Il vero costo dei crocifissi

  La Chiesa costa ogni anno ai contribuenti italiani circa 4 miliardi e mezzo di euro. Più del costo del sistema politico. Mezza finanziaria. Quella che presentiamo qui non è che la stima ottimistica. Ce ne sono alcune che arrivano anche a 9 miliardi di euro all’anno.

 L’otto per mille, grazie ad un meccanismo messo a punto a metà degli anni 80 da un consulente del governo Craxi di nome Giulio Tremonti, assegna alla Chiesa Cattolica anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza. Per fare un esempio, fatta 100 la base dei contribuenti, se ce ne sono 40 che mettono una croce su uno dei destinatari possibili dell’8 per mille, e 30 di questi scelgono la Chiesa Cattolica, i tre quarti degli altri 60 contribuenti che non hanno espresso alcuna preferenza – ben 45 persone – si troveranno a devolvere il loro 8 per mille al Vaticano. Da 30 preferenze reali a 75 con un colpo di bacchetta magica degno di Harry Potter. Un giochetto che porta nelle casse della Chiesa Cattolica circa un miliardo di euro ogni anno. Nel resto dell’Europa diversamente religiosa, naturalmente, la contribuzione è non solo volontaria, ma le quote derivanti dalle preferenze non espresse restano allo Stato.

 Se siete deboli di cuore non leggete la prossima frase. L’Art.47 della legge 20 maggio 1985, n. 222 stabilisce che ogni anno, entro il mese di giugno, lo Stato corrisponde alla Conferenza Episcopale Italiana un anticipo calcolato sulle preferenze espresse dell’anno precedente. Avete capito bene: voi anticipate ogni anno le tasse e l’Iva sulla base dei vostri guadagni passati e della presunzione di quelli attuali. Se non avete guadagnato dovete giocoforza andare a rubare. Lo Stato, viceversa, prende i vostri anticipi e li anticipa alla Chiesa Cattolica. Che glieli abbiate dati o meno. Nel 2007 abbiamo anticipato alla CEI 354 milioni di euro.
Un altro miliardo se ne va per gli stipendi ai circa 22 mila insegnanti di quella che impropriamente viene chiamata ora di religione. In realtà, anche tecnicamente, si chiama Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), anche se lo stato non sa bene cosa effettivamente si insegni durante le lezioni, come sostenne lo stesso Berlinguer in un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana. Quello che è certo è che i docenti – pagati dallo Stato italiano – che si azzardano ad accennare alla storia delle altre religioni o a diverse concezioni del mondo, vengono licenziati (in un caso su 250).
Almeno 700 milioni vengono versati da tutti noi per le convenzioni su scuola e sanità. Nel solo 2004, le scuole cattoliche hanno beneficiato di 258 milioni di euro di finanziamento, 44 milioni per le cinque Università cattoliche, 20 milioni per il Campus Biomedico dell’Opus Dei, portati a 30 dall’anno successivo. Con la circolare ministeriale 38/2005, le scuole non statali hanno raddoppiato le elargizioni: 527 milioni di euro, portati a 532,3 milioni a fronte dei tagli all’istruzione. Si impoverisce l’istruzione per tutti, si arricchisce l’istruzione per pochi. Più siete ignoranti, più siete propensi a votare per maghi, ballerine, showgirl e presentatori.
Le convenzioni pubbliche con gli ospedali cattolici ammontano poi a un altro miliardo di euro. Quelle con gli istituti di ricerca a circa 420 milioni mentre le case di cura raggranellano la bellezza di 250 milioni di euro.
Poi ci sono le regalie una tantum. Il Giubileo è stato finanziato con quattro spicci: 3500 miliardi di lire. Uno degli ultimi raduni di Loreto ci è costato 2,5 milioni e così via, per una media annua di circa 250 milioni di euro.
Il mancato incasso dell’Ici vale circa 700 milioni di euro all’anno, ma c’è chi – per esempio Piergiorgio Odifreddi – valutando il patrimonio immobiliare della Chiesa in alcune centinaia di miliardi di euro, arriva a considerare il mancato gettito fiscale pari ad almeno 6 miliardi di euro. Lo sconto del 50% su Ires, Irap e altre imposte ci costa più o meno 500 milioni. L’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, con i suoi 40 milioni di pellegrini che ogni anno vanno avanti e indietro dall’Italia, ammonta ad altri 600 milioni di euro.
A questi dati, aggiungo i 52 milioni di euro che ho calcolato personalmente nell’articolo Tele-Vaticano: il subappalto alla Chiesa Cattolica di oltredueterzi del palinsesto del servizio pubblico televisivo, che il trattato di Amsterdam ci obbliga a ricollegare direttamente alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società, e all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione.
Non esiste un altro paese che spende altrettanto per il costo di una religione. Nessun altro paese laico, ovviamente.
A fronte di tutto questo, ieri la Chiesa Cattolica ha diramato un comunicato dove afferma che “non è certo espressione di laicità, ma la sua  degenerazione in laicismo, l’ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione“. Non oso immaginare quale tributo di sangue dovremmo pagare se non fossimo così ostili a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione. L’Avis al confronto è uno spaccio di succhi di frutta.
Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Anche la Chiesa, come la RAI fa con l’AGCOM, deve inviare un resoconto dettagliato allo Stato italiano sull’utilizzo delle somme derivanti dall’incasso dell’otto per mille. L’articolo 44 della legge 20 maggio 1985, n. 222 dispone che la Conferenza Episcopale Italiana trasmetta annualmente all’autorità statale competente il rendiconto relativo all’effettiva utilizzazione delle somme di cui agli articoli 46, 47 e 50, terzo comma, della stessa legge.
Se avete presente gli spot elettorali della CEI per incentivare la preferenza sull’otto per mille, quelli con la musica strappalacrime e i bambini africani che spalancano enormi occhioni scuri provati dalla fame, sapete bene che il mantenimento delle missioni e gli interventi caritativi nel mondo sono un argomento efficacemente usato per convincervi ad apporre la famigerata x. Stupisce quindi che gli interventi caritativi a favore dei paesi del terzo mondo, nel rendiconto relativo all’utilizzazione delle somme pervenute nel 2007, assommino a soli 85 milioni di euro, circa l’8% del totale ricevuto. C’è poi un 12% utilizzato per interventi di carità in Italia e il resto serve all’autofinanziamento: il  35% va agli stipendi dei quasi 40 mila sacerdoti italiani, mentre mezzo miliardo all’anno viene speso per imperscrutabili esigenze di culto, spese di catechesi, attività finanziarie ed immobiliari. “Il Vaticano è il più ricco Stato del mondo per reddito pro capite.” [Curzio Maltese, La Questua, Feltrinelli] “La Chiesa sta diventando per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo.”
 No, non l’ho detto io. L’ha detto trent’anni fa un teologo progressista: Joseph Ratzinger.
Credete ancora che il vero problema siano i crocifissi nella aule?

74 commenti

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    • La ragione c’è eccome!

      Lo stato è laico ovvero non dipende dall’autorità ecclesiastica.

      Le scuole sono istituzioni pubbliche e come tali devono mantenere la laicità dello stato.

       

      Per oltre 80 anni le scuole hanno sempre fatto di testa loro non era assolutamente previsto il crocifisso nelle scuole.

       

      Il ricorso lo ricordo bene è stato fatto da una coppia sposata italiana ed atea.

       

    • non si deve essere obbligati a subire le credenze degli altri, ognuno ha il diritto di credere o no in quello che vuole senza subire la fede più diffusa in italia.
      lo stato, almeno sulla carta, è laico e le proprie credenze si possono manifestare nei luoghi di culto appropriati.
      pure l’ora di religione è assurda per come la vogliono, solo cristianesimo… e gli altri? questa, oltre ad essere discriminazione, è un’invasione della sfera privata ed un andare contro agli insegnamenti dati dai genitori in ambito religioso.
      il problema è appunto per i più piccoli, avere questi simboli appesi a scuola, fa supporre che siano reali, il che già va contro logica e i primi insegnamenti su come si è creato l’universo, i bambini vengono già obbligati ad andare a catechismo che li induce sotto minaccia dell’inferno a sottostare ad un modo di fare e pensare opprimente.
      ci sono altre "sette" pseudo cristiane che solo quando si è maggiornenni si può ufficialmente entrare, in questo caso si ha la libertà di professare un culto.

  • ed invece e’ proprio quello il problema!

