Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

Il diritto di rettifica nel Web 2.0
Contro il DDL Intercettazioni: trackbacks e blog reactions

Sono emozionato. Ieri sera tardi ho ricevuto la mia prima diffida e, cosa di estrema attualità, la mia prima richiesta di rettifica. Ringrazio l’Ing. Armido Frezza perché, paradossalmente, mi da modo di illustrare nel concreto perché il DDL Intercettazioni è una porcata.
Il 20 giugno 2009 si dicevano tante cose nell’aquilano. Ne parlava perfino Il Manifesto. Ho riportato le cose che si dicevano nel post “Strane voci a L’Aquila“, ovvero che tra i vincitori della gara d’appalto per la ricostruzione di L’Aquila figurava la ditta di costruzioni dell’Ing. Frezza. Si diceva che proprio la costruzione di un garage da parte sua avesse indebolito la struttura della palazzina in via XX Settembre, 79, causandone il successivo crollo la notte tra il 5 e il 6 aprile. La formula usata era volutamente dubitativa.
Il 27 giugno mi scrive Silvia Frezza. Mi dice che il giornalista de Il Manifesto avrebbe sciacallato e che avrebbe pubblicato la smentita con tante scuse. Le rispondo che sono disposto a fare di più e meglio. Le propongo un’intervista all’Ing.Frezza, nella quale egli stesso potrà fare chiarezza sulle voci che, volenti o nolenti, girano incontrollatamente. Non ricevo risposta. In cambio, mi scrivono i suoi legali ieri sera, 7 luglio 2009, inviandomi questa diffida con acclusa richiesta di rettifica.
Tralasciando la responsabilità, presunta o meno, dell’Ing.Frezza, che non è rilevante ai fini di questa discussione e sulla quale lo studio legale Marazzita & Associati ha già chiarito la sua posizione, prontamente pubblicata nell’articolo incriminato, nella diffida si legge che: «Lo stesso brano, con il medesimo titolo, è stato da Lei pubblicato sotto lo pseudonimo di “Byoblu” in altri siti web, tra cui http://hardcorejudas.tumblr.com, http://umanesimo.tumblr.com, http://gravitazero.tumblr.com, http://aubreymcfato.tumblr.com […] Con riserva di agire per le vie giudiziarie La invito, anche ai sensi dell’Art.8 della Legge n. 47/1948, a rimuovere immediatamente dal suo sito e dagli altri sopracitati il brano, ed a pubblicare tempestivamente la presente rettifica.»
Voilà. La frittata legale è servita!
 
I nostri legislatori, con il DDL Intercettazioni, stanno per applicare una legge del 1948, pensata per la carta stampata, al mondo di sessant’anni dopo, dominato dal TCP/IP, dai Feed RSS, dai Blog, dai Trackback, dai Social Network, dai forum di discussione, dalla cache dei motori di ricerca e da mille altre diavolerie. Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
Per fare un esempio che anche un politico potrebbe capire, sarebbe come se io pubblicassi un articolo su un giornale e quest’articolo venisse fotocopiato da centinaia di lettori, affisso su migliaia di bacheche, distribuito sugli autobus e nelle caselle di posta degli androni dei palazzi. Io potrei pubblicare la rettifica sul mio giornale, ma quale potere e quali responsabilità potrei avrei sul materiale prodotto, eventualmente modficato e poi distribuito spontaneamente e in totale autonomia dalla gente?
Il diritto di rettifica, introdotto nell DDL Intercettazioni indistintamente per tutti i siti informatici, non tiene conto della complessità della rete, e soprattuto del fatto che la rete è il luogo delle rettifiche per eccellenza. Ecco alcuni semplici modi per rettificare autonomamente qualunque informazione. E anche qualora nel 2009 non ci si sentisse ancora qualificati a postare un articolo in rete, la risposta non sarebbe comunque la Legge n° 47/1948.
Quanto ha speso l’Ing. Frezza per pagare lo studio legale affinchè studiasse il caso, redigesse una lettera appropriata e inviasse tutte le raccomandate con ricevuta di ritorno necessarie? Allo stesso prezzo poteva recarsi in un internet point, che un’apposita normativa – pensata per la rete – potrebbe rendere competente, per pubblicare in rete una smentita relativamente ad un’informazione che si ritiene lesiva o non veritiera, legandola attraverso il meccanismo del trackback – che potrebbe essere reso obbligatorio per legge – all’articolo incriminato.
Non solo. Il termine delle 48 ore per la pubblicazione delle rettifiche, pena una sanzione che può arrivare a 13.000EUR, equivale a un atto legislativo censorio per i blog individuali. Oggi dovevo partire per Roma, dove parteciperò alla notte bianca contro il DDL Intercettazioni e dove tra domani e dopodomani dovrei potere intervistare Antonio Piersanti dell’INGV. Avrei già dovuto essere in viaggio. Due o tre giorni nei quali con tutta probabilità leggerò poco l’email e avrò scarso accesso alla rete.
Se la comunicazione dello studio legale fosse arrivata solo qualche ora dopo, sarebbero stati già i primi 13.000EUR di multa. Fine della storia. Blog chiuso. La parola torna e resta per sempre alle grandi testate giornalistiche.
E’ questo che vogliamo? Se la risposta è no, invito tutti ad aderire alla giornata di silenzio per la libertà di informazione online.
Ing.Frezza, la invito pubblicamente a farsi intervistare. Sono sicuro che un suo intervento chiarificatore davanti a tutti i lettori del blog – e agli aquilani – varrebbe cento, mille diffide legali a livello di immagine.
Libertà di parola significa dare voce a tutti, sempre, al di là di qualsiasi legge, perché a convincere non è mai la diffida di uno studio legale, ma la forza delle argomentazioni.
Il blog la attende con spirito costruttivo.
NE HANNO PARLATO


