Cosmo – Siamo tutti una rete

« Come possiamo descrivere le conseguenze di quello che stiamo scoprendo dal punto di vista scientifico e tecnologico sulla vita futura dei ragazzi e dei bambini di oggi? Le risposte che sono state trovate non sono affette da fideismo nella scienza e nella tecnologia, ma derivano da una sola certezza: il futuro è quello che stiamo costruendo »
Ho conosciuto Luca De Biase a Ischia, nell’incantevole cornice dell’albergo Il Monastero, ricavato in cima al Castello Aragonese. Mi sono accorto che era lui solo a metà cena, quando qualcuno lo ha chiamato per nome. Un ometto barbuto dagli occhi penetranti, socchiusi dietro a una mente brulicante di idee sottili e poco chiassose, reso più user friendly da un vago scent of Woody Allen, che si prende talmente sul serio da essersi fatto andata e ritorno stipato nel bagagliaio del taxi, per lasciare posto agli altri (soprattutto ai miei 100 kg, ma sto dimagrendo in fretta).
 
 
Luca è indiscutibilmente un pensatore, ma un pensatore innamorato della rete, delle nuove tecnologie e di quel concetto di innovazione non strumentale ma funzionale alla costruzione di un futuro, possibilmente migliore. Con i lettori di questo blog condivide l’esigenza di portare la banda larga, l’alfabetizzazione informatica e la consapevolezza della rete come indispensabile strumento di crescita e condivisione della conoscenza a un sempre maggior numero di italiani, e so che sta lavorando a progetti concreti per risollevare le sorti digitali di questo paese ormai endemicamente al palo.
Abbiamo a lungo parlato anche del bisogno di una televisione nuova, veicolo di conoscenza, spunti, riflessioni presentati in maniera essenziale ma non banale, divertente ma non superficiale, accattivante, innovativa e socialmente utile. Un’esigenza ormai diffusa e condivisa da molte più persone di quanto non ci si aspetti da un popolo apparentemente anestetizzato da quarant’anni di televisione trash.
Per questo sono ansioso di guardare Cosmo – Siamo tutti una rete, questa sera alle ore 21 su Rai 3. Per dirla con le parole di Luca:

« Che cos’è Cosmo? Centotrenta ore di girato. Due mesi di lavoro e ventimila chilometri percorsi per la realizzazione dei servizi. Tre giorni di riprese in studio con quaranta persone (tra le quali chi scrive). Dodici telecamere e macchine fotografiche ad alta definizione. Trenta ore di rendering. Centoquaranta ore di post produzione. E quattrocentosessanta litri di acqua minerale. Il tutto per Cosmo: un evento televisivo di due ore dedicate al futuro che stiamo costruendo per i giovani di questo pianeta. La trasmissione, voluta da Raitre e realizzata dalla Hangar di Gregorio Paolini, in programma per sabato 4 settembre, è pensata per ricostruire una visione di prospettiva sulle conseguenze della scienza e della tecnologia e contribuire alla comprensione dell’evoluzione del corpo umano, dell’intelligenza, dell’ambiente naturale. Per prendere coscienza di come le nostre scelte di oggi definiscano il mondo nel quale vivremo domani. »

Finalmente in televisione uno che la rete sa che cos’è, che la ama, la studia e la usa tutti i giorni. Che siano le prime avvisaglie del tanto auspicato ricambio generazionale?
Non perdetevelo.

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