Corpi di cameriere mercificate al TNT Pub di Tezze?

« Sei una ragazza tra 18 e 30 anni di bella presenza, simpatica, spigliata? Il 4 settembre 2010 alle 21 al TNT puoi vincere un posto di lavoro. »

Apriti o cielo. Così la CGIL del Veneto: « Questa iniziativa celebra, in un rito da osteria, la svalorizzazione delle persone e del lavoro – attaccano Carla Pellagatta e Fabiola Carletto, responsabili regionali e provinciali del sindacato. Quest’atto toglie dignità alle donne che, per soddisfare l’aspirazione ad un lavoro, devono passare per la mercificazione del proprio corpo e sono costrette a sottoporsi a cerimoniali avvilenti ».
 
 
E dagli con le accuse di berlusconismo, con il disfacimento etico e morale di un paese ormai decadente, con le fotocopie dell’art.1 della Costituzione in mano, tutti a stracciarsi le vesti, tutte Giovanna D’Arco, e i giornalisti dietro
Sarà. Ma da che mondo e mondo, come si scelgono in un pub le cameriere? Devono essere laureate, colte, sapere l’inglese e avere maturato una significativa esperienza nel portare le birre ai tavoli e passare lo straccio quando i clienti si alzano? O non si cercano forse di bella presenza, simpatiche e spigliate? Esiste un pub in tutto il mondo che le vuole racchie, antipatiche e inibite? Se sì, non ci voglio andare.
Il TNT Pub di Tezze sul Brenta, questa sera, farà sfilare le aspiranti arrotondatrici perché non mi verrete a dire che fare la cameriera il venerdì e il sabato sera sia un lavoro su cui costruire un progetto di vita. Nude? Seminude? In bichini? Macché: avranno – che fantasia – un grembiule, un vassoio in mano e uno straccio appeso al braccio. Porteranno birre, panini e patatine fritte, nel clima goliardico e spensierato che si crea in ogni buon pub il sabato sera. Alla fine i clienti voteranno la migliore.
Vincerà forse costei un contratto a tempo indeterminato, passando davanti a dottoresse, laureate di ogni ordine e grado e precarie del servizio ai tavoli? Ma va’, ogni tanto tornerà, quando i gestori ne avranno bisogno, per dare una mano. E verrà pagata. A cottimo. Probabilmente in nero. Come in tutte le birrerie di qualsiasi città dove le studentesse vanno a tirar su cinquanta euro di tanto in tanto. Unica differenza: anziché decidere lui, Andrea Zarpellonuno dei gestori del locale – farà decidere ai clienti. Se l’avessero chiamata “serata di prova” nessuno avrebbe obiettato niente. Ma questo è il paese dove centinaia di ragazze tutte sopra il metro e settanta vengono consegnate, possibilmente vergini, a un sultano che si fa beffe delle istituzioni, che offende la religione – a proposito, dov’erano quelli che si sono stracciati le vesti per i crocefissi nelle aule, quando Gheddafi diceva che l’islam diverrà la prima religione d’Europa o quando convertiva le nostre fanciulle quasi fosse un rito del mago Otelma? – e che chiede cinque miliardi di euro l’anno per allestire sul suolo libico i campi di concentramento che qui da noi non si possono fare.
E poi, non ho capito: le ragazze che ogni anno si azzuffano per vincere Miss Italia non lo fanno forse per diventare attrici, soubrette, presentatrici? E quelle che sculettano tutta l’estate, mortificandosi davanti a un deprimente Teo Mammuccari per diventare veline di Striscia? E i colloqui di gruppo nelle assunzioni aziendali? Non è forse la capacità di gestire i rapporti interpersonali – l’equivalente della simpatia e della spigliatezza in un pub – uno dei criteri fondamentali per qualsiasi ufficio del personale? E il Grande Fratello? Non imbastisce ogni anno concorsi per gente con lo stesso quoziente di densità cerebrale di una matrioska, offrendo a quello con il peggior QI un contratto di lavoro milionario e la gestione successiva di tutte le serate nei locali? Invece un concorso goliardico per far scegliere agli avventori di un pub la cameriera più simpatica e brava – e chi non ha mai scambiato due piacevoli battute con una cameriera simpatica in birreria scagli la prima pietra -, rigorosamente coperta fino al collo, sarebbe uno scandalo?
Caro Zarpellon, se al concorso di stasera si presentano Carla Pellagatta e Fabiola Carletto mettigli un grembiule addosso e un vassoio in mano. E vediamo chi le vota. Poi offri loro magari una birra, perché una cosa è sicura: oggi il tuo pub sarà strapieno.

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32 commenti

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  • Grande Messora, sta volta è una delle poche volte che concordo al 100% con un tuo scritto!

    Ma in che mondo vivono ste “femmiste” della CGIL?e poi che cavolo c’entra Berlusconi? da che mondo è mondo, agli uomini piacciono le belle fighe!

     

    • questi poi sarebbero quelli che difendono il diritto del lavoro?? ma come uno non è  più nemmeno libero di disporre del PROPRIO locale come meglio crede, organizzando una gara di bellezza tra ragazze maggiorenni e vaccinate,

      non è una gara di bellezza. Saranno vestite normalmente, e faranno le cameriere in maniera altrettanto normale, con grembiule, strofinaccio e vassoio.

    • Vabbè gara di bellezza nel senso che si voterà la barista più carina, o comunque la più affascinante, la più sexy “gara di bellezza”, non significa mica spogliarello…

      Comunque non ci trovo nulla di scandaloso, nè di così umanamente degradante e mercificante, come dici giustamente te, sono ben altre le mercificazioni che dovrebbero far indignare i moralisti.

      Si tratta solo di una trovata simpatica e non volgare, per attirare un po’ più clientela maschile…

  • Desumo che chi ha commentato l’articolo appartenga esclusivamente al genere maschile.

    Il concetto che una donna per lavorare debba sfilare davati ad un manipolo di uomini bavosi è inaccettabile e talmente umiliante.. e se per caso ti scappa di dirlo sei tacciata di appartenere alle vecchie streghe o addirittura essere moralista.

    Certo forse è meno grave che doverla dare via per avere un posto fisso, oppure, metterti con il culo scoperto, in Tv o in ufficio, per essere presa in considerazione “chissà magari si accorgono pure che sei intelligente”. Ma fa tutto parte della stessa identica filosofia gretta e maschilista dove la società italiana affonda le sue radici. E passa tutto liscio, tutto esattamente come quando viene Gheddafi e recluta un pulman di donne o al presidente dello stato di turno ospite ad Arcore viene dato in dono un bel gruppo di ragazze nude; un tot al chilo.

    La sfilata nel pub per il lavoro non è diversa da questi episodi, ne è solo una miniatura, “geolocalizzata” direi.

    E’ vero non è Berlusconismo, ma di certo Berlusconi vince fa breccia nevalori primari degli italiani: calcio e figa. 

  • Grande Claudio!!! Dovessero mai annullare la serata,darei l’indirizzo delle due dichiara-deliratrici sindacaliste alle ragazze ( carine carine tutte immagino e spero)in lista per partecipare al ‘concorso’…^_^

  • Ciao Claudio,

    il nodo centrale, è che siamo giunti al punto in cui un posto di lavoro, vada "vinto" e non in base alla professionalità, ma in base all’aspetto e questo, è veramente triste!

    Informazione dal basso ha trattato lo stesso argomento, ma da un punto di vista diametralmente opposto al tuo, intitolando il post "Società di troie e magnaccia…"

  • L’unico motivo etico perché la bellezza non debba venir ricercata è che questa si sostituisca alla meritocrazia. Noi amiamo che la gente metta del proprio e odiamo i raccomandati. Quindi andare avanti perché si è fatto uno sforzo va bene, andare avanti senza aver compiuto uno sforzo è da biasimare.

    Fare uno sforzo per raggiungere un obbiettivo importante ci fa sentire meritevoli.

    merito: ciò che rende degno di stima, di ricompensa; diritto alla gratitudine, alla stima, alla ricompensa acquistato con le proprie capacità o le proprie opere

    Ora, cosa c’è che rende degno di stima il lavoro di cameriere? Nulla.

    Manca il merito in questo caso. Non possiamo appellarci alla meritocrazia che è l’unico motivo eticamente valido per cui la cgil poteva lamentarsi dei criteri di scelta. Usare il proprio corpo nei modi che più ci vanno bene non è un male! Ovviamente lo userà chi il corpo bello ce l’ha, gli altri stanno alla cgil a rosicare.

    Questo è tutt’altro discorso rispetto al modo che berlusconi ha di trattare le donne. Lì si che ci sono favoritismi dove invece ci dovrebbe essere merito. Perchè la posizione di un ministro è qualcosa che uno si deve meritare.

    • concordo sostanzialmente. Unica precisazione, che sfugge ancora una volta a tutti: chi l’ha detto che la bellezza delle ragazze sarà l’unico criterio di valutazione? Quel che risulta è semplicemente che si cercano ragazze di bella presenza, simpatiche e disinibite. Doti che in ogni caso una cameriera di un qualsiasi pub deve avere, fa parte dei requisiti del lavoro stesso, concorso o non concorso. Non c’è nessuna "gara di bellezza".

      E’ soltanto una serata, una festicciola come se ne fanno tante nei locali, nei pub, un modo per divertirsi, bere una birra e fare un contest per eleggere la persona che è più apprezzata. Da qui a elevarlo a sistema da respingere con orrore per evitare la "mercificazione della donna" corre la stessa differenza che passa tra una festicciola di bambini che scoppiano i palloncini e la criminalizzazione di un rave party pieno zeppo di ecstasy.

      A strumentalizzare queste cose ci si copre di ridicolo e basta. Le critiche e i messaggi arrivano solo quando sono sensati e condivisibili. Battaglie come queste screditano solamente le ragioni ben più elevate che stanno dietro alla tutela della dignità della donna. Che è altro.

  • Mi ha fatto veramente piacere tornare su Byoblu dopo tanto tempo e trovare un articolo del genere. Ormai l’ipocrisia e la pateticità tipiche della TV hanno raggiunto anche la rete. Blog simili a questo hanno affrontato la questione in maniera incredibile, per no parlare dei forum di discussione politica e sociale.

  • quoto al 100%. spero che leggendo i tuoi posts riesca a insinuarsi un può di buon senso anche nelle menti di quelli pronti a fare barricate su ogni cagata che sentono.

    Ci sono tante ottime ragioni per indignarsi, protestare e lottare, non questa.

  • Da “Il Mattino di Padova” di oggi:

    Tezze, annullata miss cameriera
    «Troppe strumentalizzazioni»

    TEZZE SUL BRENTA. Nessuna bellezza ha sfilato ieri sera sulla passerella del pub «Tnt» di Tezze sul Brenta per tentare di conquistare il posto di lavoro da cameriera promesso alla  vincitrice dal titolare dell’esercizio. La manifestazione è stata annullata dallo stesso barista Aurelio Zarpellon, 49 anni, che gestisce il pub assieme al figlio Andrea di 20 anni. «Troppe
    strumentalizzazioni inutili e stupide – ha detto Zarpellon – così salterà un posto di lavoro perchè rinunciamo all’assunzione di una ragazza. Qualcuno sarà certo contento. Siamo in pochi a lavorare nel locale ma resteremo quelli che siamo, magari faticando un po’ di più». Zarpellon dice di non aver nulla da rimproverarsi, che per questa iniziativa, dopo le prime polemiche, aveva chiesto anche consigli al sindaco. «Mi aveva confermato – spiega – che la serata era mio diritto farla. Ma ho deciso di annullare tutto. Voleva essere una festa, una serata un po’ diversa dal solito: così era nata quest’idea».

    • Premesso che con questa polemica stupida l’unico risultato interessante sarà la pubblicità che il gestore del locale ha avuto, e senza spendere un cent, forse basterebbe solo considerare che nessuno ha costretto nessuno a partecipare a questa selezione.
      Mi interessa? Partecipo. Non mi interessa? Passo oltre.

      Fermo restando che in questo povero paese c’è molta ma molta ma molta strada da fare (tutta in salita e pure ripida) in tema di pari opportunità, e non mi riferisco solo all’aspetto esteriore ma anche all’età, allo stato civile, all’orientamento sessuale ecc ecc ecc……

      Ma con una ministra che non fiata quando il suo squallido datore di lavoro pronuncia certe infime battute, cosa possiamo aspettarci?

    • Concordo con te al 100% Atolla. Si passa dalla giustissima critica al becero maschilismo, anche se parlerei di portagnocchismo, dilagante ad una tutto sommato innocente iniziativa di un pub.

      Siffosse dov’e’ tutta ‘sta gente quando e’ ora di MissItaliOca & co.?

      Dov’e’ quando sulle passerelle del festival di venezia non si vedono che panterone siliconate anziche’ Anne Magnani, Charlotte Guinsbourg?

      Ma poi, in realta’ che male c’e’? O comunque la liberta’ cos’e’?  Non e’ anche quella di disporre di se stessi, nel rispetto degli altri, come piu’ garba?

      Questo si chiama bigottismo non moralita’.

      Meglio un puttaniere ed una zoccola che un politico venduto od un banchiere senza srupoli, poiche’ a far sesso consensualmente o a mostrare od a ostentare le proprie fortune fisiche od economiche non si puo’ che far male a se stessi tutt’alpiu’.

  • Ma che vi interessa seun pub nel vicentino si fa pubblicità gratis? Ma che rosiconi che siete, vergognatevi!!! Ci sono cose gigantesche che accadono davanti ai vostri occhi, controlli sull’opinione pubblica che sono tanto grandi quanto ignorati… e voi andate a prendervela per la pubblicità che una birreria ha preso?

     

    Quel “bravi… a chi è diretto poi? alla cgil colpevole di aver pubblicizzato indirettamente il pub? O il maligno è il padrone del pub che ha trovato il modo di farsi pubblicità…sempre secondo la vostra mente contorta…? Ripeto se c’è qualcosa di cui lamentarci a questo mondo è a livelli molto piu alti di questo, quì resta solo la questione etica….

  • Io non la trovo una cosa positiva, e concordo con chi dice che è umiliante,non sapevo che essere una bella ragazza fosse un handicap(da rientrare nelle categorie protette tanto da avere la precedenza sull’assunzione), ma nonostante tutto non credo che la cosa sia meritevole di questo polverone. Una volta ho letto un annuncio di lavoro in cui si cercava una segretaria di bella presenza, in calce c’era scritto: “i curriculum sprovvisti di foto (intera e mezzobusto) verrano cestinati”. Forse un giorno saremo considerate qualcosa di più di un sex toy, tuttavia la discriminazione nel mondo del lavoro specialmente in Italia è cosa nota e di certo questo caso non è di quelli peggiori. Mi chiedo piuttosto perchè i sindacalisti non dicano niente delle scene hard della tv in prima serata (insomma qualche maschietto ben saprà che spezzoni di ciao darwin, del grande fratello o addirittura di programmi pre cena, si trovano facilmente su siti a luci rosse) ben sapendo che la televisione è ormai da tempo un elemento fondamentale d’educazione. Quella non è mercificazione? Se qualcuno si è mai guradato intorno vedrà che le ragazzine e i ragazzini somigliano sempre di più a certi personaggi, veramente poco encomiabili, che animano tristemente la tv dei giorni nostri. Ma ora veniamo al punto: i sindacati hanno accettato il lavoro a tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro a chiamata, contratti che ti obbligano quasi alla prostituzione (in senso simbolico ovviamente), se parli sei fuori, se ti lamenti sei fuori, non hai ferie quando ti servono, non hai malattia e adesso vengono a fare la morale su un colloquio di lavoro un po’ estroso? Ma va la!!!

  • Grande Claudio, questa volta hai superato te stesso.

    Ma non capisco come mai, quando vuoi spillarci qualche soldino per il tuo importante servigio che rendi alla rete, racconti che accompagni il figlioletto ai giardinetti a giocare con l’aquilone, buttandola oltre che sul patetico, sull’ipocrita visione modello familiare, stile padre esemplare. Suscitando immagini che mirano a far breccia nella sensibilità del tuo seguito. Mentre quando si tratta di accaparrarti altri fan “segaioli”, te ne vai al pub, istigando gogliardiche visioni di te che bevi un boccale di birra mentre i tuoi occhi gustano le delizie della cameriera, simpatica e disinibita (ti ricordo il significato di disinibita e mi domando che “c’azzecca” con la cameriera: “Privo di inibizioni, con partic. riferimento alla sfera sessuale”), come te stesso le apostrofi e giudichi. C’è da domandarsi in quale pub vai! Non mi soffermo sul “contest” usato dal proprietario del bar, che ovviamente ha la stessa tua visione maschilista (matrice di quella violenza perpetuata sulle donne), che vede la donna come un oggetto e immancabilmente servile. Non capisco come si possa credere nella libertà di pensiero e nella lealtà del lavoro “giornalistico” (ammesso che lo sia), quando la discriminazione di genere è insita nella tua quotidianità. Non credo ci si possa fidare di uomini o donne che odiano le donne.

    Leila

    • Cacchio leila, claudio dice di voler dimagrire e tu li dice che ha superato se stesso?

      Cosi’ si demoralizza ed ingrassa ancor piu’…

       

    • Per Leila:

      Tu sei una talebana, una femminista estremista chiaramente frustrata. Altrimenti non infileresti una tale accozzaglia di stupidaggini una dietro l’altra.

       Non vado in nessun pub, non ne ho il tempo. Però ci andavo. Forse tu una birretta tra amici, con panino e patatine fritte non te la sei mai fatta, e questi sono i risultati. Tirare in ballo il parchetto e gli aquiloni poi, questo si che è patetico e meschino.

       L’italiano puoi stravolgerlo a tuo uso e costume quanto vuoi, ma "disinibito" ha il significato principale di "privo di inibizioni". Se poi viene talvolta usato con riferimento alla sfera sessuale, allora anche "giocattolo" si può intendere in quel senso… – e se fossi come te te ne consiglierei l’uso, a scopo terapeutico e rilassante -, ma un giocattolo è e resta una cosa da bambini.