Dario Salvelli: Perché l’obbligo di rettifica sui siti informatici è inapplicabile
Alessandro Gilioli: 14 luglio: blog italiani all’estero
Guido ScorzaObbligo di Rettifica: dalla teoria ai fatti…
Enzo Di FrennaByoblu combatte già con le rettifiche
Vittorio PasterisLe prime richieste di rettifica ex DDL Intercettazioni
Matteo BrunatiOblio e condivisione dati per il lungo termine
Andrea Sacchini: Esempio pratico dell’Obbligo di Rettifica

63 commenti

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  • Poco da aggiungere rispetto a quanto hai scritto. E mi immagino eventuali squadre di guastatori-fotocopiatori incaricati di fare in modo che uno non possa rettificare nulla se non all’interno del suo sito.
     
    Resta il solito problema: solo quelli dentro la Rete discutono di questi argomenti e capiscono i rischi e di cosa si parla. Per tutti gli altri sono argomenti alieni e a cui non presteranno la benché minima attenzione…
  • <RIF>Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
     
     
    Mi chiedo come legalmente si possa andare col bianchetto a sbianchettare le cose in giro su altri siti?
     
    Volevo chiederti è sufficiente come mezzo risolutore l’oscuramento ?
    E se il sito che pubblica e diffonde si trova in uno stato non accessibile dalle autorità?
    Che si fa
    si finisce in galera?
    oddio sto andando in panne non riesco a capire cosa si deve fare.
     
     
  • Son senza parole! ma poi sta gente ha la minima idea di come funzioni internet? qualcuno gli ha mai spiegato che i contenuti di altri siti sono responsabilità di altri siti? e che il bavaglio alla rete non riusciranno mai a metterla!
  • Temo che sia solamente l’inizio. Condivido il tuo post su facebook perchè è un grave segnale della censura ormai in atto.
  • Quindi se io voglio che uno paghi la multa, mi basta che io stesso duplichi in modo surrettizio i suoi contenuti? voglio dire, faccio creare a qualcuno un account sui vari siti di social bookmarking, faccio in modo che qualcuno condivida un post su facebook, ecc.?
     
    che schifo!
  • Caro Claudio,
    capisci come, ancor di più, sia necessario andare avanti con la giornata del silenzio del 14 Luglio ?!
    Io non mi fido : a settembre potrebbero dare una ritoccatina al decreto senza minimamente toccare quello che è uno degli obiettivi principali e cioè METTERE IL BAVAGLIO ALLA RETE .
  • Altro che comiche finali…
     
    … comunque, Claudio, permettimi di dissentire… non e’ che io DEBBA farmi un blog per rettificare una falsa notizia su di me… certo, potrei… ma che senso avrebbe anche solo metterla come opzione?? TU e solo TU che hai diffuso una falsa notizia su di me hai e DEVI avere l’obbligo di rettifica SUL TUO blog… ed anche riportando una mia versione dei fatti!!!
     
     Pero’ certo… sappiamo TUTTI molto bene che al legislatore non interessa un ciufolo di tutelare i diritti del Sig. Rossi… ma ben altro… ma questo si sa, non c’e’ bisogno di dirlo.
     
     
  • Lo studio marazzita? Buono quello!
    Resisti Claudio: la rete non sono riusciti a bloccarla del tutto neanche in Cina, come pensano di bloccarla in Italia?
    ‘Sta gente e` rimasta alle leggi delle piramidi e non  si sono accorti del progresso che avanza.
    Ciao
  •  Sig. Frezza, io mi aspetto invece che lei si faccia intervistare e spieghi alla comunità come secondo Lei stanno le cose; poi byoblu magari farà un bel video per mettere a confronto i concetti, stile "Le iene". Se non ha nulla da temere ed è sicuro dei fatti suoi, io credo che non ci sia nessun problema, no?
  • Claudio, sono solidale con te. Volevo solo precisare che il disegno di legge che comprende al suo interno l’obbligo di rettifica è il "ddl intercettazioni". Il ddl "sicurezza", invece, è quello appena diventato legge che prevede tra le altre cose la criminalizzazione dello status di clandestino.
     
    Ciao.
  • Ma scusa Claudio cosa c’entra il DDL Alfano (o intercettazioni o bavaglio) con questa diffida che ti hanno inviato? 
    Il DDL non è ancora legge dello Stato pertanto la richiesta di rettifica è solo di prassi nell’ambito della diffida (avrebbe avuto obbligo delle 48 ore e sanzione in caso di non rettifica solo con DDL approvato così com’è).
     
    Comunque Resistiamo
    soWWWersiva_Mente 
  •  La mia solidarietà a Byoblu nella persona di Claudio Messora. Alla fine questa legge si rivelerà inapplicabile e incostituzionale, non riusciranno a vincerla. Teniamo duro.
  • Sono uno dei tantissimi che hanno ribloggato l’articolo di Messora. Cosa devo fare?
    La richiesta di rettifica è arrivata a lui e non a me, o ad altri. E per assurdo a lui è stato richiesto di rimuovere i post di altri addebitandogli il possesso di account su cui non ha nessun controllo. Una cosa che quindi non può fare.
     
    Allo stesso tempo il reblog dell’articolo non costituisce violazione di nessuna licenza perché compatibile con quanto Messora ha disposto relativamente ai suoi contenuti (che possono essere riproposti citando la fonte).
     
    Evidentemente qui mancano, oltrer ad adeguati strumenti legislativi, le basi di conoscenza  che sono necessarie per navigare su internet, figuriamoci per gestire casi complessi come una causa legale. Ma questo non importa.
     
    Ora che bisogna fare?
    Ok posso togliere il post che ribloggava l’articolo di Messora. Ma poi? Quanti reblog ci sono in giro?
    Quante persone hanno sharato quella notizia?
    Facciamo come diceva D’Alia che voleva far chiudere intere piattaforme di publishing e di blogging? Facciamo chiudere la rete tutta intera?
     
    Fino a che punto la tutela dell’interesse individuale nel non vedersi diffamati è compatibile con il diritto collettivo alla circolazione e alla diffusione delle informazioni?
     
    Che senso ha citare una legge del 1948 per chiedere la rimozione di contenuti da siti?
     
    E Twitter? Come la mettiamo con Twitter che è un aggregatore potentissimo? Mettiamo in prigione mezzo mondo?
  • Caro Claudio,

     
    da non giurista, mi limiterò ad una breve osservazione circa il diritto di replica e rettifica che il titolare intende esercitare a legislazione vigente, cioè ai sensi dell’art. 8 Legge 8 febbraio 1948, n. 47 – Disposizioni sulla stampa.
     
    ecco il testo dell’articolo:
     
     
    "Art. 8 – (Risposte e rettifiche)
     
    Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
    Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
    Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
    Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
    Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell’articolo 21, [rivolgersi al pretore affinché, in via d’urgenza, anche ai sensi degli articoli 232 e 219 del codice di procedura penale, ordini al direttore la immediata pubblicazione o la trasmissione delle risposte, rettifiche o dichiarazioni.N.d.R.] può chiedere al pretore, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
    La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
    La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata."
     
    Osservazioni:
     
    1. sui contenuti: il principio è chiaro. Chi scrive ha l’obbligo di perseguire la verità e, in subordine, la verosimiglianza, ed anche opinioni personali avendo l’obbligo, tuttavia di non confondere i lettori facendo passare la verità per opinione personale. Vige quindi anche nell’esercizio del diritto di informazione il principio del non arrecare ad alcuno ingiusto danno (non – si badi bene, di non arrecare danno in nessun caso). Qualora l’attività di informazione coinvolga in maniera percepita come lesiva un terzo, il terzo è ammesso a replicare e rettificare.
    L’atto di rettifica non cancella i fatti precedenti, ma li integra, correlandosi al primo, con una posizione di giudizio che è e va riconosciuta (anche dai lettori), come di parte. Il "nuovo" documento sarà così caratterizzato da una tesi e da un’ antitesi. Ciascuna con una sua bandiera. Versione di Tizio contro versione di Caio che si ritiene leso dalla versione di Tizio. Giustapporre i documenti nella stessa videata mantenendo un naturale ordine cronologico per conservare intelligibilità al tutto mi sembra possa bastare
    La richiesta di rimozione del tuo articolo mi pare quindi incoerente al diritto richiamato, rispetto al quale commette un abuso – certamente noto alla preparazione professionale che deve presumersi nell’addetto ai lavori che lo ha scritto.
     
