Una mappa per Bettino Craxi


La verità è semplice. Il sole riscalda, lo sa bene un gatto. Le notti invernali sono fredde, specialmente a Milano. Lo sanno bene i barboni della stazione centrale.
I ragionamenti semplici sono come una linea retta che unisce due punti. Non devi far altro che metterti in movimento: le leggi della natura ti condurranno a destinazione. Non puoi perderti, non puoi sbagliarti: l’evidenza delle intuizioni elementari mette tutti d’accordo. La verità è come uno specchio d’acqua limpido e cheto. Seguirla è rilassante, dona un senso di pace.
Se invece vuoi fare in modo che la gente si incammini verso una direzione diversa, sbagliata, allora devi confonderla. Devi alzare un polverone proprio in prossimità del bivio, devi fare impazzire gli aghi delle bussole, devi gettare un sasso nello stagno. Nel trambusto di fango in sospensione e pesci che fuggono, sarà semplice convincere le menti impaurite di ogni sorta di bugia, perché la verità sarà ormai indistinguibile ed ogni cosa oltremodo incerta.
Così, ogni lestofante che voglia perseguire i suoi personali interessi sa che deve gettare parole di fuoco sui cittadini, deve intimidirli accentuando pericoli di modesta entità, deve inscenare una competizione tra galli raccogliendo scommesse per creare gruppi e fazioni di cittadini che, da amici, si trasformano in tifosi di squadre avverse, divisi dalla maglietta di un club di calcio, da un simbolo di partito, da una statuina del duomo di Milano che cade su uno stagno torbido, per confondere ancora meglio le idee ed impedire ogni spiraglio di luce.
Quando tutto intorno a te si fa oscuro e non sei più in grado di decidere quale debba essere il prossimo pensiero, la soluzione non è dare ascolto a chi grida più forte, a chi vuole convincerti che presto l’acqua evaporerà, che i fondali stanno smottando ed entro breve una voragine inghiottirà tutto quanto. Al contrario, bisogna fermarsi, restare calmi e prendersi tutti quanti per mano. E bisogna cercare di ricordare, di unire sensazioni e memorie di chiunque abbia ancora conservato un frammento di verità, l’immagine mentale della linea retta che unisce un problema alla sua soluzione.
Bisogna disegnare una mappa e seguirla con la fede dei re magi che inseguivano la stella cometa.
Letizia Moratti vuole intitolare una via o una piazza di Milano a Bettino Craxi. Nella confusione dei predatori che si aggirano nello stagno, aiutati dal fango e dai liquami provenienti dagli scarichi fognari degli intellettuali disonesti, c’è chi attribuisce a Craxi la levatura di uno statista.
Fermi. Non agitatevi. Apriamo la mappa, tutti insieme.
Uno statista è innanzitutto, in via prioritaria, un uomo di Stato. Un uomo di Stato ha preminentemente il senso dello Stato, così come un astronomo conosce le leggi della fisica in accordo alle quali esercita la sua professione. Uno Stato è tale perché ha leggi che regolamentano la convivenza dei suoi cittadini. Uno statista rispetta tali leggi come un automobilista rispetta il codice della strada. Gli automobilisti che trasgrediscono a limiti e divieti, infatti, sono definiti pirati.
Bettino Craxi si è mosso all’interno delle istituzioni come un pirata somalo abborda i mercantili nelle acque internazionali. Il 12 novembre 1996 è stato condannato a 5 anni e 6 mesi per corruzione nell’ambito del processo Eni-Sai. Il 20 aprile 1999 è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito nell’ambito della costruzione della metropolitana milanese, oltre che a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e al risarcimento di 10 miliardi di vecchie lire alla MM. Vittorio Feltri disse allora che Craxi aveva usato i soldi solo per finanziare il partito. Nella logica utilitaristica del direttore del Giornale, questa doveva essere un’attenuante: lecito infrangere la legge per finanziare chi, nell’esecutivo, dedica la sua attività a scrivere le stesse leggi da infrangere. Feltri, oggi come allora, era un perfetto agitatore, intorbiditore di acque stagnanti. Peccato che del frutto di quelle tangenti, ben 50 miliardi furono utilizzati dal presunto statista per finanziare il canale televisivo GBR della concubina Anja Pieroni – una predilezione, quella di Craxi per le televisioni, che non porterà fortuna agli italiani -, per acquistare immobili e perfino per pagare l’affitto di una casa in Costa Azzurra per il figlio.
Non solo, prima della sua morte Bettino Craxi era già stato condannato a 4 anni e ad una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian, il 13 luglio 1998; a 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999; a 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione, il 15 giugno 1999; a 3 anni in appello bis per il caso Enimont, il 1° ottobre 1999. Inoltre fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998 per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni.
Non solo, il retaggio della sua visione politica ci ha regalato Fabrizio Cicchitto, Giulio Tremonti, Ottaviano Del Turco, Gianni De Michelis, Bobo Craxi e, soprattutto, il successo commerciale di Mediaset e quello politico di Silvio Berlusconi, che ancora oggi non si sa dove finisca l’uno e dove cominci l’altro. Tanti nipotini grati, che non dimenticano le loro origini e amano revisionare la storia per piegarla a ciò che è loro strumentale. Tanto, la storia non la conosce nessuno: è giusto quindi che tenti di scriverla chi crede di essere un vincitore.
Questo era l’aspetto dello specchio d’acqua prima che piovessero polpette e bidoni colmi di escrementi dal cielo. Ricongiungiamo ora i punti ancora liberi e mettiamo in connessione le sinapsi rimanenti: cosa emerge dalla mappa?
Emerge questo: che i comuni intestano strade, vicoli e piazze sulla base del concetto di benemerenza. Altresì, i comuni sono diretta emanazione del concetto di stato, dal quale ereditano la definizione dei valori che danno luogo alla benemerenza e di cui devono rispettare i principi, sanciti mediante l’espressione dei tre poteri. Non è affine a tali principi chi riceve medaglie al disvalore, richiami e provvedimenti disciplinari come una o più condanne penali. La benemerenza è la misura della corrispondenza tra i valori individuali e quelli del collettivo di cui il presunto benemerito fa parte. Uno statista non è tale, nè tantomeno può essere quindi benemerito, se la sua azione politica agisce in contrasto alle leggi dello stato, così come un’astronomo non è tale se conduce studi o pruduce risultati ottenuti mediante l’infrazione delle leggi della fisica.
Ma se Bettino Craxi non è uno statista, nè tantomeno può essere considerato benemerito, allora Letizia Moratti – che deve agire secondo i principi ispiratori dello Stato di cui è cittadina e dipendente –  non ha titolo alcuno per intestargli una via, una piazza e neppure una targa nella più piccola delle aule circoscrizionali.
 Ecco cosa dice la mappa! Ecco la direzione che i cittadini informati, silenziosi, nel tenersi per mano devono seguire, come un sottomarino segue il segnale radar, per inattivare quel senso di crescente confusione intellettuale che i pirati senza scrupoli, che saccheggiano il buonsenso per impadronirsi del bene comune, alimentano con le loro danze folkloristiche, agitando asce di guerra artificiali per venderci collane di perline colorate.
L’epoca degli Indios d’America è finita. Leggete la mappa, passatela ai vostri conoscenti e spiegate loro come interpretarla, perché la strada più veloce che unisce due punti è sempre e solo una retta. Chi vuole farvi passare da una provinciale piena di curve e tornanti, in realtà vuole solo che vi fermiate al suo autogrill, per lasciare giù 10 o 15 euro di consumazioni a testa.
Sabato pomeriggio, 9 gennaio 2010, sarò a Milano, in piazza Cordusio, all’angolo con Via dei Mercanti, dalle 14.00 alle 17.30, insieme a Piero Ricca, Salvatore Borsellino, Daniele Martinelli, Giulio Cavalli, Daniele Biacchessi, Micromega e tanti altri. Proveremo a spiegare ai milanesi qual è la differenza tra uno statista e un condannato in via definitiva per corruzione e finanziamenti illeciti. Qui l’evento su facebook.
Venite e portate la mappa con voi.

31 commenti

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  • Diversi mesi fa sono stato all’hotel mediterranee a Pegli (GE) ad ascoltare le parole di Bobo Craxi, era la prima ed unica volta che mi recavo ad un incontro pubblico di un partito con i cittadini. Ho resistito ben 3 ore prima di tornare a casa. In quel tempo trascorso, seduto in mezzo ad una platea di vecchi mi sentivo come il protagonista del film “L’uomo che visse nel futuro” http://it.wikipedia.org/wiki/L'uomo_che_visse_nel_futuro

    Le persone attorno a me erano gentilissime, ma prive di ogni senso critico. 

  • sabato, ahimé, nn posso prendere il treno per milano, ma so già che sarà memorabile il pomeriggio in piazza cordusio!

    che figata potervi vedere passare il megafono tu, ricca, martinelli, papillo per aprire gli occhi ai  milanesi passanti ed indifferenti… per non parlare dell’egregio borsellino a cui ho avuto l’onore di stringere la mano in un’altra agorà di quimilanolibera sempre in p.zza cordusio quando manifestavano contro il giornalaccio di feltri, direttore specializzato in killeraggio ad personam.

    ma conto di esserci prossimamente da quelle parti: al no d’alema day!

    appoggerai l’iniziativa?

    io la trovo azzeccatissima e opportuna.

    grazie per l’info che fai da tempo con professionalità e costanza e ti saluto sperando proprio che questa esperienza di connettere vari bloggers in battaglie comuni possa continuare perché io la trovo vincente in questi tempi feroci.

    grazie ancora e ari-congratulations!

  • Questa sera 6 gennaio 2009, su RaiNews24 alle ore 23 ci sarà una trasmissione che parlerà di Giampaolo Giuliani.

    Già in questo momento c’è lo speciale “Calza e macerie” sul terremoto aquilano (purtroppo lo sto vedendo solo da pochi minuti).

  • Ho guardato il bel video che hai caricato,alla fine mi è tornato in mente un vecchio slogan degli anni 70 che diceva “il potere sta sempre nel fucile ” purtroppo.

                                  auf wieder sehen

  • “Tanti nipotini grati, che non dimenticano le loro origini e amano revisionare la storia per piegarla a ciò che è loro strumentale. Tanto, la storia non la conosce nessuno: è giusto quindi che tenti di scriverla chi crede di essere un vincitore.”

    Giusto Claudio, parole sagge come sempre. MA!

    Una mappa non è una mappa se non è completa. Nel nostro caso ci vorrebbe un intero MAPPAMONDO, esteso nello spazio e nel tempo, non è facile.

    Ma almeno deve comprendere anche gli altri nipotini, quelli di Goldman Sachs, se no non capiremo mai nulla della nostra storia. E quelli sono ancora vivi e vegeti.

    • Scusa la durezza, ma tu pensi che se degli “sporchi negri” portassero in porto le navi sequestrate con a bordo rifiuti tossici, troverebbero ad aspettarli i giornalisti ad accogliere le loro lamentale e pronti a denunciare al mondo questi scempi?? …forse hai ragione su alcuni passaggi dell’articolo, ma non è attaccando i “particolari” che si risolve il problema. L’uomo occidentale sta usando il mare come discarica. Le prove ci sono, tante. L’informazione è assoggettata e schiavizzata al denaro e al potere. Gli stati “avanzati”, controllati da lobby, fanno il bello e il cattivo tempo ovunque: scatenano guerre, appoggiano l’instabilità, e fanno affari d’oro sulla pelle degli altri. Guarda in Nigeria cosa stiamo facendo NOI ITALIANI…

      Mi piacerebbe tornare all’innocenza dell’infanzia, dove il male esisteva solo nei films, e il bene vinceva cmq sempre… la verità è ben altra, e a fare gli eroi nessuno ti da una pacca sulla spalla, al massimo una pallottola in testa, o qualche chilo di tritolo sotto casa di tua mamma, o in autostrada…

      Non fermatevi mai solo sui particolari: guardate lo schema, l’insieme, l’universo dei dati da analizzare. solo dopo contestualizzate i particolari. La verità assoluta non esiste: solo percezioni di essa, pari al numero di persone a conoscenza in qualche modo dei fatti.

      In fondo l’unica verità inconfutabile non è la causa, ma l’effetto. Il problema di oggi è che si cerca di dissimulare gli effetti.

    • Sarebbe come se l’anonima sarda giustificasse i rapimenti con la lotta allo scempio delle coste dell’isola.”

      Magari! Che meraviglia se quei quattro rincoglioniti facessero la guerra a quei quattro figli di puttana!

      Dai ragazzi, organizziamo un volo charter per la Somalia, contro l’ENI!

    • Entriamo anche noi nel fuori tema. Credo che sia abbastanza attendibile l’articolo su http://www.viewzone.com/pirates.html. Il “pirata” somalo, Januna Ali Jama, ha chiaramente affermato che le loro azioni contro le navi da carico straniere sono finalizzate a fermare il dumping dei rifiuti tossici. “Stiamo reagendo alla devastazione causata dai rifiuti tossici che sono stati continuamente scaricati sulle spiagge del nostro paese per circa vent’anni. La costa della Somalia è stata distrutta”.

      In Italia sappiamo che ci sono rifiuti tossici buttati in mare, carrette marine affondate assieme al suo contenuto. E mi sembra ci sia stato anche qualcuno del governo mafio-ladro che ha tentato di negare il tutto. Figuriamoci cosa può succedere in Somalia, ormai terra di nessuno, e soprattutto senza giornalisti attendibili, come lo furono Ilaria Alpi e il suo amico. Laddove non vi è più informazione, né Stato, mé diritti, è ovvio che ci sguazza la malavita e il comercio illegale; sembra che in Somalia anche la delinquenza organizzata italiana abbia un suo ruolo importante.

