Il Magistrato Golpista – Ecco a voi Marco Imperato


Dal mio blog sul Fatto Quotidiano:


Con la presente mi autoaccuso di avere avuto cattive frequentazioni con esponenti di un fronte ben nutrito e bene organizzato di incalliti golpisti. A capo chino e in ginocchio sui ceci faccio ammenda per avere a mia volta tramato contro lo Stato, rappresentato invece da benemeriti piduisti e da condannati in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, nel mio incauto e poco lungimirante essermi intrattenuto in rapporti aassolutamente inequivocabili con un gruppo di carbonari eversori radunati sotto mentite spoglie in un’alcova di irriducibili complottisti e biechi cospiratori. So che siete ormai avvezzi ad ogni genere di nefandezza e nulla più è in grado di sorprendervi, ma la notizia che sto per darvi è raccapricciante nella sua crudezza e davvero riprovevole e turpe per l’inusitata ferocia con la quale i miei compagni di merende hanno perpetrato disegni criminosi e ordito trame diaboliche, celebrando i loro riti abietti secondo una liturgia contro natura, contro la religione e contro l’intera umanità.
Ebbene sì, signori miei. Sto per dirvi che ho parlato, tenetevi forte, con un magistrato. Ma non con un magistrato qualunque, un mero esecutore di sepolture e macabre asportazioni rituali. No! Ho avuto rapporti orali non protetti (a scanso di equivoci per i giornalisti di via Negri, specifico: conversazioni) con uno dei gran sacerdoti al vertice della setta segreta che si scambiava, pensate un po’, opinioni ed impressioni non autorizzate sulla Riforma della Giustizia. Per di più, secondo quel diavolo d’un Sallusti, in orario di lavoro! E’ veramente inaccettabile che un magistrato parli di argomenti che riguardano il suo lavoro, in orario di lavoro! Dovrebbero tutti giocare a freccette come fanno i parlamentari – in orario di lavoro – cribbio! E che difendano quel demonio della Costituzione, poi, dichiarandosi fedelissimi del “nostro amato Stato“, pronti a colloquiare con i cittadini e con le forze politiche di tutti gli schieramenti per “difendere la giurisdizione“, per “scuotere le coscienze“, consapevoli del fatto che “il Parlamento è un orpello e la magistratura un fa­stidio“. Che intollerabile insolenza! E con quale forza primordiale, cieca e brutale sanno scatenare l’attacco del male nei confronti del bene (privato): “Alla mia innata pigrizia si so­no aggiunti alcuni problemi fi­sici di deambulazione“.
Insomma, dentro le email private che Il Giornale ieri ha giustamente pubblicatoperché qualcuno dovrà pure erigersi a baluardo della verità e della giustizia in questo mondo di squallidi adepti della Costituzione, adoratori di antichi dei capricciosi e testardi chiamati Padri Costituenti -, smascherando la reale natura delle trame eversive che una cellula terroristica portava avanti nell’ombra, ammettendo ai propri incontri – pensate un po’ – perfino giornalisti qualunque (tra cui i peracottari del Giornale), c’era davvero di tutto. Intollerabili richiami al risveglio delle coscienze, lacrime e piagnistei per un uno Stato che di diritto non ha più niente, squallidi tentativi di corruzione spirituale di ingenui cittadini, sottratti alla loro Maria De Filippi quotidiana e circuiti con termini pericolosi e blasfemi come democrazia, separazione tra i poteri, salvaguardia del nostro amato Stato. Un attacco devastante al cuore delle istituzioni che solo la genialità e l’intrepido coraggio di un uomo come Alessandro Sallusti hanno potuto sventare.
Per parte mia, vi presento le prove del mio coinvolgimento in questo disegno eversivo e criminale. Eccomi nel video in cima all’articolo mentre converso cordialmente, in evidenti rapporti di confidenza, con Marco Imperato, Pubblico Ministero, uno degli esponenti di punta – sue alcune delle email pubblicate ieri sul Giornale – della setta segreta sgominata dall’invincibile Sallusti, degno erede di quel Montanelli che a furia di rivoltarsi nella tomba ormai avrà preso fuoco.
 


 

Registrazione della diretta streaming di ieri, 9 marzo 2011, h 12:00

13 commenti

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  • Questo articolo è bello!

     Però basta co’ sta giustizia alle persone normali oggi, e da 10 anni non arriva più a pagare tutto e si indebita. Rinuncia poi a tutto! 

    Vorrei sentir parlare del problema del lavoro giovanile…

    e qualche soluzione da proporre magari alla politica

    Per favore :”(

  • Chiedo scusa per l’ OT precedente, però nel blog non hai messo il filmato montato come avevi promesso, dove potevo scrivere le mie osservazioni? Continuiamo qui, allora, dovrei essere IT.

    Il PM Imperato conferma quanto ho scritto nel precedente mio commento, cose che, distrattamente, ti eri dimenticato di dire nel tuo monologo. Lui è un PM, è normale sia più preparato e a conoscenza di come funzionano le cose in magistratura. Non te ne faccio certo una colpa, basterebbe ammetterlo. Lui infatti dimostra molta più prudenza e un maggior uso di condizionali e dubitativi nel suo esporre: per fortuna ci sono Magistrati così, anche se nel finale, e per ragioni leggermente capziose, rifiuta la responsabilità civile del magistrato che sbaglia. La serenità di poter lavorare senza la spada di Damocle, si può anche leggere come la tranquillità di poter decidere in fretta senza approfondire troppo casi che invece possono essere devastanti per le parti in causa. Penso che sicuramente il Dott. Imperato conosca il caso Tortora, tanto per citarne uno, dove peraltro non ci fu né fretta né superficialità, ma l’errore fu macroscopico ugualmente.

    Ma veniamo alla tua piccata replica.

    Viscido io? Viscido è semmai dire che la mia è supponenza mentre la tua la poni come verbo unico, quando alla luce di ciò che dice il Dott. Imperato non è affatto così: chi è il supponente viscido fra i due?

    Fastidioso? Sì, hai ragione, ma è dovuto al fatto che ti tocco nel vivo, mentre per il Sig. claudiorossi non sembra lo sia stato, anzi, almeno su un punto conviene che sia così come scrivo.

    Non credo di dover fare alcun atto di umiltà, non perchè non ne sia capace, altre volte ho ammesso PUBBLICAMENTE di essermi sbagliato, e ho sbagliato anche nel commento precedente (ma è passato inosservato). In questo caso non ne vedo la necessità, sia perchè già il Dott. Imperato ha confermato ciò che ho scritto, sia perchè porto fatti oggettivi, quindi io cosa c’entro? Tu semmai, sarai capace di fare un atto di umiltà, alla luce di errori e omissioni? Sperem… 🙂

    Certo che continuerò a scrivere le mie idee, non mi sottraggo di certo ad un sano e rispettoso confronto di idee, sempre se non sarò bannato dal tuo blog. Sono stato contento, ad esempio, della puntata di stasera di Annozero, perchè ha affrontato, con tutti gli ovvi limiti di tempo, argomenti che qui avevo cercato di introdurre vanamente. E’ stata una puntata comprensibile e non litigiosa su temi di portata globale che però si traducono in cose materiali di tutti i giorni per ogni italiano: infatti Travaglio non c’entrava un bel niente.

    Temo però di aver capito come mai ti abbia tanto infastidito il precedente mio commento, ma magari mi sbaglio, dimmelo tu: ho notato che hai cannato l’inquadratura della diretta, cosa strana per uno bravo e preparato come te. C’è troppo “maglione”. E’ forse per quella battuta del “diversamente pettinabile”? 😀

    Ciao

  • @ claudiorossi

    Concordo sul fatto che la magistratura italiana sia ben meglio di come la dipinge la politica, non solo il governo, ma TUTTA la politica in generale.

    Il conflitto fra i DUE poteri dello stato democratico proviene da Tangentopoli/Mani pulite e concordo anche che, in ragione dello shock politico di quella stagione, la politica cerchi di controllarla più che può.

    Fermo restando che DEVE essere garantita una assoluta indipendenza della magistratura, ci sono però ottime ragioni per riformarla. Ma purtroppo una riforma è compito della politica, e qui nasce il problema: parliamo di corda in casa dell’ impiccato? Certo che non ci si può fidare, ma ripeto, non solo di questo governo, di tutta questa classe politica.

    E allora come si può fare?

    Si potrebbe procedere con decreti di impatto costituzionale nullo, tipo quanto illustrato da Gratteri ad Augias l’altro giorno.

    Se con innovazioni di tipo procedurale si riesce a snellire la macchina giudiziaria e si riportano a tempi ragionevoli le durate dei processi, ecco che forse buona parte dei problemi sarebbero risolti.

    Ma è proprio la politica che di queste innovazioni FINGE di interessarsi (tipo Alfano a Catania: ridicolo), perchè l’intento è l’esatto opposto: ingolfarla perchè non possa occuparsi delle tante porcate fuorilegge dei politici stessi.

    E la reazione dei magistrati è quella di prediligere taluni procedimenti penali rispetto ad altri, da cui deriva l’errore di Messora nel dichiarare impossibile la parzialità dei magistrati.

    Ma non solo: aspetto che rispondi, se vorrai, anche alle questioni responsabilità civile (caso Tortora, non fu giudice monocratico) e caso Trani, perchè sono argomenti molto importanti entrambi.

    Ciao 

  • Fin da piccola mi hanno insegnato che “la posta è sacra”,per questo non apro la posta non indirizzata a me nemmeno in famiglia.

    Caro Claudio attraverso te vorrei dare la mia SOLIDARIETA’ E VICINANZA AI GIUDICI CHE HANNO SUBITO “LA MACCHINA DEL FANGO”DAI PRESUNTI GIORNALISTI DEL GIORNALE.GIORNALE SOLO DI NOME NEI FATTI E’ SOLO SPAZZATURA.

    GRAZIE

  • Grazie Claudio per la chiarezza con cui descrivi nei tuoi interventi i fatti e gli avvenimenti di questo disgraziato periodo che stiamo vivendo.
    Per conto mio cerco di segnalarli sperando che sempre più persone li vedano e si possano fare un opinione corretta delle cose.
    Spero che tu riesca a continuare nonostante i problemi che ti trovi ad affrontare.
    Anche senza servizi che richiedano dispendio di risorse che in questo momento magari non hai, sappi che le semplici opinioni espresse in questi video e post sono sufficienti per non perdere la speranza che qualcosa possa cambiare grazie all’informazione libera.

    Paolo

  • Ho un’idea strana che voglio dirvi…

     

    Se ci mettessimo d’accordo in molti per andare a vivere come gli antichi?

    Cioè se ci riunissimo in una comunità in un posto dove possiamo vivere con la natura utilizzand solo quello che la natura ci fornisce?

    Lo so sembra un’idea malsana e anche retrograda, ma secondo voi si può fare?

  • Il nostro presidente del consiglio, assieme al suo Angelino custode, ha voluto presentare alla stampa quella che lui definisce “riforma epocale” che, invece, richiamando la definizione fornita dal ministro Calderoli della Legge elettorale del 2005, potrebbe essere meglio definita come “porcata epocale”.
    Ma vediamo di analizzare solo alcuni aspetti di questa ossessione berlusconiana per la giustizia.
    Berlusconi vuole che i Magistrati paghino gli errori di tasca propria. Si potrebbe essere d’accordo, in linea di principio (salvo la riserva di analizzare i modi in cui si vuole attuare questa novita’), ma sarebbe necessario che, per par condicio, venisse prima promulgata una legge per cui anche i politici paghino di tasca propria per gli errori commessi, come tutti i normali cittadini. E’ ovvio che, come cittadino, sarei molto soddisfatto di veder pagare di tasca propria anche i superpagati dirigenti del Servizio Pubblico RAI che sbagliano.
    Berlusconi precisa poi, riguardo ai propri processi in corso: “Voglio l’assoluzione piena, nell’aula del tribunale e non grazie ad una legge”. Bene! rinunci allora alle prescrizioni “abbreviate” approvate con numerose leggi del suo governo. Rinunci inoltre ai numerosi cavilli ed impedimenti avanzati solo per “tirare in lungo” i suoi processi. Come cittadini non potremmo che essere sollevati a constatare che il premier, che ci ha governato per anni, volenti o nolenti, venga pienamente assolto dalle imputazioni che gli si attribuiscono.
    Pretenderei comunque, come premessa inderogabile a qualsiasi altra legge promulgata dal Governo o dal parlamento, che il potere di scegliere i propri rappresentanti fosse restituito ai cittadini con il ripristino della preferenza elettorale.
    Mi sembra poi che, per una legge sulla giustizia cosi’ epocale, il testo originale e qualsiasi emendamento, vengano messi a disposizione dei cittadini ed al loro giudizio almeno su Internet, concedendo agli stessi un congruo tempo per le opportune osservazioni.
    Infine, poiche’ il premier afferma che: “Avendo garantito con pubblico giuramento sui miei figli e nipoti che nessuno dei processi contro di me e’ fondato, ho la pretesa di venire assolto nei processi”, ritengo che questa “pretesa” debba venire garantita a qualsiasi cittadino, indagato od oggetto di una causa civile, che faccia pubblico giuramento sui propri figli o nipoti.
    E se non ha figli o nipoti? Ma che se li procuri, una nipote, magari di Mubarak, si trova sempre!

  • Grazie Claudio,

    Osservazione prosaica e un pò generalista ma vi dirò, ogni tanto, far di tutta l’erba un fascio è più semplice e comodo:

    La democrazia, m’insegate, si basa sul principio cardine della separazione dei poteri. Abbiamo assistito sin dai primordi (parlo dell’antica grecia) a dure lotte di potere e tra poteri, ci sono cronache a testimoniarlo, le stesse cronache all’epoca informavano i cittadini delle città stato dell’Ellade.

     La CRONACA!! o al giorno d’oggi i giornali, dovrebbero informare il cittadino per portarlo alle urne con una sua idea. Quarto potere? Si la stampa, non dovrebbe essere indipendente?

    L’equilibrio tra i poteri è già sbilanciato, con tutto quello che ne consegue, questa non è più una democrazia e neanche io non mi sento tanto bene!

    Claudio grazie ancora.

     

  • Caro Claudio, ho l’impressione che parlare dei nanetti di Via Negri sia ormai un’inutile perdita di tempo. Chi crede nell’informazione sa bene che non ci si puo’ occupare di tutto ne’ dar peso a soggetti che non hanno alcun interesse ad informare ma hanno ben altri obiettivi. Non si deve dare il rango di interlocutore a chi ha pubblicato notizie false e non controllate, menzogne per infangare chi non e’ allineato al “principale” e bugie, falsita’ ecc. sanzionate anche dall’Albo dei giornalisti (Feltri, Betulla, Sallusti ecc.) Alla fine facessero quel che vogliono ma almeno basta di trattarli da interlocutori!

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