7 giorni. La videocassetta che uccide.


L’Aquila. 6 aprile 2009. Davanti alla casa dello studente regna un silenzio pesante. La disperazione è una nebbia densa, avvolge gli sguardi attoniti, la rabbia senza voce dei ragazzi assiepati su un fazzoletto di erba, il dolore muto dei genitori sospesi in una speranza senza speranze.
Un operatore Rai mi si fa incontro. Mi racconta di un servizio realizzato una settimana prima, nello scantinato di una scuola elementare che i bimbi avevano abbandonato in fretta, dopo che il tetto gli era caduto addosso. Là in fondo, nella polvere, spasmodicamente intento a controllare e ricontrollare numeri, grafici e quaderni di appunti c’era un uomo. Accanto a lui, attento e visibilmente preoccupato, il sindaco Massimo Cialente. Al telefono il commissariato di polizia, in trepida attesa di notizie. Quell’uomo era Giampaolo Giuliani, ricercatore controverso, scienziato folle, inventore geniale di una tecnica accreditata presso tutte le istituzioni locali. Quello era l’uomo che sapeva predire i terremoti.
Non voleva essere intervistato: aveva ricevuto un avviso di garanzia per un allarme che egli sosteneva non avere mai dato. Qualcuno, diceva, voleva metterlo a tacere. Ma per chiunque glielo avesse chiesto in privato, ed erano veramente in tanti, lui scioglieva ogni riserbo. Così fece quel giorno, il 31 marzo 2009, quel maledetto 31 marzo in cui la Commissione Grandi Rischi dichiarava con certezza che nessuno poteva prevedere i terremoti e che quindi, veniva detto in un comunicato sciagurato, non c’era nessun pericolo. Un po’ come dire che nessuno può prevedere quale sarà il biglietto vincente della lotteria, e quindi non ci sarà alcun vincitore.
Per quell’uomo invece, quello in fondo allo scantinato, il pericolo c’era eccome. Lo andava dicendo a chiunque. Lo disse anche alla troupe della Rai, che registrava di nascosto. Disse loro che entro una settimana sarebbe avvenuto un sisma di intensità superiore a quello che aveva appena fatto piovere calcinacci sui banchi e sulle teste dei bambini. Ma poiché non c’era nessun pericolo, quella stessa scuola, la De Amicis, avrebbe potuto riaprire l’indomani stesso. Fu una fortuna che il terremoto, quando venne, perché venne, scelse le 3.32 del mattino. Quella scuola andò distrutta, lei e tutta la città che le era intorno.
Oltre trecento morti. Quelli ufficiali. E sarebbero sati di più se l’uomo delle cantine, quello senza cravatta, quello con il carrarmato sotto agli scarponi sempre sporchi di calce e intonaco, il pioniere, lo sperimentatore di arcani diabolici marchingegni accusato di eresia, di alchimismo medioevale, non avesse avvisato tutti gli amici che poteva, che a loro volta avrebbero avvisato tutti gli amici che potevano, fino a creare una catena di mani e di braccia, un afflato di fiducia irrevocabile come una parola data, come un patto d’onore che poi avrebbe presto assaporato l’amarezza del gusto delle lacrime, …e del sangue.
Se quel servizio, se quelle immagini rubate grazie alla consumata esperienza di un giornalista smaliziato, raccolte in un laboratorio di fortuna, dove la natura quasi sempre sceglie spontaneamente di manifestare i suoi segreti mentre si rende dispettosamente invisibile alle sofisticate apparecchiature dei centri di ricerca più blasonati, se quelle dichiarazioni così dirette ed immediate, in aperto ed innocente contrasto con la dottrina di corte, se le dichiarazioni di un semplice tecnico ricercatore fossero state riportate al TG delle 20, come avrebbero dovuto, magari come si riportano le insensatezze delle star del gossip, delle vicende di una casa di esibizionisti, delle previsioni astrologiche e perfino dell’indecoroso vociare di certi ministri della Repubblica, se l’informazione avesse assolto al suo giuramento d’Ippocrate, restituendo alla gente ciò che è della gente, il suo diritto a parlare, ascoltare, selezionare e scegliere, se l’informazione avesse semplicemente informato, allora forse….
Invece, durante il viaggio di ritorno da L’Aquila a Roma, quel pomeriggio squillò il telefono. Squillò più di una volta: una, due, forse tre volte. All’altro capo c’era chi non avrebbe dovuto esserci, chi non ha niente a che fare con il servizio di radiodiffusione pubblica, rivestendo ruoli di alto profilo istituzionale che nulla hanno a che spartire con la redazione del più importante TG nazionale, e menchemeno con un giornalista e due operatori Rai che ritornano in ufficio con una videocassetta in mano. All’altro capo, c’era qualcuno che aveva direttamente a che fare con la Commissione Grandi Rischi, quella che i terremoti non si possono prevedere, quella che non c’è nessun pericolo. All’altro capo, c’era qualcuno che impose che quella videocassetta sparisse.
Così, la videocassetta sparì. Sparì per molto tempo, se ne restò in un archivio polveroso e non seppe nulla di case che crollavano, di bambini che restavano intrappolati sotto le macerie, di uomini e donne che scavarono con le loro mani nell’attesa di aiuti che in alcuni casi non vennero mai. Dormì di un sonno profondo e senza sogni, finché la rete non compì il miracolo. Non il miracolo di evitare decine di morti inutili, per quello era troppo tardi. Il miracolo di mettere insieme le persone, intrecciare gli incontri e le esperienze, ridisegnare la trama di una mappa che lentamente fa convergere gli uomini là dove avrebbero dovuto essere sin dall’inizio. La rete conduce uno degli operatori Rai su questo blog.
Cristiano mi ha incontrato ed ha voluto testimoniare.. Non si è curato di sé e delle conseguenze in cui avrebbe potuto incorrere. Ha sentito che era giusto farlo. La rete è così: fai cose spinto da motivazioni sconosciute. Le fai perché gli altri ne hanno bisogno, senti che ti stanno aspettando. Le fai e basta.
Ci siamo incontrati a Bologna. La videocassetta con il girato grezzo era in formato Betacam, non avrei saputo che farmene. Ma la rete vede e provvede. La sera precedente ho lanciato un appello su Facebook e Monique, di Terremoto09, ha risposto. Ci ha portati in uno studio professionale per il riversamento audiovideo, poi ci ha portato a casa di amici suoi, con uno splendido giardino dove abbiamo realizzato l’intervista.
Non finirete mai di stupirmi. Questa è la rete. Questa è l’alba di una nuova conoscenza condivisa.
Quello che vedrete nel filmato, invece, è la solita, vecchia, cara televisione.


