Preghiamo per la Spagna


Secondo il Financial Times di oggi, le cose starebbero così: forse forse ce la possiamo cavare, ma se anche la Spagna dovesse finire per accedere ai fondi europei di salvataggio, la quota italiana di maggior debito che saremmo costretti ad accollarci per salvare l’euro avrebbe buone probabilità di trascinarci a fondo.
 
Ecco la traduzione del primo e dell’ultimo paragrafo dell’articolo che campeggia oggi sul quotidiano finanziario [ndrnella parte centrale sostanzialmente si afferma che sì, hanno ragione gli italiani a dire che da soli ce la farebbero, magra consolazione…].

 Eurozone tempest heads towards Italy


« La crisi europea del debito ha preso una piega inquietante martedì, risucchiando l’Italia più vicino al mulinello the ha ingoiato la Grecia e l’Irlanda e sta minacciando di divorare il Portogallo e la Spagna. Le rendite per le obbligazioni a 10 anni del governo italiano raggiungono il 5%. Per la prima volta dall’avvento dell’euro nel 1999, i maggiori interessi che gli investitori chiedono per acquistare titoli italiani invece di quelli tedeschi è salito sopra i 2 punti percentuali. Considerando che l’Italia deve riscattare almeno 300 miliardi di debito pubblico entro l’anno prossimo, queste variazioni di mercato sono molto pericolose per il futuro dell’unione monetaria europea.[…] Ma la dura realtà è che il destino dell’Italia appare sempre più legato a quello della Spagna. Perché se la Spagna, come è avvenuto per la Grecia e per l’Irlanda, dovesse richiedere il salvataggio di emergenza europeo, la parte italiana del conto sottoporrebbe le sue finanze ad un grande sforzo. L’Italia, anche se incolpevole, sarebbe essa stessa a rischio. Per la salvezza della zona Euro nel suo complesso, la difesa dell’Italia deve iniziare con la difesa della Spagna.
»

Dopo le pressioni sull’Irlanda per accettare il fondo emergenziale, ora arrivano quelle sul Portogallo. Certo, è lodevole che la BCE si offra di accorrere generosamente in aiuto di ogni singolo fratello in difficoltà, per non farlo cadere nelle mani degli usurai. Meno gradevole che in realtà i soldi siano sempre e solo i nostri, come nel caso della Grecia: la BCE non poteva prestare direttamente ad Atene i 110 miliardi di euro a lei destinati, perché Standard & Poor’s ne avevo declassato il rating, così li ha prestati a chi poteva restituirli, obbligandolo però a sua volta a prestarli, a proprio rischio e pericolo, alla Grecia. A noi dettero gentilmente 15 miliardi, finiti direttamente nelle tasche di Socrate e Platone. E chi si è visto si è visto.
Intanto, cambiale su cambiale, ogni italiano ha già allegramento superato i 30 mila euro di debito a testa. Non si capisce davvero perché ci sia  così tanto bisogno di darsi da fare, di lavorare indefessamente giorno e notte, solo per produrre debito. Debito in costante, inarrestabile aumento.
Anche se avete fatto la Bocconi e siete cresciuti a pane e bilancio, sarebbe opportuno che iniziaste a chiedervi cosa c’è che non va.

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14 commenti

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  • "Anche se avete fatto la Bocconi e siete cresciuti a pane e bilancio, sarebbe opportuno che iniziaste a chiedervi cosa c’è che non va."

    Io me lo sono chiesto!

    Signoraggio Bancario!!!!!!!!

    Datemi il potere della produzione e stampa della moneta e governerò qualsiasi stato del mondo di destra o di sinistra!

    Pensa caro Claudio ad uno stato completamente indipendente dalle banche centrali!

    Secondo te potrebbe fallire?

    Per me no, ed uno stato come l’Italia potrebbe tranquillamente essere autosufficiente.

  • Spero che il mulinello ci risucchi, tutti. Allora e solo allora cominceremo a capire dove siamo arrivati. Il genere umano è destinato all’autodistruzione, e le banche ne saranno le principali artefici.

    Quando avranno inquinato, l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.

    Tatanka yotanka (Toro Seduto)

  • Ma quest’enorme crisi per cui ci chiedono sacrifici a destra e manca e in cui già abbiamo perso parte di quel poco che avevamo, perché dovrei accollarmela io, cittadino comune e lavoratore, se altro non è che un gigantesco passaggio di mano di tutti i soldi del mondo, con un sistema pazzesco di compravendita di debiti, basato su sistemi e dinamiche ancora più pazzesche (fiducie “certificate”, scommesse e via dicendo…) e con cui stanno mettendo in piedi un’ulteriore e più rapida rapina ai miei danni?
    E’ necessario uscire da questo sistema, mettendo al lavoro il cervello per arrivare a questo, ed anche iniziando a farlo, in maniera esponenziale. E’ questo il senso di quella parola “decrescita” che può essere la sola via di salvezza per il futuro di chi verrà dopo. Un concetto e un’idea di vivere tanto banale nella sua logica quanto paradossale in questo scorcio di storia dell’umanità (l’arretrare, anziché malamente avanzare). Stiamo sprofondando nella nostra stessa merda facendo una fine disonorevole come specie appartenente a questa botta di culo che è la terra. Dovrebbe essere un dovere organizzarsi per evitare tutto ciò e invece in varie misure continuiamo a cadere in questo tranello del “compra questo/adesso/te lo vendo io/buttalo subito”.
    Spero di potere arrivare a vederla quest’inversione globale (transizione) e cerco di essere ottimista considerando che non dovremmo essere lontani dal farlo: non so quanto possano durare ancora (in queste forme) i rivoluzionari mezzi di comunicazione in cui ci siamo imbattuti e la diffusione della conoscenza, finché non scopriranno la trasmissione del pensiero, è ai suoi massimi livelli. C’è da farne buon uso al più presto ed è in quella direzione che si dovrebbero spremere *TUTTE* le meningi che a questo ragionamento e presa di coscienza sono arrivate.
    Uscire dal sistema del consumo di merci avendo l’accortezza di non “stare peggio”. Di nuovo banalmente, facile e logico: basta merci, solo beni. Con la libertà di imporsi in perfetta autonomia cosa, quando, da chi e perché comprare. Fuori da moda e pubblicità. Ingegnandosi… per chi l’ingegno ce l’ha è non se l’è fatto bruciare da quest’elettroshock fatto alla ragione. Vedere persone scolarizzate (e noi siamo quasi al 100%) letteralmente “bruciate” è uno spreco d’umanità incredibile, fossero analfabeti, capirei… ma farsi spostare pensieri, coscienze, azioni, valori come mandrie di animali ha ben poco di umano.

    Ma quest’enorme crisi per cui ci chiedono sacrifici a destra e manca e in cui già abbiamo perso parte di quel poco che avevamo, perché dovrei accollarmela io, cittadino comune e lavoratore, se altro non è che un gigantesco passaggio di mano di tutti i soldi del mondo, con un sistema pazzesco di compravendita di debiti, basato su sistemi e dinamiche ancora più pazzesche (fiducie “certificate”, scommesse e via dicendo…) e con cui stanno mettendo in piedi un’ulteriore e più rapida rapina ai miei danni?

    E’ necessario uscire da questo sistema, mettendo al lavoro il cervello per arrivare a questo, iniziando a farlo, in maniera esponenziale. E’ questo il senso di quella parola “decrescita” che può essere la sola via di salvezza per il futuro di chi verrà dopo.
    Un concetto e un’idea di vivere tanto banale nella sua logica quanto paradossale in questo scorcio di storia dell’umanità (l’arretrare, anziché malamente avanzare). Stiamo sprofondando nella nostra stessa merda facendo una fine disonorevole come specie appartenente a questa botta di culo che è la terra. Dovrebbe essere un dovere organizzarsi per evitare tutto ciò e invece in varie misure continuiamo a cadere in questo tranello del “compra questo/adesso/te lo vendo io/buttalo subito“.

    Spero di potere arrivare a vederla quest’inversione globale (transizione) e cerco di essere ottimista considerando che non dovremmo essere lontani dal farlo: non so quanto possano durare ancora (in queste forme) i rivoluzionari mezzi di comunicazione in cui ci siamo imbattuti e la diffusione della conoscenza, finché non scopriranno la trasmissione del pensiero, è ai suoi massimi livelli. C’è da farne buon uso al più presto ed è in quella direzione che si dovrebbero spremere *TUTTE* le meningi che a questo ragionamento e presa di coscienza sono arrivate.