    2. sui tempi di ottemperanza: Non sei un giornale. Non sei un periodico. Sei un titolare dell’esercizio universale del diritto di opinione e diffusione della stessa. Un po’ più organizzato di un singolo per diffondere meglio, anche attraverso l’uso della tecnologia, le tue scoperte e i tuoi commenti. La norma, ammesso che possa essere applicabile al tuo caso concreto, sarebbe suscettibile di interpretazione analogica. Ritengo pertanto che i tempi "giusti" siano quelli richiesti dalla comune diligenza e correttezza propria della tua categoria professionale, applicando ragionevolezza e misura per evitare un ingiusto danno al tuo intrinseco diritto di sbagliarti – anche in buona fede nell’esercizio costituzionale di manifestazione del tuo pensiero ai sensi (art. 21 Cost.). Non appena ti sarà possibile, attenderai alla pubblicazione della rettifica, senza doverti sentire ostaggio di un diritto contrario che va conciliato al tuo, senza affievolirlo né tanto meno farne oggetto di intimidazione o persecuzione.
     
    Gradirei che altri, magari più qualificati di me potessero discutere queste mie sensazioni.
    Poi ci sono fior di avvocati che ti sapranno dare un versione ufficiale. per ora è giusto per scambiare degli orientamenti…
     
    Grazie,
    cs
     
  • Sono nella stessa situazione di Umanesimo, avendo ribloggato il post.
    Anche se non mi è giunta alcuna diffida, e non sono citato nella lettera dell’avvocato, mi metterei nel caso a tua disposizione.
     
    Credo non c’entri il decreto Alfano, bensì si tratti di semplice imputazione di diffamazione.
    Ciononostante, resto del tutto contrario alla legge bavaglio e supporto il tuo lavoro e le tue battaglie.
  • Colgo l’occasione per ribadire con molta forza l’invito ad istituire un abbonamento annuo da sottoscrivere in modo da poter consultare i contenuti per intero del tuo blog. In particolare anche e soprattutto quelli riferiti ai vari "Frezza": in questo modo Byoblu avrà dei ricavi su cui contare e sarà meglio protetto da attacchi di questo tipo.
     
    Un buon prodotto a casa mia si paga, il "volontariato" è meglio lasciarlo perdere.
     
    Emanuele
  • La cosa ha veramente dell’incredibile.
    Passi un ingegnerucolo che magari non ha mai visto un PC in tutta la sua vita (visto come progetta i garage). Ma che uno STUDIO LEGALE non capisca che un utente di blog non ha la chiave magica per esercitare rettifica su tutto il globo terraqueo… questo è INCREDIBILE.
     
    E’ un atto intimidatorio, non lasciarti spaventare da coloro che non capiscono nemmeno cosa stanno chiedendo.
  • Caro Claudio, ci sono due motivi di base per cui da te non potranno chiedere alcuna cosa che non dipenda da te, qualunque legge lo preveda:
     
    1) gli antichi romani dicevano: ad impossibilia nemo tenetur, cioè: nessuno è tenuto a fare cose impossibili. Sono duemila anni che vale questo principio, ed anche il nostro ordinamento l’ha recepito sia come principio generale, ma anche nel codice civile l’articolo 1256 comma 1 dice che "l’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile".
     
    Quindi (secondo il diritto, ma direi anche secondo la logica) sarai tenuto solo a tenere comportamenti possibili e quindi che dipendono da te (dato che non hai alcun modo di influire direttamente su tutti i blog o utenti FB che hanno ripreso il tuo post).
     
    2) se, poi, volessero far ricadere la questione in ambito penale, c’è un principio (sia previsto dalla Costituzione che dal Codice Penale) per fortuna tra i pochi ancora duri a morire: il principio della personalità della pena. Non puoi essere condannato per comportamenti penalmente rilevanti tenuti da altri. Certo ti si potrà dire che è presumibile che se posti un video avrai degli utenti che lo faranno girare (anzi la finalità è questa). Ma anche qui: non puoi rispondere tu, intanto perchè appunto il comportamento è stato tenuto da altri (nè si può parlare di omesso controllo per i motivi di cui al punto 1).
     
    Chiedo scusa se sono stato lungo.
     
     
    Alessandro
  • caro Claudio,
    che io sappia sei il primo ad essere colpito dal regime con quest’ultima vergognosa legge sulle intercettazioni.
    in italia si erano sempre sequestrati siti internet.
    questo stato fascista era arrivato perfino all’infamia di censurare Indymedia allorche’ pubblico’ la foto di papa Natzinger in uniforme nazista.
     
    Tornando alla censura che ti ha colpito, hai, per quel poco che vale, tutta la mia solidarieta’. Ti leggo con interesse da diversi mesi e ti ho anche votato come miglior blog.
     
