Il grande fratello israeliano

Una volta le spie erano romantiche. Mata Hari e James Bond ci hanno abituato agli intrecci techno-erotici più esilaranti, fatti di amore, fughe rocambolesche e microchip.
Oggi le spie non assomigliano più a Roger Moore. Oggi sono brufolosi tecnici informatici con il viso nascosto da spesse lenti, una lattina di birra sorretta con tre dita ingiallite dalla nicotina e, in alcuni casi, un paio di cuffie in testa.
Forse questo, o forse no, è il ritratto dei tecnici israeliani di Haifa, che per lungo tempo hanno letto e ascoltato tutto, ma proprio tutto quello che le istituzioni libanesi si comunicavano. Tutte le email, tutti i documenti allegati, tutti i fax, perfino tutte le conversazioni. Perchè è questo il risultato della convergenza multimediale e digitale: tutti i dati transitano sopra ad un’unica autostrada informatica, ed è tanto più facile decomporli, analizzarli, filtrarli, estrapolarli e memorizzarli in un comodo archivio, consultabile come un libro aperto.
Ed è esattamente un libro aperto che il Libano deve essere sembrato ad Israele, almeno fintantoché un rapporto del Ministro delle Telecomunicazioni fenicio non ha dato il via ad un raid militare che lo scorso 8 agosto ha messo sotto sequestro le atrezzature di un internet provider di Barouk, una cittadina del distretto di Chouk, a sud-est di Beirut, famosa per la sua frutta e per le sue foreste popolate da pini e querce. Da lì, attraverso apparati messi a disposizione dallo stato di Israele, transitavano tutti i dati delle istituzioni governative libanesi, che venivano ritrasmessi attraverso una catena di ponti a microonde ad un centro di smistamento dati in Haifa.
Gli apparati di Barouk, che si possono vedere nella parte centrale di questo video, avevano una potenza di fuoco, ovvero una capacità di banda, pari a 70 linee E1. Una linea E1 fa transitare 2 megabit al secondo, impegnando 32 linee telefoniche. 70 linee E1 impegnavano 2.240 linee telefoniche e potevano raggiungere i 140 Mbit/sec di traffico dati. Non male, questi microchip del XXI secolo. Chissà cosa avrebbe potuto farci mr. Bond, James Bond.
Che Israele fosse a caccia di informazioni sulle attività del movimento politico degli Hezbollah poco importa. Come fanno notare in diversi forum arabi, non è che nelle grandi democrazie occidentali i dati delle istituzioni e dei privati cittadini non vengano spiati costantemente. Qui da noi, a differenza del resto del mondo, semplicemente non viene detto.

12 commenti

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  • Mi torna un pazzo hidalgo spagnolo del Seicento, così da riflettere sul fatto che non può esistere una Rete "libera", almeno nella accezione più ampia del termine. Gli ISP  sono come la "mano sulla culla".
    Confidiamo nella Democrazia.
  • Siamo onesti, sniffare le connessioni non è certo una novità, mi pare strano che organi governativi ed associazioni più o meno illegali si inviino fax ed email in chiaro, i programmi di criptazione sono molti e funzionano.
     
    In secondo luogo se sniffi su un solo nodo corri il rischio di perdere dei pacchetti, casualmente instradati per altri percorsi, e allora addio a tutto il file.
    Mi parrebbe altresì molto strano che questo unico ISP incaricato dell’intero traffico di Beirut non fosse strettamente controllato dalla polizia libanese.
     
    Se si cercano informazioni sparare nel mucchio è molto complicato, molto meglio stare vicino alla sorgente.
  • Che strano…
    I commenti e sottocommenti a questo post, fino ad ora, sono stati giudicati tutti, ed ognuno da un solo utente. Anche il giudizio di bontà espresso è strano. Sono tutti giudicati pessimi tranne quelli dell’utente Fighter, i quali invece sono giudicati ottimi. Persino commenti sintetici come: "Todos caballeros" o "De minimis…" risultano ottimi. Mah… A pensar male si potrebbe ipotizzare che i voti li abbia attribuiti il solo utente Fighter, autovotandosi i propri e affossando quelli degli altri. A prescindere dal contenuto.
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