    Uscire dal sistema del consumo di merci avendo l’accortezza di non “stare peggio”.
    Di nuovo banalmente, facile e logico: basta merci, solo beni. Con la libertà di imporsi in perfetta autonomia cosa, quando, da chi e perché comprare. Fuori da moda e pubblicità. Ingegnandosi… per chi l’ingegno ce l’ha è non se l’è fatto bruciare da quest’elettroshock fatto alla ragione.
    Vedere persone scolarizzate (e noi siamo quasi al 100%) letteralmente “bruciate” è uno spreco d’umanità incredibile, fossero analfabeti, capirei… ma farsi spostare pensieri, coscienze, azioni, valori come mandrie di animali ha ben poco di umano.

  • Già! Cosa c’è che non va ?

    Se una famiglia si ritrova a dover chiedere un prestito di 10.000 euro per pagare le tasse  e la  banca oltrettutto glielo lo nega ,mi chiedo anch’io cosa c’è che non va !

     

  • Claudio ma “preghiamo per la Spagna” è da intendere come “preghiamo che si salvi” o “preghiamo che fallisca”? No perchè io quasi quasi spero di toccare il fondo… (scherzando ma forse no)

  • fabio p. ha scritto :
    Claudio ma “preghiamo per la Spagna” è da intendere come “preghiamo che si salvi” o “preghiamo che fallisca”? No perchè io quasi quasi spero di toccare il fondo… (scherzando ma forse no)

     

     

     

    FORSE SOLO TOCCANDO IL FONDO RIUSCIREMO A CAMBIARE TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE .FORSE SOLO TOCCANDO IL FONDO RIUSCIREMO A REAGIRE COLLETTIVAMENTE E A SVEGLIARCI!!!

  • http://www.youtube.com/watch?v=Rhkz-j3wWQE

    “Leviamo i soldi dalle banche e vedrete che ci ascolteranno..”

    …quando scendiamo per le strade, quando occupiamo fabbriche e monumenti, quando grideremo tutti uniti, senza bandiere, senza simboli, ma con volantini e cartelloni scritti da noi stessi: il popolo. Quando chiederemo un economia che stabilisca il prezzo di un valore e non quello di una merce: http://www.youtube.com/watch?v=7DW-2zwZtig

  • Ma perché non promuovere un referendum che abolisca la baby pensione dei parlamentari?
    C’è qualche limite costituzionale a tal proposito?
    Secondo me questa baby pensione ha un costo esorbitante perché sono circa 1000 persone per il numero di legislature (metto a pari il flusso nuovi entrati – deceduti) per un importo mensile molto alto! Basta fare due conti e secondo me siamo sul miliardo di euro all’anno… forse pure di più.

  • Non ci sono tante storie: leggete gli articoli di Eugenio Benetazzo dal suo sito.

    Benetazzo è l’unico ad aver largamente previsto (spiegandone ovviamente le cause concrete) il crack finanziario delle banche e la cosiddetta "bolla" finanziaria.

    L’Italia è destinata a fare la fine dell’Argentina..la matematica non è un’opinione…

    Meglio sapere le cose prima e prepararsi..che piangere sul latte versato dopo.

    Ecco il link:

    http://www.eugeniobenetazzo.com

    http://www.eugeniobenetazzo.com/destino_manifesto.htm

  •  Claudio,

     Il debito, ovviamente, non si esaurisce aggiungendo altro debito. Quello che la Banca centrale europea sta facendo con tutti questi soldi non è salvare i paesi più indebitati ma comprare tempo, nella speranza che quei paesi riescano a riequilibrare le loro finanze.

     La situazione dell’Italia è diversa, paradossalmente, proprio per la natura provinciale del paese: limitata esposizione all’estero e ai cicli economici, discreto equilibrio del debito aggregato (debito pubblico più debito privato). 

     Secondo l’ABI: le banche italiane contano sui cittadini per una stabile fonte di finanziamento per circa il 63% dei prestiti che concedono, la media europea è del 48%. I cittadini non hanno potere sul prezzo delle obbligazioni che comprano e tendono ad essere più stabili degli investitori istituzionali.

     Sono i risparmi degli italiani che finiscono in Btp e Cct che, oltre a finanziare malgoverno, corruzione e criminalità, costituiscono una rete di protezione per il delicato equilibrio del paese.

     Possiamo supporre che la pressione sul debito pubblico aumenterà e che gli italiani, insieme a tutto il mondo occidentale, dovranno adattarsi a uno stile di vita più povero. Di conseguenza diminuirà il loro tasso di risparmio con un immaginabile impatto sul finanziamento del debito pubblico. 

     Ne parlo spesso nel mio video-blog, qui ad esempio: http://www.vloganza.tv/2010/12/ma-prestereste-dei-soldi-uno-cosi.html

     Grazie e buon lavoro,

     Luciano

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