    E’ pur sempre una firma, un’invasione di campo, una istigazione al cristianesimo,come mettere un paletto nella proprieta’ di un altro contadino, non si deve piu’ continuare a farlo, da li poi si iniziera’ a fare il resto, ‘dio volendo’ ….

     

    • no il problema è che ci si dimentica che le nostra tradizione e culture… derivano dallo sviluppo dell’intelletto sempre più imminente dai tempi dei filosofi greco-romani.. il crocifisso cosa c’entra??!

  • Claudio, vedo che quando parli/scrivi di vaticano & c il tuo consueto trasporto si trasforma in una “furia” che semplicemente mi coinvolge e mi fa venire i brividi. è vero cz, chi se ne frega del crocefisso, ma veramente. siamo uno stato(se per caso qualcuno volesse ancora chiamarlo tale) a stretta gestione clericale. semplice, tutto qua.

    ma, dico, la UE non potrebbe andare a vedere come stanno veramente le cose? cioè, se anche è arrivata una segnalazione, com’è che nessuno pensa di indagare un po, come fai tu, invece di menarsela su questa scemenza del crocefisso?

    si dirà: gli stati membri (e sicuramente l’italia è più “membro” degli altri) autogestiscono i rapporti con gli altri stati, come per es lo stato vaticano.

    OK, possibile che non venga in mente a nessuno di sputtanerci, almeno quello.

    la nostra è una situazione allucinante. dovremmo essere trattati come “caso” clinico e studiati avidamente da illustri sociologhi, psicologhi etc.

    non lo so, il pensiero che “quasi nessuno” sia al corrente della condizione di vera e propria schiavitù cui è sottoposto il popolo italiano mi sembra raccapricciante.

    aiuto!!!!!!!

    PS: lo hai mandato a Sona Alfano? ho notato che la Signora non ha peli sulla lingua nel parlamento europeo

  • per me il crocifisso è un problema facilmente risolvibile.

    Basterebbe fare una semplice votazione in ogni classe sul tenerlo o meno. Se la maggior parte della classe è cristiana o comunque non da fastidio non vedo perchè lo debba togliere.

  • Mursico ha scritto :
    per me il crocifisso è un problema facilmente risolvibile. Basterebbe fare una semplice votazione in ogni classe sul tenerlo o meno. Se la maggior parte della classe è cristiana o comunque non da fastidio non vedo perchè lo debba togliere.

     

    eh già non vedo il perché te lo spiego subito.

    Per oltre 80 anni le scuole hanno fatto come pareva a loro mettendo sti crocifissi..

    il fatto è che se non è previsto da nessuna legge.. la cara scuola.. che ricordo è pur sempre istituzione pubblica, deve rispettare il principio di laicità dello Stato…

    lo Stato è estraneo alle autorità ecclesiastiche.

    qUINDI via i crocifissi GRAZIE!

  • signori , nonostante possa essere un discorso interessante, credo che sia semplicemente fumo negli occhi. C’è una sentenza che di per se non obliga nessuno a tirare giu Cristo dal muro ne tantomeno è un affronto alla chiesa e bla bla bla.

    Lo scopo della polemica tutta italiana è un altro, il fatto che la notizia venga riportata in un certo modo e che alcuni politici ci si buttino a capofitto imbeccati dai giornalisti serve a farlo diventare un caso, uno scontro del tutto inutile che distrae da altro.

    L’unico motivo che mi spingerebbe a interessarmi di una polemica Stato-Chiesa sarebbe se finalmente ci si svegliasse e si chiedesse a gran voce di eliminare i privilegi economici e fiscali di una chiesa che prende moltissimo dallo stato e non da in egual misura.  Il crocifisso può restare , si può togliere, se ne possono mettere due o affiancargli maometto e buddha.. non cambia nulla.

    Ma è ovvio che se la Chiesa fa finta di sentirsi attaccata per una cazzata del genere e i politici gli vanno dietro, significa che togliergli i VERI privilegi sarà impossibile.

  • Nulla da ridire. Vorrei solo fare una precisazione:

    Il Vaticano porta moltissimo turismo da tutta Europa.

    Molti bar, alberghi, ristoranti ecc a Roma stanno in piedi proprio grazie a questo.

    Questi soldi non sono solo un "regalo", ma un investimento.

    Un domani, quando verrà la mia ora, sarò felice di avere un degno funerale in un bellissimo luogo, ricco, accogliente, pulito ecc, la Chiesa del mio paese.

    (Non sono praticante, non condivido molte idee della Chiesa, sono per una chiesa povera).

  • Claudio, condivido la tua analisi precisa e puntuale sui soldi che versiamo allo stato vaticano, ma per quanto riguarda l’insegnamento della religione nella scuola vorrei portare la mia testimonianza di insegnante.

    Nella media dove lavoro ci sono 2 insegnanti: una è laureata in teologia, l’altro no. La prima insegna storia delle religioni e come lavoro interdisciplinare con la mia materia (inglese) ha sempre svolto attività integrative, parlando delle religioni dei nativi del nord America e dell’Australia, dei Celti, del’induismo ecc. E a onor della verità non è stata mai osteggiata da nessuno e tanto meno licenziata. Quindi mi chiedo come mai affermi “Quello che è certo è che i docenti – pagati dallo Stato italiano – che si azzardano ad accennare alla storia delle altre religioni o a diverse concezioni del mondo, vengono licenziati.” Sono 20 anni che insegno e sinceramente nelle varie scuole dove ho lavorato non mi è mai capitato di sentire una cosa del genere. L’altro insegnante, durante la sua ora insegna chitarra e fa cantare canzoni che di religioso hanno ben poco: pop italiano, canzoni natalizie, sulla pace ecc. Entrambi i docenti affrontano e discutono con i ragazzi problemi di attualità, sociali, relativi all’ambiente. Ma immagino che ci siano anche docenti che fanno catechesi, ma a me non è mai capitato di incontrarli.

    Credete ancora che il vero problema siano i crocifissi nella aule?” come dici tu questa sì è la vera domanda che ci dovremmo porre. Vogliono togliere, mettere i crocefissi nelle aule? bastasse questo per rispondere e risolvere la domanda che hai sollevato, direi magari. Questo è un falso problema: tigna per qualcuno, questione di principi per altri, sta di fatto che veniamo regolarmente rapinati dallo stato vaticano ed i nostri soldi vanno a rimpinzare le già ricche banche vaticane, con o senza crocifissi.

    Certo è che in un qualsiasi luogo pubblico o si permette a tutti di esporre i propri simboli religiosi o non lo si permette a nessuno. La nostra tradizione cristiano-cattolica, come la rivendicano in molti, è diventata anacronistica e pertanto non la trovo una buona motivazione da addurre.

    A me personalmente la presenza del crocifisso lascia indifferente, non mi sento né manipolata né istigata al cattolicesimo. D’altronde anche i mussulmani, che secondo la sharia non possono rappresentare e mostrare immagini di Allah, riconoscono la figura del Cristo come un profeta alla stregua di Maometto.

    La fede è un percorso personale che non credo possa essere insegnato da nessuno e non sono certo le immagini che ci infondono fede o il credo in una determinata religione.

    • Un bel giorno, quando avremo superato i meccanismi vittimari che pervadono ancora la stragrande maggioranza delle pratiche discorsive e delle ideologie, ci dovremmo confrontare tutti con la responsabilità, ovvero con la libertà intesa, tra l’altro, come la fine del principio di delega…

      Forse allora, quando non vi sarà più nessuno ad ascoltare il papa la domenica, la si finirà con questi privilegi di casta (il clero, in questo caso) concessi dalla cattiva coscienza dello Stato. E forse allora il crocifisso potrebbe testimoniare di una forma primitiva (ma molto efficace e… raffinata) di dominio dell’uomo sull’uomo (non c’è miglior giogo di quello che si applica sulle coscienze e che si appella allo “spirito di vendetta”, al ressentiment).

  • Vale la pena segnalare, poi, che gli insegnanti di religione, pagati dallo stato, percepiscono stipendi, anche se di poco, mediamente più alti dei normali insegnanti assunti per pubblico concorso – quelli di religione se non ricordo male vengono nominati dal vescovo o dalla curia.

