Gli USA dicono no al decreto sulle intercettazioni

 

 

« Quello che non vorremmo mai è che succeda qualcosa che impedisca ai magistrati italiani di continuare a fare l’ottimo lavoro svolto finora. Avete ottimi magistrati e ottimi investigatori. La legislazione finora in vigore in Italia è stata molto efficace »

[Lanny A. Breuersottosegretario al Dipartimento penale statunitense]

 
Nessuno stato è il paradiso terrestre. Si dice che l’erba del vicino sia sempre più verde, ma forse sarebbe meglio dire che l’erba del vicino è meno secca, o che le aree più rigogliose sono tutte davanti alla staccionata che divide il nostro giardino dal suo: quello che c’è nel retro, non è dato sapere… Tuttavia, non abbiamo un altro mondo a disposizione. Ci dobbiamo accontentare. La vera sfida è riuscire a cambiare questo. Possibilmente in meglio.
E allora ben venga la valorizzazione e il riconoscimento dei pregi di ognuno, anche se i difetti non sono certo bazzecole. Dal punto di vista della libertà di informazione, per esempio, gli Stati Uniti d’America non sono certo la Cina: dalle loro parti ancora nessuno si sogna di impedire a un giornalista di scrivere. Sul ddl intercettazioni, oggi, è arrivata così anche la bacchettata diplomatica di Lanny A. Breuer, sottosegretario al Dipartimento penale statunitense. Una diplomazia deve muoversi come un elefante in un negozio di porcellane: se Breuer è stato così esplicito, questo è un chiaro segnale dell’enormità delle normative liberticide che stanno per passare nel nostro paese. Che nostro forse non è più, già da qualche tempo.
Santoro liquidato. Rai Tre espugnata. I blogger tenuti per le palle dal diritto di rettifica: l’attacco sferrato è circoncentrico e mira all’invasione totale e definitiva. E non sembra che si vogliano fare prigionieri. Ormai, il servizio di informazione pubblico sta esalando l’ultimo respiro. Resiste Milena Gabanelli, barricata ancora per poco nell’ultimo avamposto di informazione non asservita. Resiste Loris Mazzetti, chiuso a doppia mandata dentro all’ufficio che fu di Enzo Biagi. Cercano di opporre resistenza, come possono, la stampa e l’editoria, anche se vorrei chiedere a lor signori perché non hanno speso una parola per difendere i blog da tutte le iniziative legislative tese a toglierli di mezzo. E resistono i blog, ormai allo stremo delle forze, senza risorse e con lo spettro della legge sulla stampa datata 1948 che incombe sulle loro residue ed esigue finanze. Ovviamente il problema è circoscritto ai blog di denuncia: per quelli di taglio e cucito aumenteranno gli spazi e magari arriverà anche una sovvenzione statale a insindacabile giudizio di Bondi, che valuterà personalmente quanto i merletti e i ricami rispettino lo stato dell’arte. Gli altri, già alla prima multa da 13mila euro si cercheranno un santo protettore. Fine dei giochi. Fine della libertà.
Un’altra strada c’è. I cittadini devono diventare consapevoli della loro forza. Devono costituire un unico blocco solidale, una corporazione che tutela e persegue il diritto ad informare ed essere informati, sostenendo grazie all’elevata resistenza della struttura magliforme della rete il peso di eventuali azioni legali.
I cittadini devono farsi da soli la televisione che vogliono guardare. Devono pubblicarsi da soli i giornali che vogliono leggere. Devono prodursi da soli l’energia che vogliono consumare. I cittadini devono farsi stato, soggetti finalmente attivi ed artefici delle proprie sorti. Devono fondare cooperative per portare la banda larga dove ancora manca, trasmettere online, contemporaneamente, in barba al Decreto Romani esattamente come Berlusconi trasmetteva in contemporanea in tutte le regioni italiane, in barba alle normative allora vigenti, fino a quando la diretta nazionale non divenne legale grazie al suo amico del cuore Bettino Craxi.
Disdicete il canone Rai e iniziate a consorziarvi. Riprendetevi in mano la vostra vita, finchè avete le mani ancora libere per farlo.

9 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Santoro liquidato???

    Ma quale liquidato, è Santoro che ha liquidato i poveri illusi che guardavano ANNOZERO, convinti che fosse libera informazione, e l’ha liquidati per la “modica” cifra di 10 milioni e passa di euro, tutti a spese di noi poveracci che siamo costretti a pagare il canone. Santoro s’è finalmente rivelato anche ai più ciechi per quello che è, un grandissimo PARA…. ehm PALADINO DELLA LEGALITA’, della LIBERTA, e della DEMOCRAZIA….

    • quella dei 10 milioni è una stronzata. sono due milioni e qualcosa e se tu ti leggessi le motivazioni (ci sono un paio di articoli scritti da lui in rete e alcuni di travaglio) del suo gesto non lo chiameresti paraculo.

    • No no, in totale sono 10 milioni e passa, perchè la RAI si impegna anche a comprare da Santoro una serie di speciali che realizzera in futuro, alla modica somma già concordata di 1 milione e passa a puntata!

      Delle ragioni del suo gesto non mi frega, chi avrebbe rinunciato per una cifra simile? ma almeno non facesse tanto la vittima, non facesse tanto l’ipocrita…

  •  Sed non satiatus il Duce, con il varo delle leggi pidiellissime preparate e votate dalle sue milizie, otterrà che nessun suddito potrà più accedere alle “segrete cose” di cui si occupa chi ha le chiavi della dispensa. Nessuno potrà più sapere se si sta rivolgendo ad un medico o a un macellaio, se sta acquistando una casa costruita in cemento o in sabbia, se si serve di una compagnia aerea affidabile o di una che non lo è, se la banca di cui è cliente segue un qualche criterio di eticità o ricicla soldi della ndrangheta.

  • Il paraculo americano segue il copione assegnatogli da disposizioni attoree del suo deo ex machina.

    Mente sapendo di mentire, i magistrati italiani sono politici che lottano per il potere assoluto sul popolo contro un’altro tipo di potere assolutista.

    La legge  e la democrazia non esistono più, se non in apparenza, se è possibile che perseguano obiettivi leciti con mezzi e metodologie delinquenziali, o addirittura disapplichino le leggi arbitrariamente esenza sanzionamento.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi