Tecnologie che uccidono


Automobilisti che si distraggono alla guida per leggere o scrivere un sms e si schiantano fragorosamente contro altri automobilisti. Pedoni che navigano sul loro dispositivo mobile e attraversano la strada senza guardare. Bambini, come è successo questa mattina a Milano, che camminano completamente assorti nel mondo virtuale del loro Nintendo e cadono sui binari della metropolitana. Le tecnologie, usate male, uccidono.
 
Forse dovrebbero essere vietate durante gli spostamenti: come per l’uso dei telefonini alla guida senza auricolare, o come per l’impostazione di certi navigatori, inibita se l’auto non è in sosta, così se vuoi giocare alla tua console devi fermarti e sederti su una panchina.

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4 commenti

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  • Avrebbe potuto essere un fumetto, o un libro. O, fra qualche anno, una bella ragazza che gli avesse fatto girare la testa.

    Tuttavia, non credo che il problema sia l’immersività della tecnologia; piuttosto, porrei il problema in termini diversi:

    Quante probabilità ci sono che una persona di qualsiasi età, camminando, su una piattaforma non delimitata da barriere, cada oltre il bordo, così, per pura disattenzione?

    Facciamo un numero davvero piccolo. Facciamo, che so, una su cinquecento milioni?

    La metropolitana di milano porta novecentomia di persone al giorno (http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitana_di_Milano).

    E’ MATEMATICO che, circa una volta ogni due anni, qualcuno cada oltre il bordo.

    Fintanto che la probabilità di cadere oltre il bordo è ZERO, per quanto questa probabilità sia piccola, ACCADRA’.

    Per azzerare le probabilità di incidenti sono necessarie delle precauzioni che rendano fisicamente impossibile l’accadere dell’evento. Ad esempio, attraverso barriere scorrevoli che si aprono in corrispondenza della porta all’arrivo della metropolitana.

    In breve, vivere è rischioso. Ma il luogo più rischioso al mondo è il proprio letto. Vi muore il 75% delle persone…

     

    • (Scherzi a parte, sì, esistono delle tecnologie che aumentano la rischiosità di certdi certi eventi. Il giochino Nintendo che distrae mentre si cammina può essere considerato tale, così come il cellulare in auto, così come le automobili stesse. Ma mi sa che la soluzione non sta nel bandire il giochino, il cellulare o l’auto, bensì nel creare le condizioni per cui il vivere sia un atto rischioso in se).

       

  • questa volta non sono d’accordo..

    qui si tratta solo di un bambino distratto, sono contento che si sia salvato, ottimo l’intervento del carabiniere (per chi l’avesse visto, la scena mi ricorda drammaticamente il primo episodio di Gantz).

    Educhiamo piuttosto ste generazioni di consolle-dementi, io (ho 21 anni) ho sempre giocato al game boy per strada e non mi sono mai fatto mettere sotto da una macchina..

    la tecnologia non uccide. E’ l’essere umano che la può impiegare male, e di conseguenza farla apparire malefica e distruttiva.

    Dai è solo un bambino un po’ rincoglionito.

  • Purtroppo è vero, spesso le tecnologie distraggono, e a questo ne possono seguire conseguenze anche gravi. Lamentiamo l’elevato numero di pedoni investiti, ma quante volte capita di imbattersi in joggers o pattinatori in cuffietta che zigzagano per strada assorti dal loro cantante preferito? Probabilmente se ascoltassero i rumori dell’ambiente starebbero molto più attenti e percepirebbero eventuali pericoli, perchè spesso la cusa degli incidenti son proprio loro, non gli automobilisti..

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