Addio a Raimondo Vianello, la nuova televisione è un disastro.

 

Il portone di Casa Vianello, quello che apre su Cologno Monzese, oggi si tinge di paramenti neri. Non è il nero della Repubblica Sociale Italiana, uno stato occulto, fantoccio, alle totali dipendenze del Terzo Reich di Adolf Hitler, dove Raimondo prestò servizio militare in qualità di bersagliere. E’ il nero del lutto, dell’addio.  Il marito annoiato più famoso d’Italia, nato a Roma il 7 maggio 1922, si è spento alle sette meno dieci di questa mattina, all’ospedale San Raffaele di Milano. Stava per compiere 88 anni.
 
Più di una generazione di italiani, tra cui il sottoscritto, hanno sorriso immersi nei tormentoni comedy delle sue inimitabili gag, del suo irresistibile humour inglese, dei suoi silenzi carichi di sarcastico stupore. Con la moglie, l’inossidabile Sandra Mondaini, Raimondo si faceva interprete dell’italiano medio: pigro, annoiato, il giornale sempre in mano ma disinteressato a tutto ciò che non costituisce un utile personale, preda di improvvise vampate d’entusiasmo che poi, regolarmente, scemano nella disillusione, stemperate nel solito tran-tran quotidiano, un po’ ingabbiato, sognatore frustrato, sempre pronto a tradire la consorte con la nuova vicina di casa. Un perdente, insomma, una diversa incarnazione di Fantozzi, che in Italia ha sempre tirato di più di Rambo.
Per avere militato nella RSI, Vianello pagò con la detenzione nel campo di concentramento alleato di Coltano, tra il maggio e il settembre 1945, insieme ad altri 35mila ex militari. Non fu il solo. Con lui c’erano Walter Chiari ed Enrico Maria Salerno, Enrico Ameri e Luciano Salce. Come non fu certo il solo ad avere aderito alla Repubblica Sociale. Oltre ai compagni di prigionia, potremmo citare tra gli altri Giorgio Albertazzi, Gino Bartali, Dino Buzzati, Dario Fo, Licio Gelli, Marcello Mastroianni, Amedeo Nazzari, Wanda Osiris, Cesare Pavese, Ugo Tognazzi e Giovanni Spadolini. Oppure, nelle file dell’MSI di Milano, nel 1956, Adriano Celentano, o nella Giovane Italia di Bologna (primi anni 60) Lucio Dalla e, ancora, il presunto finanziatore del Soccorso Tricolore de “Il Borghese” dei primi anni ’70, Lucio Battisti con Mogol, alias Giulio Rapetti.
Lui però, Raimondo, non ne fece certo un mistero, e prima della conduzione del Festival di San Remo del 1998, quando una tale dichiarazione poteva costargli cara, disse “Io non rinnego niente”. Tanti non ebbero la stessa dignità e lo stesso coraggio.
Del resto, la detenzione nel campo di concentramento alleato di Coltano non deve essere stata facile. Era considerato uno dei più duri, teatro di violenze inqualificabili come la cosiddetta fossa dei fachiri, una grande buca cosparsa di pietre aguzze dove fino a dieci prigionieri erano costretti a sostare in piedi.
Ho parlato di Raimondo Vianello e della televisione italiana con chi la televisione la conosce bene: Salvatore De Pasquale. In arte Depsa, Salvatore ha scritto – e talvolta vi ha perfino partecipato – una tale quantità di trasmissioni televisive di intrattenimento che per elencarle tutte non basterebbero le pagine del blog: da Scherzi a Parte a Stranamore, da C’é posta per te a Buouna Domenica e Domenica In, dalla Corrida a Matricole, solo per fare qualche nome. Ma Depsa è anche lo pseudonimo sotto il quale firmava canzoni che sono entrate nella cultura popolare italiana, champagne su tutte, e che gli sono valse un primo posto, tre secondi posti e un premio della critica al Festival di San Remo, dove ha partecipato ben 23 volte in qualità di autore e dove è stato anche Commissario Artistico. Insomma, se c’è uno che la televisione la conosce bene, quello è lui. Televisione di puro intrattenimento, certo, eppure sentite cosa pensa della trasformazione che anche questo genere, pur necessario, ha subito negli ultimi trent’anni.
Ma prima di lasciarvi all’intervista, permettetemi di fare un saluto.
Se è vero che le persone sono fatte di ricordi, allora io sono fatto anche di te, caro Raimondo. A presto.

 LA NUOVA TELEVISIONE E’ UN DISASTRO
 intervista a Salvatore De Pasquale (Depsa)

 

Claudio Messora: Salvatore De Pasquale buongiorno.Depsa: Ciao Claudio.CM: Senti, questa mattina l’Italia si è svegliata con una notizia… ABbiamo perso il grande, mitico Raimondo Vianello. Tu sei un autore televisivo che ha fatto la storia della televisione italiana, con programmi che tutti conoscono. Da Scherzi a Parte, a Stranamore, a Domenica In. Hai lavorato nei Telegatti, hai fatto anche la Corrida. Ci puoi fare un quadro della figura di Raimondo, se lo hai conosciuto? Che cosa se ne diceva nell’ambiente?
Depsa: Guarda, generalmente l’ambiente parla sempre male di qualcuno, nel senso che si parla sempre male. Di Vianello, sinceramente, non se ne è mai parlato male, nel senso che, veramente, quello che sembrava, cioè la sua simbolicità era assolutamente riconosciuta da tutti. E anche la sua modernità, perchè Vianello è stato di un’ironia, di un’autoronia anche, di una modernità incredibile. Veramente è stato un grande insegnante per tutti.
Io ho avuto il piacere di incontrarlo più volte durante i Telegatti. Devi sapere che io facevo i Telegatti coma autore, ne ho fatti sedici edizioni, dal 1990 al 2005, e tutte le volte che avevamo bisogno di farci due risate per alzare gli indici di ascolto mettevamo Vianello o come premiato, o come premiatore ed eravamo sicurissimi che funzionasse, perché come riusciva a prendere in giro lui i vari Mike Bongiorno e tutti gli altri… Era fantastico! Cioè aveva un’ironia, una perfidia, una cattiveria, ma sempre garbata, elegante, o forse pungente, pungente ma elegante. Riusciva cioè a dire delle cose cattivissime facendo sorridere la vittima. Al di là di questo, sappiamo tutto quello che ha fatto, quindi veramente se ne è andato via un grande. Generalmente si dice sempre così, ma in questo caso è veramente così.
CM: Credo che sia uno dei protagonisti di situation-comedy, di varietà e di film più amati in assoluto in Italia. Tu conosci Sandra Mondaini. Credo che non sia un buon momento per lei.
Depsa: Penso proprio di sì. Sandra Mondaini è una donna molto coriacea, molto forte, nel senso che sia lei che il marito combattevano contro una brutta malattia e lo sappiamo. Sono stati anche testimonial, lei in particolare. Sandra… beh, sono brutte situazioni, anche perché l’età si fa sentire anche per lei. Non dimentichiamoci che anche lei è stata una grande soubrette, veniva dal teatro di Macario, ha fatto la storia della televisione e dello spettacolo. Quello che manca adesso è proprio questo. Queste persone, Vianello, la Mondaini, prima di lavorare in televisione hanno fatto una gavetta che adesso non si fa più. Adesso si arriva prima in televisione e poi si diventa famosi.
CM: Tu ti riferisci ai grandi reality show, il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi, che lanciano dei personaggi che magari nella vita reale fanno tutt’altro tipo di lavoro, se lo fanno, e poi si trovano a gestire una popolarità, una serie di trasmissioni di cui vengono loro affidate le conduzioni, ma senza un background specifico che una volta passava anche per il teatro.
Depsa: Quasi sempre! Tieni presente che… ed io sono di una generazione successiva a quella di Vianello e della Mondaini, ma comunque sia, se mi ricordo, da bambino, l’abbiamo visto tutti la televisione cos’era. Era un punto di arrivo di tutti quelli che facevano teatro, che finalmente diventati bravi, andavano in televisione. Adesso succede il contrario, cioè succede che incominciano a farti fare televisione, così tu impari facendola. Il che è una follia, ti fa capire che c’è un livello bassissimo, cioè si è abbassata tantissimo la qualità della televisione, e come vedi poi non esistono più Vianello e Mondaini, cioè nel senso che dopo sei mesi, dopo un anno sei bruciato, e arrivederci e grazie.
