Spostiamo questo paese

 Confindustria si rende conto solo oggi di quello che noi diciamo da quasi un anno: la rete avanza imperiosamente quasi ovunque, nei grandi paesi industrializzati dell’Unione Europea, tranne qui. Anzi no, anche in Italia la rete avanza, nel senso che è un di più: del di più, curiosamente, si può fare quasi sempre a meno.
I numeri che l’Osservatorio Italia Digitale 2.0 tira fuori sono umilianti. La Spagna, la Francia, la Germania, il Regno Unito ci surclassano. La Danimarca non ha neppure più una rete, ha un tessuto connettivo omogeneo e compatto che permea quasi il 90% della società. La Francia ha il 62% di famiglie connesse, la Germania il 75% e il Regno Unito il 71%. Noi abbiamo un retino da pesca. Siamo fermi a 42 famiglie su cento e nel 2008, unico caso in tutta Europa, siamo addirittura retrocessi, perdendoci una famiglia per strada (Dati Eurostat).

E non sono solo i privati cittadini a restare nel medioevo dell’informazione: le aziende che usano internet sono due terzi, il 66%, mentre in Germania e in Spagna quasi tutte – il 95% – usano la rete per sé e per i propri dipendenti. Forse per questo la Spagna ha solo 9 famiglie su cento connesse in più rispetto a noi: navigano dal lavoro, e molti di loro si portano a casa la chiavetta internet aziendale. La mia vicina di casa lavora in un’azienda americana: quando è rimasta a casa in maternità le hanno installato la fibra ottica: ha dato alla luce una bimba in tutti i sensi. Ma soprattutto, l’ha data alla rete
In Italia invece il ritardo digitale crea un voluto e programmato ritardo mentale. Ci sono paesi dove ancora adesso non arriva neppure l’ADSL. La Rai prende centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche per decidere che dovete vedere quello che vogliono loro. I giornali prendono centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche per decidere che dove leggere quello che vogliono loro. Anche Mediaset prende centinaia di milioni di euro dalle nostre tasche, perché paga solamente l’1% del fatturato per la concessione delle frequenze negate a Francesco Di Stefano. Il restante 29%, che dovrebbe tirare fuori al fine di riequilibrare il rapporto costi benefici, viene sottratto alla spesa sociale e dato a Berlusconi. E anche in Mediaset ci fanno vedere quello che vogliono loro.
Invece, chi fa informazione libera non prende una lira. La rete italiana è tutta rattoppata, non viene ampliata e non viene incentivata: è una rete di poveracci. Di poveracci intimiditi perché non alzino la testa. I picciotti che entrano in negozio minacciando ritorsioni si chiamano D’Alia, Alfano, Carlucci, Pecorella, Costa. Così la torta della pubblicità continuano a spartirsela loro. Così la torta dell’informazione continuano a cucinarsela loro.
Nel medioevo dell’informazione si cucinano torte mafiose, piena di redazioni più simili a cosche, piena di servizi che sembrano copioni teatrali. Voi non lo sapete, non lo potete sapere: non ve lo dicono e non ve lo diranno mai, ma se la suonano e se la cantano da soli. I finti giornalisti mandano le domande ai finti politici. I finti politici tolgono le domande dei giornalisti e ci mettono le loro. I finti giornalisti non vanno nemmeno più di persona a fare le finte domande. Ci mandano direttamente i cameramen, gli unici ad essere veri. Gli unici sfruttati, vessati e sottopagati.
La rete viene ostacolata, come qualunque altro fenomeno di aggregazione sociale che faccia acquisire un po’ di consapevolezza ai cittadini ridotti in uno stato di incoscienza e di torpore totali.
Smettete di guardare la televisione. Smettete di comprare i giornali. Disdicete tutto. Spostate i vostri soldi in rete: fate abbonamenti ad internet, comprate netbook, fate pubblicità alle vostre aziende in rete, pagate il vostro informatore libero preferito, comprate solo prodotti promozionati in rete. Vedrete che, volente o nolente, il paese si sposterà.
Lo spostiamo noi. Di peso.

17 commenti

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  • Io sapevo che, contro il Digital Divide, i vari provider sono tenuti a regalare la connessione piu’ lenta della quale dispongono e possono vendere le connessioni piu’ veloci a chi desidera andare piu’ veloce.
     
    Teoricamente, per fare un esempio, telecom non dovrebbe farsi pagare una ADSL la cui velocita’ massima di download e’ di 640Kb. Mentre puo’ vendere l’ADSL 4Mb, 7Mb o 20Mb.
     
    Sul sito pero’ si puo’ chiedere una nuova attivazione solo a partire da 7Mb… sapreste indovinare il perche’ ?
     
     
  • Cerchiamo di essere meno disfattisti sforzandoci di vedere il lato positivo:
    Olè freghiamo la spagna con i ragazzi da 16-24 per un punto percentuale, e questo vi sembra poco!?!?
    L’inghilterra, se insiste a farsi chiamare Regno Unito, possiamo non contarla!
    La Germania, ci supera perchè sono tutti allineati e coperti!
    La Francia ci supera perchè pensa ancora di essere la "force de frappe"!
    La Spagna ci supera perchè loro hanno anche la corrida!
    Noi siamo gli ultimi perchè seguiamo il dettame evangelico dove dice:"… gli ultimi saranno i primi."
    Preghiamo fratelli……
  • Proporrei anche di fare l’abbonamento al fatto quotidiano in formato PDF, costa 100 € all’anno ora come ora e ti arriva via mail ogni mattina, non si spreca carta, si finanzia un giornale libero.
     
    Credo che ci si possa ancora abbonare dal sito antefatto , non sono sicuro.
  • ahhh, claudio come ti quoto!!!!
    benvenuto nel mio carruggio!
    segnalo a te e ai tuoi adorabili nautiun’iniziativa veramente sfiziosa, gratis, e che se diffusa abbatterebbe sostanzialmente il digital divide, si tratta di un wiki che insegna ad insegnare la rete, leggilo, leggetelo:
    é un bel modo per spostare di peso
    chi usa la rete difficilmente riesce a tornare indietro all’informazione di tv e giornali, facciamo rotolare la valanga!
  • il progresso per far si che avvenga deve appellarsi ad un’educazione che si radichi nei più giovani i quali porteranno avanti la storia.
    io sono una ragazza di 22 anni e conosco per mio dispiacere miei coetanei che ancora attaccati alle vecchie abitudini che vedono la televisione come unico centro d’iformazione e distrazioneo che accendono il pc e usano la rete solo per conversare su messenger o giocare a al solitario ignorando e non interessandosi di quello che ci può essere oltre…chiusi nelle loro felice ignoranza con gli occhi coperti! La cosa è alquanto rattristante!
  • Io lavoro su internet da alcuni mesi in maniera seria. Prima ho iniziato con gli ebook ed ora con una rete di vendita particolare che in Italia lo conoscono ancora pochissimo le aziende ma che rende molto bene. Secondo me bisogna iniziare dalle scuole elementari ad usare il pc anche in rete, alle medie si spiegano i social network e le basi di una corretta informazione online. Si sa comunque benissimo che il popolo italiano è come S.Tommaso.
    Quando racconto alle persone che mi chiedono cosa faccio si mettono a ridere perchè non ci credono che si possa guadagnare più di un comune stipendio, cioè uno stipendio moltiplicato per tre quattro volte volte in un solo mese. Se la mentalità non cambia e non si vuole rischiare credo che qui il medioevo all’italiano gli vada bene perchè non si lamenta. Perde solo un’occasione
  • Saluti…Su  Coraggio  che  c’è  Brunetta  …non  quella  dei  ricchi  e poveri….e nemmeno  quella  dell’angolo  sul  marciapiede….anche se somiglia  sostanzialmente….Si, il  mini…stro  che  ha  promesso  che  ci  pensa  Egli a  informatizzare  il  popolo.NOTIZIA VISTA  QUI….
      Buon Proseguimento     
  • In Francia con 20 euro al mese e un unico modem fai l’abbonamento  a un centinaio di canali via cavo a all’EDSL flat.
    Io pago 20 euro per un’ADSL che nei momenti di punta viaggia a 60kb, alla mia ragazza l’adsl neanche arriva..
    Possibile che nessuna associazione di consumatori si rivolti contro questa gestione della rete costruita a spese del popolo??
  • La banda larga dovrebbe essere trattato alla stessa stregua di un diritto universale, mentre viene considerata come una malattia contagiosa.
     
    I vantaggi sono infiniti: per l’informazione, più plurale e senza dubbio ecologica; per le telecomunicazioni; ma anche per i rapporti con la pubblica amministrazione, io stesso prenoto gli esami universitari on line ma le applicazioni possono essere molto più estese; e per molto altro ancora.
     
    Purtroppo le vecchie sane abitudini sono ancora decisamente radicate in gran parte della popolazione.
     
     
  • Io lavoro da dieci anni su e con internet, a dire il vero sti guadagni miliardari non li ho mai visti, anzi, si fatica un mondo, farsi pagare la pubblicità è faticosissimo anche con un grosso portale, e non hai la costanza di sapere che ci puoi sopravvivere a dicembre e ad agosto. Gli altri mesi preghi che prima o poi le fatture vengano saldate. Quando hai fatture da far saldare, s’intende. In questo periodo di crisi poi è persino peggio, perchè nonostante alte spese per affrontare alti ascolti e alte bande con provider seri, passa il messaggio che internet è gratis, quindi non serve pagare, e un ambiente poco serio.
    Hai voglia a dire la pubblicità online, i reporter liberi…. ti seguo da tanto e sorrido quando sento blogger come te – bravi – fare i conti col fatto che con la rete non si mangia. Lo so, lo so da un decennio che non ci si mangia, che è una lotta continua… e diventa una lotta tra poveri cheidere soldi per l’informazione, quando chi ti legge fa già fatica ad arrivare in fondo al mese. Se poi ti apri una partita iva, per non evadere sui compensi che percepisci è anche peggio: perchè l’insp che ti devi pagare l’anticipi prima di guadagnare e arrivi al paradosso che spendi più di quanto guadagni per essere onesto, col risultato finale, a un certo punto, di chiudere baracca e burattini. E va già bene che per i piccoli imprenditori Prodi fece la legge per la quale non devi pagare anche l’iva. Se no sei finito prima di iniziare.
    Ecco questo è uno spaccato di un addetto ai lavori, che è la conseguenza di quei dati qui esposti… fioriscono i siti tuttogratis internetgratis e via dicendo, e passa questo messaggio. In internet è tutto gratis, non è un lavoro, non è serio.
     
    Un commento sulla carta invece: nonostante quanto detto, la carta può continuare benissimo ad esistere, e forse deve anche, poterlo fare. Perchè pubblicazioni scientifiche con periodicità non immediata sono ancora terribilmente importanti, l’appofondimento giornalistico, quello vero intendo, è ancora da premiare.
    Senza parlare di un buon libro, che non deve mancare mai sul comodino, è il miglior compagno di vita, sempre. Il profumo della carta, la voglia di risfogliarlo, non è paragonabile allo sforzo di vista dalla luce di un minitor di un ebook. Che magari invece è un ottimo manuale, ma non un romanzo.
     
    Insomma, in una società moderna carta (riciclata) e internet dovrebbero viaggiare di pari passo, a gonfie vele. Si naviga poco perchè si legge anche meno di quanto si naviga.
  • ecco, stavo giusto dicendo…
     
    01 Ottobre 2009 16:27 CRONACHE

     
     
    MILANO – Internet non e’ considerata una fonte affidabile di informazione. Due italiani su tre giudicano le notizie prese da Internet come "dubbie" o "inaffidabili". E’ uno dei risultati dell’indagine svolta da Astra Ricerche presentata oggi al convegno "il Futuro del Giornalismo" organizzato all’universita’ Statale di Milano. (RCD)
  •  io abito in un paesino in sardegna e dopo tatissima attesa ho avuto l’adsl circa 2 mesi fa!!.. prima era impossibile connettersi!
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