di accampare la scusa del nucleare civile per raggiungere i suoi traguardi militari. L’Iran è cattivo, il Brasile invece no. Anche se ammazza la gente nelle piantagioni di canna da zucchero per assicurarci l’alcol. Anche se commercia in uranio arricchito. Il Brasile è buono. E poi c’è stato Pelè, Ronaldo… Vuoi mettere?

La tecnologia nucleare ha costi enormi. Le centrali nucleari servono ad ammortizzarli, riducendo i costi del plutonio per uso militare. La ricaduta civile del nucleare militare riduce l’enorme saldo negativo che gli armamenti inducono nel bilancio dello stato. Ecco quindi che le potenze nucleari impongono il nucleare civile ai loro tirapiaedi. Il nucleare civile sostiene economicamente il nucleare militare. Così, le centrali nucleari si trasformano miracolosamente in una panacea che apporta progresso e benessere.

Anche se fosse l’energia meno costosa in circolazione – il chè non è -, e anche se fosse completamente sicurail chè non è – resta una soluzione eticamente inaccettabile.

Come direbbe qualcuno in un altro contesto: una proposta irricevibile. ll nucleare tuttavia ha un solo, grande vantaggio: è parte integrante del piano d’azione più applicato della storia: il Piano di Rinascita Democratica. E oggi a decidere è il Discepolo 1816.

 

13 commenti

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  • Le guerre non esisterebbero se nessuno andasse in guerra..

    Ma daltronde le guerre sono un modo per fare soldi.. E finche le banche saranno private sarà sempre così..

    Con il trascorrere del tempo la figura dell’uroburos diventerà comune…

  • Ed è anche passato nel silenzio più totale (per decreto ovviamente…) il rifinanziamento delle missioni militari all’estero… appena 147 milioni di euro

    PS.: Altra notizia colpevolmente passata sotto silenzio è che l’Islanda è in bancarotta

    Giro girotondo, casca il mondo, casca la terra…

  • non c’è più da stupirsi di nulla… non mi stupirei nemmeno se la gara d’appalto per la costruzione delle centrali in italia la vincesse una multinazionale americana della famiglia Rockfeller. Siamo slot machines che vomitano spiccioli, per le grandi potenze mondiali. Ed il bello è che ci convincono a vomitarli volontariamente, non serve neppure che facciano tris. Silvio ama Bush, d’altronde… i due personaggi più sgradevoli del mondo occidentale non possono che coesistere in questa realtà distorta che è la politica del capitalismo sfrenato.

    Tutto sommato, SPERO che le banche d’affari falliscano TUTTE, anche se so che chi ci ha sempre guadagnato continuerà a farlo in barba all’allarmismo. In qualsiasi caso, ce lo meriteremmo. Una volta finiti gli spiccioli, almeno, vomiteremmo sangue.

  •  Questa volta, Claudio, non sono d’accordo. La teoria che il governo vuole le centrali nucleari per armarsi "nuclearmente" mi sembra eccessivamente cospirazionista.

  • Eccomi Nedo B.

    Per carità, magari mi sbaglio, ma non vedo come possa essere utile all’Italia l’armamento nucleare. Anche la sola minaccia di far fuoco nucleare non serve a molto: perché la si usi deve essere necessario un conflitto di proporzioni mondiali (o almeno così la storia insegna), nel qual caso altri stati europei potrebbero sganciarla al nostro posto.

    Aggiungiamo a questo il fatto che una politica offensiva nucleare così strutturata (edificando centrali nucleari civili), è fallimentare in partenza dal momento che offre troppi e troppo facili obiettivi militari.

    Magari la potenza Americana dipende dal suo esercito, su questo non mi pronuncio, ma non di certo dalle sue bombe H..

    Concludo con due considerazioni:

    1. sono del tutto certo che se il governo italiano avesse voluto l’armamento nucleare già lo avremmo, celato dal più ristretto segreto militare, e nessuno saprebbe niente di niente.

    2. fabbricare testate nucleari è inutile in tempo di pace: è l’economia che fa girare il mondo “che conta”.

    Oh, magari sto prendendo una cantonata colossale! Non sono né un politico, né un generale!

  • @Beppe

    mi permetto di dissentire

     1. mantenere segreta una cosa del genere in un territorio piccolo come l’italia è impossibile. Senza contare che lo saprebbero tutti i servizi segreti del mondo e chiederebbero qauntomeno spiegazioni. Troppe persone sono coinvolte per costruire armi nucleari. Attrezzature che non è possibile costruire in loco e devono essere acquistate all’estero e mille altre ragioni.

    2. Siamo in tempo di pace? non ci avevo fatto caso…. giusto ieri lo psiconano ringraziava Bush che ci difende dalle "terre del male", parole sue….

     

    Concordo comunque sull’improbabilità della cosa, o forse ci voglio sperare…

  • Dissento pure io, col beneficio del dubbio s’intende:

    Metti che la cosa ci sia stata imposta proprio dagli "alleati" statunitensi per produrre plutonio ed arricchire uranio proprio per loro… non scordarti due cose, e cioè che noi dobbiamo "divenire una piattaforma strategica del mediterraneo" (parole di Bush? di Silvio? NO: di d’Alema!!!); tutt’oggi in italia risiedono circa 90 testate nucleari nelle basi NATO a presidio militare USA, off limits perfino per il governo italiano.

    Per quello citavo Murphy e la famiglia Rockfeller: se qualcosa di orribile ma estremamente proficuo può umanamente essere possibile (con tanti soldi, ovvio) allora prima o poi qualcuno la metterà in atto.

    Forse è cospirazionismo, ma dopotutto dalle mie parti si dice "meglio avè paura che toccànne" non so se mi spiego amico mio…

  • Testate nucleari ne abbiamo già, anche troppe, vedi Ghedi che impensierisce la vicina Svizzera per la gestione della sicurezza all’italiana.

    Pensare che la casta voglia "armarsi" nuclearmente mi sembra una grossa ingenuità. Gli basta e avanza fare soldi, e a culo tutto il resto. Del resto se governaste una provincia corrotta dell’impero, a cosa pensereste? (non è facile mettersi in quei panni, ma ce la si può fare, basta immedesimarsi nei noti personaggi).

    E’ come pensare che la mafia controlli il mercato della droga per eliminare i giovani dal mercato del lavoro. E’ un effetto collaterale che non guasta, può anche tornargli utile, e così è, ma il vero scopo è fare soldi in nero. Non sopravalutiamo l’intelligenza dei singoli, ne sottovalutiamo quella del sistema, al quale i singoli portano acqua, ognuno a modo suo, non necessariamente "consapevole" in tutto e per tutto. L’importante è fare squadra. Siamo noi che dobbiamo usare il cervello a 360 gradi, tant’è che ci arriva da tutte le parti …

  • Attenzione a non pensare, in una economia globale, che parlare di nucleare militare significhi esclusivamente il riarmo "locale". Ragionate su scala mondiale.

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