    Giusto l’anno scorso – non mi pare che i giornali ne abbiano parlato – un professore di Roma ha vinto una causa a questo proposito: http://tinyurl.com/cevomc

     

    • Oltre a quello che hai evidenziato, i docenti di religione (normalmente ex-catechisti), non solo non si fanno anni di precariato ma non si sono mai sottoposti alla prova del fuoco “COME SOPRAVVIVERE AL PROVVEDITORATO DI ROMA SENZA FARSI VENIRE L’ESAURIMENTO NERVOSO”. Inoltre mentre gli altri insegnanti ogni anno devono fare gli esami di licenza media, loro finiscono le attività didattiche a metà giugno. Inoltre se un alunno, come mio figlio, chiede l’esonero da religione non può usufruire del voto di religione (normalmente alto) che fa media per il voto di ammissione! Ma di più, per legge, gli alunni che non si avvolgano dell’insegnamento della religione cattolica, hanno diritto ad usufruire di una copertura didattica per quell’ora. Per ragioni varie e principalmente economiche ed organizzative interne alla scuola, questo servizio di didattica alternativa non viene offerto. Per cui gli alunni generalmente stanno in classe durante l’ora di religione e si autogestiscono come meglio credono.

  • Mursico ha scritto :
    per me il crocifisso è un problema facilmente risolvibile.Basterebbe fare una semplice votazione in ogni classe sul tenerlo o meno. Se la maggior parte della classe è cristiana o comunque non da fastidio non vedo perchè lo debba togliere.

     

    Bravo! Soluzione semplice e brillante!

  • Egregio Claudio Messora, potresti dirci la fonte da cui hai preso tutti quei dati numerici riguardanti i soldi che il Vaticano prende annualmente dallo Stato italiano? Grazie.

    • Certamente. Le fonti sono varie ed alcune sono linkate all’interno dello stesso post (come per esempio il rendiconto 2007 della Chiesa sull’utilizzo dei fondi erogati con l’8 per mille).
      Un’altra fonte è citata sempre nello stesso articolo: Curzio Maltese: “La questa – quanto costa la chiesa agli italiani” – Feltrinelli.

  • Se avete voglia di continuare questo dibattito anche sotto un aspetto più “ideologico”…unitevi al gruppo su facebook “salviamo il crocefisso”, ci sono discorsi anche abbastanza dibattuti.

     

    Premetto che sono d’accordo al 100% con Claudio, il problema non è di certo il crocefisso (che io toglierei).

     

    P.S. é la prima volta che posto qui, prendo occasione per complimentarmi con Claudio, anche se sono una voce tra tante, voglio comunicarti che apprezzo il tuo lavoro e la tua “missione”.

  • Ma che fastidio dà il Crocefisso?

    Qualcuno parla d’istigazione al cristianesimo, perchè il cristianesimo ha una morale malefica? O di amore fraterna e di pace? Manco se uno parlasse dell’istigazione al nazismo! Parliamo di cristianesimo che si fonda su un magnifico uomo che è Cristo ed anche Dio, e con la sua vita ha cambiato il mondo.

    Io non so che fastidio possa dare un esempio come Gesù in classe, ricordando le sofferenza che ha subito per noi e per la nostra salvezza.

    Siamo in Italia, c’è il cristianesimo, che fastidio può dare un crocefisso ad un laico? Manco se ci fosse la faccia un esponente politico sul muro, C’E’ GESU’!

    Siamo in Italia e per la comunità multietnica, sono loro che si devono adattare, e non noi a loro, perchè siamo a casa nostra! Se io vado nelle moschee mi tolgo le scarpe per rispetto, se loro vengono qua guardino pure il crocefisso con indifferenza, ma non che lo vogliono togliere.

    Strasburgo decida a casa sua, e non in quella degli altri.

    IL CROCEFISSO NON SI TOCCA!

  • A prescindere dal discorso del crocifisso, e ricordo a tutti che la religione cattolica non è religione di stato e che non è altresì nemmeno solo un problema di immigrati perchè ci sono italianissimi cittadini che professano altre religioni, al conto credo debba essere aggiunto il consumo di acqua dello Stato del Vaticano, che se non ricordo male viene pagato dall’Azienda che gestisce le acque del Comune di Roma.

    Ecco il link:

    http://www.francarame.it/?q=node/370

     

  • Non è l’accettare le pretese degli immigranti in quanto quelle sono sbagliate a mio avviso come sbagliata è di principio ogni imposizione.

    Ad esempio io critico molto il “pedobattesimo” che è un’imposizione (perchè io mi devo trovare battezzato ad un culto che non ho avuto opportunità nè di scegliere nè di comprendere?). Tu mi parli di Gesù Cristo e di Dio ma io che sono stato battezzato (e si ho pure ricevuto la cresima da giovane senza nemmeno comprendere cosa stessi ricevendo e avendo frequentato un solo anno di catechismo senza aver MAI fatto una “lezione” per intero) non credo in questo Dio…come la metti? Io non credo nell’istituzione della Chiesa come sua rappresentante in terra. 

    Invece davanti a persone che credono in altro come la metti? poniamo che loro “chiedano” e non “pretendano” di togliere cortesemente il crocefisso per non creare “traumi” infantili ai loro figli..bene cosa risponderesti? “Zitti, questa è la mia cultura e voi non avete diritto a toccare i miei simboli sacri..” ? questa non è quella che definirei apertura mentale ed apertura verso il dialogo. Critichiamo tanto i paesi estremisti islamici…

    Io personalmente terrei solo ed esclusivamente appese: La bandiera dell’Italia, la bandiera dell’Europa e la foto dell’attuale presidente della Repubblica il quale può essere una brava/cattiva persona ma quello che conta è ciò che egli rappresenta cioè quel Paese che i 1000 rischiarono la vita per unire, quel paese per il quale tanti soldati morirono nella 1 e nella seconda guerra mondiale e quel paese per liberare il quale dalla Mafia c’è gente che è morta, gente che ha lottato e gente che ancora lotta. Questo è ciò che va affisso, questa è la Storia che possiamo dire NOSTRA, questi ultimi 150 anni…2000 anni fa è morto un profeta e nei secoli è stato tramandato un libro scritto dagli uomini come ne sono stati tramandati tanti.

    La fede è una cosa intima e personale, ti serve un crocefisso in ogni aula per essere CERTO di credere? non ti basta la catenina al collo? (non dovrebbe servirti nemmeno quella).

     

    Stefano

  • Stefano Maccarinelli ha scritto :
    Non è l’accettare le pretese degli immigranti in quanto quelle sono sbagliate a mio avviso come sbagliata è di principio ogni imposizione. Ad esempio io critico molto il “pedobattesimo” che è un’imposizione (perchè io mi devo trovare battezzato ad un culto che non ho avuto opportunità nè di scegliere nè di comprendere?). Tu mi parli di Gesù Cristo e di Dio ma io che sono stato battezzato (e si ho pure ricevuto la cresima da giovane senza nemmeno comprendere cosa stessi ricevendo e avendo frequentato un solo anno di catechismo senza aver MAI fatto una “lezione” per intero) non credo in questo Dio…come la metti? Io non credo nell’istituzione della Chiesa come sua rappresentante in terra.  Invece davanti a persone che credono in altro come la metti? poniamo che loro “chiedano” e non “pretendano” di togliere cortesemente il crocefisso per non creare “traumi” infantili ai loro figli..bene cosa risponderesti? “Zitti, questa è la mia cultura e voi non avete diritto a toccare i miei simboli sacri..” ? questa non è quella che definirei apertura mentale ed apertura verso il dialogo. Critichiamo tanto i paesi estremisti islamici… Io personalmente terrei solo ed esclusivamente appese: La bandiera dell’Italia, la bandiera dell’Europa e la foto dell’attuale presidente della Repubblica il quale può essere una brava/cattiva persona ma quello che conta è ciò che egli rappresenta cioè quel Paese che i 1000 rischiarono la vita per unire, quel paese per il quale tanti soldati morirono nella 1 e nella seconda guerra mondiale e quel paese per liberare il quale dalla Mafia c’è gente che è morta, gente che ha lottato e gente che ancora lotta. Questo è ciò che va affisso, questa è la Storia che possiamo dire NOSTRA, questi ultimi 150 anni…2000 anni fa è morto un profeta e nei secoli è stato tramandato un libro scritto dagli uomini come ne sono stati tramandati tanti. La fede è una cosa intima e personale, ti serve un crocefisso in ogni aula per essere CERTO di credere? non ti basta la catenina al collo? (non dovrebbe servirti nemmeno quella).   Stefano

     

    Se dovessi rispondere a tutte le tue domande, faremo una lezione di catechismo ed un colloquio spirituale come sono solito fare.