    Chi ti ha diffidato e’ un infame, perche’ usa leggi infami di un governo infame: un governo, ma dovrei dire uno stato, tipicamente fascisti.
     
    resisti, resisti, resisti. Quel Trezza e i suoi legulei sono solo degli infami: possono denunciarti perche’ non possono smentirti. per questo sono degli infami.
     ciao.
  • per Sandro
     
    a. si parla della piattaforma tumblr non di facebook, tanto per la cronaca
    b. non credo che "altri" – ribloggando un contenuto originale e citando la fonte (quindi ottemperando alla licenza prevista da messora) – commettano reato di alcun tipo
    avendo comunque pubblicato qualcosa (anche se non proprio in senso autoriale) la parte che si considera lesa può chiedere una rettifica, rettifica che finora è però stata chiesta solo al sig. messora (che ha ottemperato dove gli è risultato possibile farlo)
    • Caro umanesimo: è vero che nella diffida non si parla di FB (nè io ho affermato il contrario): il mio riferimento è stato al fatto che Clauido ha un certo seguito anche su FB ed i suoi post possono anche essere condivisi su FB.

       
       
      Comunque sia il risultato di quello che intendevo dire non cambia, e ti faccio notare che non fai altro che confrmare quello che ho detto anche io: non si può pretendere che Claudio possa influire o controllare chi ha reblogato i suoi post, perché non è possibile (punto 1 del mio commento); e semmai costituisse reato quello che ha detto, Claudio non può essere ritenuto responsabile se altri reblogano (punto 2 del mio commento).
       
      Spero sia tutto più chiaro ora.
  • Ragazzi!!! Attenzione perchè si sta facendo un pò di confusione dal punto di vista giuridico. Innanzitutto il DDL SICUREZZA non c’entra nulla. E poi la rettifica cui si fa riferimento nella lettera dell’Avvocato non ha nulla a che vedere con il nuovo diritto di rettifica nel web che si vorrebbe introdurre con il DDL INTERCETTAZIONI..
  • Se io fossi una lettrice con un minimo di senso critico, forse direi che questa legge è UNO SCHIFO! Ma naturalmente non lo sono, anzi, SMENTISCO DI AVERLO ANCHE SOLO PENSATO!
  • CLAUDIO SEI IN UNA BOTTE DI FERRO ! E se ti trascinano in giudizio (FACCIAMO LE CORNA!!!)  TI PAGHERANNO PURE I DANNI…….
     
     
    BUON LAVORO
     
    Marco T.
  • Quello che è davvero scandaloso, secondo me, non è la richiesta di rettifica che, come indicato da RIHOIR.it, è suscettibile di diversa applicabilità in base al tipo di "testata" (se un blog di un privato cittadino può essere considerato una testata giornalistica).
     
    Quello che è realmente scandaloso e che dimostra la mala fede dell’ing. Frezza e di tutti quelli della sua risma è che non si sia data alcuna risposta alla proposta di una azione che avrebbe ben superato in visibilità ed efficacia una semplice rettifica scritta (che per altro deve essere di massimo 30 righe… come le contiamo ‘ste righe su un elemento dalla dimensione dinamica come un paragrafo HTML, senza contare le impostazioni utente riguardo ai font, etc?) e la conseguente diffida.
     
    Trovo inoltre scandaloso (ma ormai fin troppo frequente) l’abuso che viene fatto nel richiedere la rimozione del contenuto (rettificare non significa rimuovere, proprio perché non è possibile rimuovere una notizia da tutte le copie vendute di un giornale che abbia dato una notizia falsa).
     
    C’è poco da fare, siamo lo zimbello del mondo.
  • e semmai ci sarà bisogno di rivolgerti ad un avvocato ricordati
    "Fatta la legge trovato l’inganno", basta avere l’avvocato giusto.
    Puoi comunque contare su di noi.
     
     
    Più uno stato è corrotto e più fa leggi. – Tacito, I sec. d.C.
    Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per alcuni si eludono.- Giovanni Giolitti
    Spesso si lascia in pace chi ha appiccato l’incendio e si castiga chi ne ha dato l’allarme. – Nicolas de Chamfort
    Di cosa avete bisogno quando vedete tre avvocati immersi fino al collo in una colata di cemento? Di altro cemento. – Michael Rafferty
    Gli avvocati sono le uniche persone la cui ignoranza della legge non venga punita – Jeremy Bentham
    Una smentita è una notizia data due volte. – Mario Missiroli
    Non c’è niente di più esilarante che l’esser preso di mira senza successo.- W.Churchill
    La libertà d’espressione è necessaria… i cittadini silenziosi sono dei perfetti sudditi di un governo autoritario. – Robert Dahl
  • io credo che se ho nulla da temere non ho bisogno nemmeno di uno stuolo di avvocati e tanto meno di fare diffide e quant’altro. Se questo signore si ritiene PULITO l’unica soluzione sarebbe accettare la tua richiesta all’intervista e null’altro ( anche se io non la farei se mi ritengo pulita). Ma siccome i puliti siamo noi, TU E QUELLI COME TE IN CIMA ALLA LISTA, e noi che ti appoggiamo; ho deciso di pubblicare ill tutto sul mio profilo in facebook. che mi cancellassero l’account che io ne apro un’altro, e poi un’altro, e poi un’altro ancora finchè non si stufano. Odio le manipolazioni e chi vorrebbe far tacere la verità. Sono abbruzzese ed ho a che fare tutti i giorni con gli aquilani giacchè lavoro in un ristorante dove ogni giorno diamo da mangiare a circa 150-160 di loro e vi posso dire che sono pochi quelli che hanno perso tutto (quelli stanno nelle tendopoli). Ma di una cosa sono certa: non rivedranno mai le loro case ricostruite nè tanto meno i soldi o le facilitazioni promesse. Coloro che avevano delle attività ed a cui erano stati promessi soldi, a distanza di 3 mesi, non hanno ancora visto un solo centesimo. CHE SCHIFO…………….
  • Senti Claudio….anche "loro" avranno dei blog o siti….no?…anche "loro" potrebbero dover rettificare no? magari anche "loro" potrebbero avere gli stessi problemi no?…fate un po di ricerche gente….
  • Forza e coraggio Claudio!
     
    Non sei il solo… Anche Stefano Montanari è incappato in una diffida per cui ha dovuto rimuovere i commenti dal suo blog e, nel suo ultimo post, ne annuncia la chiusura.
     
    Non c’è che dire, il nostro paese è sempre di più il miglior posto dove vivere ed esprimere il proprio pensiero. Cina? Iran? Paesi lontani, da guardare altezzosamente come ‘terzo mondo’, noi siamo italiani, siamo i grandi italiani alla guida del G8, mica chiacchiere!
  • Forza Byoblu….Forza Claudio….Forza Messora……Forza  IO…..Forza Angelo….
    Forza Caforio….Forza  tutti  quelli  che  CREDONO E  SANNO  COSA  E’  LA  LIBERTA’.             PRESENTE.
     BUON PROSEGUIMENTO
  • Solo un orbo potrebbe non accorgersi che nella comunicazione dell’avv. Marazzita c’è anche la risposta ai molti timori che si diffondono nella blogosfera italica.
    La comunicazione per essere efficace deve essere mandata per raccomandata. Fino a prova contraria nel nostro Paese le e-mail "semplici" (non certificate) hanno lo stesso valore della carta su cui sono scritte. Quindi, in assenza di notifica certa, niente multa niente censura etc etc
    Ricordiamoci che la legge viene fatta applicare dai magistrati, non dagli ISP e/o altri soggetti più o meno ignoranti.
  • L’informazione va controllata…lo insegnava anche parecchi anni fa il Piano di Rinascita Democratica. Come dice il giudice Scarpinato la "piduizzazione" del paese si è ormai compiuta. E tanti italiani sostengono di vivere ancora in una democrazia…SVEGLIA, ITALIA!
    Non entro nel merito della diffida che hai ricevuto (ci sono tanti commenti che condivido totalmente) e so che a nulla varrà tutta la mia solidarietà, se non facciamo qualcosa, tutti insieme!
     
  • Ma non si potrebbe spostare il sito su una piattaforma all’estero di modo che non sia sottoposta alla legislatura italiana?
    • Ho cercato di informarmi, ma questo è quanto ho saputo:
      La legge italiana si applica ai cittadini italiani, indipendentemente da
      dove si trovino i server.
       
      Il server all’estero può servire, al limite, a rendere più difficile il
      sequestro dei dischi, caso mai un giudice volesse accedere a dati
      riservati quali liste di nomi, conti ecc.
       
      Anche la visibilità del sito non è tutelata dalla semplice presenza
      all’estero, in quanto l’autorità giudiziaria potrebbe imporre un filtro
      ai provider che ci collegano a Internet.
       
      Una scappatoia, per evitare guai giudiziari, può essere quella di
      intestare il sito ad un cittadino straniero residente in un paese
      estero.
    • Esatto, intestare il sito ad uno straniero mi sembra un’ottima idea!spero di farmi tanti amici quest’estate in Inghilterra!ciaooo
  • Gentile Ing. Frezza,

