Siete pronti a fare la rivoluzione?


Ieri Michele Placido si è riferito a Renato Vallanzasca parlando di una vera e propria etica del male, contrapponendolo a quelli che dal Parlamento orchestrano le loro malefatte facendo di peggio.
Oggi Mario Martone, intervistato in occasione della presentazione di “Noi credevamo”, il suo ultimo film dedicato a Giuseppe Mazzini, dice dei carbonai:

« Credevano nella democrazia, nella giustizia, nella lotta armata per un’Italia unita. »

E, riconoscendo che viviamo in una democrazia incompiuta, si augura che il suo lavoro sia da sprone per i cittadini dormienti, stimolando gli italiani a impegnarsi per l’unità.
 
Il sospetto francamente viene. Stiamo forse assistendo ai primi segnali di un’Italia stanca di subire, esasperata, i cui intellettuali iniziano in qualche modo, in sordina, a sdoganare l’uso della violenza come uno strumento accettabile per fermare questo lento, progressivo e inesorabile decadimento?
Questo blog è frequentato perlopiù da persone insofferenti al degrado etico e morale del sistema, per cui rappresenta un campione attendibile per fornire una stima sulle massime temperature che la febbre da esasperazione collettiva può raggiungere.
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40 commenti

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  • Bella domanda 

    Io avrei aggiunto l’opzione “Solo in risposta ad altra violenza”. Credo infatti che l’unica grande differenza tra oggi e il ventennio sia la mancanza di pestati e morti ammazzati fra gli oppositori (tanto c’è il manganello mediatico) e quindi, in questo contesto, non la ritengo condivisibile.

    Mi resta un dubbio però. Il rispetto delle regole vale all’interno di un Sistema che tuteli il debole dal forte: se non è così, il debole necessariamente soccombe. Cosa gli resta se non ribellarsi con qualsiasi mezzo?

    A proposito dei limiti secondo me intrinseci e non superabili della Lotta armata “alla BR” (che reputo diversa dalla violenza tout-court e anche da una guerra di liberazione come fu per la Resistenza), ho trovato molto interessante il film “La banda Baader Meinhof”.

  • Io sono NON VIOLENTO di indole. Ho votato NO.

    Capisco che di fronte al non rispetto delle regole da parte dei nostri rappresentanti politici verrebbe voglia di arrabbiarsi..

    La violenza genera violenza.

    • D’accordissimo con te, certo non è tanto bello, anzi è decisamente inquietante che la stragrande maggioranza (un 75% circa) ha votato le altre opzioni!

       

      Ma i cosidetti ANNI DI PIOMBO non hanno insegnato nulla??

      La lotta armata è sempre perdente, può essere a limite contemplata sotto un regime dittoriale totalitario e violento, ma non mi pare proprio il caso dell’italia, anche se qualche agitatore di folle, e speculatore del malcontento, vorrebbe convincerci di questo, ma per fortuna non è affatto vero, ci sarebbero tante cose da cambiare, e da migliorare, ma non c’è proprio nessuna dittatura

      E’ proprio con un ritorno della violenza, che il rischi di cadere in una dittatura reale diventerebbe concreto!

  • No, no e no. La rivoluzione armata è totalmente anacronistica e decontestualizzata. I governanti che stanno facendo il nostro “male” devono essere condannati dalla legge, non dal proiettile o dal nodo scorsoio: così l’italiano medio non imparerà mai il concetto di Giustizia. Oggi la vera rivoluzione è quella della disobbedienza civile, il passo successivo è la rivoluzione culturale.

  • Claudio, la domanda, e soprattutto la risposta, non è semplice. E’ estremamente complessa. Appena letto le opzioni, stavo per scegliere "solo come estrema risorsa". Dopodichè ha prevalso la non violenza, e stavo per scegliere "no, mai".

    Ma come si fa a rispondere a tale domanda, senza immaginare di contestualizzare le opzioni? Se io fossi in una manifestzione, pacifica, e dei cellerini cominciassero a manganellare una donna o un ragazzino, potrei restare inerte a guardare? Se la crisi economica appena cominciata arrivasse a punti tali in cui i saccheggi per le strade e le violenze tornassero ad essere "usuali", potrei restare alla finestra a guardare? Se come popolo noi intimassimo ai politici di essere onesti, e loro facendo spallucce continuassero a fare i caxxi propri, sarebbe giusto continuare a farsi raggirare, sapendo che ciò comporterebbe sofferenze a molti miei pari?

