Il Papa in vendita

  Ci fu un giorno nel quale un tale di nome Gesù prese a randellate i banchetti dei mercanti di fronte al Tempio. Oggi distruggerebbe il Parlamento e lo ricostruirebbe in tre giorni. Se questo ritorno del Messia non è una sbruffonata, allora lo aspetto con ansia.
Il tale in questione radunava folle oceaniche e non si curava di allestire nessun palco, né di assoldare un service, né tantomeno di pagare rockstar. Nessuno vendeva lattine di cocacola o bottigliette d’acqua a prezzi da rapina. Casomai, bastava dare una moltiplicatina a pani e pesci e il buffet era servito. Nessuno pagava il biglietto, nessuno pagava il conto. Nessuno scontrino, nessuno spreco di alberi, nessuna verifica fiscale, nessuna SIAE… Dio è eco-sostenibile, equo-solidale e open-source.
Fatto fuori lui, i suoi discepoli ricostruirono i banchetti. Iniziarono a vendere souvenir della sua esecuzione capitale (a proposito: chi produce tutti i crocefissi appesi per legge nella maggioranza dei luoghi istituzionali? Così, tanto per sapere…), e misero in commercio addirittura biglietti d’ingresso per il regno dei cieli. La chiamavano indulgenza divina ed era dispensata in cambio di un ragionevole corrispettivo: un’assoluzione in scatola, una specie di ricarica spirituale in comodi tagli da dieci e da venti. Poi inventarono i pellegrinaggi, il fenomeno del turismo religioso, l’esenzione ICI ed altre amenità che consentono di gestire un esercizio alberghiero in regime di totale e sleale concorrenza; eressero lenzuoli di lino orditi con trame complesse e con più di due fili – introdotte in epoca successiva a quella del corpo che si vuole vi fosse avvolto – a oggetti di culto, simulacri della divinità da adorare a pagamento dopo lo smaltimento di interminabili code. Riempirono i mercati di vitelli d’oro, immaginette, medagliette, collanine, ciondoli, statuine di plastica ricolme di acque sacre, riproduzioni in miniatura di santuari ove miracolose apparizioni impongono almeno un costoso pellegrinaggio nella vita, viaggi della speranza verso luoghi di guarigione per ammalati senza speranza e così via. Alcuni seguaci divennero addirittura tesorieri di attività illecite, altri diedero vita ad un impero economico coinvolto nei più grossi scandali finanziari come l’affare Sindona e il crac del Banco Ambrosiano. Tutto questo in nome dello stesso tale che prendeva a calci in culo i mercanti del Tempio.
Ora, causa ristrettezze economiche, mettono in vendita il Papa. Se lo vuoi vedere, paghi. 10 sterline per una veglia di preghiera ad Hyde Park, il 18 settembre, e ben 25 per assistere allo show della beatificazione del cardinale John Henry Newman, il giorno successivo. Organizzare un evento costa, e del resto il tale che moltiplicava pani e pesci (e prendeva a randellate i box office) non è più disponibile. E poi, vuoi mettere: canteranno gruppi cattolici provenienti dall’Inghilterra, dalla Scozia e dal Galles, compreso il formidabile trio di sacerdoti: The Priests.
Certo, non si tratta di un vero e proprio biglietto di ingresso. Piuttosto, dicono, è un contributo spontaneo. Fisso. 35 sterline da versare volontariamente. Se poi uno è indigente, si fa uno strappo. Eppure, a voler essere populisti e qualunquisti – che ci piace tanto – mi domando quante veglie di preghiera si potrebbero finanziare mettendo all’asta l’anello di Ratzinger.
Sono lontani i tempi del discorso della montagna.

« Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete. […] Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
»

Quanti chiodi bisogna ancora piantare nelle carni di questo povero Cristo?

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31 commenti

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  • Troppo profondo, semplice e chiaro … chissà se ai catolici (con una sola t assomiglia di più a catodici) che leggono il tuo blog (ma ce ne sono?) gli si accende una lampadina (sarebbe meglio un led) … dubito. A meno ché non siano eccezioni. E vi assicuro che ve ne sono. E sono pure un po’ incazzati con questo andazzo, con questo papa …

    Le religioni? Per lo più adatte a menti deboli, poco razionali, accomodanti e timorose di possibili ipotesi fastidiose. Visioni poco gratificanti e magari percepite come catastrofi. Animali incapaci di pensare autonomo, concreto e profondo. Epperciò pieghevoli a comode astrazioni. E intanto c’è chi se ne approfitta. Ekkome se ne approfitta … hi hi hi

     

  • Ma in fondo il papa è una pop star, ha anche i papa-boys… Quindi per vederlo si paga il biglietto. Logico.

    Non ti capisco Claudio. Per una volta che fanno una cosa davvero coerente e trasparente tu li critichi. Sei proprio kattivo!

  • non ci dimentichiamo delle scuole private sedicenti cattoliche ammanicate con cardinali e vescovi e chi piu ne ha piu ne metta che non solo beccano i contributi dello stato non pagando una lira di tasse approfittando delle tante scappatoie,ma non pagano nemmeno gli insegnanti che con il ricatto dei punti validi per le graduatorie statali sono obbligati a lavorare più ore dei colleghi delle statali e complletamente gratis…et  amore dei!!!!!

    • E comunque 130milioni possono anche essere noccioline, bisogna vedere quanto risparmia lo stato grazie alle scuole paritarie, bisogna vedere quanti sono gli alunni che scelgono questo tipo di scuole, e quanto lo stato dovrebbe spendere in più, se questi ragazzi frequentassero tutti la scuola pubblica

       

      leggi qui:

      http://www.tuttoscuola.com/portali/paritarie/archivio-22828.html

       

      Se è vero tutto quello che è scritto in questo articolo, le scuole paritarie sono un’affare per lo stato, altro che spesa!

       

    • Il servizio “istruzione” va pagato da tutti a prescindere dal fatto che lo si utilizzi direttamente oppure no. Se il livello dell’istruzione di una società cresce, tutta la società ne guadagna, anche quella parte che rimane ignorante, perché potrà usufruire di migliori medici, ingegneri, artigiani, insegnanti, ecc.

      Ecco perché è un interesse dello stato, e non del singolo, fornire un’istruzione elevata a tutti; diversamente ci ritroveremmo in un mercato in cui l’istruzione è funzione del profitto (che, non ce lo dimentichiamo, è l’obiettivo del privato). L’istruzione per lo stato non è un monopolio, perché non è un elemento da valutare economicamente, ma un dovere fondamentale. Se lo stato rinuncia ad avere il completo controllo dell’istruzione fallisce la sua missione.

      Smettiamola di ragionare in termini aziendali quando si trattano questi argomenti: lo stato NON è un’azienda.

  • Voglio rispondere a chi dice "perché devo pagare tutto di tasca mia per mandare mio figlio alla privata?".

     

    1. Mandare tuo figlio alla scuola privata è una scelta.

    La scuola pubblica c’è. Non ne vuoi usufruire? D’accordo. Però la scuola privata te la paghi da solo, perché lo Stato il proprio dovere lo fa già mettendoti a disposizione la scuola pubblica. Lo Stato garantisce l’istruzione ai tuoi figli, sei tu che non vuoi usufruire del servizio e dunque il problema è tuo.

     

    2. Perché paghi le tasse anche se mandi il figlio alla privata?

    Perché certi servizi – sanità, trasporti, istruzione – vengono pagati da tutta la popolazione, attraverso le tasse, per permettere a tutti di accedervi, anche ai meno abbienti che eventualmente saranno esentati da ogni pagamento.

    Io pago le tasse anche se non usufruisco dei servizi ospedalieri per dieci anni, ma le pago per permettere al mio vicino di casa di essere curato più o meno gratuitamente dallo Stato senza pagare centinaia di euro a specialisti che non si può permettere.

     

    Se poi il singolo decide di ricorrere a struttre private, lo ribadisco, il problema è suo nel momento in cui le strutture pubbliche ci sono ed è egli stesso a SCEGLIERE di non farne uso.

     

    Un po’ di coscienza sociale e senso civico non guasterebbe…

  • @kautostar, permettimi senza offesa di farti notare che il tuo ragionamento nasce su di un postulato errato.

    E’ verissimo che se lo stato finaziasse maggiormente le paritarie ne otterrebbe un risparmio assolutamente non trascurabile ma altrettanto vero e’ che se cosi’ facesse lo farebbe dimenuendo la pressione fiscale? Temo proprio di no, quindi ne otterremmo che si lo stato risparmia ma i cittadini si vedrebbero addossare un costo in piu’. Le scuole paritarie hanno rette piu’ o meno salate a seconda dei casi ma comunque sia costano alle famiglie che scelgono di usufruirne.

    In oltre in tali strutture paritarie spesso accade che la disponibilita’ al contributo, donazione, faccia si che qualsivoglia difficolta’ dello studente risulti superabile…

    La scorsa settimana si e’ laureata Barbara in filosofia, la figlia del satrapo di Arcore per intenderci. Don Verze’ all’atto della consegna dell’attestato a Barbarella, conseguito a pieni voti con lode a succhiotto accademico, le ha addirittura proposto la possibilita’ di istituire una facolta’ apoosita capace di ospitare la cattedra a sua disposizione, il papi e’ da sempre grande amico di Don Verze’, oltre che uno dei maggiori fianziatori del San Raffaele…

    http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/07/20/visualizza_new.html_1873517859.html

    Studente brillantissima Barbarella, capace di completare un corso TRIENNALE ed ottenere un DIPLOMA di laurea alla tenera eta’ di 26 anni, tutti noi italioti dobbiamo essere fieri di lei.

    http://www.universita.it/laurea-barbara-berlusconi-polemica/

    Una docente del San Raffaele si e’ poco poco alterata ed ha scritto questa bella letterina:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/20/news/quella_cerimonia_per_barbara_berlusconi_ha_offeso_noi_professori_e_i_nostri_studenti-5717947/

    La Gelmini sta attuando il piano di rinascita democratica che riguarda l’istruzione, un sacco di docenti stanno rimanendo a casa, considera molto bene la tua RISPETTABILISSIMA posizione e traine le conclusioni, gia’ cosi’ in 35 in una classe son cazzi…tu vuoi che peggiori ancora?

    • Aggiungo un’altra cosuccia.

      In quanto a frequentazioni clericali il minipony dal capo verniciato non se le e’ fatte sfuggire quelle migliori.

      Chesso’ tipo lo zio del nostro ministro dell’istruzione ad esempio….

      DON GELMINI, you know?

      http://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_Gelmini 

      Benefattore lo Zio, benefattrice la nipote, buon sangue non mente.

    • Il caso della figlia di Berlusconi non c’entra niente con il dibattito scuola pubblica/scuola privata, casi come quello sono all’ordine del giorno nelle nostre università, anzi c’è di molto peggio, quello è venuto fuori solo perchè si tratta della figlia di Silvio!

    • Bhe’, kautostar86, hai perfettamente ragione, non e’ cosi’ strettamente legato al discorso. Credo comunque che ilBuonPeppe abbia sviscerato la questione, ossia ha saputo stringatamente esprimere un’idea che condivido a pieno.

      Ma prima di abbaterlo un cavallo meriterebbe di provare a curarlo.

      Ti auguro buone vacanze, io per un poco mi assentero’.

      A presto.

      Ciao.

       

  • kautostar86, se mi sforzo posso anche immaginare che possano in effetti esistere diversi tipi di scuola, che devono rispettare certi standard, e che si possa scegliere liberamente fra queste.

