Cambiamo Aria

LA DIRETTA STREAMING E’ TERMINATA
Avanzate al minuto 1’52” per vedere la registrazione

Collegamento alle ore 15 con la conferenza stampa “Cambiamo aria, per non incenerire anche il nostro futuro” in diretta streaming da Ferrara, in Piazzale della Stazione.
L’occasione è la presentazione della Petizione per la riduzione e il riciclo totale dei rifiuti e per la messa al bando dell’incenerimento, organizzata per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica su un tema importantissimo per la salute pubblica, ponendo l’accento sulle Direttive Europee, che stabiliscono come il problema dei rifiuti vada risolto con la riduzione/prevenzione dei rifiuti all’origine (vuoto a rendere, liquidi alla spina, compostaggio domestico, etc.), la raccolta separata dei materiali, il riciclo e la produzione di nuove merci, la progettazione di merci più facilmente riciclabili, piuttosto che con l’incenerimento.
Solo una furbesca interpretazione di tali direttive fa credere che gli inceneritori (chiamati esclusivamente in Italia “termovalorizzatori“) comportino la riutilizzazione dei rifiuti. In realtà, anche se il calore della combustione è utilizzato per produrre elettricità, si tratta sempre di inceneritori a bassissimo recupero di energia: riciclare la carta fa recuperare 4 volte l’energia che si produce bruciandola; riciclare le plastiche fa recuperare da 10 a 26 volte l’energia prodotta col loro incenerimento
La scelta non condivisibile di costruire inceneritori scoraggia oltretutto lo sviluppo di altre tecniche di raccolta e la progettazione di macchinari più duraturi, che generino minori quantità di rifiuti durante la produzione e dopo l’uso. Tutte operazioni che potrebbero assicurare occupazione e innovazione tecnico-scientifica. Non a caso in Germania la riduzione dei rifiuti (-16%) e l’aumento del riciclo degli imballaggi iniziati con il decreto Toepfer del 1991 ha mandato in crisi gli inceneritori programmati e costruiti dal 1980 al 1995.
Dai documenti ufficiali Europei risulta che in Italia il 64% delle diossine è prodotto dagli impianti di incenerimento, ciò anche perchè la normativa vigente è inadeguata a tutelare la salute: un inceneritore, infatti, può “legalmente” immettere nell’ambiente sostanze nocive, compresi cancerogeni certi, in quantità rilevanti, e con controlli assai poco soddisfacenti: ad esempio, un inceneritore da 800 tonnellate di rifiuti al giorno, rispettando i limiti di legge, emette 504.000 nanogrammi di diossina al giorno, che sono l’equivalente della dose massima giornaliera di 720.000 adulti.
Le emissioni degli inceneritori sono una delle cause principali subito dopo il traffico del moltiplicarsi di malattie degenerative in Europa, con enormi costi sociali. Perciò, come confermano, tra gli altri, l’Ordine dei Medici francesi e quello dell’Emilia Romagna, gli inceneritori vanno messi al bando.
La “convenienza” economica sta tutta nella truffa del finanziamento statale che paga, con i nostri soldi, l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori circa 18 cent al KW/h, oltre 4 volte il suo prezzo di mercato. E’ un conto truccato che paghiamo noi cittadini con le tasse e le bollette.
In Italia molte decine i comuni, non solo piccoli, superano l’80% di raccolta differenziata e qualcuno sta puntando a superare il 90%. Questi risultati si ottengono con una buona informazione e coinvolgimento degli abitanti, un sistema di raccolta “domiciliare”, fatto porta a porta, in giorni diversi per tipi di rifiuto diversi; così si facilita al massimo il riciclo e, rivendendo i vari materiali alle industrie di carta, vetro, metalli ecc. si riducono i costi complessivi e le tasse sui rifiuti. Anche il residuo finora chiamato “non riciclabile” viene ora trasformato, con tecnologia italiana, in una “sabbia” per arredi da esterno e calcestruzzi.
Investendo meno di 1 miliardo di euro, il governo può servire con la raccolta domiciliare i 45 milioni di italiani che ancora non lo sono, creando 200.000 posti di lavoro, invece di investire 10-15 miliardi di euro in inceneritori e loro discariche, con soli 3.000 occupati: la ricaduta occupazionale del riciclo rispetto all’incenerimento è di 1000 posti a 1. Questa è “economia verde“.

