La degenerazione della democrazia? Tutto previsto!


La tornata elettorale che si è conclusa ieri entusiasma e lascia l’amaro in bocca. Contemporaneamente. Come un gelato doubleface, da un lato squisitamente dolce, dall’altro schifosamente amaro.
Quando guardi al successo del Movimento Cinque Stelle, specialmente a quello strepitoso sostanziale 7% (diconsi settepercento) dell’Emilia-Romagna di Giovanni Favia, le palpebre calano a mezz’asta, preda di un’estasi onirica che ti inebria lasciandoti languidamente avvinghiato al mouse, quasi ammaliato dall’erotismo del web, che ammicca malizioso dopo una copula selvaggia e sconvolgente. Sembra voler dire: “Te l’avevo detto che non dovevi provarmi: ora come farai a tornare dalla tua fidanzata catodica?”.
Quando poi vedi la Polverini che salta a Piazza del Popolo e pensi che gli italiani hanno votato lei, pensando forse di mettere alla Regione Lazio la sorella di Lucio Battisti (vedi uno fra i tanti esempi della sua campagna elettorale), ti chiedi come sia possibile che la democrazia per la maggioranza dei cittadini, nonostante lo scempio istituzionale provocato dalle continue invasioni barbariche dell’Attila di Arcore, resti un concetto sfumato, negoziabile, come una proprietà privata.
Non è bastato avere tentato di chiudere trasmissioni scomode mediante tentativi di truffa, cercando di corrompere perfino i carabinieri. Non è bastatato l’aver chiuso tutti i dibattiti politici sulle tre reti pubbliche, che un trattato firmato da tutti gli stati membri della Comunità Europea, il Trattato di Amsterdam, vincola esplicitamente al servizio delle esigenze democratiche e di informazione dei cittadini. Non sono bastati i continui attacchi alla magistratura, alla consulta, i brogli pre-elettorali con un decreto interpretativo per rendere legale ciò che palesemente violava le regole, le dichiarazioni eversive di La Russa (questo decreto serve al Tar per decidere meglio: ora è impossibile che ci dia torto!), il trattamento autoritario e dittatoriale nei confronti della stampa libera, con il Ministro della Difesa che si declassa al ruolo di buttafuori, palesando quali siano gli interessi e i confini che è stato nominato a difendere. Non è bastato, no. Gli italiani hanno deciso, il popolo sovrano ha scelto: Berlusconi resta lì dov’è, comunque, a dispetto del senso del ridicolo, a totale disprezzo di ogni forma di amor proprio, di ogni dignità residua. Perchè?
Perché la democrazia è succube della demagogia, nella quale degenera repentinamente. L’aveva capito Aristotele, il filosofo dell’immanenza, quasi 2.500 anni fa. Se votano tutti, ma proprio tutti, è evidente che i più colti, i più abili, i più abbienti avranno buon gioco sui più ignoranti, sui più ingenui, sui più poveri, e accade che per la famosa legge piramidale della distribuzione delle risorse, questi ultimi siano una sconfinata moltitudine rispetto ai primi, e perfino rispetto ai cittadini meno sprovveduti, quelli che lanciano grida d’allarme che restano ampiamente inascoltate. Forse per questo la democrazia ha avuto tanto successo in tutti i paesi civilizzati: con un po’ di furbizia, con un pizzico di sociologia, con una spruzzata di sano populismo, con abbondanti aspersioni di gossip, di ogni bene superfluo, di attività ludiche, ricreative e spensieranti condite da generosi sorrisi e, soprattutto, lasciando rosolare a lungo in un brodo di informazioni ristrette e salate ad arte, il buon sano governo dei soliti noti è assicurato nei secoli dei secoli amen.