      Non voglio poi neppure soffermarmi sull’idiozia della contrapposizione artificiale tra "buon padre" (il cui giudizio non compete a te, così come non compete a me giudicare la tua realizzazione personale, familiare, lavorativa, sessuale etc..) e "serata al pub". Cos’è: un buon padre di famiglia non può mai andare al pub con gli amici? Talebana. Tornatene nella caverna o, più appropriatamente, in un monastero dove troveresti idee affini alle tue.

      Un uomo che odia le donne? "Odia le donne"?? Ma cosa ti sei fumata? Son finiti gli anni ’70, svegliati. In quale categoria cerchi di infilarmi? Mi ricordi tanto uno che da del "comunista che odia" a chi non la pensa come lui. Talebana, illiberale e antidemocratica, dunque.

      Io mi sono speso decine di volte in difesa delle donne, denunciando la mercificazione del corpo femminile e le disuguaglianze sociali e lavorative che ci vedono fanalino di coda – tanto per cambiare – dell’Europa Unita. Un esempio per tutti qui: "l’intelligenza delle donne oggetto", ma non è neppure il più rappresentativo.
      Ma lo faccio per le cose serie, non per i casi inesistenti e strumentali, montati ad arte per cittadini acritici o per femministe esasperate, fuori dalla storia e mosse – loro sì – da odio nei confronti degli uomini o molto più probabilmente da una freudiana invidia del pene mai risolta.

      Nessuna ragazza doveva sfilare nuda o parzialmente svestita. Lo ripeto anche per le strumentalizzatrici dure d’orecchio come te. Un grembilue, un vassoio, uno straccio in mano e via a lavorare. Era una selezione un po’ più divertente, come centomila altre iniziative divertenti che si fanno in tutti i pub d’Italia, luoghi dove non si discute di logorroiche questioni politico-sociali ma, vivaddio, in cui si va per divertirsi. E io difendo il diritto della gente di divertirsi. Dovresti provarci anche tu, forse ti sbollisce un po’ di quella rabbia dissennata e insensata che ti porti dietro.

      Per concludere, aggiungo che sei sicuramente una di quelle persone frustrate che ha coltivato una speciale forma di antipatia invidiosa verso questo blog e verso di me, probabilmente per l’incapacità endemica di combinare qualcosa di buono nella vita, o per l’averci provato senza essere riuscita a ritagliarsi lo stesso consenso. Mi dispiace per te, ma non è venendo qui a sfogare le tue ossessioni che recupererai terreno. Fai qualcosa di buono e smettila di mangiarti il fegato venendo a sputare in questo spazio i tuoi repellenti avanzi di bile.

      A proposito: il mio nome lo sai. Facci una cortesia, prima che ti banni perché il mio tempo vale infinitamente più del tuo e – soprattutto – perché sei sterile e improduttiva come un ramo secco: dicci come ti chiami, quanti anni hai, cosa fai nella vita e dove possiamo trovare i tuoi encomiabili scritti o i risultati che hai raggiunto. Così magari ti guadagni un po’ più di credibilità, cara Giovanna D’Arco dei poveri.

      Per tutti: 
       …sono stato troppo duro? Epperò ogni tanto ci vuole, no? 😉 

    • Per Leila:

      Tu sei una talebana, una femminista estremista chiaramente frustrata. Altrimenti non infileresti una tale accozzaglia di stupidaggini una dietro l’altra.

       Non vado in nessun pub, non ne ho il tempo. Però ci andavo. Forse tu una birretta tra amici, con panino e patatine fritte non te la sei mai fatta, e questi sono i risultati. Tirare in ballo il parchetto e gli aquiloni poi, questo si che è patetico e meschino.

       L’italiano puoi stravolgerlo a tuo uso e costume quanto vuoi, ma "disinibito" ha il significato principale di "privo di inibizioni". Se poi viene talvolta usato con riferimento alla sfera sessuale, allora anche "giocattolo" si può intendere in quel senso… – e se fossi come te te ne consiglierei l’uso, a scopo terapeutico e rilassante -, ma un giocattolo è e resta una cosa da bambini.

      Non voglio poi neppure soffermarmi sull’idiozia della contrapposizione artificiale tra "buon padre" (il cui giudizio non compete a te, così come non compete a me giudicare la tua realizzazione personale, familiare, lavorativa, sessuale etc..) e "serata al pub". Cos’è: un buon padre di famiglia non può mai andare al pub con gli amici? Talebana. Tornatene nella caverna o, più appropriatamente, in un monastero dove troveresti idee affini alle tue.

      Un uomo che odia le donne? "Odia le donne"?? Ma cosa ti sei fumata? Son finiti gli anni ’70, svegliati. In quale categoria cerchi di infilarmi? Mi ricordi tanto uno che da del "comunista che odia" a chi non la pensa come lui. Talebana, illiberale e antidemocratica, dunque.

      Io mi sono speso decine di volte in difesa delle donne, denunciando la mercificazione del corpo femminile e le disuguaglianze sociali e lavorative che ci vedono fanalino di coda – tanto per cambiare – dell’Europa Unita. Un esempio per tutti qui: "l’intelligenza delle donne oggetto", ma non è neppure il più rappresentativo.
      Ma lo faccio per le cose serie, non per i casi inesistenti e strumentali, montati ad arte per cittadini acritici o per femministe esasperate, fuori dalla storia e mosse – loro sì – da odio nei confronti degli uomini o molto più probabilmente da una freudiana invidia del pene mai risolta.

      Nessuna ragazza doveva sfilare nuda o parzialmente svestita. Lo ripeto anche per le strumentalizzatrici dure d’orecchio come te. Un grembilue, un vassoio, uno straccio in mano e via a lavorare. Era una selezione un po’ più divertente, come centomila altre iniziative divertenti che si fanno in tutti i pub d’Italia, luoghi dove non si discute di logorroiche questioni politico-sociali ma, vivaddio, in cui si va per divertirsi. E io difendo il diritto della gente di divertirsi. Dovresti provarci anche tu, forse ti sbollisce un po’ di quella rabbia dissennata e insensata che ti porti dietro.

      Per concludere, aggiungo che sei sicuramente una di quelle persone frustrate che ha coltivato una speciale forma di antipatia invidiosa verso questo blog e verso di me, probabilmente per l’incapacità endemica di combinare qualcosa di buono nella vita, o per l’averci provato senza essere riuscita a ritagliarsi lo stesso consenso. Mi dispiace per te, ma non è venendo qui a sfogare le tue ossessioni che recupererai terreno. Fai qualcosa di buono e smettila di mangiarti il fegato venendo a sputare in questo spazio i tuoi repellenti avanzi di bile.

      A proposito: il mio nome lo sai. Facci una cortesia, prima che ti banni perché il mio tempo vale infinitamente più del tuo e – soprattutto – perché sei sterile e improduttiva come un ramo secco: dicci come ti chiami, quanti anni hai, cosa fai nella vita e dove possiamo trovare i tuoi encomiabili scritti o i risultati che hai raggiunto. Così magari ti guadagni un po’ più di credibilità, cara Giovanna D’Arco dei poveri.

      Per tutti: 
       …sono stato troppo duro? Epperò ogni tanto ci vuole, no? 😉 

    • Per Leila:

      Tu sei una talebana, una femminista estremista chiaramente frustrata. Altrimenti non infileresti una tale accozzaglia di stupidaggini una dietro l’altra.

       Non vado in nessun pub, non ne ho il tempo. Però ci andavo. Forse tu una birretta tra amici, con panino e patatine fritte non te la sei mai fatta, e questi sono i risultati. Tirare in ballo il parchetto e gli aquiloni poi, questo si che è patetico e meschino.

       L’italiano puoi stravolgerlo a tuo uso e costume quanto vuoi, ma "disinibito" ha il significato principale di "privo di inibizioni". Se poi viene talvolta usato con riferimento alla sfera sessuale, allora anche "giocattolo" si può intendere in quel senso… – e se fossi come te te ne consiglierei l’uso, a scopo terapeutico e rilassante -, ma un giocattolo è e resta una cosa da bambini.

      Non voglio poi neppure soffermarmi sull’idiozia della contrapposizione artificiale tra "buon padre" (il cui giudizio non compete a te, così come non compete a me giudicare la tua realizzazione personale, familiare, lavorativa, sessuale etc..) e "serata al pub". Cos’è: un buon padre di famiglia non può mai andare al pub con gli amici? Talebana. Tornatene nella caverna o, più appropriatamente, in un monastero dove troveresti idee affini alle tue.

      Un uomo che odia le donne? "Odia le donne"?? Ma cosa ti sei fumata? Son finiti gli anni ’70, svegliati. In quale categoria cerchi di infilarmi? Mi ricordi tanto uno che da del "comunista che odia" a chi non la pensa come lui. Talebana, illiberale e antidemocratica, dunque.

      Io mi sono speso decine di volte in difesa delle donne, denunciando la mercificazione del corpo femminile e le disuguaglianze sociali e lavorative che ci vedono fanalino di coda – tanto per cambiare – dell’Europa Unita. Un esempio per tutti qui: "l’intelligenza delle donne oggetto", ma non è neppure il più rappresentativo.
      Ma lo faccio per le cose serie, non per i casi inesistenti e strumentali, montati ad arte per cittadini acritici o per femministe esasperate, fuori dalla storia e mosse – loro sì – da odio nei confronti degli uomini o molto più probabilmente da una freudiana invidia del pene mai risolta.