    Ma la vedo davvero impossibile che un sistema funzionante del genere possa nascere in Italia, dove esiste una enorme ingerenza di una sola organizzazione, la Chiesa, che possiede la quasi totalità delle scuole private ed insegna contemporaneamente anche nella scuola pubblica, a spese dello stato.

    E vedo altrettanto impossibile che se nascessero davvero altri tipi di organizzazioni che fanno scuole, queste non sarebbero comunque manovrate da qualche tipo di potere allo scopo di qualche interesse privato.

    kautostar86 ha scritto :
    e non voglio ultilizzare perchè preferisco un’altro che reputo migliore

    scusa la frecciatina ma… in che scuola hai studiato?

  • alsalto ha scritto :
    Aggiungo un’altra cosuccia.In quanto a frequentazioni clericali il minipony dal capo verniciato non se le e’ fatte sfuggire quelle migliori.Chesso’ tipo lo zio del nostro ministro dell’istruzione ad esempio….DON GELMINI, you know?http://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_Gelmini Benefattore lo Zio, benefattrice la nipote, buon sangue non mente.

     

    Il  compagno salto si rifà al buon vecchio PCI. la cultura o è di sinistra o non è

    Ergo fino a qlc anno fa i libri di storia ignoravano bellamente le foibe e vari crimini della c.d resistenza

    Il compagno al salto sogna la scuola di partito, sogna l’università lumumba di mosca e le frattocchie

    • Se lo dici tu vuol dire che e’ vero. Strano, ero convinto d’essere anarchico, si vede che mi ero sbagliato.

      Questa e’ l’ultima volta che ti rispondo. Non porti argomenti di nessun tipo, scrivi solo fesserie e cattiverie fine a se stesse.

      Hai un modo di fare offensivo e sgradevole, mostri d’essere un povero sfigato, un pessimo esempio di nerds.

      Sei un TROLL e della peggiore specie. Fai tristezza.

  • alsalto ha scritto :
    Se lo dici tu vuol dire che e’ vero. Strano, ero convinto d’essere anarchico, si vede che mi ero sbagliato.Questa e’ l’ultima volta che ti rispondo. Non porti argomenti di nessun tipo, scrivi solo fesserie e cattiverie fine a se stesse.Hai un modo di fare offensivo e sgradevole, mostri d’essere un povero sfigato, un pessimo esempio di nerds.Sei un TROLL e della peggiore specie. Fai tristezza.

     

    Vei anarchico e vuoi che lo stato ficchi il naso in ogni dove, tu sei uno dei fratelli caponi vero?

    “hai l’astio dei rancorosi del PCI che una volta fallito si sono rivolti al fascista tunnino e al delirante comico.

    eh fascismo immenso e rosso, ti consiglio di leggerlo, venite dallo stesso seme

     

     

  • Continui a ragionare in senso economico. Siamo lontani anni luce.

    kautostar86 ha scritto :
    Semplicente il punto è che il sistema statale non vuole mettersi in discussione, non vuole entrare in competizione con il sistema privato. 

    Sull’istruzione, lo stato NON DEVE entrare in competizione con il sistema privato, deve essere autosufficiente.

    kautostar86 ha scritto :
    La Gelmini preferisce dare il bonus, il contentino a chi si iscrive alla privata, in modo tale da risparmiare soldi pubblici da dirottare su altro, ma x esserci vera parificazione lo stato dovrebbe dare lo stesso contributo a tutti, anche a chi sceglie una scuola non statale  

    Infatti quello che sta facendo la Gelmini non è mettere alla pari scuole pubbliche e private, ma solo togliere risorse alla scuola pubblica. Come da direttive gelliane.

    La scuola pubblica italiana ha sicuramente un mucchio di problemi e di difetti, ma non si risolve niente portando gli studenti a studiare da un’altra parte; semplicemente si aggrava il problema.

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