La democrazia di Putin: il caso Mikhail Khodorkovsky


Senza farla tanto lunga, Mikhail Khodorkovsky è un comunista capitalista russo. Un ibrido che nel 2004 era l’uomo più ricco dell’ex Unione Sovietica e il 16° uomo più ricco del mondo. Poi, nell’era dell’amministrazione Putin, è stato arrestato con l’accusa di frode e condannato a 9 anni di galera. Subito dopo Vladimir gli ha congelato le azioni per questioni fiscali. E’ ancora dentro adesso, ma siccome potrebbe uscire sei mesi prima delle prossime presidenziali, nuove accuse stanno fioccando sul suo capo.
 
Che Khodorkovsky sia dentro per questioni politiche è unanimemente riconosciuto. Gli Stati Uniti parlano di un arresto che suscita molte preoccupazioni sull’uso arbitrario del sistema giudiziario, che si abbatte selettivamente sul management della Yukos, il colosso petrolifero guidato da Khodorkovsky. La stampa russa specializzata nel business parla di fine del capitalismo e perfino quella di proprietà del governo solleva critiche pesanti sulle modalità dell’arresto, definendole assurde. Altre due vittime eccellenti del repulisti di Putin nei confronti della Simija (famiglia di burocrati, politici e oligarchi cresciuti e prosperati nell’era Eltsin) erano stati Boris Abramovic, noto alle cronache per avere acquistato il Chelsea, e Vladimir Gusinsky, barone dei media russi.
Oltre al controllo delle fonti di approvigionamento energetico, con l’arresto di Khodorkovsky e con una sua  nuova eventuale condanna Putin otterrebbe anche l’eliminazione di un temibile rivale politico, che nel tempo si è fatto conoscere per i suoi sforzi filantropici, s tutti l’istituzione di centri di formazione su internet e sulle nuove tecnologie per gli insegnanti, e un forum di discussione sulle riforme e sulla democrazia.
Khodorkovsky, riferendosi alla forma di governo esercitata da Putin, parla di “democrazia gestita“. In una intervista al Times, la spiega così:

« E’ il modello Singapore, un termine che di questi tempi la gente in Russia comprende bene. Significa che teoricamente hai una stampa libera, ma in pratica c’è solo auto-censura. Teoricamente ci sono i tribunali; in pratica i tribunali emettono verdetti sotto dettatura. Teoricamente la Costituzione garantisce i diritti civili; in pratica non sei in grado di esercitare alcuni di questi diritti. »

Ad esclusione forse della parte sui tribunali, Khodorkovsky avrebbe anche potuto chiamarlo modello Italia. Andate a chiedere a Stefano Cucchi se i suoi diritti elementari siano stati correttamente tutelati.
Questo, Vladimir Putin, è l’uomo sul quale Silvio Berlusconi, il 13 dicembre scorso in Senato, si esprime così:

« Per quanto riguarda la Russia io ho un’amicizia personale forte sia con Vladimir Putin che con Dmitry Medvedev. Ritengo che siano delle persone che vogliono veramente portare la Russia ad essere una vera democrazia, ma il percorso da un totalitarismo alla democrazia è un percorso difficile, è un percorso lungo, è un percorso che richiede molti sforzi e molto tempo. Io conosco questi signori profondamente. Ho colloquiato con loro per ore ed ore e dentro di me si è formato questo convincimento. »

A parte l’anacronistica retorica berlusconiana sul sentimento di amicizia, per una disamina più articolata della quale vi invito caldamente a leggere questo articolo, non stupisce che un premier che vuole andare a scuola di democrazia da Hosni Mubarak e importa il bunga bunga dall’amico Gheddafi, al quale durante le sue visite fornisce italiche bellezze alla maniera degli eschimesi che dividono la moglie con gli ospiti, consideri l’amico Putin come un leader che vuole veramente portare una vera democrazia in Russia.
Non stupisce soprattutto perché Berlusconi confonde la democrazia con il marketing. Molto presto vi mostrerò, documenti alla mano, come l’uomo esprima paralleli talmente aberranti tra i due concetti che è impossibile ritenere che egli non sia intellettualmente onesto nel comunicare il suo pensiero.
Il problema è che è un pensiero malato.

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4 commenti

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  • Nel 2004, riguardo l’ arresto di Khorodovskij, la mia ex (donna russa), mi disse che in realtà era stato arrestato perchè aveva osato “tradire” il suo capo Vladimir Putin, pensando ad un progetto politico che lo avrebbe opposto a Putin a termine mandato. Putin, come Berlusconi, non ha nessuna idea di cosa sia la Democrazia: ma Putin ha l’ attenuante di provenire da un sistema comunista, mentre Berlusconi non ce l’ ha! Dopo tanto tempo, il fatto che si voglia tenere ancora Khorodovskij in galera con accuse strumentali, dimostra realmente il deficit democratico di Putin. In Russia esistono le persone estremamente ricche e quelle estremamente povere: le prime, possono capire cosa sta facendo Putin; le seconde, netta stramaggioranza, NO…Perchè sono alle prese con il vivere quotidiano che è sempre molto difficile…Io ritengo che magari Putin abbia suggerito a Berlusconi di rompere lo stato sociale per assicurarsi la presenza sempre in Parlamento…Un precario, non è molto interessato a chi può esserci al Governo, proprio perchè ha una realtà molto dura da affrontare..

    Nel 2006, alle soglie delle elezioni presidenziali in Bielorussia, Lukashenko fece picchiare dagli uomini dei servizi segreti un suo oppositore politico. Il modello Putin, nella sua pericolosità, ha già attecchito. I miliardari russi si fidano così tanto di Putin, che prima portano tutti i loro soldi all’ estero, e poi vanno via dalla Russia!

  • Viene una riflessione da fare.

    B. è amico con gente del calibro di Bush figlio (a proposito, ora che non è più Presidente non ne parla più. Era amicizia vera?), Gheddafi, Putin, Sarkozy. E’ proprio come dice il proverbio: chi si somiglia si piglia.

  • Quando Putin non era presidente e nemmeno primo ministro con Khodorkovsky faceva riunioni, i cosiddetti, in Russia, “tavoli rotondi”. Poi, venne alla luce e si scoprì che il miliardario Khodorkovsky accumulava denaro all’estero (tra alcuni dei paesi ove aveva immense fortune compare, ovviamente, la Svizzera), e che parte di quei soldi sarebbero serviti a finanziare la sua futura campagna elettorale. Khodorkovsky non ebbe la possibilità di dire “scendo in campo” giacché, seppur potente e miliardario, si ritrovò in gattabuia nell’arco di poco.. dimostrazione del fatto che in Russia puoi anche essere a capo di una “lobbi” ma la galera, se ti spetta, non la scampi. 

    In Italia invece un altro soggetto, molto simile a Khodorkovsky, anche se non magnate del petrolio ma magnate del magna-magna, scese in campo 16 o 17 anni fa’.. ancor oggi “GOVERNA” e si fa leggi “ad personam” invece che starsene, come Khodorkovsky, a scontar le pene che gli spetterebbero per tutte le porcate che ha combinato. 

    Valutando gli ultimi 20 anni posso quindi affermare con certezza che qui in Russia sia stato molto meglio un Khodorkovsky in gattabuia piuttosto che un Khodorkovsky al governo!

    La’, in Italia, rapportando i personaggi ai vostri, e cioè Khodorkovsky a Berlusconi, molti di voi non avrebbero desiderato altrettanto?

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