     
    possiamo tirare le somme. Almeno io ci provo.
    – La sua buona reputazione è un un suo ragionevole interesse, e assurge a diritto soggettivo solo quando corrisponda anche a verità.
    – L’informazione corretta è per noi e un diritto fondamentale universalmente e costituzionalmente riconosciuto: chiunque si adoperi in questo senso, svolge un funzione benemerita, in quanto basilarmente necessaria per la conservazione e lo sviluppo della dignità degli uomini e delle società e per il controllo di chi, avendo poteri, li eserciti in danno della comunità civile di cui fa parte.
    – il diritto di informare (in questo caso, di Byoblu) è parimenti costituzionalmente riconosciuto, con il limite di non provocare ingiusto danno o pre-concetta discriminazione, rispettando verità e logica nei ragionamenti e nelle congetture.
    – Byoblu Le ha dato prova, se possibile, del suo lungo corso di cronista e opinionista onesto, corretto, e aperto ad ogni critica – purché sinceramente ispirata e costruttiva; in tal senso Il Sig. Messora, oltre ad adoperarsi per dar corso alle legittime rettifiche richieste dal suo legale, Le ha formulato una soluzione sostanzialmente "superiore", in grado di integrare e chiarire ulteriormente i fatti di interesse pubblico ad ora noti – provvedendo al contempo a permettere a noi di meglio comprenderli e a Lei di meglio notiziare il Suo ruolo nella vicenda.
    – speriamo tutti che la Sua richiesta di rettifica possa essere tesa anche da parte Sua all’ apprezzamento simultaneo dei diritti suesposti ed alla loro conciliazione; viceversa, ne concluderemmo che Lei ha sostanzialmente in disprezzo il nostro legittimo interesse a conoscere meglio quei fatti; cioè che che intende soltanto difendere se stesso e i suoi interessi, vantandoli sotto forma di diritti, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi prezzo.
     
    Ingegnere, Le saremo tutti molto grati se vorrà, ora, darci prova della Sua buona volontà e delle sue intenzioni non belligeranti.
     
     
    Cordiali saluti,
    cs
     
  • Vorrei far notare una cosa…secondo me la richiesta dello studio legale non è legittima…mi spiego meglio…
    Nei giornali una volta che le informazioni sono state stampate non sono più modificabili.
    In caso di richiesta di rettifica quindi questa avviene tramite la pubblicazione in un’edizione successiva dello stesso giornale.
    Però la notizia iniziale cioè l’oggetto della contesta rimane, non è ”cancellabile”.
    Quindi la stessa cosa vale anche per i blog dove per rettificare è sufficiente pubblicare in fondo o all’inizio dell’articolo stesso (per dare maggiore visibilità) la ”rettifica” voluta dal richiedente…
    La richiesta di cancellare il contenuto secondo me è illegittima altrimenti si sarebbe dovuto chiamare ”diritto di cancellazione” e non di rettifica.
    • @ informazionelibera
      sì io la vedo esattamente così.
      Nel commento appena sopra (N°41), quando parlo di legittime richieste, escludo quelle illegittime (cioè la cancellazione).
      Rettificare è lecito e d è nzi l’oggetto di diritto disciplinato dall’articolo 8 della L. 47/1948 , mentre censurare è una cosa molto diversa, molto chiaramente vietata da un altro articolo, molto più alto in grado, che tutti dovrebbero conoscere a memoria (anche perchè gioverebbe loro enormemente), l’art. 21, che al comma due recita chiaramente il principio che  "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" salvo riserva di legge disposta ai commi successivi dello stesso art. 21.
      La stessa tua osservazione l’ho meglio premessa nel mio commento n. 19.
      Ciao,
      cs
       
  • Sarà che sono portato a ragionare su larga scala, ma mi viene il terrore solo a pensare a questo provvedimento moltiplicato per il numero di blog esistenti in Italia.
    Imbarazzante, semplicemente imbarazzante.
     
    P.S.: aspetto con ansia i video di ieri sera 🙂
  • Scusate… io sono convinto che sta legge, proprio perché scritta da incompetenti, può ritornargli contro in modo drammatico: provate a pensarci: se ognuno di noi oggi compra un qualunque giornale, poiché non si danno più notizie ma opinioni, potremmo chiedere quotidianamente una rettifica. sul web è già una rottura di ****, ma pensate per la carta stampata… il giornale di domani potrebbe contenere un numero indefinito di pagine in più di rettifiche… la carta costa, e anche molto, un file html è praticamente gratis!!! quanto tempo potrebbero durare le grosse testate nazionali ad ondate quotidiane di rettifiche?
    se ho detto una caxata… potete bannarmi a vita!
  • Caro Claudio, ho seguito con attenzione il tuo post e al di là dei commenti che ti sono stati fatti, io parto da questo presupposto. Che tu hai dovuto pagare anche per il giornalista del "Manifesto". Allora cosa facciamo? Tu a tua volta denunci lui perchè ha detto una cosa falsa, cosa che non credo perchè "Il manifesto"non è certo "Libero" o il "Giornale". Insomma Claudio come dici tu, tu sei un BLOGGER e non sei un giornalista. Allora io che sono inferiore come mezzi di te chiudo da subito. Non farmi essere volgare, ma questa gente che abbiamo messo noi col voto e che dovrebbero legiferare negli interessi dei comuni cittadini, invece sfasciano questa democrazia. Come da qualche tempo e lo sai, ti do tutta la mia solidarietà, invitandoti a lottare ancora da questo blog.Abbiamo fame di libera informazione, e tu vali perchè sei quello che sei.Un giorno non diventare mai come Marco Travaglio…saresti irriconoscibile.
  • Premesso che il termine di 48 ore partirebbe ovviamente dal momento della ricezione della richiesta e che l’unico modo legale per tracciarlo è l’avviso di ricevimento firmato da te e non certo l’e-mail:
     
