Il cromosoma della dignità

Se non stessimo ruzzolando ormai senza freni sul triste declivio del degrado sociale, sentire Tarantini chiamare Berlusconi per chiedergli se può fare qualcosa per i suoi procedimenti penali susciterebbe una incontrollabile ilarità. Sarebbe come chiedere a Fantozzi la ricetta per far colpo sulle donne, o a Sallusti come si curano le doppie punte.
Purtroppo non è più tempo di sorrisi, neppure amari. E’ piuttosto forse l’ultima occasione di dimostrare se nel nostro dna resta ancora qualche cromosoma preposto al sentimento della dignità. Proviamo a spiegarlo a tutti, con calma.
Una società, idealmente, è composta da due istinti diversi e contrapposti: quello che tende a ripristinare lo stato di natura, dove il pesce grande mangia quello piccolo, e quello che tende a costruire una convivenza civile, dove avviene invece che il pesce grande aiuta il pesce piccolo a mangiare. Ai due estremi si collocano i criminali, da un lato, e le istituzioni dall’altro, impegnati in un estenuante tiro alla fune. Per sperare di tenere almeno metà della corda nel proprio campo, le istituzioni devono avere una tensione ideale altissima. Altrimenti mafiosi, faccendieri e delinquenti ordinari danno uno strattone alla fune, la arrotolano e se la portano via. E chi s’è visto s’è visto. Abbiamo bisogno di una squadra che non molla, neppure di fronte all’evidenza, composta da persone che continuano a tirare anche se restano da sole. Gente che piuttosto di arrendersi si fa fumare i palmi delle mani.
Ora, tanto per intenderci, supponiamo che il Presidente del Consiglio abbia ragione, che ci sia cioè uno scontro tra i poteri tale per cui quello nei suoi confronti sia mero accanimento giudiziario. In tal caso, come un capitano che non abbandona la nave a costo di affondare, dovrebbe combattere fino all’ultimo per ripristinare il corretto rapporto tra gli apparati dello Stato. E’ quella tensione ideale di cui parlavamo prima, che è indispensabile per un politico come l’incudine per un maniscalco. Quando Walter Lavitola, da Sofia (dove il 24 agosto si trovava impegnato in delicate trattative d’affari per conto di Finmeccanica – pensa te chi dobbiamo mandare a rappresentare uno dei più grossi gruppi industriali italiani che fornisce il Ministero della Difesa), gli telefona per chiedergli cosa deve fare, in vista degli interrogatori cui la magistratura di Napoli sta per sottoporlo, un Presidente del Consiglio che faccia gli interessi delle istituzioni avrebbe dovuto rispondergli di rientrare immediatamente, perché la battaglia per la giustizia si deve combattere in Italia, di fronte all’opinione pubblica, che deve trarne così forza e motivazione per tirare con maggiore determinazione quella dannata corda. Invece Berlusconi dice a Lavitola di restare all’estero, ragion per cui quest’ultimo parte per il posto più lontano possibile: il Brasile. Sono le parole di un uomo che nella migliore delle ipotesi è cinico, stanco, rassegnato, inadatto dunque a condurre il paese fuori dalla crisi istituzionale e finanziaria. Per cui deve dimettersi. Vogliamo uno che non molli la corda.
Se invece Berlusconi avesse torto, ovvero se la magistratura avesse rilevato profili di illegittimità nel comportamento di Lavitola e di Tarantini, tra cui quei 500 mila euro che il Presidente del Consiglio avrebbe pagato per non essere ricattato, a maggior ragione l’istigazione alla latitanza rappresenta un comportamento indegno per chi rappresenta uno stato di diritto nella interminabile lotta contro la tensione al disfacimento, all’entropia, allo stato di natura. Per cui deve dimettersi. Vogliamo uno che la corda la tiri dalla parte giusta.
In entrambi i casi, il Presidente del Consiglio è “unfit“. Come se poi non bastasse a capirlo valutare il grado delle sue frequentazioni. Ecco parte della deposizione di Angela Devenuto, moglie di Tarantini:

« Il presidente è una persona che gli piace fare le cene. […] Allora lui portava delle amiche, ma delle amiche, ci sono nei verbali di Bari, gente che erano delle ragazze normali, che facevano lavori comuni, oppure, che ne so, gente anche amiche dello spettacolo. […] lui invece per lavoro andando a Roma e a Milano era più addentrato in questo settore. »

Certo, dopo la rubrica del telefonino di Conceicao Dos Santos Oliveira, la “facilitatrice” milanese che telefonava al nostro Presidente del Consiglio (quello della tensione ideale) e aveva in rubrica anche “Rubbi troia“, non ci stupiamo più di niente.
E’ per questo che dobbiamo dimostrare al mondo se abbiamo o non abbiamo quel benedetto cromosoma della dignità. Perché se non ce lo abbiamo, allora vendiamo questo paese agli islandesi e iniziamo a mandare curricola ai pescatori di tutto il mondo. Per i loro ami, di vermi c’è sempre bisogno e noi italiani non c’è niente da fare: siamo i migliori.


 Questa sera vi aspetto a Firenze, alle ore 19, all’incontro “La Rete Viva“.

14 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Eliminiamo il suffragio universale. Quelli che non hanno senso dello Stato e non hanno idea di cosa sia l’educazione civica insieme a quelli senza buonsenso non devono votare.

    • straquoto. da anni sostengo la tesi dell’opportunità di istituire una sorta di “patente” per l’accesso al voto. se non possiedi una conoscenza basilare e solida in materia di “regole del consesso civile” non puoi diventare elettore attivo (nè tantomeno passivo), pena il rischio di una repubblica delle banane dove il voto di gente che non conosce la differenza tra poteri o anche molto peggio (vedi le famose interviste ai papiminkia) vale quanto quello di marco travaglio

       

      PS Claudio grandiosa la definizione “unfit” riferita al cazzaro brianzolo

  • Condivido il tuo sgomento come tanti altri sicuramente, ma il punto è che c’è tanta gente che continua a vivere la loro esistenza come se niente fosse, molti nemmeno le sanno queste cose, non glie ne importa niente, pensano che sia uno spettacolo, che sia qualcosa di lontano dalle proprie vite; lo constato con la mia esperienza quotidiana. Il problema di noi italiani e che abbiamo un livello culturale medio estremamente basso e non c’è coesione sociale tra i cittadini, non c’è un sentimento di appartenenza alla patria (come affermava ieri sera Eugenio Scalfari nella trasmissione di approfondimento del film Silvio Forever). Non scateneremo nessuna RIVOLUZIONE se prima non ci avranno tolto tutto anche il nostro menefreghismo, quando la situazione sarà talmente insostenibile da essere in gioco addirittura la nostra soprovvenza, allora forse troveremo lo stimolo ad agire, rischiando che sia ormai tardi. Ho come l’impressione che esista un progetto, ideato da coloro che tengono al guinzaglio i politici, volto a rendere l’Italia un paese del terzo mondo. E’ come se i politici avessere il compito di sabotare il nostro paese dall’interno invece di difenderlo come anno promesso e giurato, così come farebbe un super manager (vedi Mauro Masi, Tronchetti Provera, Callisto Tanzi, ecc.) pagato profumatamente e grandemente richiesto dai soci di maggioranza non per far fiorire l’azienda, ma per farla fallire. Spero che queste siano solo paranoie, ma se fosse vero non ci resta che guardare con fiducia l’esempio dell’Islanda e sperare che sia possibile anche qui.

  • L’idea di vendere il paese -ma pure regalarlo- agli islandesi non mi dispiacerebbe, oltre al fatto che si stanno dimostrando, lassù, di gran lunga meno ‘vermi’ di noi…

  • Byoblu ha scritto :
    “Per i loro ami, di vermi c’è sempre bisogno e noi italiani non c’è niente da fare: siamo i migliori”

    L’educazione prima di tutto. Un impegno coerente e concreto.

  • Se qualcuno ha ancora tanto senso civico e vorrebbe far qualcosa piuttosto che fare il  “verme” (usando lo stesso eufemismo), allora si informi su internet, facebook, o altri social network o siti, o forum di discussione perchè tra questo mese e il prossimo in Italia ci saranno molte manifestazioni contro il regime, la politca, la manovra, e tanto altro. Non tutti stanno a guardare, molti vogliono partecipare, direttamente o indirettamente a salvare questo paese e di quanto buono gli è rimasto. Scendere in piazza è un diritto e un dovere quando si prova e condivide l’indignazione. Bisogna far qualcosa tutti.

    • Sono anni che “qualcuno” si informa e fà qualcosa, uno di questi è proprio il titolare di questo blog.

      Il problema è l’assordante silenzio stampa, nessuno sa cosa sia successo e cosa stia succedendo, e nessuno sa che c’è una parte dell’italia che contesta questo stato di cose.

      Sino a quando i tg ci informeranno se è stato ritrovato il cane della brambilla, e se lo stesso porta o no le autoreggenti, non cambierà nulla …

      Comunque nell’ombra, i “carbonari”, cospirano, informano, si organizzano …

       

  • aluises ha scritto :
    Sono anni che “qualcuno” si informa e fà qualcosa, 

     

    Non basta più quel qualcuno, pur rimanendo di fondamentale importanza, che ci informa, l’informazione non ha senso se non si prende coscienza, e prenderne coscienza non avrebbe senso senza poi far nulla.

  • Ciao Claudio

    “IL VERO POTERE RISIEDE NELLE MANI DEI DETENTORI DEI MASS MEDIA “

    disse il venerabbile, e purtroppo è vero, questo ne è l ennesima prova. Non so perché continui a meravigliarti, io ne sono consapevole ormai al 100% e non mi fa nemmeno più schifo, e la voglia di incazzarmi ormai mi è passata. Non che io mi sia arreso, ma perché ho capito che fintanto che lui e quelli che lo sostengono avranno il controllo dei media B. e copagni possono fare qualunque porcata, raccontare barzellette  con tanto di finale osè  o anche una bestemmia, tanto alla fine magicamente qualcuno trasformerà tutto. E se qualcuno ricorda la battutaccia o la bestemmia ??  beh ….. te la fanno dimenticare, così come hanno già fatto dimenticare le leggi porcate. La finanziaria esempio da un altra batosta alle batoste già il fatto di portare  l iva al 21% dovrebbe essere oggetto di dibattito, e invece si parla di tutto, ma proprio tutto, tranne ……

    vabbè l argomento sarebbe lungo, vi saluto a presto    

    Diamante

  • il porete sta nei media, significa che essi influenzano gli usi e le abitudini delle persone, il modo di concepire il mondo di farsi un idae di come funzioni ecc…  B. porta le prostitute a Palazzo Grazioli ….  vabbè quello è uno che si diverte, mangano è un eroe ..  vabbè son condiderazioni sue, cambia o approva legge che gli servono .. per forza i giudici non lo lasciano stare… ecc ecc. Ti ho fatto l esempio delle tasse, ricordi Padoa Schippa quando disse “le tasse sono una cosa meravigliosa” se lo mangiarono, ora ci fanno il sederino ,  ti aunmentano l iva è che senti iin televisione ??  è una cosa equa, è l europa che lo chiede ..  ecc ecc.  Internet ci fa capire le cose per questo NOI ci indigliamo ma credimi parlo con persone che non usano le rete o la usano come sinonimo di filmini hard facebook ecc..  e credono al telegiornale. Si fanno un idea che è tutta in quella direzione. Per questo non sembrano indignati perché hanno la loro visuale delle cose, distorta. Fintanto i media, tv in testa restano il mezzo di informazione di massa preferito dagli italiani vedremo questo e altro.  Spero di essermi chiarito  Diamante

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi