La Lega Nord abbandona l'aula all'Inno di Mameli

Non sono particolarmente appassionato del 150° dell’Unità d’Italia. Sono appassionato all‘unità degli italiani, questo sì, che perseguono il bene comune e che rispettano le leggi. La Lega Lombarda riesce ad essere più demagogica perfino di Berlusconi, con i suoi riti iniziatici da Disneyland di quart’ordine allestiti per bambinoni mai cresciuti. C’è gente che per passare il tempo compra armi giocattolo e va nei boschi a fingere di fare la guerra, forse perché la guerra vera non l’ha mai vista: sfido chiunque a ritornare vivo dall’inferno e ad avere voglia di giocare al piccolo esorcista. Quando però parliamo di governo, di bilanci pubblici, di sanità e di regolamentazioni, tutto vorrei tranne che essere governato da qualcuno scelto dopo avere bevuto ampolle piene di acqua del Po, dopo avere inneggiato al dio Odino, dopo avere imbracciato fucili che non sa neppure usare e, da ultimo, dopo avere bruciato una bandiera in nome della quale si candida ad amministrare la cosa pubblica.
Eppure questa è la destra italiana di successo: un gruppo di lupi travestiti da saltimbanchi, da giullari e da trasformisti per circuire la mente di uno stuolo di buontemponi giocherelloni.

 
Oggi, al Consiglio della Regione Lombardia, consiglieri e assessori della Lega sono usciti dall’aula mentre suonavano l’Inno di Mameli (che, sia detto per inciso, a me piace un casino, ma questo è un altro post). Sarebbe come dire che faccio domanda di assunzione alla Alpitour e poi esco quando sventolano la bandiera del villaggio turistico e suonano la sigla del team di animazione prima di ogni spettacolo (tanto per restare in tema). Se io fossi in Alpitour, animatori così li sbatterei fuori a calci in culo. Peccato che Aristotele avesse ragione: la democrazia è cosa per gente evoluta, altrimenti la demagogia prende il sopravvento e tutto degenera presto in tirannide.
Eleonora Bianchini, giornalista e scrittrice, ha scritto un libro sulla Lega Nord. L’ho intervistata.

IL LIBRO CHE LA LEGA NORD NON TI FAREBBE MAI LEGGERE

Intervista ad Eleonora Bianchini, giornalista e scrittrice, autrice del libro.


Chi è la Lega Nord? E’ un partito per la secessione o il federalismo? I nostri ministri cosa ci dicono? Continuano a portare avanti una politica orientate al federalismo e al risparmio, contro una ‘Roma ladrona’ che ha risucchiato le risorse economiche di noi cittadini. Denaro pubblico finito nelle mani del Mezzogiorno da sempre in antitesi con un Nord ‘produttivo’. Ma la Lega di lotta equivale a quella di governo o ci sono delle differenze? E fino a che punto nei fatti è fedele a sè stessa?

Sicuramente la Lega di oggi ha due facce: quella federalista, rappresentata dal programma di governo orientato al federalismo, dalla scuola alla sanità, e quella di lotta, che tutti gli anni va a Pontida e continua a urlare ‘Secessione!”, che vuole la separazione dal Sud ed è convinta che la dirigenza sia lontana dalle logiche di partitocrazia, di familismo e di promozione della politica attraverso i legami di sangue.
In realtà il Carroccio in 20 anni di vita si è molto avvicinato a quello che voleva combattere, inclusa la partitocrazia e la logica dello spreco di denaro pubblico. Ricordiamo ad esempio i finanziamenti richiesti da Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi per la ‘Bosina’, la scuola padana che ha fondato e che si è accaparrata 800mila euro, prelevati dalle tasche dei cittadini. Insomma, quando c’è da giocare la partita per il denaro, la Lega continua ad accodarsi come fanno gli altri partiti da cui dice di essere schifata.
Nonostante questo, però, riesce ancora a convicere. Convince l’immagine di un leader come Umberto Bossi, un uomo carismatico che riesce a trascinare il suo popolo presentandosi d’estate con il sigaro e la sua canottiera bianca, e a mostrarsi vicino agli elettori, mentre a Pontida siede a mangiare con i militanti. E come lui tanti dirigenti del partito.
La Lega è anche il partito contro gli immigrati, quello delle proposte per la negazione dei diritti delle donne e degli omosessuali. Negli ultimi mesi, inoltre, abbiamo anche assistito alla discriminazione contro i bambini di Adro dove una scuola pubblica è stata tappezzata col simbolo del Carroccio, il Sole delle Alpi, fingendo che appartenesse alla storia dei popoli padani.
Contro gli immigrati ricordiamo l’operazione ‘White Christmas’ del Comune di Coccaglio, in provincia di Brescia: la polizia municipale andava porta a porta per stanare chi era senza permesso di soggiorno ognuno dei quali valeva un premio di 500 euro per il vigile controllore. Una ‘taglia’ col denaro pubblico.
Appartiene alla Lega anche il nostro ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha preferito celebrare la Festa della Repubblica del 2 giugno a Varese, anzichè nelle sedi istituzionali, e lì ha voluto che la banda al posto dell’inno di Mameli intonasse ‘La Gatta’ di Gino Paoli. E’ lo stesso partito in cui Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, per l’inaugurazione di una scuola preferisce sentire il ‘Va’ pensiero’, per lui più rappresentativo dell’Inno di Mameli.
La Lega è anche un partito che ha sempre mantenuto un rapporto ambivalente con la Chiesa cattolica: ai tempi di Giovanni Paolo II, Umberto Bossi era convinto che il Vaticano fosse una lobby massonica che controllava i padani ‘nel cesso e nel letto’ mentre con Ratzinger, assestato su posizioni più integraliste e conservatrici, il Carroccio è riuscito a trovare una sponda sulle questioni etiche, dal diritto alla vita fino a Eluana Englaro. C’è chi sostiene, tuttavia, che questa vicinanza non sia data dalla comunanza dei valori, ma all’impossibilità di realizzare quanto ha da sempre promesso ai suoi elettori: il federalismo.
Questi sono solo alcuni degli aspetti trattati ne “Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere” dove troverete la storia del rapporto tormentato e contraddittorio che la Lega ha intrattenuto con le nostre istituzioni, gli interrogativi sul progetto federalista dalla sanità alla scuola, oltre alla vicenda poco dibattuta della Credieuronord, la banca padana miseramente fallita nonostante le trattative con Antonio Fazio e Ginapiero Fiorani. Infine, leggerete della violazione dei diritti delle minoranze.
In conclusione vorrei leggervi uno stralcio della prefazione del giornalista di inchiesta Ferruccio Pinotti che scrive della Lega: “Un partito che ha fatto della demagogia e del populismo la sua strategia di azione, riuscendo a guadagnarsi posizioni di potere crescenti nel silenzio generale. Un’ascesa che è sintomatica delle paure della globalizzazione, della chiusura verso l’altro, dei fantasmi che agitano una democrazia fragile”.

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3 commenti

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  • Se un senatore come il lider della lega (lega di cosa poi?) negli stati uniti avesse detto che con la bandiera della nazione si sarebbe pulito il culo,sicuramente lo avrebbero deportato a guantanamo e non solo parla male anche della costituzione,negli stati uniti d’america la costituzione ha piu di 200 anni ma nessun politico si sogna di cambiarla ne hanno molto orgoglio e rispetto,qui i nostri politici sono l’esempio piu’ triste e drammaticamente ridicolo che la cosa che meno gli importa e il bene della nazione e del popolo.L’italia e’ oramai la macchietta dell’europa abbiamo un capo del governo che crede di essere il re di persia e ha gia il suo arem una opposizione senza forza e si continuano a dare brutti esempi morali ai giovani.Solamente il popolo puo’ cambiare le cose pero’ oramai ci vorra tempo per curare le ferite fatte da un piano mediatico durato piu’ di 20 anni,la gente non dovrebbe piu’ cercare fettici nella politica e lasciare indietro nel passato i vecchi totem e avere fiducia e speranza solamente in loro stessi,e l’unico modo per eovluzionare gia che i politci solamente vogliono dei polli da sacrificare al loro sadismo.Mi viene in mente un meraviglioso passaggio della bibbia;quando il diavolo dice a gesu’:se ti inchini davanti a me ti faro signore della terra,chiede questo a gesu quando e lui il creatore,cosi’ fanno i politici si compratono come se fossero loro i padroni quando invece sono solamente i servi del popolo.

    1. La Lega è il frutto di un popolo smemoranto e di una leaderchip incoerente, un popolo governato con la xenofobia col sogno della terra promessa “la Padania, che cos’è??? una terra legendaria, forse ci sono più prove dell’esistenza di Atlantide che della Padania”.
    2. La Lega è quella che fa discorsi separatisti, chiede la secessione e allo stesso tempo dice che gli stranieri non sono integrati e non vogliono esserlo.
    3. La Lega è quella che faceva le dieci domande ” Berlusconi sei mafioso?”, adesso sta al governo accanto a lui e lo difende. 8 Luglio 1998
    4. La Lega è quella che “combatte” l’integralismo, il terrorismo e difende la sicurezza, e per dare il buon esempio 9 ottobre 2010 e’ stato eliminato dall’ordinamento italiano il reato di banda armata a scopi politici. per salvare i suoi vecchi militani”camice verdi”.
    5. La Lega è quella che alza il dito medio all’inno nazionale. bossi 20 Luglio 2008
    6. La Lega è quella che usa la carta igienica tricolore. Bossi nel ’97.
    7. La Lega è quella del “padroni a casa nostra” ma con decine di basi militari USA  sparse sul territorio e decine di testate nucleari sotto il sedere.

     

     

  • come sempre, ignoranti.

    Nell’Inno di Mameli c’è anche una citazione sulla Lega Lombarda, ma quella vera, non la loro stupida parodia.

    Dall’Alpe a Sicilia

    Ovunque è Legnano

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