    a) sarebbe interessante sapere da dove questo studio legale avrebbe con certezza desunto l’indirizzo cui inviare la richiesta, che nel testo della diffida stranamente non compare;
     
    b) sanno benissimo che un blog non è stampa (almeno che questo non sia registrato come tale e non mi pare) e che quindi la norma cui fanno riferimento non ha in tale contesto alcun valore. Serve solo a intimidire.
     
    Quindi al momento (e anche dopo le nuove norme, se passeranno) non sei e non sarai tenuto a fare alcuna rettifica, almeno sino a che ciò non venga imposto da un tribunale cui possono rivolgersi intentandoti causa per diffamazione.
    E sarà il tribunale a stabilire semmai in che modo devi rettificare (perchè un blog nemmeno è stampa non periodica, nel nostro ordinamento), posto e stabilito che diffamazione ci sia, ovviamente.
     
    Che però è cosa totalmente diversa dal pretendere un obbligo di rettifica in un contesto dove la norma non si applica e non si applicherà (poichè è una modifica alla vigente legge sulla stampa, che ha il semplice obiettivo di estendere il medesimo principio alle testate regolarmente registrate e per le quali sussiste l’obbligo di pubblicare l’indirizzo di sede legale, cosa che non vale al momento per chi detiene un blog).
     
    Non serve alcuna nuova norma per indurti a rettificare i "pare" e i "si dice" del tuo precedente post.
    Basta semplicemente far aleggiare la possibilità di una causa per diffamazione se non rimuovi quanto hai scritto e pubblichi il loro testo.
    Che è poi quello che hanno fatto.
  •  Io non riesco a capire la pretesa della discussione legale riguardo la censura di un riporto da un quotidiano… Capico se la censura fosse scattata in seguito a forti proteste verso l’incentramento di una notizia in specifico, fornendo paragoni, iniziative, o addirittura manipolando la notizia come molti al giorno d’oggi sono usuali fare per aumentarne la concentrazione, ma in questo caso, una multa di 13.000 € non puo’ essere chiamata contro un blogger da un collegamento con una semplice sottolineatura… penso che l’agire da codardi non porti ad una buona fede, se la censura fosse realmente fondata, avreste dovuto reclamare alla redazione del Manifesto, dato che li e’ nata e li crescera’, non ad uno spunto in giro per il web, assegnando poi questi 13000 € che sfruttano ancor di piu’ la situazione, perche’ la redazione di un quotidiano si puo’ pensare che abbia i fondi necessari, ma non un blog, o piu’ direttamente un blogger. Oltretutto e’ una notizia veritiera, e come ho gia ripetuto precedentemente pubblicata su un quotidiano, non un giornaletto da rivista sportiva; il pensare semplicemente che una censura, e stiamo parlando di un oscuramento di una notizia, quindi non un semplice fattore emotivo o di pregiudizio, si possa riversare ed eliminare un post reclamando una notizia autentica, da una fonte indiretta e’ veramente un accusa infondata…
  •  L’ing. Armido Frezza, che immagino impegnatissimo nella ricostruzione della sua amata città, (e quindi non in grado di farsi intervistare, per mancanza materiale di tempo) risponderà davanti alla magistratura, se (notate il "se")  dovessero emergere responsabilità della sua stimata ditta in uno o più crolli (che so, taglio di travi, scarnitura di pilastri, taglio di ferri con corone diamantate, abbattimento disinvolto di murature portanti, insomma, cosette così). Fino a quel momento, l’ottimo Frezza – vero pilastro dell’economia aquiliana, amatissimo dai suoi concittadini – è, e resta fino al terzo, eventuale grado di giudizio – un integerrimo costruttore e cittadino specchiato. Dico bene, Ingegnere?
    Certo che lo studio Marazzita deve costare un bel po’ di soldini, mica una cosa da tutti. D’altra parte, di fronte ad un palese (e vile, oh quanto vile) attentato alla propria onorabilità non si bada a spese! Ora, sono curioso di vedere la cascata di rettifiche diffondersi nella rete, in milioni di bacheche, note, commenti, blog, commenti ai commenti, e così via…. Buon viaggio, Ingegnere!. 
  •  carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  •  carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  •  carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  • Me la gioco tutta sull’ingegner Frezza Claudio!!! Voglio una copia del libro, ti tocca scriverlo!!!
    In bocca al lupo di cuore :*******
     
    Helene Benedetti
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