    Ma non posso per ovvi motivi, comunque, a farla breve quello che dici non è sbagliato, anzi, però trovo un pò esagerato dire che il crocefisso provochi traumi infantili. E allora la tv cosa dovrebbe creare ai bambini i quali siedono sempre davanti, schizzofrenia?

    Il crocifisso a me che son credente occorre e come, non è un fatto di catenina al collo o altro, perchè la fede bisogna anche palesarla per testimonianza, se tu hai la fede al dito dato che sei fidanzato, a che occorre? Non lo sei anche senza? Non è un esempio coerente, la fede è testimonianza, come diceva San Paolo nella lettera ai Corinzi. Non trovo un perchè al fatto di togliere il crocefisso.

    • Certo a TE che sei credente occorre il crocefisso, a chi non è credente non occorre ed anzi, può dare fastidio.

      Ovviamente il discorso dei traumi infantili era un provocazione però non è assurdo ipotizzare che qualcuno tiri fuori la questione, magari un islamico profondamente credente e praticante.

      Ad ogni modo per il discorso della TV..io non dico una bugia quando affermo che sarà almeno un anno che non la guardo se non quando mi interessa la visione di qualche film in particolare, come Full metal jacket (riguardato qualche tempo fa), o Blade Runner (anche, la stessa sera). Quando riesco guardo “mi manda raitre”, qualche volta seguo Annozero e Matrix ma niente di più. Son quindi d’accordo con te sul discorso “televisione spazzatura”.

    • Si ma Stefano, io dico, ovviamente nei modi più pacati possibili, che è l’islamico che deve abituarsi a noi, e non noi che dobbiamo togliere i crocefissi in Italia. Capisci? Io quando vado nelle moschee non entro con le scarpe, perchè rispetto quel posto, per cui tolgo le scarpe, e loro, devono rispettare i nostri posti, usanze e tradizioni. Ora non vorrei farne una discussione, non è mia intenzione, ma se ci soffermiamo sul crocefisso che c’è sempre stato, ora perchè toglierlo?

    • Guarda che sono d’accordo su questa cosa, non c’è da soffermarsi sul crocefisso e non dico assolutamente che ci sia da dare ascolto alla prima persona che pretende di cambiare il paese, lungi da me un pensiero simile. Quando frequentavo le scuole superiori per mia scelta non facevo religione e non mi sentivo per niente rappresentato dal crocefisso in aula per una questione di principio. Sono rimasto su quella linea di pensiero ed il crocefisso lo sopporto, c’è e per me sta lì (visto che comunque non è assolutamente quello il problema della chiesa etc etc, è una questione “pompata” dai mass media) ma quello che voglio trasmetterti è che capisco e non biasimo le persone che chiedono (senza pretendere) di toglierlo perchè può offendere il loro credo in quanto lo vedono come imposizione visto che io in quanto italiano ho provato al tempo la stessa incongruenza tra il mio pensiero e quell’oggetto.

      I toni con cui lo chiedono tieni conto che tu lo percepisci dai mass media che sono comunque controllati (etc etc etc…discorso ampiamente affrontato).

      Sostengo che sia il dialogo e l’incontro tra il nostro desiderio di riconoscimento come unità nazionale (oramai non più rappresentata univocamente dalla simbologia cristiana) e la loro necessità di integrarsi con noi siano da affrontarsi con apertura mentale e comprensione del fatto che stiamo sempre e comunque parlando di esseri umani.

  • Grazie tante per le informazioni fornite sull’argomente. Ora potreste anche dirmi quanto lo Stato elargisce annualmente ai sindacati?

  • scusa Claudio la citazione di Ratzinger da dove l’hai presa ?

    MI INTERESSA per diffondere GRAZIE 1000

    La Chiesa sta diventando per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo.”

     

  • Poco fa, a La vita in diretta, ho appena assistito al duello televisivo tra i clericali sanfideisti pro-crocifisso e i logico-positivisti, tra cui spiccava Piergiorgio Odifreddi. I clericali messi a mal partito reclamavano le loro pretese, lamentando più di qualche colpo basso specialmente inferto da parte di quello scellerato e irriverente Piergiorgio (poco dogmatico ma troppo credibile). Il logico matematico non faceva altro che amabilmente far sanguinare le piaghe di nostro signore Gesù Cristo, proponendo dettagli storici, tutt’altro che trascurabili o inattendibili, mettendo addirittura a repentaglio la già vacillante fede dell’uditorio. A quanto pare si e ci diverte da morire con queste dispute, a volte comicamente cristallizzate in un’atmosfera d’altri tempi, come fossero diatribe da scolastica medievale. Alla fine, Lamberto Sposini, pre-vedendo venti di guerra tra le quinte, informato che di lì a poco ci sarebbe stato l’arrivo di Ignazio La Russa (l’angelo vendicatore, il restauratore della par condicio), si affretta a pareggiare questo due a zero secco a favore degli oltranzisti laici; non riuscì ad evitare però l’ira furibonda del ministro che, giunto sul campo della contesa, ormai diserto, privo dei precedenti contendenti e delle loro armi, redarguisce aspramente il conduttore, imprecando doverosamente contro la RAI che ha permesso una così oltraggiosa impari lotta. Sposini (e non solo lui) rimase stupito, poiché la lotta non era affatto impari; soltanto che quello sfacciato e troppo convincente Odifreddi valeva per quattro, almeno così sembra l’abbia conteggiato La Russa offuscato forse dalla rabbia e dalla voglia di rivalsa.

  • il crocifisso in classe costretto ad assistere alla violenza sull’handicappato; il crocifisso in banca costretto ad assistere alla banca che ti defrauda; il crocifisso per strada costretto a vedere i passanti che scavalcano il morto sparato a Napoli; il crocifisso all’agenzia delle tasse a vedere come il fratello frega l’altro fratello evadendo le tasse; il crocifisso sui luoghi di lavoro costretto a guardare lo sfruttamento del lavoratore Questo non vuol dire amare Gesù, vuol dire offenderlo costringendolo a guardare, crocefisso, questi obbrobri, questo vuol dire offenderlo!

  • Vorre ancora aggiungere che il crocefisso, nelle scuole è stato accettato/voluto da Mussolini col Concordato. Prima non c’era

  • probabilmente non sarò originale, ma é molto tardi e non ce la faccio a leggere tutti i commenti così sparo alla cieca.

    ho nitidi ricordi dei crocefissi nell’età infantile, e ricordo mi dessero enormemente fastidio, pur andando in una scuola elementare cattolica, maestra una suora, chiesi se si poteva togliere quella cosa dal muro, (ormai quasi quarant’anni fa) e la suora ovviamente rifiutò, quando si avvicinò natale c’era da fare il compito su gesù bambino e io pretesi il tema libero e mi fu concesso senza scandalo, altri tempi, altri bambini, altri maestri direte voi. la questione é che possono tentare di manipolarti, ma se non ti fai manipolare, non c’è verso. e ce li avevo tutti contro, dalla bisnonna bigotta che pensava ad una possessione demoniaca in giù, ma non ho mai cambiato idea riguardo alla superstizione mascherata da fede cattolica. o da qualsiasi altra fede o ideale. sarà un istinto non so.

    il problema in sè non é il crocifisso, che per essere simbolo di una sedicente religione basata sull’amore e il perdono mi sembra perlomeno contraddittorio (un poco come la shoa per gli ebrei, funziona così: noi siamo già stati perseguitati, adesso tocca a voi), ma l’ipocrisia globale, é utile un parente prete come un parente medico o politico o avvocato o mafioso, se poi racchiude in sè più di una di queste qualità ed è magari anche massone é il massimo.

    se vivessimo in israele sostituiremme il prete con il rabbi, in un paese mussulmano l’imam e così via.

    eliminare la croce come simbolo in occidente é impresa complessa, dalla croce rossa alla bandiera svizzera a quella inglese e via andando fino ai confaloni rionali…

    però il crocefisso é proprio brutto, come é osceno il messaggio che veicola: un uomo che viene ammazzato dallo stato.

    de gustibus

    • Secondo me non hai capito nulla, il che da bambino è più che normale, dopo però …

      Provo a spiegartelo in due parole.