APPUNTAMENTI:

Salvatore Borsellino Byoblu Claudio Messora  Giovedì 8 ottobre 2009
   Pescara Alle 16.30, appuntamento all’Università degli Studi “D’Annunzio”- Aula “Federico Caffè”, per il convegno BORSELLINO&BYOBLU: Libertà d’espressione e cittadinanza attiva.Il convegno sarà in diretta streaming su questo blog.Il gruppo facebook: Borsellino&Byoblu

L'informazione e il web 2.0: il caso Giuliani  Lunedì 12 ottobre 2009
Giulianova Dalle 10.30 alle 12.30, Università degli Studi di Teramo, Facolta di Scienze Politiche, C. di Laurea Sc. Turismo e Sport.
Via Gramsci – Giulianova (TE)
L’informazione e il web 2.0: il caso Giuliani
.Il gruppo facebook: L’informazione e il web 2.0

89 commenti

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  • cla, se volevi fa il botto in qualche procura, direi che ci stai riuscendo alla grande. a dir poco sconvolgente il fatto che quella scuola sia stata riaperta il giorno dopo nonostante tutti quei danni (nn serve essere esperti per capirlo, le immagini parlano da sole) e ci si trovasse ancora in pieno sciame sismico. la lezione a san giuliano di puglia evidentemente nn è servita a niente. dopo una testimonianza del genere, ci si aspetta per lo meno il mea culpa del capo della protezione civile, per nn parlare delle amministratori locali, con tanto di lettera di dimissioni allegata. la cosa stupefacente è che qualcuno li chiama eroi…

  • Grande Claudio,
    bellissimo filmato e ottimo giornalismo.
    Un plauso anche a Christian, spero che non abbia ritorsioni di alcun genere

  • Ciao Claudio !
    Complimenti a te per il video, e a Critiano per il coraggio ed il senso civico. Non deve essere facile per lui, e non voglio immaginare come si sia sentito il giorno del terremoto…. visto che "sapeva" e "sapeva" che se quel servizio fosse andato in onda magari si sarebbe potuta salvare qualche anima in piu'… davvero.. non voglio immaginare come si puo' essere sentito in quei giorni.

    Tutta la mia stima a te e a quel ragazzo, e tutto il mio DISPREZZO a quelle istituzioni che hanno lasciato morire INNOCENTI per non procurare "allarme sociale".

    Risalire a CHI ha fatto quelle telefonate quel giorno e mandarlo a smontare navi nel corno d'africa sarebbe uno scherzo… se solo a qualche procuratore interessasse ingabbiare i RESPONSABILI !!

  • Forse piano piano stiamo prendendo coscienza di un fatto. 
    Noi cuciniamo i loro pasti, togliamo la loro immondizia, colleghiamo le loro telefonate, guidiamo le loro ambulanze, li sorvegliamo mentre stanno dormendo. (cit.). Noi abbiamo piu' potere di loro, solo che non lo sapremo finchè non impareremo a condividere i brandelli di informazione che ognuno di noi ha.

  • Ciao.
    Bello, che videooperatori RAI facciano "obiezione di coscienza". Dati i tempi in cui viviamo, non è assolutamente poco. Dal mio archivio web (vajont.org, tuttora sotto sequestro preventivo dal settembre 2007) traiamo questo spezzone:
    http://www.vajont.info/ifsmlonline/ifsmlAmantia4.html
    ===
    … […]Esiste un problema di ricordi, di memoria, di memoria individuale, la cui somma dà poi la memoria collettiva: di fronte a più televisioni, che ripetono la stessa immagine, più e più volte, su diversi canali – solitamente è unico l'operatore che va sul posto e riprende l'avvenimento -, di fronte a tale meccanismo che porta all'assuefazione (chi può ormai distinguere le macerie di Baghdad da quelle di Sarajevo, chi, se si vuole, la melma che ricopre la valle del Piave da quella della val di Tesero), quella che conta è la memoria individuale, che non è commemorazione o rievocazione, ma nascere-crescere-svilupparsi in un certo modo.

    Fra le pieghe del ricordo, da quel 9 ottobre 1963 riemerge un'ltalia retta da un governo così detto balneare; un governo cioè che nasceva subito dopo un'elezione (all'epoca le legislature si facevano intere…): dopo 5 anni, si andavano a vedere i numeri per riassestare o promuovere alleanze. Ma ciò richiedeva tempo: il voto a giugno, da cui un governo "provvisorio", di transizione; il governo vero e proprio solo con l'autunno, quando le trattative politiche erano maturate. Ebbene, quel giorno di ottobre, qui a Longarone venne Giovanni Leone, Presidente del Consiglio di un governo balneare, diventato poi Presidente della Repubblica.

    Il processo per il disastro si fece all'Aquila. Per la strage di Piazza Fontana si scelse come sede Catanzaro: non voglio fondere tutto in una sequenza concatenata di tragedie (ogni fatto va esaminato, pesato singolarmente), ma c'è modo e modo per un Paese di amministrarsi, di far sentire i cittadini membri di uno Stato… all'epoca succedevano le cose "più strane": la RAI era unica, c'era un solo canale… e c'era il programma «A ZETA: un fatto, come perché» (qualcuno lo ha ricordato).
    La puntata inaugurale di quel settimanale televisivo doveva riguardare il Vajont. Accanto al momento della tragedia, emotivo, commovente, si voleva riferire come si fossero attribuite le responsabilità ed i risarcimenti, non solo quelli monetari.
    Io seguivo il processo all'Aquila, mentre un collega della RAI di Milano, Bruno Ambrosi, avrebbe registrato le reazioni alla sentenza. Montato il numero, il reportage, il Direttore dell'epoca lo vide dal primo all'ultimo fotogramma senza dire una parola: quindi, con un colpo secco, fermò la moviola, prima che la pellicola si sfilasse, e disse che era il più sconvolgente pezzo di televisione che avesse mai visto.
    "Peccato che non andrà mai in onda", continuò poi… e così la Televisione si inventò per l'occasione che non si doveva parlare di procedimenti giudiziari aperti, ancora in corso. Se qualcuno ha la memoria storica, io l'ho perché ero dentro al fatto, ricorderà che questo servizio di «A ZETA» poté andare in onda solo dopo la sentenza di Cassazione…

