Il Decreto Romani è passato

  Il Decreto Romani è passato.
Il significato di Servizio Media Audiovisivo è stato però ridefinito, escludendo esplicitamente:

 


– i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse;
– ogni forma di corrispondenza privata, compresi i messaggi di posta elettronica;
– i servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi;
– i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale, quali, a titolo esemplificativo :

  1. i siti internet che contengono elementi audiovisivi puramente accessori, come elementi grafici animati, brevi spot pubblicitari o informazioni relative a un prodotto o a un servizio non audiovisivo;
  2. i giochi in linea;
  3. i motori di ricerca
  4. le versioni elettroniche di quotidiani e riviste;
  5. i servizi testuali autonomi;
  6. i giochi d’azzardo con posta in denaro, ad esclusione delle trasmissioni dedicate a giochi d’azzardo e di fortuna.

E’ stata quindi recuperata la definizione di servizio audiovisivo originale, così come era stata raccomandata nella direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), che escludeva esplicitamente i siti internet privati come soggetti coinvolti nelle nuove norme:

«La definizione di servizio di media audiovisivo non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse.»

In un eccesso di zelo, Romani l’avevo ripresa nel seguente modo:

«Non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.»

Spariva cioè ogni riferimento sia ai siti internet privati (per esempio questo blog) che ai servizi che distribuiscono contenuti generati da utenti privati ai fine della condivisione (leggi YouTube).
Repubblica sostiene che permanga una zona d’ombra per quanto riguarda i servizi di videosharing, quando nel testo del Decreto Romani si fa riferimento ad un servizio di media audiovisivi non lineare come “un servizio di media audiovisivo fornito da un fornitore di servizi di media per la visione di programmi al momento scelto dall’utente, e su sua richiesta, sulla base di un catalogo di programmi selezionati dal fornitore di servizi di media“.
Potrebbe applicarsi a YouTube, se non fosse che nel caso specifico il catalogo di programmi non è selezionato dal fornitore, che non opera alcuna cernita, a meno che per “selezione” non si vogliano intendere le pagine delle classifiche e i video in evidenza nella homepage.
Sarebbe curioso che i portali di condivisione video si trovassero costretti, in via prudenziale, a non pubblicare più la pagine dei video più popolari o di quelli più visti.
Potrebbe sembrare che la battaglia contro il Decreto Romani abbia dato i suoi frutti, ma da una legislatura che in soli due anni ha espresso ben otto provvedimenti estremamente pericolosi per la libertà della rete, sarebbe ingenuo attendersi sonni tranquilli. E’ necessario continuare a fare pressione, anche e soprattutto sulla comunità internazionale, per scongiurare nuove sconcertanti iniziative legislative, che in Italia sono costantemente all’ordine del giorno.
La pubblicazione del video “Mr. President, help the Internet in Italy“, prevista per il 5 marzo, è slittata di qualche tempo per dare modo a tutti di comprendere a fondo il testo del decreto.
A tutti i colonnelli, i tenenti, i luogotenenti, i caporali e soldati della rete: tenete semre e in ogni caso alta la guardia e caldi i polpastrelli.

32 commenti

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  • Avendo imparato a conoscere sti BASTARDI,non mi fido delle prime apparenze,è capace che vi si nasconda qualche trucchetto legislativo,non ne sarei stupito.

                                                 auf wieder sehen

  • le web tv che guadagnano anche due lire da adsense sono incluse ,perche’ i video non sono marginali.

    La regola e’ quella di inviare una dichiarazione all’agcom per poter andare avanti, ma quasi sicuramente questo comportera’ altri adempimenti che al momento non e’ dato sapere.

    gia’ per certo c’e’ che l’agcom puo’ prendere i provvedimenti che riterra’ per violazione del copyright. Si suggerisce di riprendere le persone senza occhiali di marca e inquadrando verso il cielo, per evitare contestazioni …

    Un’altra da capire e’ se si applica anche a chi vende i video (corsi di formazione, approfondimenti, documentari).

    Oppure diventare giornali.

    Vi seguiro’ con piacere sperando che qualcuno riesca a capire quel benedetto art. 4

  • Allora, ripeto la domanda anche qui.

     

    Visto che la discriminante sembra essere l’aspetto economico, perche’ mai QUESTO video-blog non dovrebbe essere condizionato da questo immondo decreto??

     

  • Mi spiego meglio, questo passaggio credo includa un gran numero di blog:

      “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”

     

     1) attivita’ economiche,

     2) concorrenza con la televisione

     

    Io credo che questo (come molti altri blog) si debbano reggere con le proprie gambe (attivita’ economica) e facciano concorrenza alla TV… cosa mi sfugge??!


    • Al momento, purtroppo, questo videoblog non si regge affatto con le proprie gambe, ma rappresenta anzi un ulteriore peso sulle spalle. Le entrade AdSenso sono scandalosamente ridicole (certi giorni neppure cappuccino e brioches).

      Ritengo che in ogni caso, la parola “precipuamente” escluda tutti i siti che non fanno e-commerce come forma prevalente, e la locuzione “siti internet privati” escluda in ogni caso i blog (questo è un blog privato).

      Però, come ben sappiamo, occorre vigilare e vedere come la norma verrà recepita ed eventualmente “ampliata” nel prossimo futuro. In ogni caso aver creato un precedente è grave perché poi è un attimo infilarci un prossimo disegnino di legge che modifichi un comma… et voilà. Le cose si fanno sempre per gradi.

      Comunque bisogna attendere di leggere il testo in maniera compiuta e con gli occhi esperti di un giurista, per esempio Guido Scorza che presto interpellerò.

    • Credo ti sfugga che ciò che hai citato è tutto quello che non rientra nella definizione di Servizio Media Audiovisivo. E quindi i blog come questo (e come altri) non rientrando nella definizione di SMA non vengono toccati da questo (immondo?) decreto.

      Credo che un’altra cosa che ti sfugga sia la differenza tra un blog ed una televisione.

      Un blog, per esistere, non ha bisogno di togliere spazio a nessun altro. Può esistere -paradossalmente- anche senza essere mai stato visitato da nessuno. Sei libero di scegliere se guardarlo oppure no. E invece di poter scegliere fra 8 tasti, puoi scegliere fra “milioni” di tasti.

      Mentre le televisioni, come ben saprai, funzionano in maniera diversa. Per trasmettere hanno bisogno delle famose frequenze. Che non sono illimitate. E che sono di tutti, quindi gestite dallo Stato. Che le da in concessione avendo a disposizione un numero limitato di “canali” (8 se non sbaglio). Ed è per questo che sono sottoposte a delle leggi ben precise. Perché esistono in virtù della concessione statale.

      La televisione raggiunge ancora platee immense (milioni di persone), mentre questo blog (non me ne abbia Claudio, non è colpa sua) viene frequentato da qualche migliaio di persone al giorno. 

      Ti sembrano paragonabili?

      A me francamente no.

      Se poi vogliamo guardare l’aspetto economico, beh qui la tua posizione è francamente insostenibile.

      Questo blog è finanziato da privati cittadini e non dallo Stato (vedi i vari giornali e non solo). Se Claudio riesce a raccogliere qualche soldino in più mettendo dei banner pubblicitari buon per lui.

      Ma non lo si può certo paragonare alla tv. Nel caso del blog IO scelgo se pagare (donare sarebbe un termine più appropriato) per aiutare quella persona a fare meglio quello che fa.

      Nel caso della televisione, invece, io sono costretto a pagare la pubblicità pur avendo smesso di guardarla anni fa. Perché? Perché la pubblicità la paghi quando acquisti un prodotto. Il prezzo della pubblicità di quel prodotto è già incorporato nel prezzo del prodotto stesso. E quindi, mio malgrado, anch’io verso il mio obolo alle televisioni.

      A me sembra una questione di libertà no?

      Nel caso dei blog sono libero di scegliere. Nel caso delle televisioni no.

      Mi sfugge qualcosa?

       

       

  • Ci vuol coraggio per dire che un videoblog come questo fa concorrenza alla televisione. In cosa farebbe concorrenza? E’ un blog privato in cui un certo Elrond Messora 😉 dice quel che pensa su vari argomenti di attualità. Punto. Per farlo sceglie spesso il video, ma questo è incidentale, potrebbe scegliere il linguaggio delle balene o l’alfabeto Morse, ma sceglie il video. Basta questo per farne un concorrente della TV? Allora se io scrivo nel mio blog faccio concorrenza alla Mondadori?

    Quanto all’aspetto economico, non è l’attività prevalente. Non vi è scopo di lucro. Se poi ci guadagna coi Google Adsense (ma ne dubito) questo non basta a configurare una attività a scopo di lucro.

  • Alla peggio, quindi, bastera’ semplicemente falsificare i bilanci del blog… (!!!!!)

    Era una battuta, qualora non si fosse capito.

     

    Restiamo in attesa di saperne di piu’ allora.

     

  • Secondo me questo blog FA concorrenza all’informazione televisiva…

    Almeno e’ nelle intenzioni di chi lo ha creato.

    Come del resto e’ intenzione di chiunque abbia un blog di informazione rappresentare una alternativa ai TG nazionali.

     

    Io, ad esempio, non guardo alcun TG… ma sono abbastanza informato dei fatti… ^__^

    Non vedo proprio per quale motivo questo aspetto debba essere una discriminante, invece di essere motivo di vanto.

    • Aspetta… qualsiasi blog che tratti argomenti di attualità fa informazione, così come la fanno giornali, radiogiornali, telegiornali, talk show, altri blog e qualsiasi pazzerello che sale su una scaletta in mezzo ad una piazza e arringa i passanti.

      Non ci sarebbe nulla di male se fosse concorrenza, intendiamoci, ma secondo me non è concorrenza. Tuttalpiù costituisce una integrazione al sistema informativo, un qualcosa in più che nulla toglie al resto. Non è un canale televisivo che trasmette il servizio di Claudio alle 19:00 e tu devi scegliere se vedere questo o il TG4 (scelta non facile).

      Io mi guardo Annozero e Presadiretta, poi, prima di andare a dormire, mi “parso” un po’ di blog, tra cui questo, e se c’è qualche novità me la guardo e vado a letto tranquillo. Dov’è la concorrenza con TV o altri blog?

      Una TV poi non fa mica solo informaziome, fa anche sport, film, giochi, canzonette e grandi fratelli. E’ proprio un altro mondo. Quindi è un po’ forzato parlare di concorrenza.

  • come si dice in questi casi, una mano davanti e una dietro

    Però un bel respiro di sollievo non me lo leva nessuno! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah! ce l’ho anche onomatopeico / fumettoso: fiuuuuuù!

  • Io mi reputo solamente un piccolo soldato cmq grazie Claudio per le info che ci dai.

    A proposito quando inizi a spedire i video di Internet For Giuliani? Non vedo l’ora di vederlo 

  • Mi piace pensare che se qualcosa di peggio è stato sventato, lo dobbiamo in (minima?) parte a noi semplici cittadini, con la nostra scorta illimitata di cyber-incazzature.

    Sarebbe facile spaparanzarsi sul divano a guardare la televisione, avrebbe un effetto rilassante (tipo sniffare colla suppongo), ma non è la strada che ho scelto io. E NO CAZZO!!!!

    Saluti e auguri a tutti!

  • DAL SITO DI ANNOZERO

    0 A RO

    DAL SITO DI ANNOZERO

    MANIFESTAZIONE SOTTO LA SEDE RAIIL 2 MARZO DALLE 20.00 A ROMA IN VIA TEULADA 66
    Giovedì Annozero non andrà in onda. Domani, Martedì 2 Marzo, a partire dalle ore 20.00, presidio sotto la sede RAI di Via Teulada 66 a Roma
    Davanti agli studi da cui sarebbe dovuto andare in onda Ballarò, la Federazione Nazionale della Stampa italiana chiama tutti i cittadini a protestare contro la decisione di fermare i programmi d’informazione (Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola) in campagna elettorale.

    MA IN VIA TEULADA 66

  • lol bel finale claudio…. ovviamente non sono soddisfato….sembra quasi che labbiano cambiata per smuovere lopinione pubblica e smentirsi dal loro federalismo che anche  se più lentamente prende vigore nella nostra nazione… ho fatto una considerazione….

    noi saremo i vecchi del nostro futuro….anziani democratici…. come è vero  che la vita e come un circolo vizioso….i nostri figli vivranno le nostre disgrazie ma con un buon pensiero^^’…..

    sai=D e da parecchi mesi che leggo il tuo blog…. perchè non inserisci un contatore dei gg mesi e anni di iscrizione u.u…..dopo tutto ci sono tanti claudio dipendenti, vogliamo la nostra medaglietta di libera informazione=D

  • io non ci troverei niente di male se blog come questi venissero pagati dai cittadini in una qualche forma statale……..

    quello che ho visto con questo blog è stupefacente…è vera informazione…

    botte di 3-4 articoli al giorno uno piu interessante ed attuale dell’altro….a volte non riesco neanche a starci dietro !!!!!

    blog come questi andrebbero sonvenzionati dallo stato….non ho alcun problema a dirlo !!!!

    magari ogni mese i cittadini votano se merita la paga o no !!!!

  • Le sovvenzioni statali le lascerei ai giornalai d’accatto.

    Quando ricevi soldi dallo stato diventi automaticamente un braccio armato del potere.

    Solo se sei libero da vincoli PUOI davvero e seriamente scrivere cio’ che devi scrivere e raccontare la verita’.

    Sempre, ovviamente, nei limiti dei propri mezzi…

    I blog DEVONO essere finanziati da chi li legge.

    … a proposito… ^__^ appena posso!!! lo faro’… eh eh eh, un po’ di sana coerenza non guasta mai.

     

  • intanto caro Claudio vorrei fare la sspecifica che questo decreto e’ passato grazie alla  mancanza di reale opposizione e anzi con l’appoggio di diversi componenti del Pd,perche’ fa comodo a tutti calmierare le future possibilita’ che avrebbe avuto la rete di esprimere attraverso le piattaforme di streaming una alternativa reale all’offerta televisiva tradizionale.

    Il problema signori non sono i siti web che forniscono contenuti e soprattutto lo fanno spesso,nel caso dei blog,in modo contestualmente estraneo a una gestione imprenditoriale ed economica ma mirando a fornire occasioni di informazione alternativa e critica per passione,diletto o iniziativa sociale,il  problema  e’ che quando a breve il televisore sara’ un ricettacolo di possibilita’,avendo piena partecipazione alla rete tramite una codifica che  e’ ormai esclusivamente digitale,nessuno che sia fuori dalla solita ghenga potra proporre alcunche’ in streaming che sia legato alla’informazione e all’intrattenimento,lasciando tutto nel solito piatto,dei soliti noti e dei soliti bastardi che sono abituati a mangiarci con i  commensali di loro fiducia.Perche’ a questi signori fa paura quell’utenza che al  computer non accede,per oggettiva difficolta’ ad usarlo o diffidenza nel farlo,ma che attraverso la digitalizzazione televisiva avrebbero potuto accedere tramite un telecomando ai contenuti della rete e quindi a canali televisivi alternativi che sinceramente costa poco mettere su’,gestire e che magari sarebbero proliferati come le tv libere in tempi passati.

    A parte quest’osservazione,il decreto per quanto sembri scremato da molti aspetti critici,in realta’ si presta a molte ,troppe interpretazioni,che magari potrebbero essere facilmente usate verso chi magari col blogging ottiene anche il risultato di colpire nel segno e far pensare,non piace a questa gente chi pensa e fa pensare…..

    Inoltre,a

     

  • Che allocco che sono! E chi vuole di voi può unirsi!

    Ho seguito come tutti con ansia e rabbia le vicissitudini di questo decreto. Ho temuto per la libertà in internet, per la libera informazione, per la libera diffusione di notizie ed opinioni, ma poi leggo appena adesso il Fatto e capisco tutto.

    MR. B. GIOCA SU PIU’ PIANI. Sicuramente quello sociale, di frenare la diffusione di una internet libera, ma anche quello economico, forse il più importante per lui.

    Ecco a cosa serve veramente il decreto romani. Questa è la sorpresa nascosta tra le pieghe del clamore della libertà di internet, che smuove miliardi e sposta gli equilibri sempre più a favore dello strapotere di Mr.B.:

    3) Tv. Il decreto non dimentica la tv tradizionale: taglia di un terzo gli affollamenti pubblicitari per Sky, e premia invece Mediaset trasformando le televendite in programmi, e non più in spazi pubblicitari. Aumenta perciò la pubblicità che le reti del Biscione potranno mandare in onda a scapito di Sky.

    Il decreto romani è l’ennesima legge ad personam (o ad aziendam, secondo la dettagliata classificazione che fa Travaglio)

    Saluti.

     

  • A proposito della presunta concorrenza di questo come di altri blog alla TV.

    Non conta cio’ che pensate voi o cio’ che penso io… o cio’ che dice la legge.

    Ma conta cio’ che pensa il legislatore che ha scritto la legge e conta l’interpretazione che ne verra’ data nel momento della sua applicazione.

     

    QUINDI, se qualcuno vorra’ dire che questo come altri blog facciano concorrenza alla TV sul piano dell’informazione (concorrenza non vuol dire avere l’esclusiva) nessuno potra’ impedirlo.

    Comunque, non e’ detto poi che qualcuno abbia sul serio la volonta’ di andare fino in fondo… il rischio dello sputtanamento mondiale e’ forte.

     

    • infatti……questo è quello che fanno !!!!!

      tremila articoli, articolini, articoletti in mezzo a decreti leggi, rendono le regole interpretabili in qualunque direzione ….come vogliono loro….

      purtroppo è cosi, come sempre è stato comunque sin dall’inizio…..

  • Non riesco a capire cosa si intende per "privato".  Presupponendo che non sia una categoria residuale rispetto ai siti della Pubblica Amministrazione (pubblici?), e che non si tratti quindi di proprietà del dominio e dei contenuti, immagino ci si avvicini al concetto di sito "personale". Ma anche in questo caso quando un sito personale è privato? Quando lo legge il realizzatore e due o tre amici?, Quando solo il titolare ci può scrivere?

    Se pubblicassi una serie di video sullo stile "passaparola" di Travaglio, e mi guardassero solo i miei amici, il mio blog potrebbe rientrare nel concetto di "privato"…

    se poi, siccome sono un figo, dovessi avere un grande successo nazionale (o internazionale)… tanto che qualcuno dovesse preferire me alla Defilippi… cosa succederebbe? Automaticamente passerei da privato a "non privato"? Eppure il blog sarebbe sempre lo stesso! Dove entra la norma?

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