      Voglio dire che se in Italia (che sembra ancora sia ancora uno Stato di diritto) scaricano rifiuti tossici in mare, cosa può succedere allora in una terra di nessuno? L’articolo su http://www.viewzone.com/pirates.html  è abbastanza attendibile anche se, paradossalmente, fosse stato stilato tirando a indovinare o magari soltanto con l’ausilio della fantasia…

  • Claudio, vorrei chiederti se sarà possibile approfittare dell’evento per partecipare al “finanziamento” del vostro imperdibile e insostituibile lavoro… in altre parole, sarà possibile comprare “internet x giuliani”, o agende rosse, ecc ecc? Certo non navigo in buone acque, ma fanculo, piuttosto che dare quei soldi per il canone rai (faccio parte del popolo della “tv spenta”, da un anno e mezzo), preferisco darli per una causa giusta: la conoscenza.

    Grazie.

    A sabato

     

  • accidenti, il video mi ha commosso, alla fine ho proprio pianto.

    non ci sono parole, dedicare una via a bottino craxi è l’ennesima bestialità del nostro paese alla rovescia. e si, siamo rovesciati come calzini, il bene è male e il male è bene. la ventata di revisionismo che arriva da tutte le parti fa impressione, anche perchè le cose davvero importanti, i personaggi della storia italiana davvero importanti si fa di tutto per dimenticarli.

    sinceramente non ce la faccio più. ultimamente non riesco più neanche a stare tanto in rete, la fruizione della realtà-realtà che la rete ti offre comincia ad opprimermi.

    Claudio, non so dove trovi la forza e l’energia per continuare a fare quello che splendidamente fai.

  • Dopo la via a Craxy, pare che la Moratti, per aiutare il processo di integrazione culturale degli immigrati arabi, creerà
    Piazza Alì Babà e i 40 statisti.

    Italiani memoria da pesce rosso.

    • Significa che lo slogan
      “Che sfiga, che sfiga, non muore mai …”
      ha donato l’immortalità al personaggio in questione.

      La prossima volta bisogna stare molto attenti agli slogan, soppesare meglio le parole.

    • Che vuoi farci, sono i problemi del relativismo etico: per me rubare anche solo conto terzi è reato, per te è peccato veniale. Si vede che non paghi le tasse, evidentemente; non che sia grave, in fondo lo fanno tutti…

  • topo.ruggente ha scritto :
    Significa che lo slogan”Che sfiga, che sfiga, non muore mai …”ha donato l’immortalità al personaggio in questione. La prossima volta bisogna stare molto attenti agli slogan, soppesare meglio le parole.

     

    Si narra che Edoardo I, conquistato il Galles, avesse promesso ai gallesi di nominare loro “un principe nato in Galles che non parla una parola di inglese”; mantenne la promessa facendo nascere suo figlio in Galles.

    In definitiva, sì: non solo bisogna stare attenti a quello che si chiede, ma anche a ciò che viene promesso. Se -per dire- Silvio promettesse di abbassare le tasse, probabilmente sta parlando delle sue.

  • In ufficio non posso accedere ai filmati, ma ora, a casa, sì

     

    Grazie. Grazie Claudio per avermi riproposto questo video.

    Premendo sulle ferite della mia anima, posso sentire montare l’indignazione verso chi opprime il prossimo, in un’assenza di cultura e di coscenza.

    Coscenza con la quale continuerò a passare, condividere, le cose che so, che cerco, sulle quali ragiono. Qualcosa si muove, ma bisogna spingere, fare leva, tutti quanti, sempre di più, uno sforzo ancora, e ancora, e sorreggere chi comincia a sentir la stanchezza. In fondo, questa è una guerra, dove le armi sono la conoscenza e la speranza di un mondo migliore, che alla fine non è altro che il nostro futuro.

  • Vorrei tanto andare ma mi sa che non ce la faccio!

    La sola idea di una via a bettino mi contorce lo stomaco. .

     

    P.S Claudio ti ho fatto una (piccola) donazione, spero che sia arrivata.

    Purtroppo sono uno studente universitario, non posso fare più di così!


  • Io non riesco nemmeno a pensare con quale coraggio certa gente proponga queste cose….l’unica spiegazione è che ci prendono veramente per deficienti…è cosi!

  • Spero di esserci domani, salvo reperibilità -.-

    Comunque grazie per tutto quello che fai, sempre. 

    Ci saranno anche Grillo e Di Pietro domani!

    Facciamoci sentire.

  • Se craxi non era uno statista ….. (povera italia) oggi c’è il Buio Assoluto….bisogna importarlo dall’estero un vero statista….ecco perchè Berlusconi prende tanti voti pur non essendo un politico, proprio perchè non è un politico statista (cioè buio assoluto fra i politici) è ben visto e viene votato.

    I cittadini vedono capiscono e intuiscono, non hanno bisogno ci sia qualcuno che gli spieghi le cose.

     

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