    In questi casi, di solito, mi fermo a pensare: cosa è uno Stato di diritto? o meglio, cosa è, la "legge"? E’ la codifica sociale delle consuetudini e norme che una società costruisce, in modo da garantire un egalitario trattamento tra differenti soggetti. Quindi, la legge, di fondo, serve ad evitare che esistano soprusi tra i soggetti di una società. Se queste norme non vengono attuate, interviene l’autorità a ristabilire l’ordine. Ma che accade se il sistema è stato modificato, e la legge non è più uguale per tutti? Quì è il nodo principale della questione. Solitamente, l’essere umano, abituato e addomesticato alla vita sociale con regole di ogni tipo, non reagisce, subisce, aspettando che l’ordine venga ristabilito. Ma non dura in eterno. L’essere umano, è un animale, e tende a lottare pre la sopravvivenza. Se la "legge umana" viene disattesa troppo a lungo, la legge della natura prende obbligatoriamente il sopravvento, e la violenza diventa inevitabile.

    Il tuo sondaggio, alle condizioni politico/economiche attuali, mi spiazza. Sto cercando di lottare politicamente affinchè la violenza non sia mai accettabile, ma ammetto che se in una manifestazione picchiassero degli innocenti, non potrei non intervenire in loro difesa… e se in seguito, cominciassero a dispiegare più soldati o rilanciare il concetto di "coprifuoco", se le cose "peggiorassero" ulteriormente, sempre per difendere i più deboli, allora sarebbe da considerarsi in modo più serio, il diritto alla difesa dei propri diritti, della propria dignità…

    Al momento sono ancora ottimista e credo che ancora uno spiraglio di luce ci sia, e quindi ti dico che considero ancora la violenza solo come "estrema risorsa"

  • occhio è croce la prima opzione è al primo posto.

    la violenza è quella che ho sopportato per una vita, da quando sono nato, costretto a inserirmi in un sistema di regole che non ho voluto, che non ho pattuito, che non ho scelto, che altri hanno creato e mi hanno presentato belle e pronte senza chiedermi se mi stavano bene, se volevo accettarle o se volevo percorrere un’altra strada. Io sono nato libero, il mondo mi appartiene, la mia vita appartiene a me e solo a me e se ne sono impadroniti al mio primo vagito.

    la violenza è quella di costringere un uomo a mendicare e a patire l’angoscia di arrivare alla fine del mese senza sapere se ci sarà abbastanza cibo a tavola per sè e i suoi cari.

    la violenza è quella di presentarci un modello di benessere dedicato a una elitè, illudendoti che un giorno, se fatichi duramente e fai la tua brava parte di servitore del sistema, c’è una infinitesima probabilità che anche tu possa assaporarlo.

    la violenza è quella infinita serie di promesse che le democrazie post-illuministe fanno alla collettività facendogli credere in un impotetico futuro sempre migliore, mentre le cose rimangono sempre uguali e anzi alla minima difficoltà del sistema, peggioreranno per le classi subalterne, mentre le elite continuano a leccarsi i baffi.

    la violenza è quella delle guerre, delle torture, della fame, della distruzione del territorio e del pianeta, sempre all’unico scopo di arricchire i pochi togliendo ai molti.

    la violenza è sapere che esiste un uomo che da solo detiene una ricchezza che sarebbe sufficiente a sfamare un’ intera nazione, mentre tu e i tuoi cari dovete vivere in una tenda perchè un terremoto ti ha portato via TUTTO.

    la violenza è la multinazionale che compie un genocidio come a Bhopal o nel golfo del messico, e sai già in partenza che niente e nessuno ripagherà quel torto, subito da migliaia di esseri umani.

    la violenza è l’incantesimo con cui ti fanno credere di stare vivendo nel migliore dei mondi possibili, invece è il più infido, ineguale e perverso.

    e, dopo quanto suddetto, qualcuno mi risponda alla domanda:

    “Perchè IO dovrei predicare e praticare la non violenza?”

     

  • Ho risposto “3” perchè, pur odiando la violenza, a mio avviso non è possibile escludere alcuna opzione per riconquistarsi la libertà, anche se è necessario cercare di trovare sempre una via non violenta a tutti i costi (che non vuol dire affatto farselo mettere nel di dietro, anzi).

    Me lo hanno insegnato mio nonno e suo padre che i fascisti li hanno combattuti, mai con le armi, con estrema determinazione e rischiando tutto, famiglia compresa.

    Ciò detto, è chiarissimo a chiunque (anche e soprattutto a coloro i quali SFRUTTANO questa situazione) che il panorama politico attuale è compromesso ed in modo tale che noi non si possa avere alcuna possibilità di vero rinnovamento.

    Dare fiducia al redivivo Fini o addirittra concedergli (come Di Pietro ha SCRITTO sul suo blog) l’onore delle armi, è da pazzi e lo dico non per offendere qualcuno ma perché è così chiaro e FRESCO nella nostra pur cortissima memoria quello che questo signore ha fatto insieme a B. negli ultimi 16 anni che è quantomeno ILLOGICO pensare solo lontanamente di dargli la benché minima fiducia. In fondo se siamo qui a discutere sullo stato disastroso delle cose è colpa sua oltreché di B.!

    Il primo problema siamo NOI ed i muri di pre-concetti che abbiamo costruito dentro i nostri cervelli. Questi muri impediscono una corretta, completa ed obiettiva visuale.

    Se questi muri non ci fossero, ci faremmo molte domande (non seghe mentali) e cercheremmo di approfondire, obiettivamente e nonostante la simpatia verso questo o quello, le cose che ci creano dubbi. Non sarebbe forse giusto? E non parlo di essere malfidati, per carità, ma semplicemente INFORMATI!

    Vorrei fare un paio di esempi da quel poco che fin’ora sono riuscito a capire informandomi autonomamente, quindi vi prego di approfondire ciò che qui semplicemente segnalo. De Magistris, che tutti conosciamo per essere uomo onesto, magistrato emarginato e messo in difficoltà etc., è eurodeputato ed ha firmato il Trattato di Lisbona. Vi state annoiando? Non è il caso, IMO. Pochi conoscono la nostra Costituzione, figurarsi quanti sanno di questo trattato: la nostra Costituzione ripudia la guerra, il trattato di Lisbona, che vale al di sopra delle leggi degli Stati membri dell’Unione, la contempla tranquillamente e la impone agli Stati firmatari.

    Un altro esempio, la moneta sovrana. Beh, noi non l’abbiamo più da quando la Lira, il Franco, il Marco etc… sono morti: l’Euro non è prodotto dagli Stati dell’Unione né gli appartiene. Sembra una cazzata? No, è la verità perché l’Euro appartiene alla Banca Centrale Europea che NON è degli Stati dell’Unione. Che conseguenze questo possa avere penso lo intuiscano un po’ tutti.

    Perché dico queste cose? Beh, le dico perchè ho un punto di vista diverso e perché mi accorgo che nessuno SEMBRA conoscerle affatto nonostante siano MOSTRUOSAMENTE più importanti delle mignotte di palazzo delle quali però conosciamo nome, cognome ed acconciatore personale. Ma non vi sembra strano?

    A me, povero piccolo granello del popolino bue, SI!

    Vi invito a leggere questo saggio, scritto da Barnard Paolo, ex-giornalista di Report, non un pazzo o un visionario, che credo vi susciterà molti interrogativi. Anzi, mi permetterei di consigliare vivamente anche a Claudio di prenderne visione, è importante, vitale. IMO

    http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

     

    Emanuele

     

  • davlak ha scritto :

    “Perchè IO dovrei predicare e praticare la non violenza?” 

     

    Semplicemente perchè la violenza non funziona, non paga, non cambia davvero le cose in meglio, l’uso della forza diventa necessario solo per autodifesa, ma coe strumento di lotta politica e cambiamento sociale è sempre stato un fallimento!

    Gandhi ha liberato l’India dall’oppressione inglese senza violenza, e l’italia di oggi nonostante tutto sta in una situazione migliore dell’India di circa un secolo fà quindi davvero non si capisce perchè mai debba essere necessaria la violenza…

    Solo chi non conosce la storia può pensarla come te!

  • kautostar86 ha scritto :
     Gandhi ha liberato l’India dall’oppressione inglese senza violenza

     

    ha potuto farlo per un solo motivo: la comunicazione.

    era di tipo clanico, tribale, e quindi era in mano agli indigeni, non esistevano i mass-media.

    oggi Gandhi non ci riuscirebbe mai.

  • Leggo con vivo apprezzamento i commenti al quesito proposto. Immagino una pletora di lettore giovani. Grazie per l’accuratezza nell’esposizione delle risposte.

    Io dico no, in ogni caso. Lo dico con sostanziale fatica, ammettendo un’iniziale risposta vero sil sì come estrema risposta. Dico però no.

    Io confido nella applicazione delle norme. Io auspico una amplificazione dell’etica in politica, ma etica vera e non mera esercitazione teorica. Io desidero partecipare ai sacrifici di una nazione e della sua popolazione senza evidenti discrasie classiste. Io pretendo lo stop reale della diffusione pubblicitaria, televisiva in genere, di un benessere che è surreale. Io richiedo assistenza vera per chi non ce la fa.

     

  • Circa il fare o non fare la rivoluzione vorrei dare un contributo ma non nel merito (il quale, ovviamente dipende dal percepito sforamento o meno di quella soglia di miseria che innesca di per sé e quasi deterministicamente l’assalto ai forni – a ciascuno per sé l’ardua sentenza se tale soglia sia stata superata o meno), bensi nel suo fondamento giuridico.

    In questi giorni si discute del rapporto tra popolo sovrano ed organi costituzionali che amministrano i poteri per conto ed in forza di quella sovranità (non quindi per altra ragione). Per uscire dalla confusione, andiamo alle radici della nostra democrazia repubblicana.

    Per una volta l’avversario politico ci aiuta in questa analisi. Marcello Veneziani, dalle pagine de “il Giornale” del 16 dicembre 2009, scrive: “… per abbattere il tiranno è ammesso anche il tirannicidio, lo dice anche la giurisprudenza liberale e democratica.”. Condivisibile e verissimo. Lo diceva anche l’art. 50 del progetto di Costituzione della Repubblica italiana (poi approvato con modificazioni come attuale art. 54 con l’eliminazione del secondo paragrafo in cambio dell’introduzione del giuramento) che prevedeva la rivolta a tutela di diritti inviolabili e costituzionali non solo come diritto ma anche come dovere civico:

    – Art. 50 progetto Cost.: “Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi, di adempiere con disciplina ed onore le funzioni che gli sono affidate. Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino.”

    Art. 54 Cost.: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

    (fonte: http://legislature.camera.it/altre_sezioni/assemblea_costituente/RapportoLinea.asp?Codice=P2T4S0R040/05000000510000#0500000 ).

    Che cosa è successo? Qual’è la parte che è venuta a modificarsi?

    Sostanzialmente questa: il diritto e dovere di ribellarsi previsto nel progetto art. 50 è stato sostituito dall’obbligo di giuramento.

    Faccio notare però che, sul piano delle ovvietà logiche, il baratto  giuridico operato non regge nemmeno un pochettino. Mentre è infatti credibile che il popolo si ribelli quando i suoi diritti fondamentali siano violati al punto da garantire MATERIALMENTE equilibrio e fisiologia al sistema, nessun giuramento, (specialmente se emesso sotto fellonia) può auto-garantirsi.

    Per ulteriori approfondimenti: discussione dell’art. 50 del progetto di Costituzione (oggi art. 54 Cost.).

    – Verbale seduta di Venerdì 23 maggio 1947, pagg. 4194 – 4202. Il documento è reperibile all’indirizzo web http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed130/sed130nc.pdf

    – Verbale seduta di Giovedì 4 dicembre 1947, Pagg. 2811-2844. Il documento è reperibile all’indirizzo web http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed319/sed319nc.pdf

    – Verbale seduta di Venerdì 5 dicembre 1947, Pagg. Pagg. 2845-2862. Il documento è reperibile all’indirizzo web http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Assemblea/sed320/sed320nc.pdf

  • Io sono contrario ad atti violenti perché sono controproducenti.

    Un atto di violenza provoca l’indignazione di tutti gli osservatori esterni, anche se ci sono delle buone ragioni per compierlo. Se uno vuole davvero promuovere una causa, dovrebbe lavorare per evitare atti di violenza.

    Non a caso c’è chi strumentalizza violenze contro se stesso per trarne un vantaggio. Gli esempi sono innumerevoli, leggo ora la notizia del fumogeno lanciato a Bonanni, ma basta pensare alla statuetta in faccia a Berlusconi…

    I tempi delle rivoluzioni massicce che ribaltano il potere sono passati (e in fondo è meglio così) e la violenza da parte di singoli o di alcuni gruppi sono del tutto controproducenti, tanto che spesso ci sarebbe da chiedersi se siano provocate dagli stessi che apparentemente la subiscono.

  • trovo che a volte quando nella bravura della dialettica utilizzata oramai da tutti, nonresta altro che utilizzare la forza làddove , come succere oramai SEMPRE si nega sempre e comunque anche l’EVIDENZA.

    magari basterebbe parlare e basta. la realtà di tutti i giorni ci insegna , però, che spesso non serve piu a niente.

    é meglio un sordo di chi non vuol sentire!!

    ed a coloro che non vogliono sentire l’unica carta da giocarsi e che MERITANO è farsi sentire in altro modo …

    Io ho 3 figli è non ho mai usato violenze , MA, se non ci sono altre vie….

    inutile sperare ancore nei "tavoli dei confronti" o nelle "dialettiche democratiche" quando da anni non sono servite ad un beneamato c..o!!

    salute a tutti.

  • io per ora non rispondo, è un problema che mi sono posto spesso e sinceramente non so proprio come mi comporterei…

    La violenza è all’antitesi di ciò che cerco, e non credo che tramite la violenza si possa giungere a un mondo migliore… Certo è che a volte sembra non esserci altra soluzione. Ma dopo la rivoluzione violenta cosa succede? dopo che si è usata la violenza per farsi strada certamente si saranno fatti largo i piu’ bravi a usarla, pensarla o coordinarla. E a quel punto? anche chi non voleva la violenza dovrà imparare ad averci a che fare per tutelare quella libertà che agognava tramite la rivoluzione… Questo è il mio timore e a occhio e croce aprendo un libro di storia a caso non mi sembra che normalmente sia poi andata molto diversamente.

    Ugualmente pero’ non rispondo…. perchè il sangue nelle vene cel’ho anch’io, presto nascerà la mia prima figlia e l’idea che abbia a che fare con questo troiaio mi schifa intimamente. Se domani passasse un corteo armato di “forconi e torce” (chissà che faccia avrebbe un corteo di quel tipo in salsa moderna?) forse mi unirei a loro… perchè cazzo ora basta sto finendo le scuse per non farlo

  • kautostar86 ha scritto :

    Di la verità piuttosto, tu sei un poveraccio violento e frustrato, e non aspetti altro che una scusa, una giustificazione qualsiasi, per sentirti autorizzato a  poter alzare le mani contro qualcuno…chiunque esso sia non importa!

     

    se quell’86 del tuo nick ha a che fare con la tua data di nascita, ho un figlio di due anni più grande di te.

    perciò non ti risponderò per le rime, ma semplicemente dicendoti che tu nemmeno lo puoi immaginare come andava il mondo prima che tu nascessi, e prima che facessero il lavaggio del cervello a voi giovani inculcandovi questa maledetta dottrina della non violenza tout court, TUTTE, ripeto TUTTE le conquiste di civiltà e democrazia, e tutte le rivolte alle dittature e totalitarismi sono state ottenute col sangue.

    le democrazie moderne sono figlie della ribellione violenta. senza eccezione. nessun tiranno è mai stato scalzato con i cosiddetti strumenti democratici, ma col ferro e col fuoco, e con il sacrificio di uomini.

    e per tua informazione io aborro la violenza, non l’ho MAI praticata e mi fa rabbrividire anche solo il pensiero di doverlo fare contro anima vivente, sia essa umana o animale.

    ma se  dovessi farlo per dare a mio figlio un futuro migliore, ricorrerei all’uso della forza senza il minimo scrupolo. esattamente come hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni e i nostri avi.

    • perdonami ma di quali democrazie parli? di quelle occidentali ?

      a me sembrano una beffa una forma camuffata ed indorata di schiavitù e con le truffe della globalizzazione, dell’euro (e il trattato di lisbona!), de’11 settembre, dei tanti disastri (anche l’aquila!) (avete letto “shock economy” di naomi klein?), ecc. ecc. si stanno riprendendo anche quel po’ di benessere che in occidente c’eravamo conquistati  …ma a spese del terzo e quarto mondo.

      Allora se questa la chiamiamo democrazia siamo completamente presi nell’ingranaggio e ancora non ce ne accorgiamo …ti ricordi matrix? allora dobbiamo trovare qualcosa di più intelligente per far crollare questo sistema e non solo per noi italiani-europei-occidentali ma per tutti, per tutto il pianeta, per ogni essere vivente.

      E comunque scusatemi ma non riesco a votare.
      Istintivamente direi: “si, non ci sono altre soluzioni” …ma mi sembra troppo semplicistico. Il tessuto sociale è sfilacciato dopo 20 anni di berlusconismo e connivenza delle sx …andiamo ad una guerra civile (a parte i mezzi per farla) che devasterebbe ancora di più il paese? No penso che nonostante la rabbia che ho dentro e la voglia di eliminare fisicamente migliaia di poltici+ amministratori locali+loro affiliati+criminalità varia non possa essere questa la strada per riappropriarsi della ns. sovranità di cittadini-esseri umani.
      Troppe persone si sono abituate a sopravvivere da sudditi: se non c’è un risveglio collettivo, a parte la sproporzione di forze (polizie, esercito,ecc.), sarebbe solo aggiungere orrori al degrado ed allo squallore attuale.

      Forse è solo una bella favola ma guardatevi “il pianeta verde” se non l’avete visto

    • x BERPIE:

      D’accordo con te, anche se tiri fuori un po’ troppi problemi insieme, un passo alla volta, intanto preoccupiamoci per la situazione italiana!

      (solo un errore ti devo correggere, la globalizzazione non è a danno dei poveri del pianeta, anzi è un’occasione di sviluppo per i poveri del pianeta, che casomai crea problemi e mette in crisi quelle che fino a qualche ecennio fa sono state le economie più forti del pianeta, ma che mano mano si stanno impoverendo!)

      Che ne pensi di quello che ho scritto su una possibile RESISTENZA FISCALE (NIENTE TASSE SENZA RAPPRESENTAZIONE POLITICA)?

       

       

       

    • I lavoratori Cinesi, o di altri posti simili, se non diventavano “schiavi” sarebbero morti di fame, e erano già oppressi anche prima dalla dittatura comunista

      Se mettiamo da parte i pregiudizi ideologici, le condizioni di vita di quei paesi che si sono aperti alla globalizzazione, stanno mano mano, lentamente migliorando, i salari dei cinesi stanno raddoppiando, in India la fame è ridotta, e una parte più ampia di persone sta diventando benestante(ovviamente sono ancora moltisimo più numerosi i poveri, ma la maggioranza era povera anche 40 anni fa, prima della globalizzazione)

      Quindi anche se sono ancora distanti dal nostro medello di benessere, anno dopo anno, la ricchezza media aumenta, le condizioni generali migliorano, ha fatto molto meglio la globalizzazione, di tutte le associazioni umanitarie del mondo, di tutta l’elemosina, di tutte le donazioni….

      Per esempio i lavoratori serbi o polacchi, farebbero i salti di gioia per prendere il posto degli oprerai fiat italiani, anche con un salario molto più basso.

      Nessuno fa una cosa che non gli conviene, ovviamente non sto dicendo che è tutto rose e fiori, no è uno sviluppo economico, che costa grossi sacrifici, molto duro, ma evidentemente nei paesi poveri per molte persone è meglio guadagnare 3-400 euro al mese, lavorando 12 ore al giorno, piuttosto che non lavorare per niente e morire di fame!

      Il problema è per le economie occidentali che vacillano e si impoveriscono, ma per i cinesi, per gli indiani, non si può negare che è un’occasione positiva la globalizzazione.

      Il problema è proprio che la richezza si sta trasferendo da noi a loro!

      Quindila globalizzazione è soprattutto un problema per NOI

  • davlak ha scritto :

    e per tua informazione io aborro la violenza, non l’ho MAI praticata e mi fa rabbrividire anche solo il pensiero di doverlo fare contro anima vivente, sia essa umana o animale.

    Provi orrore per la violenza, ma fai tanti giri di parole per grossomodo giustificarla velatamente in tutti i modi, e voti per l’opzione che in italia è addirittura necessaria una rivoluzione violenta, strano modo di disprezzare la violenza non trovi?!

    Poi in un’altra discussione facevi una specie di elogio( sempre molto velato, alla fine sempre di elogio si trattava), su dei falliti sfigati come Vallanzasca e personaggi simili.

    Definire “EROE DEL MALE” un cretino che ha passato 2/3 della sua vita in galera(fosse stato un ladro dello spessore di Arsenio Lupin, uno che non si fà mai beccare, allora potrei pure accettarla la definizione di GENIO o EROE del CRIMINE! ma un “ladro di galline” che passa tutta la vita in galera, per me è un mentecatto e basta!), non mi sembra una cosa nè inteligente, nè da persone che rifiutano la violenza…

  • kautostar86 ha scritto :
    “Poi in un’altra discussione facevi una specie di elogio( sempre molto velato, alla fine sempre di elogio si trattava), su dei falliti sfigati come Vallanzasca e personaggi simili.Definire “EROE DEL MALE” un cretino che ha passato 2/3 della sua vita in galera(fosse stato un ladro dello spessore di Arsenio Lupin, uno che non si fà mai beccare, allora potrei pure accettarla la definizione di GENIO o EROE del CRIMINE! ma un “ladro di galline” che passa tutta la vita in galera, per me è un mentecatto e basta!), non mi sembra una cosa nè inteligente, nè da persone che rifiutano la violenza…

     

    senti, per cprtesia almeno evita di attribuirmi frasi che non ho mai scritto.

    da questo confronto emerge chiaramente chi ha più propensione alla violenza tra me e te 😉

     

     

    • Che ti devo dire avro’ capito male io…

      Il fatto è che non sopporto chi cerca in modi più o meno velati di rivalutare personaggi simili, di farli passare come ribelli da capire e quasi giustificare…mi sta tremendamente sulle palle sta gente tipo Placido che per vendere il suoi filmetti da 4 soldi si mette a dire certe stupidaggini!

  •  kautostar86 ha scritto :
    Una poposta che potrebbe essere molto efficace ma che non l’ho ancora sentita da nessuna parte in ITALIA (a parte pochi movimenti politici isolati, come il movimento libertario e simili), è una resistenza fiscale.

     

    Non l’hai sentita da nessuna parte perché dirlo è aplogia di reato.

    Comunque, con l’evasione che ci ritroviamo in Italia direi che la resistenza fiscale è già in atto. Chi può non pagare le tasse già lo fa. 

    Quelli che hanno una busta paga non posso fare nessuna resistenza fiscale, a parte il canone televisivo.

    • Ah a una resistenza fiscale non  c’ha pensato nessuno perchè è apologia di reato??

      E invece fomentare la rivolta violenta non è apologia di reato?

      incitare i giovani a mettere a soqqadro le città, spaccare vetrine, e picchiare la polizia non è apologia di reato(come è successo al G8 di genova, come succedeva spesso nelle rivolte studentesche degli anni 60-70, e come succederà forse tra qualche mese se i paladini di alcuni giovani continueranno a buttare benzina sul fuoco copme sta succedendo in questi giorni)?

      Cos’è più grave un reato violento o un reato non violento?

      Smettere di pagare le tasse, è molto meno grave che aggredire fisicamente una persona, chiunque essa sia, anche il peggior politico degli ultimi 20-30 anni!

      Quindi insomma non diciamo cavolate, certi paladini che giustificano e incitano quasi quotidianbamente in maniera più o meno velata alla violenza fanno una apologia di reato ben più grave.

      La rivolta fiscale in massa invece è una forma di protesta politica che anche nel passato s’è rivelata molto efficace, e senza spargimenti di sangue.

      E’ stata usata durante la RIVOLUZIONE D’INDIPENDENZA AMERICANA, è stata usata anche da Gandhi(quindi secondo te anche Gandhi era da arrestare perchè faceva apologia di reato!) come struimento pacifico di opposizione agli inglesi, è stata praticata durante la Rivoluzione Francese contro la monarchia,e anche in moltissimi altri casi…

      Tu dici che già adesso evadono tutti, quindi non cambia nulla e che i lavoratori dipendenti non possono evadere, e quindi la resistenza fiscale non cambierebbe nulla.

      Per me è FALSO, oggi molti (non tutti) lavoratori autonomi, imprenditori, artigiani ecc.. eludono/evadonp una piccola parte, magari emettono qualche ricevuta in meno, ma comunque anche gli elusori parziali, pagano sempre una sostanziosa fetta di tasse, magari invece di farsi tassare al 60-70%, pagano il 30-40%, ma pagano ugualmente, contribuiscono comunque all’erario.

      Quindi un’opposizione fiscale organizzata in tutta italia a partire da una data precisa, e con delle richieste precise al governo (tipo taglio drastico degli sprechi e “mafie” più scandalosi e insopportabili, una nuova regolamentazione per gli appalti pubblici, per ridurre le probabilità di infiltrazione mafiosa e corruzione ecc..) sarebbe una cosa molto diversa dall’evasione diffusa attuale, chi vi volesse aderire ( e secondo me sarebbero in tanti, perchè l’altissima pressione fiscale attuale è insopportabile x molti), dovrebbe evadere il 100% delle tasse, e dovrebbe dare ai propri dipendenti, l’intera busta paga, senza detrarre le tasse da versare, senza applicare il sostituto d’imposta (quindi non è vero che i dipendenti non possono evadeere, se c’è la collaborazione del datore di lavoro possono evadere!).

      Per esempio un dipendente che oggi si becca 1000euro al mese, detratte tutte le tasse e vari versamenti da fare, si beccherebbe circa 1400-1500 euro al mese.

      Quindi insomma la mia proposta sarebbe che all’interno di una protesta organizzata e resa pubblica, tutti gli aderenti dovrebbero smettere totalmente di emettere ricevute, e evadere tutte le tasse che è possibile evadere.

      Se aderissero tipo il 50% delle attivtà produttive italiane, sarebbe una perdita per l’erario di parecchi milioni di euro al giorno, mica noccioline, e lo stato non potrebbe sbattere in galera o multare tutti, sarebbe tropop impegnativo, troppo difficile, a un certo punto il governo dovrebbe per forza di cose scendere a compromessi e accettare le nuove condizioni volute dai cittadini!

      Capisci che in confronto una pritesta tipo G8 di genova per il governo è poco più che solletico, e copmunque la violenza farebbe paura e non piacerebbe alla stragrande maggioranza della gente, che magari si ritroverebbe vetrine diistrutte, auto ammaccate, intere città danneggiate, e quindi una buona parte della gente inizierebbe ad odiare i manifestanti, e chiederebbe al governo di usare nei loro confronti TOLLERANZA ZERO.

      Insomma la RICETTA COSSIGA!

      Invece una resistenza fiscaloe di massa, metterebbe il governo molto più in difficoltà, e credo che troverebbe appoggio e consenso moltissimo più numeroso

  • Guardiamo alla rivoluzione Francese. Con la restaurazione tutto tornò come prima, anzi peggio.

    La rivoluzione bisogna farla ma quella delle teste.

  • La tua proposta è chiaramente irrealizzabile. Gli organizzatori verrebbero arrestati prima di riuscire a fare qualsiasi cosa. Inoltre uno che sfacciatamente non paga più tasse mette in gioco praticamente la sua professione e la sua vita. Quelli che hanno tante tasse da pagare sono anche quelli che guadagnano di più e forse gli sta bene questo sistema e hanno votato Berlusconi. Quelli che hanno poche tasse da pagare o nulla lo potrebbero fare, ma provocando poco danno e mettendo in gioco il poco che ancora hanno.  E non ce le vedo proprio le aziende a non applicare più le trattenute sui dipendenti. L’amministratore delegato, che guadagna centinaia di migliaia di euro, un giorno va in consiglio di amministrazione e dice: “Sai che c’è? Oggi facciamo la rivolta fiscale”.

    Inoltre a parte alcuni personaggi che hanno le spalle coperte (vedi bossi ai vecchi tempi quando parlava di fucili), io non ricordo nessuno che abbia mai aizzato in modo chiaro e pubblicamente alla violenza, neanche durante il G8 di Genova (io c’ero).

    • Ok forse ragione…

      Poi ci sarebbe il rischio di paralizzare alcuni settori importanti e vitali come la sanità!

      Ma una pseudorivolta violenta tipo quelle che stanno fomentando i movimenti di sinistra estrema, è ancora più dannosa e inutile

      Meglio non fare nulla piuttosto che cazzate idiote stile ANNI DI PIOMBO

  • Harlock ha scritto :
    Quelli che hanno tante tasse da pagare sono anche quelli che guadagnano di più e forse gli sta bene questo sistema e hanno votato Berlusconi. Quelli che hanno poche tasse da pagare o nulla lo potrebbero fare, ma provocando poco danno e mettendo in gioco il poco che ancora hanno.  E non ce le vedo proprio le aziende a non applicare più le trattenute sui dipendenti.

     

    l’erario incassa molto più dalle piccole e medie imprese, dagli artigiani, dai commercianti, dai liberi professionisti che non dalle grosse imprese colluse con la politica ( che spesso invece di contribuire all’erario, prendono contributi pubblici, e quindi tolgono all’erario risorse)

    Oltretutto un imprenditore che ce l’ha con questo governo, e vuole protestare, non vedo perchè mai non dovrebbe consentire di evadere anche ai dipendenti (cioè abolire il sostituto d’imposta), comunque se inizia ad evadere per se stesso, alla luce del sole, per protesta politica, già si assume dei rischi, quindi non avrebbe interesse a protestare a metà, specialmente se anche i dipendenti sono d’accordo con la cosa.

    Magari le grosse aziende non aderirebbero, ma comunque farebbe più danni l’adesione delle piccole e medie imprese, che non un’azienda tipo la fiat!

     

    Hai ragione che ci sono dei rischi, che il governo potrebbe prendere delle misure pesanti, e potrebbe paralizzare alcuni servizi vitali come gli ospedali, ma i rischi ci sono in tutte le cose, mette molto più a rischio la sua vita, chi scende in piazza con le mazze

     

  • la violenza è sempre e comunque inaccettabile.

    Gli anni di piombo me li ricordo molto bene ,la lezione l’ho imparata.

    La memoria rende l’uomo libero ,l’importante è non dimenticare .

  • Harlock ha scritto :
    Io sono contrario ad atti violenti perché sono controproducenti. Un atto di violenza provoca l’indignazione di tutti gli osservatori esterni, anche se ci sono delle buone ragioni per compierlo. Se uno vuole davvero promuovere una causa, dovrebbe lavorare per evitare atti di violenza. Non a caso c’è chi strumentalizza violenze contro se stesso per trarne un vantaggio. Gli esempi sono innumerevoli, leggo ora la notizia del fumogeno lanciato a Bonanni, ma basta pensare alla statuetta in faccia a Berlusconi… I tempi delle rivoluzioni massicce che ribaltano il potere sono passati (e in fondo è meglio così) e la violenza da parte di singoli o di alcuni gruppi sono del tutto controproducenti, tanto che spesso ci sarebbe da chiedersi se siano provocate dagli stessi che apparentemente la subiscono. ” Quoto al 100% il tuo commento , e’ proprio quello che ho pensato in questi giorni!!! Quattro scemotti comprati per fare tutto questo casino e per poi giustificare la tolleranza zero che il governo magari imporra’ ad ogni minima contestazione , anche pacifica…….Mi sa che e’ meglio cambiare stato e andarsene in un isola deserta….O uscire per strada tutti insieme senza striscioni e senza armi ma con un unico coro ….NOI SIAMO INDIGNATI!!!!!!!!!!

  • Bla bla bla….ed intanto i porci che risiedono a Montecitorio vi estorcono continuamente soldi e voi brutte pecore ritardate e codarde abbassate la testa di fronte ai padroni….provate pure a fare la disobbedienza civile, in un battibaleno vi tolgono tutti i vostri averi e vi sbattono come barboni in strada a chiedere l’elemosina….la rivolta armata si fa mettendo a ferro e fuoco i centri del potere corrotto, con i porci corrotti che bruciano all’interno di tali palazzi….altra soluzione non c’è, e non c’è nemmeno il modo di usare l’intelletto contro questi affamatori ed estortori, perchè essi non esiterebbero a farti/vi del male, in tutti i modi possibili immaginabili….sono dei mostri schifosi ed io non avrò pace fino a che l’ultimo di questi mostri non faccia una fine orrenda!!!  

     

    “Sappi dunque,che quando il mondo era giovane vaste estensioni di terreno sorgevano dove ora c’è l’oceano, ivi sorgevano gli splendenti Sette Imperi, ed il regno più potente era Valusia, la terra dell’incantesimo….riusciresti a capire chi era il più grande di tutti i Re, venuto dall’Atlantide per strappare Valusia ad una dinastia degenerata, il demoniaco popolo serpente che dominava questo mondo prima dell’avvento di Adamo???”

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