La Carfagna, la Gelmini e la Prestigiacomo


Ieri, a Siracusa, Stefania Prestigiacomo, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna hanno presenziato al secondo incontro della Fondazione Liberamente, cui hanno dato i natali insieme a Sandro Bondi, Raffaele Fitto e Franco Frattini.
 
Tre ministri donna, tutte e tre in conflitto di interessi. La Prestigiacomo è Ministro dell’Ambiente. Potrà mai una ex rappresentante del mondo dell’imprenditoria, con tutti i legami che nel tempo ha creato con gli industriali, tutelare efficacemente l’ambiente? No. E infatti tutela gli industriali, avendo sempre seccamente rifiutato, in nome e per conto degli italiani, tutti gli obiettivi di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica proposti dall’Unione Europea.
La Gelmini è Ministro dell’Istruzione. Da studente, per conseguire la sua iscrizione all’albo degli avvocati, non riuscendo a passare l’esame a Brescia è andata a sostenerlo a Reggio Calabria, dove il numero degli ammessi è il triplo rispetto a quelli di Brescia, denunciando innanzitutto scarsa brillantezza e poi un’indole insofferente al rigore formale che esige una preparazione impeccabile, preferendo le scorciatoie alle sfide intellettuali. Potrà mai, una che cerca sotterfugi per dimostrare la sua competenza professionale allo Stato, occuparsi per conto dello Stato stesso di migliorare l’istruzione e sostenere le ragioni di una efficiente verifica della preparazione, principio base della meritocrazia? No. E infatti la sua riforma sta uccidendo maestre, professori, docenti, il mondo della ricerca e, ovviamente, gli studenti.
La Carfagna è Ministro per le Pari Opportunità. Si occupa cioè di assicurarsi che tutti abbiano le stesse chances di conseguire un determinato risultato. Potrà mai, una che si è fatta strada esibendo le innegabili doti esteriori del suo corpo, facendosi conoscere e apprezzare come modella, valletta, soggetto conturbante di calendari provocanti, una che è stata notata da Silvio Berlusconi proprio in virtù della sua bellezza (“se non fossi già sposato, la sposerei immediatamente“), una cioè che deve alla generosità di madre natura gran parte del merito e delle opportunità che la vita le ha riservato, farsi garante del fatto che una brillante carriera possa essere alla portata di chiunque, ovvero rinnegare se stessa ed i vantaggi che la sua esteriorità ha saputo conferirle? Se una simile contraddizione fosse possibile, il primo doveroso passo sarebbero le sue stesse dimissioni, per ristabilire le pari opportunità, appunto, tra gli aspiranti alla posizione di Ministro per le Pari Opportunità.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi