La politica del cut&paste

 

L’oligopolio mediatico in Sardegna
Inchiesta di Eleonora Cipollina sull’informazione in Sardegna


Il nostro è uno stato sociale, e questa è una società. La stessa parola utilizzata anche per le imprese commerciali. Non a caso…
In fondo abbiamo un imprenditore brianzolo – uno di Arcore – che si sente a capo dell’azienda di famigliacosa nostra – e va emanando Decreti Legge come se fossero circolari. Abbiamo un ufficio del personale che si occupa delle assunzioni e che organizza i colloqui nelle piazze, nei palazzetti, perfino su internet. Come spesso capita, i candidati mentono spudoratamente sulle loro capacità professionali e fingono di poter risolvere qualsiasi cosa. Una volta ottenuto lo stipendio, passano il tempo alle macchinette del caffè, o peggio ancora a scrivere canzoni.
I contratti, curiosamente, si firmano a Porta a Porta. Ma a differenza di quelli aziendali, quelli elettorali non hanno alcun valore legale. Tanto che nessuno si mette più nemmeno a scriverli. Il programma è una formalità, una seccatura che bisogna fingere di saper redigere, magari facendosi fare il tema dal compagno di banco, quello bravo. Quello che avrebbe dovuto essere assunto al nostro posto se noi non fossimo il solito amico dell’amico, per esempio il figlio del commercialista del capo.
E dire che mi ero lamentato dell’incapacità dei nostri politici di svolgere semplici operazioni come il drag&drop, o il cut&paste. Mi dovevo stare zitto, maledizione… Mi hanno preso in parola!
Il programma di Ugo Cappellacci per la Regione Sardegna è un raffinato lavoro d’artigianato locale, intarsiato com’è di perle del pensiero altrui, tra cui si incastonano alla perfezione interi periodi fraseologici. Un mosaico bizantino al confronto pare un collage delle elementari. E’ un falso d’autore talmente somigliante ad un’opera originale da meritare di essere collezionata.
Così l’abbiamo recuperata e resa disponibile esattamente com’era prima che venisse inspiegabilmente sottratta dalla teca originaria dove veniva custodita, ad opera di una squadra di veri professionisti del furto.
Al fortunato che se ne aggiudicherà una copia, potrà capitare di imbattersi a pagina 46, sotto la voce Agricoltura, nel seguente periodo: «Aumento della dimensione economica delle aziende, contenimento dei costi di produzione, rapporto con il mercato, sburocratizzazione: sono questi gli obiettivi primari da perseguire – che richiedono l’azione forte del prossimo governo – per superare le debolezze strutturali ed organizzative che condizionano il settore e per migliorare l’efficienza aziendale e recuperare competitività».
Un omaggio che onora e commuove Confagricoltura, che al forum Il Futuro Fertile di Taormina, utilizzava le stesse parole in questo documento.
Di più, il mosaico omaggia anche la Regione Piemonte, quando a pagina 44, nel capitolo che riguarda la promozione delle reti tecnologiche, si esprime così: «Elaborare un programma pluriennale regionale per dotare la Sardegna di un sistema di connettività a banda larga ampiamente diffuso e combinato a strumenti tecnologici d’avanguardia, che coinvolga pubbliche amministrazioni locali, imprese (in particolare medie e piccole) e cittadini».
Da apprezzare il lavoro di ricerca del Cappellacci, che non solo ha restaurato un secolare capolavoro semantico dell’alta Padania, ma ha dovuto perfino registrarsi clandestinamente per leggere tutte le informazioni di cui a questo indirizzo è disponibile solo un breve incipit. Per evitarvi di indossare guanti ed elmetto, l’accurattezza della riproduzione cappellacciana si può verificare a questo indirizzo.
Ma il bello deve ancora venire. A pagina 19 dell’opera integrale del figlio del commercialista di Arcore, il connubio tra visione strategica e prospettiva storica tocca il suo culmine in queste ispirate riflessioni: «Le città infatti sono viste sempre più come: porte dell’internazionalizzazione dei territori; luoghi ove nasce la società della conoscenza (compresenza di università, centri di ricerca e imprese avanzate); luoghi della modernità, dell’innovazione e della creatività (i luoghi in cui il passato incontra il futuro, le competenze e le identità storiche divengono progetto); luoghi ove si rinnova la democrazia, attraverso forme rinnovate di partecipazione».
Qui l’autore dimostra di conoscere perfino gli atti della prima Conferenza Strategica di una città della sua stessa regione, Cagliari. Roberto Camagni, nel suo intervento sullo scenario nazionale ed internazionale del 2007, si esibiva in un’acrobazia intellettuale di cui si può ammirare la perfetta corrispondenza alla terza slide di questa presentazione.
Sempre sorretto da invidiabile lungimiraza, in fondo a pagina 16 il nostro così auspicava: «Al fondo dell’intesa tra Regione, Provincia e Comune c’è l’idea che di fronte alla complessità dei temi e dei problemi posti dalla nuova realtà globalizzata e dal governo delle aree urbane complesse, si debbano mettere in campo forme nuove di governo allargato, di interazione tra i soggetti istituzionali e quelli del mondo economico, sociale, culturale e associativo locale. Al fondo di questa proposta c’è l’idea che – di fronte alla complessità dei temi e dei problemi posti dalla nuova realtà globalizzata e dal governo delle aree urbane complesse – si debbano mettere in campo forme nuove di governo allargato, di interazione tra i soggetti istituzionali e quelli del mondo economico, sociale, culturale e associativo locale».
Dopo il Piemonte, questa volta è il centro Italia ad essere profondamente grato al Cappellacci, per avere fissato ad imperitura memoria le parole, risalenti al 2001, del Protocollo d’intesa tra regione toscana, provincia di firenze e comune di Firenze.
Tale è il fascino sprigionato dalla Toscana, forse perché culla primordiale della nostra stessa lingua, che l’autore non ha resistito, ed a pagina 15 ha voluto consegnare ai posteri un’altra appropriatissima combinazione grammaticale tratta sempre dallo stesso documento: «La convergenza dei diversi attori locali diventa sempre più uno degli elementi di forza di un territorio. E’ la forma capace di generare quel processo di coagulo delle risorse indispensabile per la competitività strategica nel sistema europeo ed è uno degli strumenti in grado di creare quel tessuto virtuoso essenziale per attrarre risorse e interessi internazionali».
Del resto, la natura generosa dell’opera cappellacciana può desumersi fin dalle sue prime battute, quando illustrando gli stessi presupposti della sua Proposta di Programma, egli molto argutamente opera una dissezione che lo porta ad identificare tre momenti nella persecuzione della sua personale strategia: «La costruzione di tale strategia di sviluppo poggia su tre momenti principali: il momento identitario, quello del modello di sviluppo e quello istituzionale. La contemporaneità dei tre momenti (identitario, economico ed istituzionale), tuttavia, non deve fare velo sulla necessità che tra essi debba esistere una relazione ordinatrice, per non correre il rischio di sovrapporli e di non capirne appieno la portata e le implicazioni logiche e temporali».
Gianfranco Sabattini, autore di Capitale Sociale, Crescita e Sviluppo della Sardegna, ha fatto sapere di sentirsi profondamente grato per l’essere stato incluso in un minestrone di plagi talmente omnicomprensivo che il non esservi incluso sarebbe stato giudicato alla stregua di un sopruso.
E l’ambiente? Già.. l’ambiente. E chi ci aveva pensato, all’ambiente!? Fatemi pensare… Per fortuna avanzano alcune pagine verso la fine. Stamparle o meno non comporta aggravi di costi, e quindi tanto vale dire qualcosina anche su quello. Per esempio a pagina 54 si può iniziare così: «La politica ambientale è caratterizzata da una pervasività particolarmente accentuata che si ripercuote sul piano sociale, economico e politico. Risulta difficile individuare un settore o aspetto, che non sia ricollegabile in qualche modo all’ambiente, proprio perché è all’interno dell’ecosistema che accadono le azioni umane: salute umana, sicurezza, estetica, produzione di alimenti, risorse naturali, sopravvivenza di specie biologiche, attività produttive, occupazione, trasporti, energia, ricerca scientifica, relazioni internazionali, …»
Da dove poteva venire un’attenzione così delicata, perspicace ed avveduta? Dal Cappellacci medesimo? Ma nemmeno per sogno. Poteva essere solo una giovane laureanda dell’Università di Bologna, Alessandra Canali, che nell’Anno Accademico 1997/1998 si laureava con la tesi LA POLITICA PER LE AREE PROTETTE IN ITALIA: IL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E CAMPIGNA. E dal capitolo 1.2 caratteristiche della politica ambientale – , come per magia, ecco saltare fuori il coniglio dal cappello. Anzi dal Cappellaccio!
Quando ho scritto CTRL-ALT-CANC avevo chiesto ai politici di imparare a fare un cut&paste.
Qualcuno di loro evidentemente mi ha ascoltato, ma è stato come dare un Kalasnikov in mano a un bambino.
Ora stanno imparando sulla loro pelle la lezione n°2: la rete non perdona!
 

Diffondere, Divulgare, Diramare.
Le Tre D che salveranno il mondo!

 

 P.S. Grazie al nodo della rete regana81 per il suo fondamentale contributo.
Ringraziatela anche voi iscrivendovi al suo canale YouTube.

16 commenti

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  • Scusate l’OT…
    sta per uscire in questi giorni il film LA SICILIANA RIBELLE, ispirato alla storia vera di Rita Atria, suicida dopo la morte di Borsellino http://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Atria .
    Leggete l’appello di sua nipote… http://www.nelregime.splinder.com/post/19828204/Mentre il Governo pensa ai MOR
    Io sono andato sul sito del film e nella sezione DIARIO DI RITA (dove è possibile lasciare commenti) ho provato per ben due volte a pubblicare questa lettera e mi hanno in entrambi i casi cancellato il commento.
    Se volete andate a commentare… http://www.lasicilianaribelle.it/
    E meno male che questo è un film contro la MAFIA…
    Guardate inoltre l’intervista in cui si parla di questa cosa intervistando la testimone di giustizia Piera Aiello e Don Ciotti al link: http://www.mogulus.com/telejato

  •  Non ho parole , ma non mi stupisco. Vorrei tanto fare copia e incolla fra la sua faccia e il sedere , tanto è uguale!

    Claudio non è possibile fare un casino come con la promessa del Multicefalo in Abbruzzo ?

  • Ciao, ho visto alcuni tuoi interventi su youtube e ho scopertoil tuo blog…mi vorrei permettere di dire che sei un grande…l’esposizione dei mezzi di gestione, traciabilità dai blog, news e siti vari mi è piaciuta tantissimo..

  • ciao, ho scoperto alcuni tuoi video su youtube, lavorando in una tv locale umbra come tecnico, gestita da imprenditori della zona, nel mio piccolo noto la manipolazione che subiscono alcune notizie riguardanti fatti scomodi per alcuni dei miei PADRONI… è allucinante come si possa distorcere un fatto a proprio uso e consumo… allucinante anche che scrivendo a te mi sia girata per guardarmi dietro le spalle un paio di volte…

    non fermarti

  • Sono da poco passate le 21.00 e Videolina (emittente n. 1 in Sardegna come dire il braccio armato di Berlusconi) ha annunciato il colpo a sorpresa

    per la conclusione della campagna elettorale di ‘Ugo, dì qualcosa anche tu’ ,

    lo stanziamento di due miliardi e settecento milioni di euro da spendere in infrastrutture,  disponibili dal 17 febbraio se vincerà il suo galoppino.

    Sembra un discorso già sentito. Ricorda la promessa fatta agli abruzzesi:  soldi   soldi  soldi.

    Ma noi siamo ancora in tempo per boicottare lui e i suoi accoliti.

    A DOMU MERIS E TZERACCUS.

  • Naaa… dai, cioè… a questi livelli siamo?

    Ora, va bene sbagliare in conferenza stampa per le elezioni regionali Sarde la Sardegna con la Corsica, va bene scambiare i Nuraghe per frigoriferi etruschi, va anche bene sentire la folla di italioti che invece che Ugo Ugo grida Silvio Silvio… ma così è troppo perfino per lui!

  • L’autore del collage è un certo "ALE", appartenente all’ufficio "studi" di Cappellascci Presidente.

    C’è qualcun altro che offre notizie in merito? 

  • berlusconi ha vinto in Sardegna, che schifo, non credevo che i sardi fossero cosi’, li disconosco, non dirò mai più di avere origini sarde iSARDI non esistono più

  • Volevo ringraziare Claudio per quello che ha fatto, ma purtroppo ci siamo cascati anche noi. Ci siamo lasciati fregare nonostante tutte le esperienze passate. Ma credo che la parte da leone l’abbia fatta l’informazione ufficiale:

    i giornali e le tv in sardegna non sono mai state dalla parte di Soru, e nonostante la Regione Sardegna nel suo sito abbia sempre pubblicato le delibere in tempo reale, gli organi di informazione hanno volutamente tacciuto. E in questa splendida campagna elettorale, ci sono andati contro tutti. La grande amarezza che provo è sentimento comune di quei sardi che hanno creduto di poter vivere in un oasi.

      Chiedo ai sardi, come Luisa, di non disconoscere le sue origini, noi ,quel 45%, siamo orgogliosi di esserlo e faremo di tutto per continuare ad esserlo.

    Matilde

     

  • Poveretti… auguri, non so che altro dire davvero. Con uno così come presidente alla regione e uno colà come presidente del consiglio credo davvero che venderei tutto e comprerei una palafitta nell’Honduras.

  • penso invece che sia il momento per rimboccarsi le maniche una volta di più e fare un’opposizione degna di questo nome, e non perdere quel movimento di persone che si è creato intorno a Soru. Quel 45% di noi conosce quello che ha fatto e che aveva in progetto per la nostra Terra e sopratutto per i ns giovani, per la loro istruzione. Forse non è proprio il caso di andare via, oggi ancora di più MEGLIO SORU, meglio la Sardegna

  • Ehi, leggo solo oggi l’articolo… tuttavia è proprio vero che la storia insegna… ma non la studia nessuno.
    Pili quando vinse le elezioni, presentò il programma di governo copiato pari pari da quello della Lombardia, addirittura arrivò alla barbina figura di elencare il numero sbagliato di province nel discorso d’insediamento… o meglio il numero giusto di province, per la Lombardia, appunto.

    Intanto continua inarrestabile l’esodo verso posti piu’ civili, tra i miei amici almeno 30 sono andati via quest’anno.

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