Chi, moralisti noi? Semmai realisti!


 I politici si sono evoluti. Sono mutati. Sono una razza a parte. Sono imprenditori del voto, alchimisti esperti nell’arte di trasformare qualsiasi materia prima in sterco. Sterco per gli altri, oro per se stessi. Non fanno niente se non per calcolo elettorale. Misurano i cittadini col bilancino: un grammo a te, lo zero virgola a me. Spacciano consenso e lo misurano, lo calcolano certosinamente, cinicamente. Emettono dichiarazioni accuratamente calibrate in base alle leggi della statistica. Sono d’accordo o sono fermamente in disaccordo: non dipende dal fatto che la pensino così oppure no, ma piuttosto da quanto gli conviene. “Mi conviene sostenere le coppie omosessuali?”. “Mi conviene sparare a zero sugli immigrati?”. Sono ornitologi che studiano le nicchie elettorali anziché i nidi degli uccelli, in cerca di posti liberi, lasciati vacanti, di un ecosistema di marketing politico ancora da sfruttare a fondo. Sono giocatori di scacchi. Non hanno davvero un sogno. Non amano davvero la loro città, il loro paese: cercano solo di fotterlo. Se perdono, perdono loro. Se vincono, perdiamo tutti.
 
Io sogno un mondo di gente per bene. Non mi interessa che siano i migliori. Mi basta che siano per bene. Gente che ha ancora sogni semplici. Gente che si candida per fare una cosa perché, stranamente, sa fare proprio quella. Non voglio avvocati che si occcupano di scuola, avvocati che si occupano di economia, imprenditori di confindustria che si occupano di ambiente, soubrette che si occupano di rete, medici che si occupano di energia. Voglio esperti di nucleare a parlare di nucleare. Voglio maestre e professori a decidere come deve essere la scuola. Voglio giudici ed avvocati, questo sì, a parlare di riforma della giustizia. E voglio i tuttologi a casa, gli opinionisti un tanto al chilo dal cambio di casacca facile, i professionisti del gioco su più tavoli, i contrappesi che si spostano da una parte o dall’altra della nave per bilanciare il carico, avvoltoi in cerca di carcasse che si vendono per infilare il muso salivante in un ciuffo di peli avanzato tra qualche brandello di carne, perché il loro mestiere è quello del paraculo: li voglio vedere a fare il loro sporco lavoro naturale, quello dell’usuraio presta sodi, quello del prestanome, quello dell’anonimo segnaposto privo di identità e di dignità. Voglio che la politica si riappropri del suo significato originario: la nobile occupazione di governare le cose comuni, a partire dalle nostre città, scegliendo per il meglio e non per un’interesse individuale.
E’ chiedere troppo? No, non lo è! A meno che non siate ormai tutti caduti in totale balia di un delirio collettivo che distorce il bene in male e viceversa. Svegliatevi dalla trance: un mondo così è possibile, basta votare la brava gente. Non è importante che siano i migliori, gli aristos greci: oggi come oggi è importante che siano onesti. Tira più un pelo di onesto che cento buoi di maiali sudici parassiti approfittatori, azzeccagarbugli inciucioni del malaffare, schifosi venditori di personalità multiple e convinzioni buone per ogni occasione, pronti a cambiare giacca e pettorina per un pugno di vantaggi e tornaconti personali, spesso molto inferiori in valore alla parte di sé che svendono e che non avranno mai più indietro.
Moralisti? No: realisti. Noi siamo i veri realisti, perché una politica lasciata in mano ai mercanti del tempio è la rovina delle nostre città, delle nostre famiglie, del nostro futuro. E noi, che l’abbiamo capito, siamo già cento passi avanti.
 

5 commenti

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  • I politici sono veramente un’altra razza se non fosse cosi ,avrebbero un limite morale una coscienza che gli direbbe adesso baste rubare ai tuoi simili ,adesso sei abbastanza ricco,pero’ no quella voce non la ascolteranno mai perche non simili a noi,adesso travestiti da politici nel passato da principi,re,conti,duca,imperatori,faraoni…………la gente deve essere cosciente che da millenni stiamo mantenendo una razza parassita che limita la nostra evoluzione biologica e spirituale.Avremmo dovuto gia conquistare le stelle e’ invece ci siamo ridotti a sopravvivere in un pianeta pieno di coruzzione,violenza inutili armi di distruzione,un pianeta dove stanno morendo centinai di razze (animali) e piante ogni giorno,un genocidio biologico che i biologi chiamano la 6 estinzione.Sara’ dura risvegliare le coscienze sopite e ipnotizate.Pero’ non esiste un altra opzione se vogliamo sopravvivere e esistere come veri esseri umani….

  • Scusate ma faccio una copia incolla del mio commento sul posto “Corrotto?”

    Anas E. ha scritto il  8 maggio 2011  alle  21.28 

     

    Salam Aleicum,

    Questa gente la fà pure franca, perchè non deve rispondere a voi, risponde al suo datore di POLTRONA. NON SONO VOTATI da voi, sono nominatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii……Ma lo capite questo? Sono dei camaleonti, stanno con chi offre di più. Sono dei politici della panchina di riserva che aspettano il fischietto del nuovo padrone. è il sistema elettorale che è sbagliato.

    Questi sono solo degli effetti collaterali, lo sbaglio è stato fatto all’inizio.

    Avete una responsabilità in quello che succede anche voi, dovete rendervi conto dell’importanza del vostro voto. Scegliete gente nuova, vergine, con la fedina penale pulita, gente giovane, gente che sà usare un Pc, gente on la quale potete avere un rapporto di interlocuzione continua.

    Cominciate a penasare a giovani come Mattia Molise e tanti altri come lui.

    Beate voi che potete votare!

  • platone ha scritto :
    Avremmo dovuto gia conquistare le stelle e’ invece ci siamo ridotti a sopravvivere in un pianeta pieno di coruzzione,violenza inutili armi di distruzione,un pianeta dove stanno morendo centinai di razze (animali) e piante ogni giorno,un genocidio biologico che i biologi chiamano la 6 estinzione.

    E rendetevi conto se potete ritenervi esseri intelligenti.

    O realisti…

  • Una proposta per Mattia. Se 1 milione di persone che seguono il tuo blog e quello di Grillo hanno un solo amico, conoscente o parente che risiede a Milano, ci possono essere 1 milione di potenziali proposte di voto.

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