Le promesse da marinaio di Bersani


Ci sono promesse e promesse. Ci sono le parole d’onore, ci sono i giuramenti, ci sono i patti di sangue, ci sono le parole date, gli accordi fra gentiluomini. Tutte, indistintamente, vanno rispettate. C’è un generale consenso su questo: se non mantieni una promessa, se non fai di tutto per onorare quella stretta di mano, perdi la faccia.
Poi ci sono le promesse elettorali, altrimenti dette promesse da marinaio. I marinai, anticamente, vivevano sulle navi. Passavano di porto in porto, conquistavano cuori, giuravano amore eterno, poi la la loro imbarcazione scompariva dietro alla linea dell’orizzonte e nessuno ne sapeva più niente.
Così sono le promesse dei politici in campagna elettorale. I loro porti sono le piazze e i teatri, le donne da conquistare sono gli elettori. Non appena l’elettore gliela da, nell’angusta alcova della cabina elettorale, i politici spariscono sulla loro nave-carrozzone, non senza avere lasciato una scia di cartacce, volantini, manifesti, santini, spillette e, talvolta, avere contaminato con la sifilide del compromesso e dell’inciucio gli incauti avventori che cedono alle loro lusinghe.
La cosa più grave è che la promessa elettorale è considerata socialmente un patto che non è avvenuto: si da per non contratta. E’ invalsa la convinzione che sia possibile, e anzi normale, stringere accordi durante una campagna elettorale e poi disattenderli a urne chiuse, senza neppure che sia necessaria la pur minima spiegazione. Molti ricorderanno una delle promesse elettorali più sfacciate e più candidamente infrante, solo sei giorni dopo averla solennemente pronunciata: la grande balla di Berlusconi in Abruzzo. Sedici miliardi promessi il 12 dicembre 2009, da stanziarsi soli sei giorni dopo in cambio del voto alle regionali del 14 dicembre, che non sono arrivati nè il 18 dicembre né mai – il terremoto è un’altra storia. Nessuno ebbe a fare le opportune verifiche. Nessuno ebbe a obiettare. Nessuno andò a Roma o incaricò una società di recupero crediti perché venisse saldato il conto. Nessuno tranne questo blog, si intende.
Ecco un’altra storia di ordinaria depressione post-urnam, la malattia che annichilisce il politico dopo avere partorito l’elezione di una carica. Daria Colombo, moglie del cantautore Roberto Vecchioni, è stata contattata da Pierluigi Bersani in occasione delle ultime primarie del Pd. Se da una parte abbiamo gli uomini del fare, dall’altra abbiamo quelli del bisogna fare qualcosa. Così’, Bersani-bisogna-fare-qualcosa chiede alla Colombo di aiutarlo a vincere. La Colombo gli impone un prezzo politico: ti aiuto se mi garantisci che, una volta eletto segretario, creiamo una struttura stabile di collegamento con il mondo delle oltre 25mila associazioni di volontariato e con i movimenti, allo scopo di trasformare le istanze reali del tessuto sociale in proposte politiche concrete.
Bersani garantisce, anzi promette. Poi la nave salpa, i collegamenti tra le terre emerse e il mare aperto, si sa, sono difficoltosi se non impossibili, e così Popeye-Bersani non risponde più al telefono.

 « Tuuu Tuuu. Attenzione: il politico selezionato potrebbe essere occupato o irraggiungibile (o irrimediabilmente confuso). Riprovi alla prossima campagna elettorale. »

 

7 commenti

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  • Ma cosa altro serve per capire che questa classe dirigente del PD (Bersani compreso) se ne deve andare a casa e non aprire piu’ la bocca in materia elettorale? Hanno perso tutto il perdibile, inclusa la credibilita’, la faccia, la dignita’,i voti ecc.  Basta: e’ dal 2002 che Nanni Moretti l’aveva capito: con queste facce finiamo al Turkmenistan…

  • bello questo intervento …rappresentativo del fatto che i politici non ascoltano piu e si sentono sempre piu uomini immagine delle aziende e sempre piu internazionalisti ….l’unico loro problema è avere piu spot elettorali in televisione e piu programmi televisivi per infilarci le solite fantasie pre- elettorali …l’unico loro problema per la sinistra in particolare tra ciò che vogliono e ciò che non hanno  è berlusconi …non hanno altri problemi in questo paese perchè è l’unico  che gli toglie un po di spazio in tv ma chavez fino a qualche anno fa  in venezuela ha vinto per anni senza televisioni e senza il consenso dei media generali ..come faceva?..qui c’è un documentario bellissimo di jhon pilgner “guerra alla democrazia ” commovente ….lo consiglio a tutti quelli che credono che bisogna avere 3 televisioni per avere la maggioranza e magari con questo si arriva anche alla conclusione che bisogna fregarsene delle associazioni e dei cittadini per essere eletti  …..http://www.youtube.com/watch?v=uOTfr3YqgRY

  • Mi rendo conto che il mio commento potrebbe suscitare polemiche…

    premetto che non ho votato alle ultime elezioni perchè mi fanno troppo schifo tutti quanti…

    ma questa è solo una metà del problema, l’altro è la disonestà di tanti militanti di sinistra che accettano qualsiasi imbroglio pur di fare la guerra personale a berlusconi invece di pensare ai problemi di 60 milioni di italiani

    mi chiedo e vi chiedo: se questa porcata l’avesse fatta berlusconi, ci sarebbero stati solo 2 commenti ? Avete così poco da dire ora ? Questo è emblematico del perchè io (e forse molti altri italiani) ho smesso di votare

  • Per il Bene Comune e Rete dei Cittadini: nascono ed operano per dare unica voce politica a movimenti, associazioni, comitati e singole persone che hanno preso atto del fatto che i partiti e il sistema di poteri da loro creato, in combutta con lobby economiche, lobby massoniche e lobby bancarie, sono il vero male del Paese.

    I partiti sono lontani dalla maggior parte delle istanze dei Cittadini, quegli stessi Cittadini che nella miriade di associazioni e comitati lottano quotidianamente per il bene comune e non per gli interessi particolari dettati dai comitati d’affari che ruotano attorno ai partiti: oggi uno, domani l’altro, in un interminabile valzer di conflitti di ogni genere.

    L’Italia dei media è orfana di queste due realtà che, in quanto oscurate, si muovono e si diffondono lentamente con il passa parola e la rete internet: poca cosa rispetto alla “potenza di fuoco” messa in campo da giornali e tv che quotidiamente, nel presentarci il teatrino dei “soliti noti”, schiacciano la dignità di Cittadini in cerca di spazi di intervento politico.

    Sperare nel PD (non che cambi qualcosa voltandosi a guardare gli altri partiti) da parte di associazioni e comitati è davvero consegnarsi da agnelli ai lupi: ve lo immaginate De Benedetti (uno di quelli che ci mette i “piccioli”, tanti “piccioli”) seduto in consiglio con i comitati che NON vogliono l’ennesimo scempio ambientale come, ad esempio, la centrale turbogas di Aprilia?
    Gli esempi potrebbero essere tantissimi, basta guardarsi attorno e, magari, conoscere meglio le persone che si battono in queste realtà di resistenza civile ad una deriva votata al dio “potere” e al dio “denaro”.

    Se solo si unissero le forze…

    In bocca al lupo.

     

    PS: chiedete ai vari paladini Padellaro/Travaglio/Santoro & C. come mai anche loro ben si prestano a questo giochetto del “non parlarne”, occupandosi solo dei propri “amici” o “nemici”: conoscono per certo i movimenti politici citati da me, ma non ho ancora capito perché si ostinano a non dargli voce, salvo poi scusarsi quando “le frittate sono fatte“, come avvenuto, ad esempio, con le regionali Lazio 2010 da parte de “Il Fatto Quotidiano“.

  • beh io dei politici non so più ne che dire ne che pensare,

    dico solo una cosa, che sono contento della vittoria di vendola in puglia e secondo me ha vinto

    perchè in 5 anni da governatore qualcosa di buono lo ha fatto, ecco questo dovrebbe essere il principio, se la sinistra governa e fa cose buone, diciamo cose di sinistra al successivo turno elettorale viene riconfermata,

    nel 96 quando vinse prodi e la coalizione governò fino al 2001, con vari cambi, terremoti interni ecc., nel 2001 perse le elezioni poichè in 5 anni aveva fatto poco, anzi aveva fatto delle leggi che forse neanche la destra avrebbe fatto.

    ora la nostra speranza è che i consiglieri del movimento 5 stelle facciano bene, solo se fanno bene possono riottenere voti e allargare il consenso, poichè nonb avendo 6 televisioni e 40 giornali l’unico requisito è fare bene.

    ciao

  • E meno male che all’interno del partito democratico si deve discutere senza guardarsi l’ombelico! Parole del segretario non mie! Ma forse intendeva dire guardate solo il mio e non ognuno il suo.

    Battutacce a parte, continuando così ne farà tanta di strada indietro il partito democratico!

    I dirigenti dei partiti stanno dimostrando, se ancora non si fosse capito bene, che dei problemi del loro stesso elettorato non gliene frega niente, ma d’altra parte se noi partecipiamo alla vita politica solo in occasione del voto, e in questa ultima tornata nemmeno più quello, dato l’alto astensionismo, non cambieranno certo le cose.

    Ha probabilmente ragione la Sig.ra Colombo a dire che la società civile dovrebbe darsi una smossa e andare a rompere le sfere, in maniera stabile dico io, ai partiti in modo da presentare delle istanze e pretendere di essere ascoltati e tradurre queste esigenze in proposte politiche utili al popolo e non solo al sovrano e ai suoi lacchè.

    Da soli i dirigenti di partito non lo faranno mai, lo reputano molto poco conveniente!

    Meglio mantenersi disponibili al dialogo col governo piuttosto che appoggiare, per esempio, la raccolta firme per l’abrogazione dell’ennesima legge vergogna utile al solito noto. Perché poi potrebbe essere rischioso richiamare il popolo alle urne dopo il risultato poco lusinghiero delle amministrative, ma non avevano vinto?

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