Come una scrofa nel trogolo


Legibus solutus: al di sopra di qualsiasi legge. Così un rappresentante dello Stato che crede, essendo stato democraticamente eletto, di averne acquisito la proprietà assoluta. E poiché questa democrazia gli appartiene, ne fa ciò che vuole, compreso ignorarla. E i suoi dipendenti dietro, a difendere non se stessi, ma il padrone, senza capire che le regole che egli disprezza, infrangendole, sono le stesse che tutelano anche loro, e non solo gli italiani che essi definiscono nemici.
 
L’orda di zombie affannati, esasperati e violenti che hanno invaso gli studi televisivi in questi ultimi giorni si spiega solo con la consapevolezza di essere dalla parte del torto e non avere l’umiltà di ammetterlo. Fare un passo indietro non rientra nella mentalità rapace di questi strenui difensori del ridicolo, che lungi dalla nobiltà che risiede nel prendere le parti del tiranno cercano solo, disperatamente, di proteggere se stessi dalle accuse di complicità che prima o poi verranno loro mosse, quando anche le ultime mura del palazzo cadranno sotto al peso dell’evidenza, rivelando costruzioni in fango e sabbia in luogo della millantata roccia. Sanno che niente potrà più salvarli, quando le stanze del potere resteranno nude davanti agli occhi increduli del popolo, rivelando scene di una squallida desolante indigenza etica e morale, ma anche la nullità illusoria di un “fare”, sì, ma “fare poco” che la sapiente e continuativa distorsione del mondo reale cela allo sguardo del paese, rendendolo vago e impercettibile, confuso dietro a una densa coltre di immagini ottundenti, di suoni che stordiscono, di parole indecifrabili.
La giunta parlamentare per le autorizzazioni, che giovedì si esprimerà consentendo o rifiutando la perquisizione degli uffici di Spinelli, l’amministratore delle bustarelle destinate al pagamento delle morigerate, sessualmente inibite, disinteressate e talvolta perfino minorenni signorine che non si possono definire escort senza suscitare l’ira di questi ignobili perturbatori della verità, ha già fatto sapere, per bocca del relatore del PDL, che i componenti di maggioranza considerano la richiesta dei magistrati viziata dal fumus persecutionis. Quattrocento pagine di prove evidenti che descrivono un innegabile girone infernale di prostituzione, anche minorile, non rappresentano dunque una motivazione sufficiente per indagare tra le carte di chi questi pagamenti li distribuiva, cioé laddove ragionevolmente sono conservati elementi di prova inoppugnabili. Se i registri e le cassaforti di Spinelli venissero ispezionati, chissà quanto fango potrebbe ancora franare addosso a nomi eccellenti, tra cui figurano quelli che oggi sconsideratamente gridano alla privacy violata.
Nel frattempo, Rubi depone una nuova verità: sarebbe stata lei a presentarsi al Presidente del Consiglio come la nipote di Mubarak. Il fatto che dalle intercettazioni emerga senza mezzi termini che Ruby abbia avuto rapporti intimi con il Premier, che quest’ultimo abbia esercitato ogni forma di pressione su di lei perché deponesse il falso, che lei stessa e il suo avvocato abbiano chiesto 5 milioni di euro, accordati, in cambio del silenzio, e soprattutto il fatto che questa deposizione sia stata resa agli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, in una forma evidentemente concordata a tavolino, non insospettisce e non crea disagio ai difensori delle più incredibili e insostenibili menzogne. Nessuna titubanza, nessuna esitazione, nessuna perplessità o riserva nell’accettare la verità incontrovertibile di una minorenne che frequentava i festini di Arcore, che era rubricata come “troia” dalle maitresse dell’alta società milanese, che prendeva decine di migliaia di euro con maniacale, ossessiva perseveranza da un ultrasettantacinquenne che si premuniva con allarmante solerzia di influenzare la procura per liberare la stessa dagli impicci giudiziari, e soprattutto da sconvenienti interrogatori. Tutto bene. Tutto normale. Niente di strano.
Il partito dell’amore (pedofilo) sta affondando nelle acque melmose dove per lungo tempo si è rotolato, come una scrofa nel trogolo: uno stagno acquitrinoso e putrido dove venivano eiettati gli avanzi decomposti dei corpi sacrificati ai loro idoli pagani, ai quali il bene del paese è stato svenduto in cambio di un po’ di lascivia e dell’ebrezza del potere.


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13 commenti

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  • Mi dispiace ma questa volta siamo in disaccordo; io ho allevato personalmente una bella scrofa di nome Igina, dalla tenera età di 15 giorni ad oggi e ti posso assicurare che il piacere che mi ha dato la compagnia della mia scrofa, che faccio salire anche sul divano da quanto è pulita, è assolutamente più grande di quello che danno queste meretrici al califfo brianzolo.

    L’affetto di un animale estremamente intelligente come il maiale è sincero e disinteressato se non per un po di fave e piselli, pane duro e frutta e verdure fresche, altro che 5000 euro….e se ci si mette, la mia Igina sa essere più porca di quelle quattro anoressiche malate di mente, avvoltoi già in cerca del prossimo cadavere putrescente che possa sfamarle!

  • Meerstern ha scritto :
    Igina for president!!!!

     

    Sempre che non si faccia prendere la “mano” come i maiali di Orwell,ricordate Napoleon ?

    Fortuna che Igina è femmina .

  • Claudio riporto un commento di una iscritta del forum in cui partecipo

     

    Risposto da Clara 55 minuti fa

    intendo protestare il titolo di questo pezzo in quanto risulta offensivo e sessista, ma perchè, il maiale di cui si parla non è abbastanza maiale di suo ? 

  • teleabuso ha scritto :
    Scusa la perplessità, ma che c’entra il bue e l’asinello?.. Qui si sta parlando del porco.

    Parli di Messora?

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