La società di mutua assistenza della rete

  Articolo di  Dan Free Bloggart 


Narrano le cronache che a Londra esista un luogo, dal nome esotico di “Speakers’ Corner” (L’angolo dell’oratore), dove chiunque, munendosi di uno sgabello e salendovi sopra, possa iniziare a parlare ai passanti. Un po’ come i venditori ambulanti che aprono il loro banchetto con le mercanzie. Solo che qui non si vende niente: si esprimono solo idee.

 
Ho sempre sognato che anche in Italia ci fosse un posto simile. Ora, grazie alla rete, forse questo sogno si può realizzare. In rete si può prendere virtualmente uno sgabello e si può cominciare a parlare. Le differenze con lo Speakers’ Corner sono numerosissime, soprattutto dal punto di vista tecnologico, ma ce n’è una che secondo me è quella vincente: chiunque, indistintamente, può esprimere la propria idea senza l’imbarazzo dell’esposizione in pubblico. Il grande successo dei social network in fondo è tutto qui, pensateci! E guardate che non serve conoscere il nome di chi esprime un’idea: è importante sapere quanta forza abbia quell’idea, quanto sia condivisibile, se si è disposti a sostenerla, a diffonderla e, se necessario, a sacrificarsi per essa.
Mi piace accostare questo concetto al destino della Fontana di Trevi, la fontana più famosa al mondo. Tanto famosa la fontana quanto sconosciuto é il suo autore: quanti di voi sanno chi è ?


Ecco perché la rete deve rimanere libera: per permettere a chiunque – e sottolineo chiunque – di esprimere le proprie idee senza condizionamenti.
Dobbiamo ringraziare i tanti blog che, disseminati sul web, fanno libera informazione: sono lo strumento migliore perché tutte le voci possano trovare spazio, parlare a chi le vuole ascoltare, sfuggendo a quella logica perversa che rende “visibili” solo in televisione dove, tra l’altro, abbiamo scarse probabilità di andare. Non tutti infatti siamo in grado di superare l’imbarazzo di affrontare il pubblico e poi, se anche lo fossimo, quanti di noi riuscirebbero a barattare la propria dignità in cambio di un lampo evanescente di effimera notorietà?
Un blog di informazione, tuttavia, perlomeno quelli che nel tempo si sono distinti per la qualità, l’assiduità e per la competenza dei temi trattati, nonché per l’impegnativo dispendio di risorse ed energie, ottenendo spesso risultati strabilianti in termini di inchieste, servizi, contenuti, numero di lettori, comunità sviluppate, soprattutto se commisurati alle realtà spesso individuali di chi senza risparmiarsi e senza introiti li amministra, può non essere semplice né scontato da sostenere a livello di continuità nel tempo. Molti dei più seguiti, apprezzati ed oserei dire ormai indispensabili siti di informazione cosiddetta “alternativa” si dibattono silenziosamente in una quotidiana guerra per sciogliere l’amletico dubbio: continuare ad esistere oppure no?
Adesso ascoltatemi bene. Facendo delle ricerche per uno stabile del centro storico di Roma, mi sono imbattuto nella “Guida Monaci” relativa all’anno 1871. La “Guida Monaci” era all’epoca più o meno quello che per noi oggi è l’elenco telefonico. Sfogliandola, mi ha meravigliato scoprire l’esistenza di molte società di mutua assistenza. Ce n’era una per ogni attività di lavoratori: dai fornai ai fabbri (o stagnari), ai sarti ecc… Ne ero completamente all’oscuro, nel senso che conoscevo le famose “corporazioni delle arti e dei mestieri” (che sembra risalgano al periodo medievale) ma non sapevo che dietro ci fossero delle vere e proprie società, con i loro statuti, con le loro sedi, i loro consiglieri, le quali provvedevano ai bisogni dei loro iscritti. Per carità, nessuna nostalgia del corporativismo di fascistiana memoria, però un ritorno a quel tipo di solidarietà tra lavoratori non sarebbe male! Tutti erano solidamente contrapposti alla proprietà e colui che emergeva lo doveva il più delle volte ai suoi meriti. Una cosa mi sento di poter affermare con certezza: senza quella solidarietà i lavoratori non avrebbero ottenuto i loro sacrosanti diritti e, se ci fosse ancora oggi quello spirito, sicuramente non perderebbero quelli acquisiti.

Poiché tutto nel perfetto fluire, nell’eterno scorrere e rincorrersi delle società umane è intrinsecamente e saldamente collegato, un vecchio libro di quasi 150 anni fa mi ha passato il suo scintillante, baluginante testimone della sua piccola, potente, immortale idea: che qualcosa del genere possa capitare anche alla rete! Tutti contrapposti ad un sistema di potere che scientemente schiaccia i singoli per continuare ad esercitare indisturbato il suo predominio. Per far questo è necessario creare una “società di mutua assistenza della rete” che permetta ai blog di libera informazione di sopravvivere perché, finchè rimarranno in vita loro, continueremo ad avere l’opportunità di far conoscere le nostre idee ad un livello superiore.

ߧF Dan Free Bloggart  
 Honorary President @  the Blog Survival Fund 
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p.s.: comunque, l’autore della Fontana di Trevi è l’architetto Nicola Salvi (1697-1751), che la iniziò su commissione di Papa Clemente XII Corsini. L’opera fu realizzata tra il 1732 e il 1762 ma, essendo prematuramente morto prima della fine dei lavori, il Salvi non seppe mai quale capolavoro gli accadde di lasciare in eredità all’umanità intera. Costruiamo anche noi la nostra Fontana di Trevi?

3 commenti

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  • Ottima idea! Oggi leggevo un articolo sulla crisi finanziaria taciuta dai media istituzionali  fino a che non è esplosa in cui il giornalista scriveva che il giornalismo è interessato alla notizia e non alla verità. Premiare lo sforzo di quanti quotidianamente confrontano le proprie idee in rete con articoli che possono essere commentati e migliorati, scambiati e diffusi in tempo reale rappresenta l’opportunità di contrastare tutto il sistema di potere che ha avvinghiato il nostro tempo.

  • L’idea e’, in effetti, ottima si dovrebbe pero’ circostanziare un po’ meglio per far capire chi deve fare cosa: boggers, providers, utenti ecc. Potrebbe anche essere che, di fronte ad un bene comune cosi’ importante, molti decidano di mettere da parte i propri egoismi. Pero’ ci vuole qualche idea (un protocollo di intenti?, uno statuto?) e tu sei il piu’ adatto a proporla.

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