    Conservo nella memoria molte immagini di Longarone… ricordo una scala, veniva dal nulla e finiva nel nulla, una scala che sembrava sospesa sull'apocalisse, con i gradini slabbrati… ricordo un anziano che attraversava la corrente del Piave, ormai calmissimo, sembrava un profeta, un San Cristoforo, si sosteneva con un legno – immagini che hanno fatto il giro del mondo -, ma ricordo anche, del processo, l'interessantissima sfilata di testimoni e di testimonianze… e la parte civile, che per avere un perito non ricattabile, che fosse di parte vera, della parte giusta, non della proprietà, si dovette rivolgere all'estero.
    Questo è bene che i giovani conoscano, il meccanismo delle consulenze: un legame, un filo sottile che tutti collega, a perdersi nei meandri più impensabili; così, con grande stupore, alla fine della catena ci si può scoprire agganciati ad una realtà non gradita.

    Non so se ai giovani è dato sapere il perché di questa ondata che ha scavalcato la diga. Era il '63: si stava attuando la nazionalizzazione dell'energia elettrica. La SADE, Società adriatica di elettricità, era la proprietaria dell'impianto idroelettrico. Pertanto rientrava fra le aziende da nazionalizzare. Cosa voleva dire? Non certo un'operazione alla sovietica, con i sequestri, le requisizioni; si trattava piuttosto di pagare un indennizzo, un prezzo per un impianto che avesse un determinato valore. Ed il prezzo di una diga segue le stesse vicende del prezzo di un'automobile, così i parametri di questa, (velocità, consumi…) diventano, per quella, redditività e produttività: se il livello dell'acqua all'interno dell'invaso è elevato, si produce più elettricità.
    Cominciò allora, come qualcuno bene ricorda in questo bel libro, un balletto di innalzamento/abbassamento del livello dell'acqua. Si scoprì che quando si alzava, l'acqua, per capillarità, si infiltrava in un letto di argilla, che, essendo impermeabile, costituiva, proprio in senso letterale, il letto ideale per lo scivolamento di una parte del monte… La SADE non poteva permettere che il neonato ENEL pagasse poco uno sforzo industriale così ardito, quale questa opera dell'ingegno e dell'ingegneria italiani. Proprio in un documentario sulla costruzione della diga, che riportammo in A-ZETA, il progettista affermava: «Ogni operaio che avrà lavorato qui potrà dire con orgoglio: io c'ero».
    Non si voleva dunque svendere la diga, di qui la tragedia (è un "già visto" in molte vicende d'Italia, mormenti rivissuti di una storia che per fortuna sta cambiando). E per finire questo percorso della memoria, ricordo le polemiche che si innescarono quando di quel Presidente del Consiglio di un 'governo balneare', che era venuto qui calcando le macerie e dicendo "sarà fatta giustizia", lo studio legale difendeva gli imputati all'Aquila… non so quanti se lo ricordino, ma vedete… il valore della memoria storica, vi fa "crescere diversamente".
    =====
    Il caso del Vajont, la più grande strage di mafia del paese e di cui tra due giorni cade il 46° anniversario, riporta (pochi ma determinanti) esempi di coscienza civile POSTUMA. Ad esempio il caso del ricercatore Rizzato, dell'Università di Padova. Senza il quale non si sarebbe potuto dimostrare nel processo che la SADE/ENEL sapeva (da quasi 4 anni) dell'incombente pericolo, e degli esperimenti svolti dal docente Ghetti, e poi secretati da quei CRIMINALI ("E' tutto sotto controllo, dormite sereni").
    Ergo, se è vero che l'esperienza insegna (http://www.vajont.info/), io direi che quando si sentono da una Istituzione le fatali parole "Non preoccupatevi" o "Ci pensiamo noi", o peggio "E Giustizia avrete!"… è il momento esatto (o tardivo) per preoccuparsi seriamente, in Italia.

    • Ricordo quel gran pezzo di televisione, quello sì, che fu "Il racconto del Vajont" di Marco Paolini, trasmesso in diretta su Rai2 la sera del 9 ottobre 1997. Denuncia, teatro, servizio pubblico.

      E ricordiamo Tina Merlin, la giornalista corrispondente locale de l'Unità che raccontò e svelò il marcio dietro alla tragedia. Per i suoi articoli di denuncia della situazione pericolosa che si era andata manifestando con la costruzione della diga, pubblicati sul quotidiano già dal 1959 (4 anni prima del dramma), fu processata e assolta dal tribunale di Milano per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico".
      Solo nel 1983, dopo aver cercato per anni un editore interessato, pubblicò il libro "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont".

      Linus

  • Ciao…Ti ringrazio tantissimo per tutta l'informazione che stai facendo sul terremoto,oer gli aggiornamenti radon che tutti gli aquilani seguono con ansia e per il tempo che spendi per noi…
    Detto questo però mi sentirei di fare una correzione al tuo articolo:gli errori fatti da protezione civile e pubblica amministrazione sono stati tanti e gravi,ma per dovere di cronaca devo dire che dopo il terremoto di magnitudo 4 avvenuto il lunedi prima del 6 aprile,la scuola de Amicis non ha riaperto a causa di alcune crepe formatesi nei muri,ed è stata chiusa per tutto il resto della settimana.
     

  • Queste sono le notizie  che dovrebbe dare  un tg pubblico. Vergognoso il silenzio imposto a questi operatori,questa testimonianza e' sconvolgente. Grazie Claudio dell'ottimo servizio.

  • non so, mi vengono i brividi. è assurdo, bertolaso lo voglio vedere in galera, altro che protezione civile, lo accuserei di disastro colposo e strage, ma come è possibile, qui ci sono tutti i termini per pensare a un complotto.

  • Ciao.
    E ancora (ho ripescato la pagina specifica del "servizio RAI-TV mai andato in onda") che sta qui attorno:
    http://www.vajont.info/vastano/indice.html

    Così guardando al passato, credo di fare "informazione" e Memoria al tempo stesso.