      Nessuna ragazza doveva sfilare nuda o parzialmente svestita. Lo ripeto anche per le strumentalizzatrici dure d’orecchio come te. Un grembilue, un vassoio, uno straccio in mano e via a lavorare. Era una selezione un po’ più divertente, come centomila altre iniziative divertenti che si fanno in tutti i pub d’Italia, luoghi dove non si discute di logorroiche questioni politico-sociali ma, vivaddio, in cui si va per divertirsi. E io difendo il diritto della gente di divertirsi. Dovresti provarci anche tu, forse ti sbollisce un po’ di quella rabbia dissennata e insensata che ti porti dietro.

      Per concludere, aggiungo che sei sicuramente una di quelle persone frustrate che ha coltivato una speciale forma di antipatia invidiosa verso questo blog e verso di me, probabilmente per l’incapacità endemica di combinare qualcosa di buono nella vita, o per l’averci provato senza essere riuscita a ritagliarsi lo stesso consenso. Mi dispiace per te, ma non è venendo qui a sfogare le tue ossessioni che recupererai terreno. Fai qualcosa di buono e smettila di mangiarti il fegato venendo a sputare in questo spazio i tuoi repellenti avanzi di bile.

      A proposito: il mio nome lo sai. Facci una cortesia, prima che ti banni perché il mio tempo vale infinitamente più del tuo e – soprattutto – perché sei sterile e improduttiva come un ramo secco: dicci come ti chiami, quanti anni hai, cosa fai nella vita e dove possiamo trovare i tuoi encomiabili scritti o i risultati che hai raggiunto. Così magari ti guadagni un po’ più di credibilità, cara Giovanna D’Arco dei poveri.

      Per tutti: 
       …sono stato troppo duro? Epperò ogni tanto ci vuole, no? 😉 

    • Oh,soave e Leila, prode guerriera a difesa ‘de noiartre’…ma una sana trombata,’gni tanto,no?…relax ^_^ (bannami Messora,ma dopo,eh.)

  • Leila ha scritto :
     Non capisco come si possa credere nella libertà di pensiero e nella lealtà del lavoro “giornalistico” (ammesso che lo sia), quando la discriminazione di genere è insita nella tua quotidianità. Non credo ci si possa fidare di uomini o donne che odiano le donne. Leila

     

    Non ho capito, uno che ama frequentare locali pieni di belle ragazze, odia le donne e ha insita in sè la discriminazione di genere? ma uno per non essere discriminatorio, che deve fare, circondarsi di ragazze “cesse”? o diventare bisessuale?

    Messora, se aspiri a fare il giornalista, devi rettificare l’articolo, scrivendo che quando vai a farti una birretta, tra essere servito da belle ragazze, da brutte ragazze o da maschioni pelosi e muscolosi, non ti fà alcuna differenza ….. se ti piacciono di più le belle fighe, ti macchi di una gravissima discriminazione di genere        :-)))

  • Consiglio caldamente di leggere il primo capitolo di “Economia Canaglia”, che si intitola “A letto col nemico”, e descrive il crollo della situazione femminile nei paesi dell’est a causa della globalizzazione…..ho messo un estratto a disposizione su http://giannigirotto.wordpress.com/indispensabili/LIBRI/

    Sono il primo a sperare di sbagliarmi, ma non mi nascondo dietro un dito e non ho gli occhi foderati di prosciutto come tanti “grandi esperti”. La nostra situazione economico/sociale è diversa da quella dei suddetti paesi, tuttavia è evidente che le prime a pagare la crisi in atto sono le donne…

    Gianni

  • IN questo Bar si assumono solo belle ragazze e i giudici sono il pubblico? E gli Uomini? C’è Gente di ambo i sessi che ha bisogno di lavorare e per averne bisogna fare queste buffonate? Fansedere!!!!

  • Buongiorno Claudio,

    dato che lo chiedi..ovviamente trovo assurdo  cio’ che Leila ti ha scritto ma la tua risposta è francamente “troppo dura”.

    Lei sarà una pasionaria confusa , fortemente naif nei concetti espressi (probabilmente è molto  giovane) e capisco che ti ha anche offeso.

    Se ci fai caso pero’,  tu le hai dato (in)volontariamente le solite risposte da parte maschile “frustrata, talebana, femminista”.

    Ma lo sai che  (l’ho letto su un giornale)  il proprietario ha affermato che avrebbe eventualmente fatto sfilare anche gli uomini ? Allora boys : un grembiule, un vassoio, uno straccio in mano e andate a lavorare/sfilare pure voi. Poi una giuria di clientela mista avrebbe votato il / la migliore per vincere il posto.                Dato che i bei maschietti spigliati e disinibiti mi piacciono, io sarei stata in prima fila. Sicuramente poi , qualche talebano frustrato ed invidioso, avrebbe deprecato l’iniziativa.

    Ps: se lo ripropone partecipi anche tu eh!

    adieu!

    Mara Sangalli, 33 anni impiegata e scrittice per hobby e per finta.

    byoblu ha scritto :
    Per Leila:Tu sei una talebana, una femminista estremista chiaramente frustrata. Altrimenti non infileresti una tale accozzaglia di stupidaggini una dietro l’altra. Non vado in nessun pub, non ne ho il tempo. Però ci andavo. Forse tu una birretta tra amici, con panino e patatine fritte non te la sei mai fatta, e questi sono i risultati. Tirare in ballo il parchetto e gli aquiloni poi, questo si che è patetico e meschino. L’italiano puoi stravolgerlo a tuo uso e costume quanto vuoi, ma “disinibito” ha il significato principale di “privo di inibizioni”. Se poi viene talvolta usato con riferimento alla sfera sessuale, allora anche “giocattolo” si può intendere in quel senso… – e se fossi come te te ne consiglierei l’uso, a scopo terapeutico e rilassante -, ma un giocattolo è e resta una cosa da bambini.Non voglio poi neppure soffermarmi sull’idiozia della contrapposizione artificiale tra “buon padre” (il cui giudizio non compete a te, così come non compete a me giudicare la tua realizzazione personale, familiare, lavorativa, sessuale etc..) e “serata al pub”. Cos’è: un buon padre di famiglia non può mai andare al pub con gli amici? Talebana. Tornatene nella caverna o, più appropriatamente, in un monastero dove troveresti idee affini alle tue.Un uomo che odia le donne? “Odia le donne”?? Ma cosa ti sei fumata? Son finiti gli anni ’70, svegliati. In quale categoria cerchi di infilarmi? Mi ricordi tanto uno che da del “comunista che odia” a chi non la pensa come lui. Talebana, illiberale e antidemocratica, dunque.Io mi sono speso decine di volte in difesa delle donne, denunciando la mercificazione del corpo femminile e le disuguaglianze sociali e lavorative che ci vedono fanalino di coda – tanto per cambiare – dell’Europa Unita. Un esempio per tutti qui: “l’intelligenza delle donne oggetto”, ma non è neppure il più rappresentativo.Ma lo faccio per le cose serie, non per i casi inesistenti e strumentali, montati ad arte per cittadini acritici o per femministe esasperate, fuori dalla storia e mosse – loro sì – da odio nei confronti degli uomini o molto più probabilmente da una freudiana invidia del pene mai risolta.Nessuna ragazza doveva sfilare nuda o parzialmente svestita. Lo ripeto anche per le strumentalizzatrici dure d’orecchio come te. Un grembilue, un vassoio, uno straccio in mano e via a lavorare. Era una selezione un po’ più divertente, come centomila altre iniziative divertenti che si fanno in tutti i pub d’Italia, luoghi dove non si discute di logorroiche questioni politico-sociali ma, vivaddio, in cui si va per divertirsi. E io difendo il diritto della gente di divertirsi. Dovresti provarci anche tu, forse ti sbollisce un po’ di quella rabbia dissennata e insensata che ti porti dietro.Per concludere, aggiungo che sei sicuramente una di quelle persone frustrate che ha coltivato una speciale forma di antipatia invidiosa verso questo blog e verso di me, probabilmente per l’incapacità endemica di combinare qualcosa di buono nella vita, o per l’averci provato senza essere riuscita a ritagliarsi lo stesso consenso. Mi dispiace per te, ma non è venendo qui a sfogare le tue ossessioni che recupererai terreno. Fai qualcosa di buono e smettila di mangiarti il fegato venendo a sputare in questo spazio i tuoi repellenti avanzi di bile.A proposito: il mio nome lo sai. Facci una cortesia, prima che ti banni perché il mio tempo vale infinitamente più del tuo e – soprattutto – perché sei sterile e improduttiva come un ramo secco: dicci come ti chiami, quanti anni hai, cosa fai nella vita e dove possiamo trovare i tuoi encomiabili scritti o i risultati che hai raggiunto. Così magari ti guadagni un po’ più di credibilità, cara Giovanna D’Arco dei poveri.Per tutti:  …sono stato troppo duro? Epperò ogni tanto ci vuole, no? 😉 

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