Michele Santoro e la Rai

 
Santoro è un comune mortale. Fa molto bene il suo lavoro ma non per questo mi risulta sia assegnatario di un posto fisso in un’azienda, statale o meno che sia. Il giovedì sera non gli appartiene per diritto acquisito, né tantomeno è pensabile che un canale televisivo come RaiDue possa dipendere da un unico anchor man con il quale riconfermare imprescindibilmente un accordo contrattuale di anno in anno, quasi che stessimo parlando di un’investitura divina. Né la logica degli ascolti, specie se parliamo di servizio pubblico, dovrebbe essere l’unica a guidare la costruzione dei palinsesti.
Questo vale anche per Vittorio Sgarbi: non si possono spendere milioni di euro dei contribuenti per realizzare una trasmissione televisiva e poi mandarne in onda una puntata sola, senza dare la possibilità a un format, giusto o sbagliato che sia, di esprimere le sue potenzialità e pagando, per di più, cifre astronomiche di buona uscita ai suoi conduttori, più che felici di trasformare in moneta sonantee che moneta – la risoluzione di un contratto. Si parla pur sempre di alcuni milioni di euro a testa per elaborare il lutto.
 
 
La domanda giusta non è quindi se Michele Santoro debba o non debba essere riconfermato dal cda di un’azienda (per di più con disonore di quest’ultima). Tutto ciò attiene, come nel caso di Current.TV, alla fase di contrattazione commerciale – per quanto spinta nei modi e nei toni a beneficio dello show business – e non può essere oggetto di nessuna caccia alle streghe. Piuttosto l’importante è verificare, nel contesto di una pluralità di mezzi di informazione e del libero mercato, se esista nel sistema radiotelevisivo italiano un soggetto disponibile ed interessato a dare voce alla domanda di un pubblico così vasto.
Questo soggetto c’è. Si chiama LA7 ed io leggo in maniera positiva la migrazione di Anno Zero su un’emittente che, nel mercato televisivo delle frequenze ricevibili in chiaro,  sta realizzando un terzo polo informativo equilibrato, fresco, più agganciato alla pancia del paese e soprattutto più credibile rispetto al duopolio Mediaset – Rai. L’arrivo di Santoro  consoliderà e farà ulteriormente lievitare l’audience già meritatamente cresciuta con il TG di Mentana. Significa più italiani anche per Omnibus, Otto e Mezzo, Exit, Crozza e tutto il resto. Per di più, come sostiene Libero, finalmente Anno Zero sarà gratis.

 Piuttosto, sta alla dirigenza Rai trovare ora un nuovo format che vada a rimpiazzare il precedente. Come ha esercitato il sacrosanto, legittimo diritto di non fare pressioni per rinnovare un rapporto di lavoro, così ora dovrà pagare con la decapitazione dei responsabili se l’offerta culturale e informativa (vedi Trattato di Amsterdam) risulterà compromessa o non all’altezza dei palinsesti precedenti. Lorenza Lei è avvisata.
Questo è il solo metro di valutazione onesto e lontano dai clamori fashion. Il resto è il solito avanspettacolo che accompagna come un pietoso e prevedibile teatrino tutto il dibattito pubblico italiano.

32 commenti

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  • Ciao Claudio,

    innanzitutto buon recupero 😉

    Ti scrivo perchè non sono d’accordo su alcune tue affermazioni, in particolare:

    – “né tantomeno è pensabile che un canale televisivo come RaiDue possa dipendere da un unico anchor man” Giustissimo. Ma prima di mandar via qeull’anchor man non sarebbe il caso di vedere se gli altri cavalli della scuderia vanno bene o magari se la scuderia va rimpinguata con nuovi cavalli? Perchè se intanto mandi via uno dei cavalli migliori…con che corri?

    – “con il quale riconfermare imprescindibilmente un accordo contrattuale di anno in anno, quasi che stessimo parlando di un’investitura divina.” La RAI è un’azienda pubblica. Capisco che la cosa è umiliante per entrambi (RAI e Santoro) ma il reintegro di Santoro è stato deciso da un giudice e le leggi vanno rispettate. Non sarebbe come dire che una donna licenziata dal datore di lavoro solo perchè è andata in maternità non può venire reintegrata al suo posto?

