E' libera Internet in Italia?

 Senza fare dietrologia a tutti i costi, e sicuramente non è questo il caso, in generale non è poi cosi peregrino ritenere che molti degli strani fenomeni che avvengono sui grandi social network possano essere il risultato di telefonate non convenzionali che intercorrono tra gli apparati di controllo istituzionali (e non) e il management di aziende che tengono a stare sul mercato senza grattacapi. Soprattutto dopo avere constatato, grazie ai dati messi per la prima volta a disposizione da Google ed elaborati dal blog, che l’Italia è al primo posto assoluto per quanto riguarda le ingerenze governative nella libera diffusione dei video su YouTube.

 
Ricordo il caso della misteriosa sparizione del video “Giuliani, l’uomo che ci salvò la vita“, per fantomatiche violazioni delle norme della community, oscurato quando aveva già totalilzzato oltre cinquantamila visualizzazioni con sconcertante puntualità subito dopo essere stato menzionato in una puntata di Chi l’ha Visto? per ricomparire poi, senza spiegazione alcuna, dopo essere stato ricaricato centinaia di volta da utenti della rete incazzati neri.
Allo stesso modo, ricordo il tracollo verticale di visualizzazioni, avvenuto da un giorno con l’altro, quando YouTube introdusse di punto in bianco un limite alla condivisione di video con i propri amici, portandolo al ridicolo tetto di 100, non so se per tutti i profili o solo per alcuni. Un intervento che non trova nessuna giustificazione nell’esigenza di limitare lo spam (le comunicazioni indesiderate e massive), perché gli amici sono tutti e solo coloro i quali desiderano ricevere le tue segnalazioni, avendo accettato o direttamente richiesto l’amicizia. Di contro, ha tutta l’aria di essere un comodo escamotage per limitare la crescita indesiderata di popolarità. Così come lascia perplessi la gestione della pagina delle classifiche, che spesso omette di posizionare video di protesta molto significativi e discussi, per elencare video che al contrario hanno visualizzazioni e popolarità più basse, da qualsiasi osservazione parametrica e/o statistica le si consideri.
Altrettanto stranamente, Facebook in alcune circostanze si comporta davvero curiosamente. Strano è infatti il malfunzionamento che ha colpito “Informare X Resistere“, una delle pagine di informazione con più abbonati, nei giorni immediatamente precedenti alle ultime elezioni regionali, intorno al 26 di marzo. Strana è altresì l’impossibilità che molti utenti segnalano di condivedere alcuni dei video tratti da YouTube, conservandone l’icona e la descrizione, o la singolare anomalia che talvolta impedisce al popolare social network di recuperare il titolo e l’immagine di un contenuto condiviso da Byoblu.Com o da altri siti di informazione.
Come non ricordare, da ultimo, l’inibizione dell’accesso a Byoblu.Com alla grande maggioranza dei lavoratori ministeriali, nonostante altri blog di informazione risultassero correntemente visibili, secondo un metro di valutazione che è tutto tranne trasparente? E l’inibizione alla lettura di questo blog ai terremotati “ospiti” della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a L’Aquila, avvenuta anch’essa da un giorno con l’altro e con la motivazione seguente: “abbiamo bloccato i siti illegali“? E, ancora, l’inspiegabile idiosincrasia che alcuni domini di posta elettronica sembrano esibire nei confronti delle newsletter inviate da “byoblu.com” che, dotate evidentemente di poteri sovannaturali, sembrano svanire nel nulla, senza lasciare traccia in nessun log e in nessun eventuale programma o funzionalità antispam?
Queste ed altre ben dissimulate perturbazioni della rete si colorano di tinte fosche ed inquietanti alla luce degli incontri clandestini, a porte chiuse, avvenuti nei giorni successivi al gesto di Tartaglia tra Roberto Maroni (incontri “privati” in rappresentanza delle istituzioni? Contraddizione in termini!) e la struttura dirigenziale di Google e Facebook. E alla luce, appunto, dei dati che denunciano le richieste governative ufficiali e ufficiose di rimozione di questo o quel contenuto – diciamo così – ritenuto inadatto, che Google ha deciso di tirare fuori mentre Facebook ancora se ne guarda bene.
Volendo assumere per buona la tesi delle magiche alchimie tra il governo e i gestori della rete internet italiana, è facile arguire che se il contenuto è pubblicato da un navigatore anonimo, farlo sparire è un’operazione a costo zero, mentre se proviene da personaggi che godono di una maggiore notorietà, rimuoverlo di peso può essere controproducente, mentre renderne estremamente difficoltosa la condivisione è un’operazione tecnicamente alla portata di qualunque programmatore di media abilità e di qualsiasi amministratore di sistema.
Ricevo e pubblico una lettera di Alessandra, che mi ha dato lo spunto per quesa riflessione, ma che espone lucidamente alcune delle considerazioni e delle perplessità che mi pervengono con molta frequenza da molti di voi. Prima però vorrei che rispondeste a questa domanda, sulla scorta delle vostre esperienze personali o semplicemente seguendo il vostro intuito personale.

 Perché non mi fido di Facebook
 di Alessandra G. 

 

Ciao Claudio,mi chiamo Alessandra, ho 28 anni e ho incontrato Byoblu su Facebook. Fin qui tutto bene, ricevo costantemente i tuoi update e i tuoi articoli, ti seguo costantemente. Ma negli ultimi tempi, diciamo dall’inizio dell’anno, sempre più frequentemente accade che quando condivido le pagine del tuo blog Fb mi chieda di inserire il codice di controllo. Mi accade anche quando posto altri articoli dal contenuto informativo “sovversivo” (dal punto di vista di alcuni), eppure non mi sono mai considerata militante di alcun chè, fatta eccezione per quello che concerne le mie idee. Che inevitabilmente si basano sui valori di discernimento del guisto e dello sbagliato che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia e che ho appreso nel corso della mia vita leggendo moltissimo. Sì, sono una che ha la cattiva abitudine di pensare con la propria testa e che raccoglie gli elementi del proprio pensiero da fonti molteplici, non necessariamente concordi tra loro. Internet è casa mia.
In genere, non amo le dietrologie. Ma, il mio grande ma di tutta questa mail, deriva dalla pessima sensazione che dietro la continua rischiesta di inserire i codici di controllo per postare un articolo su Fb ci sia un intento altro da quello del controllo delle abilità psico-motorie dell’utente di turno. Mi puzza di disincentivo. Conosco molti utenti “pigri”, che pur di non dover digitare un codice evitano di postare il contenuto. Ci rinunciano. Cattiva condotta la loro, certo. Ma non è un po’ strano che Fb utilizzi con tanta frequenza uno strumento che disincentiva le persone a comunicare tra loro (e quindi ad andare contro quella stessa mission che ci dice essere la sua stella guida)?
Inoltre i codici negli ultimi mesi si sono fatti sempre più lunghi e complessi. Prima era una parola, lettere mescolate a casaccio. Ora sono quasi delle frasi (dal senso talvolta compiuto).
E se prima la richiesta era una tantum e slegata dal contenuto del post, ora questa viene puntualmente presentata per i soli articoli a contenuto informativo. Per dircela in breve: per i post “leggeri”, per i gruppi inutili e vuoti di contenuto nessuno mi chiede il codice di controllo per sapere se sono o meno abile alla digitazione e al pensiero.
Ma per i post come quelli di Byoblu la richiesta c’è. Stamattina nel giro di un’ora ho fatto en plein, 2 su 2. E fino a stasera?
Perfino io che sono una cultrice della circolazione della conoscenza e che ho come obiettivo di guardare sempre al di là del mio naso comincio ad essere stufa di quella finestra dai caratteri neri dall’aria un po’ liberty. Mi dico che un codice, una barriera di lettere tra me e il mondo non deve esistere. Quel codice non può dirmi quali informazioni devo o non devo far circolare. Non sono solo utente, sono mezzo. Attraverso il mio pc passano informazioni che arrivano ad altri utenti, che altrimenti non sarebbero entrati in contatto con quei contenuti.
Resto fedele a me stessa, ma i blogger e gli utenti dovrebbero stare all’erta, credo. Dovremmo tutti insieme redarguire Fb per questa strana forma di “controllo”, che potrebbe essere considerata (dai malpensanti, ovviamente) come un germe di censura.
Sarei curiosa di sapere se accade anche ad utenti che accedono a Fb dall’estero o se è una cosa tutta made in Italy.
Ti porgo i miei più vivi ringraziamenti per il tuo lavoro, attendo il DVD.
Buon lavoro, Alessandra

 

23 commenti

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  • Quel sistema di “sicurezza” si chiama captcha ed è usato per essere certi che l’azione è eseguita da una persona e non da un software.
    Inizialmente si usavano sequenze di numeri, ma risultavano facili da superare, poi si sono usate sequenze casuali di lettere maiuscole e minuscole, ma talvolta erano difficili da interpretare dagli esseri umani (es I e l in alcuni font sono molto simili), perciò l’ultima tendenza è usare parole che talvolta danno luogo anche a buffi accostamenti.

    Normalmente il captcha viene usato su tutti gli inserimenti, ma in un social network come FB sarebbe troppo pesante.
    Se appare la richiesta solo a volte potrebbe essere che viene applicata secondo una regola che potrebbe dipendere da
    1) Sito, ciò prevederebbe da parte di FB la manutenzione di una black list
    2) Numero di volte che un sito o una notizia è linkata. Un sito che stia facendo spam agisce come un sito con molti lettori, come tale un eccesso di link potrebbe apparire sospetto e quindi da controllare.

    Purtroppo è il prezzo da pagare per evitare software che riempiano FB di migliaia di post inutili di pubblicità.

  • Naturalmente la libertà in internet non c’è in Italia, così come in tutti gli altri paesi del mondo, Stati Uniti in primis.

    Partendo da facebook, che non è altro che un enorme database della CIA, e concludendo con youtube e google, che alterano l’informazione semplicemente mettendo ai primi posti delle loro ricerche siti o articoli amici e nascondendo le informazioni che non vogliono siano trapelate al pubblico.

    Inoltre diamo un’occhiata a ciò che succede oltremanica:

    http://www.megachipdue.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/3668-notizie-inquietanti-dallinghilterra.html

     

    Eh si caro Obama, nobel per la pace, “help internet in Italy”!!

    Saluti

  • E dai su, pensare che il captcha sia un’ostacolo per evitare la divulgazione di notizie è ridicolo.

    Quanto richiede per essere inserito? 1-2 secondi? Non ho mai conosciuto una sola persona che lo ha saltato per pigrizia. Se sto linkando un argomento si presume che l’abbia letto, compreso, criticato ed infine ho deciso di rendere partecipi anche altre persone.

    Ora se dopo tutta questa "fatica" non lo posto perchè devo inserire due parole d’identificazione…

     

    PS Trovo molto più scocciante dover andare a leggermi l’email per cliccare su un link che permetterà al mio post di essere letto da altri. Vero Claudio?

  • ho letto la lettera di quel ragazzo 28 enne….dalle sue parole ho ritrovato miei pensieri riguardo l’utilizzo di questi codici di sicurezza, il senso compito si è esteso a foto , giochi e cose troppo particolari per cui un codice preso a caso ne possa accentuare il significato ho disincentivarlo con possibili messaggi subliminari….anche se certi sono scettici , noi viviamo plasmati dalla pubblicità che sia virtuale visiva o di tipo confidenziale(tra persona a persona), ecco perchè la destra vince sempre, ecco perchè le pesrsone vengono traspostate in mode consumistiche.. e se non sei come loro ti devi considerare un emarginato…ma dalla spiegazione di un altro lettore si è parlato di captcha quindi spero sia cosi e non ci sia niente di losco dietro questi inconvenienti codici

  • Ciao a tutti, personalmente ho “sperimentato” proprio in questi giorni l’esperienza di essere disattivato da FB senza un avviso, di punto in bianco, mentre postavo un immagine mi hanno disattivato. Forse perché postavo troppi link (politica, mafia, ambiente, ecc. ecc.), viene chiamata “Eccessiva attività” (?). Detto questo non credo che i captcha servano direttamente alla censura, credo invece che qualche specie di Bot (qui un esempio pratico) che analizza quello che si posta, serva a questo fine. Concludo col dire che ho anche mandato due mail per chiarire la faccenda con esito negativo in entrambi i casi, ciò mi fa pensare che il mio account non sarà mai più riattivato.

  • Secondo me hai posto male la questione, non è problema di rete in italia, ma è un problema di social network a livello internazionale.

    I social network sono davvero strumenti di libera circolazione delle idee? sono davvero strumenti di libera informazione? o sono solo strumenti di cazzeggio,che danno l’illusione di tenersi in contatto con “amici” (si fa per dire amici, c’è gente che aggiunge cani e porci), e che fanno perdere inutilmente solo un casino di tempo? oltre al fatto di essere poi implicitamente strumenti di controllo, in cui ognuni persona che inserisce dati , amicizie e opinioni reali viene praticamente schedato(schedato nei gusti personali, sessuali, musicali,orientamenti politici ecc..  per motivi di marketing e non solo), , senza neanche rendersene pienamente conto ( a giudicare da quante cose personali, e anche decisamente molto intime certa gente carica in questi social network mi viene da pensare che non se ne rendano conto!)

    Che non possono essere strumenti di libera informazione è implicito proprio nei meccanismo di autogestione e segnalazione, che vanno contro un concetto autentico di libertà. La vera libertà ci può essere solo se ci sono regole e leggi condivise e fatte rispettare attraverso un controllo umano, il più possibile imparziale. Ma dal momento in cui informazioni e video legittimi, o meno sono decisi dal voto di altri utenti, che possono aprire account in maniera totalmente aninima e senza alcun controllo umano reale, è ovvio che non ci può essere alcuna libertà, o comunque la libertà è molto distorta, nel migliore dei casi è “dittatura del gregge”, nella peggiore delle ipotesi qualunque notizia scomoda può essere silenziata, o sabotata, attraverso il normale meccanismo di segnalazione.

     

    Ma è un problema connaturato in tutti i social network, non è un problema italiano.

    E non si può nemmeno parlare di libertà di internet, perchè chi acquista un dominio, e uno spazio web per scrivere ciò che ha da dire, è più difficile da censurare( ovviamente degli hacker possono dannegiare il sito, o saturare la banda ugualmente, facendo andare il server offline, ma è comunque più difficile, e richiede competenze che non molti hanno)

    In sostanza secondo me è un problema culturale, le persone dovrebbero imparare a guardare i social network con occhi più critico, e rendersi conto che per ovvi motivi strutturali, all’interno del social network non ci potrà mai essere una piena libertà, la libertà dei social network è pura illusione!

  • concordo con quanto postato da ciro. Anche a me è successo un apio di volte su fb di venire bannato volgarmente .. altre volte alcuni post avevano difficoltà ad essere pubblicati(e non erano certo problemi tecnici). Anch’io ho mandato una mail al gestore nella quale chiedevo di spiegarmi i motivi della CENSURA dei miei post .. nessuna risposta. Subito dopo mandavo una mail nella quale minacciavo di DENUNCIARE per violazione della privacy la società se NON mi avessero permesso di RIMUOVERE tutto il contenuto fino lì postato .. e come per miracolo poco dopo riaccedevo e ripostavo come nulla fosse!! Dopo la seconda volta, memore delle rappresaglie(sospetto anch’io che vi sia un sw di controllo sui contents postati)mi sono messo a postare qualche BABBOMINKIATA che si trova in rete ogni 2 – 3 articoli di giornali, video inchieste(approfitto per ringraziare Claudio .. e NON solo), articoli di giornalisti e di ossrvatori economici e politici, servizi e dossier di inchiesta e .. perchè NON deve MAI mancare per una SANA e CORRETTA informazione, video e post di comici quali Luttazzi, Guzzanti(Corrado e Sabina), Crozza e altri satirici degni di considerazione(a MIA esclusiva discrezione). Da allora(ma non lo voglio dire troppo forte)fb non mi ha più giocato tiri mancini … per ora.

     

    PS: in merito al sondaggio voglio dire che Internet come il resto dell’informazione attraverso i media sono PARZIALMENTE LIBERO(dati Freedom House) .. solo le BABBOMINKIATE(i così detti mezzi di DISTRAZIONE di MASSA)girano LIBERI e senza alcun CONTROLLO … chisà perchè — :-)??!!

  • Ho sperimentato su di me la censura di Fb.Mi han disattivato il profilo senza un avviso.Credo sia perchè condividevo link contro il governo attuale, contro la mafia, per informare su cosa han combinato all’aquila …in poche parole notizie scomode.Ho inviato svariate mail ed alla fine mi han risposto diecendomi che ero stato segnalato come “molestatore” per le troppe richieste di amicizia effettuate, se poi penso che non uso neanche la chat mi vien da ridere(per non piagere).Tutto sommato credo che alla fine la censura ci sia anche se a noi non è dato saperlo…

  • Sorrido, all’idea che internet sia libera… E’ un enorme strumento, ma sta a noi sfruttarlo al massimo, coi suoi limiti imposti dal “costruttore”… suvvia, dai, è abbastanza semplice, e lo spiego con un esempio banale: chi comanda, ha più considerazione degli ultras del calcio, che del popolo della rete… o pensate che potremmo, chessò, organizzare un colpo di stato su facebook? Finchè siamo qui, siamo controllabili. Punto. Se usciamo di casa, invece, molto meno (se non ci portiamo dietro il cellulare). Certo temono il diffondersi di una cultura libera, ed ecco allora che parte la “censura controllata”, ma di fatto, son tutti tranquilli… un V-Day o due di Grillo, una qualche comparsata del Popolo Viola… facile da gestire, un po’ meno i disoccupati che protestano per il lavoro, un po’ meno i cittadini incazzati per gli abusi subiti (acqua, Val di Susa… Greci…)

    Il problema è un problema globale, non riguarda solo noi italioti: ci sono anche i franchioti, germanioti… americanioti… tutti i cittadini, abbindolati da false informazioni… e pochi che muovono le pedine… ecco, l’esempio degli scacchi mi piace: noi siamo i bianchi. Siamo tantissimi. Ma tutti pedoni. E di fronte abbiamo i neri, composti da 16 regine… potremo giocare in eterno, ma prima o poi ogni pedone rimane da solo, e viene mangiato…

    Mah, vabbè, lasciamo perdere… comincio a credere che abbiam perso la partita: mentre noi giochiamo dietro alle cretinate, chi comanda ha tutto il tempo di organizzarsi e pianificare…

    Ah, Claudio, hai poi avuto modo di leggere e vedere questo post di Beppe che ti avevo lasciato? http://www.beppegrillo.it/2010/05/_questo_video_n/index.html

    dagli un occhiata, va… ciao a tutti, e scendete per le strade, se volete cambiare qualcosa… con affetto

    C.

  • Il punto è questo: la rete è neutrale fino al livello 7 della pila ISO/OSI, tutto quello che ci gira sopra non lo è.

    Inutle illudersi: i provider di servizi di alto livello come YouTube e Google non sono diversi da multinazionali come Novartis o McDonald’s. Un CdA di poche persone tiene le briglie della rete, ed è illusorio che queste persone non parlino coi governi e non ne siano condizionate.

    Ancor più illusorio pensare che, al di là dei proclami fatti nelle convention e nella pubblicità, a questa gente freghi molto della democrazia e della libertà di espressione. A questi frega di far soldi e basta, per loro Hu Jintao e Obama sono la stessa cosa.

  • Io penso che in Italia non siamo molto indietro rispetto al resto del mondo…. ansi, siamo avanti rispetto a delle nazioni in cui ancora oggi esiste una censura ufficiale. Però detto questo posso affermare che non siamo liberi. Non saremo mai liberi di esprimerci, di condividere critiche e di scambiare opinioni divergenti con la linea "ufficiale" e filoquelchesia….

    La rete da un falso senso di liberta che invoglia gli individui a mettere in mostra il lato nascosto, o semplicemente più timido, delle persone… ed ecco perché chi non direbbe mai in pubblico una parola contro un governante, un professore o un datore di lavoro in rete lo fà, magari dietro un falso senso di anonimato che può dare un nickname, ma deve comunque accettare l’idea si essere sempre identificato in qualsiasi momento. L’anonimato oggi, aggiungo anche per fortuna, non esiste.

    Secondo la mia opinione oggi , come è sempre stato con altri tempi in altri modi, internet è il più grande mezzo per il controllo delle masse. I blog, FB, ma anche google, YouTube, sono tutti degli enormi database dove siamo catalogati, schedati e archiviati. Se solo volessero, se solo passasse in mente a qualche d’uno che dalle vostre teste pensanti potrebbe nascere qualcosa di criminoso per la salute dello stato ci sono tutti i mezzi per essere in grado di stabilire e rintracciare qualsiasi cosa voi abbaitre scritto sulla rete… non credo comunque si ottenghino i permessi per procedere in tal senso così facilmente, quindi magari chi comanda in accordo con i vertici dei grandi della rete fanno modo di chiudere un untenza FB che si comporta in modo inopportuno o di infastidirla a più non posso con richieste petulanti di codici di controllo…. poi oscurare un sito internet in un’azienda privata o una caserma è una cosa molto semplice da fare e basta solo la volontà/complicità di una ristretta cerchia di persone, e non si tratta di censura, ma di semplice deterrente contro la distrazione, dicono così……..

    Vi chiedete come sia possibile che non si possa parlare di certi argomenti scomodi perché si viene boigottati ed invece si può vedere pornografia a tonnellate senza immettere codici di verifica o quant’altro per evitare che tuo figlio di 8 anni ne sia travolto? Bene, anche io!!!!!

    Sono sicuro che la pornografia è ben accetta da chi ci governa, tiene impegnata la mente altrove che dai poblemi di pubblica amministrazione….. e poi se volete una censura per i vostri figli ci dovete pensare voi con dei software appositi, assurddo!!!

     

     

     

    N.B:Io non sono su FB, ne mai lo farò. Per aggiornarmi con Byoblu accedo ogni girono al blog….. che ho conosciutuo da Youtube….. O_O

    Mizzica, allora un minimo di informazione passa anche da youtube???????

     

    Ciao.

  • wow (per modo di dire) non immaginavo che fosse tanto semplice oscurare dei siti… o meglio, non pensavo fosse una cosa che che le "autority" fanno con tanta leggerezza.

    E poi per quale motivo byoblu.com venne oscurato? Per quale motivo veniva considerato "illegale"?

    Per quale motivo non viene usata la stessa solerzia anche con telegiornali di parte che usano il loro ruolo di informazione – presentata come oggettiva – per fare campagna politica?

    Si danno multe (forse non abbastanza salate) ma il giorno dopo tornano a fare la stessa cosa… se si chiude un occhio da una parte a mio parere va chiuso anche dall’altra.

    Un esempio simpatico del tg5: un servizio che parte parlando di Benigni, arriva a definire il tg3 come TELEKABUL e poi conclude con Vieni via con me ed il suo essere fazioso.

    Mi piacerebbe capire qualcosa in più sulle cosiddette autority garanti e come funzionano.

    Qualcuno saprebbe spiegarmi/dirmi qualcosa in merito?

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