Se fosse per me, io farei così…

Il governo è allo sbando. Stanno giocando a mosca cieca e nessuno riesce ad attaccare la coda all’asino. La crisi li ha bendati, li ha fatti girare su se stessi e ora non sanno più dove sono. Vanno a destra, a sinistra, a sinistra e poi ancora a destra. Si orientano in base alle urla e agli schiamazzi. Fanno due passi in una direzione e sentono qualcuno che gli grida contro, allora si girano e provano da un’altra parte. Hanno troppa paura di prenderle per avere il coraggio di darle.
Gli osservatori esteri ridono, guardando i nostri “statisti” andare a tentoni. Erano abituati alla cara vecchia commedia all’italiana, e non li abbiamo delusi. Ma è un riso amaro, perché l’Italia ha in mano oltre il 20% del debito pubblico europeo. Sanno che dovranno pagarlo loro, oppure salterà tutto il sistema dell’unione. E quando saltano gli equilibri, si avvicinano le guerre.
Il Financial Times oggi apre così:

« “Un cane ingoia un diamante, un uomo si trafigge un orecchio con cesoie da giardino e i ristoranti di Parigi sono stati beccati a servire cibi precotti.” A giudicare dalle notizie date alla televisione di stato, c’è da capire perché  gli italiani pensino che non sia cambiato niente da quando sono tornati dalle vacanze. » Minzolini è ormai una leggenda anche all’estero.
Nel ridicolo giro di roulette dove ogni giorno si contraddicono le decisioni del giorno precedente, una volta per non scontentare i pensionati che votano, una volta per non dispiacere ai calciatori da 30 mila euro al giorno, che non votano ma che fanno perdere consensi, una volta per non toccare i patrimoni di quelle poche decine di migliaia di ricchi sfondati (su sessanta milioni di poveracci) – ché poi non li invitano più alle feste -, l’unica certezza è il contributo di solidarietà richiesto ai politici. Forse, demandato alle calende greche di una futura legge costituzionale che il prossimo governo sicuramente disconoscerà, anche il taglio dei parlamentari, delle loro indennità, delle loro pensioni e delle province.
Gli italiani gongolano soddisfatti, come a dire: “ve l’abbiamo fatta”. Non sanno, tapini, che se la sono fatta da soli. Abolire tutti i cosiddetti “privilegi della politica” (fatto salvo il discorso delle province, che invece ha senso), ha il peso di una manciata di milioni di euro su una manovra da decine di miliardi. E’ come gongolare per avere tagliato i 50 euro di un’assicurazione sugli infortuni, quando poi si va fuori a cena tutte le sere, si comprano abiti costosi e si fanno settimane bianche tutto l’anno. Peccato che quell’assicurazione era la sola cosa utile.
Cosa credete che succederà quando ci saranno la metà dei parlamentari a rappresentarvi, quando avranno uno stipendio di 2 mila euro al mese e quando non avranno più nessuna garanzia sul futuro? Ve lo dico io: il vostro vicino di casa, il signor Rossi, che è stimato da tutti e che, se messo a servire il suo paese, farebbe meglio di questa accozzaglia di sordidi affaristi dediti all’intrallazzo e alla lussuria come gli antichi romani di Spartacus, resterebbe a fare l’impiegato o a gestire con successo la sua bottega. A vita. Chi glielo fa fare di perdere il suo lavoro con pochissime probabilità di essere riassunto, magari dopo 10 anni, quando ormai cinquantenne non se lo filerà più nessuno ma, avendo già fatto due mandati, dovrà tornarsene a casa, senza la garanzia di una pensione integrativa da parte dello Stato? Chi glielo fa fare di mollare i suoi due bimbi piccoli, che ora perlomeno hanno la certezza di mangiare due volte al giorno, per trasferirsi a Roma e spendere più di quello che guadagna?  E giacché non ci devono più essere neppure i rimborsi elettorali, chi glielo fa fare di dilapidare tutto quello che ha guadagnato solo per pagarsi una campagna elettorale dall’esito incerto, anche in considerazione dell’esiguità dei posti disponibili in Parlamento dopo il dimezzamento? Per fare cosa, poi: per contribuire al bene comune?
No, il signor Rossi, che siete voi, d’ora in poi se ne starà a casa. E sapete chi ci andrà, a tutelare i vostri interessi? Chi se lo può permettere: i ricchi, i faccendieri, magari i criminali che hanno ingenti quantità di liquidi da spendere, in un modo o nell’altro. Guarda caso, le uniche riforme che non si toccano, in questo girotondo di acrobati e di venditori di fumo, sono proprio quelle che diminuiscono il “potere rappresentativo del popolo“, che per di più sono osannate e invocate a gran voce dallo stesso popolo. Un miracolo della tecnica di persuasione di massa. Bravi: rinunciate pure volontariamente ai vostri diritti acquisiti. Ma sì: limitiamola, questa democrazia già così scricchiolante.
Se il Titanic è affondato per avere urtato contro un iceberg, la soluzione non è tornare a costruire barchette e rinunciare ai transatlantici per attraversare l’oceano, ma nominare un capitano esperto e più capace. Allo stesso modo non è rinunciando alle garanzie che tutelano i nostri diritti (riconoscendo a chi serve il popolo con onore un futuro non incerto) che raddrizzeremo la rotta. Dobbiamo cambiare gli uomini al comando, non buttare la nave.
Gli uomini al comando, tuttavia, non cambieranno mai finché a candidarsi saranno quelli che possono permettersi campagne elettorali pervasive, condotte su tutti i media, a suon di milioni di euro. Vinceranno sempre i più ricchi e più inciucioni.  Che poi saranno ricattati come è evidentemente sotto ricattato il governo, oggi, nel suo ridicolo dibattersi come un pesce tirato a riva. Il sistema elettorale va riformato drasticamente, in maniera che tutti i candidati partano alla pari e che ad essere privilegiate siano le idee, non i bei faccioni simpatici.
Se fosse per me, io farei così. Sei mesi prima delle elezioni, i cittadini che lo desiderano presentano un proprio programma. I programmi vengono accorpati in base alla similarità dei loro punti, e vengono presentati in rete e in televisione. In rete si sceglie il programma migliore. Si scelgono cioè le “idee“, non le persone. A questo punto chiunque, sia chi ha scritto il programma sia chi ritiene di poterlo realizzare con profitto, si candida e si presenta, semplicemente aprendo un blog, in rete. Tra tutti i partecipanti, la rete vota ed esprime una rosa di candidati, i più convincenti, che si presenteranno alle elezioni ormai prossime. I candidati espressi faranno la campagna elettorale vera e propria. Avranno gli stessi spazi su tutti i media, gireranno le stesse piazze e gli stessi teatri. A spese pubbliche, perché scegliere chi ci governerà per i successivi cinque anni è un nostro interesse, un impegno prioritario che deve assumersi la collettività. Nessuno deve potersi avvantaggiare grazie alla sua disponibilità economica. A nessun proprietario di televisioni e di giornali può essere consentito di sfruttare la sua influenza per favorire se stesso. Tutti inizieranno a correre dagli stessi blocchi di partenza. La campagna elettorale non sarà incentrata sui programmi: quelli sono già stati scelti dai cittadini. Quello che bisognerà dimostrare sarà di essere in grado di realizzarli. Le retribuzioni, la pensione e le indennità dei politici potranno essere modificate di anno in anno, decise da un’apposita commissione rappresentativa dei cittadini e legate alla performance, ovvero al tasso di trasformazione del programma in attuazioni concrete. Allo stesso modo, il Parlamento può essere sciolto dal popolo, se il governo non presta fede alle attese. Esattamente: ho detto dal popolo, non dal Presidente della Repubblica.
Difficile? Non credo: la tecnologia per farlo esiste già ed è affidabile. Non tutti hanno la rete? Chi ne è sprovvisto può accedere all’internet point più vicino, così contribuiamo a sostenere l’emergere di nuove figure professionali. Oppure votano in comune. I dettagli sono insignificanti: il futuro è solo nelle nostre mani. Il problema è che abbiamo le mani sporche e, come i bambini, poca voglia di lavarle.


 p.s. voglio condividere con voi la frase di apertura del sito personale del deputato americano Sheila Jackson Lee: “Sono sinceramente grata di essere stata rieletta e di avere il grande onore di continuare a servire la gente del 18° distretto congressuale del Texas“.
Ecco: l’onore di continuare a servire la gente. E’ questo che dobbiamo metterci in testa quando pensiamo alla politica.
 

75 commenti

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  • HO LETTO LA NOTIZIA DI QUEL SIGNORE DI 65 ANNI CHE E’ MORTO IN MACCHINA CHE INFINITA TRISTEZZA CHE UNA PERSONA ONESTA CHE PER TANTI ANNI ONORA CON IL SUO ONESTO LAVORO SE STESSO E IL PROPRIO PAESE DEBBA MORIRE IN MACCHINA,NON HO PAROLE PER DESCRIVERE LO SCHIFO CHE PROVO PER I PARASSITI CHE CI GOVERNANO,SPERO SOLAMENTE CHE SI RIDUCANNO TUTTI ALLA FAME E DEBBANO MENDICARE PER UN PEZZO DI PANE E CHE IN CAMBIO RICEVANO SOLAMENTE SPUTI.

    I POLITICI NON PRODUCONO NULLA SE NON ANIDRIDE CARBONICA CON LE LORO VUOLTE PAROLE SPERO CHE UN GIORNO QUANDO EVOLVEREMO COME SOCIETA’ NE FAREMO A MENO.COSI POTREMMO FINALMENTE VIVERE LIBERI SENZA PARASSITI.

     

  • Personalmente considero la democrazia rappresentativa l’Enorme Inganno del secolo scorso, soprattutto la versione oggi pù in voga, quella che ci hanno abituati a considerare l’unico mondo possibile, o almeno il migliore dei mondi possibili.

    In realtà, questa non è una vera democrazia, ma l’involucro legittimante di un ben determinato modello di sviluppo, un modello di sviluppo perlatro già fallito, un’oligarchia al servizio delle lobbies, soprattutto asservita al settore immobiliare, al farmaceutico ed al meccanico, tutto sotto il diretto controllo della finanza. Ecco perché si continuano a costruire case che nessuno abiterà, ecco perché si continuano a produrre beni che nessuno acquisterà, ecco perché si continuano a combattere querre che nessuno condividerebbe, se debitamente informato. 

    L’unica maniera di uscire da questo giogo è, a mio parere, diffondere la consapevolezza che se tutti accettassimo di rinunciare al superfluo, ci sarebbero risorse a sufficienza per tutti; costringeremmo così le classi dirigenti del Mondo intero a gestire una graduale decrescita, certamente meno traumatica di una crisi economica mondiale. Dopo, soltanto dopo, si potrebbe affrontare il tema sul piano politico.

    Oggi come oggi, ubriachi di informazioni sballate, dopo che per decenni persone apparentemente sane di mente, ben vestite e con l’eloquio solenne, ci hanno ripetuto fino alla noia che crescita è uguale a benessere diffuso, tra chi presentasse un programma che prevedesse un’aumento del PIL del 5% e chi proponesse un ritorno all’agricoltura biosostenibile, stravincerebbe il primo.

    E sarebbe un madornale errore…

  • Dici cose giuste ma il problema della rete è proprio la sua maggiore forza, per questo l’e-governament è molto pericoloso, l’essere anonimi e votare attraverso la rete non va molto daccordo, espone la democrazia ad attacchi non indifferenti molto più difficili da scongiurare rispetto al voto attuale, ad esempio basta pensare al nipote che vota per la nonna novantenne (uno degli esempi meno dannosi).

    L’unica cosa che può far sollevare il paese è la trasparenza, il parlamento deve essere eletto dal popolo non da un gruppo di persone che scelgono dall’alto quelli più inciucioni.

    I politici devono davvero metterci la faccia quando fanno una legge, il popolo deve poterli giudicare, ed essere libero di non volerli in parlamento. Attualmente è il partito che sceglie chi mandare in parlamento, quindi i politici si nascondono dietro il partito, se il partito va già basta cambiarlo.

    Io non penso che un politico debba guadagnare solo 2000 euro al mese van bene anche 10000 euro ma con 10000 al mese non puoi pretendere di non pagare nulla, di avere tassi d’interessi privileggiati, tariffe per telefono privileggiate, di fare un pasto completo con 5 euro…

  • Io penso che, qualunque sia la forma dei governi e il tipo organizzazione di una collettività, a fare la differenza siano le unità fondamentali della comunità, cioè le persone. Se per assurdo i cittadini di uno stato sotto tirannia fossero per la maggior parte onesti e responsabili (pure il dittatore sempre per assurdo) quello stato vivrebbe nell’armonia. Di contro se in uno stato governato dalla democrazia i cittadini fossero tutti disonesti, egoisti, corrotti, irresponsabili, incivili, submediocri, avidi, cinici, insensibili, prepotenti, boriosi ecc. ecc.; come credete che se la passi un siffatto stato (ipotetico)? Per quanto riguarda la tirannia io penso al modello di quelle dell’ antica grecia (settimo e sesto secolo a.C.).

    • Vero. Per accertarsi però se gli italiani siano tutti cattivi o tutti buoni, o in che misura l’uno e l’altro, bisogna prima fare il tentativo di sottrarre a questa oligarchia marcia e dominante le redini dei cavalli.

      Per gli antichi greci, il tiranno era colui che governava, pur essendo legittimato a farlo, non nell’interesse dei suoi cittadini.

  • E’ giusto che un parlamentare debba guadagnare più di un impiegato o un artigiano, ci mancherebbe. Però è anche vero che non può lavorare a mezzo servizio, mantenere lo studio professionale, ecc. Il minimo, quindi, sono 40 ore settimanali, divieto di cumulo di cariche (consigliere o presidente di provincia, di comune, e via dicendo). Il dipendente eletto va in aspettativa, l’autonomo (il professionista) se vuole mantenere “l’hobby” ci si dedica nel fine settimana. Togliamo pure tutti i privilegi e benefit non collegati a compiti istituzionali… tra indennità e rimborsi penso che 10.000 euro/mese possono bastare.

    • possono bastare, certo. Ma cosa succede se il signor Rossi, dopo cinque anni dio governo, si ritrova a 45 anni a casa e senza più un lavoro, dato che quello che aveva prima l’ha abbandonato e uno nuovo, a quell’età, è difficile trovarlo? Tu lo faresti, abbandonare il lavoro per 5/10 anni, sapendo che se poi vai a casa sei nella m___ fino al collo?
      Per questo, un sistema di previdenza integrativa, eventualmente da togliere nel caso limite in cui chi ha governato avesse fatto solo festini ad Arcore anziché tradurre un programma in realtà (improbebile, perché se il candidato è stato scelto con i criteri su esposti, difficile che ci si trovi di fronte poi un tale debosciato) risulta necessario allo stesso buon senso.
      Non tutti si possono permettere di fare politica, e questo non è democratico.

    • byoblu ha scritto il 1 settembre 2011 alle 20.51


      “possono bastare, certo. Ma cosa succede se il signor Rossi, dopo cinque anni dio governo, si ritrova a 45 anni a casa e senza più un lavoro, dato che quello che aveva prima l’ha abbandonato e uno nuovo, a quell’età, è difficile trovarlo?”

      Scusa Claudio ma chi ha detto che il signor Rossi debba per forsa perdere il suo ex lavoro? Basta garantire ai parlamentare una specie di ASPETTATIVA SPECIALE in modo che alla fine del mandato, loro abbianno la PRIORITà ASSOLUTA di essere reintegrati nei loro ex posti o di essere assunti in nuovi posti.

       

    • questo funziona se sei un dipendente statale. E funziona comunque pochino: pensa se governi dieci anni: che cosa sarà rimasto del tuo vecchio posto di lavoro?
      Nel privato, invece, è pressocché improponibile. Nel frattempo la tua vecchia azienda potrebbe addirittura essere fallita e avere chiuso. 🙂
      E se poi avevi la tua azienda, con il divieto di cumulo, sei fritto

  • Questo articolo e’ uno dei piu’ assurdi che mi sia capitato di leggere ultimamente. In particolare si comincia con: "E sapete chi ci andrà, a tutelare i vostri interessi? Chi se lo può permettere: i ricchi, i faccendieri, magari i criminali che hanno ingenti quantità di liquidi da spendere, in un modo o nell’altro."

     Vorrei fare una semplice domanda all’autore dell’articolo:dall’inizio degli anni 80 in poi (sono abbastanza vecchio per ricordarmeli), chi abbiamo avuto a tutelare i nostri interessi? Per come vedo il mondo io, abbiamo avuto esattamente "Chi se lo può permettere: i ricchi, i faccendieri, magari i criminali che hanno ingenti quantità di liquidi da spendere, in un modo o nell’altro". Quindi, dal mio punto di vista, si parte da una certezza: che il sistema attuale favorisce ricchi, faccendieri e criminali. Che un eventuale riduzione di parlamentari e un taglio di stipendio possa favorire ricchi, faccendieri e criminali e’ un’ipotesi nella mente di chi ha scritto l’articolo. Ipotesi che puo’ essere vera o falsa. Di sicuro l’enorme aumento di stipendi che c’e’ stato a favore dei parlamentari dagli anni ’80 ad oggi ha favorito ricchi faccendieri e criminali. E questa non e’ una mia ipotesi immaginaria ma un dato di fatto! Quindi ritornare a livelli di stipendi piu’ bassi significa invertire la tendenza a favorire ricchi faccendieri e criminali, visto che l’aumento degli stipendi *ha gia’* favorito ricchi, faccendieri e criminali (non in un ipotetico futuro, ma in un passato reale e non ipotetico. E anche un passato recente, per cui si dovrebbe ricordare ancora bene [ma pare che gli italiani siano piu’ attratti dal "prevedere il futuro" che dal "ricordare il passato"]).

     "A nessun proprietario di televisioni e di giornali può essere consentito di sfruttare la sua influenza per favorire se stesso. Tutti inizieranno a correre dagli stessi blocchi di partenza."

     Concordo: infatti, secondo me, nessuno proprietario di televisioni ne’ di giornali dovrebbe poter ricoprire alcun ruolo politico, nemmeno a livello locale, nemmeno se si lamenta per questo, nemmeno se fa la vittima. E in ogni caso: il sistema attuale, basato su finanziamenti pubblici e stesse opportunita’, chi ha favorito ? Forse *casualmente* qualche proprietario di televisioni ? O ci vogliamo dimenticare anche gli ultimi 10-15 anni invece che gli utlimi 30 ?  Attiualmente a chi serve il popolo non e’ riconosciuto alcun futuro non incerto. Probabilmente all’autore dell’articolo sembra che gli attuali "servitori del popolo" siano tutti brave persone.  In altre parole: mai letto un ariticolo piu’ assurdo di questo. Con totale disaccordo e sperando che nemmeno mezza delle idee contenute nell’articolo possa mai prendere piede (anzi, sperando che tutte le idee che sono contenute nell’articolo e che sono gia’ in piedi possano al piu’ presto essere smantellate)

     Saluti, Marco

    • Caro Marco, tu confondi la storia delle corruttele che ha caratterizzato il nostro paese, che è dovuta alla ciurma e al meccanismo marcio con il quale è stata eletta, con il sistema di tutele istituzionali.

      Il problema del malgoverno, ormai dilagante, non è dovuto al sistema dei cosiddetti privilegi che mettono in grado anche te, se lo desideri, di proporre la tua candidatura al bene comune, ma al sistema composto di candidature / legge elettorale che seleziona (ma dovremmo dire “auto-seleziona”) la ciurma che prende possesso della nave.

      La nave funziona bene: dobbiamo solo trovare il modo di scegliere un equipaggio giusto, cosicché la nostra traversata sia di tutto relax e possiamo arrivare velocemente a destinazione. Credo che tu abbia frainteso l’articolo. Rileggilo e riflettici.

  • Io pagherei i politici 100.000 € al mese se lavorassero al bene comune e non ai cazzi loro! Una volta preso con le mani nella marmellata il politico dovrebbe sparire.Per questo occorrerebbe uno strumento del consenso al servizio dei cittadini, non Minzolini e le varie armi di distrazione di massa come ad esempio la speaker Rosaria Renna di RDS che ci informa costantemente su Angelina Jolie e Beckham.

  • La politica rappresentativa non ha più senso.Prima si chiamava monarchia, poi tirannia, feudalesimo ecc… ecc… Da quando è nata la scuola, il livello culturale e la consapevolezza hanno costretto i potenti ad attrezzarsi meglio per sfuggire alle critiche sempre più incalzanti del popolo, per continuare ad essere rappresentanti ma soprattutto ancora credibili agli occhi della gente. Oggi viviamo una situazione migliore dei nostri genitori e nonni anche grazie alle nuove tecnologie che permettono lo scambio di dati e informazioni in tempo reale, ma la grande differenza è che questi nuovi mezzi danno la possibilità di far viaggiare l’informazione indipendente in tutti gli angoli del pianeta. La fantastoriella del supereroe che salva le nazioni dalla tirannia e acqua passata, non ne serviva uno prima e non serve a maggior ragione uno adesso. Il potere logora l’uomo. L’esempio lampante lo abbiamo avuto nel periodo immediatamente prima il referendum sul nucleare, e basti pensare ai media cosa hanno proposto alla gente. I contro erano sempre rappresentati da perfetti sconosciuti alla grande massa (seppur pieni di motivazioni giuste e appropriate, ma non tecnici) a differenza dei pro e qui addirittura vediamo sfilare gente di spicco che parla da fisico, ma che non ne capisce nulla. In una politica non rappresentativa, dove l’informazione sarebbe libera senza paura di censure il dibattitito avrebbe avuto una consistenza ben più ampia, articolata e dannatamente critica. Quanti in quel periodo, tra esperti di fisica, energie rinnovabili e biocompatibili, non si sono espressi? Quanti gli esempi da altre parti del mondo non sono state portate all’opinione pubblica? Quante nuove tecnologie non esposte?  Oggi viviamo in quella che definisco oligarchia democratica colonialista, facendoci credere attraverso i media che è l’unica e la migliore. Informazione è conoscenza, consapevolezza, responsabilità ecco perchè la controllano. Un tempo c’erano le capanne e i villaggi dove le decisioni venivano prese dalla maggior parte dei componenti o abitanti, poi abbiamo avuto le città e le metropoli e il contatto umano si è affievolito sempre di più.  Oggi per la prima volta nella storia dell’umanità abbiamo la possibilità di essere un unico grande villaggio globale paritetico. Che fine ha fatto la capacità umana di sfruttare le risorse a lui più facilmente raggiungibili e congeniali?

  • Caro Claudio, condivido praticamente tutto. Anche io sogno di poter avere una democrazia diretta che sfrutti la tecnologia per la sua attuazione, anche se so che prima c’è molto da fare per “ripulire” il sistema telecomunicazioni, a garanzia di un progetto simile, e che ci vorrà tempo, e gli uomini giusti nei posti giusti.

    Una cosa non condivido, e riguarda il modo di vedere la politica del “futuro”:

    byoblu ha scritto :
    Allo stesso modo non è rinunciando alle garanzie che tutelano i nostri diritti (riconoscendo a chi serve il popolo con onore un futuro non incerto) che raddrizzeremo la rotta. Dobbiamo cambiare gli uomini al comando, non buttare la nave.

    Non voglio credere tu pensi che ci sia qualcuno che sia più “uguale di altri”… la nostra Costituzione è (deve essere) l’elemento di Garanzia di ogni uomo. E’ tutto scritto lì: tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, a un futuro non incerto: l’onore non è una merce, che si compra. L’onore di servire il proprio popolo, è la ricompensa. E’ una questione di senso civico. Se per servire il tuo Paese non ti basta uno stipendio più che dignitoso di 2.500 euro netti, dove è l’onore?

    Tu stesso dici che dove si rompono gli equilibri in seguito a un “default”, ci sono le guerre… se non impariamo che il sistema capitalistico è una bufala che matematicamente non sta in piedi, e non smettiamo di consumare gli eccessi, continueremo ad avere sulla coscienza tutti i morti di fame o sotto le nostre bombe in giro per il mondo. Sempre che non comincino a tirarle in testa anche a noi.

    E’ un gioco a cui non sto più: i soldi non sono un valore, nel mio immaginario “politico”. Dove ci sono soldi, ci sono ingordigia, voglia di prevaricazione, egoismo. La Politica, quella vera, la si fa tutti i giorni: e non hai idea forse di quanta gente lo fa gratis (oltre te… ). Io in primis, dedicandogli praticamente tutto il mio tempo libero.

    Ti dirò di più. Per coerenza, son diventato anche vegetariano da 3 mesi: qualità a parte, se ognuno di noi mangiasse filetto tutti i giorni, quante vacche dovremmo macellare ogni settimana al mondo? 6,5mld?

    Decrescita: per me è felice, e va cominciata dai gangli della politica, per dare l’esempio

    Ciao e alla prossima

  • Caro Claudio, condivido praticamente tutto. Anche io sogno di poter avere una democrazia diretta che sfrutti la tecnologia per la sua attuazione, anche se so che prima c’è molto da fare per “ripulire” il sistema telecomunicazioni, a garanzia di un progetto simile, e che ci vorrà tempo, e gli uomini giusti nei posti giusti.

    Una cosa non condivido, e riguarda il modo di vedere la politica del “futuro”:

    byoblu ha scritto :
    Allo stesso modo non è rinunciando alle garanzie che tutelano i nostri diritti (riconoscendo a chi serve il popolo con onore un futuro non incerto) che raddrizzeremo la rotta. Dobbiamo cambiare gli uomini al comando, non buttare la nave.

    Non voglio credere tu pensi che ci sia qualcuno che sia più “uguale di altri”… la nostra Costituzione è (deve essere) l’elemento di Garanzia di ogni uomo. E’ tutto scritto lì: tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, a un futuro non incerto: l’onore non è una merce, che si compra. L’onore di servire il proprio popolo, è la ricompensa. E’ una questione di senso civico. Se per servire il tuo Paese non ti basta uno stipendio più che dignitoso di 2.500 euro netti, dove è l’onore?

    Tu stesso dici che dove si rompono gli equilibri in seguito a un “default”, ci sono le guerre… se non impariamo che il sistema capitalistico è una bufala che matematicamente non sta in piedi, e non smettiamo di consumare gli eccessi, continueremo ad avere sulla coscienza tutti i morti di fame o sotto le nostre bombe in giro per il mondo. Sempre che non comincino a tirarle in testa anche a noi.

    E’ un gioco a cui non sto più: i soldi non sono un valore, nel mio immaginario “politico”. Dove ci sono soldi, ci sono ingordigia, voglia di prevaricazione, egoismo. La Politica, quella vera, la si fa tutti i giorni: e non hai idea forse di quanta gente lo fa gratis (oltre te… ). Io in primis, dedicandogli praticamente tutto il mio tempo libero.

    Ti dirò di più. Per coerenza, son diventato anche vegetariano da 3 mesi: qualità a parte, se ognuno di noi mangiasse filetto tutti i giorni, quante vacche dovremmo macellare ogni settimana al mondo? 6,5mld?

    Decrescita: per me è felice, e va cominciata dai gangli della politica, per dare l’esempio

    Ciao e alla prossima

  • Caro Claudio, condivido praticamente tutto. Anche io sogno di poter avere una democrazia diretta che sfrutti la tecnologia per la sua attuazione, anche se so che prima c’è molto da fare per “ripulire” il sistema telecomunicazioni, a garanzia di un progetto simile, e che ci vorrà tempo, e gli uomini giusti nei posti giusti.

    Una cosa non condivido, e riguarda il modo di vedere la politica del “futuro”:

    byoblu ha scritto :
    Allo stesso modo non è rinunciando alle garanzie che tutelano i nostri diritti (riconoscendo a chi serve il popolo con onore un futuro non incerto) che raddrizzeremo la rotta. Dobbiamo cambiare gli uomini al comando, non buttare la nave.

    Non voglio credere tu pensi che ci sia qualcuno che sia più “uguale di altri”… la nostra Costituzione è (deve essere) l’elemento di Garanzia di ogni uomo. E’ tutto scritto lì: tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, a un futuro non incerto: l’onore non è una merce, che si compra. L’onore di servire il proprio popolo, è la ricompensa. E’ una questione di senso civico. Se per servire il tuo Paese non ti basta uno stipendio più che dignitoso di 2.500 euro netti, dove è l’onore?

    Tu stesso dici che dove si rompono gli equilibri in seguito a un “default”, ci sono le guerre… se non impariamo che il sistema capitalistico è una bufala che matematicamente non sta in piedi, e non smettiamo di consumare gli eccessi, continueremo ad avere sulla coscienza tutti i morti di fame o sotto le nostre bombe in giro per il mondo. Sempre che non comincino a tirarle in testa anche a noi.

    E’ un gioco a cui non sto più: i soldi non sono un valore, nel mio immaginario “politico”. Dove ci sono soldi, ci sono ingordigia, voglia di prevaricazione, egoismo. La Politica, quella vera, la si fa tutti i giorni: e non hai idea forse di quanta gente lo fa gratis (oltre te… ). Io in primis, dedicandogli praticamente tutto il mio tempo libero.

    Ti dirò di più. Per coerenza, son diventato anche vegetariano da 3 mesi: qualità a parte, se ognuno di noi mangiasse filetto tutti i giorni, quante vacche dovremmo macellare ogni settimana al mondo? 6,5mld?

    Decrescita: per me è felice, e va cominciata dai gangli della politica, per dare l’esempio

    Ciao e alla prossima

  • Niente ideologismi o partitismi. La gente, se non condizionata, non ragiona ne da comunista, ne da fascista. Guarda ai problemi pratici del vivere quotidiano e quando si affacciano questioni ben più ampie se ben informata sa decidere. Al parlamento metterei semplicemente dei dipendenti pubblici, chi propone ha espresso un’opinione che se condivisibile andrebbe vagliata nei minimi particolari senza elezioni, non necessitano rappresentanti ma solo commissioni di vigilanza pubbliche partecipate. E poi chi ha detto che ci debba essere necessariamente una sola soluzione? Le soluzioni potrebbero essere anche 2, 3, perchè non sperimentarle o complementarle? Quindi a questo punto perchè votare e scegliere una soluzione e uno sconosciuto come rappresentante e non due allora? Anche il gioco del 55% di maggioranza non funzionerebbe.

    • quello che proponi è il gioco di composizione dei programmi, cioè quella fase del processo (la prima) dove si accorpano programmi complementari, scegliendo quindi le macro-idee perseguibili, prima di identificare gli uomini giusti per attuarli.

      Realizzare/tentare più di un’idea contemporaneamente può essere fattibile in alcuni casi, in altri no. Per esempio: non si può scegliere contemporaneamente una manovra finanziaria e una seconda e magari una terza, come sta succedendo oggi, in un compulsivo dietro-front continuo. O ne scegli una, o ne scegli un’altra, e qui si gioca anche il principio di responsabilità nell’autodeterminazione di un popolo, ovvero la sua capacità di determinare le scelte giuste che lo porteranno alla prosperità. Oppure al suo declino.

  • Condivido il discorso di fondo, ma…

    Facciamo attenzione a non esaltare la rete come se fosse la soluzione a tutti i nostri problemi; è uno strumento, niente di più e niente di meno. Se lo si usa in maniera intelligente funziona bene, altrimenti è un disastro.

    Inoltre, una volta scelto il programma, perché sia realizzato non c’è neanche bisogno di eleggere qualcuno. Bastano 5 o 6 funzionari preparati e il programma è cosa fatta.

    Il problema è che abbiamo le mani sporche

    Esatto. Questo è il vero problema, e di fronte a questo non c’è ricetta che tenga…

  • E se il parlamento avessi alcuni principi del “Grande Fratello” (intendiamoci ! Roba seria eh!) ? I parlamentari  equamente divisi tra uomini e donne, tutto trasparente, tutto si fa alla luce del sole, il popolo sente, vede tutto quello che succede e ogni tanto si fanno i NOMINATION.

    scherzi a parte, l’importante è che il cittadino non sia tagliato dalla vita politica, bisogna fare in modo che i parlamentari rispondano solo al popolo e non ai loro capi partito !

    La desciplina e le presenze vanno prese sul serio. Bisogna spiegare ai futuri parlamentare che significa essere un parlamentare. La sede del parlamento non è la poltrona di casa tua dove ti lasci andare facendo il sonnellino pomeridiano, non è una sala giocchi dove sfidi i tuoi colleghi a Super Mario sugli Ipad, il parlamento non è un luogo di latitanza per i condannati, l’immunità parlamentare non significa avere il “Gorilla” che ti difende dai giornalisti, dal cittadino che ti chiede “in modo civile” conto, un parlamentare non pò mai avvalere della “facoltà di non rispondere”, deve sempre dare conto al suo datore di stipendio : Il popolo.

  • La rete è solo un mezzo e non un fine. Quindi nessuna paura ad allargarne gli orizzonti.

     

    Esattamente, alcuni funzionari, tutto qua. Popolo sovrano nelle parole e nei fatti, ripeto la responsabilità non va accorpata in un unico soggetto fisico o partitico, ma va responsabilizzata la società intera.

     

    Facciamo un esempio o un test come volete. Secondo voi quanti italiani avrebbero appoggiato l’aggressione alla Libia se fossero stati preventivamente informati sui fatti?

  • “Ognuno di noi, quando si interessa e partecipa alle cose della propria comunità, fa politica.
    Se ogni giorno pensi o discuti, anche solo un pò, su come migliorare la tua terra sei un importante uomo politico”

    Oggi finalmente in questo blog, leggo che ci sono altri Importanti Uomini Politici.

    Bravo Claudio, costruttivamente e pian pianino, si comincia a costruire il futuro dei nostri figli, e poi bene o male, l’importante è che se ne parli !!

    … ma ancor più importante è che se ne continui a parlare (anche quando riprenderanno ad imbecillirci con lo “sport” nazionale).

    Tutta la mia stima a te ed ai commentatori.

    Luigi Quintavalle (aluises)

  • Claudio, io condivido praticamente sempre i tuoi articoli ma questo proprio no.

    Le tue considerazioni sugli stipendi e sui finanziamenti pubblici sono irritanti

    Abbiamo la classe politica mondiale che guadagna più di tutti e nonostante questo è completamente inefficiente, corrotta e inutile. Inoltre la politica ormai viene fatta solo da persone ricche. Mi dici un operaio che fa politica ad alto livello? oppure un cassintegrato? oppure una casalinga? Eppure si può contare su lauti finanziamenti e su lauti compensi. E non vale nemmeno il discorso che se non paghi bene un politico è più soggetto a corruzione visto quello che succede da noi.

    Io penso invece che la politica deve tornare ad essere un qualcosa vicino alle persone e quindi per essere vicina alle persone deve prevedere un compenso buono ma che non arricchisce, che fa sì che chi fa politica sappia cosa vuol dir avere una famiglia numerosa, pagare l’asilo, pagarsi il dentista, avere un mutuo, fare la spesa una volta la settimana, pagarsi le bollette. Solo così la politica tornerà ad essere la Politica.

    Chi fa politica deve farlo perchè decide di ‘sacrificarsi’ per il bene comune per un breve periodo della propria vita. Quindi 2 mandati vanno più che bene, altrimenti rischia di diventare un lavoro e si rischia di entrare in una casta autoreferenziale. Il turnover vuol dire ricambio, forze fresche e non corrotte, giovani con idee di lungo respiro.

    Sono le regole che vanno cambiate: chi ha conflitti di interesse non può fare politica, chi controlla organi di informazione non può candidarsi così come chi non ha la fedina penale linda. Inoltre in campagna elettorale devono essere assicurati a tutti gli stessi spazi, gli stessi luoghi, gli stessi organi di informazione. Non c’è bisogno di finanziamenti per assicurare ciò, bastano 4 semplici regolette che vanno fatte rispettare.

    Terribile poi questa tua affermazione: “ma nominare un capitano esperto e più capace”. Ma come, ancora con l’idea dell’uomo forte e del leader carismatico ???? basta, non se ne puole più. Non abbiamo bisogno di leader carismatici ma di cittadini consapevoli e attivi che difendono i propri diritti e le proprie idee in prima persona senza delegare.

    Sono d’accordo invece sul passare da una democrazia rappresentativa ad una diretta, sull’utilizzare internet per redigere programmi o eleggere candidati, sul dare spazio alle idee e non alle persone.

    Quindi mi dispiace Claudio ma seppur ti stimi molto come persona, mi trovo costretto a bocciare quasi totalmente la tua proposta

    • la metà delle cose che hai detto sono già scritte nel post, e l’altra metà non l’hai capite. come per esempio l’esempio che fai del capitano, che dimostra solo una cosa : sei allergico alle metafore e i tuoi preconcetti hanno la meglio sull’ evidenza del significato del testo.ragazzi , capisco che commentare alle tre di notte sia un’impresa ardua per chiunque, ma per questo genere di articoli è necessario avere la mente lucida e la giusta capacità di concentrazione. basta con queste banalità della politica che costa troppo, ripetuta come un mantra. detta così , è solo retorica e demagogia. bisogna allargare le proprie vedute. e prima di commentare, respirare e riflettere.

  • c’è un calcolo semplice. Ad oggi, gli stipendi dei parlamentari ci costano 13 milioni e poco più. Dimezzando i parlamentari e dimezzando lo stipendio (lasciandoli quindi con circa 6.500 euro al mese) si risparmiano circa 10 milioni. Ecco… se già questi me li investi in qualcosa di più utile io sarei d’accordo. Sono spiccioli in manovre finanziarie da miliardi, ma non lo sono più se li distribuisci ad esempio alla cultura. Il problema è come vengono gestiti i soldi. E poi Claudio. Mi soprende che tu parli dei rimborsi elettorali come qualcosa di indispensabile. Solo dal 2006 ad oggi ci stanno costando 1 miliardo di euro. Le autoblu ce ne costano 4 miliardi. Le spese militari ben 23 miliardi l’anno.

    Io non posso accettare che una persona faccia politica “per fare soldi” perchè se no “Chi me lo fa fare”! Perchè non è più politica e la ricattabilità diventa praticamente inevitabile. La politica è una missione e in quanto tale deve avere una durata breve. Non accetto che dopo 5 anni si vada in pensione. Se fai politica la fai col cuore. E se devi lasciare il lavoro che stai facendo lo fai o resti in aspettativa. I manager in politica fanno solo danni e la prova è sotto i nostri occhi.

    Io sono dell’idea che alla guida di un paese ci debba essere, non un professionista di gestione, ma un professionista di vita comune. Un cittadino che ha guadagnato 1000€ al mese fino a prima e che sa cosa vuol dire fare la fame e che capisce il problema reale che affligge ogni italiano.
    La rete è speciale, fondamentale e indispensabile… è interessante il discutere le proposte in rete, ad oggi chiunque potrebbe fare un programma di governo e proporro.. credo che si creerebbe un ammasso di idee e non se ne caverebbe un ragno dal buco. Però è anche vero che si vogliamo cambiare QUESTO modo di fare politica, una soluzione drastica è da prendere!

    • pura demagogia spicciola, rita e ritrita , che non tiene in nessuna considerazione la realtà. quanto avevate in filosofia e in educazione civica, quando ancora c’era? Ma sapete leggere? certo che in molti casi vedo riflessi da cane di pavlov. vi siete fatti condizionare per bene, eh?

    • Giamporsi, anche a te ho risposto alle tre di notte, in maniera franca ma troppo spicciola. Ti chiedo però, cortesemente, se desideri discuterne, di leggerti tutti i commenti già pubblicati qui, così partiamo da una base che elimina a monte tante incomprensioni. Ciao.

  • Ciao,

    sono d’accordissimo con quello che si dovrebbe fare: le idee sono ciò che ci fa progredire, ciò che andrebbe votato. Lo diceva un Grillo qualsiasi nel ’93…

    Però permettimi non concordo e mi concedo oltretutto un po’ di costernazione intorno alla disastrosa ipotesi del povero politico che a 2000 euro al mese non ce la fa e per questo a nessuno gli verrà mai in mente di occuparsi della politica.

    NESSUN FUTURO E’ CERTO, iniziando da una piu’ spiccia dialettica. Non lo è se sei un manager di una società, non lo è se sei un commerciale e quindi non deve esserlo, a maggior ragione, se ti fai una decina d’anni nella politica del tuo paese. Dove, se sei bravo e fai valere le tue idee, sono le aziende stesse che ti vengono a cercare a fine mandato.

    In piu’, c’è da dire, che i 2000 euro al mese te li metti tutti al pizzo perché per tutta la durata del tuo mandato NON PAGHI UN CAZZO DI NIENTE! MANCO LA CASA, MANCO L’AMANTE, MANCO LA COCAINA PERCHE’ se sei bravo PUOI VIVERE DI “ASSAGGINI”, free samples per tutti e otto gli anni. Durante il tuo mandato ti arrivano regaloni e proposte a destra e a manca. E le persone a cui fai favori o che ti fanno i favori in otto anni di mandato ti durano, almeno, un’altra ventina d’anni, quando esci dalla politica.

    Quindi, perché futuro incerto? Il futuro ce l’hanno certo anche se pigliano mille euro al mese, senza tredicesima, per otto anni.

    • In piu’, c’è da dire, che i 2000 euro al mese te li metti tutti al pizzo perché per tutta la durata del tuo mandato NON PAGHI UN CAZZO DI NIENTE! MANCO LA CASA, MANCO L’AMANTE, MANCO LA COCAINA PERCHE’ se sei bravo PUOI VIVERE DI “ASSAGGINI”, free samples per tutti e otto gli anni. Durante il tuo mandato ti arrivano regaloni e proposte a destra e a manca. E le persone a cui fai favori o che ti fanno i favori in otto anni di mandato ti durano, almeno, un’altra ventina d’anni, quando esci dalla politica.

      Stai descrivendo esattamente il malcostume della politica di oggi, che è il malcostume degli “uomini” che fanno politica oggi, ovvero di quegli uomini che si appropriano di un buon sistema e lo volgono a loro favore sfruttando corruttele, il loro status, clientelismi, vassallaggio e così via. E’ questo quello che vuoi? Uno Stato che paga un politico pochissimo e un politico che si arrangia come può, facendo la cresta su qualsiasi cosa?
      Dentro a questo articolo trovi un nuovo sistema elettorale, che sia più democratico, paritetico, che rappresenti davvero i cittadini e che possa mandare davvero i migliori (Aristos) a rappresentarti. Questa gente, questa “nuova” gente, così selezionata, non si comporterà nel modo che hai descritto, quello è il risultato del vecchio sistema elettorale, e non deve essere messa in condizione di dovervi ricorrere. 

      Quindi, perché futuro incerto? Il futuro ce l’hanno certo anche se pigliano mille euro al mese, senza tredicesima, per otto anni.

      Parli per esperienza personale, e parli con uno che non sa neppure se domani gli portano via la casa. Quando parli di un intero sistema paese, devi immaginare situazioni anche molto diverse dalla tua.
      Immagina un padre di famiglia (o una madre) con mutuo, tre bimbi piccoli da far crescere e studiare e una bottega ben avviata. E’ molto bravo, ha idee convincenti e tutti quelli che lo conoscono vorrebbero essere rappresentati da lui. Per farlo, tuttavia, egli dovrebbe chiudere bottega (divieto di cumulo e poi la bottega funziona solo se c’è lui), rinunciare a una certezza (certo che il futuro è incerto per tutti, ma se permetti per lui, in quel momento, è molto meno incerto che per uno che non ha niente perché, magari, non ha saputo costruire niente), con viceversa la certezza di tornare dall’esperienza di governo e non avere più un lavoro o dover ricominciare daccapo. Gli dicono: lascia tutto e vai a Roma a rappresentarci, abbiamo bisogno di te. Ti diamo 2000 euro al mese, fai al massimo dieci anni e quando esci, a cinquant’anni, sono affari tuoi (e dei tuoi figli).

      Tu ci andresti? Io no. Lo farei se avessi vent’anni. Ma se avessi vent’anni non avrei l’esperienza necessaria per affrontare questioni delicate come quelle che affronta un governo (a parte poi le competenze specifiche come quelle di economia che richiedono lunghi e costosi studi, esperienza internazionale etc). Oppure lo farei se fossi ricco. O se fossi anziano.

      Quindi stai costruendo un sistema dove solo chi è giovanissimo e senza responsabilità (o senza futuro: un disperato), chi è anziano (ma non dovevamo mandare più giovani al governo?) o chi è ricco possono fare politica. Gli altri possono farlo solo sulla carta. 

      E poi francamente, fare poltica come si deve, con onore, rappresentando tutto il popolo italiano richiede un certo decoro, una certa dignità. Ma stiamo scherzando? Un tassista si fa 8 mila euro al mese, tra una sigaretta, uno sputo per terra e una bestemmia (con buona pace dei tassisti) e un parlamentare della Repubblica deve aver paura a far benzina o andare a prendere Tony Blair in bicicletta?

      E’ questo che io reputo demagogia spicciola. Chi fa questi ragionamenti in maniera un po’ acritica secondo me è vittima di un sistema che indirizza la rabbia della gente verso la cosiddetta “casta”, che ha sicuramente colpe infinite e va cambiata, ma va cambiata con uomini migliori, non demolendo le garanzie che assicurano ad una democrazia di funzionare e di dare le stesse opportunità di rappresentanza a tutti.

      Non a caso, nell’articolo si propone di discutere un sistema elettorale che possa garantire di mandare in Parlamento gli uomini migliori, quelli che se lo meritano e che il popolo italiano sceglie con un sistema democratico, sulla base di idee e non di bei faccioni simpatici.

      E’ di quello che dovremmo discutere in italia, altrimenti saliranno al potere sempre ricchi e faccendieri. E a quel punto potrai tagliargli lo stipendio quante volte vuoi (ammesso che lo faranno davvero), ma continueranno (loro sì) a guadagnare da altre fonti illecite.

      Lo dico a te ma lo dico a tutti: concentriamoci sui problemi reali, non sulle chiacchiere da bar. 

  • Francamente rimango allibito dalla tua risposta

    “non hai capito, preconcetti, mente lucida, demagogia, retorica”

    Si risponde così quando si vuole evitare il confronto, tacciando il tuo interlocutore di non capire niente. In genere rispondono così i politici, non un blogger che apre una discussione con i suoi lettori.

    Se non ho capito spiegami, non mi tacciare di non aver capito trattandomi come uno stupido.

    dire che in Italia nonostante i finanziamenti pubblici altissimi la politica viene fatta lo stesso dai ricchi e non c’è nessuno spazio per i ‘poveri’ è demagogia e retorica?

    dire che in Italia non c’è ricambio generazionale nella classe politica è demagogia e retorica?

    dire che in Italia abbiamo i costi della politica più alti d’Europa è demagogia e retorica?

    dire che i politici hanno stipendi e livelli sociali tali da essere distantissimi dai problemi che vivono tutti i giorni i cittadini è demagogia e retorica?

    dire “ma nominare un capitano esperto e più capace” mi spieghi che metafora è?

    guarda che io quando ti ho risposto ho letto benissimo il tuo post ed ero lucido. Quindi ripeto o mi spieghi cosa ho frainteso delle tue affermazioni oppure semplicemente la penso diversamente da te. E’ un reato?

  • Claudio, le tue idee sono fantastiche, NON smettere maiiii . ANZI ORGANIZZATI PERCHE’ SEMPRE PIU’ GENTE TI ASCOLTI. Sei il precursore di una nuova società, (non democrazia), ma società umanamente sostenibile. Continua a farlo, perchè la nostra assurda inerzia ed ignoranza ci sta portando vicino a paesi come il Messico, dove la gente di buona volontà come noi, muore ammazzata ad un ritmo spaventoso!!!!! Tra loro , anche voi giornalisti, le ultime 2, sono morte ammazzate oggi e denudate  in un miserabile parco di Messico City. Dunque il tuo è un compito molto arduo e difficile, ma sei un ragazzo super forte intelligente e  responsabile, quindi NON MOLLARE MAIIIIIIIIIII.

    Con affetto il tuo amico Fabrizio

    sto sempre aspettando di incontrarti ciao       

  • byoblu ha scritto :
    possono bastare, certo. Ma cosa succede se il signor Rossi, dopo cinque anni dio governo, si ritrova a 45 anni a casa e senza più un lavoro, dato che quello che aveva prima l’ha abbandonato e uno nuovo, a quell’età, è difficile trovarlo? Tu lo faresti, abbandonare il lavoro per 5/10 anni, sapendo che se poi vai a casa sei nella m___ fino al collo?Per questo, un sistema di previdenza integrativa, eventualmente da togliere nel caso limite in cui chi ha governato avesse fatto solo festini ad Arcore anziché tradurre un programma in realtà (improbebile, perché se il candidato è stato scelto con i criteri su esposti, difficile che ci si trovi di fronte poi un tale debosciato) risulta necessario allo stesso buon senso.Non tutti si possono permettere di fare politica, e questo non è democratico.

    Una persona “normale”, dopo 5 anni a 10.000 € al mese, starebbe sereno come probabilmente mai prima nella sua vita. Sarebbero 600.000 €, 1.200.000 € in 10 anni… credimi, OGNI PERSONA non si farebbe alcun problema qualora non dovesse ritrovare il suo precedente lavoro… lavoro che comunque potrebbe aver lasciato anche in gestione a qualcuno solo per il tempo necessario ad espletare la sua servitù verso il Popolo.

    • Parti da un dato che dimostra che non hai letto con attenzione l’articolo. Scrivi: "Una persona "normale", dopo 5 anni a 10.000 € al mese, starebbe sereno come "

      Tu parli di 10 mila euro al mese, ma la cifra riportata nell’articolo parla di 2 mila euro al mese, così come le proposte che sento arrivare da molti. Con 2000 euro al mese, dovendomi mantenere in una città lontana dalla mia, dovendoci mantenere pure la famiglia e le spese di rappresentanza (anche banalmente per spostarmi e andare ad ascoltare i cittadini) no, non starei per nulla sereno. Anzi: non ci andrei proprio. Risultati: continuerebbero ad andarci Berlusconi e D’Alema, che non hanno problemi.

      In ogni caso, il tuo e’ un’altro commento che reagisce d’impulso, come il riflesso condizionato generato da uno spillo, sulla questione dei costi della politica (che io intendo solo nella parte delle garanzie) e sorvola con nonchalance sulla vera proposta che è quella del nuovo sistema elettorale.

      Dimostra che le reazioni incondizionate basate sui nostri pregiudizi/preconcetti sono più forti della capacità di rilevare qual’è il tema fondamentale.

      Dobbiamo ragionare da "statisti", visto che di statisti al governo (per colpa di questo sistema elettorale) non ne abbiamo mandati. Se ragioniamo da peones siamo rovinati. 

    • Parti da un dato che dimostra che non hai letto con attenzione l’articolo. Scrivi: "Una persona "normale", dopo 5 anni a 10.000 € al mese, starebbe sereno come "

      Tu parli di 10 mila euro al mese, ma la cifra riportata nell’articolo parla di 2 mila euro al mese, così come le proposte che sento arrivare da molti. Con 2000 euro al mese, dovendomi mantenere in una città lontana dalla mia, dovendoci mantenere pure la famiglia e le spese di rappresentanza (anche banalmente per spostarmi e andare ad ascoltare i cittadini) no, non starei per nulla sereno. Anzi: non ci andrei proprio. Risultati: continuerebbero ad andarci Berlusconi e D’Alema, che non hanno problemi.

      In ogni caso, il tuo e’ un’altro commento che reagisce d’impulso, come il riflesso condizionato generato da uno spillo, sulla questione dei costi della politica (che io intendo solo nella parte delle garanzie) e sorvola con nonchalance sulla vera proposta che è quella del nuovo sistema elettorale.

      Dimostra che le reazioni incondizionate basate sui nostri pregiudizi/preconcetti sono più forti della capacità di rilevare qual’è il tema fondamentale.

      Dobbiamo ragionare da "statisti", visto che di statisti al governo (per colpa di questo sistema elettorale) non ne abbiamo mandati. Se ragioniamo da peones siamo rovinati. 

    • Parti da un dato che dimostra che non hai letto con attenzione l’articolo. Scrivi: "Una persona "normale", dopo 5 anni a 10.000 € al mese, starebbe sereno come "

      Tu parli di 10 mila euro al mese, ma la cifra riportata nell’articolo parla di 2 mila euro al mese, così come le proposte che sento arrivare da molti. Con 2000 euro al mese, dovendomi mantenere in una città lontana dalla mia, dovendoci mantenere pure la famiglia e le spese di rappresentanza (anche banalmente per spostarmi e andare ad ascoltare i cittadini) no, non starei per nulla sereno. Anzi: non ci andrei proprio. Risultati: continuerebbero ad andarci Berlusconi e D’Alema, che non hanno problemi.

      In ogni caso, il tuo e’ un’altro commento che reagisce d’impulso, come il riflesso condizionato generato da uno spillo, sulla questione dei costi della politica (che io intendo solo nella parte delle garanzie) e sorvola con nonchalance sulla vera proposta che è quella del nuovo sistema elettorale.

      Dimostra che le reazioni incondizionate basate sui nostri pregiudizi/preconcetti sono più forti della capacità di rilevare qual’è il tema fondamentale.

      Dobbiamo ragionare da "statisti", visto che di statisti al governo (per colpa di questo sistema elettorale) non ne abbiamo mandati. Se ragioniamo da peones siamo rovinati. 

  • byoblu ha scritto :
    pura demagogia spicciola, rita e ritrita , che non tiene in nessuna considerazione la realtà. quanto avevate in filosofia e in educazione civica, quando ancora c’era? Ma sapete leggere? certo che in molti casi vedo riflessi da cane di pavlov. vi siete fatti condizionare per bene, eh?

     

    ma come demagogia Claudio?? Sono calcoli e non sono opinabili. Sono i numeri della spesa pubblica della nostra politica. Cosa centra il riflesso condizionato con la mia risposta? Secondo te sarebbe così stupido risparmiare una decina di miliardi di spese pubbliche inutili come autoblu o spese militari come i 131 f-35 da 16 miliardi???

    E cmq non serve attaccare così violentemente…. ho solo dato una mia opinione… stai attento Claudio a dare certe risposte, perchè (non nel mio caso perchè amo le discussioni accese) ma a qualcuno potrebbe dare fastidio e potrebbe non tornare più e additarti come montato.

  • RIGUARDO AI PRIVILEGI DEI PARLAMENTARI ED IL LORO DIMEZZAMENTO:

    Vorrei fare una piccola considerazione sul fatto che togliere i privilegi sia uno svantaggio:

    Per primo io penso che si possa vivere,anche in una citta costosissima come ROMA,anche con molto meno di quello che spetta come compenso ai parlamentari e politici,voglio dire:perche uno che prende parecchie migliaia di euro al mese non deve neacnhe pagare la mensa ad un prezzo superiore di quello che costa ad uno studente universitario?Non è giusto che non paghino treno,teatro,cinema…che centra il cinema ed il teatro con la loro professione?Niente!Oltretutto hanno anche a disposizione l’auto di Stato(L’auto blu) e spostamenti gratis in Aereo…Obbiettivemente sono molto piu tutelati di un qualsiasi altro lavoratore che manda,lui si veramente,avanti il Paese…e tutte queste sono le retribuzioni ed agevolazioni “dichiarate” dallo Stato…vogliamo parlare del fatto che i Porta-Borse,ossia gente che lavora per i parlamentari,quindi per le massime rappresentanti dello stato,sono pagati in NERO???ma dove siamo….per quando riguarda i finanziamenti ai partiti;in America come ben sapete non ci sono:chi paga la campagna elettorale?I futuri elettori,la gente…il candidato deve smazzare per accattivarsi preferenze e voti,quindi per farsi eleggere deve avere il sostegno del suo bacino elettorale al quale è molto piu vincolato dato che è il suo finanziatore(tralasciando il suginificativo contributo delle Lobby)

    Invece in Italia?????I candidati sono eletti dai partiti,che ricevono rimborsi elettorali…in pratica se ne fregano del consenso dei loro futuri elettori sulla scelta dei candidati…ma che razza di democrazia è questa?Comunque penso che la riduzione dei privilegi e la razionalizzazione della macchina burocratica sia un dovere…a prescindere dalla congiuntura economica…

  • byoblu ha scritto :
    Ri-flet-te-te bene sullo scenario conseguente all’adozione di un nuovo sistema elettorale, per esempio come quello descritto. Può essere utopia, ma certamente è rivoluzionario e non può non essere oggetto di commento, mentre perdete tempo ad alterarvi ancora e sempre sui costi della politica. Significa (lo ripeto) che non avete ben letto e ben ponderato.Non fa niente: riprovateci. 

    No ma assolutamente hai ragione. Infatti alla fine del mio commento lo avevo scritto…. è interessante la proposta che fai… molto complessa da mettere in atto perchè rischierebbe di avere una montagna di proposta che, ho paura, finirebbero nel nulla.
    Ho capito che tu vuoi che si discuta di questo, in quanto è il fulcro del tuo post, visto che pure il titolo cita “Io farei così…”. Però, visto che hai dato ampiamente spazio ai costi della politica nella prima parte del post, ho espresso le mie perplessità…

    detto questo torniamo a parlare della tua idea. Ripeto… molto interessante, ma forse troppo espansiva no? cioè… non credi che permettendo a tutti di fare la propria proposta, si rischia di avere una quantità di elementi tale, da non riuscire ad essere gestita? Cioè, tu metteresti una serie di requisiti per fare la proposta o chiunque la può fare? Bisognerebbe creare un software che gestisce le informazioni e quelle uguali le accorpi automaticamente, oppure inserire di volta in volta le proposte e fare in modo che, se qualcuno è d’accordo faccia semplicemente “click” e condivida quella idea e la inserisca nel proprio “pseudo elenco di promesse”.

    Bello bello… ma così, pensandoci, mi sembra tutto molto complesso…. ma sicuramente NON impossibile. Certo che, vallo a dire tu a un Cicchitto qualunque una cosa del genere… ti tira addosso il suo iPad che deve ancora scoprire essere un Tablet e non un arma d’aggressione…

     

  • Grazie per la risposta.

    Io infatti troverei addirittura più appropriato far governare DIRETTAMENTE LE IDEE, invece delle persone. Quello che ho descritto purtroppo non l’ho fatto su base personale… io mi pago ogni cosa, e le pochissime cose che faccio fuori dal tempo che mi vede schiavo del lavoro sono tutte gratuite. 

    Sapendo però che l’ambiente della politica rappresentativa è un ambiente intrinsecamente corrotto, inserito in un sistema economico basato sulla moneta e sul mercato, è normale che chiunque vorrebbe lasciare la propria bottega di artigiano, pur sacrificando tutto il suo passato e il futuro che si era immaginato.

    Basta la prima notte insonne per capirlo: quello che ho descritto è assolutamente reale, una volta inserito nell’ambiente sarà l’ambiente a parlare attraverso di me e non il contrario; i contatti che stringerò lì saranno fondamentali e costituiranno il mio futuro. 

    La vita già funziona in questo modo, sul più onesto degli uomini. Ecco perché le idee contano più delle persone. Non ci sono uomini migliori, ci sono sono gli uomini, e le circostanze che promuovono in loro certe caratteristiche e ne bocciano altre. Quale altro profilo utente (= cittadino, votante) credi avverta la voglia di ritrovarsi su queste pagine web?

    Solo una istruzione migliore di quella che abbiamo avuto noi può portare a un diverso modo di gestire “le cose di tutti” e di assicurare il benessere.

  • Ho sempre pensato, forse a causa dell’indottrinamento televisivo, di vivere in un paese libero e democratico. I secoli tenebrosi che hanno visto dittatori e sovrani marciare su migliaia di morti di fame sono finiti, pensavo. 

    E invece, guarda un po’, pian piano, acquistando consapevoleza del mondo che ci circonda ho visto il vero volto dell’occidente. Il relativistico occidente, plasmato dal capitalismo e dall’ interesse personale. 

    E ho capito una cosa. La storia e la biologia, (grazie Darwin) ci insegnano che ci saranno sempre degli egoisti figli di buona donna, che prenderanno in mano le redini di un’ intera nazione per favorire uno stretto manipolo di parenti e amici. E oggi è ancora così. NON E’ CAMBIATO NIENTE! Prima la chiamavano Monarchia? Adesso la chiamano Democrazia!

    Sarebbe come vendere veleno chiamandolo sidro! Il nostro non è affatto il secolo della liberazione, dei diritti umani e della pace, come ci hanno fatto credere! E’ MARCIO COME IL RESTO DELLA STORIA DELL’UOMO!

    E Claudio, ti voglio bene, ma sei un illuso se pensi che la rete possa cambiare qualcosa!

    Purtroppo la rete può fornire l’informazione, ma non le risorse, l’organizzazione e per muovere le masse, che sono piuttosto pigre, ci vuole una forte, forte motivazione, (come nelle rivolte dei Gelsomini) e solo dopo aver sputato sangue si riuscirà ad ottenere qualcosa. 

    E DOPO aver fatto valere i nostri diritti, la gente si calmerà ed incomincierà a DIMENTICARE. Le nuove generazioni, adagiate sugli allori, vivranno di rendita, assopiti e vulnerabili… E quando meno te l’aspetti… BAM!!! Arriva un’ altro egoista e si mette a fare il furbo e la gente è troppo rincoglionita per accorgersene.

    E successo così dopo WW2 e succederà ancora, perchè sono i furbi che studiano la storia e non commetteranno gli stessi errori. E guarda, guarda basta fare 2 + 2 per capire cosa? CHE LA GENTE E’ STUPIDA!!! NON CAPISCE, NON RICORDA, NON SI ACCORGE CHE IL LURIDO LUPO STA INCULANDO L’AGNELLINO!

    Internet, sarà il baluardo dimenticato del 21° secolo. Ce lo toglieranno come ci stanno togliendo piano, piano, tutte le nostre libertà.  

     

    Spero che qualcuno abbia letto le mie parole e che rimanga in guardia. Come Cassandra nessuno mi ascolta mai e alla fine si vede sempre chi ha ragione… Cassandra però era una profeta, io sono solo lungimirante.

    SPERO CON TUTTO IL CUORE DI SBAGLIARE…

  • Quando le discussioni diventano più accese sarebbe meglio fermarsi, bere una birrozza allo stesso tavolo e raccontarsi un paio di barzellette. Quando gli animi si saranno calmati la ragione tornerà ad albergare nei nostri cervelli. Riprendo il discorso di ieri sera, che per stanchezza ho lasciato, e rinnovo la domanda ripartendo da li: secondo voi quanti italiani avrebbero appoggiato l’aggressione alla Libia se fossero stati preventivamente informati sui fatti?

  • Salve,

    Io credo che data l’alta responsabilità dell’incarico “politca” il corrispettivo debba essere elevato, 2000 euro non bastano e creano il probblema del “Sig Rossi” che alla fine dei 10 anni non sa più che fare.

    Ma se al parlametare gli si da lo stipendio di un magistrato di mezza carriera, egli vive bene a Roma, paga i suoi contributi e li comulerà con quelli che ha già versato con il suo precedente lavoro e quelli che verserà. E li verserà perchè è sinceramente poco probabile che non trovi, dopo i suoi 10 anni, un altro lavoro anche se ha già 55 anni. e alla fine andrà in pensione ( prima bisogna vedere se ci andremo noi, poi magari anche lui in un futuro speriamo prossimo)

    Perchè non pensare che un uomo o una donna, dopo aver partecipato al governo della cosa di tutti, non possa avere una via preferenziale, in base la suo merito e competenze acquisite durante il suo mandato, per continuare la sua carriera lavorativa nelle istituzioni.

    10 anni di governo daranno pure delle competenze tecnico-pratiche che possono essere utili ancora a tutti o no?

    ATT: per non essere frainteso: se uno è stato bravo, ha contribuito a portare a casa i risultati che ci aveva promesso, insomma è meritevole, anzi che farcelo portare via da una azienda privata ( penso a un ottimo sottosegretario all’econimia, che ha fatto bene e ci capisce) perchè non dargli una via preferenziale per continuare a gestire la cosa di tutti? Non avrà più un incarico politico ma tecnico. Lo mettiano in banca d’Itatla? Consob….fate voi…

     

    Comunque , Claudio, io non mi preoccuperei troppo del problema disoccupazione del Sig Rossi, con il suo relativo disinnamoramento per il la gestione della cosa pubblica. Quando sei al potere, anche se sei onesto tutti ti fanno la corte. Il probblema non è il sistema che è corruttibile, ma la natura umana.

     

    Insomma la tua proposta mi piace,  soprattutto nella parte della formazione delle idee-programma

     

    Ciao

  • L’idea proposta da Claudio nell’articolo rappresenta la più probabile e auspicabile EVOLUZIONE della democrazia, per realizzarla è necessario destituire la classe politica, “essi” non si lasceranno detronizzare facilmente, in definitiva c’è poco da fare, ci vuole una RIVOLUZIONE con tutto quello che comporta.

    Purtroppo credo che noi della generazione attuale non abbiamo gli attributi per poterla realizzare perchè abbiamo perso di vista i nobili ideali tanto da non sapere nemmeno quali e cosa siano.

  • byoblu ha scritto :
    Parti da un dato che dimostra che non hai letto con attenzione l’articolo. Scrivi: “Una persona “normale”, dopo 5 anni a 10.000 € al mese, starebbe sereno come “Tu parli di 10 mila euro al mese, ma la cifra riportata nell’articolo parla di 2 mila euro al mese, così come le proposte che sento arrivare da molti. Con 2000 euro al mese, dovendomi mantenere in una città lontana dalla mia, dovendoci mantenere pure la famiglia e le spese di rappresentanza (anche banalmente per spostarmi e andare ad ascoltare i cittadini) no, non starei per nulla sereno. Anzi: non ci andrei proprio. Risultati: continuerebbero ad andarci Berlusconi e D’Alema, che non hanno problemi.In ogni caso, il tuo e’ un’altro commento che reagisce d’impulso, come il riflesso condizionato generato da uno spillo, sulla questione dei costi della politica (che io intendo solo nella parte delle garanzie) e sorvola con nonchalance sulla vera proposta che è quella del nuovo sistema elettorale.Dimostra che le reazioni incondizionate basate sui nostri pregiudizi/preconcetti sono più forti della capacità di rilevare qual’è il tema fondamentale.Dobbiamo ragionare da “statisti”, visto che di statisti al governo (per colpa di questo sistema elettorale) non ne abbiamo mandati. Se ragioniamo da peones siamo rovinati. 

    E no Claudio, dai!

    Io ho quotato da un commento nel quale si diceva che 10.000 € andrebbero bene se il lavoro fosse svolto come dovrebbe. E il TUO (non mio) “possono bastare MA…” era riferito ai 10.000 €. Io ti seguo da una vita è adoro come lavori, ma qui ho sei stato disattento o m’hai girato la frittata per portare la ragione dalla tua. Io sono un attivista M5S e anzichè 10.000€ al mese sono più per 100 € al giorno + tutte le agevolazioni VERAMENTE NECESSARIE esclusivamente per lo svolgimento del lavoro istituzionale.

    Il mondo è pieno di gente che si mobilita, non sei l’unico. Tu hai la TV in casa? Io no. Hai il frigo pieno di cibo dei centri commerciali? Io no, solo bio. Sei contro lo sfruttamento razziale e lo specismo? Allora di certo non avrai pelli e pellicce nel tuo guardaroba. Ecc ecc. Non siamo tutti impulsivi come QUESTA VOLTA ti sei dimostrato. Ho letto ed analizzato con attenzione il post. Ma ti voglio tanto bene lo stesso 🙂

    • “possono bastare, certo. Ma cosa succede se il signor Rossi, dopo cinque anni dio governo, si ritrova a 45 anni a casa e senza più un lavoro, dato che quello che aveva prima l’ha abbandonato e uno nuovo, a quell’età, è difficile trovarlo? Tu lo faresti, abbandonare il lavoro per 5/10 anni, sapendo che se poi vai a casa sei nella m___ fino al collo?
      Per questo, un sistema di previdenza integrativa, eventualmente da togliere nel caso limite in cui chi ha governato avesse fatto solo festini ad Arcore anziché tradurre un programma in realtà (improbebile, perché se il candidato è stato scelto con i criteri su esposti, difficile che ci si trovi di fronte poi un tale debosciato) risulta necessario allo stesso buon senso.
      Non tutti si possono permettere di fare politica, e questo non è democratico.”

      questo era il mio commento. Era una risposta a una serie di argomentazioni, non a una domanda secca se “10000 euro al mese possono bastare oppure no”. La serie di argomentazioni comprendeva tutti i privilegi sviluppati dal nostro sistema democratico per garantire che tutti possano essere rappresentati, a cominciare da una tutela previdenziale.

      Dicevo quindi: “Possono bastare, certo.” Punto, c’era un punto. Significa che possono certamente bastare (ma la cifra non l’ho fatta io, l’aveva ipotizzata il commentatore, dunque non sono io che ho deciso che devono prendere 10mila euro al mese). Bastano (e secondo me avanzano pure) come stipendio. Il MA è riferito al fatto che quando uno torna a casa, magari a 55 anni, non deve rischiare di trovarsi senza lavoro. Se vogliamo giocare a chie le spara più grosse ok, ma se vogliamo aprire la finestra e guardare come funziona il mondo reale, scopriamo che ci sono un sacco di persone di una certa età che hanno perso il lavoro, disoccupate, e che non lo ritroveranno mai perchè sono considerate “troppo vecchie” per la società. Anche e soprattutto tra quello superqualificate, come manager o gente che si suppone abbia avuto ottimi stipendi.

      Quando mandi qualcuno a Roma, a rappresentarti, anche se tu vivi senza nulla (e ti fa onore, sto cercando di abbassare il mio stile di vita anche io) non puoi imporre che chiunque campi con la stessa cifra, perché le persone sono molte, ognuna ha la sua storia, le spese sono diverse da caso a caso, c’è chi ha tanti figli, chi non ne ha nessuno, chi aveva un certo stile di vita e non è soltanto un male, perché se vuoi nominare un ministro dell’economia attendibile finirà che non lo scegli al mercato tra chi urla più forte, ma lo andrai a cercare tra chi ha studiato molto, conosce bene un certo mondo, è in grado di ricevere degnamente un ministro estero eccetera, quindi (se lasciamo la demagogia a casa) è prevedibile che il suo stile di vita abbia bisogno di un tenore superiore rispetto al mio che mi accontento di bloggare da casa (e ciononostante ho migliaia di euro di spese al mese, e in un altro post se vuoi facciamo l’elenco). Cosa gli dici, a uno così? Magari vuole accettare ed è la persona giusta, ma di certo non si venderà le mutande e non rinuncerà alla sua istruzione, a quella dei suoi figli che magari andranno ad Oxford, alla beneficenza che fa verso le associazioni culturali (perché no, molti lo fanno) e alle persone che lavorano per lui (in genere hanno uno staff). Cosa gli dici: vai a Roma, ti accontenti di uno stipendio base, abbandoni tutto quello che facevi prima (perché io lo pretendo: se ti pago per fare le leggi, per favore fai solo quelle tutto il giorno) e quando torni affari tuoi?

      Dai, per favore. Ecco, vedi, te lo dico con un sorriso, e lo dico a tutti quelli che fan sti discorsi. Decrescere va bene. Sono il primo. Cambiare gli stili di vita etc. Però l’esagerazione si trasforma in fanatismo e fa perdere di vista il senso delle cose. In una parola: demagogia. Non fatevi abbindolare da chi spara fuori ad alzo zero pretendendo che tutti siano equiparati allo stesso livello, solo per guadagnarsi il favore del popolo all’urlo di “a morte i politici schifosamente ricchi”. Si chiama demagogia ed è altrettanto dannosa.

      io voglio che tu possa andare in parlamento, e che se hai lavorato bene, facendo “ONORE” al tuo paese e rimettendoci in riga, facendo risparmiare miliardi di euro a me, a tutti gli italiani e a tutti i loro figli e nipoti, non abbia a preoccuparti per il tuo futuro.

      Il problema, lo ripeterò fino alla nausea, non sono le pensioni dei parlamentari: sono I PARLAMENTARI! Dobbiamo trovare un sistema per eleggere le persone DEGNE e poi, successivamente, per controllarle e cambiarle se non rispettano quanto stabilito. Il sistema è illustrato nell’ipotesi di sistema elettorale elaborata nell’articolo. Quello è il punto da commentare. Il resto è una perdita di tempo.

  • byoblu ha scritto :
    Dici cose giuste ma il problema della rete è proprio la sua maggiore forza, per questo l’e-governament è molto pericoloso, l’essere anonimi e votare attraverso la rete non va molto daccordo E chi ha detto che si vota anonimamente? Si vota dopo certificazione. I modi sono molti. Per esempio io posso iscrivere mio figlio a scuola inserendo la mia tessera della regione lombardia in un apposito lettore da pochi euro collegato al computer. In ogni caso le elezioni finali si svolgono nei seggi, come prima, come sempre. Solo la scrematura iniziale può essere fatta attraverso idonei strumenti online, per evitare di andare alle urne due o tre volte, con conseguente aggravio di costi.

    è molto pericoloso fornire un sistema di identificazione non solo per questioni legate alla privacy ma sopratutto perchè si facilitano i furti d’edentita. Purtroppo da tecnico ti dico che se ci sono interessi importanti dietro elettronicamente è molto più facile imbrogliare o fingersi qualcunaltro o usare una tessera della nonna anziana e votare a proprio piacimento.

    Sono convinto che la tecnologia in politica debba servire principalmente per informare, o per raccogliere opinioni un buon esempio sono i siti openpolis.it o Avaaz.org ma entrambi i siti mancano di ufficialità non sono riconosciuti ufficialmente da nessuno (anche se avaaz è piuttosto rispettato in ambito internazionale)

     

    • Questo perché non c’è nessuna legge che abbia identificato e imposto un “processo” gestionale di voto elettronico. Te lo dico da tecnico anche io. L’anonimato in rete, alla faccia della Carlucci, va preservato, ma ci possono essere servizi per i quali è necessario prevedere una stretta e precisa identificazione.

      Stiamo in ogni caso parlando delle fasi iniziali di raffinamento del programma: le elezioni nella loro fase finale, che è quella poi tradizionale, si svolgono come sempre alle urne. E lo si può fare anche nelle prima due fasi, se proprio l’ostacolo del raffinamento del programma e dei candiati in rete risulta così ostico. Si spenderà qualche decina di milione di euro in più, ma è poca cosa rispetto ai benefici che se ne traggono.

  • Il sig Rossi mai andrebbe comunque a far politica poiche oggi per farla, a meno di esserre sciaquino, parente, amante, moglie, figlio ecc. di queli che fanno le liste dei nominati per andare in politica a godere di tutto quel bengodi bisogna investire milioni di euro, dal che se ne deduce che se la politica convenisse di meno sarebbe parimenti più probabile che gente onesta e di qualità possa fare il politico.

  • Claudio, secondo me sottovaluti troppo il discorso dei compensi e dei privilegi.

    Secondo me la politica ha perso di serietà e responsabilità dal momento che è diventata una casta caratterizzata da privilegi assurdi e compensi abnormi. Fare politica è diventato un modo per arricchirsi e per assicurarsi una rendita sicura piuttosto che un modo per mettersi al servizio dei cittadini.

    Io non parlo di stipendi da 1000 euro al mese ma secondo me stipendi da 2500-3000 euro al mese sono stipendi più che dignitosi, che assicurano una certa tranquillità e che non arricchiscono. Gli eletti del movimento 5 Stelle sono lì a dimostrare che si può fare una buona politica anche rinunciando a tanti soldi e rinunciando ai rimborsi elettorali.

    L’azzeramento dei privilegi e una forte riduzione dei compensi secondo me avrebbero l’effetto positivo di allontanare dalla politica coloro che la fanno per arricchirsi e avvicinare solo le persone che la farebbero per puro servizio civico.

    Inoltre ribadisco che l’avere dei compensi ‘normali’ farebbe sì che chi fa politica rimarrebbe con i piedi ben ancorati a terra, dovendo affrontare i problemi che la gente normale dovrebbe affrontare ogni giorno, per cui la soluzione dei problemi della gente comune diventerebbe anche la soluzione dei propri. Questo porterebbe la politica a riavvicinarsi ai cittadini, cosa che non avviene più da tanto tempo.

    Inoltre l’asserzione che compensi più bassi voigliono dire maggiore rischio di corruzione non regge in quanto la classe politica italiana seppur sia quella più remunerata è anche quella più corrotta. Così come anche dire che rinunciare al finanziamento pubblico fa sì che la politica sia fatta solo dai ricchi cozza contro la realtà attuale dove di ‘poveracci’ mi sembra che ce ne siano pochissimi in politica

    Poi su tutto il resto ripeto, fondamentalmente lo condivido. Sia il discorso di nuove regole di campagna elettorale che permettano a tutti di gareggiare alla pari, sia il discorso di programmi scelti dalla gente in rete, sia lo scegliere i candidati solo successivamente alla determinazione del programma al quale dovrebbero semplicemtne allinearsi.

    • In politica i lestofanti ci sono non perché ci sono le garanzie, le tutele e così via. I poveracci mancano per via della legge elettorale che consente ai partiti di decidere chi deve essere eletto, e per via di un “sistema” elettorale nel quale chi ha più soldi fa campagne elettorali da nababbo. Questo determina che sono i più ricchi o più intrallazzoni (generalmente più avvezzi all’inciucio e che più probabilmente hanno scheletri nell’armadio) ad essere eletti. Quindi non bisogna tagliare i soldi a un cittadino onesto, che non ha niente o ha poco, per occuparsi del bene comune: bisogna assicurarsi che il politico sia onesto a monte, e lo si fa cambiando legge elettorale e facendo in modo che le campagne elettorali siano paritarie, assolutamente eque, indipendenti dai capitali personali. Quindi debbono essere pagate dalla collettività. Attenzione: non è lo stato che finanzia i candidati. E’ lo stato, ovvero noi tutti, che organizziamo dibattiti e conferenze e tutto quello che serve per “chiamare” i candidati a rispondere e potergli scegliere. Chiaro? E’ tutto all’opposto.

      Il discorso del movimento cinque stelle, per quanto riguarda zero soldi e tutto il resto funziona perché fino ad ora si è fatta una politica a km 0. Non funziona altrettanto se devi mandare della gente a Roma, lontana centinaia di chilometri da casa. E io mi rifiuto di pretendere che chi deve occuparsi della cosa più delicata del mondo lo debba fare senza avere tutti i mezzi a disposizione o dovendosi preoccupare del suo futuro e del futuro dei suoi cari.

      Anche perché, se non vogliamo essere demagogici, la politica (per quanto riguarda gli stipendi e le pensioni, ovviamente non parlo dell’apparato mastodontico come le province e gli sprechi che vanno tagliati, ma ci penseranno gli eletti stessi, se eletti con il sistema che ho proposto) non è il fattore che incide sulla spesa pubblica. Sono briciole. E’ demagogico pretendere che una cosa così complessa come l’amministrazione di uno stato debba farsi con pochi spiccioli. Bisogna solo occuparsi di scegliere le persone giuste, e poi vanno pagate. Il giusto, ma vanno pagate. Non voglio un ministro della Repubblica che va a prendere Cameron all’aeroporto in bicicletta. Voglio un ministro che mi rappresenta bene e che si veste con abiti che rendono onore al paese.

      Basta con questa demagogia. Voi fate come quelli che, siccome nel fotovoltaico e nell’eolico ci sono le mafie, vogliono eliminare le rinnovabili e passare al carbone (prima del referendum, al nucleare). Se ci sono le mafie, si fanno leggi per togliere le mafie, non per eliminare le rinnovabili. Allo stesso modo, se ci sono politici lestofanti, messi lì a rubare da una legge elettorale scandalosa, si mandano a casa e si formula una legge elettorale buona, che garantisca di mandare a Roma persone degne. Dopodichè, queste persone degne devono sentirsi a loro agio, con loro stesse, con i loro ospiti internazionali e rispetto al loro futuro. Non siamo in un villaggio di 20 persone. Siamo sessanta milioni di cittadini. Per favore, le giuste proporzioni. Tutto il resto è demagogia populista.

  • byoblu ha scritto :
    In politica i lestofanti ci sono non perché ci sono le garanzie, le tutele e così via. I poveracci mancano per via della legge elettorale che consente ai partiti di decidere chi deve essere eletto, e per via di un “sistema” elettorale nel quale chi ha più soldi fa campagne elettorali da nababbo. Questo determina che sono i più ricchi o più intrallazzoni (generalmente più avvezzi all’inciucio e che più probabilmente hanno scheletri nell’armadio) ad essere eletti. Quindi non bisogna tagliare i soldi a un cittadino onesto, che non ha niente o ha poco, per occuparsi del bene comune: bisogna assicurarsi che il politico sia onesto a monte, e lo si fa cambiando legge elettorale e facendo in modo che le campagne elettorali siano paritarie, assolutamente eque, indipendenti dai capitali personali. Quindi debbono essere pagate dalla collettività. Attenzione: non è lo stato che finanzia i candidati. E’ lo stato, ovvero noi tutti, che organizziamo dibattiti e conferenze e tutto quello che serve per “chiamare” i candidati a rispondere e potergli scegliere. Chiaro? E’ tutto all’opposto. Il discorso del movimento cinque stelle, per quanto riguarda zero soldi e tutto il resto funziona perché fino ad ora si è fatta una politica a km 0. Non funziona altrettanto se devi mandare della gente a Roma, lontana centinaia di chilometri da casa. E io mi rifiuto di pretendere che chi deve occuparsi della cosa più delicata del mondo lo debba fare senza avere tutti i mezzi a disposizione o dovendosi preoccupare del suo futuro e del futuro dei suoi cari. Anche perché, se non vogliamo essere demagogici, la politica (per quanto riguarda gli stipendi e le pensioni, ovviamente non parlo dell’apparato mastodontico come le province e gli sprechi che vanno tagliati, ma ci penseranno gli eletti stessi, se eletti con il sistema che ho proposto) non è il fattore che incide sulla spesa pubblica. Sono briciole. E’ demagogico pretendere che una cosa così complessa come l’amministrazione di uno stato debba farsi con pochi spiccioli. Bisogna solo occuparsi di scegliere le persone giuste, e poi vanno pagate. Il giusto, ma vanno pagate. Non voglio un ministro della Repubblica che va a prendere Cameron all’aeroporto in bicicletta. Voglio un ministro che mi rappresenta bene e che si veste con abiti che rendono onore al paese. Basta con questa demagogia. Voi fate come quelli che, siccome nel fotovoltaico e nell’eolico ci sono le mafie, vogliono eliminare le rinnovabili e passare al carbone (prima del referendum, al nucleare). Se ci sono le mafie, si fanno leggi per togliere le mafie, non per eliminare le rinnovabili. Allo stesso modo, se ci sono politici lestofanti, messi lì a rubare da una legge elettorale scandalosa, si mandano a casa e si formula una legge elettorale buona, che garantisca di mandare a Roma persone degne. Dopodichè, queste persone degne devono sentirsi a loro agio, con loro stesse, con i loro ospiti internazionali e rispetto al loro futuro. Non siamo in un villaggio di 20 persone. Siamo sessanta milioni di cittadini. Per favore, le giuste proporzioni. Tutto il resto è demagogia populista.

     

    OK Claudio, prendo atto che per te è demagogia pensare che un politico debba avere un compenso di 2500-3000 euro.

    ne prendo atto anche se continuo a vederla in modo differente

    • Come ho scritto due commenti più sotto (prova a leggerlo), vorrei che ci concentrassimo sul sistema di candidatura ed elezione, che è quello importante. Il resto è secondario ed è oggetto, per logica, di riflessioni separate. Forse ho sbagliato ad argomentare le due riflessioni nello stesso articolo, perché si finisce solo a parlare del signor Rossi e non del resto.

      Giusto per rispondere alla tua “presa d’atto”, ti dico che i numeri specifici sono ininfluenti dal mio punto di vista, anche perché esiste una commissione emanazione del popolo che stabilisce i compensi e il resto in base all’efficacia e all’efficienza nel rispetto del programma stabilito dai cittadini. Dunque semplicemente non trovo fondamentale lesinare due o tre mila euro in più a un ministro, che di quei soldi deve fare un uso anche non personale (organizzare dibattiti, spostarsi velocemente per partecipare a più riunioni, rappresentare decorosamente, con abiti degni, le istituzioni italiane di fronte agli altri governi eetc) quando finalmente, con un nuovo sistema elettorale siffatto, questo ministro, rispettando puntualmente il programma dei cittadini, ti fa risparmiare decine e decine di miliardi di inefficienze, corruttele e spesa pubblica. Non è il punto fondamentale della questione e perdiamo solo tempo a discuterne.

      I soldi servono anche a garantire il sig. Rossi che quando finisce il suo mandato, se non trova subito un lavoro, ha qualcosa da parte per sé e per i suoi figli, ma se questo mette in crisi tutto il resto, allora non preoccupiamocene. 

      Stabiliamo prima come e se questo sistema può essere valido, e poi per quanto riguarda i compensi, se ne parla, in base alle reali necessità.

  •  Sorry, ma io non confondo *niente*. Ho riletto l’articolo e ci ho riflettuto.

    Ed il punto e’ sempre li’: guardare la storia e non inventarsi ipotesi personali, che possono anche essere ispirate da giusti principi, ma se la storia (e *non delle ipotesi*) dimostra chiaramente che le ipotesi non possono funzionare, le ipotesi vanno abbandonate immediatamente.

     *La storia*, non io ne’ te ne una mia o tua ipotesi, dimostra chiaramente che il sistema delle corruttele *non e’ affatto* dovuto "alla ciurma", se con questa intendi "quelli che sono stati eletti". Il sistema delle corruttele c’e’ perche’ conviene a corruttori e corrotti, ovvero alla "ciurma totale", cioe’ ad eletti ed elettori. Se non ci fosse l’imprenditore che desidera mettere le mani sull’appalto senza sottostare alla normale concorrenza non ci sarebbe bisogno di corrompere nessuno. E questo, come ho scritto da altre parti, lo puoi verificare in grande e in piccolo. Non c’e’ nessuno che non pretenda il "monopolio" su quello che fa e guai a chi glielo tocca. Dal piccolo commerciante che se dai la licenza ad un negozio simile dall’altra parte della strada si infuria a tassista, che al momento in cui dovesse vedere liberalizzata la professione guarda cosa ti ha scatenato a Roma (quando era ancora sindaco Veltroni), al grande imprenditore che pretende, una volta messe le mani sulle frequenze televisive o sulle autostrade, di non avere nessuno che gli frantuma le balle. Ma potrei farti esempi ancora piu’ in piccolo: a Roma ogni tanto vengono organizzati piccoli tornei di scacchi (di quelli che durano un pomeriggio e che possono fruttare all’organizzatore al massimo qualche decina di Euro: si era arrivati al punto che se uno voleva organizzarne uno, doveva chiedere l’approvazione al gestore del calendario regionale per fare in modo che i vari tornei non andassero in concorrenza tra loro. E per quanto ne so e’ ancora cosi’). In altre parole: non inventarsi ipotesi strane (ovvero che il signor Rossi non potrebbe fare il parlamentare per 3000 Euro/mese), specialmente se, come sarebbe giusto, gli si mantenesse il lavoro (ma anche questa e’ un’ipotesi).

    Tra l’altro, come signor Rossi, io sarei perfetto: negli ultimi 3 mesi ho

    lavorato circa 15 giorni e per i prossimi mesi probabilmente lavorero’ non piu’ di 2 giorni/settimana. Sai che sforzo lasciare il mio lavoro per 3000 Euro/mese (PS: sono ingegnere informatico quindi, teoricamente, uno di quelli che dovrebbe avere meno difficolta’ a trovare lavoro, visti anche i 15 anni e passa di esperienza).

    Si deve *guardare la realta’*: la "ciurma" e’ corrotta perche’ chi l’ha votata voleva che li’ ci fossero dei corrotti. E voleva che questi avessero i mezzi per mettere in atto la corruzione (che non va solo a favore dei corrotti ma anche dei corruttori, che in questo paese, sono la stragrande maggioranza).

    Se non si parte dalla consapevolezza di essere in minoranza assoluta non si va da nessuna parte. Ergo la possibilita’ e’ una sola: togliere ai corrotti e ai corruttori i mezzi per mettere in atto la corruzione => meno parlamentari => meno corrotti => meno soldi => meno mezzi per mettere in atto la corruzione. In altre parole: la nave funziona malissimo e non e’ perche’ l’equipaggio non esegue gli ordini di chi comanda (ovvero chi si e’ scelto l’equipagggio). L’equipaggio esegue *esattamente* gli ordini di chi comanda, ovvero di chi li ha eletti. C’e’ solo da sperare che la frana coinvolga, dopo il "signor Rossi", anche l’elettore che si e’ scelto quell’equipaggio. E per quanto mi riguarda non appoggero nessuno che non abbia nel proprio programma la riduzione del numero dei parlamentari (dimezzarli non basta, bisogna ridurli al massimo a 150), la limitazione del numero dei mandati (secondo me non piu’ di uno) e la riduzione dello stipendio (massimo 3000 Euro/mese, che mi sembrano anche troppi). Concorderei invece con il mantenimento del lavoro per la dutate del mandato (sostituito da un altro temporaneamente per questo periodo).

    Anzi probabilmente non appoggero’ nessuno finche queste misure non saranno state prese (non solo presenti nel programma, come l’abolizione delle province, ma proprio messe in atto). E’ condizione fondamentale e irrinunciabile. Per il resto, il tuo ragionamento continua a non convincermi nemmeno un po’ E la teoria secondo cui "il signor Rossi" non avrebbe i mezzi di sostentamento per candidarsi e’ banalmente dimostrabile che e’ falsa: io ne sono un controesempio vivente, ma anche se io non esistessi gli impiegati che guadagnano meno della meta’ di 3000 Euro mesili con contratto da subordinato sono in numero pressoche’ infinito (ti posso presentare tutti gli ingegneri che vuoi che guadagnano meno di 1500 Euro con contratto da subordinato).

    No, piu’ ci penso e piu’ penso di non aver frainteso l’articolo: la nave funziona malissimo! E non a caso.

     Ciao, Marco

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