L'Angelo che annuncia le Tragedie

 A Messina è venuta giù una montagna. Una tragedia annunciata, secondo Berlusconi. A Ischia è venuta giù una montagna. Una tragedia annunciata, secondo Bertolaso.
Un annuncio è una comunicazione data a chi può esserne interessato. Ci sono gli annunci pubblicitari, gli annunci aziendali, l’Annunciazione del concepimento verginale e perfino gli annunci mortuari. Si annuncia qualcosa che si sa. Una tragedia non si annuncia, non si può annunciare per il semplice fatto che non si sa: accade per disgrazia. Se una tragedia è annunciata, e nessuno fa niente per scongiurarla, allora non è più una tragedia: è una strage.
Se Berlusconi e Bertolaso pensano che queste fossero tragedie annunciate, allora voglio sapere dove erano pubblicati i relativi annunci, voglio sapere se è stata compilata e poi affissa una mappa di tutte le tragedie annunciate, voglio sapere se è stato calcolato quanti soldi costerà scongiurarle, quanto tempo ci vorrà e se i lavori di prevenzione siano già iniziati o meno.
Se Azrael, l’Angelo della Morte, è venuto in sogno a Berlusconi e gli ha annunciato la tragedia di Messina, allora bisogna chiedersi perché siano stati stanziati miliardi di euro per un ponte, sia pure sullo stretto, mentre sono stati riservati alla Protezione Civile solo 300 milioni per indennizzare i danni già avvenuti, ed un bel niente per le attività di prevenzione. La risposta è che gli affari hanno la priorità sulla sicurezza dei cittadini, a meno che non la si pensi come la camorra: la gente sono vermi e devono rimanere vermi. I vermi, effettivamente, vivono nel fango.
Il 30 aprile del 2006 una frana a Pilastri, tra i comuni di Barano e Ischia, travolse e uccise un cuoco di 53 anni insieme alle figlie Anna (18 anni), Maria (16 anni) e Giulia (12 anni). Era così difficile prevedere che sarebbe successo ancora? Un capo di governo e un capo della Protezione Civile non possono parlare di tragedia annunciata. Questo lo fa l’uomo della strada. Loro hanno in mano le leve del potere: sono stati eletti per evitarle, le tragedie, non per lamentarsi che si sapeva e nessuno ha fatto niente. Sarebbe come dire che un elettricista progetti un impianto e poi parli di corto circuito annunciato, o che un architetto progetti una casa e poi parli di crollo annunciato. E’ una contraddizione in termini, non serve essere esperti in nessuna astrusa materia: basta il buon senso.
In quest’Italietta dove conta solo la facciata, nessuno si lamenta più. Ai cittadini basta avere l’ultimo modello di televisione al plasma, così la tragedia se la guardano in 16:9 e vedono meglio il plastico di Vespa. Ai sindaci di paese basta organizzare sagre e percorsi enogastronomici, così intanto vengono eletti e poi, eventualmente, possono sempre dichiarare il lutto cittadino e mettersi la fascetta al braccio, che fa tanto in. Alle istituzioni basta occuparsi di evitare processi e poi, caso mai, limitarsi ad esprimere cordoglio e precipitarsi sul luogo del disastro, per testimoniare la vicinanza dello Stato. Ma lo Stato non è vicino solo perché si presenta con un mazzo di fiori dopo che mia figlia è morta, sepolta sotto metri di fango: lo Stato è vicino quando fa prevenzione prima, non quando viene ad abbracciarmi dopo.
L’agenda del governo dovremmo dettarla noi, non subirla dal dibattito artificiale, montato ad arte dai media per creare un sentimento di necessità costruito sul nulla. Dovremmo, sì, ma sembriamo molto più interessati alle sorti del Ddl sul Processo Breve, invece che alla nostra stessa vita.

11 commenti

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  • Vero Claudio, quasi quasi nei miei programmi anziché mettere il messaggio di errore scriverò “Questo è un Bug annunciato”…

  • Apocalisse (o Rivelazione di  S.Giovanni) cap.8: da 1 a 13 e cap. 9: da 1 a 13

    1 E quando aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora. 2 E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio, e furono date loro sette trombe.

    3 E arrivò un altro angelo e stette presso l’altare, avendo un vaso d’oro per l’incenso; e gli fu data una grande quantità d’incenso per offrirlo con le preghiere di tutti i santi sull’altare d’oro che era dinanzi al trono. 4 E dalla mano dell’angelo il fumo dell’incenso ascese con le preghiere dei santi dinanzi a Dio. 5 Ma subito l’angelo prese il vaso dell’incenso, e lo riempì del fuoco dell’altare e lo scagliò sulla terra. E ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto. 6 E i sette angeli con le sette trombe si prepararono a suonarle.

    7 E il primo suonò la sua tromba. E vennero grandine e fuoco mescolati con sangue, e furono scagliati sulla terra; e un terzo della terra fu bruciato, e un terzo degli alberi fu bruciato, e tutta la verde vegetazione fu bruciata.

    8 E il secondo angelo suonò la sua tromba. E qualcosa come un gran monte infuocato fu scagliato nel mare. E un terzo del mare divenne sangue; 9 e un terzo delle creature che sono nel mare e che hanno anima morì, e un terzo delle navi fece naufragio.

    10 E il terzo angelo suonò la sua tromba. E cadde dal cielo una grande stella ardente come una lampada, e cadde su un terzo dei fiumi e sulle fonti delle acque. 11 E il nome della stella è Assenzio. E un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti degli uomini morirono a causa delle acque, perché queste erano state rese amare.

    12 E il quarto angelo suonò la sua tromba. E fu colpito un terzo del sole e un terzo della luna e un terzo delle stelle, affinché un terzo d’essi si oscurasse e il giorno non si illuminasse per un terzo, e similmente la notte.

    13 E vidi, e udii un’aquila che volava in mezzo al cielo dire ad alta voce: “Guai, guai, guai a quelli che dimorano sulla terra a causa del resto degli squilli di tromba dei tre angeli che stanno per suonare le loro trombe!”

    9 E il quinto angelo suonò la sua tromba. E vidi una stella che era caduta dal cielo sulla terra, e gli fu data la chiave della fossa dell’abisso. 2 Ed egli aprì la fossa dell’abisso, e dalla fossa ascese un fumo come il fumo d’una grande fornace, e fu oscurato il sole, e l’aria, dal fumo della fossa. 3 E dal fumo uscirono locuste sulla terra; e fu data loro autorità, la stessa autorità che hanno gli scorpioni della terra. 4 E fu detto loro di non danneggiare la vegetazione della terra né alcuna verdura né alcun albero, ma solo quegli uomini che non hanno il suggello di Dio sulla fronte.

    5 E fu concesso alle [locuste] non di ucciderli, ma che fossero tormentati per cinque mesi, e il loro tormento fu come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. 6 E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte ma non la troveranno affatto, e desidereranno morire ma la morte continuerà a fuggire da loro.

    7 E le sembianze delle locuste somigliavano a cavalli preparati per la battaglia; e sulle loro teste [c’erano] come corone simili all’oro, e le loro facce [erano] come facce di uomini, 8 ma avevano capelli come i capelli delle donne. E i loro denti erano come quelli dei leoni; 9 e avevano corazze simili a corazze di ferro. E il suono delle loro ali [era] come il suono dei carri di molti cavalli che corrono alla battaglia. 10 E hanno code e pungiglioni come gli scorpioni; e nelle loro code è la loro autorità di danneggiare gli uomini per cinque mesi. 11 Esse hanno su di loro un re, l’angelo dell’abisso. Il suo nome in ebraico è Abaddon, ma in greco ha nome Apollion.

    12 Il primo guaio è passato. Ecco, dopo queste cose vengono altri due guai.

    13 E il sesto angelo suonò la sua tromba. E udii una voce dai corni dell’altare d’oro che è dinanzi a Dio 14 dire al sesto angelo, che aveva la tromba: “Sciogli i quattro angeli che sono legati presso il gran fiume Eufrate”. 15 E furono sciolti i quattro angeli, che sono stati preparati per l’ora e il giorno e il mese e l’anno, per uccidere un terzo degli uomini.

     

  • ” Un capo di governo e un capo della Protezione Civile non possono parlare di tragedia annunciata. Questo lo fa l’uomo della strada. Loro hanno in mano le leve del potere: sono stati eletti per evitarle, le tragedie, non per lamentarsi che si sapeva e nessuno ha fatto niente. Sarebbe come dire che un elettricista progetti un impianto e poi parli di corto circuito annunciato, o che un architetto progetti una casa e poi parli di crollo annunciato. E’ una contraddizione in termini, non serve essere esperti in nessuna astrusa materia: basta il

         ??????  buon senso.??????????”E’ MORTO

    MA  CARO  CLAUDIO, E’  PROPRIO  QUESTO  CHE 

    MANCA  A  STA  GENTE   .Vivono chiusi nel guscio

    ed escono fuori solo per rubare la marmellata,

    e non si sa mai chi è stato….CHE STATO…!!!!

    Buon Proseguimento agli AntiAntiAntiberlusconiecompany

  • ma, non capisco. cosa c’è di strano in tutto ciò. siamo il paese alla rovescia si o no?!? i disastri, puntualizzerei UMANI (nei disastri non c’è niente di naturale, come vengono normalmente definiti- “disastri naturali, calamità naturali”, ma per favore), la pioggia sarebbe una “calamità naturale”? ma dove, ma quando. l’unica vera calamità qui è lo scempio che fa l’uomo di luoghi e risorse che la natura mette a disposizione.

    è normale denudare una collina, una montagna e poi costruirci un paese a valle? non credo. è normale un’edilizia senza scrupoli, con migliaia di case inutilizzate che pretende ancora di costruire e fare affari senza tenere in alcun conto il diritto alla natura di esistere?

    quel diritto è anche il nostro. gira voce che persino l’uomo sia una creatura naturale. certo guardando a certi esemplari (ad es lurch ghedini) qualche dubbio è pure legittimo.

    com’è che noi esseri naturali riusciamo solo a distruggere tutto ciò con cui dovremmo convivere, tutto ciò che dovremmo proteggere!!!

    la risposta purtroppo è banale: chissenefrega, per ora badiamo agli affari, se succede qualcosa lo si può sempre usare come spot elettorale.

  • In un paese (o mondo) popolato come il nostro non contano tanto le vittime o i morti (in effetti non hanno mai contato), ma i danni strutturali e infrastrutturali. Orbene, si possono fare affari anche con i progetti di ricostruzione post-disastro. Arrivato a L’Aquila, sul luogo del disastro dell’aprile del 2009, Berlusconi  già aveva con sé i progetti di ricostruzione e li mostrava agli aquilani in diretta tivvù. Mai successo nella storia delle disgrazie del nostro disgraziato paese. Efficientismo manageriale?… “Minchia, cchiù veloce della luce fu!” Per presentare un progetto in questo brevissimo lasso di tempo, vuol dire che la Silvio & co. aveva forse preventivamente privilegiato qualche azienda appaltatrice. In effetti il premier aveva già fatto tesoro (nel vero senso della parola) in passato, esordendo nel settore dell’edilizia. Non è vero che le disgrazie vengono sempre per nuocere, almeno non a tutti nuocciono. Mors tua vita sua.

    Lo stesso discorso vale per il ponte sullo stretto. Fioccono miliardi!… L’importante è l’opera più che la sua utilità o funzionalità. C’è sempre questo travaso di capitali: sottrarre allo Stato (cittadini) per dare alle ditte appaltrici (con tutto l’intrallazzo attinente). Si dirà che in fondo gli utenti finali sono sempre tutti i cittadini e la nazione intera ne verrà a beneficiare. Tra una frana e l’altra, un disastro e l’altro, ci si ingegna a realizzare opere faraoniche: ponte sullo stretto, TAV,…

    I disastri sono una vera miniera, specialmente se annunciati, almeno così si ha tutto il tempo di correre almeno, se non ai ripari, agli appalti per la ricostruzione. Altero Matteoli non fa che riconfermare sempre l’inattuabilità e impraticabilità di opere atte alla salvaguardia dell’intero territorio nazionale a rischio, dato che richiederebbero investimenti esorbitanti che l’Italia non può affatto permettersi. Mentre con quelli fatti per il ponte sullo stretto e la TAV, altrettanto esorbitanti, tutto si velocizzerà… anche i disastri.

  • Quando “Dio” creò il mondo non aveva un’idea precisa degli effetti del dissesto idrogeologico. Per rendersene conto fece quindi l’Italia. La fece, da questo punto di vista, fragile fragile, bella ma fragile. Poi si mise al balcone e verificò gli accadimenti.Giudicò in seguito che, pur avendola fatta fragile, l’Italia non era venuta poi tanto male, bastava usare un po’ di attenzione.

    Fece quindi l’uomo, lo dotò di intelligenza e lo pose anche in Italia. E l’homo italicus iniziò a costruire sui letti dei fiumi ecc ecc …

    Una tragedia annunciata su tutte? Vajont, 9 ottobre 1963, 2000 morti.

  • Sarebbe veramente interessante compilare una mappa dei disastri piu’ o meno annunciati che hanno colpito l’Italia, magari limitandosi al lasso temporale che va dall’immediato dopoguerra ad oggi, prima di essere sommersi dalla vastita’ della casistica.

    Tuttavia, piu’ che di una mappa, avremmo bisogno di compilare quello che un programmatore definirebbe un “diagramma di flusso”. Cio’ permeterebbe di visualizzare il tipico andamento con il quale tutte le tragedie annunciate appaiono nei mass media ancora prima che i politicanti di turno corrano a piangerne le vittime.

    Allora scopriremmo che prima dell’evento nefasto un qualcuno aveva lanciato un allarme, rilanciato da un qualche giornalista in cerca di scoop su carta stampata, televisione o radio, magari anche sostanziali distorsioni del contenuto. Verremmo a sapere che un qualche esponente politico locale o nazionale o  un responsabile amministrativo di ente pubblico aveva ridimensionato l’allarme e preso provvedimenti contro chi diffondeva voci false e tendenziose, anche ricorrendo alla magistratura. Poi assisteremmo basiti alla tragedia, magari celebrando colui che per primo aveva sollevato l’allarme, scontando sulla propria pelle, nel migliore dei casi, l’indifferenza dello Stato. Il tutto mentre tante famiglie piangerebbero i loro morti (ed il condizionale non rende merito a cio’ che purtroppo ‘e realmente e troppo spesso accaduto).

    Riferimenti a L’Aquila? Forse al Belice od all’Irpinia?. No, guardiamo al Vajont; alla Val di Stava, alla Valtellina. Alle alluvioni del Piemonte. Se acqua e terra non bastassero come elementi gia’ troppe volte distruttivi, potremmo considerare anche il fuoco in termini di eventi potenziali: il Vesuvio ed i Campi Flegrei a Napoli, l’Etna che guarda su Catania ed il suo comprensorio. Ho volutamente omesso gli incendi in quanto troppo spesso dolosi.

    Temo manchino esempi con l’elemento aria; forse la natura in Italia ci ha risparmiato uragani e tornado, ma credo che i rischi che corriamo a causa di terra aria e fuoco siano piu’ che sufficienti a giustificare una azione coerente di prevenzione.

    Giuliano

     

     

     

  • sono pienamente d’accordo con quanto hai detto.

    E’ più semplice infinocchiarci con il regalino dello sgravio IRPEF che poi naturalmente dovremo restituire con gli interessi e proclamare”COSI AIUTIAMO LE FAMIGLIE A RILANCIARE I CONSUMI”

    E poi sottobanco per sistemare i processi del cavaliere si propone di mandare a casa con un nuovo MOSTRUSO E ABOMINEVOLE INDULTO tutti coloro che se condannati dalla giustizia italiana, rientrino in una forbice di pena di massimo 10 anni.

    MORALE: VADO A DELINQUERE, VISTO CHE SONO CASSINTEGRATO, FACENDO BENE ATTENZIONE A COMMETTERE UN REATO PER CUI LA PENA MASSIMA CHE MI BECCHEREI SIA  INFERIORE A 10 ANNI.

    I NOSTRI VECCHI DICEVANO: IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

    IL PROBLEMA è CHE IN QUINDICI E ROTTI ANNI DI SFACELO POLITICO LA CANCRENA SI è SPOSTATA DALLA TESTA.

    FORSE è ARRIVATO IL MOMENTO DI APRIRE GLI OCCHI E DI COMINCIARE A RAGIONARE CON LA NOSTRA TESTA

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