Il dittatore del Bunga Bunga si dà alla fuga!

Venerdì 18 febbraio. Una serie impressionante di veicoli a motore, tutti di grossa cilindrata, sfrecciano su un nastro d’asfalto ad alta velocità. C’è un gigantesco motorhome, una sfilza di 4×4 e numerosissimi mezzi militari. Cos’altro potrebbe essere se non un corteo presidenziale in fuga nel deserto, con probabile destinazione Sebha?
 
Il vero dittatore del Bunga Bunga, the original, the number 1, in pochi giorni è stato costretto ad abbandonare Tripoli! Quanto credete che ci voglia per la sua più scialba imitazione, per l’eterno secondo, per mr. vorrei ma non posso (ché ci sono quei barboni dei magistrati)… Ore? Minuti?
Poi il problema non sarebbe più nostro. Passerebbe ai piani alti. Perché è chiaro che sarebbe capace perfino di minacciare una riforma dei gironi infernali, una volta al cospetto di S.Pietro che gli elenca una sfilza interminabile di peccati.

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6 commenti

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  • Perché succede questo adesso nei paesi arabi?

    Il cambio di amministrazione USA è legato a queste vicende?
    Gli Stati Uniti hanno interrotto qualche tipo di supporto a quei governi, e non sono più in grado di reggersi da soli?
    O addirittura in qualche modo i ribelli vengono aiutati?

    In ogni caso speriamo che nascano dei governi davvero indipendenti che possano far transitare senza troppi traumi quest’area fuori dall’era del petrolio.

  • La rivolta dei paese arabi è ben vista. Siamo sicuri che non ci sia lo zampino dei paesi occidentali? Libia, Tunisia, Algeria e Egitto potrebbero essere nuovi mercati per diffondere la mania consumistica(cellulare, televisioni etc…) dell’Occidente. Senza contare che questi paesi potranno essere un nuova metà per trovare manodopera a basso costo… 

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