Una patente di discussione a punti per i talk-show

Gli ospiti televisivi che impegnano il servizio pubblico non lo possono sequestrare. Il dibattito è di tutti e non appartiene a nessuno. Le parole sono una ricchezza di cui va fatto un uso oculato. Devono servire a spiegare, a capire. Non possono essere usate come clave in una trasfigurazione moderna delle liti cavernicole.
Le vene fuori dal collo che si gonfiano nel tentativo di sopperire all’apnea dell’ingordigia verbale, la requisizione dei tempi di antenna quasi fossero una proprietà privata, le scaramucce demagogiche per trastullare il popolino e tutte le questioni di natura personale vanno lasciate fuori. Il microfono è un testimone che deve essere ceduto. Il conduttore va rispettato. Il pubblico in sala deve essere padrone. Gli ospiti sono al suo servizio e al servizio di tutti gli italiani che accettano di concedere loro udienza per due ore della loro vita.
Oggi invece avviene il contrario. Gli ospiti arrivano cinque minuti prima che inizi la trasmissione. Monopolizzano i tempi. Inquinano il dibattito. Urlano. Si insultano. Calpestano ogni regolamento e calpestano il diritto del popolo ad essere informati correttamente. Poi si alzano e svaniscono nel nulla dal quale sono arrivati. Uno studio televisivo dove va in onda un talk-show politico è come un tempio dell’informazione dove si celebra il rito della conoscenza. Non può essere svilito da chi lo profana con il suo disprezzo.
Ci vogliono regole nuove. Bisogna istituire una patente di discussione a punti. Un neopatentato è a pieni punti. Gli ospiti che prevaricano il diritto degli altri subiscono una decurtazione dei punti. Quelli che non fanno parlare, quelli che urlano, quelli che offendono, quelli che non rispondono alle domande vengono giudicati dal pubblico e perdono progressivamente il loro diritto di comparsa. Perchè è il pubblico che paga e ha diritto in cambio ad un servizio. Ai dibattiti più seri possono partecipare soltanto coloro che, essendosi sempre comportati dignitosamente ed essendosi dimostrati in grado di illustrare i fatti in maniera circostanziata e sintetica, sono a pieni punti. A mano a mano che i punti scendono, scende anche il livello delle trasmissioni a cui si può partecipare in qualità di ospiti. A zero punti sei buono per il Grande Fratello. Se vuoi ricaricare la patente, non ti resta che sostenere un esame in cui devi dimostrare di avere compreso il senso della parola civiltà.
L’educazione e lo sforzo della sintesi non possono essere richiesti solo al pubblico che interviene da casa o in studio. Il tempo del capitalismo di rapina della parola deve finire.

7 commenti

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  • Pienamente d’accordo con te Claudio, Le trasmissioni televisive sarebbero un vero successo se fosse concessa la parola più ai blogger, ai giornalisti, agli studenti, ai lavoratori, insomma alle persone vere, piuttosto che ai politici.

    Spero che “comizi d’amore”, la nuova trasmissione di Santoro in preparazione si muova in tal senso.  

  • Mi meraviglio già di come sia possibile vederti in tv. Anche se per una scorreggia.

    Sarebbe bello vederti parlare attraverso il grande schermo. Pagherei volentieri il canone.

     

    A zero punti sei buono per il Grande Fratello. 

     

  • Bella l’idea della patente di discussione a punti.

    Il conduttore deve avere il controllo totale, una grande autorità e sopratutto una personalità forte, deve essere capace di sparare la famosa “seconda domanda” e quando è necessario deve sbugiardare il suo ospite. gli interventi degli ospiti devono essere RIGOROSAMENTE CRONOMETRATI, chi non rispetta o interrompe l’altro; viene penalizzato, gli viene dimezzato il tempo del prossimo intervento e così via finchè gli si azzeri e va seduto in mezzo al pubblico.

  • Ma ancora andate dietro a sta gente?Trasmissione pietosa. La brutta copia di annozero 80 cm più bassa.Il tv sul pavimento invece che sul tavolo.Gli spettatori allo stesso livello degli ospiti ma sempre disposti in circolo.Il colore rosso imperante.I pannelli tv in basso davanti gli spettatori invece che in alto dietro.Mi meraviglio sia andato a reggere il moccolo a questi zombie.L’unica intuizione twitter… Certo che se fosse servito ad rendere in diretta un qualche riscontro dal pubblico di casa… Invece serviva alla redazione per i comunicati…Così nuova e già vecchia decrepita nei modi e nei contenuti… Paragone la brutta copia di altri conduttori…Secondo voi porta lenti a contatto o ha fatto il laser a eccimeri?Sole o lampados?

  • Il comportamento del sig. MARTINO che ha dimostrato un ECCESSO di MALEDUCAZIONE, INCIVILTA, PREVARICAZIONE, PREPOTENZA, INTOLLERANZA ecc. nei confronti di DON GALLO, che, se non altro per la sua avanzata età DEVE ESSERE RISPETTATO. invece il RAPPRESENTANTE del più BECERO POTERE lo ha INSULTATO, “PRETAIOLO” interroppendolo continuamente perchè sentiva bruciare sulla sua COSCIENZA le VERITA inoppugnabili del SACERDOTE. Questi sono i FIGURI che ci governano alle dipendenze del MAFIOSO, PIDUISTA, CORRUTTORE che fugge come un CONIGLIO dalla GIUSTIZIA.

  • Certo, finché in TV e sugli organi di informaizone ci stanno i giornalisti… gente che nella migliore delle ipotesi non sa o non capisce un ca§§o e non si sa né come né perché è autorizzata a parlare di tutto…

    Dovrebbe parlare chi sa qualcosa e ha qualcosa da dire, gli altri dovrebbero fare un atto di onestà intellettuale e stare zitti e magari imparare qualcosa. Ma il “sistema” non funziona così, anzi vive proprio perché non funziona così.

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