L'apocalisse della plastica


 

« Spiagge, immense ed assolate […] In questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale »

Così cantava Renato Zero all’inizio degli anni ’80. Se dovesse scrivere questo stesso testo oggi, sarebbe costretto a eliminare il riferimento alle conchiglie e ad aggiungere qualcosa che faccia rima con plastica.
La plastica ha invaso il mondo. Nel 1997 è stata scoperta la prima, immensa, gigantesca isola di spazzatura galleggiante del mondo. Si trova nel Pacifico e misura oltre dieci milioni di metri quadrati. La sua estensione va dalle coste della California fino a quelle cinesi. Stiamo parlando di un grande, immenso continente in movimento sospinto dal North Pacific Gyreil vortice del Nord Pacifico -, frutto della concatenazione di quattro correnti fondamentali: la corrente di Kuroshio, la corrente del Nord Pacifico, la corrente della California e quella nord equatoriale.

Ha una massa di circa 3 milioni e mezzo di tonnellate, più che raddoppiata in soli cinque anni! Ha uno spessore medio di 10 metri ed è composta per oltre l’80% da plastica, per la precisione l‘86,2%. Poi c’è un 3,8% di gomma, un 2,9% di carta e cartone, un 1,4% di tessuti, mentre metalli vari e vetro ammontano rispettivamente allo 0,8% e allo 0,1%. Il resto, circa il 4,9%, sono schiume. E’ come un minestrone, una zuppa con una densità che varia da 20mila a oltre 200mila frammenti per chilometro quadrato. I campionamenti diretti hanno stabilito che l’acqua ha una concentrazione di plastiche fino a sei volte superiore a quella del plancton e non c’è modo, nessuna possibilità di rimediare: ripulire gli oceani dalla plastica è un’operazione che trascende il budget di qualsiasi stato, paese o nazione.
 
Non esiste solo la grande isola di rifiuti dell’Oceano Pacifico. Recentemente la Sea Education Association ne ha appena scoperta una anche nell’Oceano Atlantico dove, in un’area che corrisponde all’incirca al Mar dei Sargassi, tra il 1986 e il 2008 sono stati raccolti, grazie ad un particolare tipo di pesca a strascico a maglie fini, circa 64mila pezzetti di plastica che misurano mediamente meno di un centimetro e pesano meno di 0,15 grammi. Le dimensioni globali della nuova isola galleggiante non sono ancora chiare, ma è molto probabile che siano simili a quelle della sua gemella del Pacifico, così come appare evidente che ce ne possano essere molte altre, in giro per il mondo. Possibili candidati sono un’area in prossimità del Cile ed una seconda zona tra il Sud Africa e l’Argentina.  Il problema è che le scie di spazzatura sono traslucide, per cui non sono visibili dal satellite e possono solo essere scoperte mediante la navigazione ravvicinata.
La plastica arriva solo per il 20% dalle navi e dalle piattaforme petrolifere. L’80% proviene direttamente dalla terraferma, dove ogni anno ne produciamo oltre 250 milioni di tonnellate. Solo negli Stati Uniti, sui voli di linea delle compagnie aeree, ogni giorno vengono utilizzati oltre 4 milioni di bicchierini di plastica. Nessuno di questi è riutilizzato o riciclato. Numeri che, nonostante tutto, scompaiono di fronte a quello dei bicchierini di carta che, sempre nella sola area degli Stati Uniti, vengono distribuiti per le bibite calde, principalmente caffè: 40 milioni ogni 24 ore.
Se li mettessimo uno sull’altro, impilati dietro alla statua della libertà, tanto per dare un riferimento sulla scala, ecco il colpo d’occhio che se ne potrebbe trarre (lo sfondo è composto da soli bicchierini impilati):
Come ci arrivano in mare? Perlopiù la colpa è nostra, che gettiamo bottigliette e tappi per strada, i quali vengono lavati via dalla pioggia e finiscono prima o poi in un tombino. Da lì si incanalano negli scarichi fognari, che a loro volta spurgano nei fiumi, e non ci vuole Sherlock Holmes per immaginare che fine fanno. Solo una percentuale inferiore al 5% di plastica, in tutto il mondo, viene riciclata. Di seguito il grafico che mette in relazione i tassi di produzione e di riciclo di plastica negli Stati Uniti dal 1960 al 2007.
Il riciclo della plastica è molto difficoltoso, innanzitutto per l’incapacità congenita dell’essere umano a preoccuparsi per l’ambiente che lo sostiene, e quindi a provvedere ad una corretta raccolta differenziatanon a caso siamo le sole creature animali che producono rifiuti inorganici che non vengono smaltiti dall’ecosistema -, ma anche per le oggettive difficoltà di trattamento. La plastica non si può recuperare con il normale trattamento di fusione, come avviene per il vetro e per l’acciaio. L’alluminio fonde a 660,32 gradi centigradi, il vetro a circa 1000/1500 gradi, l’acciaio più o meno a 1500°/1600°. Alcune plastiche invece iniziano a sciogliersi sotto alla temperatura di ebollizione dell’acqua, già a 98°, altre a 250°. Inoltre non si separano dai contaminanti oleosi, per i quali al contrario agiscono come una spugna. Per di più ci sono plastiche che, se riscaldate, bruciano direttamente.
A completare il quadretto idilliaco, il corpo delle bottigliette di acqua è composto da PoliEtilenTereftalato (PET) che, tra le altre cose, nell’acqua affonda, mentre i tappi sono prodotti in stabilimenti diversi, a partire da plastiche diverse come il polipropilene, fondono circa a 165° e se immersi nell’acqua galleggiano. Curiosamente, non sono coperti dai cosiddetti Bottles Bills, ovvero il deposito previsto dalle leggi americane che viene corrisposto al momento dell’acquisto di un contenitore e che viene restituito quando il contenitore stesso viene riportato dall’utilizzatore a un centro di smaltimento autorizzato. Ciò significa che non interessa a nessuno dare una mano per riciclare i tappi, che non a caso sono una delle principali sorgenti di materiali inquinanti che invadono i mari e le coste. Ogni cinque minuti, gli Stati Uniti d’America consumano una media di due milioni di bottigliette di plastica, con i loro due milioni di tappi satelliti, ovvero 576 milioni di unità al giorno, cioè oltre 210 miliardi di bottigliette all’anno, molte delle quali vanno ad alimentare le isole di plastica che stanno lentamente divorando i nostri mari.
Quali sono le conseguenze di questo disastro ambientale sulla vita? Le più evidenti sono i danni diretti, per ingestione, per soffocamento o per altre curiose interazioni con delfini, tartarughe e altri grandi animali che vengono a contatto con le parti meno appariscenti ma potenzialmente letali di una bottiglietta di plastica, come per esempio l’anello che blocca in posizione il tappo. Questo è ciò che può fare ad una tartaruga marina che sfortunatamente lo incrocia sulla sua strada e decide che può essere divertente passarci dentro.
Tuttavia, questo è il meno. La plastica, nel tempo, si frammenta, dando luogo ad un vero e proprio minestrone che resta in sospensione per migliaia di anni. Un tempo la sabbia delle spiagge si formava grazie alla frammentazione di rocce e coralli: oggi iniziamo già ad avere le prima spiagge di plastica.  Inoltre, centinaia di campionamenti su piccoli pesci, pescati in un’area grande il doppio del Texas, circa dieci miglia al largo delle coste americane, hanno mostrato come oltre un terzo del pescato avesse plastica nello stomaco. Il record appartiene ad un pesciolino lungo appena 6,4 cm, che aveva nella pancia ben 84 piccoli pezzetti di plastica.
Ma cosa succede quando la plastica arriva a triturarsi fino a diventare polvere? Succede che viene ingerita da moltissimi organismi marini filtratori, che ingurgitano pericolosi composti, come i policlorobifenili, introducendoli di fatto nella catena alimentare.
Ecco come una bottiglietta gettata via senza criterio può ripresentarsi sulle nostre tavole e, silenziosamente, condannarci a morte.
Tornare indietro non si può. Gli oceani sono spacciati perché non esiste alcun modo di ripulirli, nè economicamente nè praticamente, ovvero senza dare il colpo di grazia alle specie marine che ancora li popolano. La sola cosa da fare è cerare di limitare i danni  facendo molta, molta attenzione a dove gettiamo via la plastica già in circolazione.
E, possibilmente, evitando di produrne di nuova.
 

47 commenti

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  • Mentre leggevo ho sentito dei brividi su per la schiena..abbiamo letteralmente rovinato l’intero ecosistema , e non c’è niente che possiamo fare…tutto cio’ è a dir poco tremendo.

  • “Ma che politica che cultura…” Un super-post pre-pasquale… Bravo Messora! Una delucidazazione stupenda questa che, sono convinto, piacerebbe sicuramemente a Stefano Montanari, se si trovasse per caso a leggerla. lui stesso non avrebbe saputo spiegare meglio questo Mar dei Carcassi (sic) della demenza umana…  (e Montanari scrive in modo mirabile!) Complimentacci di nuovo Claudio, sei super. Questo post è da incorniciare. [A volte penso se Messora scrivesse un libro… Un libro è qualcosa di diverso rispetto a un post, è un sedimentazione di esperienze e di sapere… Un libro, due, tre, ecc… su vari argomenti. Non sto scherzando. Visto che scrivi in modo egregio…]

    Al mio paese viene fatta la raccolta differenziata e mi rendo conto della spazzatura che produco… mi rendo anche conto che Montanari, Tamino & co. hanno perfettamento ragione, dicono il vero… Il 50-60 % dei rifiuti sono imballaggi, belli quanto inutili. Eliminando gli imballaggi (non producendoli) e utilizzando il cosiddetto rifiuto umido come concime possibilmente si ottiene la risoluzione del problema dei rifiuti del 80-90%. Altro che le stronzate che blattera De Luca, affermando al colmo del suo delirio che con il tempo il riciclaggio si ferma al 40% . Mi rendo perfettamente conto che se ci si assume le responsabilià delle proprie azioni e dei propri comportamenti quotidiani si può arrivare quasi al 100%, cercando prima di tutto di non produrre rifiuti. Poi il riuso e il riciclo prima di tutto.

     

     

     

  • Complimenti Claudio,

    sempre notizie interessanti, che ci colpiscono e ci fanno meditare.

    Buona Pasqua a tutti!

    Rilassati e pensa alle uvova di Pasqua, e alle sorprese, che guarda caso, sono di solito dentro una capsula di plastica!!  Non basterebbe un sacchettino di carta, almeno prima o poi si decompone…

     

     

  • Ognuno deve fare il suo ed evitare il più possibile di acquistare plastica. Prima si fa questo e poi quella che proprio non si può fare a meno di acquistare si differenzia.

    Bicchieri e posate di plastica non vanno più acquistati, ci sono quelli in materbi se proprio c’è il bisogno di usarli. L’acqua bevetela dal rubinetto e privilegiate le bevande in bottiglie di vetro e i barattoli in vetro.

    Claudio non sono sicuro che non verrà mai ripescata quella plastica. Quando il peakoil sarà conclamato, il barile a 300/400€ e la società petroliferà comincerà a collassare (questione di alcuni anni) allora sarà utile riciclare pure quella.

    Ti consiglio vivamente questi due siti:

    http://www.aspoitalia.it

    http://www.aspoitalia.blogspot.com

  • Mi si è raccapponata la pelle! Byoblu i tuoi post sono informazione allo stato puro.

    Io che non butto mai niente in giro, io che riciclo carta, vetro, alluminio e plastica…riciclo… porto tutto nei diversi contenitori….

    Io che accumulo tappi per consegnarli a chi mi hanno detto ne farà uso per delle sedie a rotelle e sto contagiando tutti con la raccolta dei tappi.

     

    Mi sconvolge il cerchietto e la disgraziata fine nel corpo delle tartarughe. Mi sconvolge la quantità di plastica nel pesciolino.

     

    Mangiamo pesce che é sano!!!! Non bastavano le navi dei veleni! Ma la cosa che mi rattrista p che a leggere probabilmente i tuoi post siano già persone civili, mentre chi getta rifiuti? Speriamo si arrivi un giorno alla civiltà e al rispetto.

     

  • Complimenti Claudio, un post stupendo… soffro di una quasi misantropia da tempo oramai; non sopporto come l’uomo stia distruggendo il pianeta in cui vive..

     e noi ( umani) ci definiamo superiori agli "animali"… per il raziocinio? i sentimenti? l’intelligenza?

    Ma mi chiedo, queste qualità le possiede l’uomo? ahimè, forse le ha possedute, millenni fa, ora non di certo…

  • pero non sono d’accordo che non si possa far niente !!!!!

    dai siamo progrediti o no ? caspio !!!!

    intanto penso che invece si potrebbe sviluppare mooolto lavoro per tutti quanti (magari si mandano a lavorare li chi deve scontare delle pene)…….

    ………si potrebbero organizzare dei bei barconi che raccolgono a strascico la plastica la imballano automaticamente e si ci fanno delle isole…oppure non lo so, ma intanto si tolgono dal mare, poi credo che se cerchiamo/studiamo meglio tutti quanti sulla terra si ci possa arrivare ad un composto che distrugga la plastica in maniera non nociva !!!!!

    attiviamoci veramente richiedendo ai governi di organizzare la maniera migliore per andare a togliere quello schifo !!!!

  • Non voglio sembrare un bastian contrario ma io non ho ancora visto in giro una sola foto di questa fantomatica isola di plastica; che non si veda dal satellite va bene, ma fare una foto da una nave oppure in immersione o ancora una foto satellitare con gli infrarossi o qualche altra diavoleria che usano i militari: impossibile che non ci sia modo di fotografarla. Sono scettico inoltre per il fatto che se ne parli solo da qualche mese, prima invece nessuno l’ha mai menzionata. Ma un’isola di rifiuti grande come un continente non l’aveva vista nessuno prima? Oppure non era una notizia degna di merito? E tutte le navi che ci transitano sopra, con un’isola così grande dovrebbe essere notizia quotidiana di danni alle eliche delle imbarcazioni? Non so, sono sicurissimo che stiamo distruggendo il ramo su cui siamo seduti, che siamo una specie animale che sarebbe meglio si estinguesse per il bene del pianeta, ma sono anche convinto che l’ecologia estremizzata è una buona scusa per introdurre nuove tasse (vedi ad es. la carbon tax di cui tanto parlano) e compiere atti estremi che ci toglieranno ulteriore libertà sociale. Naturalmente ciò non toglie che la non produzione di materiali inquinanti e il riciclo massiccio sia la soluzione migliore.

    Mi sembra un po’ la storia del riscaldamento globale: ancora non ho capito se veramente è colpa dell’uomo visto che parecchi scienziati dicono che l’innalzamento della temperatura sta avvenendo in tutto il sistema solare, oppure quanto incida l’uomo su questo innalzamento naturale della temperatura. Non c’è dubbio invece che stiamo inquinando pesantemente il pianeta.

    Insomma, sono fin troppo abituato a vedere come “il potere” utilizza falsi allarmismi per creare paura nella popolazione e di conseguenza introdurre limitazioni alla libertà o nuove tasse, giustificare guerre, macelleria sociale e quant’altro. Giusto per fare un breve riassuntino delle cose più note:

    • I gerra mondiale: affondamento della nave Lusitania per giustificare l’entrata in guerra;
    • crisi economica americana del ’29: creata dalle banche per togliere la sovranità monetaria all’america e introdurre la banca centrale Federal Reserve totalmente privata;
    • II guerra mondiale: attacco a Pearl Harbor conosciuto dagli USA ma deliberatamente lasciato attuare per giustificare l’entrata in guerra;
    • Vietnam: l’incidente nel Golfo del Tonkino che ha giustificato l’entrata in guerra degli USA non è mai avvenuto e lo provano documenti americani desecretati;
    • 11 settembre 2001: impossibile che quattro talebani che vivono nelle caverne abbiano messo sotto scacco la più grande e moderna macchina da guerra del mondo; di prove che sia stato un auto-attentato ce ne sono a milioni ma basta anche solo il buon senso per capirlo (3 torri in acciaio che, causa incendio, crollano perfettamente su se stesse con velocità da caduta libera? Non ce n’è mai stata una sola in tutto al mondo fino a quel momento, compresi grattacieli andati a fuoco completamente in tutti i piani). Con questa scusa hanno introdotto un nemico invisibile e che non può essere sconfitto perchè chiunque può essere un terrorista e quindi sarà una guerra infinita.
    • guerra in Iraq: nessuna arma di distruzione di massa come ammesso da americani e inglesi;
    • crisi economica del 2008: creata dalle banche e risanata con soldi pubblici regalati…alle banche stesse;
    • pandemia influenza suina: una mega truffa perpetrata ai danni della salute dei cittadini di tutto il mondo solo per ingrassare le case farmaceutiche.

    Non so voi, ma io se non vedo e tocco di persona qualcosa non ci credo più.

  • Ciao Claudio,

    sono circa 10 anni che per passione personale studio e mi occupo di ambiente e rifiuti.

    Le leggi di Lavosier, sono state ampiamente studiate,dimostrate e discusse per secoli. Sarebbe sufficiente studiare la semplicissima legge sulla conservazione della massa, stimolare qualche neurone per capire che la stragrande maggioranza delle nostre abitudini distruggono la nostra vita e quella delle future generazioni. Corretta la tua esposizione sul “riciclo” della plastica.Qualcuno potrebbe chiedersi dove finisce la plastica allora raccolta? Finisce negli inceneritori.La plastica ha un fortissimo potere calorifico insieme alla carta e il legno.Purtroppo contiene cloro.Bruciando produce diossina, che e’ il piu’ potente veleno conosciuto nel mondo per l’uomo.Capite tutti ora perche’ si differenzia? Per bruciare meglio… La bottiglia bruciata non svanisce.. Si trasforma.. Indovinate dove va a finire risalendo tutta la catena alimentare? Il cancro e tutte le malattie autoimmuni, che ingoiano ogni anni milioni di euro di ricerca; che divora e distrugge la vita di milioni di persone e’ da ricercare proprio esattamente nel ciclo dei rifiuti. L’impianto di Vedelago è obsoleto.Come è obsoleto acquistare posate,bottiglie,bicchierini e via dicendo di plastica.Il riutilizzo è e rimane l’unica risorsa possibile. Andate a farvi un giro in una discarica.Scoprite che significa percolato e provate a seguirlo e capire dove finisce.Scoprite che cosa combina la plastica se a contatto con la terra per un lungo periodo.Finisce tutto dentro di noi… E noi.. a farci le chemio e ascoltare Veronesi che ci racconta che dagli inceneritori non esce nulla.Nel 1940 una persona su sedici si ammalava di cancro.Oggi una su tre. Sarebbe bello aprire un forum permanente sui rifiuti gestito da mr.Messora.Sarei felice di discutere con voi.Anche perchè molti, da quanto leggo, non hanno le idee molto chiare.

    Statemi bene.

     

  • X Byoblu:

    x curiosità il tuo blog è “connesso”, insomma in una specie di gemellaggio col blog di Beppe Grillo?? perchè ho notato che gli argomenti coincidono spesso, se grillo parla di un certo argomento politico, se ne parla spesso anche qua, se grillo parla di ambiente e isole di plastica, se ne parla anche qua…

    Insomma raramente capita che gli argomenti non siano in parte allineati.

    Ovviamente potrebbero anche essere semplici coincidenze

     

    Buona Pasqua

    Andrea

    • Scusa mi correggo, in questo caso è grillo che ha diciamo copiato l’articolo da te, visto che il suo sulla plastica è stato inserito alle 22 di ieri(mentre questo alle 17)

    • Non c’è nessun collegamento tra i due blog. E se c’è qualcuno che ogni tanto si ispira, come puoi vedere sempre dalle date di pubblicazione, quello non sono certo io.

      Grazie per la segnalazione.

    • claudio…ricorda che sei sempre in italia….se fai le cose bene tutti ti copiano, se fai un micro-errore ti gettano nel north-pacific-ocean (tanto per restare in tema), se fai una serie di errori ti appendono a testa in giù…..

      ….quindi ricordalo sempre che sei in italia !!!!! ho imparato col tempo che se vuoi stare in pace in italia devi essere al 100% puro di cuore, di mente, e di spirito ogni giorno…se un giorno sei no, non scrivere e non fare niente perche qui l’atmosfera è sempre carica al massimo e basta una scintilla………

      se nò te ne devi fottere altamente di tutto e di tutti e accontentarti di essere seguito solo da pochi !!!!!!

  • Io lavoro in ambito sanitario ed è, da sempre, stato un mio pensiero ricorrente il trovare mille similitudini/analogie tra uomo e virus. Oltre ai rifiuti pensiamo a cosa si può vedere dall’alto, da un satellite ad esempio, guarando il pianeta terra nel nostro tempo….cemento….una crosta di cemento che pian piano ricopre e soffoca ogni cosa. E su questo cemento un brulicare di “virus” che ogni giorno portano avanti la loro insignificante vita senza curarsi dell’organismo che è stato infettato e che li sta ospitando! E come tutti i virus che si rispettano noi ne condividiamo anche la stupidità….alla fine l’organismo colpito morirà….e noi con lui! E vogliamo parlare del riscaldamento globale? E se fosse solo una prima reazione al virus uomo?…diciamo una semplice “febbre”? La terra in fondo è un organismo vivente con equilibri complessi e delicatissimi….non so come non si possano non vedere queste cose che sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti. E invece purtroppo siamo ancora qui a considerare il pianeta come una misera risorsa da sfruttare e basta….pensiamo solo al dio denaro e a tutti gli altri “dei” che ogni “differente ceppo del virus umano” si inventa! Purtroppo non ho la soluzione al problema….suicidarsi come diceva quella “concrezione” che ha scritto poco fa non mi sembra una soluzione…diciamo che se arrivassimo tutti a prenderne coscienza sarebbe già un passo avanti verso una, improbabilissima, salvezza! Vabbè….l’unico dispiacere che ho è avere un bimbo di 5 anni e vedere cosa gli stiamo lasciando. Ciao ;(

  • La nostra specie è l’unica che si è sviluppata tanto rapidamente. In pochissimo tempo abbiamo occupato l’intero pianeta senza rallentare la nostra espansione.

    Cosa vi ricorda?

    Ve lo dico io: il cancro; noi siamo il cancro di questo pianeta e prima o poi l’organismo troverà la cura e ci spazzerà via.

    Solo perché siamo la specie dominante pensate che dobbiamo divorare la terra senza pagare pegno?

    L’estinzione arriverà anche per noi e spero di esserci perché almeno mi godrò lo spettacolo…

  • certo capisco chi vuole sdrammatizare un po la questione facendo qualche battuta, perche veramente è insostenibile il peso della coscenza vedendo quel che facciamo…..

    un po capisco chi vuole vedere quest’isola piu da vicino per crederci……

    forse si possono avere dubbi su chi veramente stia facendo riscaldare il pianeta…..

    pero non vi seccate nessuno se dico che l’umanità è tutt’altro che progredita….questo non è progresso, al contrario è regresso bello e buono…..altro che progrediti….trogloditi-ultra-tecno-logici direi…..

    non si puo negare che comunque sia l’uomo la causa di tutti i mali, sia alla terra, che alle persone…

    non ci vuole molto, ad esempio, a capire cosa fa un incerenitore, caxxo lo dice la stessa parola !!!! è normale che si ci buttano le cose li dentro e si ci fanno bruciare….il fumo che fanno, se lo mangiano???  lo purificano magari !!! ed escono da li dentro rose e fiori e vero ???? 

    se, arrivati al punto in cui siamo, continuiamo a domandarci chi sia stato, se l’uomo o la gallina, allora veramente sarebbe meglio suicidarsi !!!!!

    • Se ti riferisci ai miei commenti io ho solamente detto in sostanza che mi sta sul cazzo un certo ambientalismo ipocrita (quello alla Greenpeace, quello stile Al Gore tanto per intenderci).

      Io preferisco analizzare le cose in maniera più ragionevole e con la mia testa, preferisco non ascoltarli proprio certi slogan cretini, e certe campagne martellanti basate sulla paura.

      Sicuramente l’uomo ha un impatto sulla natura, ma io a differenza degli ambientalisti non lo definirei negativo, può essere negativo dal punto di vista della natura, ma non sempre dal punto di vista dell’umanità.

      Bisogna mettere seranemente sul piatto della bilancia effetti positivi ed effetti negativi, e valutare ogni scelta di conseguenza. Andrebbero limitati gli sprechi, ma non i consumi davvero utili per noi stessi e per tutta la società, andrebbero studiate nuove tecnologie per cercare di inquinare meno senza compromettere il tenore di vita. Io preferisco vedere le cose da un punto di vista umano, per cui anche gli impatti sulla natura, io li valuterei più dal punto di vista umano. Ad esempio mettiamo di trovarci di fronte al dilemma di abbattere parecchi ettari di foresta amazzonica, per creare nuovi campi coltivabili e migliorare nettamente il tenore di vita degli abitanti del sudamerica. Se il disboscamento non ha ripercussioni tali sull’ecosistema da mettere a repentaglio anche la vita umana, perchè no? i benefici x quelle persone superebbero di gran lunga i danni!

      Voi sareste disposti a tornare a vivere come si viveva 1000 anni fa? o meglio ancora 4000 anni fa? io no, e se guardate le vite dei più famosi ambientalisti militanti manco loro! Facile fare ambientalismo con la vita e coi soldi degli altri!

    • Hai ragione ma per il momento da quello che ho letto purtroppo il fotovoltaico ha rendimento scarso, infatti tutto il business del solare in italia e anche nel resto d’europa si basa su incentivi statali e sul fatto che l’enel è costretta a acquistare una certa quota di energia alternativa a prezzi altissimi(che ovviamente si riflettono sulla nostra bolletta). In un libero mercato, non sostenuto artificialmente coi soldi pubblici, solare ed eolico sarebbero davvero poco diffusi. Ma quando si tratta di creare un grande business con efficienza energetica scarsissima a spese della collettività (con un gran bel guadagno per i nostri politici) allora la scarsissima efficienza e i costi enormi passano in secondo piano!

      Poi bisognorebbe anche sfatare il mito che eolico e solare sono a impatto ambientale 0. X esempio se il solare attualmente è poco efficiente significa che per diventare una fonte primaria, bisognerebbe ricoprire di pannelli una superficie enorme, togliendo spazio a campi, togliendo spazio a terreni edificabili ecc ecc…

      Sull’impatto ambientale dell’eolico invece basterebbe farsi un giro nel sud italia per vedere lo scempio che hanno fatto con gli incentivi, tutto a vantaggio della mafia politica, e tutto pagato coi soldi pubblici!

      Guardati questo video

      Ovviamente io non sono contro l’eolico x partito preso, magari in futuro diventerà più efficiente, me lo auguro, ma per il momento è un’energia secondaria che andrebbe bene solo in zone parecchio ventose, e se si sta costruendo anche dove non soffia un filo di vento è solo x interessi economici(drogati dagli incentivi pubblici)

    • Ambientalismo ipocrita.

      Mah.

      Allora, io credo che bisogna essere decisamente idioti non vedere nè capire cosa l’essere umano sta combinando a questo pianeta.

      Vediamo.. "bisogna vedere i punti di vista.. per la natura è cattivo, per l’uomo è vero"… e chi l’ha detto che per noi questo andazzo va bene? MA COME CAVOLO SI PUO’ SOSTENERE UNA COSA SIMILE PORCA EVA!?!??! E’ bene utilizzare il70%delleterre coltivate per ingrassare miliardi di animali da destinare alla bistecchina? (faccio notare che, l’industria della carne, è il maggior fattore inquinante del pianeta.. documentarsi per credere). E’ bene incenerire i rifiuti e respirare i fumi? E’ bene inondare il pianeta di cemento? E’ BENE distruggere l’habitat per far posto a SEI MILIARDI di persone che non sanno che cazzo fare nella loro vita se non mangiare e distruggere e inquinare????

      Quando ci saremo MANGIATI tutto, quando non avremo più un albero nè aria da respirare… CDIREMO ANCORA CHE è BENE QUESTO "PROGRESSO"??????

      Questo non è progresso. Mi dispiace. E’ solo antroponcentrismo. "Noi vogliamo vivere bene, chi se ne frega se la foresta amazzonica va a puttane". CHissà.. magari un giorno il cemento e le auto ce li mangeremo, visto che non rimarrà nient’altro.

       

      Ecco. L’ambientalismo ipocrita è quello che sostiene che possiamo continuare così senza pagare dazio. L’ambientalismo ipocrita è quello coinvinto che la Terra possa ospitare altri 10miliardi di stronzi. L’ambientalismo ipocrita è quello a cui gli si stringe il culo appena uno dice "l’umanità è un cancro".. perchè la verità fa sempre stringere il culo ai bacchettoni. L’ambientalismo ipocrita è quello che si prodiga per i pesci rossi e poi a tavola ingoia 20kg di cadavere condito da antibiotici e ormoni. L’ambientalismo ipocrita è quello dagli slogan facili che non affronta mai le questioni NEL CONCRETO.

      DIre che siamo un virus è una presa d’atto concreta. Sono fermamente convinto che solo chi si rende conto di questo ha davvero a cuore il futuro di questo pianeta. Perchè il futuro del pianeta ha al suo interno il NOSTRO FUTURO. Il resto è solo "magnamo oggi che  è mejio".

      AVatar insegna.

      Prima o poi la terra ci cagherà fuori. E farà pure bene.

      Stiamo uccidendo la nostra madre. E ce ne rallegriamo!!!

      Beh, io francamente avrei preferito andare ancora in bicicletta ma avere un ambiente salubre, ricco e pieno di vita.

      E’ questo il grande errore. Creedere che il progrsso di oggi ci renda migliori. NOn è così. POniamoci una domanda… ilmotore  a scoppio è stato inventato.. quando? Negli anni 10 del 900?… sono passati 100 anni… com’è che ancora giriamo su questi reperti archeologici???????

      Ora datevi una risposta.

  • l’uomo per natura è egoista e tende ad autoconservarsi,questo fino ad ieri;oggi questa tendenza all’autoconservazione è diventata autolesionismo e lo si vede in tutti i campi,economici, finanziari,politici, ambientali .

  • Claudio,

    penso che per far capire le cose alla gente comune e specialmente nell’incivile Italia del “io mi faccio i cazzi miei”, l’unica via per migliorare le cose è puntare direttamente al portafogli.

    Oltre al giustissimo bando dei sacchetti in plastica, bisognerebbe tassare le bottiglie in plastica. 1€ di tassa per quelle da 0.5l, 2€ per quelle da 1l e oltre.

    Il mercato CROLLEREBBE e l’ambiente ne guadagnerebbe. Questo è uno dei tanti modi. Vieterei per es. le confezioni in plastica per la pasta obbligando l’utilizzo delle confezioni in cartoncino.

    Istituire per legge il vuoto a rendere, tassare i detersivi con contenitore usa e getta e incentivare quelli alla spina (io compro solo quest’ultimo ma spesso costano meno quelli non alla spina!).

    Tassare, tassare tutti quei contenitori e imballaggi inutili. Ci sarebbe tanto da fare ma come sempre, non interessa a nessuno.

    Come ti ho già accennato prima, il picco del petrolio da questo lato ci darà una mano. Ma abbiamo già ridotto il pianeta un’immensa discarica.

    P.S. Data la tua grande visibilità sul web (ovviamente meritatissima), spero tu possa fare al più presto, informandoti tramite l’associazione ASPO, un post sul picco del petrolio e delle sue conseguenze (altro che la balla della speculazione che ci menano i tg quando aumenta la benzina).

    E’ un argomento molto, molto importante ma molto, molto tenuto nascosto.

    Un abbraccio

  • io invece penso all’isola dei cassa integrati, cui va tutta la mia solidarietà, o quasi

    il quasi è legato a questa ostinazione per la produzione del pvc, che inquina produrlo e smaltirlo: ma possibile che nessun imprenditore o ente statale ha il coraggio (economico, chiaro, soprattutto) di un progetto ambizioso di riqualificazione e sviluppo turistico? magari eco-compatibile anche energeticamente, tra sole e vento? anche in quel carcere, perchè no: è una struttura che ha molto da raccontare, in un posto meraviglioso

    una struttura di accoglienza turistica, ristorante, negozi, un porto turistico, qualcosa che dia futuro e dignità a quei ragazzi e ai loro figli, che valorizzi l’ambiente e le tradizioni sarde: altrimenti la speranza per quei bambini sarà ancora legata all’invasione della plastica e all’inquinamento delle loro terre per produrlo

    possibile che l’unico progetto ambizioso sardo sia stato villa certosa?

  • Bisognerebbe dirlo alle donne che hanno il punto G nella G di shoppinG!!!

    ed a tutti coloro che cercano di riempire vuoti con l’avere e non con l’essere.

    i mercatini sono pieni di persone che comprano e ricomprano cose che già hanno e che non gli servono.

    p.s. ma è possibile che mia moglie abbia sempre bisogno di prodotti della tupperware?

    La rappresentante è sempre in casa mia.

    PURE LEI DEVE CAMPARE… 

  • Sono diventato un mostro e vi spiego subito perchè:

    quando dice Claudio che gli oceani sono spacciati perchè non esiste modo per ripulirlo, provo un piacere neanche tanto nascosto perchè è quello che voglio che accada.

    Il genere umano deve sparire dalla faccia di questo pianeta.

    Mi spiace per coloro che non lo meritano. 

     

    • non sei un mostro……..è la realtà !!!!!!  è nella nostra natura sbagliare, sbattere al muro, farsi male ed imparare dagli errori !!!!!!

      il problema è che chi ci dovrebbe illuminare si è ribellato…..noi essendo troppo deboli di mente e di spirito facciamo degli errori a cui dovremmo rimediare, ma in un mondo dove non puoi riflettere (non hai il tempo e non solo) tutto va a puttane !!!!!

      meno male che esiste la frequenza base divina !!!!!! che fa risvegliare tutte le entità che colpisce mentre naviga libera nel cosmo !!!!!

      apriamoci le porte…….immaginiamo di essere alberi, alziamo le bracia al cielo di tanto in tanto e percepiamone il contatto, facciamola entrare dentro di noi libera-mente e scarichiamola, mentre respiriamo, a terra tramite le nostre lunghe radici……..sbloccherà tutti i nodi negativi e vi sentirete ed agirete piu liberi !!!!!!! esistono angeli, entità spiritiche naturali, reazioni naturali, addetti a questi massaggi…fateglieli fare per tutto il corpo e vedrete come vi sentirete !!!!!! sentirete punzechiarvi qua e la e voi continuate a rilassarvi facendo entrare l’energia orgonica…sentirete alla fine come un flusso continuo che vi percorre dentro (mooooooolto potente)….

  • acimoto ha scritto :
    Bisognerebbe dirlo alle donne che hanno il punto G nella G di shoppinG!!!ed a tutti coloro che cercano di riempire vuoti con l’avere e non con l’essere.i mercatini sono pieni di persone che comprano e ricomprano cose che già hanno e che non gli servono.p.s. ma è possibile che mia moglie abbia sempre bisogno di prodotti della tupperware?La rappresentante è sempre in casa mia.PURE LEI DEVE CAMPARE… 

    così hai la coscienza pulita? il mouse che stai usando di cosa è fatto? e il cruscotto dell’auto? e il telefonino nelle tua mani? il router? la scocca del portatile? la tastiera? la penna con cui scrivi?

    per altro, possono piacere o meno, ma quantomeno i tupperware non sono usa & getta, anzi la filosofia è quella di un uso eterno, nessuna donna o uomo getta un contenitore utile

    questa pasqua pensavo alla miriade di piatti e bicchieri di plastica del picnic, nonchè agli ovetti di plastica dentro le uova, che non sono pet e quindi non riciclabili, una valanga di packaging da smaltire…

  • Questo è ciò che è riuscito a combinare il capitalismo nelle sue diverse e più nocive declinazioni (industrializzazione, boom economico, globalizzazione): è riuscito a disintegrare l’ambiente terrestre nel volgere di poche generazioni! E’ di gran lunga il peggior virus che si sia mai manifestato sul pianeta, e quel che è peggio, ci sta uccidendo rimpinzandoci come maiali all’ingrasso. Noi ingrassiamo e la natura muore…

    La politica e i giornali? Asserviti ai grandi poteri finanziari, la vera mafia, quella con la M maiuscola. Mentre chi si batte contro queste aberrazioni è trattato come un terrorista o un’ostacolo all’innovazione.

    In cosa possiamo sperare?

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