Pecorella Go Home


Ringrazio Alessandro Gilioli, di Piovono Rane, per avere pubblicato sul numero de L’Espresso del 17 settembre 2009, a pag.139, la notizia dell’ordinanza di sequestro occorsa a Byoblu.Com.
C’è un Italia che ha ingranato una marcia superiore e fila via a tutta birra verso la modernità. C’è un’altra Italia che non ha ancora la più pallida idea di cosa sia la rete né di come funzioni, e crede che una legge pensata per la stampa e promulgata nel 1948 possa essere applicata alle autostrade di bit che scorrono sotto ai social network, nelle viscere dei portali di video streaming e nella circolazione arteriosa dei blog.
Il DDL Pecorella Costa, nuova spada di damocle appesa sulla libertà di informazione in Italia proprio mentre in Germania esce il Manifesto del Giornalismo Web, è presentato per l’appunto dagli onorevoli Costa e Pecorella. Che a quest’ultimo la rete non piacesse era già più che evidente.
Il blog ne parlerà la settimana prossima con Guido Scorza, esperto di diritto, politica dell’innovazione e società dell’informazione, che ha scoperto e denunciato i pericoli che deriverebbero da un’eventuale approvazione del Disegno di Legge.
 Pecorella Go Home.
 
 

15 commenti

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  • Una cosa è chiara, ovvero che il legislatore è ignorante in materia quindi o formuliamo noi dalla rete un ddl o questi continueranno all’infinto con tentatvi insidiosi di "torture" ai blogger!
  • E’ una vergogna che persone che non sanno nulla di internet, tecnologia, new media, si arroghino il diritto di promulgare leggi ridicole. E noi cittadini abbiamo il diritto non solo di criticarle – nel pieno rispetto della legge e delle regole – ma anche di raccogliere firme per un eventuale referendum e successiva abrogazione. Ma se esistono altre strade legalmente percorribili, come ad es. rimandare la legge alla Corte Costituzionale (libertà d’espressione e di stampa), questo non lo so. Non sono un esperto in legge, mi occupo d’altro. Tu che ne pensi?
  • No. Il legislatore sa perfettamente come agire: lo scopo è quello di censurare non la Rete in sé, ma quei pochissimi siti veramente indipendenti che pubblicano articoli approfonditi , dirompenti e documentati sui seguenti temi:
     
    SCIE CHIMICHE
    SIGNORAGGIO
    NUOVO ORDINE MONDIALE
    VACCINI LETALI
    ONDE ELETTROMAGNETICHE
    RFID
    RUOLO DEL VATICANO E DI SION
    FUSIONE FREDDA 
    MISSIONI DI "PACE"
     
    etc. etc.
  • A me non fa molta impressione tutto quello accaduto: data la piega degli eventi, mi aspettavo prima o poi una cosa del genere..Quello che mi stupisce è che sia accaduto in un post di un utente di questo sito. Mi è capitato di finire su blog apertamente fascisti, dove i commenti erano veramente contrari ad ogni etica e morale. Però nessuno di quei siti è mai stato chiuso, nè preventivamente nè per un reato. Allora mi viene un sospetto: certe azioni non nascono per contrastare una probabile deriva razzista che può essere stimolata da "certi blog". Questa norma serve a cloroformizzare la pubblica opinione che decide di informarsi…E mentre magari c’è qualcuno che soffia sulle braci e magari fa suo lo slogan di aggredire le donne di colore e i gay, il blog di Claudio viene sospeso perchè uno zelante giudice trova un commento inappropriato. E’ un paradosso kafkiano.
  • Voglio vedere cosa ha da dire l’On. Cassinelli a proposito, quando era in voga l’emendamento D’Alia era combattivo come pochi, con le porcate Carlucci e adesso con questa Pecorella sembra molto più blando e pronto ad accettare che ci possano essere anche abomini di ddl del genere.
    In quel partito hanno idee molto confuse a riguardo, non credo che sia accettabile, nel 2009, non avere ancora una linea di pensiero comune sull’argomento.
    Vorrei che l’On. la smetta di barcamenarsi e parli una volta per tutte ai suoi colleghi capendo se è lui nel posto sbagliato o se le sue idee sono quelle della maggioranza dei parlamentari del suo gruppo.
     
  • E se su un blog si potesse solo leggere il post e poi per commentare si utilizzasse un altro sito, registrato all’estero e intestato a una società estera o un cittadino che vive all’estero?
  • sono già morti, lo sanno, ma NON si rassegnano all’inevitabile!
    la cosa triste è che tra loro non si sono solo le cariatidi politiche, le mummie di avvocati e giudici, i sepolcri imbiancati dell’editoria, ma pure gli zombi(alcuni)dei tuoi colleghi giornalisti di radio, TV e carta stampata …
  • La Rete è libera!
    A me fanno anche tenerezza guardarli mentre tentato di applicare i loro metodi liberticidi su qualcosa di maestoso come Internet.
    E’ come tentaredi catturare una tigre con un retino da farfalle!
    A parte il dubbio se sia fattibile l’equiparazione del blog di Pinco Pallino ad una testata giornalistica, metti caso che riescano a far chiudere tutti i blog (e non ci riusciranno), ci saranno 3000 altri modi per scrivere quel ca**o che vogliamo, senza che sti incartapecoriti se ne accorgano:
    1) Scrivo il mio testo a commento di un’articolo, su un sito di una "testata ufficiale".
    2) Si fondano  "testata ufficiali" e si scrive tutti li.
    3) Facciamo raggiungere i nostri blog solo sotto forma di sottoscrizione RSS, senza nessun sito da visualizzare.
     
    Altre idee?
    Saluti!
     
     
  •  OT
    Meno male ce lo dicono dall’Austria.
    Rifiuti radioattivi nel Mediterraneo??
    LEGGETE!
    "Italia: abissi radioattivi nel Mar Mediterraneo"
     
     
     
    La mafia ha affondato rifiuti nucleari nel Mar Mediterraneo. Ora e’ stata scoperta la prima “nave avvelenata”. La prua e’ squarciata, come da un’esplosione, dalla stiva fuoriescono barili.
     
    Roma. Gli investigatori italiani lo sapevano, un pentito della mafia l’aveva raccontato fin nei minimi particolari. Ma tutti i processi finivano insabbiati. Perche’ di questo, ovvero che la ‘ndrangheta calabrese abbia smaltito per anni grandi quantita’ di rifiuti tossici e nucleari nel Mar Mediterraneo a fronte di pagamenti milionari, mancava finora una prova decisiva: il materiale stesso.
     
    Solo ora, dopo anni di indagini, la Procura calabrese dispone sia dei soldi che della tecnica. E guarda un po’: il weekend scorso e’ stata fortunata. 20 miglia al largo di Cosenza, a 480 e passa metri di profondita’, un sommergibile robot ha filmato il relitto di una nave da trasporto di circa 120 metri di lunghezza.
     
    La prua e’ come squarciata da un’esplosione, dalla stiva fuoriescono dei barili. Anche se non sono in grado di leggere il nome dell’imbarcazione, gli investigatori sono comunque convinti di trovarsi di fronte al “Cunski”. In questi paraggi non e’ mai stato denunciato l’affondamento di altre navi; lo stesso “Cunski”, nonostante le imponenti dimensioni, non e’ mai mancato a nessuno.
     
    La posizione del relitto corrisponde pero’ alle rivelazioni dell’ex capo mafioso Francesco Fonti. Durante la sua confessione davanti ai PM, rese noto che nel 1992 aveva affondato tre imbarcazioni cariche di veleni, dopo averle riempite di dinamite, su incarico delle famiglie della ‘ndrangheta di San Luca….
    ecc.
    ecc..
     
    continua qui:
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