    – “Né la logica degli ascolti, specie se parliamo di servizio pubblico, dovrebbe essere l’unica a guidare la costruzione dei palinsesti.” Di nuovo d’accordo, ma la RAI è anche un’azienda e Annozero è un programma che le fa introitare guadagni. Conterà anche questo, no? Se serve più spazio per servizi culturali, approfondimenti di interesse pubblico, ecc ecc…non si potrebbe invece rinunciare all’ennesima replica dell’Ispettore Derrick?

     

    Ciao Ciao

  • Ciao Claudio

    e auguri di pronta guarigione.

    Quanto all’articolo, concettualmente sarebbe certamente condivisibile se parlassimo della televisione pubblica della Danimarca o della Svezia, o di qualsiasi altro paese normale.

    Ma questo non è un paese normale, in particolar modo se parliamo di gestione degli spazi mediatici.

    C’è il solito ed insormontabile problema del conflitto di interessi, con il quale dobbiamo fare i conti ogni due per tre.

    Dal momento che, anche grazie alla Legge Gasparri, ormai la RAI è stata equiparata alla TV commerciale, per mantenere almeno decente il livello del palinsesto, è costretta a trovare sul mercato le risorse finanziarie necessarie per integrare l’incasso del canone, ed il mercato richiede punti di share.

    Ora, perché rinunciare ad un format che funziona e che porta utili per regalarlo alla concorrenza?

    E, con questa mossa, favorire anche il suo maggiore competitor, che casualmente è Mediaset, che, sempre casualmente, è di proprietà del presidente del consiglio, che, altra casualità, grazie al suo ruolo già gestisce la RAI come fosse un’azienda del suo gruppo?

    Infine, se non ricordo male, il disfacimento della RAI in nome del diritto di antenna, era una condizione necessaria, anche se non sufficiente, prevista dal venerabile licio per attuare il suo piano eversivo.

    Ogni tanto mi rileggo il cosiddetto “Piano di rinascita democratica” della P2 e fa venire i brividi: un passettino alla volta ne hanno già realizzato più del 50%!!!

    Siamo certi che sia avvenuto per caso???

     

     

  • No, Claudio, continuo a pensare di non essere d’accordo.

    “…il divorzio è stato consensuale. Non c’è qualcuno che vuole restare a tutti i costi e qualcun altro che vuole mandarlo via.” Diciamo che su questa frase sospenderei il giudizio almeno fino a quando (credo giovedì) Santoro non esponga le sue ragioni. Perchè “Non c’è … qualcun altro che vuole mandarlo via.” mi pare sia una frase che male si coniuga a quello che si è letto delle interecettazioni di Trani.
    “Ha fatto una scelta.” Si, anche a me è capitato di fare una scelta in un posto di lavoro…solo che però quella scelta era stata consigliata (se non addirittura spinta). Il fatto che guadagni migliaia di euro e quindi “che sarà mai se li va a guadagnarre da un’altra parte” per me non è un argomento. Se la scelta è duvuta ad eccessive pressioni, comuqnue è qualcosa di sbagliato.
    “Come ho detto: la Rai non è obbligata nè da logiche di ascolti nè pubblicitarie a tenersi a vita uno ed un solo unico programma.” Il problema è che non si lascia andare via solo Santoro. I nomi che circolano sono molti altri. Ed insieme a quei nomi ci sono tutte le redazioni e le persone del team. Secondo te un giornalista come l’ottimo Corrado Formigli, per esempio, verrà fatto più lavorare in RAI?
    “Ovviamente, se sbaglia a fare il palinsesto, pagherà. L’importante, dal punto di vista del telespettatore, e che i milioni di persone che vogliono vedere Anno Zero possano continuare a farlo, e mi pare che questo punto sia soddisfatto.” Maco per sogno: se il palinsesto è sbagliato, paghiamo noi! E non solo il canone, ma con programmi via via di peggiore qualità.
    Non mi pare proprio che siamo tutti contenti, a giudicare dalle reazioni che si sono lette alla notizia del divorzio. Ed io per Annozero (e Report, e Ballarò, e Che tempo che fa, ecc ecc) pago il canone. Ora devo continuare a pagare lo stesso canone anche se alcuni di quei programmi non ci sono più e non vengono sostituiti da programmi migliori o almeno equivalenti, e per vederlo sulla 7 io pagherò anche la pubblicità (perchè la pubblicità la paghiamo comunque).
    Si ci sono molti modi per andare in diretta, ma ancora non ce n’è nessuno alla portaata di TUTTI come la televisione (pubblica per giunta). Le trasmissioni su Internet funzionano solo per chi Internet lo sa usare e/o lo vuole imparare a usare. Ci sono troppe altre persone fuori da Internet che resterebbero fuori anche dalle “dirette” alternative.

