E dopo Silvio Berlusconi…

L'Italia ai tempi di Berlusconi Nicole Minetti

Grazie al mio caro amico Max, che ha realizzato il video per il blog

Molti mi chiedono cosa succederà dopo Silvio Berlusconi. Niente. Non succederà assolutamente niente.
Quando guardate quel vecchio signore che sembra una caricatura della banda degli onesti, il capolavoro di Totò, in realtà state guardando la punta dell’iceberg di un sistema sommerso che permea tutto quanto, da palazzo Grazioli all’azienda dove lavorate, passando per i direttori di banca, gli uffici degli avvocati, i cartelloni pubblicitari, i funzionari di borsa, i primari degli ospedali, le catene di supermercati, i trasporti pubblici e i vigili urbani, per arrivare, dopo un lungo giro tortuoso che collega tutti i puntini numerati, all’industria dei contenuti televisivi.
Credete che il conflitto di interessi si risolverebbe, se Berlusconi dovesse cedere il potere formale a qualcun altro? O magari se dovesse abbandonare il suo vetusto pondo? Non credo che siate così ingenui da pensarlo davvero. Potete mettere a Palazzo Chigi il cittadino animato dalle più lodevoli intenzioni, ma il sistema di potere economico, il serpente tentacolare che divora qualsiasi topolino osi fare capolino fuori dalla tana, continuerebbe a manovrare ogni singola leva del potere reale di questo paese. Indisturbato. E sapete perchè? Perché un politico non è altro che l’espressione di un sistema di potere preesistente, mentre non si è mai visto il contrario: nessun politico è in grado di creare o disfare un sistema tanto pervasivo e colloso come quello, commisto al malaffare, che scrive ogni giorno la vera costituzione del nostro paese, con le sue regole, i suoi tribunali, i suoi ministri e il suo sistema di appalti parassiti. In altre parole, la politica si può vedere come la copertura, l’attività regolare che maschera i traffici illeciti di faccendieri ricchissimi e senza scrupoli, i veri proprietari del paese, coloro che decidono cosa e come deve essere fatto.
Facciamo un esempio banale, facile facile… Il conflitto di interessi. Già da molto tempo prima che Berlusconi scendesse in politica, Mediaset era asservita ai desideri di un politico, Bettino Craxi, che in cambio di un sistema di finanziamenti illeciti – ma evidentemete anche di supporto a livello di manipolazione delle informazioni – permetteva a Berlusconi di continuare a costruire il suo impero multimediale. In Parlamento non c’era direttamente il proprietario dell”industria televisiva privata, ma c’era un suo rappresentante diretto, a lui legato a doppio filo. In teoria il Parlamento poteva decidere di staccare la spina alle televisioni di Berlusconi in qualsiasi momento, essendo illegali, ma il potere economico dettò l’agenda politica e furono emanati addirittura tre Decreti Legge (quindi si ritenne che la questione avesse nientemeno che i requisiti della necessità e dell’urgenza). il serpente tentacolare era più forte dei piccoli e deboli uomini che componevano il Governo Craxi. La p2 era già stata individuata e apparentemente sciolta, ma come vediamo anche oggi il suo sitema di potere, evidentemente vincente, continua ad essere riproposto continuamente. Il risultato è quel che sappiamo.
E oggi? Si dice che Berlusconi, in quanto proprietario di Mediaset e in quanto capo del Governo, disponga di 6 canali televisivi. Ma siamo proprio sicuri che questo dipenda dalla sua carica pubblica? Siamo sicuri che se andasse all’opposizione il conflitto di interessi verrebbe finalmente risolto? In nostro aiuto può venire la vicenda Saccà. Ricordate? Berlusconi che chiama il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, e gli chiede di piazzare Evelina Manna in uno sceneggiato, passando avanti a chi aveva affrontato regolari provini. Il direttore gli si rivolge ossequioso come un servo indiano e non ha remore a paragonarlo addirittura al Papa. Berlusconi dice che gli serve per avere la maggioranza al Senato. Ecco, la parola chiave è maggioranza, perchè significa che Berlusconi la maggioranza non l’aveva, non avendo vinto le elezioni ed essendo intento infatti a rovesciare il Governo Prodi. Berlusconi era all’opposizione. Teoricamente non avrebbe dovuto avere nessuna influenza sulle reti Rai. Invece, il serpente tentacolare continua a rivolgersi a lui come al Papa, e ad asservirsi come se il potere politico formale fosse una mera facciata, mentre le gerarchie funzionali reali fossero altre, e continuassero ad agire indisturbate nell’ombra. All’ombra di elezioni regolarmente svolte.
Si risolse, in quel caso, il conflitto di interessi, con il rovesciamento dei rapporti tra maggioranza e opposizione? Manco per sogno. I media giocarono un ruolo determinante nel far precipitare il consenso del Governo Prodi, falsificando la percezione dell’insicurezza con metodo scientifico e ampiamente dimostrato dalle pagine di questo blog. E il futuro che si prospetta è se possibile anche peggiore: è di questi giorni l’approvazione del Decreto Milleproroghe, il quale contiene una normativa che consente a chi è proprietario di reti televisive nazionali di acquisire anche grossi quotidiani, come la Repubblica e il Corriere. Quindi, la scalata finale e definitiva, di stampo piduistico, al mondo dell’informazione si avvia a concludersi secondo le più rosee delle prospettive paventate dai suoi fondatori, tra cui Licio Gelli e il suo discepolo con tessera 1816: Silvio Berlusconi.
Dunque non possono essere una vittoria o una sconfitta elettorale a determinare una svolta nella gestione affaristica e privatizzata del paese. E’ necessario invece rivoluzionare completamente la classe dirigente che infesta le sedi isituzionali come una colonia di batteri incrosta le pareti di un WC. Bisogna eleggere persone completamente discinte dal serpente tentacolare, del quale viceversa cadrebbero preda non appena poste di fronte alla responsabilità di governo. Servono cittadini. Serve l’impegno della cosiddetta società civile. Servite voi, noi, tutti.
Oggi pubblico una lettera della Rete dei Cittadini, che domani si ritrova a Roma. Andate a sentire cosa dicono.

LETTERA APERTA A CLAUDIO MESSORA

dalla Rete dei Cittaini

 Ciao Claudio,ti scrivo questa lettera aperta per chiederti cosa pensi succederà dopo che Berlusconi finalmente lascerà il suo scettro.E’ evidente infatti che ormai la stagione berlusconiana sia al tramonto. Là dove nulla poterono le accuse di corruzione, concussione, concorso in stragi, affiliazione a logge massoniche, conflitto d’interessi, associazione mafiosa e chi più ne ha più ne metta, sembra proprio che alla fine il piccolo Berlusconi si sia giocato definitivamente l’appoggio di chi lo ha costruito ed aiutato in questi 20 anni e che sia arrivato finalmente il cambio della guardia.
Il problema però ora è: con chi lo cambiamo? Chi sarà il nuovo che avanza? Bersani? Di Pietro? Casini? Fini? La Lega? Non sei stanco anche tu di assistere a questo triste teatrino che negli ultimi 20 anni ci ha proposto sempre gli stessi immutati e mutevoli burattini? Maggioranza ed opposizione, nel più classico gioco delle parti che in realtà lavorano esclusivamente per mantenere inalterato lo status quo, preoccupati solo di restare abbarbicati ai loro scranni ed ai loro privilegi, dispensandone ai loro soci e togliendoli alla comunità. Una classe politica che non si vergogna minimamente di passare con disinvoltura da una parte all’altra del Parlamento, rinnegando ogni giorno principi affermati il giorno prima.
Un esempio, tra i tanti, la privatizzazione dei servizi pubblici, tra cui l’acqua, che ha cominciato il proprio iter durante il governo Prodi con un disegno di legge firmato da Lanzillotta e Di Pietro. Caduto il governo Prodi, il disegno di legge viene ripreso dall’odierna maggioranza e portato avanti e Di Pietro, vestita l’armatura del prode Lancillotto, promuove una raccolta di firme contro il suo stesso disegno di legge!
E Bersani? E’ il leader di un’opposizione che fa le sue campagne elettorali sul gossip, basta guardare i manifesti che invadono le città per capire dove e come spenda i lauti finanziamenti elettorali dei cittadini; che strepita sul conflitto d’interessi ma che quando ne ha avuto l’opportunità non ha mosso un dito, in due anni, per risolverlo (tralasciando, per carità di patria, i suoi predecessori). Lui, che parla di cambiamenti della legge elettorale ma che, ancora, quando ne ha avuto l’occasione ben si è guardata dal toccarla.
 Casini? Il più classico degli opportunisti. Per lui stare al centro vuol dire stare un po’ di qua ed un po’ di la. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. A seconda del momento. E vogliamo dimenticare Cuffaro, un mafioso? O gli imbarazzanti legami con uno dei potentati più influenti d’Italia, quello dei Caltagirone?
 Fini? O si è svegliato da uno stato catatonico che è durato 20 anni o sta semplicemente cavalcando l’onda: ma con quale credibilità può riproporsi dopo aver contribuito a creare quel partito di cartone che è il PDL?.
 Vendola? Si, il caro, verde Vendola che appena ha potuto ha svenduto la Puglia ad inceneritoristi, lobby industriali e preti ‘spretati’.
Sulla Lega non è il caso di spendere parole: i suoi condottieri sono già bravi di loro a mettere in risalto di che pasta sono fatti. Sono i primi ad aver portato la dialettica da bar nell’agone politico, di fatto rendola rozza e villana a colpi di slogan diretti esclusivamente alla pancia della gente. Ricorderai anche tu, certo, quando allarmati gridavano ‘mafioso’ a Berlusconi
Insomma, caro Claudio che vogliamo fare? Noi siamo stanchi di aspettare e soprattutto siamo stanchi di delegare, di farci depredare. Abbiamo capito che siamo tanti, da questa parte della strada. Comitati, associazioni, gruppi, liste civiche, movimenti, singoli cittadini. Siamo migliaia e migliaia e non vogliamo più permettere ai soliti tristi figuri di manipolarci e sfruttarci. Vorremmo che anche Beppe Grillo si mettesse finalmente seduto a dialogare, smettendo di voler mettere il cappello su tutto e tutti e lasciando da parte i suoi monologhi da profeta. E’ tempo di unire le forze per voltare davvero pagina.
Il 27 febbraio come Rete dei Cittadini abbiamo promosso un’assemblea generale aperta per incontrarci, confrontarci, coordinarci e gettare le basi per aggregare le tante realtà del Paese che, stanche di questa casta e al di fuori di qualsiasi partito o leader carismatico, vogliano confrontarsi sul tema: Oltre i partiti: la politica del futuro, metodo e proposte operative.
Vogliamo dimostrare che il dialogo democratico è il modo migliore per costruire insieme una società diversa. Per questo ci vedremo a Roma, al Camping Village FABULOUS, in Via di Malafede, 205. Per tutte le informazioni su chi siamo, sul programma della giornata e tutto il resto, ti rimando al nostro sito: http://retedeicittadini.it/?page_id=8739
Ci farebbe assai piacerebbe se potessi aiutarci ad informare i tuoi lettori di questo evento. Ti siamo ancora grati per averlo fatto in occasione delle scorse elezioni regionali nel Lazio.
Enza, Laura, Sergio e Gianluca
(Rete dei Cittadini)
 

27 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    • non lo trovo così illuminante. La tesi da cui parte è abbastanza scontata. Non ti nascondo che per arrivare a pensarlo non è che bisogna avere un QI da genio della strategia politica. Ormai tutte le guerre si fanno per il petrolio, che sta tragicamente (o fortunatamente) finendo.  Però tutto resta sempre a livello di “teoria”. Manca una qualsiasi prova. Con la stessa nonchalance posso sostenere che la rivolta in nord-africa si fa per mano degli alieni. In ogni caso, trovo l’articolo scritto in una maniera ingarbugliatissima, tipico di chi ha pochi dati e tanta fuffa.

    • Mi sono espresso male, volevo dire io l’ho interporetato un po’ come una conferma che molte delle notizie non confermate e troppo allarmistiche che circolano in queste ore, potrebbero non essere casuali. Poi hai ragione, in tutti i conflitti le ragioni economiche contano moltissimo(e sono decisive nell’attirare l’intervento esterno), quindi da quel punto di vista nulla di nuovo!

      Anzi devo dire che il complottismo americano non mi convince molto, l’unica cosa che condivido è che la rivolta potrebbe essere molto meno spontanea e popolare di quello che ci raccontano i giornali, ma è probabile che a cordinare le azioni di guerriglia, ci siano anche militari, magari inviati dai servizi segreti di qualche stato.

      A proposito ho trovato anche questo articolo:

      http://www.debka.com/article/20708/

       

      In pratica secondo il sito Debka(che sarebbe una fonte di informazione sui servizi segreti), centinaia di consiglieri militari americani, britannici e francesi, sarebbero sbarcati ieri in Cirenaica per aiutare i comitati rivoluzionari a controllare e governare il territorio “liberato”, e soprattutto per coordinare nuove azioni militari contro Gheddafi

  • Concordo in pieno con questa lucida analisi.
    Il procuratore antimafia Roberto Scarpinato, in un suo significativo libro, “Il ritorno del Principe”, parla di un’Italia oscena. 
    Ob scenum, fuori dalle scene, è un sistema che agisce nell’ombra e che rimanda alla percezione popolare solo una sua piccola parte, quella da mettere in scena, appunto. 
    Tutto il resto è sepolto sotto una coltre nebbiosa di azioni messe in atto da “persone perbene”, capaci da un lato di armare la mano della criminalità scenica, rivelata e, dall’altro, di coprirla, così come di tessere la fitta ragnatela di intrecci tra funzionari, burocratori, imprenditori, medici, magistrati, industriali, politici.
    Mi viene in mente un aneddoto, raccontanto da una persona che, non molto tempo fa, ebbe l’ardire di candidarsi alle elezioni. Raccontò di essersi fermato a parlare per qualche minuto con un funzionario ministeriale, il quale, candidamente, ebbe a dirgli che “il vero potere è qui che risiede, siamo noi a muoverne i fili che, naturalmente, da altri sono tenuti… è inutile che vi sforziate a combattere il politico di turno, a far cadere una maggioranza. I politici, vanno e vengono, noi funzionari rimaniamo. Sotto questo minestero sono passati ben 13 ministri: loro sono andati, io sono ancora qui… e sono io a muovere atti ed ordinanze”.
    Ci è sfuggito di mano tutto, da troppo tempo. E tutto questo è successo per aver tollerato, a volte ignorato, spesso condiviso tante piccole e grandi “schifezze all’italiana”, che hanno appiattito quel minimo senso civico che ci rimaneva, rendendoci così avidi, sordi e ciechi, attivi soltanto nel penoso tentativo di raccogliere le briciole che di volta in volta il potere ci ha messo a disposizione e perdendo così di vista l’essenza di una società civile, che è quella del bene comune, senza il quale si scade nella barbarie e nel declino.
    Tant’è stato lungo il cammino verso questo degrado civile e sociale, tanto sarà lungo quello verso una rinascita collettiva. Ma, finché anche quei pochi che hanno l’occasione e la fortuna d’imbattersi in piccole oasi di civiltà, come questa di Rete dei Cittadini -o delle tante altre esistenti in Italia-, continueranno a tenere atteggiamenti snobistici e di derisione, anziché sentirne profondamente il dovere di sostenerle, avremo poche speranze di poter risalire la china affidandoci ancora a tutta la messa in scena che l’osceno dietro le quinte ci propone: la pletora di burattini che di volta in volta ammaliano un intero popolo, rendendolo convinto che non esista “l’altro”, che non sia possibile che un gruppo di persone possa essere in grado di contrastare un intero castello di poteri grandi e piccoli, amplificati e resi giganteschi da anni di martellante mistificazione televisiva e mediatica. Eppure, a contarci, non c’è dubbio che la maggioranza siamo noi, le persone che a quelle corti dei potenti non portano la propria dignità e coscienza civile.
    Oggi abbiamo gli strumenti -quelli della rete e della nuova informazione- per coordinare e diffondere questo “antivirus” del sistema, ma molti di noi, da quel che si vede, si stanno dimostrando incapaci di coglierne l’opportunità, preferendo prendere da questi potenti strumenti solo la parte più mediocre e meno attiva, perdendo, così, ulteriore e preziosissimo tempo.
    Cos’è Rete dei Cittadini?
    E’ una “rete attiva, per Unire nelle Diversità”, come spiega questo illuminante articolo:

    Concordo in pieno con questa lucida analisi.
    Il procuratore antimafia Roberto Scarpinato, in un suo significativo libro, “Il ritorno del Principe“, parlava di un’Italia oscena.
    Ob scenum, fuori dalle scene, è un sistema che agisce nell’ombra e che rimanda alla percezione popolare solo una sua piccola parte, quella da mettere in scena, appunto. Tutto il resto è sepolto sotto una coltre nebbiosa di azioni messe in atto da “persone perbene”, capaci da un lato di armare la mano della criminalità scenica, rivelata e, dall’altro, di coprirla, così come di tessere la fitta ragnatela di intrecci tra funzionari, burocratori, imprenditori, medici, magistrati, industriali, politici.

    Mi viene in mente un aneddoto, raccontanto da una persona che, non molto tempo fa, ebbe l’ardire di candidarsi alle elezioni. Raccontò di essersi fermato a parlare per qualche minuto con un funzionario ministeriale, il quale, candidamente, ebbe a dirgli che “il vero potere è qui che risiede, siamo noi a muoverne i fili che, naturalmente, da altri sono tenuti… è inutile che vi sforziate a combattere il politico di turno, a far cadere una maggioranza. I politici, vanno e vengono, noi funzionari rimaniamo. Sotto questo minestero sono passati ben 13 ministri: loro sono andati, io sono ancora qui… e sono io a muovere atti ed ordinanze“.

    Ci è sfuggito di mano tutto, da troppo tempo. E tutto questo è successo per aver tollerato, a volte ignorato, spesso condiviso tante piccole e grandi “schifezze all’italiana”, che hanno appiattito quel minimo senso civico che ci rimaneva, rendendoci così avidi, sordi e ciechi, attivi soltanto nel penoso tentativo di raccogliere le briciole che di volta in volta il potere ci ha messo a disposizione e perdendo così di vista l’essenza di una società civile, che è quella del bene comune, senza il quale si scade nella barbarie e nel declino.

    Tant’è stato lungo il cammino verso questo degrado civile e sociale, tanto sarà lungo quello verso una rinascita collettiva. Ma, finché anche quei pochi che hanno l’occasione e la fortuna d’imbattersi in piccole oasi di civiltà, come questa di Rete dei Cittadini -o delle tante altre esistenti in Italia-, continueranno a tenere atteggiamenti snobistici e di derisione, anziché sentirne profondamente il dovere di sostenerle, avremo poche speranze di poter risalire la china affidandoci ancora a tutta la messa in scena che l’osceno dietro le quinte ci propone: la pletora di burattini che di volta in volta ammaliano un intero popolo, rendendolo convinto che non esista “l’altro“, che non sia possibile che un gruppo di persone possa essere in grado di contrastare un intero castello di poteri grandi e piccoli, amplific
    ati e resi giganteschi da anni di martellante mistificazione televisiva e mediatica. Eppure, a contarci, non c’è dubbio che la maggioranza siamo noi, le persone che a quelle corti dei potenti non portano la propria dignità e coscienza civile.

    Oggi abbiamo gli strumenti -quelli della rete e della nuova informazione- per coordinare e diffondere questo “antivirus” del sistema, ma molti di noi, da quel che si vede, si stanno dimostrando incapaci di coglierne l’opportunità, preferendo prendere da questi potenti strumenti solo la parte più mediocre e meno attiva, perdendo, così, ulteriore e preziosissimo tempo.

    Cos’è Rete dei Cittadini?
    E’ una “rete attiva, per Unire nelle Diversità“, come spiega questo illuminante articolo: http://retedeicittadini.it/?p=9165

  • x zapata e non solo

    sono convinto che se oggi ci troviamo in queste condizioni è proprio grazie a quelli come te, che se ne sono andati e hanno lasciato noi a combattere isolati ; e anche grazie a quel quasi 40 % che si astiene dal voto, ma che poi si sente in diritto di dire che non “va bene”.

    E che se oggi si dicono schifati dalla “politica” è perchè per tanti anni si sono disinteressati, delegando il loro futuro a quattro farabutti che hanno approfittato della fiducia concessa loro dal popolo.

    La Resistenza l’hanno fatta poche persone guidate da uno spirito di libertà, quando tutta l’Italia era in visibilio per Mussolini. Solo i disastri della guerra, con le sue atrocità e milioni di morti, la svegliarono dall’incubo, dalle balle della propaganda.

    Non permettiamo che succeda di nuovo. Impegniamoci tutti, ciascuno nel proprio ambito di competenza, a rimettere il Paese in carreggiata.

    Non accetto l’imposizione di stare zitto e sopportare. Questo stato di cose IO non l’ho voluto, e come me tante altre persone oneste, che con dignità e coraggio hanno sempre fatto il loro dovere, molti rimettendoci anche la vita.

    L’infezione ormai si è incancrenita, amputiamola e curiamo la parte sana rimasta. 

  • Credete che il conflitto di interessi si risolverebbe, se Berlusconi dovesse cedere il potere formale a qualcun altro? O magari se dovesse abbandonare il suo vetusto pondo? Non credo che siate così ingenui da pensarlo davvero.

    Ti sbagli Claudio. C’è un sacco di gente che crede davvero di risolvere tutto cacciando B. Questa percezione è molto diffusa ed è, purtroppo, sostenuta da una parte consistente della cosiddetta opposizione. Opposizione che dimostra in questo modo di essere totalmente incapace di comprendere la realtà oppure, peggio ancora, di essere collusa con questo sistema di potere.

    Cacciato B. verrà qualcuno che è peggio di lui, meno strafottente, con meno scheletri nell’armadio, molto più presentabile, ma molto molto più pericoloso.

    Non serve cambiare governo, bisogna cambiare la nostra testa.

     

  • Sono d’accordissimo.

    Berlusconi è l’effetto dei problemi italiani, non la causa.

    Inoltre mi stupisco come sia facile per lui ottenere l’appoggio delle persone che servono.
    La Lega che in principio era contraria al sistema è diventata per magia il suo più fedele alleato da 15 anni.
    Il PD ha evidentemente da molto tempo abbandonato una politica di contrasto, garantendo a Berlusconi la crescita del suo potere mediatico.
    Evidentemente è vero che ognuno ha il suo prezzo.
    Fini almeno ha avuto il coraggio di rompere, ma finora non è riuscito ad ottenere grossi risultati.

    Francamente sono piuttosto pessimista. Quando non sarà più di moda favorire i propri affari sporchi con sfacciataggine, rimarrà un potere economico e mediatico sotterraneo, di cui sarà ancora più difficile rendersi conto.

  • E’ un’ analisi ponderata la tua Claudio, o credi veramente in quello che hai scritto?

    Perchè le cose stanno all’ esatto opposto, e chi non lo capisce continuerà a sbagliare ipotesi e previsioni sui futuri scenari politici.

    Potrà non piacere, ma la politica non si differenzia da un pacco di pasta o una lavastoviglie: sono tutti prodotti da vendere, e vince chi ne vende di più.

    Ed è in questo contesto che il leaderismo (orrido) si inserisce come tassello essenziale nel progetto di marketing, senza di quello cade tutto il resto. Grillo ha detto che non esiste: bene, vediamo se si toglie di mezzo dal 5stelle quanti voti gli restano. Vediamo se smette di andare per piazze a mostrare il suo faccione, vediamo se lascia parlare SOLO i candidati 5stelle dove va a finire il movimento. In realtà mente sapendo di mentire, così come prima o poi dovrà piegarsi alla logica politica dei compromessi, a meno che non ambisca al 51% netto: in quel caso ha ragione, temo però che passeranno alcuni decenni, e magari non bastano. Oggi i voti al 5stelle sono i più lungimiranti e speranzosi, come anche i più inutili.

    E’ questa la ragione per cui in tanti si accanoscono contro il Puffone, perchè non c’è alcun erede o delfino o trota (quella però fa ridere), e non la crei dal nulla senza una palese e quindi attaccabile campagna mediatica massiccia.

    Le facce presentabili e note sono poche: Letta è vecchio e non ne ha voglia, Tremonti forse è l’unico, ma ancora troppo debole.

    Se tagli la testa al pdl, il resto è fatto da personaggi da commedia dell’ arte, quindi è un partito destinato a dissolversi come neve al sole, ed infatti il travaso di voti verso bossoli e ‘casini amico dei mafiosi’ è in atto.

    Perchè per governare serve la matematica più che le chiacchiere. Quelle servono per abbindolare la gente a farsi votare vendendo un prodotto che nemmeno esiste (teoria neocon ben illustrata da Luttazzi), cioè a raggiungere la maggioranza. Ma visto che ad oggi (sondaggi) lega+pdl fanno 40% o lì attorno, in ogni modo casini/fini servono al governo, e col Puffone non ci vanno di sicuro.

    Quindi le manovre anche borderline per farlo dimettere sono valide, anche se a staccare la spina ci penserà la lega (il cerino è in mano a bossi adesso), e poi ci ritroveremo nella prima repubblica, mai peraltro cambiata, con alleanze di governo che durano 2/3 anni, non fanno un cazzo per via di veti trasversali… insomma un bel ritorno al passato.

    Caro Claudio, già avevi cannato un analisi 20gg fa, e con questa fan due 😀

    http://www.byoblu.com/post/2011/02/04/Perche-Napolitano-non-ha-firmato-il-federalismo.aspx#continue

    Ciao

    • Caro Renzo,

       non ho cannato allora, quando spiegavo tecnicamente perché Napolitano non aveva firmato (a meno che tu non sia in grado di dimostrarmi il contrario) e soprattutto non credo ci cannare adesso. Ma forse tu hai informazioni che non abbiamo.

      In ogni caso, quella che tu descrivi è la politica, sacco di letame, come è, leaderismo compreso. Quella che descrivo io è come dovrebbe essere se si vuole uscirne. Dovrebbero vincere le idee e non le persone.

      Tu vuoi fare politica alla vecchia maniera perché ti sembra che non ci siano alternative. Io vorrei farla alla nuova maniera. Sì, non ti nascondo che mi piacerebbe molto un mondo di cittadini che si riprendono in mano le loro cose. E guarda un po’ ce ne sono molti che ci provano, e non da dietro una tastiera.

      Loro sono avanti. Noi, io e te, indietro. Molto.

  • Guardando il video sono stato assalito da un attacco di malinconia, nel vedere una città inzozzata con foto scattate durante i festini del nostro presidente, (festini che in qualsiasi paese Democratico avrebbero portato alle dimissioni dello stesso.)

    Ma il senso di malinconia è aumentato quando dopo i primi frame mi sono reso contro che la città del video è proprio la mia città natale Torino. 🙁

    Spero proprio che non accada nulla di simile in futuro.

    Saluti

  • Renzo C ha scritto :
    Non avevo visto il video, e puoi immaginare quanto mi ha fatto inc….!! Maledetto Claudio, hai fantasia, capacità e abilità tecniche nel produrre e le confini in un blog. Te possino..

    Giro i complimenti al mio caro amico Max, nonché collaboratore del blog, che ha realizzato il video in completa autonomia. Il segno che l’Italia è ancora il popolo di creativi che era una volta. Basta che si sveglino.

    • Harlock ha scritto il  27 febbraio 2011  alle  21.03
      Godot_74 ha scritto il  28 febbraio 2011  alle  00.03

      Meritereste senz’altro una risposta più articolata, ma l’esito delle primarie del pd a Torino ieri direi che è la sintesi diciò che ho scritto e in pratica una risposta ai vostri quesiti.

      Amara, molto amara.

      Ciao

  • La vicenda del Pio Albergo Trivulzio ha evidenziato, ancora una volta dopo quasi vent’anni, come la “politica” si sia preoccupata soltanto di affinare le armi della corruzione, rendendola più agile, che invece di foraggiare gli apparati elefantiaci dei partiti, oggi foraggia piccoli gruppi di potere, più difficili da individuare.

    Ma soprattutto c’è “lui”, che spacciandosi per il “nuovo”, l’unico in grado di salvare il Paese, in realtà non ha fatto altro che far uscire allo scoperto la corruzione, legalizzandola.

    Basterebbe questo per cacciarlo via a calci in culo.

     

     

     

     

  • Bunga-bunga ? Cos’è una danza africana ?

    Berlusconi faceva dei festini hard con minorenni ? Ma quando ? Che dici ?

    Quando ci fu la vicenda Marrazzo, fu un crescendo giornaliero di informazione urlata, fino a quando Marrazzo non si dimise (anche se non era indagato).

    Per Berlusconi invece c’è stato un decrescendo giornaliero di notizie, fino a far scomparire l’evento (considerando che è stato rinviato a giudizio). Nessun giornale ne parla più, tanto meno le televisioni.

    A ricordarcelo sarà il processo, ma quando verrà celebrato, fra poco più di un mese, sarà un grido nella notte, nel silenzio più totale, e allora si riparlerà di magistratura politicizzata, di giustizia ad orologeria, ecc, ecc.

     

     

     

    • Mi riferivo ai giornali di “regime”.

      Considerando che se non fosse stato per “il Fatto Quotidiano”, non avremmo saputo niente.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi