Marco Montemagno: sarà davvero libero questo Wi-Fi?

 

Claudio Messora: Marco Montemagno, molto attivo sul fronte della diffusione della cultura digitale. So che attendi a molti eventi, di altri sei addirittura host – ce ne è stato uno molto recentemente a Milano. E sei anche conduttore di una trasmissione di successo che parla proprio di rete e si chiama IoReporter, tutti i sabati. A che ora?
Marco Montemagno: Non so se sia una trasmissione di successo, però è una trasmissione dove ci impegniamo. Alle 11.30 tutti i sabati, e alle 22.30 in replica.
Claudio Messora: Ieri il ministro Maroni ha annunciato che non intende prorogare il Decreto Pisanu e che quindi dal primo di gennaio prossimo anche in Italia liberalizzeremo il Wi-Fi.

 
Marco Montemagno: Io ho dato la notizia positivamente, perché è giusto essere ottimisti. Io poi faccio l’imprenditore per cui il mio settore si basa sull’idea di lanciare dei progetti web, per cui c’è bisogno che internet ci sia. Il problema vero è che c’è un impegno formale a non reiterare il Decreto Pisanu, ma poi c’è la grande incognita: questo disegno di legge – che dovrà essere presentato e di cui non si conoscono bene i contenuti – con cui si proporrà la regolamentazione dell’accesso è la cosa più pericolosa, perché magari poi scopriamo che c’è sempre una forma di controllo di un tipo o dell’altro. Quindi questa è la grande incognita. Diciamo quindi che il lato positivo è che si muove qualcosa, e che almeno così Pisanu non viene riproposto come negli ultimi anni, e il lato negativo è che al posto di essere una netta presa di posizione si rimanda come al solito a un Disegno di Legge e sappiamo come vanno poi queste cose. Direi quindi di tenere gli occhi aperti tutti quanti per cercare di evitare che l’Italia rimanga indietro, come sempre, in questo settore.
Claudio Messora: Qual’è la tua posizione sull’effettiva necessità di un controllo delle connessioni a internet? Tu credi che la liberalizzazione del Wi-Fi debba significare l’accesso libero, indiscriminato alla rete senza procedure, meccanismi di controllo, oppure ci vuole un qualche meccanismo di qualche tipo, che poi sia la telefonata con l’sms, il riconoscimento di una sim o cose di questo genere?
Marco Montemagno: Io di default (di base) non sono per il controllo. Per usare una vecchia frase di David Weinberger “Control doesn’t scale”: il controllo non scala. Non esiste in questo momento la possibilità di controllare una mole di dati così grande. Non esiste in Cina, dove un intero paese destina una cifra megagalattica al controllo, quindi… Da un lato non credo nella reale applicabilità di un controllo quando si parla di accedere a terabyte di dati come accade in rete, dall’altro lato penso che per l’opinione pubblica ci sia un fraintendimento tra quello che è la libertà di accesso alla rete e la libertà di poter fare quello che si vuole. Si confonde il fatto che io possa avere un libero accesso ad internet – che dal mio punto di vista è sacrosanto e sarà così in ogni caso, che lo voglia l’Italia o non lo voglia perché la direzione è questa, cioè tutti abbiamo internet embeddato nel nostro dna – con un aspetto di etica, di responsabilità sul fatto che quello che uno fa il rete è assolutamente soggetto alle normative vigenti, quindi ognuno si assume la responsabilità di quello che fa online, e da questo punto di vista non vedo nessun problema. Poi resta scoperto il tema del ‘ma la pedopornografia‘, ‘ma i terroristi‘, ‘ma la mafia‘… Dal mio punto di vista se uno è un delinquente non è che si presenta con la carta di identità all’internet cafè di piazzale Barberini a Roma e dice: “Salve sono un terrorista, mi collego e adesso faccio un atto di terrorismo”. Quindi bisogna anche essere seri secondo me in queste cose…
Claudio Messora: …e caso mai la presenta anche falsa.
Marco Montemagno: Esatto. I casi sono due: o è un delinquente serio o non lo è. Se è un delinquente serio bypassa in ogni caso il controllo. Se uno non è un delinquente serio probabilmente non c’è neanche bisogno di un controllo, perché è uno talmente sprovveduto che probabilmente lo si prende facilmente. Quindi c’è molta confusione. Mi dispiace che Grasso peraltro ieri mi abbia anche attaccato personalmente perché ci vede come degli esaltati o come dei tecnofanatici. Secondo me tutti quelli che hanno a cuore la rete vogliono semplicemente che ci sia una connessione, che l’Italia vada avanti, che non vada avanti una generazione di analfabeti digitali. Vogliamo avere le opportunità che hanno gli altri posti del mondo, con le responsabilità, l’etica e tutto quello che consegue dall’avere un atteggiamento civile in rete. Nessuno vuole fare delle follie. Quindi mi sembra che come al solito internet logori chi non ce l’ha.
Claudio Messora: Bellissima questa definizione. Marco, abbiamo visto che ci vuole un cammino legislativo entro gennaio per definire le normative di sicurezza per l’accesso al Wi-Fi in Italia. Ieri il ministro Maroni ha detto che prima di decidere se era il caso o meno di liberalizzare il Wi-Fi, pur con tutte le riserve che in rete abbiamo finché non vediamo una normativa ben precisa, è andato in Israele e si è rivolto al responsabile dell’antiterrorismo israeliano e ne ha ricevuto alcune delucidazioni. Ma io dico: con tutti gli esperti come te, gli istituti per le politiche dell’innovazione, i tecnici che hanno una considerevole esperienza in Italia, che è considerata una delle più grosse potenze industriali, è possibile che dobbiamo andare all’estero, che sia Israele o meno,per rivolgerci a qualcuno e chiedere come possiamo fare per attuare una normativa che è di uso comune in tutto il mondo come questa?
Marco Montemagno: Il problema vero è che gran parte della classe politica attuale è formata da analfabeti informatici, non nel senso che non sanno cosa sia internet, ma nel senso che non sanno usare un computer. Quindi è difficile parlare con persone che non hanno idea con quello che è il tema che devono andare a disciplinare.
Claudio Messora: Ma perché non esiste un comitato di esperti, riconosciuto in Italia, che si presentano  e fanno da interlocutore col governo e forniscono le informazioni necessarie?
Marco Montemagno: Sarebbe sensato. Esistono le commissioni, le audizioni, però spesso l’idea è quella di coinvolgere in queste audizioni anche i soggetti portatori di interessi che poi magari sono anche associazioni di categoria. Internet non ha un’associazione di categoria che protegga gli interessi della rete. Questo è un po’ il problema. Esiste lo Iab, che però è un’associazione per quello che riguarda l’advertising online. Esistono singole realtà, però non esiste una realtà che protegga la rete di per sé. Questo è un primo problema. Per quanto riguarda Israele, io consiglierei invece al Ministro Maroni di leggersi un libro che si chiama Start-Up Nation che spiega esattamente come Israele sia diventata una delle nazioni più importanti a livello di start-up web. Hanno creato un ecosistema basato sul favorire l’accesso alla rete, favorire gli investimenti. Andrei a vedere come sempre le opportunità e non i pericoli e le problematiche. In italia il primo problema è portare la rete, poi ci porremo i problemi che ci possono essere, ma finché neanche abbiamo internet è difficile discuterne.
Claudio Messora: Un ultima curiosità per i lettori di Byoblu.Com. Ma la Gelmini ha qualche accordo speciale con la Apple, oppure no?
Marco Montemagno: Ha ha ha… No, assolutamento no. Infatti mi è dispiaciuto vedere quella recensione perché in realtà sono io che cito una marea di marchi, e in quel caso sono stato io a dire alla Gelmini ‘Ma… Usa l’iPad?’, e lei si è compiaciuta di questa cosa. No, non c’è nessuna pubblicità occulta. Devo dire che poi io in trasmissione cito ogni puntata una marea di aziende, e non saprei come fare diversamente.
Claudio Messora: Poi tu tra l’altro sei un utente accanito di Android…
Marco Montemagno: Assolutamente. Non mi piace la politica di Steve jobs, non condivido la chiusura che ha. Sono un utente Nexus One dalla prima ora, per dire… Sono assolutamente propenso a un’apertura. Peraltro in una trasmissione dove si parla di web è difficile non citare i nomi. Cioè se io dico ‘fate una ricerca su… ehm… Il social network, connettetevi su… ehm‘…
Claudio Messora: Quindi si è trattato di un’eccessiva dietrologia, un eccessivo sospetto…
Marco Montemagno: In questo caso sì. Però fai bene a tenere gli occhi aperti!
Claudio Messora: Grazie Marco, so che sei in partenza per Londra. Buon viaggio e buon lavoro. A presto.
Marco Montemagno: A prestissimo. Ciao ciao. Aspetta che ti passo la Gelmini…
[ridono, Marco insulta Byoblu]

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43 commenti

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    • scusate. Errore mio. Il primo caricamento non era andato a buon fine. L’ho caricato una seconda volta, ma per errore il codice del video inserito sul blog era quello relativo al primo caricamento fallito, che avevo rimosso da YouTube perché incompleto.
      Ora dovrebbe essere tutto a posto.

      Grazie per la segnalazione!

  • Comunque… mi si permetta di porre un dubbio!

    Va bene che la rete WI-FI debba essere “libera”… MA io ci andrei un po’ piano con tutto questo inquinamento elettromagnetico. Prima i cellulari… ed abbiamo 3-4 reti GSM indipendenti… poi l’UMTS… e poi questo e quello… poi internet… e nessuno che si preoccupi delle gia’ note connessioni tra alta tensione e leucemie infantili… che dovrebbero, almeno, indurre ad avere qualche dubbio sugli effetti generici di un inquinamento elettromagnetico su di un tessuto vivente adulto.

    Una sola rete GSM, la meno invasiva possibile…

    E riduzione minima di ogni altro servizio wireless… e poi, incrociamo le dita!

     

     

  • E’ inutile che una abbia i mezzi per comprare un kg di pane… tipo toscano, che da queste parti viene chiamato: Pane Insipido (con che coraggio), se da queste parti non viene prodotto, non viene prodotto, punto.

  • E tu aspetti che arrivi Mastro Lindo a portarti il pane??

    Nel mio paese di nascita fino a 2 anni fa c’era ancora il 56kb… adesso c’e’ l’ADSL… bisogna lottare per avere IL CAVO non il WI-FI!

     

  • E tu aspetti che arrivi Mastro Lindo a portarti il pane??

    Nel mio paese di nascita fino a 2 anni fa c’era ancora il 56kb… adesso c’e’ l’ADSL… bisogna lottare per avere IL CAVO non il WI-FI!

     

  • M.C. ha scritto :
    Mi spieghi, perfavore, come potrei usare il Cavo, non avendo (e non volendo) un’utenza fissa?

    Questo e’ UN TUO PROBLEMA!

    Non vedo alcun motivo valido per non volere un’utenza fissa… a me, francamente, scoccia non poco di essere immerso, CONTRO LA MIA VOLONTA’, in un grande esperimento che potrebbe mettere a rischio la mia salute.

    Eccesso di zelo?! esagerazione?? non puo’ dirlo nessuno… io lo ritengo un rischio inutile.

     

    • Con simpatia  ti saluto e ti ringrazio per i consigli.

      Avevo solo un’ultima curiosità: come faresti se vivessi in una barca?

  • M.C. ha scritto :
    Con simpatia  ti saluto e ti ringrazio per i consigli.

    PREGO!

    Avevo solo un’ultima curiosità: come faresti se vivessi in una barca?

    … guarda, se io per dare a te che scegli di vivere in mare la possibilita’ di collegarti ad internet… DEVO INQUINARE il mondo, mettere ME a rischio salute… ed ignorare le mie esigenze… e del restante 99,99% della popolazione che vive sulla terra ferma… ti chiedo, perche’ dovrei farlo??

    Tu fai una scelta. E ne paghi le conseguenze… MA LE PAGHI TU, non io che non ho fatto quella scelta.

    Poi certo, potremmo inquinare i mari e molto ma molto meno la terra ferma… costicchia un po’ di piu’, ma che ci freghi, tanto paghi tu… giusto??

    Le strane vie dell’egoismo umano!

     

  • Caro Claudio, vuoi un’informazione che possa essere utile a tutti o a qualcuno?

    Tempo fa, serviva un’utenza fissa per collegarsi ad Internet tramite il satellite, ora no: basta un satellite ed un modem “senza fili” (bidirezionale).

    Per non parlare del collegamento, ad Internet , tramite rete elettrica: perché non se ne parla in Italia?

     

  • M.C. ha scritto :
    Tempo fa, serviva un’utenza fissa per collegarsi ad Internet tramite il satellite, ora no: basta un satellite ed un modem “senza fili” (bidirezionale).

    E’ lo stesso… PRIMA non esisteva una rete wireless per collegarsi ad internet, QUINDI non potendo comunicare con il satellite… si era costretti a farlo usando la “comune” rete fissa per gli upload… non e’ cambiato nulla.

    E’ cambiato solo che non c’e’ piu’ alcuna convenienza all’uso del satellite, visto che via cavo o via wireless si ottengono velocita’ superiori… con costi DECISAMENTE piu’ bassi.

    Per non parlare del collegamento, ad Internet , tramite rete elettrica: perché non se ne parla in Italia?  

    Si puo’ usare la rete elettrica per gli accessi domestici… con i powerline!

    Un comune cavo telefonico E’ PRIMA DI TUTTO un cavo elettrico… certo, con tensione particolare e non e’ usato per “portare” energia,… MA a te che ti frega?! vivi in mare!!!

    … nel resto del mondo, comunque, si parla di fibre ottiche… BANDA LARGA e TV via web, magari anche on demand… che poi si possa usare la rete elettrica tradizionale anche per il trasporto dati, … certo, usando dei potenti filtri per separare i segnali (gli stessi che si usano in alcuni powerline di alto livello)… si torna al punto di partenza. SEMPRE via cavo. E se vuoi BANDA LARGA serve la fibra ottica.

    Il Wi-Fi, se non ricordo male… sarebbe alquanto povero di banda.

    IL CAVO, ecco la soluzione ai problemi di accesso e di banda :-PPP

    Non inquina, non sporca e non e’ fonte di sorprese.



     

  • Ma che fatica avrai fatto a ricercare tutto su google… traquillo, rilassati.

    Ascoltami: cosa sono i powerline?

    Sono una rete DOMESTICA o LOCALE?… SIIIIIII?…

     

  • M.C. ha scritto :
    Ma che fatica avrai fatto a ricercare tutto su google…

    google??? AHA AHAHAHA questa e’ storia, storia che HO VISSUTO!!!! non ho bisogno di fare alcuna ricerca su GOGOL… ecco vedi? adesso mi fai sentire vecchio!

    traquillo, rilassati. Ascoltami: cosa sono i powerline?

    Apparecchi dotati di presa ethernet ed elettrica che immettono il segnale nella comune rete elettrica domestica… e ti permettono di trasmettere il segnale senza fare uso di un cavo ethernet supplementare… li uso ^__^ in pratica ogni presa elettrica diventa un accesso ad internet… a patto che l’impianto elettrico sia fatto bene e non vi siano altri apparecchi collegati alla stessa presa, in tal caso non si riesce ad avere una separazione dei segnali e bisogna usare dei powerline piu’ costosi dotati di appositi filtri.

    Sono una rete DOMESTICA o LOCALE?… SIIIIIII?…  

    Domestica, domestica… nessuno si e’ ancora preoccupato di usare la rete elettrica per la trasmissione di dati tra palazzi e/o condomini o di quartiere… non penso abbia molta convenienza, dopotutto e’ gia’ “troppo” usare i powerline!!!


     

    • chiedo scusa a M.C. ma sono d’accordo con Pomik: internet è vitale ma cerchiamo di utilizzare il cavo ovunque sia possibile. Non voglio dover scegliere tra salute e informazione.

      @pomik: saresti così gentile da spiegarmi meglio i casi in cui non funziona l’apparecchiettto in questione? Non riesco ad utilizzarlo; la casa è grande ma l’impianto eletrico dovrebbe essere buono. A quali apparecchi collegati ti riferisci?

      Grazie!

  • M.C. ha scritto :
    pomik… mi sei simpatico: perché dici che ti faccio sentire vecchio? 

    Come perche’?? perche’ ritieni che le informazioni che ti ho dato le abbia cercate su google! mentre appartengono semplicemente alla mia esperienza.

    Considera che nel lontano 1995 non esistevano i motori di ricerca… (cosi’ come li conosciamo adesso) non esisteva NULLA di quello che esiste adesso… ed io ho assistito alla nascita di tutto quello che per te e’ la preistoria di internet… e se per te e’ preistoria, io faccio la parte dell’uomo delle caverne.

    La prima volta che ho fatto delle ricerche sul web, per gioco, ho cercato la foto del gatto di Clinton… ci misi TRE ORE ^__^ qualche mese dopo con un prototipo arcaico di motore di ricerca impiegai 5 minuti.

    USENET pero’ e’ sempre la stessa… per fortuna!

     

  • Marco Montemagno è il fondatore di Blogosfere, società che affida blog monotematici a giornalisti (?).

    Ogni articolo pubblicato dal singolo giornalista (??) sul blog affidatogli viene pagato 5 euro, che diventano 4euro IVA esclusa.

    Il giornalista (???) è obbligato per contratto a produrre almeno 26 articoli al mese per il suo blog.

    Se non riesce a farlo deve pagare una penale alla società.

    Insomma il giornalista che non riesce a produrre la suddetta quantità di articoli deve pagare il suo media.

    A voi il giudizio.

    In ogni caso complimenti a Claudio Messora per la dedizione, l’ostinazione e la preparazione che traspaiono dagli interessantissimi contenuti del suo blog.

  • sofiaastori ha scritto :
    chiedo scusa a M.C. ma sono d’accordo con Pomik: internet è vitale ma cerchiamo di utilizzare il cavo ovunque sia possibile. Non voglio dover scegliere tra salute e informazione.

    APPUNTO!!!! ^__^

    @pomik: saresti così gentile da spiegarmi meglio i casi in cui non funziona l’apparecchiettto in questione?

    Non e’ che non funziona… funziona male (oppure si’, non funziona affatto). Quando alla presa elettrica non c’e’ solo il powerline. Ma poi conta pure la posizione relativa tra presa di partenza e di arrivo…

    Non riesco ad utilizzarlo; la casa è grande ma l’impianto eletrico dovrebbe essere buono. A quali apparecchi collegati ti riferisci? Grazie!

    Dunque, il powerline a cui colleghi direttamente l’accesso ad internet deve avere la sua presa elettrica (riservata) da non usare con null’altro… e DEVE essere messa per prima. Idem per tutte le altre. Che devono essere messe DOPO la prima.

    Se ci sono problemi (che possono essere insiti nell’impianto elettrico) si puo’ provare con dei powerline dotati di filtri… filtri che te ne permettono l’uso insieme ad altri apparecchi collegati. Nel caso di problemi “elettrici” che non vedi magari si puo’ risolvere in quel modo.

    CERTO, meglio usare i powerline che un impianto wireless ^__^

     

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