    =========
    QUELL'INTERVISTA NON S'HA DA FARE

    Ma quanto venne davvero dato ai superstiti per tirare avanti dopo la tragedia?
    Abbiamo consultato l'elenco dei sussidi erogati dalla provincia di Belluno dal 21 ottobre 1963 al 31 dicembre 1964 (sotto forma di sussidio giornaliero, assegno perequativo e sussidio per fitto e riscaldamento). Mediamente a ogni superstite vennero assegnati circa 500mila lire dell'epoca (per avere il valore approssimativo attuale in lire, si deve moltiplicarle per quindici), ma in molti casi le vittime ebbero soltanto 12mila lire. Solo raramente qualcuno prese un milione. A Longarone i superstiti che beneficiarono di questi sussidi furono 264, a Igne 91, a Fortogna 150, a Soffranco 13, a Provagna 62 e a Dogna 52. La maggior parte di loro aveva perso tutti i cari e tutto quello che possedeva. Molti rimasero a Longarone giusto il tempo per recuperare i corpi di familiari e parenti e poi emigrarono.

    «Il secondo o il terzo giorno dopo la tragedia – racconta ancora Bruno Ambrosi – arrivò sulla spianata di Longarone Giovanni Leone, allora Presidente del Consiglio. Ad aspettarlo con me c'era il vice sindaco Terenzio Arduini che aveva perso il figlio e i genitori. Disperato gli disse: "Presidente, chiediamo giustizia". E il Presidente rispose stringendogli la mano: "E giustizia avrete". Sennonchè cadde il governo e dopo poco Leone divenne capo del collegio degli avvocati della Sade-Enel, la controparte. Mi resi subito conto che per noi giornalisti il Vajont era un tasto delicato da toccare. Erano passati pochi giorni dalla tragedia. Un mio ex-collega Rai, Massimo Rendina, era diventato capo ufficio stampa dell'Enel, che aveva rilevato la Sade. Mi telefonò e mi disse: "Caro Ambrosi, meno male che ci sei tu, che ti conosco, a occuparti del Vajont. Mi raccomando… Sai bene che noi non c'entriamo niente". Avevo ancora negli occhi i corpi appena recuperati. Mi infastidì molto il suo cinismo.

    Si preoccupava degli aspetti giuridici senza dire una parola sul dramma umano. Mi occupai ancora di Vajont. Anni dopo feci un servizio per il settimanale Rai "AZ, un fatto come e perchè" insieme al collega Giancarlo Santalmassi. Lui venne mandato a seguire il processo che, per legittima suspicione, era stato spostato all'Aquila. Io andai a Belluno a intervistare il pubblico ministero Mario Fabbri che si stava occupando delle indagini. A quei tempi intervistare un magistrato era una cosa rara. Arrivai nell'ufficio di Fabbri al Palazzo di Giustizia di Belluno. Il mio operatore accese le sue potenti lampade per illuminare l'ambiente nel modo appropriato. Stavo cominciando a fare le mie domande quando entrò, senza bussare, una persona, che con fare arrogante disse a Fabbri di seguirlo. Il magistrato ritornò dopo qualche minuto con l'aria sconvolta. "Chi era quello?" gli chiesi. «È Fabio Mandarino, procuratore capo di Belluno. Ha detto che mi denuncerà per sottrazione di beni d'ufficio".

    "Ma perchè?" domandai incredulo.

    "Perchè vi ho permesso di accendere le lampade e di sottrarre così abusivamente la corrente al Palazzo di Giustizia. Mi dispiace, ma l'intervista non si può fare". Gli proposi di vedersi a casa sua, ma mi disse che non poteva ricevere a casa sua "persone che hanno interesse nella causa".
    Suggerii di andare sulla diga, ma neanche questa alternativa andava bene in quanto era «materia del processo». Ci accordammo perchè venisse nel nostro hotel. Uscendo dal tribunale il mio operatore e io ci accorgemmo di essere seguiti dai carabinieri. Quando Fabbri arrivò in albergo mettemmo dei fogli di carta neri alle finestre per non far vedere ai carabinieri che stavamo filmando.
    Così feci la mia intervista, che mi sembrò del tutto innocua, anche se piena di informazioni. Ero molto contento del mio lavoro. Santalmassi e io montammo il servizio di circa un'ora e lo facemmo vedere al nostro direttore Willy De Luca che lo guardò con attenzione e poi disse: "Splendido, la più bella cosa che abbia mai visto dacchè sono direttore. Peccato che non andrà mai in onda". Lo guardammo sbigottiti.
    "Perchè no?" chiedemmo.
    "È molto semplice. Da questo pezzo viene fuori un'immagine negativa della magistratura. Il procuratore di Roma, Spagnolo, ha fior di inchieste sulla Rai nel suo cassetto. Se non mandiamo questo servizio, tiene chiuso il cassetto; se va in onda, apre il cassetto. Chiaro?".

    Fu chiarissimo. La nostra inchiesta fu bloccata per anni prima di venir mostrata parzialmente al pubblico televisivo, quando ormai il processo era già in una fase avanzata».
    http://www.vajont.info/vastano/ilDolore1.html
    =======================
    E dal passato, e più precisamente dal 1970, e proprio dal presidente della SECONDA "Commissione di superPeriti" voluta fermamente dal coraggioso Giudice Mario Fabbri (Michel Roubault) e tradotta da un altro coraggioso (Floriano Calvino, fratello del più noto scrittore Italo) riemerge un libriccino prezioso. Vera Bibbia del buon senso del "Padre di Famiglia" che permea la Costituzione (inapplicata) del nosro Paese fasciopositivo.
    Un vademecum che se era – ed "è" – valido 40 anni fa, lo sarà anche fra 40 o 400 anni. Un Vangelo per amministrati ed AMMINISTRATORI PUBBLICI.
    Piacerà senz'altro anche a Giuliani. Sta qui:
    http://www.vajont.info/roubault1970/roubault3full.html

    Buona lettura, e riflessioni.
    Oggi è l'anniversario dell'omicidio di Anna Politkovskaja. La "gemella" di Tina Merlin. Quello che la Merlin scriveva della SADE
    (Non sono né più brava né più coraggiosa di tanti miei colleghi. Non volevo certo diventare famosa per un fatto così tragico quando scrivevo contro la SADE. Volevo semplicemente impedire che questo disastro colpisse i montanari della terra dove sono nata, dove ho fatto la guerra partigiana, dove ho vissuto tutta la mia vita. E ora non riesco neanche a esprimere la mia collera, il mio furore per non esserci riuscita.)
    http://www.vajont.info/merlinArticoli/13(13ott1963).html Anna Politkovskaja lo scriveva delle atrocità di Putin verso le popolazioni cecene (negate dall'amicone Papi puttaniere). Anna era in volo per Beslan per fare da mediatrice nel sequestro dei sedicenti "terroristi ceceni" della "Scuola 1", poi risoltosi col massacro del settembre 2004. Ma venne avvelenata in aereo, e ricoverata d'urgenza. L'eccidio pre-meditato si compì, ed Anna lo seppe, "dopo". E l'appuntamento colla morte era solo rimandato: 7 ottobre 2006.
    Un sito le è dedicato: http://www.annaviva.com/berlusconi-sullo-scudo

    Ciao.
    (E non raccontiamoci FAVOLE:http://www.vajont.info/fatatrac.html)

  • Veramente tante grazie per il lavoro che stai svolgendo, Claudio.

    E un sentito ringraziamento all'operatore Rai e al coraggio dimostrato.

    Avete anche la mia stima, grazie, l'avevo già detto? 😀

  • Grazie Claudio, questa volta sei riuscito a superare te stesso. Certe informazioni non potevano essere trasmesse, altrimenti come si sarebbe potuto  fare le prove di Stato Militarizzato? L'Aquila è così diventata un piccolo campo di addestramento, vetrina pubblica di falsi eroismi e subdola campagna elettorale. Chi vuol capire, capisca.
    Dopo questa tragedia mi sono dovuta sedere a riflettere molto più spesso di quanto mai mi era capitato di dover fare: la mia coscienza si è guardata nello specchio degli eventi ed ha, finalmente,  capito. Grazie ancora e buon lavoro.

  • tranquillo Claudio, verro' io a portarti le arance…
    Mi sa che dopo un simile servizio ti piomberanno addosso come avvoltoi…
    Inutile ribadirti la mia fiducia ed il mio appoggio, e' stato un grandissimo 'scoop', queste cose dovrebbero essere la normalita' in una tv pubblica, purtroppo invece le dobbiamo apprendere come pillole trafugate a costo di enormi sforzi e rischi per pochi veri giornalisti d'inchiesta come te 🙁

    grazie ancora.

  • l'italia ancora pulita non sa come ringraziarti

    speriamo solo che qualche magistrato finalmente trovi il coraggio di fare fino in fondo il proprio lavoro

    continua così claudio!

    mario bernasconi

  • Grazie infinitamente per il vostro lavoro e per la tenecia che ci mettete.
    Forse se ci fossero altri come Cristiano vivremmo in un mondo migliore ed avremmo più consapevolezza di ciò che accade intorno a noi. Troppo spesso la verità viene sconvolta filtrata nascosta.
    Spero che questo coraggioso gesto non rimanga isolato e che si possa fare luce su altri  punti oscuri sia del dramma aquilano che su tanti altri della storia contemporanea italiana. 

  • Che in Italia non ci sia libertà di informazione è una gran buffonata! In Italia tutti ssnno quello che devono sapere per non rompere i coglioni. 
    MESSORA SI CONTENGA !
    E adesso Cristiano ?

  • Scusate più di una volta mi è stato riferito da persone che vivono a L'Aquila e da chi a L'Aquila si è fermato magari per una prestazione in ospedale o per altri motivi che già qualche giorno prima del 6 Aprile erano pronti circa 2000 sacchi per cadaveri e altrettante bare come se ci si aspettasse una tragedia molto più grande di quanto non lo sia comunque stata. Certo penste se il 6.3 si fosse verificato 6-7-ore più tardi.
    Qualcuno ha notizie in merito o è solo una diceria nata in un momento di disperazione?
    Grazie

    • La storia dei sacchi già pronti non è vera.Per conoscenza diretta, ed avendo assistito a questa "buffa" impreparazione, posso dire che nei giorni successivi il 6 aprile la Prot civile si è mossa per reperirli in una quantità non modica, trovando tra l'altro qualche difficoltà nel reperirli(poi risolta). Non c'era nessun piano che riguardasse le salme ed addirittura ci sono stati degli esposti sulla scandalosa gestione delle stesse, che è stata dapprima improvvisata, poi, criminalmente, sfruttata.
      Saluti

  • A proposito dei supersistiti del vajont, ieri ai tg nazionali, quelli che assicurano la libertà di informazione, passa esplicitamente il messaggio che i cittadini che vivono in alcune città francesi che hanno le centrali nucleari sul loro territorio, sono unanimamente felici ed entusiasti di tale presenza per tutti i benefici che porta. Che si portassero a casa anche i rifiuti e le scorie nucleari che sono nelle 54 navi affondate davanti la calabria di cui i pesci ricchi di omega 3 si stanno cibando. Non si sa da dove provengano, ma visto che amano queste attività nucleari potrebbero accoglierle con entusiasmo. Secondo il tg itagliano. Dove ogni giorno si rincoglioniscono milioni di italiani  e formano le loro idee politiche e sociali. Altro che 3-4 trasmissioni saltuarie della sinistra che tentano di ristabilire almeno parzialmente un po di verità.

  • Ho visto stamani il video ed essendo un aquilano che ama la verità a tutti i costi, l'ho subito linkato sul mio facebook grazie al link che claudio ha scritto, qualche aquilano non ci crede a queste cose ed è perplesso come si fa a far capire agli aquilani perplessi che non sono solo parole finte? No perchè se noi vogliamo sensibilizzare le alte cariche istituzionali a credere a questo dobbiamo prima di tutto prima sensibilizzare la gente normale non credete? Comunque sarebbe molto bello se domani alzandomi o oggi stesso si dicesse che un magistrato ha inquisito bertolaso e compagnia per strage.

  • Un sentito ringraziamento per il lavoro da te svolto. Da aquilana posso solo augurarmi che questa politica di silenzio finisca presto. Loro sapevano e troppo è stato taciuto. Mentre vedevo e sentivo il filmato ho avuto i brivdi, sentimenti di rabbia, odio  e dolore. POTEVANO ESSERE SALVATI. Queste sono anche le parole dette dal capo della protezione civile. Mi auguro che un giorno questo video esca da qui e venga trasmesso anche in televisione.
    Solo una cosa, volevo smentire il fatto che la De Amicis fosse aperta perchè, subito dopo la scossa del 30, è stata chiusa per motivi di sicurezza, in quanto avava subito seri danni. NON E' MAI STATA RIAPERTA. Vorrei, dato le eloquenti immagini, che fosse specificato in qualche modo.
    Vi ringrazio ancora di cuore.

  •  

    Guido Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi e Massimo Cialente, in uno stato normale dovrebbero essere sospesi dal loro incarico e indagati per omicidio di massa. Quel terremoto di giorno avrebbe ammazzato molte più persone, soprattutto ragazzi e bambini! 

    ASSASSINI! E COMPLIMENTI ALLA RAI CHE COME LA MEDIASET CI NASCONDE NOTIZIE IMPORTANTISSIME… IL CANONE MIO NON LO VEDRETE PIù NEMMENO CON IL CANNOCCHIALE! DISONESTI!
     
    Comincia a richiedere la scorta!!!
  • Servizio magnifico!!!

    Guido Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi e Massimo Cialente, in uno stato normale dovrebbero essere sospesi dal loro incarico e indagati per omicidio di massa. Quel terremoto di giorno avrebbe ammazzato molte più persone, soprattutto ragazzi e bambini!

    Comincia a chiedere ai tuoi lettori una scorta lol
     

  • Siete grandi! A nome mio e di tanti altri aquilani come me non posso fare altro che ringraziarvi di cuore per la devozione e l'impegno che state investendo in questa causa. Grazie davvero Claudio, grazie Cristian!!!
    E' ora di fare giustizia, ed in primo luogo la si può fare facendo informazione vera, seria e non condizionata!

  • L'uso che si stà facendo della libertà di espressione in certi spazi autogestiti e senza alcun contraddittorio denominati "Blog" è semplicemente criminoso. Le falsità contenute in questi pseudo-reportage è da farabutti e assolutamente al di sopra del diritto di cronaca. Invito il signor Messora, Messori… Messori o Messora?… Messore, a cambiare mestiere! Ho detto criminoso?Non l'ho detto! Intendevo, comunista eversore.

    A parte gli scherzi non ho parole per elogiarti, non so come ci riesci.
    6 un grande Claudio!

    Purtroppo non ho la possibilità di seguirti sempre, scusami se questa domanda ti sembrerà sciocca, ma, come stà andando la realizzazione de sito+DVD per Giuliani?

  • il premier: subito un decreto legge per fermare i terremoti e le alluvioni!
    (ma non sarebbe meglio se andassero a fare in c…?)

  • Caro Messora,Hai fatto proprio un grande scoop bravo,mi preocupo un po'per la tua incolumità in questa italia di merda non si sa mai,hai sentito quello che è successo a Ruotolo di anno zero,ho l'impressione tu stia schiacciando i piedi alle stesse persone.ancora una volta complimenti,ma stai molto attento,come dicono da noi in germania" tieni le orecchie dritte"
    saluti Giuliano da Berlino

  • grazie per quello che fate. ho una domanda:

    nel filmato si sente giuliani che racconta di aver detto al sindaco di sulmona (che gli chiedeva conto delle voci allarmistiche su un probabile terremoto a sulmona): "noi non lo possiamo prevedere… io posso vedere fra due o quattro ore".

    come si concilia questa dichiarazione con quelle riferite dall'operatore rai, secondo cui giuliani avrebbe detto di prevedere un forte terremoto entro la settimana?

    in altri termini: qual e` davvero la capacita` predittiva del sistema di rivelatori di radon curato da giuliani? con quanto anticipo produce previsioni significative?

    grazie ancora.

    • No.. non ha detto quello Giuliani, E' in corso la pubblcazione dei sottitoli. L'audio originale non è buono perché il microfono doveva essere tenuto a grande distanza, per non insospettire Giampaolo

  • Per l'ennesima volta vedo una cosa che non va e mi viene in mente un titolo che ben la rappresenta: Niente di nuovo sul fronte occidentale…

    Claudio, fino a quando sarà possibile sostenere/sponsorizzare il documentario su Giuliani?

  • Marco Tiziani ha scritto :
    " come stà andando la realizzazione de sito+DVD per Giuliani? "

    Male… nel senso che andrebbe bene: ho tutto il materiale grezzo pronto e nessun tempo per iniziare a montarlo. Come non ho tempo di andare dal medico, a far riparare il parabrezza, dal commercialista..

    Ma troverò presto la soluzione. Il prossimo grande impegno sarà la realizzazione del DVD.

  • La solita storia… in questo servizio non si vede niente e non si dice niente; cìè il treno, il viaggio, la stazione e poi si mormora, si parlucchia, si inquadricchia (dov'è il soffitto CROLLATO?) si fa presto a dire che sono i fatti ma io sento indecisione, parole a metà, qualche immagine di calcinacci, la voce ed il volto di Giuliani che parla in un posto (quale?) in un giorno (quale?) e non ci mostra niente, nemmeno una spiegazione tecnico-scientifica; se ne parla sì ma non si vede e non si sente questa spiegazione. Se questa cassetta assassina doveva arrivare a far capire, scusate ma non ho nè visto nè capito, ho solo visto e sentito una persona tale Cristiano D. che non so chi sia davvero! O ci si presenta o si sta zitti, dov'è l'informazione? A metà? Son capaci in molti.

  • trovo vergognoso il silenzio di chi sa e non parla per non creare "falso" allarmismo. grazie messora per darci l'opportunità di vedere quello che i grandi vorrebbero nascondere!

  • grazie Claudio, sono rimasta senza parole,questo video dovrebbe andare dritto nei tg di prima serata e quelle persone finire dritte in galera dando le chiavi alle mamme,ai papà e ai figli delle persone che purtroppo non ci sono più e mi dispiace anche per Cristiano che si è dovuto tenere tutto dentro e mi auguro che questo non gli si ripercuota contro,siete grandi avete tutto il mio appoggio e penso anche dalla maggior parte del forum. un caro saluto a presto

  • solo:   …un Grazie!
    Cercherò di divulgare un pò questo video!

    (PS. Per chiunque abbia info a riguardo : Stamane c'è stato un 2.1 sul Gran Sasso, ad una profondità di 23,5 Km, questa cambiamento di profondità sta a significare qualcosa di particalare o è del tutto insignificante? In profondità ci sono faglie differenti che potrebbero non aver scaricato e che potrebbero influire su quelle della Conca Peligna? Grazie)

  • Devo dire la mia perchè se si parla di libera informazione vanno chiariti alcuni aspetti. Io ero a L'Aquila, da Gennaio seguivo tutto quello che girava intorno allo sciame in maniera molto minuziosa e mi sono interessato  alla ricerca di Giuliani che stimo tantissimo ed il suo metodo vi do la mia parola..funziona.
    Detto questo ci sono alcune cose che non quadrano in questa ricostruzione. 1) Nel video non si vede Giampaolo che dice che entro una settimana ecc…2)Il 31 Marzo Giuliani rilasciò un intervista al tg5 che fu mandata in onda nella quale affermò l'esatto contrario di quello che sostiene l'operatore rai. .Disse che tutti gli anni c'era questo sciame ma più debole e che quindi tutto sarebbe andato scemando.Ora, non dirlo perchè si è denunciati ok, ma dire il contrario no, non è possibile 3) Il suo metodo da una possibilità di previsione a 6-24 ore, (sembra ora che dai dati su questo terremoto si sia capito che c'è la possibilità di capire anche prima,ma ora non prima del 6 aprile.Questo lo dice Giuliani in un'intervista a byoblu). Quì parliamo di una settimana prima.
    Non scrivo per criticare o cos'altro in quanto screditare Giuliani è la mia ultima intenzione ma penso che le critiche che si possono muovere a questo servizio possono screditare Giuliani..il suo metodo ripeto funziona ed il 5 aprile segnalo la possibilità di una forte scossa. Scrivo per farvi capire  che i tre punti sopra possono essere argomentati da chi nel filmato viene accusato in quanto non si sente Giampaolo dire ciò che afferma l'operatore.
    Aggiungo infine che una cosa è certa cmq…il 5 aprile era salito il radon e Cialente che aveva contatti con Giuliani di sicuro era stato informato al contrario di quello che in tv lui sostiene.

  • sinceramente ha scritto :
    "Nel video non si vede Giampaolo che dice che entro una settimana ecc…

    Per quella frase testuale c'è la testimonianza di Cristiano, operatore RAI che vedi nell'intervista, e del secondo operatore, quello con la videocamera, che mi ha avvicinato a L'Aquila il 6 aprile raccontandomi tutto. Purtroppo registravano di nascosto e non registravano tutto. Inoltre ci sono due cassette, io sono venuto in possesso solo della seconda. In ogni caso, quello che conta è che mentre istituzionalmente passava il messaggio che non c'era pericolo, c'era un ricercatore accreditato (gli credeva Cialente e gli credeva il commissariato di Polizia, lo si evince da altre parti della cassetta che non ho pubblicato per ragioni di spazio, di narrazione e di complicazione nell'editaggio (ho dovuto cammuffare il giornalista RAI perché non doveva essere coinvolto) che avvertiva che un nuovo sisma più forte poteva verificarsi. E, soprattutto, le due telefonate di alti profili istituzionali, che Cristiano conosce benissimo, come li conosciamo tutti, ma dei quali non può fare esplicitamente il nome per ovvi motivi, che non avrebbero mai dovuto chiamare una troupe RAI di ritorno da un servizio e censurare, bypassando qualsiasi redazione e/o struttura interna. Questo è il messaggio principale dell'intervista


    Il suo metodo da una possibilità di previsione a 6-24 ore, Quì parliamo di una settimana prima.


    Vero, ma per un sisma di forte intensità il metodo supera abbondantemente le 24, credo arrivi addirittura alle 72 ore. Sembra quindi ragionevole che Giuliani possa aver detto "entro una settimana" ci potrà essere un sisma ancora più forte del primo.

    Cialente che aveva contatti con Giuliani di sicuro era stato informato al contrario di quello che in tv lui sostiene. 

    Sicuramente sì. In un altro spezzone del servizio originale, si vede Giuliani che risponde al commissario o il vicecommissario di polizia, che crede alla sua tecnica, per dargli aggiornamenti, e il giornalista RAI, che aveva parlato con Cialente fino a pochi istanti prima (Cialente stesso è presente al servizio) dice a Giuliani: anche il sindaco ci crede.
    Non l'ho pubblicato per le stesse ragioni di cui sopra. Magari lo farò in seguito.

  • Anche a voler dare del pazzoide a Giuliani, anche a non voler vedere complotti dietro ogni angolo, anche a voler apprezzare il lavoro delle migliaia di volontari della protezione civile… questo intervento lascia un brivido che ti entra nelle ossa e non ti molla piu'…

  • ho trovato una bella rima Claudio:

    spegnete la tv , accendete byoblu !! 🙂

    eheh.. cmq un giorno mi dovrai spiegare come cavolo fai a fare tutto questo popo di lavoro da solo !!

    sei una bestia claudio !! semmai dovresti essere di passaggio ad  Ascoli Piceno.. fammelo sapere.. mi farebbe davvero piacere conoscerti 😉

  • Claudio sei grande!!!!!!!!!!!!!! Un GRAZIE dal profondo del cuore per la tua libera informazione, così che tutti possono sapere quello che è successo veramente all'Aquila!!! Un ringraziamento va anche all'operatore Rai!!! Farò il possibile per far girare questo video. Continua così!!!

  • Claudio sei GRANDE!!!. L'Italia pulita è tutta con Te, e con persone che come te hanno il coraggio di affrontare argomenti scottanti, che purtroppo danno fastidio a molte "persone" per non dire "bestie". Grazie, grazie,grazie!!!

    • Terremoto dell'Aquila del 2009 [modifica]

      Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terremoto dell'Aquila del 2009.

      In un'intervista risalente al 25 marzo 2009 Giuliani dichiarava:

      Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella di L’Aquila.[22]

      E proseguiva dicendo:

      Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.[23]
  • So che magari sono insistente ed inopportuna…però gentilmente Claudio puoi chiedere a Giuliani cosa sta succedendo a Campoli appennino? Dobbiamo preoccuparci?ci sn state due scosse da tre poco fa a distanza di pochissimo…Si dice che Campoli sia stata costruita su un vulcano inattivo. Qualcuno che sa qualche aggiornamento magari letto su facebook? lo può gentilmente riportare qui?GRAZIE. mi scuso.

  • Ciao a tutti
    Davvero interessante questo video,complimenti.
    Vorrei aggiungere una cosa.
    Abito a Sora,e si sta presentando una sequenza sismica molto preoccupante,mi ricorda quella che ho vissuto all'aquila tra gennaio e febbraio.
    Da ieri ad oggi ci sono state ben 80 scosse(sia strumentali che percettibili) di cui circa 5 del 3° grado.