CM: In parte hai anticipato una domanda che ti volevo fare, perché tu, come abbiamo detto all’inizio, sei un rappresentante storico della televisione in Italia. Della televisione, al di là del fatto che ultimamente ci metti la faccia, come autore, e abbiamo elencato alcuni dei programmi che hai fatto. Quello che volevo chiederti è proprio questo, cioè se ti piace la televisione di oggi, che cosa è cambiato e che cosa salvi, a questo punto, e cosa credi che vada buttato via.
Depsa: Guarda, ormai la televisione se la fa chi la guarda, che ovviamente è una rivoluzione, anche perché comunque c’è l’influenza di internet, di youtube, sono due linguaggi diversi. Sicuramente c’è un linguaggio diverso. Io non sono contrario all’innovazione, nel senso che questa è la televisione di adesso. Questo è il linguaggio di adesso. Io per primo passo le serate al computer, su YouTube o su altri network anzichè guardando la televisione, pur facendola. Questo non vuole dire che però non ci debba essere maggiore professionalità. In questo momento manca la professionalità. Ci sono i vecchi, ci sono i nuovi e i nuovi sono un disastro, nel senso che c’è un’improvvisazione totale. Un’improvvisazione che viene usata anche nei programmi, perché poi i programmi si vede che sono improvvisati. Prima ci volevano sei mesi per preparare un programma. Adesso in tre settimane si prepara un programma, un programma televisivo. Purtroppo gli effetti si sentono. Anche questa frammentazione che c’è di tutti i programmi, cioè il fatto che ci siano tanti canali, rendiamoci conto che gli italiani sono sempre sessanta milioni scarsi, i giovani continuano a non guardare la televisione… Comunque sia, i soldi sono sempre meno, quindi è ovvio che si abbassa anche la qualità dei programmi.
CM: Un ultima domanda, Salvatore. Ne approfitto che tu sia qua. Noi ci occupiamo di informazione, qua sul blog. Questo non è il tuo campo, tu ti occupi di varietà, hai sempre fatto svagare tantissime persone e ci sei riuscito benissimo. Però, insomma, hai vissuto il mondo della produzione televisiva dall’interno. Secondo te c’è libertà nel panorama televisivo degli autori o hai percepito, nel tuo cammino professionale, una specie di direttiva editoriale tesa a fare emergere più questo o quel contenuto a seconda delle convenienze, che in alcuni casi potrebbero essere addirittura politiche?
Depsa: Allora, facendo intrattenimento puro, perché io ho sempre fatto intrattenimento puro, che ne so… da Scherzi a Parte a C’è posta per te, io non trovo censure, nel senso che l’intrattenimento vive una situazione abbastanza tranquilla. Probabilmente se avessi fatto informazione, probabilmente avrei sofferto.

12 commenti

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  • Raimondo e Sandra coppia straordinaria,li ho sempre visti volentieri,hanno fatto parte della mia vita come Mike del resto.Io ho quasi 60 anni e sono cresciuta con loro ancora con la TV bianco-nero.Rallegravano anche le mie giornate molto tristi.Mi dispiace tanto,davvero, ma persone cosi non ci lasciano MAI.   RAIMONDO VIANELLO TI PORTERO’ SEMPRE NEL CUORE PER TUTTE LE GIOIE CHE MI HAI DATO   GRAZIE!                                     