    “…il divorzio è stato consensuale. Non c’è qualcuno che vuole restare a tutti i costi e qualcun altro che vuole mandarlo via.” Diciamo che su questa frase sospenderei il giudizio almeno fino a quando (credo giovedì) Santoro non esponga le sue ragioni. Perchè “Non c’è … qualcun altro che vuole mandarlo via.” mi pare sia una frase che male si coniuga a quello che si è letto delle interecettazioni di Trani.
    “Ha fatto una scelta.” Si, anche a me è capitato di fare una scelta in un posto di lavoro…solo che però quella scelta era stata consigliata (se non addirittura spinta). Il fatto che guadagni migliaia di euro e quindi “che sarà mai se li va a guadagnarre da un’altra parte” per me non è un argomento. Se la scelta è duvuta ad eccessive pressioni, comuqnue è qualcosa di sbagliato.
    “Come ho detto: la Rai non è obbligata nè da logiche di ascolti nè pubblicitarie a tenersi a vita uno ed un solo unico programma.” Il problema è che non si lascia andare via solo Santoro. I nomi che circolano sono molti altri. Ed insieme a quei nomi ci sono tutte le redazioni e le persone del team. Secondo te un giornalista come l’ottimo Corrado Formigli, per esempio, verrà fatto più lavorare in RAI?
    “Ovviamente, se sbaglia a fare il palinsesto, pagherà. L’importante, dal punto di vista del telespettatore, e che i milioni di persone che vogliono vedere Anno Zero possano continuare a farlo, e mi pare che questo punto sia soddisfatto.” Maco per sogno: se il palinsesto è sbagliato, paghiamo noi! E non solo il canone, ma con programmi via via di peggiore qualità.Non mi pare proprio che siamo tutti contenti, a giudicare dalle reazioni che si sono lette alla notizia del divorzio. Ed io per Annozero (e Report, e Ballarò, e Che tempo che fa, ecc ecc) pago il canone. Ora devo continuare a pagare lo stesso canone anche se alcuni di quei programmi non ci sono più e non vengono sostituiti da programmi migliori o almeno equivalenti, e per vederlo sulla 7 io pagherò anche la pubblicità (perchè la pubblicità la paghiamo comunque).
    Si ci sono molti modi per andare in diretta, ma ancora non ce n’è nessuno alla portaata di TUTTI come la televisione (pubblica per giunta). Le trasmissioni su Internet funzionano solo per chi Internet lo sa usare e/o lo vuole imparare a usare. Ci sono troppe altre persone fuori da Internet che resterebbero fuori anche dalle “dirette” alternative.

  • Caro Claudio, non credo che questo soggetto esista. Ne’ credo che si chiami LA7. Con tutti i meriti e le buone intenzioni del caso, LA7 non e’ in grado di dare voce a quel pubblico cosi’ vasto. Perche’ il vero problema sta ancora piu’ a monte, e’ l’esistenza di un soggetto mediatico/politico dominante. E’ il solito problema, il conflitto di interessi, che a forza di conviverci e’ arrivato alla noia e si e’ finito per non parlarne piu’. Il tuo ragionamento non farebbe un piega in una realta’ che avesse anche solo una parvenza di sistema liberale. Un fatto e’ che la realta’ dei mass media in Italia e’ tutto tranne che liberale. E’ in guerra. Annozero, per quanto criticabile (io l’ho fatto in piu’ occasioni), non e’ un programma televisivo, e’ una trincea. Non importa dove andra’ Santoro e co., la trincea e’ stata espugnata. Le guerre si vincono con i bombardieri, non con le fionde.

    Saluti

    • Guarda, se fosse per me, le televisioni le abolirei e inizierei a fare un po’ di contenuti seri e professionali in rete. vedrai che la gente segue. Se non lo si fa, è perché i grandi paladini dei valori preferiscono tutto sommato continuare a farlo percependo i loro (meritati, nel contesto dove operano) stipendi da favola. Il PalaDozza ha fatto ascolti comparabili a quelli di AnnoZero tradizionali. Una, due e poi tre trasmissioni così a iniziare a fare da sè, e quanto credi che ci metterebbe la gente a prendere la rete più seriamente, i pubblicitari a investire di più nell’online e le lobby ad iniziare a fare pressione sul governo perché si sviluppi un’infrastruttura digitale degna di questo nome anche in Italia?

  • Io sono d’accordo con Nick nella misura in cui la RAI è una azienda pubblica. Chi ha il televisore è obbligato a pagare il canone. Allora secondo me la RAI non può fare qualsiasi contrattazione commerciale come se fosse un soggetto privato, ma deve rendere conto di quello che fa. Sfortunatamente rende conto in effetti, ma solo al governo, e le scelte sono in modo evidente a favore di una parte politica e contro l’interesse della stessa RAI. Allora se io pago il canone mi arrabbio perché vedo uno sperpero dei miei soldi.

    Capisco quindi Nick che si arrabbia.
    Io personalmente, come ho già scritto in passato, ho messo la televisione in cantina, non la guardo più e non mi manca, anzi mi irrita quando la vedo a casa degli altri.
    Per cui non pago il canone. Per cui non mi arrabbio. E sono quindi d’accordo con la flemma di Claudio.

  • Spero soltanto che il prossimo referendum acceleri l’uscita di scena di tutti quei farabutti che hanno contribuito a ridurre il Paese in queste condizioni.

    Perchè se questo governo dura altri due anni, il “piano  rinascita” sarà completato al 100 % !

  • Ci risiamo con questa storia del costo di Santoro. Libero dice che filalmente Annozero sarà gratis: gratis un par di palle, è una cazzata, e mi dispiace che tu l’abbia ripresa, tu che sei sempre così attento ai dettagli. Lo sanno anche i gatti che Annozero porta soldi alla RAI, e parecchi, tramite gli introiti pubblicitari che coprono tutti i costi di produzione del programma, il cachet di Santoro e tutti gli stipendi dei collaboratori, e gli avanza pure qualche milionata di euro che la RAI si incamera. Sono soldi che da domani la RAI (finanziata anche da noi cittadini) non avrà più. E’ come gettare via i soldi che hai in banca perché così finalmente non devi più pagare le commissioni bancarie. Bisogna essere un genio come Termonti per arrivare a concepire una boiata così solenne. D’altra parte è Libero (anzi Occupato), e hai detto tutto…

    Per quanto riguarda l’inamovibilità di Santoro: certo, in linea di principio hai ragione, ma tu ragioni come se fossimo in un paese normale con un governo normale in cui c’è una normale azienda televisiva pubblica che stipula dei normali contratti con i collaboratori sotto la normale vigilanza di una normale autorità di controllo. Sì ciao. Anche prescindendo dalle considerazioni economiche di cui sopra (che comunque contano, visto che il danno economico in questo caso ricade su noi cittadini), quello che è scandaloso in questa vicenda non è il fatto che la RAI chiude il programma, ma il fatto che il governo ha fatto chiudere il programma. Va bene che ti piace fare il bastian contrario (e spesso ci azzecchi, bisogna dirlo), ma in questo caso caro Claudio sbagli completamente prospettiva.

    Che poi guarda, a me Annozero non piace nemmeno molto, lo guardo ogni tanto ma non mi piace la scelta degli ospiti (spesso politici tuttologi chiamati a sbraitare e a dire nulla su tutto) e trovo che spesso gli argomenti siano affrontati superficialmente. No, Annozero non mi mancherà, spero che su La7 Santoro riesca a fare qualcosa di meglio, ma non mi straccio le vesti per il programma in sé. Mi straccio le vesti a vedere come si è ridotto questo paese.

    Detto questo, anch’io ti faccio i miei auguri di veloce guarigione!

  • Ciao Claudio,

    con mio sommo dispiacere non sono qui per commentare il post che hai fatto (anche perchè il format di annozero mi aveva stufato ed era da tempo che speravo che Santoro andasse a lavorare su un’altro canale, più innovativo), volevo sapere se l’intervista con current, era stata cancellata .

    Auguri, e guarisci presto. 

  • Ciao Claudio, spero che i tuoi problemi di salute stiano passando.

    Detto questo ti dico che a me non sembra affatto un “divorzio consensuale” quello tra Santoro e la Rai… Prima ci fu il famoso “editto bulgaro”, poi Santoro tornò SOLO GRAZIE AD UNA SENTENZA DI UN GIUDICE, poi Berlusconi disse che i mass media non influenzano affatto il voto ma dopo aver perso a Milano e Napoli ora se la prende con Annozero e La 7… Tutte le telefonate intercettate in cui Berlusconi faceva pressione su Masi per far sloggiare Santoro, la Dandini, la Gabanelli e tutti quelli che non pendevano dalle sue labbra… Vauro e Travaglio sono stati senza contratto per un anno intero ma hanno sempre partecipato a titolo gratuito al programma (altro che Sgarbi o Ferrara, grandi liberali e democratici, invece!). Infine GAN FINALE! Oggi doveva esserci una conferenza stampa in cui Santoro avrebbe spiegato i motivi della fine di Annozero, ma casualmente questa conferenza non ha mai avuto luogo… Berlusconi ha ottenuto ciò che cercava da anni, altro che separazione consensuale. Ovviamente non è una questione di Stato sapere che fine farà Santoro, ma pensare che tutti quelli che non sono graditi a Berlusconi vengono mandati via senza troppi complimenti questo mi preoccupa moltissimo, è roba da MINCULPOP.

    Ciao Claudio, continua così, fai un buon lavoro e buona guarigione!

    • Hanno cancellato una conferenza stampa? E perchè mai? A cosa avrebbe dovuto servire, se poi "il censurato" va in diretta il giorno dopo e ha 2 ore a disposizione in cui può dire e fare tutto quello che vuole, indisturbato, con un bel 25% di share?

      E perché mai la Rai, che ha provato a far fuori per anni Santoro, avrebbe dovuto riuscirci proprio oggi che la maggioranza perde colpi come una vecchia carretta? Non è un controsenso?

      Due milioni e mezzo ( più o meno ) di euro, più un nuovo contratto su un’altra emittente, non sono già di per sé un motivo sufficiente per decidere che certe clausole o un certo trattamento non siano sufficienti e optare per un "divorzio consensuale"?

      Santoro non è San Francesco D’Assisi, giustamente, ma un professionista che sottoscrive contratti con tutti i commi e i codicilli a posto, e sa amministrare se stesso, dunque perché non dovrebbe poter optare per partecipare ad un piano di crescita aziendale di un’altra emittente, se questa gli garantisce certe condizioni? Magari in vista di un rientro futuro in Rai, a condizioni ancora più vantaggiose..

      Tutto questo non ha niente a che fare con l’eticità o la bontà di un programma televisivo, e non significa essere "mercenari" o svilire il lavoro giornalistico fatto, che è sicuramente una punta di eccellenza: significa solo fare il proprio lavoro curandone tutti gli aspetti. O conoscete forse un manager aziendale di successo che lascia il proprio posto per un altro senza che nel cambio ci guadagni?

      La mia opinione è questa: Santoro è un grande professionista; Annozero è la sola trasmissione in Italia a scagliarsi contro il potere (magari a volte anche un po’ troppo in maniera strumentale e ossessiva, ma meno male che c’è), tuttavia allo stesso tempo Santoro maneggia le ipotesi di censura nei suoi confronti con molta disinvoltura. E’ diventato quasi unleitmotiv. Una sorta di mantra iniziale, prima di poter scandire: "Annozero può iniziare". Credo, anzi, che molte trasmissioni di cosiddetta "sinistra" (che odio queste classificazioni superate), usino la stessa tecnica per far lievitare gli ascolti. Ricordate il balletto eterno di "Vieni via con me" per Benigni? Censura… non censura.. censura… vengo gratis… non vieni… Alla fine tutto come previsto: Benigni ha fatto il suo show, la trasmissione ha fatto un botto di audience e gli inserzionisti pubblicitari hanno pagato salato.

      La verità non è tanto distante, sapete?

  • byoblu ha scritto :
    Guarda, se fosse per me, le televisioni le abolirei e inizierei a fare un po’ di contenuti seri e professionali in rete. vedrai che la gente segue. […]

    Se fosse per me pure. Vivo senza tv da circa 15 anni, di cui gli ultimi 10 in California, dunque la tv italiana non l’ho sorbita neanche di striscio (a parte le cose che mi cerco interattivamente su internet). Lo sviluppo dell’infrastruttura digitale sarebbe il progresso naturale dell’informazione. In Italia, ma non solo, ha il freno tirato a causa delle solite posizioni dominanti, che hanno tutti gli interessi a rallentare questo processo. Per fortuna la rete sembra sia un fenomeno che ancora sfugge ai “professionisti” dell’informazione. Ricordo che dopo il primo V-Day un’opinionista di cui non ricordo il nome cerco’ di ridimensionare la portata dell’evento, dicendo che si trattava di un episodio isolato e che era gia’ tutto finito. Sicuramente il tipo era solo al corrente delle stroncature televisive, era del tutto ignaro del movimento che si stava sviluppando in rete.

    get well! 🙂

  • ragazzi se piangiamo santoro siamo alla frutta decomposta!!!

    menomale che se ne va cosi vediamo se davvero e solo un aizzatore o sa ancora fare giornalismo.io dopo la punata con celentano mi chiedo quale sia peggio fra studio aperto e annozero.

    solo sensazionalismo sulla pelle di ignoranti telespettatori.

    l’unico programma che rasenta la decenza e report.

    di annozero se ne possono fare a migliaia basta semplicemente parlare dei problemi veri e non mettersi delle maschere addosso.

    capisco che effettivamente fazio floris gabanelli e santoro,come diceva clauido,siano le uniche scialuppe che affondano pian piano nel mare di merda ma ricordiamoci che il mare e fatto d’acqua…se non ci ricordiamo di questo non otteremo mai un informazione degna di tale nome.

    peace

  • paolos non hai capito cio che intendevo dire,o piu facilmente mi son espresso male,ovvero che santoro da mo non faceva piu informazione ma sensazionalismo.

    per il resto mi trovo daccordo nel salvare le scialuppe in momento di burrasca merdosa pero mi preme anche che nn ci si dimentichi che in un paese “normale” queste sarebbero trasmissioni “normali” e non santi graal dell’informazione.

    peace

  • E’ incredibile come si continuano a fare le polemiche contro Santoro, quando Mamma Rai ha dimostrato scivoloni più gravi nella sua dirigenza. Basta pensare al caso della soap siciliana Agrodolce e della dirigenza Minoli/Sacca’, che ha causato un buco di finanziamenti di settanta milioni di euro, in parte rubati all’Unione Europea, in parte ai contribuenti. Ne ha parlato anche il fatto quotidiano, su youtube si vede Lorenza Lei che se ne scappa di fronte alle domande, si parla di collusione con la mafia per pagare location inadatte alla fiction e di ben 400 persone che giù a Termini Imerese
    hanno perso il lavoro! 
    Giusto per darvi un’idea: http://www.youtube.com/watch?v=QGPkG7f6q4I
    http://www.youtube.com/watch?v=FCQSu8MvKqA
    Non sono fatti per cui provare vergogna? 

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