    Sarei davvero interessato se possibile ad un opinione di Giampaolo Giuliani in merito

    Ciao e grazie

    Fabrizio

  •  Per Claudio, ArK, Archi. Sono aquilana, volevo fare una precisazione: il tecnico della RAI ha dato un'informazione non esatta. La scuola De Amicis non è stata riaperta più dalla scossa del 30 marzo. Il Sindaco, dopo la scossa del 30 marzo, chiuse le scuole per due giorni e precisamente il 31 marzo ed il 1 aprile. Il due aprile tutte le scuole riaprirono, tranne la De Amicis, che avrebbe riaperto dopo le vacanze di Pasqua, ma in un'altra sede che si stava cercando. Questo ve lo posso dire con certezza, perché non è giusto che vanno in giro delle notizie non esatte. 

    • grazie per la precisazione, fa capire che almeno qualcuno è dotato di coscienza. ovviamente nn mi riferisco ai capi della protezione civile.

  • lasolitastoria come si dice da noi "a buon intenditore poche parole", se vuoi capire capisci!!!Io posso solo dire ke + vedo sto video + mi viene rabbia, ora attendo con ansia che ci sia fatta luce su sto fatto davanti a giudici voglio proprio vedere cosa raccontano sti buffoni dell'ingv!
    Ah na cosa Claudio te lo scrivo anke qui: ci sono qualkosa come 80 scosse nella zona di cassino oltre ad un casino di scosse da 3 chiama Giampaolo xkè qui si stanno preoccupando in tanti, basta ke vedi i commenti che stanno nel video giuliani 2 Ottobre!.
    Ti prego informati almeno x placare gli, animi , secondo me non è una cosa seria, ma solo Giampaolo può chiarirci la situazione!

  • un altra cosa cosa ci sarà all'università di teramo(io frequento quella università) ma di sta cosa sul web 2.0 caso giuliani non ne so nulla puoi spiegarmi?
    Se scendi avrei il piacere di conoscerti!!!

  • Io studio all'Aquila e avevo preso una casa in affitto, ora inagibile.
    La scuola De Amicis non credo sia rimasta aperta dopo quel 4.5  del 31 marzo a cui sono stata presente.
    Mi ricordo di esserci passata durante una passeggiata del 2 aprile con il mio ragazzo, sapevamo perchè si era detto che c'erano stati dei crolli dentro.
    Per quanto riguada la cassetta nascosta, pure io penso che si potevano evitare tutti questi morti.
    Mi dispiace per la protezione civile ma noi studentesse non ci credevamo alle loro parole, chiamammo i vigili del fuoco per ispezionare la casa e ci dissero che la nostra in pratica era così vecchia e pericolosa come concepita che era meglio andarsene(il tutto in tono ironico comunque, poichè nessuno o quasi si aspettava un terremoto simile).
    Dopo il terremoto ho provato rabbia verso la protezione civile e rabbia verso i telegiornali!
    Nessuno di loro si è degnato di avvertire e di dire qualcosa per mettere in sicurezza i cittadini dell'Aquila e i non residenti! Nemmeno i sismologi!
    Io stessa ho intutito che durante l'ultima settimana prima del 6, la più brutta della mia vita all'Aquila!(continue scosse giorno e notte dopo quella di 4.5)l'intensità delle scosse aumentava gradualmente e non ci vuole la scienza per capire che qualcosa non va!
    Anche un geologo lo saprebbe, infatti in tv da un programma si è saputo che i geologi lo sapevano ma erano impossibilitati a parlare, loro sapevano che la situazione era grave.
    Prima del 6 L' Aquila era già nel panico, la gente cercava di vivere però sotto sotto avevamo paura, io il terrore perchè sentivo che non era sicuro stare lì quella settimana, lo dissi pure alle mie coinquiline e a mia cugina di non tornare all'aquila, e quando tornai a casa dissi ai miei "L'Aquila deve essere evacuata"
    Potevo esserci anch'io quella notte!!!!!!!!
     E non ci sono stata  per volere del destino, stavo dall'altra parte della montagna
    Voi che potevate avvertire la gente di quella città e i paesini lì intorno non l'avete fatto.
    Avete taciuto e ora ne pagherete le conseguenze che solo Dio sa quali saranno.
    Verrà un giorno in cui dovrete rendere conto a lui delle vostre azioni come tutti noi…

     

  • Ciao a tutti,

    non so se qualcuno lo ha gia' precisato, ma visto che non ho letto tutti i commenti mi permetto di precisare una circostanza che e' emersa nel filmato ma che e' "clamorosamente" falsa: le scuole dell'Aquila (tutte le scuole) i giorni 31 marzo e 1 aprile sono rimaste chiuse per accertamenti, a seguito dei quali due scuole, tra cui la De Amicis, sono state "definitivamente" chiuse. Sinceramente l'ostentata sicurezza con cui l'intervistato ribadisce piu' volte che quella scuola era aperta il giorno dopo, mi fa dubitare anche delle affermazioni che egli attribuisce a Giuliani sulla previsione del terremoto, ma che nel servizio non e' dato sentire per bocca di Giuliani. Da aquilano informato sui fatti sentivo di doverlo precisare.

  • Ciao a tutti,

    riposto un messaggio che pensavo di aver gia' postato, ma che non ho visto nei commenti.

    Non so se qualcuno lo ha gia' detto, ma visto che non ho letto tutti i commenti, mi permetto di fare una precisazione doverosa, visto il tono dei primi commenti che ho letto: l'intervistato ribadisce piu' volte e con ostentata sicurezza il fatto che la scuola De Amicis fosse aperta nei giorni successivi alla scossa del 30 di marzo. Ma come se l'e' inventata questa grande cazzata? Io sono aquilano e ho tre figli che vanno a scuola all'Aquila e quindi so bene che nei giorni 31 di marzo e 1 di aprile le scuole dell'Aquila (tutte le scuole) sono rimaste chiuse per accertamenti a seguito dei quali due scuole, tra cui la De Amicis, sono state "definitivamente" chiuse. Una persona che fa delle affermazioni cosi' clamorosamente false non mi ispira molta fiducia, per cui francamente stento a credere alle altre affermazioni  sulla presunta previsione del terremoto da li a una settimana,visto che nel servizio non e' dato sentire queste affermazioni per bocca di Giuliani. 

  • […] per la ricostruzione. I giornalisti che giravano i servizi e le alte cariche delle istituzioni che chiamavano per non mandarli in onda. E gli scienziati che facevano la guerra ai ciarlatani, ed era più importante vincere la loro […]

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