12 commenti

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  •  Forse sono solo io, ma da qui (Safari 4 su MacOS X) non si è visto niente e non si vede niente tuttora (se non un riquadro blu con la scritta make.tv e una "rotellina" che rotea).
  •  Grazie Claudio innanzitutto per il servizio reso.
    Personalmente è un  decennio circa che mi occupo a livello "amatoriale" del ciclo dei rifiuti, purtroppo è stato motivo di forti scontri durante confronti avuti con le autorita’ cittadine del piccolo Comune dove vivo, in Abruzzo.
    Non posso contraddire i signori del video sui numeri che sparano circa l’impatto occupazionale nel caso si dovesse cambiare "registro", ma nutro forti perplessità e non solo per questo aspetto. Il problema più grosso in assoluto nella gestione dei rifiuti ordinari, in termini di impatto ambientale e costi, è la plastica. Il concetto di riciclo stesso della plastica è ridicolo.L’unica plastica che si "ricicla" per così dire, e’ il PET. Immaginate che devono essere prelevate, separate per colore, lavate, rimosse le etichette, i tappi.Provate ad immaginare i costi per le sostanze detergenti per lavare le bottiglie, l’acqua impiegata, il combustibile e l’energia utilizzata per questa procedura, le persone impiegate in questa operazione.. Per cosa? Per averla utilizzata una sola volta con dell’acqua dentro? La plastica e’ un pacco colossale, tanto che sarebbe da discutere il nobel assegnato a Giulio Natta nel 1963 per la scoperta della stessa. Nel nostro paese vengono prodotte ogni anno 10 MILIARDI di bottiglie in PET SOLO DESTINATE per contenere acqua minerale. Non si puo’ continuare a sostenere una cosa del genere. Anche se ad occuparsene fossero 500 mila persone.Purtroppo beviamo acqua in bottiglia e ci pare normale. Troviamo quel somarello di Veronesi, che in baffo ad una legge fisica che si studia alle scuole d’obbligo, afferma il contrario facendo affermazioni eversive rispetto alla VERITA’ dei fatti, che comprenderebbe uno studente di scuola media. La speculazione sul versante rifiuti va oltre ogni immaginazione. E’ fuori controllo da molti anni.Per questo motivo le malattie neoplastiche sono in pole position con le malattie cardiovascolari.I reparti di oncologia pediatrica e ordinaria sono stracolmi. Il signore del video parla di diossine, dicendo che e’ un potente cancerogeno.La diossina e’ il piu’ potente veleno esistente in assoluto e si produce SOLO con la combustione in presenza di cloro. Gli inceneritori funzionano SOLO bruciando materiale ad alto potere calorifico come il legname, la carta e la plastica (quest’ultima ha quello piu’ elevato).Per rendere gli inceneritori obsoleti l’unica via percorribile e’ una legge che VIETA la produzione, commercializzazione e l’utilizzo della plastica per monouso (acqua,bibite,bicchieri, posate,piatti,imballi,etc). E’ tardi per percorrere strade alternative.Occorrerebbe una brusca frenata.
    •  L’impianto citato già lo conosco e ti ringrazio per la segnalazione.Innanzitutto ci tengo a precisare che per ciclo dei rifiuti non si intende solamente il loro percorso COMPLETO ma anche , e non da meno, L’ENERGIA spesa per ottenere quell’oggetto e tutte le conseguenze. Detto ciò ti affermo con ASSOLUTA certezza che NON esiste un posto nel mondo,dove i rifiuti si producono,senza una discarica o un impianto di combustione. Quindi, scrivere senza discarica e senza inceneritori è una informazione non corretta.Se non hanno discariche i comuni oggetto di questa iniziativa si serviranno presso impianti non presenti sul territorio. I signori serviti da questo impianto usano pannolini immagino.In italia ne vengono consumati circa 3 miliardi ogni anno e dove finiscono secondo te? Questo impianto acquista materiale da Macerata e altri impianti per l’Italia.Monnezza che viaggia su TIR, sulle strade. Certo che si, abituati come siamo, peggio di un porcile, vedere un impianto simile sembra un altro pianeta. Evinco dal video che i dati riportati si riferiscono al rifiuto solido urbano rappresentato per la maggiore da plastica, alluminio e via dicendo. Acqua, birra e compagnia… Siamo alle solite, come ho scritto nel post precedente. In Danimarca hanno emanato un decreto mettendo al bando il consumo di buste di plastica nei supermercati. E’ un passo. E’ questa la direzione. Non c’e’ più tempo….
  • Credo che l’unica strada percorribile per evitare il collasso da monnezza sia, come evidenzia Rebel, evitarne la produzione. Fino ai tempi dei nostro nonni credo il problema non sia mai esistito, carta, cartone, vetro, legno, metalli, tutto riciclabile al 100€ e smaltibile senza danno all’ambiente.
    I petroderivati sono la causa dell’abnorme quantità di rifiuti prodotti, l’unico sistema per evitarne gli effetti è vietarne la produzione.
  • Claudio quando si dice 

    “Dai documenti ufficiali Europei risulta che in Italia il 64% delle diossine è prodotto dagli impianti di incenerimento, ciò anche perchè la normativa vigente è inadeguata a tutelare la salute: un inceneritore, infatti, può “legalmente” immettere nell’ambiente sostanze nocive, compresi cancerogeni certi, in quantità rilevanti, e con controlli assai poco soddisfacenti:”

     

    è possibile reperire in qualche modo questi documenti ufficiali Europei?

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