Il grande belato


Diventare eroi non è difficile. In un mondo di ladri, basta essere onesti. In un mondo di vili, non serve neppure essere coraggiosi: basta non avere sempre così tanta paura di tutto.
Dante De Angelis non è un eroe. E’ uno normale. Sono gli altri a non esserlo. A volte il leader, l’uomo simbolo, il volontario, non ha fatto niente di speciale se non restare immobile mentre gli altri arretravano di un passo. E lo lasciavano solo.
La forza dei lupi è tutta nell’inconsapevolezza degli agnelli. I predatori cercano nelle mandrie gli individui isolati, ma quando il branco fa cerchio e carica, non c’è leone che non scappi.
Dobbiamo fare cerchio intorno a chi non è disposto ad arretrare neppure di un passo di fronte alla disonestà, di fronte alla convenienza, di fronte alla corruzione della dignità. Dobbiamo caricare.
Agnelli! Al mio segnale.. scatenate il grande belato.
 

Lettera a Trenitalia
Riassumete Dante De Angelis

 

Spett.le Direzione Trenitalia S.p.a.
Ferrovie dello Stato S.p.a.
Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma
CC: i.cipolletta@ferroviedellostato.it,m.moretti@ferroviedellostato.it,
rapporticlienti.pax@trenitalia.it,f.fabretti@ferroviedellostato.it,
d.braccialarghe@ferroviedellostato.it,v.soprano@trenitalia.it,g.galiena@trenitalia.it

Roma, maggio 2009
Siamo donne e uomini che utilizzano con convinzione il treno per gli spostamenti interurbani.
Il treno da sempre è considerato, a ragione, un mezzo di trasporto poco inquinante, compatibile con l’ambiente e sicuro. Più sicuro degli altri mezzi di trasporto; ciò è quanto emerge infatti dalla storia del trasporto su rotaia. Noi, viaggiatori e cittadini di questo paese, desideriamo che il treno continui a mantenere queste sue caratteristiche.
I lavoratori delle ferrovie, sappiamo, stanno facendo di tutto perché il treno mantenga e migliori queste sue prerogative, soprattutto, per quanto attiene alla loro attività, la SICUREZZA. Sappiamo che, grazie alle loro lotte sindacali, i ferrovieri hanno raggiunto importanti innovazioni a vantaggio della sicurezza, una delle più significative è stata l’aver conquistato il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), come espressione della sorveglianza e verifica degli stessi lavoratori al buon funzionamento delle macchine e delle procedure. Noi viaggiatori ci sentiamo sicuri, in un certo senso protetti, sapendo che chi produce il trasporto ferroviario, allo stesso tempo vigila con attenzione per tutelare la salute e l’incolumità di chi lavora e chi viaggia.
Ci è sembrata questa conquista un gran passo avanti di civiltà, purché il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), operi nel rispetto della verità.
Invece… un giorno veniamo a sapere che uno di questi “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, uno dei più attivi e attenti, svolgendo il proprio lavoro di macchinista (quello che conduce il treno) e discutendo con i suoi compagni di lavoro, si era accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia e -giustamente- l’ha prontamente segnalato all’Azienda Trenitalia. Si poteva pensare che questo macchinista fosse stato proposto per un premio, così sarebbe successo in un paese civile, così doveva accadere in un paese democratico… invece… è stato licenziato! Si chiama Dante De Angelis.
Sembra un racconto dell’orrore, o forse del terrore. Terrore e intimidazione con cui i dirigenti di Trenitalia cercano di ridurre al silenzio i ferrovieri, con la minaccia di licenziamento, mettendo a repentaglio la loro e la nostra sicurezza.Ma ancor più preoccupante ci sembra la motivazione del licenziamento: “è venuto definitivamente meno il rapporto di fiducia”. Con queste parole Trenitalia ha licenziato Dante De Angelis.
Noi viaggiatori vorremmo, anzi, esigiamo, di poter avere fiducia nella correttezza dei dirigenti di Trenitalia quando è in gioco la salvaguardia dell’incolumità di chi lavora e chi viaggia. Non riusciamo a comprendere quale altra fiducia la dirigenza di Trenitalia pretenda dai ferrovieri. O forse confonde fiducia con omertà? Da quel 15 agosto del 2008, giorno in cui il ferroviere macchinista e Rls Dante De Angelis è stato licenziato per aver detto la verità all’opinione pubblica su alcuni pericoli incombenti, (poi puntualmente verificatisi), noi viaggiatori sui treni italiani NON CI SENTIAMO PIU’ SICURI.
E non ci sentiremo sicuri, né cittadini di un paese civile, fino a quando Dante De Angelis non verrà reintegrato in servizio e finché non venga sanzionata l’attività antisindacale di Trenitalia lesiva dell’incolumità di chi lavora e di chi viaggia.
Il nostro auspicio, che è anche una precisa richiesta, è che l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e tutta la dirigenza facciano un sostanziale passo indietro e riconoscano il proprio errore.
Annalisa Melandri
per un gruppo di viaggiatori delle Ferrovie di Roma Trastevere
www.annalisamelandri.it

9 commenti

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  •  Tu fai il tuo dovere e sei licenziato… che tutela abbiamo noi lavoratori? Con che animo lavoroano ora i Ferrovieri onesti?
  • Il tiro peggiore che la fortuna possa giocare ad un uomo di spirito è metterlo alle dipendenze di uno sciocco.

     
     
    Giovanni Giacomo Casanova
     
     
     
    In questo paese dire la vertà, non costuisce solo un atto rivoluzionario,
    ma un vero rischio per chi lo fa.
    Quest’uomo ha tutta la mia solidarietà e stima!
  • Ho dato per la prima volta 2 stelle ad un tuo articolo perchè mi è sembrato qualitativamente inferiore ai precedenti. Manca infatti tutta la parte relativa alle motivazioni per cui Dante è stato licenziato, eppure mi si chiede di inviare una lettera (tra l’altro, cliccando sul bullet, il testo appare di sole tre righe – è un errore o è un’omissione voluta?) di protesta. Protesta per cosa?
    • Ma che problemi ti fai…..se hai veramente intenzione di spedirla fai copia-incolla dal post alla tua mail, no? ciao.
    • Dante De Angelis è stato licenziato per aver fatto quello che il suo ruolo di Rls gli obbligava a fare, segnalare problemi di sicurezza sui treni. Sulla lettera mi sembra sia spiegato abbastanza bene.
      Grazie a Claudio Messora e a tutti voi. Credo sia molto importante partecipare a questa cosa perchè molti purtroppo non conoscono ancora la vicenda di Dante.
      Cari saluti.
       
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