Naturalmente è necessario guardarsi bene dall’istruire adeguatamente la massa dell’elettorato. Bisogna cacciare i pedagogisti intellettualmente onesti e, come dice Andrea Canevaro: provvedere all’insediamento di un Ministro che demolisca la scuola per creare sudditi docili.
Come si risolve? Naturalmente con la rete. Quel 10% che IdV più Movimento Cinque Stelle o, mutatis mutandis, liste civiche come la Rete dei Cittadini, hanno ottenuto complessivamente in molte regioni, sommando le rispettive percentuali, potrebbe verosimilmente discendere da quel 20% che, tra i soli cittadini che navigano, si collega a internet per informarsi in maniera alternativa. Nel Lazio hanno votato 2.875.000 persone. Nel mese di gennaio 2010, secondo gli ultimi dati Audiweb, gli utenti internet attivi, nella stessa regione, sono stati poco più di 2 milioni. Di questi, il 20% dichiarano di navigare per informarsi sui principali avvenimenti di cronaca. Fatti i debiti calcoli, parliamo di 400mila persone, ovvero quasi il 10% dell’elettorato, e cioè esattamente i voti che nel Lazio hanno preso IdV e Rete dei Cittadini.
Come raggiungere gli altri? Con l’istruzione. Qualche tempo fa proponevo la patente elettorale a punti. Naturalmente non si tratta di togliere il diritto di voto a nessuno, ma di subordinarlo alla conoscenza dei principi base di una democrazia, dato per scontato che l’ora di Educazione Civica è stata abolita, e che neppure prima è mai stata considerata una materia di primaria importanza. Invece, come bisogna dimostrare di conoscere il codice della strada prima di potersi mettere alla guida di un veicolo, per evitare di ammazzare qualcuno, così bisogna dimostrare di conoscere le regole che permettono alla Res Publica di funzionare al meglio e fare quello per cui è nata: garantire i diritti di tutti i cittadini. Altrimenti, come accade quando si guida senza patente, si finisce prima o poi per ammazzare qualcuno, e anzi di ammazzarlo due volte, ovvero di rendere vana la morte di milioni di persone che hanno versato il proprio sangue, sacrificandosi sull’altare della rivoluzione, perché i loro figli, e i figli dei loro figli – cioè noi – avessero quei privilegi che a loro erano negati.
Tutti possono votare, nessuno escluso, certamente! Ma se non sai cos’è la separazione tra i poteri, se non conosci la Costituzione italiana e quindi hai difficoltà a comprendere quali siano i tuoi diritti e cosa li mette a rischio, se non sai che l’informazione è considerata il quarto potere democratico e se di conseguenza ignori che i giornalisti scomodi ti aiutano a conservare lo status di cittadino libero, se credi che si possa fare un decreto legge ogni volta che non si ha voglia di avviare un iter di discussione parlamentare, anche in mancanza dei criteri di urgenza previsti, se ignori tutte queste cose e le molte altre che costituiscono un indispensabile bagaglio per qualsiasi viaggiatore della democrazia, allora per esercitare il tuo sacrosanto diritto di voto tutto e solo ciò che ti viene richiesto è di frequentare un corso che ti insegni i fondamentali della materia, e magari sostenere un piccolo esame.
Poi vai alle urne e vota pure Berlusconi, se ne hai ancora il fegato.
 

43 commenti

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  • Concordo con te, Claudio. Ironia della sorte, il video con cui ti ho conosciuto è stato proprio Democrazia for Dummies. Da allora ho iniziato a seguirti ogni giorno. Sono contento di avere un punto di riferimento stabile su cui contare :), ma sopratutto sono contento di sapere che c’è qualcun altro li fuori che la pensi come me, aiutandomi a non smarrire la retta via!

  • non mi ha stupito la polverini, non mi ha stupito la campania (restiamo sul tema internet: google street view non ha potuto mappare una serie di quartieri… quelle non sono strade pubbliche), che resta in mano alla camorra e se la gente non cambia, figurati chi li governa; non mi ha stupito neanche la calabria e di riflesso la lombardia. Due regioni apparentate come mai nella storia.

    Qua a Milano e periferia dovete sapere, se non leggete la corretta informazione, che la ndrangheta è infiltrata ovunque. Lavorano negli appalti, specializzati in “movimento terra” e nel settore del medio commercio. I negozi stanno sparendo in favore di piccoli supermercati, di settore food ma anche casalinghi, o spicciola tecnologia ecc, fuori dalle grandi catene, nel settore dei discount ecc.

    Li riconoscete facilmente: hanno prezzi che altri supermercati non potrebbero mai permettersi e praticano sconti se in taluni giorni paghi in contanti. Cosa che tutti gli altri non fanno, le rapine sono all’ordine del giorno, figurarsi se fuori scrivi a caratteri cubitali che mercoledì e giovedì c’è lo sconto del 10% pagando in contanti! Ma lì nessuno entra a rapinare. Le vetrine sono coperte da fogli bianche e cmq non si vede all’interno da fuori. Generalmente non durano oltre un anno, poi si cambia proprietà o nome.

    Quello di cui si poteva ignorare pensando al proprio orticello, sta profondamente modificando anche il quartiere intorno a noi; non si esce più a guardare le vetrine…

    e dovrei stupirmi di lombardia o calabria?! attenzione voi delle altre regioni, occhi aperti…

  • Caro Claudio, mi dispiace ma non sono del tutto daccordo con te sui risultati dell’ IDV, in particolare sulla provincia di Roma, dove sono stati votati i consiglieri uscenti che poco avevano a che fare con la base dell’ IDV, mentre tanto hanno a che fare con il vecchio modo di fare politica:
    Gianni Colagrossi, democristiano doc, passato dalla margherita all’ IDV nel 2003, tra cene e cenette ha preso 3500 preferenze circa, consigliere regionale uscente,
    Claudio Bucci, 2690 preferenze, nel 2001 candidato nel Lazio con Forza Italia per poì passare armi e bagagli con L’IDV nel 2005, consigliere regionale uscente,
    Leonetti Sabatino, ex Vicesindaco e ras di Guidonia DS poì PD, dal 2008 eletto alla provincia di Roma con L’ IDV, 2121 preferenze.
    Non mi esprimo sull’ assessore uscente Maruccio…  3173 preferenze.
    Questi signori non hanno mosso un dito per strutturare il partito nella provincia di Roma, non hanno dato spazio ai tesserati e ai simpatizzanti volenterosi che fanno delle battaglie sulla legalità e sulle partecipazione dei cittadini l’unico interesse politico,  ma hanno fatto semplicemente la loro campagna elettorale utilizzando al meglio i posti chiave che il partito gli aveva messo a disposizione. Ho visto nei seggi il voto disgiunto Polverini/IDV, con la preferenza di uno di questi signori… Sono molto amareggiato perchè la nostra provincia, anche grazie all’ immobilismo del PD, sta divenendo sempre più di destra come il resto delle province del Lazio. Purtroppo il partito dell’ IDV è cresciuto nei numeri, ma non nella qualità dei candidati, almeno nel Lazio. Io considero questo partito l’ultima spiaggia per il sistema partitocratico, dopo di chè non so quanto la nuova formula dei movimenti a 5 stelle riuscirà a fermare l’avanzata del populismo social-nazionalista di destra (vedi Polverini, Lega, Berlusconi, Casa Pound, …). Purtroppo internet non basta. Da oggi la vedo molto dura.

  • Dopo aver visto la Polverini nella curva della Lazio, non mi sorprende vederla così. Questa ennesima sconfitta, dovrebbe far riflettere i potenti del PD. Quando capiranno che bisogna stare più vicini ai cittadini come fa la Lega al Nord? Candidare De Luca in Campania è stata una scelta sciagurata. Negli ultimi giorni, a Napoli, in alcune emittenti locali che spingevano per Caldoro, veniva mandato un video in cui c’era De Luca che saltava con i tifosi della Salernitana e cantava “chi non salta napoletano è”. Pensa un pò te dove siamo arrivati…

  • byoblu ha scritto :
    ma chi ha formulato apprezzamenti sui risultati dell’IdV di Roma? Ma sappiamo leggere?

    Scusa,forse non mi sono spiegato: Volevo semplicemente dire che sommare le percentuali dell’ iDV con quelle del movimento a 5 stelle non mi sembrava logico, proprio perchè i buoni candidati dell’ IDV che erano in lista per esempio su Roma non ce l’hanno fatta, mentre i pessimi, supportati anche dal partito, ce la faranno. Condivido a pieno la tua analisi, ma la rete almeno nel caso dell’ IDV non ha portato quel valore aggiunto per far emergere idee e facce nuove. Te lo dice uno che si è speso moltissimo su internet per convincere l’elettorato dell’ IDV.

    • L’ho accomunati soltanto per il fatto che sono due movimenti che trovano forte radicamento in rete. IdV, alle scorse politiche, ha raddoppiato il suo consenso proprio grazie alla rete, e ha mandato due candidati della società civile a Bruxelles sempre grazie alla rete.

      Il Movimento a Cinque Stelle esiste, poi, addirittura “solo” grazie alla rete. In questo senso si può valutare, spannometricamente, che la percentuale di popolazione che naviga in rete per “informarsi” possa coincidere (più o meno) con l’elettorato che vota movimenti o partiti che trovano consenso in rete. Questo perché il centro-destra non dichiarerebbe mai che naviga “per informarsi”, visto che “per informarsi” ha a disposizione testate come il TG1 e il TG5 che ritiene la bibbia dell’informazione.

  • Gli abruzzesi, ed in particolar modo i marsicani, si sono dimostrati una volta di più ignoranti come le capre, se mai ci fosse stato il bisogno di dimostrarlo ancora. Dopo tutte le vessazioni di berlusconi, dopo lo scandalo della protezione civile (di cui, mio malgrado, faccio parte), dopo le nefandezze di zio remo su tutto il territorio dell’abruzzo interno, insoma dopo che ci hanno detto “scusa ti chini a raccogliermi la saponetta che ti devo fare un gioco”, abbiamo leggitimato il signor Antonio “nessuno” del corvo! Pupillo del senatore piccone nonché compagno di mille avventure. Patente elettorale a punti? Bastonate sul filo della schiena, e nelle zucche vuote di tutti sti poveri idioti rincoglioniti dalle tv. Non ho più speranze, mi sono rotto i coglioni di confrontarmi con degli emeriti imbecilli che nel mio paese si candidano a sindaci e non conosco la legge bassanini, o che promettono le telecamere per tutelare la sicurezza dei cittadini, un comune di 1500 persone nelle alture marsicane, dove il rischio più grande è rappresentato da qualche ragazzetto ubriaco il venerdi sera che potrebbe addormentarsi nella piazza del paese, e dove l’ultimo furto in una abitazione privata non lo riesco nemmeno a ricordare (ho 35 anni), e vincono pure le elezioni! Che cosa dobbiamo fare? Io sto per scoppiare, non ce la faccio più. Gente lobotomizzata che ieri ha esultato per la rielezione di un sindaco ex dc che ci eravamo tolti dalle scatole da più di 15 anni, dopo che aveva cementizzato anche il suo orifizio e sappiamo bene perché si cementizzava! Ma andate tutti a ……….

    Scusate lo sfogo!

  • Sono contento per la lista 5 stelle, ottimo risultato in piemonte ed emilia romagna, buono in veneto e lombardia, speravo qualcosa di più in campania. Il tutto con una campagna elettorale di 15.000€ per ogni regione… sono fiducioso in un futuro ricco di soddisfazioni.

    Mi sembra opportuno far notare delle cosette. La prima è la sostanziale stabilità del PD rispetto alle europee (regionali 2010: 26,6% – europee 2009: 26% – politiche 2008: 33%). La caduta libera sembra sia arrestata, non che ne sia particolarmente felice ovviamente, a questo PD il mio voto non andrà mai. Il PDL invece accusa un forte calo (regionali 2010: 26,7% – europee 2009: 35% – politiche 2008: 37%) e parallelamente la lega guadagna voti (regionali 2010: 13% – europee 2009: 10% – politiche 2008: 8,3% ). Verosimilmente parte dei voti persi dal PDL sono andati alla lega e parte invece altrove o astenuti. Rimane l’IDV che perde qualche voto rispetto alle europee (regionali 2010: 7,2% – europee 2009: 8% – politiche 2008: 4,4%), probabilmente – come nel mio caso – si tratta di elettori dirottati verso il moVimento 5 stelle. Mi sembra che il calo del pdl sia degno di nota e qualcosa vorrà pur dire, no? Forza moVimento 5 stelle!

  • La mia ignoranza politica già da ieri sera mi aveva suggerito questa riflessione.
    Il buon risultato ottenuto dal M5S è stato un favore al PDL, i voti raccolti da Beppe sono di provenienza dal centro-sinistra pertanto, inutile negarlo, hanno favorito nettamente Cota in Piemonte e, seguendo l’invito dell’astensionismo, hanno consegnato il Lazio alla Polverini.
    Ma non era meglio entrare in coalizione tappandoci il naso?
     
  • Io non credo che chi ha votato Grillo, non avendo il Movimento a disposizione, avrebbe votato a sinistra. Credo che NON avrebbe votato proprio. Se c’è un appunto che posso fare al Movimento è stato quello di aver spinto verso l’astensionismo quelli che non potevano votarlo (per esempio nella mia regione, la Liguria, dove non si presentato): e qui sì che hanno fatto un favore alla destra (che per fortuna non ha vinto…ma di un pelo).

  • Ma perchè non vi fate un  esamino di coscienza su chi c’è a rappresentare la vostra parte politica. Pensate a buttare fango su tutto il centrodestra e non vi accorgete che gli uomini della sinistra sono uguali e perfino peggio di loro. Dovete ricordarvi (e ad ogni tornata politica vi viene ricordato a suon di “bastonate”!!!) che a favore del centrodestra i consensi sono sempre in aumento.

    Riflettete compagni….

    riflettete….

  • ps

    vorrei tanto sapere dalla voce di un aquilano che ha votato pdl perchè l’ha fatto, è l’unica cosa che proprio mi sbalordisce e non riesco a comprendere

    • Vedi il numero dei “non votanti” e capirai il perchè.Forse non è chiaro che il popolo di sinistra ” quello vero”, ha espresso la sua preferenza non dando a nessuno di questi mascalzoni il proprio voto?Tra due deliquenti qual’è l’alternativa? A noi è rimasta solo una corda per impiccarci.Dare un voto alla cosiddetta “sinistra” per motivi puramente ideologici, lo trovo da folli quanto dare il voto alla destra.

    • e non c’era nessuna alternativa? Niente di niente? Perché non una lista civica? E perché non crearne una e presentarsi, se non c’era? Io trovo altrettanto folle regalare cinque anni di governo provinciale a quello che si considera “il nemico”. La cosa pubblica è “pubblica”. E’ di tutti. Rinunciando a esprimere la propria posizione si rinuncia di fatto alla “proprietà”, e la si “regala”.
      L’astensionismo è come una separazione tra sè e “i politici”, un sostanziale riconoscimento della casta, legittimata a esercitare una professione che il cittadino comune non vuole o non sa esercitare. Invece il “politico” è e deve essere chiunque, chiunque ha a cuore i temi della gestione delle cose comuni. In un condominio, se non siamo soddisfatti di questo o di quell’amministratore, non è che non andiamo alle riunioni, ma proponiamo un’alternativa.
      Invece gli italiani amano essere rinunciatari. Mi viene fatto di credere che in realtà siano semplicemente pigri e inclini a farsi gli affari propri, 

  • Tutti dicono che ha vinto Cota x colpa dei voti al Movimento di Grillo anche se tutto cio’ puo’ sembrare essere vero, io voglio dire che chi l’ha fatto e’ perche’ stufo della politica di oggi e ha votato pensando al futuro dei propri figli,ben sapendo che con questo voto non avrebbe rivoltato il tutto come un calzino, ma e’ stato un messaggio forte e spero che si continui cosi’ anche nelle prossime elezioni. Non perdiamoci d’animo se vogliamo cambiare davvero le cose. Andiamo avanti e non ascoltiamo chi vuole farci tornare indietro. Grillo ci aveva messo in guardia per PARMALAT gia’ anni fa, lo ha fatto anche con il SIGNORAGGIO BANCARIO e con tante altre cose di cui non si parla MAI. Ha presentato candidati persino timidi ma dalla faccia pulita, cittadini come noi che vogliamo un ITALIA migliore (almeno per i nostri figli). Avanti tutta. W Grillo e chi sta dalla parte di chi ci aiuta a SAPERE e a CAPIRE.

  • fabio p. ha scritto :
    " no "

    concordo…sarebbe sempre la solita minestra nel meno peggio…non mi sembra che le coalizioni così abbiano dimostrato di funzionare, nè che i soliti politici abbiano fatto grandi figure. l’unica soluzione è un’alternativa vera, diversa, cercando di crescere col tempo

  • Caro Marsicano, sono marsicano anch’io e come te incazzato nero per le stesse ragioni e per una in più legata al bell’inceneritore che Piccone vuol costruire per lucrare tanti bei miglioni di euro, appoggiato naturalmente da Del Corvo.

    Il discorso però è che non starò ad aspettare di beccarmi un cancro ai polmoni e morire in un letto d’ospedale.

    Marsicano ha scritto :
    " Gli abruzzesi, ed in particolar modo i marsicani, si sono dimostrati una volta di più ignoranti come le capre, se mai ci fosse stato il bisogno di dimostrarlo ancora. Dopo tutte le vessazioni di berlusconi, dopo lo scandalo della protezione civile (di cui, mio malgrado, faccio parte), dopo le nefandezze di zio remo su tutto il territorio dell’abruzzo interno, insoma dopo che ci hanno detto "scusa ti chini a raccogliermi la saponetta che ti devo fare un gioco", abbiamo leggitimato il signor Antonio "nessuno" del corvo! Pupillo del senatore piccone nonché compagno di mille avventure. Patente elettorale a punti? Bastonate sul filo della schiena, e nelle zucche vuote di tutti sti poveri idioti rincoglioniti dalle tv. Non ho più speranze, mi sono rotto i coglioni di confrontarmi con degli emeriti imbecilli che nel mio paese si candidano a sindaci e non conosco la legge bassanini, o che promettono le telecamere per tutelare la sicurezza dei cittadini, un comune di 1500 persone nelle alture marsicane, dove il rischio più grande è rappresentato da qualche ragazzetto ubriaco il venerdi sera che potrebbe addormentarsi nella piazza del paese, e dove l’ultimo furto in una abitazione privata non lo riesco nemmeno a ricordare (ho 35 anni), e vincono pure le elezioni! Che cosa dobbiamo fare? Io sto per scoppiare, non ce la faccio più. Gente lobotomizzata che ieri ha esultato per la rielezione di un sindaco ex dc che ci eravamo tolti dalle scatole da più di 15 anni, dopo che aveva cementizzato anche il suo orifizio e sappiamo bene perché si cementizzava! Ma andate tutti a ………. Scusate lo sfogo! "

  • a parte il giudizio su Luttazzi che a me non piace, questo articolo sembra scritto proprio per coloro che colpevolizzano il movimento no tav per aver fatto vincere cota votando Movimento 5 stelle ( già di per se è allucinante), l’episodio di Avigliana e dell’insulto alla signora augurandole di morire non ha insegnato niente a questi supponenti ed è solo l’ultimo di un ennesimo episodio.

     

    http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/30/e-tutta-colpa-di-grillo-lennesimo-disastro-del-piddi/

     

     

  • byoblu ha scritto :
    e non c’era nessuna alternativa? Niente di niente? Perché non una lista civica? E perché non crearne una e presentarsi, se non c’era? Io trovo altrettanto folle regalare cinque anni di governo provinciale a quello che si considera “il nemico”. La cosa pubblica è “pubblica”. E’ di tutti. Rinunciando a esprimere la propria posizione si rinuncia di fatto alla “proprietà”, e la si “regala”.L’astensionismo è come una separazione tra sè e “i politici”, un sostanziale riconoscimento della casta, legittimata a esercitare una professione che il cittadino comune non vuole o non sa esercitare. Invece il “politico” è e deve essere chiunque, chiunque ha a cuore i temi della gestione delle cose comuni. In un condominio, se non siamo soddisfatti di questo o di quell’amministratore, non è che non andiamo alle riunioni, ma proponiamo un’alternativa.Invece gli italiani amano essere rinunciatari. Mi viene fatto di credere che in realtà siano semplicemente pigri e inclini a farsi gli affari propri, 

    esatto, non volevo dire che bisognasse votare al centro o a sinistra o avanti o dietro, ma di certo, dopo quanto gli aquilani sono stati usati e umiliati, mai avrei dato il voto agli amici di chi rideva insomma

    vi credevo diversi aquilani, credevo aveste iniziativa e voglia di fare, di riprendere in mano, insieme alle macerie, il governo della vostra città, non di sinistra o di destra… semplicemente con voglia di contare; mi vien da concludere nello stesso modo, chi è causa del suo mal…

  • Ma non aveva vinto la Bonino nel Lazio? Una mia amica dice che è Colpa della Lista 5 stelle Beppe Grillo se la Sinistra ha perso il Piemonte e un’altra Regione, non ricordo quale…. <:-(. Pfui! Lei non è informata!!!!!

  • Desideri realmente abolire l’ignoranza umana con una patente elettorale a punti? Meglio insegnare ai nostri figli ad essere critici, insegnare loro il rigore e l’importanza della parola data; anche ed in primo luogo con l’esempio.

    L’idea della patente a punti tuttavia è indubbiamente brillante, sebbene reputo sia irrealizzabile e -forse- anche contraria ai principi costituzionali (per quanto questo possa sembrare paradossale: i malati di mente e gli analfabeti, ad esempio, possono votare?).

  • E siamo proprio fuori di capoccia in Italia: un partito secessionista che ha sempre sputato sulle istituzioni italiane, che NON si sente italiano e che cantava “bruciare il tricolore” siede oggi in parlamento e la gente lo vuole anche in regione!

    E poi parlate ci cose concrete che ha fatto la lega? cosa ha fatto la llega oltre a una manica di ignoranti che parla solo alla all’egoismo che caratterizza un nord ricco (e io sono del nord!) che si sente minacciato nel borsellino e pensa che a fregargli gli “sghei” dal borsellino sia l’immigrato, che viene a spacciare e a stuprare, infatti nella sua ignoranza plateale il leghista vuole fermare i barconi perché l’immigrato “stupra di default”, quando la maggior parte degli di stupri di immigrati sono fatti da rumeni che non arrivano certo dal mare…

    Ma il leghista continua a pensare al suo orticello, abbiamo un grandissimo consigliere illustre chiamato Bossi la trota che sicuramente rilancerà la Lombardia e l’imprenditoria insieme alla ex showgirl Minetti, uno che manco è riuscito a diplomarsi (degno figlio di suo padre) siede oggi a 22 anni in consiglio regionale.

    La lega è stata votata da gente impaurita dallo spettro della miseria, della crisi, dell’immigrato che ruba lavoro e stupra le giovani fanciulle, una paura cavalcata troppo bene dalla lega,  un nord opulento che ha il culo per terra e che si affida a chi grida di più: quando la barca affonda invece che remare verso la terra ferma ci si affida a un tale che grida di gettare l’acqua fuoribordo con i secchi.

    Perciò non diciamo cazzate per dio, gli unici che hanno realmente vinto sono quelli del movimento 5 stelle che sono stati oscurati sulle reti televisive anche quando c’erano confronti fra PD e PdL, che non sono comparsi sui giornali e in alcuni casi neanche negli exit poll!

    Di Pietro deve stare molto attento: appoggiare De Luca e avere personaggi come Cinzia Damonte può fargli perdere il vantaggio che ha perché sulla rete non sbagli due volte, perché chi come me si è rotto i coglioni di questa casta di corrotti e uomini di malaffare che non fa NULLA per fare uscire l’Italia dalla crisi se non fare leggi e leggine per il nano del consiglio e i suoi potenti amici mafiosi e imprenditori, non si affida di certo a un partico che a livello locale deve combattere questi luoghi comuni e non scendere a compromessi.

     

  • Ecco! Dopo aver visto il video sono ancora più demoralizzata di ieri.  

    Qui non solo non fanno studiare l’educazione civica a scuola, ma vogliono togliere anche la storia del XX secolo.

    Anzi non tutta, solo la parte che riguarda la resistenza e l’antifascismo che ha contribuito e non poco a portare alla costituzione di un’Italia come una repubblica democratica.

  • Ma porca di una puttana ladra zoccola busona di merda ma come cazzo si fà a sostenere questi coglioni di merda?????!!!!!

  • Mi dispiace. Lo dico con una punta di invidia, aspettando le critiche di qualcuno. Noi nel Lazio siamo Poverini e ci dovremo subire la Polverini anche perché avevamo poca scelta. Il Movimento a 5 stelle come potevasi immaginare non si è presentato, ho dovuto ripiegare su Marzoli e la Rete dei cittadini che purtroppo aveva pochissima visibilità. Ma come si poteva dar credito, nella coalizione Bonino, per esempio a un tale dei Verdi (dico proprio Verdi!) nella mia circoscrizione che – per la seconda consecutiva volta dopo una precedente consultazione qui a Roma – svolgeva la propria campagna elettorale a bordo di un mezzo sicuramente inquinante con cui si porta la pubblicità! Oltre naturalmente a tutto il bello e il cattivo tempo della spesso cosiddetta – perché ha fatto molto poco contro il cavaliere brianzolo – “sinistra”… Fortunati quindi quelli che vivono nelle cinque regioni con le stelline sulla loro scheda, oltre naturalmente ai pugliesi con il candidato della sinistra fermo e deciso.

  • Queste elezioni, secondo me hanno confermato l’astensionismo delle europee cioè la sfiducia nella politica italiana, così come hanno confermato la crescita di Di Pietro… oltre il Mov. 5 Stelle.

    Quello che mi chiedo è perchè nonostante l’emergenza rifiuti, gestita loscamente, i campani abbiano votato Berlusca e ugualmente gli aquilani dopo il terremoto!!! Non può esser colpa solo della censura dei talk show rai, per intendere i “televotanti”.

    I campani e gli aquilani hanno vissuto sulla propria pelle le promesse, non si sarebbero un pò incazzati? Perchè non vendicarsi?!

    Forse anche in questi 2 esempi si potrebbe scorgere un cambiamento, visti i governi di sinistra precedenti, ma perchè cambiare nel peggio?! SEMPLICICE: perchè la CRISI cavalcata con SPETTACOLARITA’ crea più effetto, amplifica la speranza e la fede (da bravo cristiano). Da una parte il G8, dall’altra i presidi militari.

    Le pecore non moriranno mai perchè esistono da sempre. L’alternativa seria esiste e dobbiamo fare in modo che le pecore belanti di destra, vi rimangano; gli altri vanno svegliati! Non ho fede che le pecore muoiano tutte, anzi, soprattutto quelle nere…!

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