L'influenza Umana


Viviamo su un elettrone che orbita intorno ad un nucleo insieme ad altri 8 suoi simili. La nostra esistenza potrebbe benissimo consumarsi sopra una particella subatomica di un atomo di fluoro. Il tempo scorre in fretta, molto in fretta. Talmente in fretta che ad un ricercatore che ci osservi, con il suo microscopio elettronico, la nostra intera vita potrebbe apparire veloce, così veloce – forse pochi nanosecondi – da non poter essere neppure percepita.
Cederemmo all’inevitabile sensazione di essere così piccoli, nel nostro disperato tentativo di guardare fuori, al di là della lente che ci osserva, risalendo a ritroso tra galassie molecolari disperse in quell’immenso ventre cellulare che è l’universo, se non avessimo la concomitante sensazione di essere così grandi. Al nostro interno, in un enigmatico ed affascinante gioco di specchi e riflessi, trovano spazio una quantità indefinita di altri universi in espansione, dentro ai quali galassie, stelle e pianeti danzano ad un ritmo vertiginoso, consumando intere esistenze nello spazio di un battito di ciglia. E’ così che le concrezioni umane che avvolgono la Terra, osservata da un aereo, sono simili alle colonie di batteri che infestano i nostri tessuti, visti al microscopio.
Domani è l’Earth Overshoot Day: il giorno in cui i virus umanoidi iniziano a consumare più risorse di quelle che l’organismo ospitante è in grado di produrre. L’Influenza Umana sta facendo salire la febbre della Terra. Il riscaldamento globale ucciderà il virus e la vita potrà continuare, come ha sempre fatto da centinaia di milioni di anni a questa parte.
Nel frattempo, nel nostro microcosmo interiore, piccoli invadenti ospiti si riproducono sconsideratamente come facciamo noi, senza considerare gli effetti devastanti del loro comportamento. Li abbiamo chiamati con il nome di una costellazione, A/H1N1, perché in fondo micro e macro coincidono, ma per renderli più identificabili abbiamo attribuito loro le sembianze di un maiale. La sensazione di avere un maiale dentro peggiora la percezione delle cose, accentua l’urgenza della prevenzione e istiga alla corsa alla vaccinazione.
Eppure, 11 giorni fa abbiamo compreso quale sia la reale pericolosità del virus A/H1N1, che provoca la cosiddetta influenza suina. Alla fine dell’inverno australe il bilancio mondiale è di soli 2500 morti. Pochino, se consideriamo che ogni anno, nella sola Spagna, l’influenza comune provoca fino a 3000 morti. E comunque… virus che uccidono altri virus: discretamente buffo.
Sono stato alla conferenza di Paolo Grossi, infettivologo e professore di malattie infettive all’Università dell’Insubria. Sembrerebbe che noi siamo molto più aggressivi, con il nostro pianeta, di quanto l’A/H1N1 non lo sia con noi. E allora, cari colleghi virus, lo so …lo so bene che replicarvi vi piace tanto, ma datevi una calmata. Altrimenti, prima o poi, un bel febbrone ci porterà via tutti quanti.
[La trascrizione del video arriverà appena possibile]

17 commenti

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  • Sarebbe interessante sapere se i vaccini che l’italia ha a disposizione per la parte della popolazione che desidera vacinarsi sono gia’ pagati e non rimborsabili nel caso non vengano usati, oppure le case farmaceutiche li mettono a disposizione e gli enti sanitari li aquistano man mano che vengono consumati?
  • Io sono, come sai benissimo, tra coloro che rispettano e temono questo virus. Non da oggi. Non da ieri.
    Ritengo che ogni accostamento tra le influenze stagioni e la nuova influenza A sia errato, semplicemente perché "il nuovo virus è nuovo".
     
    Repetita iuvant. Non è corretto assimilare A/H1N1 all’influenza stagionale come si sta tentando di fare. Le differenze ci sono e sono più di una. Dalla struttura genetica, al comportamento rispetto alla stagione mite, alla fascia della popolazione colpita, alle pinze con cui prenderei il tasso di letalità preso oggi a riferimento dall Istituto Superiore di Sanità dello 0,4 per mille (io avevo a metà luglio un tasso dello 0,45% e quel tasso si basava su conti censuari e non su stime).
    Anche l’aggressività nei confronti delle basse vie aeree della nuova influenza conferma delle differenze. Il nuovo virus, nei polmoni, si trova 1.000 volte meglio della stagionale.
    Ecco un articolo della Reuters (http://www.reuters.com/article/GCA-SwineFlu/idUSTRE58E6NZ20090915)

     

    diffuso prima del bizzarro episodio di Messina, dove si è tentato di normalizzare il decesso seppellendo la vittima sotto le sue broncopolmoniti (come d’altra parte si è fatto con successo negli alti due casi di Cesena e Napoli, nonché nel caso di Monza che la famiglia ha denunciato all’opinione pubblica).

     
  •  i nostri politici, ministri, sottosegretari ecc rientrano nel gruppo di persone fondamentali per il paese? direi di sì… quindi, una bella iniezione a tutti!
  • Un testo dalle metafore suggestive, ma che pare scritto da un esponente del famigerato Club di Roma. Il mondialismo pseudo-ecologista dilaga dalla concione di Baracka Obama in giù in questo pianeta dominato da influssi oscuri e lucifughi. Se esistono dei parassiti sono costituiti dalle luride elites globalizzatrici, dagli alfieri di uno pseudo-ambientalismo che enfatizza l’innocuo C0 2 e nega le scie tossiche che anzi diffonde a iosa, come alimento unico del pensiero unico.
     
    Saluti.
  • “E’ un vaccino che è in grado di dare un’immunità che è prossima al 100%…”
    Questa panzana minimizza la credibilità del professore.
     
    La suina seguirà la parabola dell’aviaria e molti si stanno smarcando per non fare brutte figure ma non hanno il coraggio di dirla tutta: i vaccini antinfluenzali non funzionano: ogni volta che si è fatto uno studio serio ne sono usciti molto male.
     
     
     
     
  • Mi ricorda davvero troppo la vicenda dell’Aviaria, per cui non ho intenzione di credere a nessuno degli "esperti".
    Con l’Aviaria si parlava di pandemia, e con l’influenza A parlano di pandemia.
    Con l’Aviaria si parlava di milioni di morti, e idem con l’influenza A.
    Dell’Aviaria hanno smesso di parlare dall’oggi al domani, e con l’influenza A faranno uguale, basta che abbiano venduto le loro dosi di vaccino e che abbiano ingrassato un pò le case farmaceutiche!
  • Sei bravo, Claudio, sei bravo. Mi piacciono i tuoi videopost. Ti seguo da tanto. Oggi mi sono fatto una overdose dei tuoi ultimi 10 o 20 posts. Il tuo vecchio video sulla Georgia era un piccolo capolavoro (grugniti a parte ;). Complice la vodka ti ho lasciato qualche monetina nel cappello.
     
    Ho fatto fatica a farti una donazione. Ti invidio: fai soldi con un lavoro che ti sei creato con le tue mani. Ma piu’ dell’invidia pote’ l’ammirazione.
     
    Per rimanere in topic: peccato non avere comprato le azioni della Roche PRIMA che venisse fuori la storia dell’ H1N1 … non avresti piu’ bisogno di donazioni.
     
  • Parlando di vaccini influenzali si pensa sempre al costo della malattia in termini di disagio per la persona e calo del PIL, oppure al costo del vaccino in se, che corrisponde ad un introito per la casa farmaceutica.
     
     
    Come dire: corro il rischio di ammalarmi ? o mi faccio l’ "assicurazione", pagando per un vaccino ?
     
     
    La bassa probabilità di infezione e la bassa pericolosità potrebbero convincerci ad optare per un "no, grazie".
    Ma spesso di pensa: "Perché devo rischiare ? Di vita ce n’è una una sola, e sulla salute non si scherza. Qualche euro per evitare rischi anche minimi non sono certo spesi male". Ineccepibile.
     
     
    Ovviamente chi decide per noi non ha dubbi. Fieri del fatto che difendono la salute degli elettori, quindi difficilmente attaccabili davanti all’opinione pubblica, si ritrovano in mano un’ottima moneta spendibile politicamente: un bel pacco di soldi (nostri) da dare ad una casa farmaceutica.
     
     
    C’è però un altro costo da tener presente: un vaccino rappresenta un rischio in se. Non ho mai sentito alcun dottore parlare in TV di rischi della vaccinazione. Sempre e solo consigli a sostegno della vaccinazione.
     
     
    Mio padre ha contratto una forma atipica di sclerosi multipla. "Atipica" perché normalmente ci si ammala di sclerosi multipla da giovani, mentre mio padre è ultrasessantenne (da poco in pensione, pensa che sfiga).
    Analisi molto approfondite hanno rilevato che mio padre è perfettamente sano, fatta ovviamente eccezione per questa strana deriva del sistema immunitario ( it.wikipedia.org/wiki/Malattia_autoimmunitaria ) e qualche normale acciacco tipico dell’età.
    Ricostruendo la storia del paziente, è venuta fuori una coincidenza: la malattia si è mostrata pochi mesi dopo aver fatto il vaccino per l’influenza (quella normale, neanche quella "maiala").
    Abbiamo chiesto ai vari medici che abbiamo consultato e nessuno ha potuto escludere un legame di causa effetto tra vaccino e malattia.
    Garanzie non ce ne sono, ma le risposte sono state da "poco probabile" a "molto probabile".
     
    In altre parole, la patologia contratta da mio padre potrebbe essere stata causata da vaccino, o forse no, ma sicuramente una vaccinazione comporta un certo rischio per la salute.
     
    Scambiereste il rischio di una "normale" influenza con il rischio (seppur minimo e difficilmente quantificabile) di contrarre una patologia autoimmune ?
    Tra l’altro il vaccino non sembra eliminare, ma solo ridurre il rischio di infezione.
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