  • Era l’ultimo dei Grandi comici… e come sè avessi perso un nonno, gli volevo bene veramente, e come sè fosse sempre stato nella mia famiglia, non sò sè vedremo ancora un telento cosi in giro. Non avrei mai voluto arrivasse questo momento… sono triste perchè tu ci ha dato grandi gioie, e nessun’altro mi farà ridere come hai fatto tu! Addio!

    Fabio

  • caro  raimondo vianello nn ti potremmo mai scordare tutti gli italiani xk tu ci hai fatto passare momenti stupendi insieme a te tvbbbbbbbbbbbb ci mancherai tantissimo… un pensiero enorme x la povera sandra rimasta sola con quella brutta malattia che porta con se …..addio raimondo 6 unico

  • Quando dice che l’intrattenimento puro non subisce censure, dice una enorme bufala.

    Striscia la C………ta è continuamente censurato, e a mio avviso Ezio Gregio è uno dei pericoli maggiori per i tele-u-tonti.

    Ricordiamo che Striscia è visto da circa 10.000.000 milioni di italiani, è chiaro che è una bomba atomica in mano al proprietario di Mediaset.

    • ohhhh….ERA LA STESSA PRECISA IDENTICA COSA CHE AVEVO INTENZIONE (MENTRE LEGGEVO) DI SCRIVERE ANCH’IO !!!!!!!

      mentre leggevo i commenti pensavo a come dovevo gia dirla, poi sono arrivato al tuo e mi sono stupito !!!!!!!

      comunque sono convinto che sia un tipo di censura diversa…più sottile e comunque ormai credo che la cosa sia diventata del tipo: il comandante che dice al suo soldato ” va li e fai questo, tu non pensare !!!!! “.

      NON POSSO PROPRIO FARE A MENO DI RINNOVARE I MIEI COMPLIMENTI A QUESTO BYOBLU……

      COMPLIMENTI CLAUDIO MESSORA…….COMPLIMENTI VERAMENTE !!!!!!!!

      ci fai ragionare troppo alla grande……ed a me stai insegnado anche a scrivere !!!! (un grazie personale è dovuto)…..

      UN GRAZIE SEMPRE PERSONALE VA A RAIMONDO VIANELLO ED A TUTTI QUESTI MAGNIFICI ATTORI DI QUELL’EPOCA, CHE LOTTAVANO CONTRO CHISSÀ QUALE FORZA, LA STESSA CHE MAGARI A NOI VIENE MOSTRATA OGGI IN UNA VESTE DIVERSA !!!!!

    • ohhhh….ERA LA STESSA PRECISA IDENTICA COSA CHE AVEVO INTENZIONE (MENTRE LEGGEVO) DI SCRIVERE ANCH’IO !!!!!!!

      mentre leggevo i commenti pensavo a come dovevo gia dirla, poi sono arrivato al tuo e mi sono stupito !!!!!!!

      comunque sono convinto che sia un tipo di censura diversa…più sottile e comunque ormai credo che la cosa sia diventata del tipo: il comandante che dice al suo soldato ” va li e fai questo, tu non pensare !!!!! “.

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    • ohhhh….ERA LA STESSA PRECISA IDENTICA COSA CHE AVEVO INTENZIONE (MENTRE LEGGEVO) DI SCRIVERE ANCH’IO !!!!!!!

      mentre leggevo i commenti pensavo a come dovevo gia dirla, poi sono arrivato al tuo e mi sono stupito !!!!!!!

      comunque sono convinto che sia un tipo di censura diversa…più sottile e comunque ormai credo che la cosa sia diventata del tipo: il comandante che dice al suo soldato ” va li e fai questo, tu non pensare !!!!! “.

      NON POSSO PROPRIO FARE A MENO DI RINNOVARE I MIEI COMPLIMENTI A QUESTO BYOBLU……

      COMPLIMENTI CLAUDIO MESSORA…….COMPLIMENTI VERAMENTE !!!!!!!!

      ci fai ragionare troppo alla grande……ed a me stai insegnado anche a scrivere !!!! (un grazie personale è dovuto)…..

      UN GRAZIE SEMPRE PERSONALE VA A RAIMONDO VIANELLO ED A TUTTI QUESTI MAGNIFICI ATTORI DI QUELL’EPOCA, CHE LOTTAVANO CONTRO CHISSÀ QUALE FORZA, LA STESSA CHE MAGARI A NOI VIENE MOSTRATA OGGI IN UNA VESTE DIVERSA !!!!!

    • Non credo la censura sia più sottile, o meglio, è velata agli occhi di chi comunque usa ancora la tv in maniera più o meno assidua. Per uno che si è disintossicato da tale mezzo di distrazione di massa, la censura è palese e tossica. Una volta sviluppati gli anticorpi a tale sistema, lo riconosci in un batter d’occhio.

    • BLUE……non lo sapevo però me l’aspettavo !!!!!!

      certo poveretti questi …….a quei tempi cosa potevano fare……le cose che sappiamo oggi avrebbero pototo farli ragionare, ma a quei tempi io credo che loro si ci ritrovavano dentro senza capirne proprio niente (presi dalla foga) per poi all’ultimo capire di essere delle pedine…….a quel punto cosa avrebbero potuto fare……alcuni decisero di abbandonare, altri come loro, decisero di continuare, ma cercando forse dare qualche cosa buona di loro, magari cercando di portare a conoscenza il popolo dei problemi in maniera criptica un po come i tempi prima dell’illuminismo (il barocco) in cui è stata aperta la porta della conoscienza al pubblico !!!!!!!

      io credo che il male non potra vincere mai….non potra riuscire mai a comandare gli spiriti tutti per intero, qualcosa gli sfugge sempre dal controllo…….com’è solito dire in questi casi ” il diavolo ha fatto le pentole, ma ha scordato i coperchi “…….secondo me i veri VIANELLO  e tutti gli altri ritrovandosi in quella situazione hanno cercato poi di sfruttarla !!!!!!

      volendo cosa avrebbero fatto di cosi malvaggio……lasciando perdere i soldi della tessera, altre malefatte quali potrebbero essere…..analizziamoli insieme se vogliamo……io sono pronto a condannarli tutti quanti, se sara dimostrato un effettivo cattivo comportamento di questi (poveretti) !!!!!!!

    • Preso soldi dalla tessera 1816? Ma stai scherzando? Non ti senti un po’ qualunquista solo a pensarlo? Mio padre lavorava a Rete4. Era uno dei tanti impiegati (erano decine di migliaia). Ha preso soldi da un piduista? Quindi era un piduista anche mio padre? Quindi lo sono anche io?

      Bisogna essere in grado di tracciare una linea di demarcazione oltre la quale spingersi diventa altrettanto immorale dell’immoralità che si tenta di denunciare.

      Vianello era un comico, un attore, un presentatore. Allora Muccino prende soldi dalla tessera 1816? E’ un piduista?

      Per favore: equilibrio e ragionevolezza. Inoltre, come ho scritto nel post di oggi, allora la questione era percepita in maniera differente (non c’era la rete e molte cose non si sapevano). La questione era: se Berlusconi non scende in politica, ci portano via le televisioni, e addio lavoro per decine di migliaia di persone.

      Inquadriamo le cose nel loro giusto contesto storico e non generalizziamo. Sono passati VENTI ANNI. Questa non è la storia del fascismo nè stiamo parlando delle fosse ardeatine. Stiamo parlando di spettacolo, di lavoro e di opinioni politiche. Al fanatismo c’è un limite.

  • Se n’è andato un altro mostro sacro della TV ormai diventata un enorme pattumiera di Pivelli tutto fumo e niente arrosto

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