      Ciò che distingue il cristiano da tutti gli altri credenti in un qualsiasi Dio è proprio l’atteggiamento di fronte alla realtà dell’esistenza, sintetizzabile in tanti modi, ad es. ” …beati i miti, perchè erediteranno il mondo” oppure a parole mie, ben più prosaiche, la valorizzazione del sacrificio, il ribaltamento di questo concetto da simbolo di morte a simbolo di vita, l’unico modo per superare la contraddizione della morte stessa e della spirale dell’odio, giusto un paio di cosette non tanto simpatiche …

      Da laico trovo questa “filosofia” semplicemente geniale! Chapeau, che ci si creda o no!

      Anche Budda parte dal problemino della sofferenza umana, guarda caso.

  • Come al solito la tv se ne esce con un argomento ridicolo ed estremamente superficiale per dividere gli animi e alimentare un pochino la guerra tra poveri. Invece che diffondere notizie in maniera imparziale, ti scaraventa violentemente addosso un’assurdità per farti schierare come in guerra. Come se l’italiano medio non fosse già dibattuto, perennemente diviso e in guerra con qualcuno: destra contro sinistra, nord contro sud, operai contro imprenditori, adesso cattolici contro musulmani.

    Mi sembra di vivere nel medioevo.

    Adesso, tra le altre cose, stanno giocando il jolly di questo fantomatico problema musulmano e quindi il ritorno alle radici cristiane. Molti (mi baso sulla mia esperienza personale) si sono riscoperti cristiani grazie alla tv, dopo decenni che non andavano in chiesa perchè preferivano dormire la domenica mattina (e non ci vanno tuttora), dopo decenni che non pronunciavano nemmeno una preghiera (se non per vincere il Superenalotto forse), che non si ricordano nemmeno i 10 comandamenti ecc.

    In questi ultimi anni non ho mai sentito nemmeno un dibattito vero sulle religioni, ad es. una discussione su cosa contenga il Corano rispetto alla Bibbia, se è vero che il Corano inneggia alla guerra e la morte agli infedeli, e se lo fa in che maniera (la Bibbia non è esente da concetti considerati di odio come l’occhio per occhio; tra l’altro non è stato il dio cristiano a far fuori tutti i primogeniti egiziani?). Insomma, non voglio difendere ne l’uno ne l’altro, ma non mi piace prendere posizioni sulla base di ciò che mi viene detto, anzi di ciò che non mi viene detto.

    Ho scoperto con sconcerto (per la mia ignoranza, non certo per motivi religiosi) che ad esempio una figura paragonabile a Gesù nato il 25 dicembre da una vergine e preannunciato da una stella, omaggiato da 3 re, che predicava, aveva 12 discepoli, faceva miracoli, morto crocifisso e risorto dopo 3 giorni, questa figura è presente in tante culture precristiane:

    HORUS (Egitto 3000 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine ISIS-MERI (Iside), nascita accompagnata dalla stella dell’Est, adorato da 3 re, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, fu tradito da Thyphon e venne crocifisso, risorse dopo 3 giorni.

    MITHRA (Persia 1200 a.c.) nato il 25 dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, fu sepolto dopo la morte e risorse dopo 3 giorni.

    ATTIS (Frigia, regione turca, 1200 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine NANA, venne crocifisso e sepolto, risorse dopo 3 giorni.

    KRISHNA (India 900 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine DEVAKI, nascita accompagnata da una stella dell’Est, aveva dei discepoli e compiva miracoli, venne crocifisso e poi risorse dopo la morte.

    BUDDHA (India 500 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine MAYA, nascita accompagnata da una stella, adorato da 3 saggi, compiva miracoli, venne crocifisso e risorse dopo la morte.

    ERCOLE (Grecia 500 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine ALCMENE, risorse dopo la morte.

    PROMETEO (Grecia 400 a.c.) nato il 25 dicembre dalla vergine DANAE, morto sulla croce e risorto.

    DIONISO (Grecia 300 a.c.) nato il 25 dicembre da una vergine, compiva miracoli come trasformare l’acqua in vino, risorse dopo la morte.

    Come sempre si tratta di cultura, di informazione, di poter fare delle scelte in base a delle reali conoscienze e non solo perchè “è sempre stato fatto così”. Ben vengano quindi articoli interessanti come quelli di Messora che analizzano oggettivamente cosa rappresenta l’istituzione della Chiesa, che nulla ha mai avuto a che fare con la religione, piuttosto con l’esercizio del potere e la conquista della ricchezza. È ben chiaro che il Vaticano sta alla religione come Berlusconi sta alla legalità.

    Da cittadino non voglio elogiare nessuna religione al di sopra di un’altra, ma vorrei conoscerne i reali contenuti per poter farmi un’opinione oggettiva.

     

     

    • Ti segnalo anche la somiglianza con il mito di Odino, il quale, per salvare e istruire l’umanità, si fece impiccare all’albero della vita Yggdrasil, ferendosi il costato con una lancia.

  • Semplicemente, sono scuole pubbliche italiane di uno stato laico

    … non sono seminari, scuole coraniche, chiese, sinagoghe, sale del regno, ecc.

  • E’ divertente notare come molti commenti continuino a battere sul tema del crocefisso, quando l’intento del post era proprio quello di mostrare come tale argomento sia futile e insignificante in confronto all’accordo “Stato-Chiesa” (con tanto di “papello”) e di deviare l’attenzione del pubblico sui reali problemi.

    Invece continua la crociata in difesa delle nostre radici cristiane. Io mi domando: a quando l’abolizione dei numeri arabi? 

  • Per me questo can can è l’ennesimo successo della stegocrazia, il governo nascosto dei veri burattinai, i compratori di potere con denaro prima falsificato e poi ulteriormente rubato ai “popoli” globalizzati.

    Il “fatto” nasce dalla Corte Europea, organo di giustizia superiore ai corrispondenti organi nazionali, che l’entrata in vigore del poco famoso trattato di Lisbona renderà sempre più potente. Ma il vero fatto è la creazione di un conflitto d’interessi interno agli stessi burattini manovrati dalla stegocrazia, a livelli alti, dove manovrato e manovratore tendono quasi a confondersi tra loro. Conflitto d’interessi tra illuminati laici e illuminati religiosi che viene semplicemente calato dall’alto sulle masse per distrarle, con l’abilità dei giocolieri abituati a scherzare col fuoco. E qui grazie a Claudio che ne rivela alcuni trucchi.

    Nel merito non mi ha mai disturbato la presenza del crocefisso nelle scuole, è un dettaglio culturale in un ambiente che tradisce sempre più il proprio mandato di far cultura. Lo trovo molto più autentico di una bandiera europea nata bastarda dentro. Questo non c’entra nulla con la propria sensibilità religiosa, come i bestemmiatori (oggi buona parte dei giovani studenti) sono semplicemente dei campioni d’ignoranza e cattivo gusto, a prescindere.

    Ma ecco che casco anch’io nel gioco …. basta sapere che stiamo solo giocando!

  • Io penso che non dovrebbe esserci il crocifisso, perchè la religione e simboli di essa non devono essere imposti, è una cosa intima sè uno crede non ha bisogno di simboli, sè ha bisogno di simboli vuol dire che ha dei vuoti di fede, o che non è convintissimo. La scuola poi è pubblica, e di conseguenza non deve esserci nessun simbolo religioso sulle pareti, al contrario delle private, che sceglie il genitore pagando di mandarci un figlio!  

  • Tutti parlano di quanto sia importante il crocifisso nelle scuole… mi chiedo:

    Importante per chi?

    A cosa serve?

    In che cosa è utile?

    Nel luogo dove si studia la storia e la cultura italiana, nonchè la lingua, la geografia, la storia locale, nel posto quindi in cui si studia l’Italia più di qualsiasi altro luogo nel mondo… a cosa serve il crocefisso? a ribadire la tradizione italiana? a ribadire la cultura italiana?

    Tutto questo a prescindere dal fatto che le radici italiche non possono essere cristiane, dal momento che il cristianesimo ha una data di nascita (circa 2000 anni fa, se si considera Gesù “un cristiano”…) e che all’epoca esistevano già le scuole, i tribunali, le biblioteche, l’arte, la filosofia, ecc. ecc. ecc. Quindi se proprio si vuol parlare di radici “culturali e religiose” queste sono pagane. Se si parla invece di tradizione, di storia, ecc. ovvio che il cristianesimo ne fa parte, ma qui bisognerebbe ricordare che il cristianesimo nasce da un scisma con la religione  ebraica, mentre il cattolicesimo è la tentata sostituzione del paganesimo antico (che oltretutto esiste ancora, anche se nessuno lo dice), con successiva denigrazione…: basti pensare alle processioni, alle statue, al linguaggio (il latino era lingua sacra), alle festività di vari santi, alle tradizioni mutuate, anzi, prese con la forza…. la lista è lunga.

  • Earth3000,

    1- La sentenza di Strasburgo non dice che da domani tutti i crocifissi devono essere tolti dai luoghi pubblici, ma dice che se anche solo una persona si sente “urtata” da quel simbolo religioso, allora ha tutto il diritto che quel crocifisso, o qualsiasi altro simbolo religioso, venga rimosso. La sentenza parla del diritto inviolabile individuale.

    2- Il crocifisso non è il simbolo del cristianesimo, ma unicamente della religione cattolica apostolica romana. In quanto storia delle religioni, scusami se te lo scrivo, dimostri di avere molte lacune.

    3- Con la tua frase “sono loro che si devono adattare”, dimostri di non aver capito proprio nulla! Della sentenza intendo…

  • Earth3000 ha scritto :
    Si ma Stefano, io dico, ovviamente nei modi più pacati possibili, che è l’islamico che deve abituarsi a noi, e non noi che dobbiamo togliere i crocefissi in Italia. Capisci? Io quando vado nelle moschee non entro con le scarpe, perchè rispetto quel posto, per cui tolgo le scarpe, e loro, devono rispettare i nostri posti, usanze e tradizioni. Ora non vorrei farne una discussione, non è mia intenzione, ma se ci soffermiamo sul crocefisso che c’è sempre stato, ora perchè toglierlo?

    Guarda che l’islam con la sentenza di Strasburgo, non c’entra proprio nulla. Non capisco perché continuare a “suonare la stessa canzone”.

    Nella sentenza si parla di diritti individuali, punto. Quindi mi sembra assurdo portare avanti questa discussione.

  • Anche la chiesa ha la sua funzione, con quei soldi che prende bisogna dire che fornisce degli aiuti forse in maniera molto più equa di quanto non lo faccia lo stato.Oltretutto molti CAF quando non dichiari la scelta del 8 x 1000 l’assegnano allo stato, (vedasi quelli di sinistra..).

  • Buon giorno, dirò cose che probabilmente non condividerai, quindi se userò termini e parole polemiche, non sarà per “polemizzare”, ma perché la dialettica lo prevede.

    Il titolo con cui inizi credo che equivalga a dire: “Il Crocifisso rappresenta una delle iatture più pesanti per la nostra società”, in quanto rappresenta la Chiesa, un’organizzazione inutile che nega il processo civile e sociale della nostra società.  Anzi, (la Chiesa) si appropria di ingenti risorse dissipandole per scopi puramente personali.

    Posta così  (ossia in maniera più chiara), ci sarebbe poco da  dire per la pochezza delle argomentazioni addotte, ma tu (o lei) argomenti con elementi precisi e, su quest’ultimi vorrei dire poche cose.

    Gli elementi che usi per argomentare le tue accuse sono sostanzialmente tre: I contributi dati alle scuole,università e ospedali cattolici, l’8 per mille e l’ora di religione. In ordine, ti ricordo che attraverso le scuole e le università cattoliche sono state formate delle eccellenze, che oggi il mondo ci invidia. Forse che hanno anche una finalità sociale? Forse che, sarebbe meglio interrogarci sul fatto che le scuole e le università pubbliche, costando molto di più, solitamente non raggiungono alcuno scopo, e sfornano solo disoccupati a zero cultura? Inoltre, oggi attraverso buoni scuola e borse di studio chiunque, se meritevole, può frequentare i licei dei Gesuiti, dei Salesiani o delle Orsoline. Gli ospedali cattolici sono l’ideale prosecuzione dei vecchi ospedali ante unificazione, quando, (e spesso lo si scorda), gli ospedali erano solo cattolici, ossia, solo la Chiesa si occupava dei poveri, che non potendosi permettere le cure domiciliari si rivolgevano agli ospedali (molti ospedali oggi hanno ancora nomi di santi o di uomini di Chiesa). Gli ospedali cattolici forniscono cure altamente specialistiche, che spesso il pubblico non è in grado di fornire, a costi molto più bassi. Gli ospedali cattolici, inoltre, non sono come le cliniche private  (spesso parti di imperi di dubbia moralità), infatti il loro obbiettivo non è l’utile, ma l’uomo e le sue esigenze.  Pongo una considerazione, lo Stato, dopo l’unificazione, ha confiscato la maggior parte del patrimonio immobiliare della Chiesa ed ha sciolto parecchi ordini religiosi. Questo infinito patrimonio costituisce una grossa percentuale ( se non la maggiore percentuale) del nostro patrimonio pubblico.  Come lo Stato ha usato ed usa questo patrimonio? – Perché lo Stato, sciogliendo parecchi ordini religiosi, non si è sostituito nelle azioni socio-assistenziali svolte da quest’ultimi?  La Chiesa non ha mai chiesto una sola lira per la rapina subita da Giolitti e Cavour, mentre i savoiardi hanno tentato di ottenere il risarcimento dei danni.  I trattati concordatari (senza considerare gli aspetti spirituali ed etici), sono stati concepiti anche per sanare gli effetti devastanti  di queste appropriazioni indebite.  Lo stato monarchico-costituzionale dell’unità d’Italia non aveva neppure un garage per svolgere le proprie funzioni tecniche, e senza l’apporto dell’enorme patrimonio immobiliare ed intellettuale della Chiesa oggi non avremmo avuto l’attuale struttura statale che conosciamo.

    L’otto per mille, (tornando alla premessa), serve a moltissimi scopi, in primo luogo sostenta il clero garantendo ad ogni sacerdote un’integrazione del proprio stipendio (guadagnato al di fuori della Chiesa)  fino al raggiungimento di 800 euro mensili. Foraggia tutte le organizzazioni socio-assistenziali (Caritas, comunità di riabilitazione di disabili, comunità terapeutiche, progetti nelle carceri, etc.) che fanno capo alla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Integra le offerte raccolte nelle parrocchie più povere per organizzare oratori o sportelli a sostegno delle famiglie.  Finanzia la costruzione o la ristrutturazione degli edifici di culto. Contribuisce a finanziare le missioni nei paesi del terzo mondo.

    Partendo dal presupposto che lo Stato ha un debito megamiliardario (confisca dei beni) nei confronti della Chiesa, e che gli usi dei fondi dell’otto per mille sono utili alla comunità, in quanto diventano sussidiari rispetto allo stato, non vedo perché ci si debba scagliare contro con tanta veemenza.

    Ultima considerazione sull’ora di religione, oggi l’ora di religione viene gestita quasi in maniera autonoma dall’insegnate, non ci sono programmi che vengono effettivamente adottati e riveste un compito di supporto psicologico  nei confronti degli studenti.  Nessuno è mai stato licenziato per avere insegnato storia delle religioni, anzi nei libri di testo adottati c’è una ampia parte dedicata a questo tema. Cosa dire? A me piacerebbe che si insegnasse religione cattolica, in quanto sarebbe una buona opportunità per educare i giovani ai valori essenziali della nostra società quali tolleranza, accoglienza e carità. Mi piacerebbe che siano gli psicologi a fare gli psicologi, ma anche in questo caso la Chiesa deve tappare i buchi di uno Stato sempre più miope alle esigenze dei propri figli.

    Concludo, però dandoti ragione, se leggiamo il tuo titolo interpretandolo alla lettera, i Crocifissi in effetti costano, perché insieme alle statue della Madonna e dei santi costituiscono il nostro patrimonio storico-culturale e per essere conservati devono essere restaurati e quindi “costano!” ameno che……….

    Saluti,        

    • Ciao,

       Grazie per il tuo contributo interessante. Devo però contrariarti subito. Hai scritto:

      “Il titolo con cui inizi credo che equivalga a dire: “Il Crocifisso rappresenta una delle iatture più pesanti per la nostra società”, in quanto rappresenta la Chiesa, un’organizzazione inutile che nega il processo civile e sociale della nostra società.  Anzi, (la Chiesa) si appropria di ingenti risorse dissipandole per scopi puramente personali.”

      No. Il titolo significa che tra tutti i problemi di cui si potrebbe discutere, discutere se tenere o togliere il crocifisso dalle aule è l’ultimo dei problemi.

      Per il resto, trovo interessante lo spunto sulla confisca da parte dello stato dei beni ecclesiastici. Puoi approfondire?

  • Caro Byoblu non e’ vero che nel resto dell’Europa la contribuzione e’ volontaria. Nei paesi di lingua tedesca ti sottraggono un bel po’ di soldi OGNI MESE dalla busta paga se non ti dichiari al di fuori della chiesta cattolica/protestante. Io, contrario all’obolo forzato, mi sono dichiarato ATEO pur non essendolo. Chi disgraziatamente ha dichiarato di essere cattolico (e quando lavori all’estero e sei Italiano non ti credono altro) pagavo fino a 12-17 euro su 1000 al MESE di tasse per la chiesa cattolica tedesca!!

     

    … speriamo di non andare all’inferno per la mia ricusazione 😉

  • Ciao, ti ringrazio per l’interesse per quello che ho scritto. Come dicevo all’inizio del post la mia era una provocazione quasi polemica, ma è quello che “io” ho letto tra le righe. L’italiano è una bella lingua perché tra le righe chiunque legge e scrive  ciò che ritiene.

    Lo spunto interessante che hai trovato, in effetti è il fulcro di tutti legami tra la Chiesa e lo Stato Italiano, infatti se non ci fosse stata la Chiesa di ieri oggi non ci sarebbe  lo Stato e, senza lo Stato di  oggi la Chiesa sarebbe probabilmente un’altra cosa.

    La storia della confisca dei beni alla Chiesa è avvenuta nel 1866 ad opera del governo  guidato da Bettino Ricasoli, espressione della destra storica italiana.

    Con questa legge venivano confiscati alla Chiesa quasi tutti i beni immobiliari ricadenti all’interno del neo costituito Stato Italiano e venivano sciolti quasi tutti gli ordini e le congregazioni religiose.

    La ragione di questa legge è evidente: si voleva eliminare un concorrente scomodo nella gestione del potere in Italia. Infatti, prima dell’unità, la Chiesa rivestiva un ruolo fondamentale nella vita della nostra nazione. Le scuole, gli ospedali,  gli orfanotrofi, le opere di assistenza,  le banche popolari, l’agricoltura erano gestite, tranne che per qualche rara eccezione, dalla Chiesa.

    La Chiesa infatti, attraverso un complicato sistema di decime, di tasse e balzelli, garantiva la gestione di tutto un sistema che se pur inefficiente dava dei risultati. La cultura e il sapere venivano trasmessi, i contadini avevano di che mangiare, gli ospedali, gli ospizi e gli orfanotrofi accoglievano comunque tutti.

    Il pretesto per emanare questa legge fu il dissesto delle finanze del Regno in virtù dei numerosi eventi bellici. Ma la realtà era, che il Regno non aveva alcun radicamento sociale e nessuna struttura sul territorio, senza le quali non poteva in alcun modo governare. Inoltre le ambizioni della nascente borghesia, affamata di denaro ambiva a mettere le mani su patrimoni ingenti (le banche) posseduti dalla Chiesa.

    L’ultimo atto consumato dal Regno fu l’emanazione delle leggi successive alla Breccia di Porta Pia. Con questi atti i Savoia si impadronivano di tutti i beni ricadenti all’interno dello stato pontificio (Quirinale, Palazzo Madama, Montecitorio etc.), negò agli ecclesiastici i diritti politici e relegò (legge sulle guarentigie) il pontefice all’interno di una struttura subordinata allo Stato.

    Gli effetti di queste leggi sono stati estremamente devastanti, in primo luogo iniziò il fenomeno della corruzione diffusa, alcuni funzionari pubblici gestivano il patrimonio confiscato in maniera personale. Molti monumenti sono stati abbattuti o trasformati in stalle o caserme. Parecchi oggetti di culto di estremo pregio sono stati distrutti. Gli spazi lasciati dagli ordini e congregazioni religiose non sono stati ricreati (scuole, ospedali, orfanotrofi), e i religiosi, specie quelli di origini umili, sono stati mandati a casa senza alcun sostentamento.

    Ma, la conseguenza più dannosa si ebbe in agricoltura, infatti, per effetto della corruzione, i feudi ecclesiali furono venduti, per poche lire, ai nobili compiacenti che avevano appoggiato i Savoia durante l’espansione. Il risultato fu che i contadini prima (con la Chiesa) pagavano la decima, dopo, (con il Regno) per mangiare,  gli rimase solo la decima. Per calmierare i possibili tumulti, in Sicilia, i nobili si rivolsero ai campieri, che con metodi anche violenti controllavano che nessuno si ribellasse. Gli eredi dei campieri sono, tra gli altri, Totò Riina e Bernardo Provenzano.

    Tutta questa situazione portò all’ascesa di Benito Mussolini che ebbe la capacità di superare, con i patti lateranensi,  gli attriti con la Chiesa e pose le basi per la creazione di un nuovo Stato moderno strutturato e sociale. Comunque non sono un fan di Mussolini, ma anche lui, ha fatto qualcosa di buono.

    Lo Stato postunitario si è voluto sostituire alla Chiesa in virtù dell’autorità dei vincitori. Il popolo italiano ha pagato con lacrime e sofferenza questo atto di violenza, ha dovuto subire una dittatura, deve fare i conti con la corruzione diffusa , ha  un capitalismo assistito, incapace di vivere da solo e, soprattutto deve subire il male dei mali: la mafia.

    Una visione laica non può negare questa parte della storia italiana, non può trincerarsi dietro il motto di Cavour “libera Chiesa in libero Stato”. Deve riconoscere, al di fuori del credo, il ruolo di sussidiarietà e complementarietà alla Chiesa. Perché altrimenti, sull’emotività dell’anticlericalismo, rischiamo di fare gli stessi errori del passato.

    Saluti.     

      

      

  • Partendo dal presupposto dello stato laico, il problema su cui riflettere, secondo me, è questo: può una persona singola (in questo caso un giudice) obbligare a togliere un simbolo storico, religioso per alcuni, culturale per altri, simbolico di una VERA libertà, uguaglianza, fraternità per altri ancora? Non sarebbero più produttivi dei confronti aperti tra varie personalità, cittadini e magari i genitori e gli insegnanti dei bambini che frequentano le varie scuole? Imporre una cosa di questo tipo per legge, probabilmente accenderà ancora di più il fuoco, creando chiusure invece di aprire all’accettazione delle idee altrui. Sarebbe bello che anche il giudice che ha sentenziato fosse presente all’eventuale incontro…
    Penso che sia difficile togliere, con una sentenza, un simbolo che ha secoli di storia (e, che piaccia o no, ha ricevuto nel corso della storia, una legittimazione dall’umanità maggiore probabilmente di quella ricevuta – con tutto il rispetto – dal giudice stesso). Le guerre di religione dovrebbe aver insegnato qualcosa…

    Non è che questo è l’inizio di ‘Lisbona’?

  • Io abolirei la chiesa, parte della truffa di cui l’uomo e’ vittima. La religione cattolica ha solo il compito di plagiare le menti e allontanarci dalla ragione e dalla verita’. E’ provato che gesu’ e’ un personaggio mitologico con le stesse caratteristiche del dio sole egiziano: Horus. I romani erano in egitto ed hanno portato a roma modificandola parte della loro religione. Il motivo perche’ lo stato paga questi criminali e’ perche’ questi signori tengono il popolo tranquillo con l’ingegno e  non con la forza, permettendo al governo di schiavizzarlo per il beneficio delle banche centrali. Il primo passo verso la liberta’ e’ ripudiare questi ingannatori. Non ne abbiamo bisogno e personalmente i loro falsi e ipocriti insegnamenti servono solo a confondere le idee e a farci accettare tutte le assurdita’ a cui siamo sottoposti quotidianamente. Sta’ arrivando il giorno in cui verranno totalmente smascherati e cosi’ l’uomo compira’ il primo passo verso la liberta’

  • Forse vi interesserà sapere che ci siano in Italia cristiani credenti che la pensano diversamente… è infatti stato dato dai ns. media grande spazio all’inquietudine dei cattolici e …alle captationes benevolentiae “bipartisan” dei politici, ma nessunissima attenzione al plauso dei protestanti italiani dato al tribunale per i diritti umani di Strasburgo. Vi riporto alcuni pareri rappresentativi delle nostre chiese (NB io sono una cittadina laica (e cristiana al tempo stesso!), protestante – valdese per la precisione):

    “Eppure è una notizia il fatto che dei cristiani plaudano a una sentenza che altri cristiani invece criticano vigorosamente“, ha affermato Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e pastore evangelico.  “Dopo le polemiche sul credito scolastico per chi si avvale dell’insegnamento della religione cattolica, e dopo quelle sull”ora di islam’, scoppia ora con clamore un caso sul crocifisso – ha sottolineato Maselli -. “Una sentenza che vediamo favorevolmente perché ribadisce l’idea che la libertà religiosa e il rispetto di tutte le fedi sono alla base di un’Europa pacifica e civile. Chi vede in questa sentenza la negazione delle radici cristiane dell’Europa – ha commentato il presidente Maselli – mostra di non apprezzare il grande merito del cristianesimo di avere aperto le porte alla libertà di ogni uomo e di ogni donna”.

    Anche la moderatora della Tavola valdese, la pastora Maria Bonafede, ha ichiarato: “È una sentenza che tutela i diritti di chi crede, di chi crede diversamente dalla maggioranza e di chi non crede. Ancora una volta emerge la fragilità, logica prima e giuridica dopo, della tesi secondo cui il crocefisso imposto nelle aule italiane non è un simbolo religioso ma sarebbe l’espressione della cultura nazionale. La sfida oggi è invece quella del pluralismo delle culture e della convivenza tra chi crede e chi non crede nel quadro del valore costituzionale della laicità”. “Nessun simbolo è come averli tutti: ognuno può pregare il suo Dio – senza bisogno di vedere appeso al muro il senso della propria fede. Se le aule non avessero simboli religiosi, le scuole sarebbero più libere, laiche e pluraliste.” Positivo anche il giudizio del teologo valdese Paolo Ricca: “Ritengo la sentenza della Corte Europea un provvedimento giusto. In una situazione di pluralismo religioso mi sembra che tale decisione debba essere adottata anche negli uffici pubblici, come le aule dei tribunali, e non solo in quelle scolastiche“. (Tratto da NEV – agenzia stampa evangelica, 5 novembre 2009)

    Spero aver fatto cosa utile e gradita.. a presto! simona (valdese)

  • È vero, il crocifisso è la minore tra le battaglie per la laicità, ma a mio avviso ciò non deve far sì che la lotta cessi o si affievolisca.
    Se il fatto che una cultura appartenga alle nostre radici è una condizione sufficiente per giustificarne l’esposizione dei simboli, allora deve essere esposto il simbolo di ogni altra ideologia che ha attraversato il nostro paese. Per necessità logica, non c’è nulla da fare.
    È stupido non ammettere che ognuno di noi è stato colpito, chi più chi meno, dalla cultura cristiana, ma lo è altrettanto non ammettere che ognuno di noi è un prodotto di differenti culture che ci hanno preceduto, e pertanto non si può prescindere dal resto della nostra storia come se fosse di serie B.
    Levare il crocifisso non è accantonare la cultura cristiana, è rialzare sullo stesso piano di rispetto le altre che hanno attraversato e attraversano tuttora l’Italia. È il tenerlo (o meglio, tenere solo lui) che accantona gli altri modi di pensare e non mi riferisco necessariamente agli immigrati. 
    Non è importante quante e quali persone credano in quella determinata icona, il fatto è che indica un particolare tipo pensiero, di filosofia, ed è inaccettabile che in un luogo pubblico si faccia esposizione del simbolo di un’unica forma di pensiero.

    Per carità, io personalmente non mi offendo del pezzo di legno in sé, ma perché si deve per forza ostentare QUEL tipo di cultura e non tutte le altre?  Perché l’ideologia cattolica può marcare il proprio territorio in Italia come fanno i cani quando pisciano sui pali e gli altri no?

    Io non accetto il crocifisso in aule, uffici pubblici e tribunali non perché sono un vampiro e se lo vedo mi sciolgo, ma perché viene privilegiato un modo di pensare rispetto ad un altro, e il messaggio che ne vien fuori è che, nonostante sulla costituzione siamo tutti uguali, il cristianesimo è “più uguale degli altri”.
    Democrazia non è sancire a maggioranza il non rispetto delle minoranze.
    In secondo luogo, un vero cristiano dovrebbe seriamente prendere in considerazione il vero secondo comandamento:
    «Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra».
    Per il resto, non mi importa cosa faccia o non faccia la Chiesa, basta che un’istituzione ideologico-religiosa non abbia privilegi tramite fondi pubblici.

     

  • Esistono in Italia una manciata di lauree in Scienze Religiose. Io l’ho portato a termine. Sarei qualificato (a differenza dei Laureati in Teologia, disciplina rispettabile ma cattolicocentrica) ad insegnare “Storia delle Religioni”. Io, i miei colleghi, non gli insegnanti scelti dalla curia. Che poi possano essere bravi, non è rilevante. Gli insegnanti di Matematica hanno la laurea in Matematica o affini, non sono dei Laureati in Archeologia cui piacevano i numeri. E soprattutto, hanno vinto un concorso vero e pubblico.

  • purtroppo la fortuna della chiesa sta proprio in questi dibattiti su argomenti abbastanza futili come la questione del crocifisso….

    piuttosto bisognerebbe discutere (e soprattutto divulgare) quanto scritto nell’articolo, e quindi parlare di quanti soldi (nostri) vengano sperperati da e per la chiesa

    ma finche ci barricheremo dietro a questioni unicamente di principio (per quanto condivisibili), come il crocifisso appunto, faremo solo e sempre un enorme favore alla chiesa

    • Io non lo ritengo affatto un argomento futile. Semmai si può dire che è la meno spesa, l’ultimo dei problemi sulla laicità, ma è inconcepibile in uno stato laico che una forma di pensiero marchi il proprio territorio come fanno i cani quando fanno la pipì sui pali.

       

    • Ok…forse la parola futile non è la piu corretta

      Condivido quello che dici, anche se sono meno drastico di te, dato che considero il crocifisso nelle aule, piu che un simbolo religioso, un simbolo della nostra tradizione (e secondo me non bisogna mai dimenticare da dove arriviamo). Ritengo decisamente piu nociva alla laicita della scuola pubblica,per esempio, l’ora di religione, soprattutto nelle scuole elementari e medie.

      Ripeto pero il concetto: se ci fossiliziamo sull’argomento crocifisso (per quanto magari ideologicamente corretto), perdiamo di vista i veri problemi.

      Pensiamo piuttosto a come divulgare al maggior numero di persone le cifre descritte nell’articolo, perche (volenti o nolenti) quello che adesso interessa realmente la gente sono i soldi e non i crocifissi. Era questo quello che intendevo dire.

      Ecco perche mi è piaciuto molto l’articolo:ha analizzato il rapporto stato/chiesa non sotto l’aspetto ideologico, ma sotto quello materiale. Chissa come mai, pero, tv e giornali si sono limitati a quello ideologico???

    • Io neppure voglio dimenticare da dove veniamo, anche per questo sono contrario al privilegio verso uno solo dei simboli delle diverse culture che ci hanno attraversato, quindi o tutti i simboli (ma poi la lavagna ci entra?) o nessuno. Per di più è anche un segno ideologico, non solo culturale nel senso di arte e letteratura, e uno stato laico non può favorire un’ideologia anziché l’altra.
      D’altro canto simboli di Zeus non ce ne sono in classe eppure se ne continua ancora a parlare.

      Questo riguardo la crocifisso, che ripeto non distrae né me né le più importanti associazioni laiche dai problemi come ben dici più “materiali”.

      Circa questi problemi, come anche per l’ora di religione, possono essere utili a scopo divulgativo questi due link

      http://www.uaar.it/laicita/ora_di_religione

      http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/

      Così ognuno fa un po’ d’informazione faidate 😉 . Certo, sarebbe meglio se non fossero dell’UAAR perché in questo modo il messaggio sembra solo “di parte”, ma meglio che niente.

       

       

       

       

  • Ottimo post. Il senso ne è riassunto in chiave comica dall’ultima vignetta di Stefano Disegni.

    Siamo davanti all’ennesimo dramma di qualcosa che tutti noi (blogger + gente informata) sappiamo, ma al “grande pubblico” (quelli che decidono il risultato  delle elezioni) non interessa.

    Come se ne esce?
    Ditemelo voi, perché io non lo so.

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