Il più grande spettacolo dopo il Big Bang

 Mentre il paese, con un tempismo da orologiaio svizzero, si diverte a parlare di culone inchiavabili, di cammelli in cambio di pelo di soubrette, di presidenti del Consiglio a tempo perso, di foraggiatissime mignotte che impartiscono lezioni di etica subumana in televisione, il governo taccheggiatore approfitta della loro distrazione per sfilare loro dalle tasche il portafoglio. Quando la bufera delle intercettazioni sarà passata, esattamente come sono passate le altre, senza conseguenze per Mangiafuoco, il siparietto del carrozzone calerà sulle marionette e i burattini di legno si scopriranno ancora più poveri, soli e impotenti. Signori, ammirate l‘arte illusionistica dell’incontrastato, insuperabile, inarrivabile Re della fiction, il suo show più grande prima della tumulazione nel mausoleo di Arcore: il più grande spettacolo dopo il Big Bang.

 
Intanto che l’uomo più intercettato del mondo si diverte a disseminare i giornali di gossip e gag degne di Drive In e di Zelig, gli italiani subiscono proprio in questi giorni le conseguenze di una manovra finanziaria che ha risparmiato i ricchi e ha reso ancora più schiavi i poveri. Per Confesercenti, ogni famiglia dovrà tirare fuori 140EUR in più all’anno. Secondo Federalimentare l’esborso non sarà inferiore ai 180EUR, mentre Adusbef e Federconsumatori arrivano a quantificare la stangata in 408EUR. Inoltre, l’aumento dell’Iva dà modo agli esercizi commerciali di fare qualche ritocchino collaterale ai prezzi, giusto per non fare un torto ai beni lasciati fuori dalla manovra. Piccole cose: deodoranti, detersivi per l’igiene dei pavimenti. Secondo il Codacons, una robetta da 385EUR all’anno.
Ma la stangata più subdola è quella perpetrata ai danni dell’informazione libera. Nonostante questo sia il paese meno digitalizzato d’Europa, con conseguenze inquantificabili sullo sviluppo dell’economia e sulla vitalità del sistema democratico (siamo cinquantatreesimi nel mondo), anziché incentivare quei 30 milioni di italiani che non navigano ancora su internet a dotarsi di computer e chiavetta, si disincentivano i 30 milioni di cittadini già fortunatamente connessi a rinnovare l’abbonamento.
Tra i cosiddetti servizi di lusso di cui il governo sembra pensare si possa fare a meno, ci sono infatti i computer e gli abbonamenti a internet. Non solo l’IVA per le connessioni alla rete passa dal 20% al 21%, ma per di più la legge consente ai gestori di retrodatarne l’aumento, che può essere così applicato ai consumi non ancora fatturati. Quando vi arriverà la bolletta, controllate che gli incrementi partano dal 18 settembre e non prima.
Internet non è un servizio di lusso: è un bene essenziale perché afferisce direttamente al diritto dei cittadini di essere informati. L’Iva per le connessioni alla rete non deve essere aumentata. Va semmai ridotta al 4% come quella applicata ai generi di prima necessità o eliminata del tutto, perché mai come ora l’informazione libera e il dibattito aperto che la rete è in grado di garantire sono risorse di vitale importanza.
Come nei paesi evoluti del nord Europa, è necessario introdurre la connessione alla rete come diritto costituzionale. Una proposta di Wired e di Stefano Rodotà esiste già, si può sottoscrivere qui e suona così:

Articolo 21-bis della Costituzione
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Al momento ci sono già 4471 firme. Manca ancora la vostra.

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4 commenti

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  • Ciao Claudio, grazie per l’imput sulla proposta di Wired e di Rodotà. Incredibile come una proposta così importante – datata 2010 – non abbia avuto il giusto risalto nemmeno in rete…

    • Sono poco pratico di Internet, un asino di queste benedette tecnologie informatiche ma tengo a segnalare che leggendo l’articolo, arrivato al link “manca solo la tua firma”, immediatamente ho cliccato per mettercela. Ho avuto la sgradita sorpresa d’incontrare un ERRORE.

      Come capitato a me, non sarà che così sarà capitato a migliaia di altre persone per cui risulta la scarsa partecipazione dell’opportuna proposta di aggiornamento costituzionale dell’Art. 21? Mi scuso in anticipo se ho scritto una sciocchezza!  

  • Ma quando capirete che i veri burattinai sono altrove? Lo spettacolo che vediamo è fatto da marionette ma i mangiafuochi sono più in alto.

  • Ciao Claudio,

    ti faccio i miei più sinceri complimenti, ti seguo da un bel pò..volevo solo aggiornarti: da 53simi siamo passati a 56esimi nel mondo!

    Questa cosa mi lascia semplicemente attonito..se non fossi imbestialito mi verrebbe da piangere.

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